mercoledì 6 maggio 2026

Find the differences – livello facile

Le differenze fra il carattere dei fratelli si vedono un po' dappertutto, ma la meraviglia sta nelle piccole cose, come ad esempio la musica che ascoltano mentre si fanno la doccia. Mentre infatti Secondogenita spara a tutto volume Should I Stay or Should I Go dei Clash, alla sua età Primogenita si struggeva con le canzoni depressive di Ultimo. E io le amo anche per questo: sono così diverse ma così maledettamente meravigliose.

martedì 5 maggio 2026

Il magico mondo della panciera

Ora che il dolore all'addome è decisamente sopportabile, a volte manco c'è, un altro dolore si è fatto preponderante nella mia vita quotidiana: la schiena. Io non ho mai sofferto di mal di schiena per cui quando sentivo la gente lamentarsi non ero ben consapevole dell'entità del problema. Beh ora lo sono. Portando tutto il giorno la panciera ormai da tre settimane e togliendomela solo di notte, i muscoli di dietro stanno andando completamente a ramengo. All'inizio il dolore era sopportabile ma già dopo una decina di giorni è diventato un inferno. Il momento in cui mi attanaglia senza scampo è proprio di notte, soprattutto verso le 4,30/5,00 del mattino. Mi sveglio dal dolore e fatico a riprender sonno. Mi ci vogliono parecchie ore e una buona dose di camminata per ripigliarmi del tutto e a volte, come questa mattina, non ci riesco. Spero con tutto il cuore che al controllo chirurgico di giovedì prossimo mi diano il via libera per togliermela e che mi diano anche una data in cui potrò ricominciare liberamente a fare stretching. E a tutti coloro che soffrono di mal di schiena costante: chiedo scusa per tutti questi miei 44 anni senza aver ben compreso la vostra pena.

Dichiarazioni di livello superiore

La più grande dichiarazione d'amore che Birullulo potesse farmi è arrivata proprio ieri sera quando, nel culmine della messa a letto, mi ha guardato con quei suoi occhioni da cerbiatto e mi ha sussurrato:

“Mamma ti amo più del mio baba”

domenica 3 maggio 2026

L'intervento

Per la prima volta in vita mia ho vissuto la fantastica esperienza delle potenti droghe a disposizione dei medici anestesisti che in quattro nanosecondi mi hanno spedito nel magico mondo del BOH. E non solo. In seguito a un potentissimo mal di testa mi hanno iniettato direttamente in vena non so quale spettacolare medicina che nel giro di neanche 5 minuti VOILA'. Posso dire che è stato bello? Comunque l'intervento in sé è andato davvero bene ma devo dire che in tutti questi mesi mi ero concentrata più sulla preoccupazione del “quando starò bene dovrò sforzarmi di non strafare” senza concentrarmi troppo sul prima. Chi aveva mai pensato al dolore post-operatorio? Che polla che sono, me ne rendo conto. Comunque già dopo qualche giorno ero in piedi a camminare a passo di lumaca ma risoluta (forse fin troppo) a non perdere massa muscolare. Ho iniziato con un chilometraggio ridicolo a tempi ridicoli per poi prendere un ritmo di 10km di media al giorno (forse fin troppo). Posso dire di essermi riposata ma non del tutto in effetti. Intervallata da pause a letto per ripigliarmi, ho fatto quasi tutto quello che di solito faccio. Sono rimasti esclusi: venire a lavorare, caricare e scaricare la lavastoviglie, pulire la sabbia del gatto, fare la spesa e pulire i bagni. Ho letto tanto, tantissimo. Non sono una amante della tv in generale ma mi sarei aspettata di accenderla un bel po' e invece mi sono ritrovata a rendermi conto fino a sera di non averla mai toccata. Ho letto un genere di libri che di solito non mi attira per niente (sono una da rimanzi storici) ma mio suocero mi aveva portato IT e The Shining e così mi ci sono gettata a capofitto. E non è proprio il mio genere. Io ODIO tutto ciò che crea tensione, tutto ciò che crea paura, ma di fatto non mi hanno creato né tensione né paura, si leggevano scorrevolmente e ho passato delle belle giornate di lettura. Ora aspetto la visita chirurgica a metà mese, vengo e torno dal lavoro a piedi (circa un'oretta di camminata all'andata e una al ritorno), indosso la panciera sexy che più sexy non si può e non ho la minima voglia di tornare a correre (il solo pensiero mi fa venir male). Si'ori e si'ore: son tornata!

martedì 14 aprile 2026

Domani, che domani!

Domani sarà il gran giorno previsto per l'operazione per cui non so se nelle prossime settimane riuscirò a scrivere, sicuramente non nei primi giorni. Non sono in ansia, non sono tesa, giusto il post-operatorio mi fa un po' timore perché ho paura di non essere in grado di limitarmi. Perché finché ci sarà il dolore sarò costretta a non far nulla, ma quando il dolore non ci sarà più, o sarà tutto sommato sopportabile, allora sì che dovrò essere brava. Ho anche paura di ricominciare troppo presto nello sport, di non riuscire a capire fin dove è giusto fare e dove sia giusto fermarsi. Per questo ho pensato di aggiungere una settimana alle indicazioni mediche in modo da essere sicura di non far kazzate. Vi aggiornerò a inizio settimana prossima, per il momento vi saluto con un enorme abbraccio collettivo!

domenica 12 aprile 2026

La furbona

Mi raccomando Primogenita, fatti trovare in stazione alle 16,20

E indovinate un po' chi non c'era in stazione a Roma per tornare in treno con me a casa? Io avevo appena corso una maratona, ero distrutta. Le avrò ripetuto l'orario una duecentina di volte, mi ero tenuta un gioco di mezz'ora (il treno sarebbe dovuto partire alle 16,50) e il treno è partito in ritardo, alle ore 17,00. Nonostante tutto è riuscita a perdere il treno e io sono partita lo stesso. Sì. Madre degenere. Perché la ragazza ha ormai quasi 18 anni e deve darsi una svegliata. Ovviamente per Mr D. era ed è stata colpa mia, figuriamoci. La sua fortuna è stata che ero troppo stanca per preoccuparmi troppo e che ho avuto due ore di tempo per sbollire l'inkazzatura. Arrivata a destinazione ho aspettato la ragazza che mi è stata consegnata dalla polizia ferroviaria a causa del suo biglietto del treno non corrispondente al treno preso. Alla poliziotta è bastata un'occhiata alla mia faccia e un'occhiata alla faccia di Primogenita per farci andare via senza nessuna conseguenza. Le è andata decisamente bene, alla furbona.

venerdì 10 aprile 2026

Un passettino alla volta

Ogni giorno un passettino, o avanti o indietro, ma pur sempre un passettino. Ieri abbiamo di nuovo discusso ma io sono stata davvero davvero brava ed è giusto che me lo riconosca. Ieri Mr D. ha avviato un processo: lo stato vs Spetti e devo dire che me la sono cavata fin troppo bene. Sono riuscita a ribattere ogni singola accusa che mi veniva rivolta con calma ma determinazione senza farmi prendere dal mutismo o senza avere il solito cervello bianco da discussione e facendo anche presente quanto fosse assurda la situazione perché io invece non mi permetterei mai di stillare un simpatico elenco di tutte le situazione e di tutti gli atteggiamenti dell'altro. Ho ammesso alcune cose perché vere ma le altre le ho ribattute a testa alta e senza farmi intimidire facendo però notare che alcune cose che mi venivano dette erano palesemente al contrario, che rispecchiavano più di lui che di me. Come quando mi sono sentita dire:

“ma che piangi a fare? Se uno è sicuro di sé e sa che quello che l'altro dice non è vero chissene”

“Questo sì che sarebbe un atteggiamento egocentrico, tipico tuo ma non mio. E per fortuna che non sono così! Ma per fortuna! E ringrazia che io ci rimanga ancora male a capire che mio marito ha un'idea di me brutta e sbagliata perché quando sarà che me ne sbatterò altamente vorrà dire che non me ne fregherà più niente”

Sono stata molto molto brava e devo dire che qualcosa ha smosso. Mi sono vista abbracciare, ringraziare e mi sono sentita dire parole dolci e confortevoli. Magari non passerà subito, ma intravedo una luce alla fine di questo momentaneo tunnel.

giovedì 9 aprile 2026

Di annosi

Credo, immagino, forse un po' spero, che nove famiglie su dieci abbiano questo problema. Lo credo perché dando una scrollata sui social, con tutti i meme e i simpatici siparietti che girano, ci si rende conto che deve per forza essere così. Come quel reel dell'uomo che chiede alla moglie perché non sorride mai e lei si mette a pulire i cessi con un sorriso superforzato a duemila denti, a fare lavatrici, a sistemare casa. E poi basta parlare con altre mamme per rendersi conto che il 90% del lavoro che noi facciamo per la famiglia non viene visto o viene comunque dato per scontato. Ieri sera io e Mr D. abbiamo parlato dopo più di un mese di mare alto e burrascoso ed è venuto fuori proprio questo, questi due punti. Come faccio però a passarci sopra, ad avere memoria corta su una cosa così? Come faccio io che passo la maggior parte delle mie giornate al servizio della famiglia a passarci sopra nel sentir dire da mio marito che in fondo sono una persona molto incentrata su me stessa?

mercoledì 8 aprile 2026

Un po' così così

E' un periodino un po' così così. Tanti pensieri. Ieri è stata operata mia mamma, settimana prossima toccherà a me. Con Mr D. le cose stanno sempre così, ovvero così così. La mia ansia non se n'è andata anzi è tornata quell'odiosa sensazione di soffocamento alla base della gola, come se ci fossero delle dita a spingere sulla flossa giugulare impendendo all'aria di entrare del tutto. I dca sono presenti, a volte più forti a volte di meno. Mi sento triste e un po' così così. Passerà.

lunedì 6 aprile 2026

Businessssssss

In seguito alla chiamata in vista del mio intervento mi sono mobilitata per vendere il pettorale della gara di maggio che avevo acquistato in precedenza. Non lo avevo mai fatto per cui mi sentivo ben poco fiduciosa. Ho iniziato a spargere la voce fra le mie conoscenze ma pare che tutti in quei giorni saranno o alla mezza di Lucca o alla mezza di Comacchio, fregandosene bellamente di Milano. Dopo una settimana di nulla ho chiesto a Mr D. di prestarmi il suo facebook (io non ce l'ho) e ho scritto un annuncio su due gruppi di compravendita pettorali. Oh. Nel giro di neanche dieci minuti sono stata invasa da risposte e messaggi. Decisamente incredula ho iniziato a rispondere a destra e a manca fino a quando ho capito il motivo di tanto interesse: qualche ora prima l'evento era andato sold out. Che culo. Alla fine l'ho venduto a un ragazzo dell'età di Primogenita che si era perso nei meandri dell'adolescenza che, alla sua prima mezza maratona, nonostante i consigli di acquistarlo per tempo, si era dimenticato di acquistarlo. Devo dire che era abbastanza disperato. Sono riuscita anche a farmi rimborsare l'80% di uno dei biglietti del treno e sono in attesa di spostare l'altro su altra data. Tutto è bene quel che finisce bene.



giovedì 2 aprile 2026

Obiettività

A volte torno lucida e mi rendo conto che nei miei confronti non sono obiettiva, sono la peggiore amica di me stessa, il peggior giudice di me stessa. Dopo quanto successo con Mr D. (vedi post qui) i dubbi mi attanagliano. Dopo le critiche da parte di altri infatti è tipico di me farmi venire tutti i dubbi del mondo e arrivare alla conclusione che forse ha ragione l'altro. Su Mr D. poi ancora di più visto che vive con me, mi conosce da vent'anni e forse è davvero la persona che più mi conosce al mondo (anche più di mia madre). Per anni è stato il mio migliore amico, in questi giorni mi chiedo se sia ancora così e nel caso se valga la pena ripensare a questa dinamica. Sarebbe tutto più giusto se io avessi un po' più di considerazione di quello che sono e di quello che faccio.

 

mercoledì 1 aprile 2026

Contiamo tutti insieme fino a 100

“Secondogenita?”

“Hum”

“Dov'è la mia bicicletta?”

“L'ho lasciata a casa della mia amica”

“Al di là del fatto che manco me l'hai chiesta, io ne ho bisogno sia domani per andare al lavoro che oggi pomeriggio perché devo accompagnare tuo fratello a nuoto”

“Ma mamma! Adesso devo andare ad allenamento e poi a mangiare da C. insieme alle altre!”

“Bene, organizzati e fa in modo che la bici sia a casa prima delle 16”

“Ma io ho da fare”

Ok, Spetti. Respira... respira... respira e conta fino a 100

“Non mi interessa, tu l'hai presa, tu me la riporti. E' tua responsabilità”

“Ma come faccio!!! Non ho tempo!”

Ok, Spetti. Respira... respira... respira e conta fino a 100

“Non mi interessa, ingegnati”

Lei non ha tempo. Lei ha da fare. Lei ha tredici anni. Respira Spetti. Respira e conta fino a 100.

Giù

A sto giro la memoria corta non arriva (vedi post qui). Ormai è passato quasi un mese (il post narra di un evento successo il 5 marzo) e ancora non riesco a passarci sopra sebbene io ci abbia davvero provato. E' un periodo costellato di attacchi d'ansia ai limiti di attacchi di panico e di ritorno prepotente ai disturbi alimentari (avrei voluto scrivere maledetti ma in realtà sono il mio campanello d'allarme). Mr D. dal canto suo è tranquillo e abbastanza sereno perché per lui è tutto risolto. Io ho provato, ci ho provato davvero ma credo che il problema sia fondamentalmente uno: la controbattuta. E' vero che Mr D. mi ha chiesto scusa, è vero che mi ha detto “lascia perdere quello che ho detto” ma è anche vero che non ha detto niente altro. Mi spiego meglio: in questo mese gli ho chiesto non so se 4 o 5 volte di argomentare: se quello che ha detto non corrisponde a quello che pensa allora mi dica cosa pensa, controbatta, argomenta e spiega. E visto che non ho ricevuto mai risposta questo mi fa pensare che quanto da lui detto fondamentalmente sia vero, che ci creda o che comunque abbia un fondo di verità (per lui) perché di fatto non mi ha detto nulla al contrario, nulla che spieghi perché quello che ha detto non sia per lui vero. Ieri sera, in seguito a una impossibilità di dormire a causa di forti attacchi d'ansia e di dca ho provato a parlargli ma ovviamente era la serata sbagliata. Me ne sono accorta quando ho sentito Mr D. imprecare e ho notato una partita di calcio in tv. Per questo non ho detto nulla, non era di certo la serata giusta. Ma visto che proprio stavo peggiorando gli ho scritto un messaggio. Il succo è quando scritto sopra: sto male, fra ansia e dca, e avrei bisogno di parlare perché a sto giro non mi passa per questo motivo sopra scritto. Vedremo. Nel frattempo cerco di non affogare nei meandri di me stessa.

lunedì 30 marzo 2026

L'AntiTempesta

Stanotte qui in città è venuto un temporalone megalodontico, quello con lampi supervicini e tuoni da scuotere le finestre. Birullulo tutto impaurito ha chiesto che andassi nel suo lettino e faticava a riaddormentarsi. Con i suoi dolci piedini sulla mia pancia e la sua manina sulla mia faccia che ogni tanto mi accarezzava il viso, l'ho coccolato e tranquillizzato mentre il temporale si stava pian pianino allontanando.

“Mamma?”

“Sì Amore mio?”

“Sei magica”

“Sono magica?”

“Sì”

“E perchè?”

“Sei aLLivata tu e il tempoLale se n'è andato”

Ed ecco a voi Spetti, l'AntiTempesta.



domenica 29 marzo 2026

La beltà

Alla Maratona di Roma il tifo era davvero supremo, soprattutto grazie all'enorme presenza di persone straniere. Ecco qui di seguito i cartelli più belli che mi ricordo di aver letto mentre correvo:

  • Worst parade ever

  • Only hot girl run the marathon

  • Même pas Jules César n’a couru 42 kilomètres. You are awesome

  • Therapy is also an option

  • The devil wears strava

giovedì 26 marzo 2026

Il momento della verità

Primogenita fra qualche mese fa 18 anni, Secondogenita fra qualche mese ne fa 14. Le due sorelle, da sempre, non potrebbero essere caratterialmente più diverse, anche se entrambe sono due brave ragazze, studiose, rispettose e brave. C'è stato un periodo della loro vita che erano anche fisicamente simili, così tanto che per strada qualcuno si confondeva se ne vedeva una salutandola con il nome dell'altra. Ora no, non è proprio possibile. Primogenita in fase di sviluppo è cambiata tantissimo: dalla mia fotocopia è passata ad essere un vero e proprio ibrido fra me e Mr D. Ha i miei occhi, le mie sopracciglia e i miei colori ma per il resto è spiccicata suo padre: capelli ricci e folti, spalle alte, viso largo, naso dritto e largo, fisico uguale identico a Mr D. Secondogenita invece, nata più simile a suo padre, pian pianino si sta trasformando e, tolti gli occhiali, assomiglia più a me tranne i colori, che ha ben mischiati nel suo dna: i suoi capelli sono un perfetto mix fra i miei, lisci lisci lisci, e quelli di suo padre, castanbiondicci, occhi uguali ai miei ma sopracciglia più simili a quelle di D., naso simile al mio, forma del viso simile alla mia. Sul fisico ancora non ci pronunciamo che è presto ma mi aspetto che faccia un rapido cambiamento, come è successo a sua sorella, e di colpo si svegli uguale a suo padre. Detto questo lei è sempre stata alta, 90 percentile in su da quando è nata. Ma complice il nuoto e il basket (o così dice la pediatra) la ragazza si preannuncia come la più alta donna di casa. A Primogenita, che ha fatto fatica ad accettare il fatto di essersi fermata a due centimetri dal superarmi, proprio non va giù e ha sempre negato questa possibilità fino a ieri quando è stata costretta a misurarsi insieme alla sorella. A parte il fatto che per convincerla ci sono volute quattro persone e una gran dose di incitamento, alla fine schiena contro schiena e livella sulle teste (grazie ing. D.) il momento della verità è infine giunto: Secondogenita ha superato Primogenita. Per ora rimane più bassa di me che sono 167cm, ma non credo durerà a molto visto che ha appena iniziato a svilupparsi. Per Primogenita la tragedia, per me tanto divertimento e tanto amore.

Inaspettata consapevolezza

Ero partita già con le mani avanti: chissenefrega del risultato, l'importante è che ti diverti, te la godi, e che ti guardi Roma da un punto di vista diverso. E così in effetti è stato. Mi sono davvero divertita, ho assaporato ogni minuto ed è stata un'esperienza meravigliosa. Quando sono andata però a vedere il mio garmin ho notato che innanzi tutto non ho corso 42km ma 43 (grazie allo zigzag degli ultimi 15km) e ho fatto un paio di calcoli che mi hanno portato a capire che se avessi seguito il percorso giusto avrei fatto anche il mio record personale. Ma chissene. La cosa che mi ha più colpito è stata la classifica generale. Io sono una runner lenta e non me ne vergogno, arrivo sempre fra gli ultimi. Quando varco il traguardo io di solito sono insieme a quattro o cinque scappati di casa, di solito decisamente più attempati di me. A questo giro mi sono resa conto che invece la gente arrivata con me era davvero tantissima. Mi sono detta fosse per via delle partenze scaglionate ma quando ho dato un occhio ai numeri sono rimasta di stucco. Degli oltre 36000 iscritti alla Maratona, circa 2000 non si sono presentati. Dei 34000 partecipanti effettivi hanno varcato il traguardo 29959 persone, dunque più di 4000 persone si sono ritirate nel corso della gara. Di quelle 29959 io sono arrivata nel primo terzo, e anche abbondantemente nel primo terzo. Sono rimasta così tanto di stucco da controllare il risultato più e più volte. Ma i numeri (e i chip) non mentono. Ho così realizzato che mentre in Italia sono una mezza schiappa, se messa in mezzo ad una massa di gente proveniente da tutto il mondo alla fine non sono così male. All'estero, si sa, la cultura del running è molto più estesa, in Italia si guarda molto al tempo, alle prestazioni, a chi arriva prima mentre all'estero l'importante è davvero riuscire ad arrivare in fondo. Lo si vede già dalla differenza di tifo per le strade, dal numero di stranieri che incitano e spronano perfetti sconosciuti rispetto all'esiguo gruppetto di persone italiane ai lati delle strade. Insoma, detta come va detta: alla fine non sono csì malaccio.

mercoledì 25 marzo 2026

Accadde venerdì ovvero Tempismo materno

Due venerdì sera fa è stata una delle sere peggiori della mia vita (vedi il post qui). Mentre ero a tavola che cercavo di mandar giù i bocconi della cena mia madre mi scrive un messaggio inutile che riguardava un budino che aveva cucinato e che forse non le era venuto bene. Erano le ore 19,56. Perché questa precisione? Perché poi mi è venuto il dubbio e sono andata a vedere gli orari. Ovviamente non ho risposto, un po' perché ero a cena, un po' perché avevo necessità di staccare da tutto e tutti. Era stata una giornata terribile e non vedevo l'ora di avere un momento per me per tirare le fila e poter finalmente “sentirmi”. Non ricevendo risposta mi chiama. Erano le ore 20,07. Erano passati 11 minuti. UNDICI. Rispondo sempre con la mia solita assurda gentilezza nonostante dentro mi sentissi morire, e pacatamente ma con garbo alla sua domanda tutto bene? Perchè non hai risposto al messaggio? le rispondo che stavamo tutti bene ma non guardo sempre il telefono, specie perché stavamo cenando. Mentre stavo chiedendo se anche lei stava bene BUM. Telefono in faccia. Sì, si è offesa e mi ha sbattuto il telefono in faccia. E lì mi sono alzata e me ne sono andata in bagno a sfogarmi in un micropianto perché proprio no dai. Quando sono tornata a tavola Secondogenita mi ha chiesto cosa fosse successo e gliel'ho spiegato e ho anche detto qualcosa come nel caso diventassi così, per favore ditemelo e ditemelo subito. Lei si è alzata e mi è venuta ad abbracciare e ha affermato “Tu non sei così. Tu sei la mamma migliore del mondo”.

Ps: mia madre è pesante, si offende per qualsiasi cosa oltre ad essere in ansia per qualsiasi cosa ed è per questo che in quarant'anni e passa ho imparato a non rispondere mai a tono, ad essere sempre gentile, a camminare sulle uova. Ma venerdì sera dopo la sua piazzata le ho scritto un messaggio dicendole che non me lo merito. No. Non mi merito un telefono in faccia perché io sono sempre gentile e disponibile, vado sempre a trovarla quando riesco e rispondo sempre quando riesco. E se ci fosse qualcosa che non va, lei lo sa perfettamente che sarebbe la prima ad essere informata (chi altri dovrei informare?). Inoltre le ho anche detto che avevo passato una giornata terribile e che avevo bisogno di dieci minuti anche solo per stare da sola con me stessa. Dopodiché l'ho informata che avrei tenuto il telefono acceso per le chiamate di emergenza ma avrei staccato internet perché avevo davvero bisogno dei miei spazi. Il giorno dopo, acceso il telefono, ho trovato delle scuse raffazzonate in cui diceva che non mi aveva chiuso il telefono in faccia ma le era caduto per terra. Una scusa davvero patetica perché palesemente falsa, perché io la riconosco la sua voce offesa, il suo tono scocciato, e riconosco quando un cellulare cade. Una scusa davvero patetica che ha ripetuto più volte anche nei giorni successivi. Pazienza pùr.

martedì 24 marzo 2026

Run Rome the Marathon – parte 1

In questi mesi ne ho sentite di tutti i colori ma un'opinione su tutte sovrastava: una maratona così grande mai più. Troppa gente, troppa calca, troppo caos. Chi aveva partecipato allo scorso anno lamentava troppo casino, così tanto casino da far prendere ad alcuni partecipanti una semplice ma ferrea decisione: “Una maratona così grande mai più”: Ero dunque partita consapevole di quello che mi sarei potuta trovar davanti: file immense, gomito a gomito, pipì tanta pipì e bagni pochi bagni e chi più ne ha più ne metta. La realtà è stata invece meravigliosa, anche se ad essere sincera la fortuna si è messa dalla mia parte. Sono arrivata sabato in un orario in cui la fila non era troppo imbarazzante (20 minuti dopo superava ogni mio peggiore incubo ma ormai io avevo già dato), la marea di gente era inimmaginabile ma bella, sorridente, passionale. Nessuna calca, nessuna mancanza d'aria. Un ristoro con bagni chimici ogni 2 chilometri circa (il mio sogno proibito) e tanta tanta allegria. In questi 42 chilometri ho visto di tutto: ho visto gente correre in infradito e un tizio vestito da armadillo, ho visto suorine e preti urlare incitando i corridori come se non ci fosse un domani, ho visto gente vomitare, gente cadere vittima dei sampietrini. Ho visto San Pietro, Castel Sant'Angelo e ho visto posti di Roma a me sconosciuti. Ho visto stranieri fare il tifo a perfetti sconosciuti, incitandoli come se fossero migliori amici. Ho visto la fatica, la gioia, lo sconforto. E ho sentito. Ho sentito tanto. Ho sentito la forza nei miei muscoli, la determinazione nella mia testa. Ho sentito i quadricipiti bruciare, i miei piedi invocare pietà. Ho sentito quanta forza ancora mi rimaneva e quanto poco ne restava alla simpatica salita messa al 42°km. Ho sentito la perfetta solitudine, la bellezza della solidarietà. Ho sentito il mio cuore aprirsi. E alla fine, alla fine di tutto, ho sentito la consapevolezza che non rientrerò nel numero di quelle persone che non vorranno mai più fare un evento così grande, anzi. Mi ero autoconvinta che sarebbe stato tutto troppo caotico per me, che adoro la quiete. Forse in qualche modo ci speravo visto che non ne potrò fare più (a causa dei mio portafoglio), ma è andata così e intanto sono grata per questa meravigliosa, splendida, fortissima esperienza di vita.

mercoledì 18 marzo 2026

La memoria corta

Uno dei magici segreti per una coppia duratura è la memoria corta. Molto corta. Molto molto corta. Venerdì pomeriggio, dopo il post che ho scritto qui, sono tornata a casa intenzionata a parlare con Mr D. Come sempre mi sono seduta e con calma (forse troppa) ho iniziato a parlare. Mi sono sentita vomitare addosso tanta rabbia e tanta cattiveria. Mi ha detto cose che non ho neanche troppa voglia di rivangare ma che mi hanno davvero ferita nel profondo, come solo una persona che ti conosce da una vita benissimo e comprende i tuoi punti deboli può fare. E' stato tremendo. E dopo aver ascoltato tutto, alla fine gli ho chiesto se avesse qualcosa di positivo da dirmi. Niente. Nulla. Nada. Sempre con calma (forse troppa) sono andata a preparare il pranzo per gli altri e poi subito sono andata a correre. Non mi sono sfogata, ho corso e basta, come un dovere da adempiere. Il resto della giornata è passato più o meno tranquillo ma quando è stato il momento di mettere a letto tutti, mi sono ritrovata da sola. Mr D. ha provato a venirmi vicino ma gli ho chiesto spazio, perché in qualche modo me lo doveva. E ho pianto. Ho pianto tanto. Ho pianto tutto quello che non avevo pianto durante la giornata che, senza ombra di dubbio, è stata una delle giornate più devastanti e pesanti della mia vita. Il giorno dopo l'ho sentito chiedere scusa “ho esagerato”. Eh sì. Ma non è bastato per far andar via dal mio cervello e dal mio cuore quello che avevo sentito su di me e che magari poteva dirmi qualcosa di carino. Sei bella mi ha risposto. Proprio un ingengere ho pensato, d'altra parte è sempre stato incapace di usare le parole, anche se quando è inkazzato le parole le sa usare fin troppo bene. La mattina di domenica mi sono svegliata con un enorme mazzo di fiori del mio colore preferito, il mazzo di fiori più grande che io abbia ricevuto, e una lettera di scuse che non era proprio il massimo (trattasi sempre di un ingegnere) ma che denotava comunque un certo impegno e un certo rammarico per quanto successo. Aveva architettato tutto con l'aiuto di Primogenita che è andata a prendere i fiori e li ha nascosti mentre io stavo con lui. Da domenica è passato qualche giorno, ci siamo riavvicinati e le cose vanno decisamente meglio. Non è proprio la quiete dopo la tempesta, siamo un po' in quella fase in cui si intravede anche un bel arcobaleno. Una volta non era così, la mia memoria era davvero fin troppo salda e cose dette potevano ferirmi per troppo tempo. Ora ho imparato che Mr D. è diverso da me. Io quando dico una cosa, anche nella rabbia più rabbia, è perché la penso davvero, lui quando si arrabbia dice cose che non pensa solo per ferire oppure le pensa ma non così pesantemente e poi comunque a mente lucida si pente. Ora ho imparato a lasciar correre, a dimenticare, e magari mi ci vogliono ore, a volte giorni, forse settimane (anche se così tanto non mi ci è ancora mai voluto) ma poi torna l'arcobaleno.

martedì 17 marzo 2026

Il preoperatorio

Alla fine ieri sono andata a fare gli esami preoperatori (vedi post qui) ed è stato tutto stranamente veloce. Sono entrata alle 7,30 e alle 11,00 ero già fuori. Sì, lo so, è stata pura e semplice fortuna visto che ci hanno spiegato che c'erano da fare tre visite con tre liste diverse e non in ordine di arrivo. Il signore che è arrivato con me stava ancora aspettando di fare la prima quando io avevo già finito e me ne stavo andando a casa. Mi hanno ribaltata come un calzino, hanno appurato che posso essere operata e mi hanno spiegato per filo e per segno cosa succederà e tutte le casistiche che potrebbero presentarsi in sala operatoria. Il succo in realtà è semplice: dovrebbe andare così e così, ma potrebbe anche andare così e così e si scoprirà al momento. Mi hanno spiegato come la parte più importante sia il post-operatorio, il riposo e il recupero e cosa fare e non fare. Ora c'è solo da attendere la chiamata.

venerdì 13 marzo 2026

Così così

In quasi vent'anni di relazione (eh sì, a giugno saranno venti) gli alti e bassi si susseguono con ritmi tutt'altro che regolari ma è la normalità, nulla di strano. Quello che è strano, a sto giro, è la lunghezza del basso. Di solito infatti i nostri periodi bui bui, quelli proprio in cui non esiste zona grigia ma solo “buiame” (cit.) non durano più di 3 o 4 giorni. Attualmente abbiamo quasi raggiunto i dieci giorni, un record. Non ho voglia di stare qui a spiegare cosa sia successo, fra i vari perché e per come, anche perché questa situazione mi rende triste. Triste è la parola giusta. Ieri ero seduta sulla panchina dello squallido parchetto e mi domandavo quale sentimento mi predomina ora. Era un esercizio che avevo iniziato a fare durante il periodo in cui andavo dalla Psicocosa perché mi aveva fatto rendere conto che non ero capace di categorizzare i miei sentimenti negativi, buttandoli sempre in un calderone. Per cui ci ho messo un pochino, mentre Birullulo giocava coi suoi amici a chi ce l'ha più grosso (il bastone di legno trovato al parco, ovviamente), a capire. Non è rabbia, è passata. Non è nervoso o frustrazione. E' proprio tristezza. Ora aspettiamo che passi (perché purtroppo Mr D. non è molto da dialogo tranquillo e pacato) anche se tutto mi sembra così eterno.

giovedì 12 marzo 2026

Bel cesssssso

E niente, mi vedo un cesso. E' vero ho preso qualche chilo e il mio rapporto con l'alimentazione sommato alla fame famelica di questo periodo di preparazione alla maratona non aiuta a riuscire a fare pace con tutto ciò. Comunque ogni volta che mi vedo un cesso mi viene in mente la meravigliosa scena di Robin Hood un uomo in calzamaglia, quando il principe Giovanni mangia insieme alla strega Latrina che le spiega l'origine del suo nome, che prima era Bel Cesso. Hai fattobbbbbbbene! Bella scelta!

martedì 10 marzo 2026

Quel che faccio io

C'è chi la usa per arricchirsi fino al midollo, chi per cambiare il mondo. Io? Beh. Io l'intelligenza artificiale l'ho usata una sola volta ed è stata per creare visivamente quello che per decenni è stato solo un mio pensiero. Per decenni me la sono immaginata, l'ho plasmata. All'inizio era piena di incoerenze ma nessun problema visto che tanto sarebbe solo esistita nella mia testa. Pian pianino l'ho arricchita di piccoli particolari, ho smussato gli angoli, sono riuscita ad appianare tutto quello che non tornava e infine l'ho osservata da lontano soddisfatta del mio operato. Da allora i cambiamenti apportati nella mia immaginazione sono pochissimi, quasi nulli, e torno nel mio posto sicuro ogni volta che sono stanca della mia vita quotidiana, ogni volta che ho bisogno di un po' di pace e serenità, ogni volta che cerco solitudine. Il mio posto è una casetta nel bosco tutta in pietra, minuscola quel tanto che basta per ospitare giusto giusto una persona. Ha dei biei fiori rossi alle finestre e un'aria piccola e accogliente. E' composta da una sola stanza dove ci sta tutto, camino, letto e gatto sul letto compreso mentre il bagnetto si trova in un'altra stanza. Sul retro ci ho collocato il mio orto, un piccolo ruscello e andando avanti un bel prato verde e una cascata. Nel mio posto non ci sono insetti, il silenzio domina e non sono ammessi esseri umani.

lunedì 9 marzo 2026

Ai son vècia

Sì, sono stata assente.

No, non sono andata a divertirmi svagandomi con miliardi di mie amiche in riva al mare caraibico sorseggiando cocktail.

Sì, non ero al lavoro.

No, non ero a casa a correre felice e nuda per la magione coi figli a scuola.

Sì, ero a casa in malattia.

No, non era influenza.

Sì, ero bloccata con la schiena.

No, non è stata la corsa di domenica.

Sì, ai son vécia.

No, non sono più così tanto giovane.

mercoledì 4 marzo 2026

Priorità

“Buongiorno Signora la chiamo da parte dell'Ospedale XXX”
“Ehm sì, buongiorno”
“Lei è in lista d'attesa per un intervento?”
“Sì”
“Ok, si può presentare domani per le visite preoperatorie”
“Mi scusi?”
“Si può presentare domani per le visite preoperatorie”
Stiamo tutti calmi
“Ehm... mi scusi, ma mi avevano detto che i tempi d'attesa erano lunghi e si andava a inizio/metà 2027”
“Sì è vero ma si sono liberati dei posti”
Stiamo tutti calmi... Non può saltarmi la Maratona di Roma. No. Quella no.
“Ok... ehm... io però per impegni personali potrò essere operata dopo il 22 marzo però non vorrei dopo essere rimessa in lista e andare così in là”
Tiè
“Nessun problema, le andrebbe bene la visita preoperatoria il 16 marzo?”
“Uh! Sarebbe perfetto! Così si andrebbe dopo il 22 marzo con l'operazione giusto?”
“Esatto”
“Allora ok”.
Sì è svolto tutto molto più in fretta di quanto mi aspettassi ma forse è meglio così. Niente operazione d'estate, niente lunghe attese, niente maratone annullate. Probabilmente salterò la mezza maratona di Milano che ovviamente avevo già pagato, biglietti dei treni compresi, ma poteva andarmi decisamente peggio. Ora incrociamo le dita visto che ieri è andata alle visite preoperatorie mia mamma, speriamo che non ci mettano sotto i ferri nella stessa settimana in modo che io riesca a gestire tutto.

lunedì 2 marzo 2026

Onestà birullinica

“Mamma, sei l'Amoremio”

“Amoremiodolce!!! Anche tu sai!”

“Ma papà viene pLima. Papà è il pLimo e tu vieni dopo”

“Grazie Amoremio”

<.<

domenica 1 marzo 2026

Solidità affidabile primogenita

Due sabati sera fa io e Mr D. siamo andati ad una festa di soli adulti, chiedendo a Primogenita di mettere a letto il fratello. E' una cosa che facciamo assai di rado (tipo una o due volte l'anno massimo) perché non mi sembra giusto nei suoi confronti. Comunque non avremo fatto tardi, ma avrebbe dovuto occuparsi del momento nanna se non ché proprio quella sera avrebbe voluto festeggiare i 18 della sua migliore amica. Una cosa tranquilla solo loro due più un altro paio di amiche e, con nostro beneplacito, si sono riunite a casa nostra. Alle 23.30 ho ricevuto un suo messaggio in cui mi informava che Birullulo si era addormentato alle 21,30, che Secondogenita era tornata a casa alle 22,00 ed era già a letto, che le sue amiche erano andate via e che stava pulendo e sistemando casa prima di andare anche lei a dormire. Cosa si potrebbe chiedere di più a una figlia? E' davvero il mio grande Amore.

giovedì 26 febbraio 2026

“Birullulino non ti spaventare, il cane abbaia ma sta dietro al recinto”

“Non mi sono spaventato ma il mio pancino sì”

AmoreDiMammaLui.

Il lato positivo

La mia mente fa sempre così: quando viene posta davanti a una delusione per qualcosa di impossibile da fare o qualcosa che proprio non vuole fare, ecco che superato lo sconforto iniziale parte a mille per trovare mille pregi della nuova strada. E' successo così anche per la mia mancata partecipazione alla maratona di Valencia 2026. In realtà a ben pensarci potrebbe anche capitare a fagiuolo perché potrei partire già da questo autunno per iscrivermi alla Hyper-five, ovvero 5 maratone dell'Emilia Romagna da fare in 5 anni (e che io vorrei fare in due anni) per avere un supermedaglione. Una sorta di brutta copia di quello che succede per le major in realtà. Questo autunno dunque potrei iniziare col correre quella di Parma in modo da programmare Bologna per marzo 2027. E questa cade davvero a fagiuolo perché in quel periodo potrei ricevere la fantomatica chiamata per essere operata all'ernia e comprando solo il pettorale per la mia città, non avendo spese di trasporto o di hotel, sarebbe molto più facile da annullare in caso io non possa partecipare. Sempre che l'operazione cada così, perché ieri ho ricevuto un'inaspettata telefonata dall'Ospedale che potrebbero mettermi in un'altra lista d'attesa, accordiare i tempi e operarmi entro il 2026. Chi vivrà vedrà.

martedì 24 febbraio 2026

Perché non andrò a correre la maratona di Valencia, senza forse

Quest'anno erano in programma due belle maratone: quella di Roma (che ci sarà fra un mesetto) e quella di Valencia in dicembre. Roma ormai è alle porte (non vedo l'oraaaaaa) ma Valencia, ahimé è sfumata dopo aver sentito la cifra assurda che mi viene richiesta. Essendo una di quelle maratone internazionali super gettonate ed essendo tutta piatta (quindi ideale per gli invasati che vogliono fare il loro record personale) per potervi partecipare o sborsi, o sei fortunato e ti estraggono alla lotteria oppure hai qualche amico che è disposto a cederti il suo pettorale. Io rientravo in quest'ultima categoria. Se non che il costo per il cambio nome, fra nuova iscrizione, cambio nome e pettorale, è di 285€ euro. Solo per correre. 285€. Ma sono matti. Se poi ci si aggiunge l'aereo (il pernottamento per fortuna no perché sarei stata ospite di un'amica) sarebbe stato facile arrivare ai 400. Ma io mica ce li ho. E comunque anche se ce li avessi mi sembrerebbe uno sproposito spendere così tanto per una sola gara. Se si considera che qui in Italia un pettorale lo pago sui 40€ mi sembra davvero troppo. E' vero, correre a Reggio Emilia non è la stessa cosa che correre a Valencia, ma a un certo punto chissene. Ed ecco perché non correrò la maratona di Valencia ma ho già in sostituzione un altro programmino per l'autunno niente male che spiegherò in un prossimo post.

lunedì 23 febbraio 2026

Ragionamenti bibulinici

“Guarda qui, sempre tutti arrabbiati. La gente sta male”

“Ma mamma, è peLché é fLeddo!”

“Aaaahhhh... quindi quando verrà caldo starà meglio?”

“Sì sì ma non tLoppo. Tiepido”

“Ah, tipo la primavera e l'autunno?”

“Sì”

La mezza di merda

Domenica 15 febbraio 2026 io e Mr D. abbiamo corso la nostra prima mezza maratona insieme. Il ragazzo come sempre si dimostra in forma fisica smagliante facendomi sentire una nullità in confronto alle sue gambe che, sebbene non si allenino nella corsa quanto le mie, son sempre più veloci e disposte a correre lunghe distanze. La nostra prima mezza maratona insieme sarà ricordata negli anni come La mezza di merda e questo per un errore tattico da pivello di mio marito. Svegliati di buon mattino per una colazione in hotel a buffet, il ragazzo come sempre si è fatto prendere la mano e nell'ordine ha ingurgitato:

  • un cappuccino

  • frutta sciroppata

  • cornetto al cioccolato

  • un altro cappuccino

  • un uovo sodo

  • pancetta fritta

“Guarda Mr D. che starai male”

“Eeeeehhh mocché!”

“Guarda che già un cappuccino prima di una corsa è deletereo, figurati due... e poi con tutta l'altra roba!”

“Seeeeee ma figurati!”

“Guarda che poi starai male! Starebbe male chiunque con quello che hai mangiato tu questa mattina”

“Ohhhhhh basta”

Risultato? Partiamo. E dopo una ventina di minuti, neanche arrivati al terzo chilometro, ha iniziato ovviamente a stare male (non capisco perché i mariti non ascoltino porcalapuzzolaladra). Grazie al cielo ha raggiunto un bagno chimico, ci si è fiondato dentro e non ne è più uscito. Il tempo passava, le persone pure, finché anche l'ultima partecipante ci ha superato, compresa la macchina chiudi-gara. E' riemerso con un sorrisone tranquillone non so quante decine di minuti dopo e abbiamo cominciato a spingere per andarci a prendere almeno la medaglia. Arrivati al decimo chilometro avevamo già ripreso un po' di gente, non tantissima ma quanto basta per chiudere la mezza a circa due ore e trenta dalla partenza se non ché al tredicesimo chilometro di nuovo ma questa volta in mezzo a un campo d'erba vista l'impossibilità di trovare una toilette a meno di due chilometri di corsa (traguardo impossibile per il suo intestino). Volevo dirgli te l'avevo detto ma mi pareva un po' troppo visto il sudore freddo e la sofferenza evidente. Finita la seconda ondata via di nuovo a ripescare gli altri. Abbiamo chiuso la gara con un tempo imbarazzante a due ore e quarantacinque e spero abbia compreso che LaSpettinata ha sempre ragione. Sempre.

giovedì 19 febbraio 2026

Meritocrazia

Non sempre nella vita possiamo contare sulla meritocrazia. Non è pessimismo, ma pura realtà. Tuttavia nella corsa ci si può davvero contare. Se una persona si impegna, è costante, dà il massimo, i risultati si vedono sempre. Ovviamente si può passare da periodi più bui di stanchezza e poca voglia ma prima o poi i nodi vengono al pettine e i risultati si vedono. Io sto facendo i conti proprio in questo periodo e ho notato che, rispetto a febbraio 2025, ho miglioramento di circa 30 secondi – 1 minuto a km a seconda della tipologia di allenamento ed è davvero tanto se si considera che non sono un'atleta professionista e le mie giornate non sono improntate solo su quello. I tempi migliori si vedono anche in gara eh e quando li vedi scoppi di felicità. Ma osservarli anche nelle ripetute, nei fartlek, nei progressivi, non ha prezzo.

mercoledì 18 febbraio 2026

In guardia

A volte è brutto dover fare i conti con la realtà e alle mie figlie è arrivata una doccia fredda il giorno di Natale. In realtà ne avevo già parlato a Primogenita in passato, avendo paura che potesse incontrare suo zio da sola in una delle sue serate ma non ne avevo mai parlato con Secondogenita. Mio cognato da sempre ha problemi di alcol e droga. Mi ricordo ai tempi dell'università quando ci chiamava la polizia per andarlo a raccattare da qualche parte in giro per la città. Non si contano più le volte, davvero, in cui ne ha combinate delle grosse e non oso neanche immaginare cosa questo voglia dire per Mr D. e per i suoi genitori. Ma una cosa la so: per quanto da lucido sia una bravissima persona, quando invece è sotto effetti diventa pericoloso. Non tanto (o almeno per il momento) da alzare le mani su qualcuno della famiglia, ma diventa comunque violento, esagerato, fuori di sé. Per paura che Primogenita potesse beccarlo in qualche sua serata fuori con gli amici e da sola l'ho voluta mettere al corrente della situazione, le ho spiegato di non potersi fidare dello zio e di non aprire mai a lui se da sola in casa. Non era però mai successo nulla in presenza dei miei figli. Nulla fino al giorno di Natale di quest'anno. Non si è presentato al pranzo di famiglia (e per fortuna) ma una volta finito il tutto ho accompagnato a casa mia mamma e, tornata a prendere Mr D. con i ragazzi, ho visto una scena che mai mi sarei aspettata di vedere. Varcata la soglia ho subito notato qualcosa negli occhi di Secondogenita che ho capito immediatamente essere paura, ho girato lo sguardo verso Primogenita, che sembrava più arrabbiata che altro e poi ho capito. Era tornato mio cognato visibilmente alterato. I suoi occhi non erano più i suoi occhi, la sua voce non era la sua voce, il modo di esprimersi non era il suo modo di esprimersi. Non è stato violento, ci mancherebbe altro, ma non è stato neanche gentile né tantomeno era in sé. Non so perché Mr D. sia rimasto in silenzio in tutto ciò ma ho preso io in mano la situazione mettendo le scarpe al piccolo e invitando ad andare, sono stata io a intervenire mettendomi in mezzo e parlando con mio cognato, facendogli presente che era il caso che noi andassimo, che il suo regalo l'avrebbe trovato sul suo letto e, dopo essermi presa un po' di poco piacevoli considerazioni, sono stata io a salutarlo e a dirgli che non saremo rimasti oltre. Per tutto il viaggio di ritorno Mr D. è stato muto come un pesce, perso nei suoi pensieri e nelle sue preoccupazioni, mentre io spiegavo a Secondogenita la realtà, che è questo che fanno le droghe e l'alcol. Lei ha ribadito più volte che a casa dei nonni non vuole più andare, che lo zio non lo vuole più vedere e non le si può dare torto. Primogenita invece era arrabbiata soprattutto come protezione nei confronti della sorella. Per quanto riguarda Birullulo invece lui non si è reso conto di nulla. Da quel momento qualcosa, anche se poco, è cambiato. Ogni volta che Mr D. va a trovare i suoi genitori non si porta più dietro i figli specie in questo periodo in cui suo fratello è perso più del solito. Almeno hanno ricominciato a parlarsi. L'argomento è complesso e non ho tempo né sarebbe giusto spiegare per filo e per segno tutte le dinamiche familiari, i tentativi falliti, la ricerca di una soluzione che purtroppo non arriva. Ma io, che l'ho sempre difeso dando la colpa alle droghe, a sto giro ho fatto davvero davvero fatica.

martedì 17 febbraio 2026

Il fughino – parte 2

Lo scorso anno Secondogenita l'aveva combinata grossa (vedi post qui). In realtà nulla di grave, però ci ero davvero rimasta male. Qualche giorno fa ricevo una sua telefonata:

“Mamma? Volevo dirti che siamo tutti qui fuori per entrare ad inglese ma stanno decidendo di non entrare e io non voglio essere l'unica ad andare in classe”

“Ah... prova a convincerli ad entrare”

“Ok ti richiamo”

In quei cinque minuti di attesa un Mr D. abbastanza arrabbiato si è sfogato con me mentre io cercavo di farlo ragionare perché a sto giro è stata onesta e invece di saltare di pari passo la lezione ci ha avvisato.

“Niente mamma, rimangono fuori tutti, vorrei rimanere fuori anche io”

“Va bene amore mio, grazie per avermelo detto”

“Niente mamma, però tu non dirlo a nessuno eh!”

Io lo ritengo un enorme passo avanti, sono stata davvero contenta dell'onestà e della sincerità che ha dimostrato. Non d'accordo con me alcune persone con cui ne ho parlato, infastidite dal fatto che abbia seguito il gruppo, come se a quell'età non fossero importanti le amicizie. Quando è tornata a casa le ho di nuovo detto di essere felice di come si fosse comportata ma ho ribatio anche l'importanza di ragionare con la sua testa e non farsi influenzare specie in argomenti molto più delicati di quello e si è dimostrata come al solito molto matura. Sono davvero orgogliosa di lei.

Popolarità

Fra le mamme di scuola di Birullulo io sicuramente sono quella più amata dai bambini. In realtà è sempre stata così, anche quando Primogenita e Secondogenita andavano alla materna. Non so quale sia il vero motivo, forse un mix di tutto. Per prima cosa quando porto e vado a prendere mio figlio la prima cosa che faccio è saluto tutti e mi rivolgo ai bambini chiedendo come stanno e se hanno passato una buona giornata poi come seconda cosa mi abbasso, esatto, mi abbasso alla loro altezza. Così accucciata vengo letteralmente invasa di piccoli esserini che mi si avvicinano e che vogliono condividere con me le cose che ritengono in quel momento più importanti. Pian pianino poi prima uno poi l'altro, hanno iniziato ad avvicinarsi e a voler essere abbracciati e baciati. Ora, essendo all'ultimo anno di materna, hanno preso così tanta confidenza che quando arrivo vengo davvero sommersa di baci e abbracci e ci sono bimbi che mi dicono più volte prima che io vada che mi vogliono bene. Io, beh, io ci vado a nozze. Adoro i bambini, amo i bambini, e poter dare e prendere tutto quell'affetto mi riempie il cuore di gioia. E Birullulo in tutto questo? A lui piace un sacco. Dopo essermi corso incontro e avermi sbacicchiata a volte si rivolge alla classe e chiede: “Qualcuno vuole abbracciare la mia mamma?” e via la baraonda! E' il momento della giornata che in assoluto più preferisco.

venerdì 13 febbraio 2026

Genitorialità invertita

Quando i genitori diventano anziani prima o poi capita a tutti di diventare genitori dei propri genitori. Il problema nasce quando questo tipo di dinamica purtroppo si instaura già da principio. Io non so dire quando esattamente sia successo a me e mia madre ma da quando ne ho memoria ho sempre fatto da mamma a mia mamma ed è una cosa profondamente sbagliata. Ho portato l'argomento anche in terapia ma purtroppo non ricordo molto del perché. Quello che mi è rimasto è un misto di rabbia e fastidio quando mi trovo ad avere a che fare con lei, ovvero duecento volte al giorno visto che mi chiama o mi scrive in quantità. Le voglio bene eh, non voglio essere fraintesa, ma non è una persona autonoma. Principalmente non lo è emotivamente: è estremamente ansiosa, sempre bisognosa di rassicurazioni, molto vittima. Non è autonoma intellettualmente: lei da la colpa alla dislessia che si è autodiagnosticata in età adulta. Non lo è neanche fisicamente: obesa da tantissimi anni, fatica a camminare e ad uscire di casa per fare poco più della normalità. Si fa accompagnare a fare qualsiasi cosa e la fortuna è che ha davvero tantissimi amici e tantissime persone che le vogliono bene. Lei di tutto questo se ne rende conto a tratti. Crede di essere una persona forte e indipendente, ma poi chiede scusa duemila volte al giorno quando si appoggia (e si appoggia sempre, sia emotivamente che fisicamente). Io non la sopporto e il senso di colpa mi divora. Non la sopporto quando mi chiede di andare con lei a fare un semplice controllo medico perché non se la sente di andare da sola, quando va in palla perché deve andare a pagare una bolletta, quando non riesce a organizzarsi per andare in un posto con l'auto, quando mi chiama piangendo come una disperata perché versando il latte le è caduto per terra. Non la sopporto, e il senso di colpa mi divora. E poi non sopporto la sua obesità, io che ho lottato e ancora lotto a volte coi disturbi alimentari, io che in prima persona so che son tutto fuorché una scelta, io che sono così empatica verso altri obesi. Lei mi smuove qualcosa di indefinito che mi fa credere che sia colpa sua, qualcosa di misto fra rabbia e fastidio che riesco sempre e comunque a non far trasparire ma che mi divora dentro. Perchè con lei non ci si può arrabbiare, non si può rispondere male, non si può ignorarla perché la vittima parte, il cucciolo ferito si fa vedere in tutto il suo malessere, perché lei sta male, sta sempre male e in quel caso sarebbe colpa tua.

mercoledì 11 febbraio 2026

Aggiornamenti salutiferi

Vi ho lasciato tempo fa con qualche problemino di salute ed ecco che vi aggiorno ma premetto che è andato tutto meglio di quanto ci si potesse aspettare. Per quanto riguarda l'ernia, l'ecografia ha confermato che c'è e che va operata ma è sotto controllo e non mi impedirà di correre tanto quanto vorrò. Gli unici due mie freni dovranno essere il dolore (ovviamente se ho male mi fermo) e qualche peggioramento nell'ernia stessa. Per il resto corsa con pancera e via. Non potevo sperare di meglio, ho ricominciato ad allenarmi più intensamente di prima e ora mi sento proprio in un periodo di forma smagliante. Per quanto riguarda invece il seno l'ultima biopsia ha tolto l'incertezza, non è più dunque un B3 ma è confermato un B2 ovvero benigno. Ovviamente avendo questo nodulino che piace ma anche no dovrò essere controllata meglio ma basterà tornare ai miei soliti controlli annuali nella speranza che le prossime volte non ci siano ulteriori torture. Tutto è bene quel che per il momento finisce bene.

martedì 10 febbraio 2026

La delusione del topinambur

A quasi quarantacinque anni scopro che il topinambur non è un formaggio francese dal gusto simil-brie ma un tubero. Prima delusione.

Assaggiandolo scopro che non sa per nulla di tartufo, come mi ispirerebbe il nome, ma il sapore è molto simile al carciofo. Seconda delusione.

Non ho manco espresso un desiderio per aver assaggiato qualcosa di nuovo per la prima volta. Quante delusioni, mio caro topinambur.

lunedì 9 febbraio 2026

CuoreDiMamma

Ieri sera mi sono ricavata un pochino di tempo con Primogenita per sapere come sta perché circa un mesetto fa mi sono resa conto che, nonostante lei continui ad essere seguita e ad andare dalla Psicologa, si taglia ancora. Ne avevamo parlato già in quel momento ma ieri, approfittando del pupetto addormentato e della sorella fuori casa, sono andata in camera sua per fare due chiacchiere con lei. Mi ha detto nel suo modo goffo, riservato e impacciato che non va tanto bene ma non sa perché. La scuola procede meglio dello scorso anno, è riuscita a recuperare tutti i debiti (siamo in attesa di sapere di latino ma confidiamo sia andata bene anche quello), la classe è migliore e si trova bene e in generale non c'è nulla che non vada. Ma io lo so, la conosco quella sensazione, quella sorta di mal de vivre. Le ho chiesto come va coi tagli e mi ha risposto con un insomma tutto soffocato e le ho detto che mi dispiace molto abbracciandola. Lei non sa, ed è decisamente meglio così, che per una mamma sapere che il proprio figlio sta male è una vera pugnalata al cuore, un bel fendente tirato dritto dritto lì, in mezzo al petto, e non sa quanto sforzo ci sia nel genitore di lasciare il proprio spazio al figlio nel dolore. Ed è giusto che non lo sappia. Perché è lei che deve affrontare i suoi demoni, è lei che deve imparare a gestire e a superare quello che non va (ovviamente con l'aiuto e il supporto di un professionista se serve e con l'aiuto e il supporto non attivo emotivo dei genitori), perché è così che si cresce e si diventa adulti equilibrati e sereni. Preferisco comunque diecimilavolte star male ed essere al corrente di come sta, piuttosto che non saper nulla e vivere nell'ignoranza non conoscendo però la realtà che sta vivendo.

domenica 8 febbraio 2026

?

Non è corretto definirla la fase dei perché, ma solo perché di fatto lui la parola perché non la pronuncia. Di contro tuttavia la maggior parte delle volte ripete la tua ultima affermazione aggiungendo all'inizio un e se e schiaffandoci un punto interrogativo alla fine e devo dire che Birullulo si impegna parecchio:

“E se il cuore smette di battere?”

Smettesse, Birullulo. Si dice Smettesse... in questo caso si muore”

“E se si muore?”

“Ehm... morisse, Amore mio, si dice morisse. Se si morisse non si sarebbe più vivi. Niente più vita”

“E cos'è la vita mamma?”

giovedì 5 febbraio 2026

TestaDiKazzo

Certo che son proprio una testadikazzo. Perché più non ne ho voglia, più piove, nevica, fa freddo, più vorrei stare al calduccio in casa, magari sotto una copertina a leggere un libro con una tisana calda e il gatto sulla pancia, più mi costringo ad uscire per andare a correre. E' proprio una questione di principio. Facile uscire quando se ne ha voglia, quando il tempo è bello e gli uccellini cinguettano. Quando tutto di te rema contro, quando magari hai un po' di raffreddore e non ti senti tanto bene o magari semplicemente non ne hai mezza voglia allora è lì che scatta qualcosa dentro di me che mi impone di uscire. Che testadikazzo che sono. Mi arrabbio quasi con me stessa, mi infilo le scarpe da corsa e mi butto fuori di casa quasi arrabbiata. Esco e corro i primi chilometri odiandomi profondamente, chiedendomi perché. Per dimostrare qualcosa a qualcuno? Per dimostrare qualcosa a me stessa? Per andare più veloce di ieri? Ma qualsiasi sia il motivo per cui non ne avevo voglia, qualsiasi sia la mia condizione fisica e mentale, alla fine la conclusione della corsa è sempre la stessa: sto benissimo e sono felice. E ringrazio la mia forza di volontà, la mia testolinadikazzo. Sorrido soddisfatta di me stessa, concedendomi una splendida, calda, rigenerante, doccia bollente.

martedì 3 febbraio 2026

Orgogliosa di lei

Primogenita è fin troppo simile a me. Su alcuni aspetti io sono migliorata molto ma ci sono arrivata a 40 anni e vorrei che lei ci arrivasse prima. Un esempio: ultimamente alle sue partite di pallavolo la vedevo sempre triste, arrabbiata, in panchina mezza depressa. Giorni fa le ho parlato:
“Che succede?”
“Non mi piace fare il centrale”
“Ok, allora dillo all'allenatore”
“Ma no dai”
“Ma perché no scusa... se non ti piace”
“Eh ma poi ci sono solo due centrali e se me ne andrò io sarà il caos, mi dirà di no”
“Ma fattelo dire da lui di no! Perché devi anticiparlo tu? Oh poi magari ti dice davvero di no e ci penseremo. Ma prima di fasciarti la testa, prova!”
“Non so”
“Senti, ormai hai quasi diciottanni e puoi tranquillamente dire quello che pensi. Diglielo! Digli: IL CENTRALE MI FA CAGARE CA-GA-RE! Vorrei provare a cambiare di ruolo e fare l'opposto. E se ti dice di no tu insisti, fagli vedere quanto ci tieni e proponigli delle alternative, ad esempio puoi dirgli di farti provare per qualche allenamento e vedere come va”
… … …
“E poi scusa, passi tutto il tuo tempo a scuola e a studiare. L'unico svago che hai è la pallavolo e questo tempo è tempo per te, deve essere un momento bello di divertimento, piacere. Io ci sono arrivata a quarant'anni, tu puoi arrivarci prima a capire questa cosa: fai quello che ti rende felice, specie nel tempo libero. Se non ti rende felice basta, fai qualcos'altro o da qualche altra parte. Ma prima di gettare la spugna combatti! Se vuoi una cosa, almeno provaci!”
Ed è così che ieri sera è tornata a casa da allenamento con un sorriso enorme sulla faccia e mi ha detto che ora si allenerà da opposto. Sono molto molto fiera di lei. E' un grande passo avanti.

lunedì 2 febbraio 2026

Sono messa maaaaaaale

Ogni città credo sia caratterizzata da personaggi bizzarri che entrano a far parte della fauna locale. A Bologna c'è quest'uomo, presente da sempre, che con la barbona lunga e un'aria triste e malandata si aggira per il centro ripetendo sempre la stessa frase con voce nasale: “Sono messo maaaaaaale datemi un euro”. In realtà io ricordo benissimo quando la sua frase cult era “Sono messo maaaaaaale datemi cento lire” ma si sa, l'inflazione è una brutta bestia. Risvegliandomi da quello che può essere considerato un sogno abbastanza chiarificatore ho proprio pensato quello questa mattina, con esattamente la stessa vocina: “Sono messa maaaaaaaale”. Sono quattro mesi e poco più che non tocco un grammo di formaggio o di latticino, nulla di nulla. Chi mi segue sa che non si tratta del lattosio per cui nessun formaggio, niente latte o derivato del latte. Nulla di nulla. La cosa che in assoluto mi pesa di più è l'assenza di parmigiano, la mia droga, il mio desiderio più profondo, il mio amore culinario più viscerale. Ne mangiavo tocchi su tocchi ogni giorno... quanto mi manca. Mi manca così tanto ed è una tentazione così forte che quando devo grattugiarlo per qualche ricetta chiedo a un componente familiare di farlo al posto mio. Beh, ieri ero da sola a preparare il timballo di patate. Sola, sola, sola. E così di necessità virtù e ho grattugiato. Eeeeeeeehhhh quanto ho grattugiato. Erano mesi che non grattugiavo e sono stata bravissima, nessun cedimento sebbene ho io abbia annusato con intensità e una salivazione a mille si è impossessata della mia bocca. Il timballo per loro è venuto una vera delizia mentre per me, nella mia triste teglia a parte, è venuto un surrogato che ad essere sincera non era neanche tanto male. Solo che la mia mente probabilmente ha elaborato e questa notte non ho fatto altro che sognare di mangiare parmigiano. E' proprio vero che a volte i sogni son desideri di felicità.

Perché non andrò a correre la Maratona di New York, forse

A novembre avevo scritto un post (vedi qui). Di idee ne ho tante, di sogni anche e spesso riesco a concretizzare entrambi. Ma ci sono sogni, ahimè, che risultano un po' troppo al di sopra delle mie possibilità. Uno di questi è la Maratona di New York, una conclusione alla quale sono giunta già alla fine dello scorso anno. Nulla di grave eh, ci sono altre mille gare a cui poter partecipare e più alla mia portata monetaria per cui mi ero messa l'anima in pace fino a venerdì sera. Venerdì infatti è stata una giornata impegnativa dal punto di vista lavorativo. Dovremo cambiare sede lavorativa entro settembre 2026 e c'è molta carne al fuoco. Il mio capo è venuto dalla Svizzera proprio per andare a visionare una possibile opzione e mi ha chiesto di andare con lui. Ci siamo salutati verso inizio pomeriggio finchè non mi ha scritto alla sera chiedendomi se abitavo vicino a un pub in cui lui era in quel momento. Gli ho fatto una enorme carrampbata piombandogli da dietro e tenendogli compagnia per un'oretta. Niente di strano eh. Il mio capo ha la mia età, siamo arrivati nel nostro posto di lavoro insieme, nel 2013 e poi a un certo punto ha comprato l'azienda perché il vecchio capo la voleva chiudere. Dire che siamo amici è esagerato, sul lavoro siamo sempre in un rapporto di capo-dipendente anche se molto collaborativo, ma fuori torniamo a far baldoria e ad essere alla pari. Dopo la sua birra e mille chiacchiere quasi per nulla lavorative, ha fatto un salto su a casa mia, ha salutato la famiglia ed è andato. E' stata una serata piacevole e divertente e ho potuto esprimere con libertà qualche perplessità relativa alla sede che eravamo andati a vedere insieme alla mattina, soprattutto per lo spazio che mi competerà senza aver timore di dire la mia. Premesso che non ci sentiamo mai per lavoro al di fuori dell'orario stabilito, premesso che è uno che di progetti ne ha tanti e bene o male si concretizzano tutti sebbene in modo abbastanza strampalato e disorganizzato, ieri mi è arrivato questo messaggio sul cellulare: “Grazie per essere passata e avermi coinvolto con la tua family e la tua supercasa. Ma per il 2028 ti mandiamo alla maratona di new york per conto nostro, spesato dall'azienda. Poi ne parliamo”. Non ci volevo credere. Non ci voglio credere. Perché possono essere quelle cose dette tanto così, oppure dette, visti i conti, e accantonate (cosa più probabile). Sto cercando di non farmi illusioni ma ieri ho avuto un sorriso ebete sulla faccia per la maggior parte della giornata mentre per il restante cercavo di non pensarci e di tornare coi piedi per terra. Ma quanta figata sarebbe!?!

giovedì 29 gennaio 2026

C'è troppa poca musica nella mia vita

Ecco il pensiero che mi ha attraversato la mente mentre questa mattina stavo pedalando per venire al lavoro. Ma in realtà non è vero. Certo, prima della morte di Nonna la mia vita era un'enorme bolla di musica, fatta di prove una sera sì e una no, fatta di concerti in strada, di cantate in casa, di strumenti lasciati in giro e presi ogni tre per due fra una lavatrice e l'altra. Da quando è morta lei qualcosa si è spezzato e per mesi e mesi dalla mia bocca non ne è uscita nessuna nota, dalle mie mani nessun accordo. Mi sembrava ingiusto, mi ricordava quando ero a casa con lei, io nella mia stanza e lei in cucina, quando nell'aria c'era solo quello. Mi ricordava il mio esame di terza media, l'unico ad essere stato sostenuto a porte aperte per permettere a tutti di ascoltarmi e lei era lì fra i miei amici e professori, sulla soglia della porta con un gran sorriso sul viso. Mi ricordava la prima volta che ho cantato e suonato in pubblico quando la cercavo fra la folla, o la prima volta che le ho dedicato un verso della canzone che stavo eseguendo, incontrando i suoi occhi in mezzo a molti. Ora non è più così, mi chiedo se mai tornerà così. Però non è vero che musica proprio non ce n'è più perché la musica è nella mia testa. Mi sono resa conto questa mattina, mentre pedalavo, che la mia testa è piena zeppa di musica e suona lì ogni tre per due. Nella mia testa infatti passano canzoni mentre corro, mentre pedalo, mentre cucino, come uno spettacolo silenzioso ma sempre presente. E' come se le tre note che ho tatuate sulla clavicola sinistra riescano a far suonare melodie nel mio profondo.

mercoledì 28 gennaio 2026

I cambiamenti di Secondogenita

Come detto qualche post fa (vedi qui) Secondogenita ha sempre avuto un caratterino bello peperino e testone ma ultimamente sta cambiando molto. Rimane sempre quella ragazza tosta e dalla risposta pronta ma, almeno con me, sta dimostrando una maturità e una dolcezza tale da lasciarmi stupita. Sabato scorso ho lavorato tutto il giorno, appena finito mi sono fiondata a fare la spesa e, varcata la soglia di casa, mi sono messa a piangere dalla stanchezza. Ero davvero distrutta e il pensiero di dover preparare la cena, sistemare casa e aspettare che Birullulo fosse a letto per svenire anche io nella braccia di Morfeo era quasi insopportabile. Mentre singhiozzavo ricevo la telefonata di Secondogenita:

“Mamma? Possono venire L., I. e C. a cena e poi a dormire da noi?”

Silenzio

“Mamma?”

“Amore, ho lavorato tutto il giorno e sono davvero davvero stanchissima. Non potete andare a casa di qualche d'un altro?”

“Gli altri non possono”

“Ok, guarda anche io non riesco. Una. Una amica sì ma tre per me sono davvero troppe sono molto stanca”

Metto giù e mi rimetto a piangere.

Passano trenta secondi che il telefono suona di nuovo.

“Mamma?”

“Sì amore?”

“La mamma di I. ha detto che lei non può venire per cui sarebbero solo C. e L.”

“Secondogenita... sono molto stanca. Lasciamici pensare ok? Una sola sarebbe meglio, sono molto stanca... No amore, facciamo una sola amica”

“Ok mamma”

Passano trenta secondi che il telefono suona di nuovo.

“Mamma, allora viene solo C.”

“Solo C.? Ma L. è la tua migliore amica...”

“Lo so ma hanno fatto pari o dispari e lei ha perso”

“No vabbeh dai... così no... chiamale entrambe”

“Ma mamma... no...”

“Sì sì chiamale entrambe”

“Ma sei sicura? Sei stanca mamma non importa”

“Sì sì falle venire tutte e due”

E così poco dopo si sono presentate tutte e quando le ho salutate mi hanno sorriso e mi hanno portato un bel regalo tutto per me e per il mio disturbo: caramelline gommose vegane. Io quasi mi mettevo a piangere, un gesto davvero piccolo ma così importante, che mi ha fatto sentire ascoltata nella loro gratitudine. Mi hanno baciato, mi hanno abbracciato e con i loro enormi sorrisoni si sono messe a preparare i letti. Si sono comportate benissimo, alle 11,30 già dormivano e neanche le ho sentite. Un enorme passo avanti per Secondogenita che fino a qualche tempo fa al mio primo no avrebbe iniziato ad insistere a testa bassa per poi urlare e incazzarsi, non ottenendo ovviamente quanto chiesto. Sono molto orgogliosa di lei.

martedì 27 gennaio 2026

L'Amore per i figli

Quando si soffre si ritorna bambini, si desiderano le carezze di mamma, gli abbracci di papà. Si vorrebbe essere coccolati fino ad addormentarsi, si vorrebbe ritrovare quel senso di sicurezza che inevitabilmente crescendo si va perdendo. E Primogenita, la sera in cui si è lasciata col PoveroRagazzo, è tornata un po' bambina. Si è presa gli abbracci, le coccole, le tenerezze. Le ho chiesto se avrebbe voluto dormire con me, nel lettone, e me la sono ritrovata di fianco, così spilungona ma piccola e dolce ai miei occhi. E' proprio vero che l'amore per i figli non ha tempo neé luogo. L'amore per i figli non ha mai fine.

domenica 25 gennaio 2026

Aspirazioni birullulifere

“Mamma? Da gLande vojo faLe il maestLo”

“Bello! E come mai?”

“PeLché a me piace impaLaLe. E poi comanda”

L'importante è avere chiaro ciò che ci piace fare.

giovedì 22 gennaio 2026

Il PoveroRagazzo

Primogenita ci ha chiesto nei giorni scorsi un momento in cui saremmo stati tutti in casa perché il PoveroRagazzo sarebbe venuto a prendersi le sue cose (“Ma che si deve prendere? Lo spazzolino?” Mr D. dixit) e ci teneva molto a salutarci tutti. Ed eccoci a ieri sera: lui sull'orlo del pianto, Primogenita pure, Mr D. che cercava di stemperare il clima con risate e qualche battuta, Secondogenita e Birullulo abbastanza indifferenti a tutto. Io mi sono resa conto di quanto alla fine mi fossi affezionata al ragazzo e gli occhi lucidi mi son venuti. L'ho abbracciato e salutato mentre, nell'imbarazzo generale, ho scoperto che proprio ieri era il suo diciottesimo compleanno. Povero ragazzo. Gli ho scritto dopo, scusandomi con lui perché, se avessi saputo, sicuramente gli avrei preso almeno un pensiero. Mi sono detta dispiaciuta per come sono andate le cose e l'ho ringraziato di cuore di tutto. Da genitore ora vedo da un altro punto di vista e mi chiedo se anche mia mamma avesse delle preferenze rispetto ai ragazzi che ho portato in casa, se avesse dei dispiaceri una volta finite le storie sebbene non me l'abbia mai fatto notare e se avessi avuto dei genitori insieme, magari anche loro avrebbero parlato senza farmi sapere nulla delle loro sensazioni, delle loro opinioni e delle loro preferenze rispetto alle mie relazioni sentimentali.

martedì 20 gennaio 2026

Le soluzioni smart di Secondogenita

Non so da quanto tempo questa cosa vada avanti ma tutte le notti faccio incubi su incubi. A volte sono meno pesanti, a volte parecchio impegnativi ma non ho memoria di notti passati senza farne. Prima di intraprendere il percorso dalla Psicocosa l'incubo che andava per la maggiore era l'uragano e io che dovevo meticolosamente chiudermi in casa, chiudere tutte le finestre, le porte, tutto di tutto, per non morire. Mi ricordo ancora il sogno conclusivo e da quel momento non lo sognai più. Ora va per la maggiore la fuga: fuga da un'orda di barbari inferociti che vuol tagliare teste, fuga dagli alieni, fuga fuga fuga. E così corro corro corro. E' ovvio che io mi svegli angosciata e assonnata tutte le mattine, mi faccio tanti di quei chilometri! Parlandone stamattina a colazione Secondogenita mi ha dato la sua soluzione immediata e semplice:

“Beh, mamma, chiama la fatina dei sogni e fatti cambiare sogno”.

A una mia sonora quanto spontanea risata la ragazza ha poi continuato:

“Oppure fatti uccidere così il sogno finisce e puoi iniziarne un altro. Io faccio sempre così”.

Oooooooooooook.