giovedì 30 luglio 2026

Vacanzation

Per la prima volta nella mia vita da lavoratrice farò quattro settimane di ferie tutte insieme e questo per una serie di motivi. Il primo sicuramente è che preferisco prendere le ferie quando i figli sono a scuola per riuscire a staccare un po' durante l'anno e questo fa sì che in estate io non ne abbia poi così tante. Il secondo motivo è che preferisco prendere ferie non quando al lavoro c'è poco o nulla da fare ma in periodi di carico intenso un giorno qua un giorno là. Il terzo motivo è che per me non ha molto senso prenderle tutte attaccate perché le ferie servono appunto per riposarsi ed è meglio godersele pian pianino durante l'anno. Purtroppo invece, complice il fatto che io abbia ancora tantissime ferie non godute e complice la nuova politica aziendale eccomi a essere costretta a staccare per un bel po'. Che poi... staccare... di fatto quest'anno tranne qualche raro giorno di solitudine a cinque, avremo sempre qualche amio ospite da noi. Si daranno il turno come la truppa più organizzata del pianeta e mi toccherà dunque pensare al cambio lenzuola, a cucinare, a pulire e a ordinare per una persona in più per tutta la permanenza. Ma va bene così, perché quando i figli crescono è sempre più difficile che facciano le vacanze con te e abbiamo per il momento trovato il modo di farle restare tanto tempo con noi invitando gente a casaccio. E allora buone vacanze a tutti e ci si rivede l'ultimo giorno di agosto!



mercoledì 29 luglio 2026

Ad ognuno il suo

Anche se i figli non li hai proprio proprio sotto il tuo stesso tetto alla fine avanzano pretese. Iniziamo da Primogenita che ora se ne sta bella bella in Irlanda e da là riesce comunque a chiedermi duecentomila cose, sempre con la sua solita gentilezza, ma le chiede lo stesso eh. E la torta per quanto torna perché non avrà il tempo di farla lei, e il regalo per la sua amica perché non avrà il tempo di comprarlo lei, e la stampa perché anche quella non avrà il tempo di farla e via di seguito. Secondogenita invece non è che proprio pretenda, è che tutto le è dovuto, con quel fare menefreghista tipico della semi-adolescenza. Lascia il caos dietro di sé, come se si autogenerasse da solo, senza rimettere a posto nulla se non dopo numerose insistenze da parte dell'adulto. E questo è solo un punto. In questo mese lei è decisamente la più impegnativa. Mettiamoci poi per ultimo anche Birullulo che dall'alto dei suoi cinque anni ha richieste davvero piccole ma comunque costanti che guai a dimenticare. Diciamo che la cosa più importante al mondo per lui in questo momento di vita sono i giochi che mi devo ricordare di portargli al parco una volta uscito dal campo estivo. I giochi sono diversi ogni giorno e l'elenco comprende bene o male dai due ai quattro esemplari. E guai a dimenticarne o a scambiarne uno, non che si arrabbi o faccia scenate, è un bimbo superbuono, ma ci rimane così male che alla fine ci rimani troppo male pure tu. Ho decisamente bisogno di una vacanza.

martedì 28 luglio 2026

La saga spettinata – Cambiamento del funzionamento cognitivo – parte 4

 Innanzi tutto si spera sia davvero l'ultima parte di sta saga che personalmente mi pare infinita.

  1. Per il compleanno di Secondogenita ho realizzato una delle mie solite torte e ho optato, visto la calura e il periodo, per una bella cheesecake al melone. Un azzardo a dirla tutta perché non l'avevo mai provata. Ma tanto gli ingredienti sono buoni, la decorazione l'avevo in testa, e così mi sono lanciata. Ho preparato dunque il dolce più in fretta di quanto avrei voluto a causa di impegni che si sono aggiunti all'ultimo minuto e non sono neanche riuscita a farla riposare a dovere fra uno strato e l'altro con la simpatica conclusione che ho dovuto variare la decorazione perché non si era raffreddata come avrei voluto. Ad opera finita osservo la mia cheesecake abbastanza soddisfatta, sebbene per l'impasto preparato me la aspettassi francamente più alta. Pazienza. La metto in frigo e me ne dimentico fino a sera quando apro per preparare la cena. Ed eccolo lì, il cheese. Maporcadiquellaporcadiquellaporcadiquellaporca. Ho preparato la cheesecake senza cheese. Cioè ho davvero preparato una cheesecake senza cheese. Maporcadiquellaporcadiquellaporcadiquellaporca. Alla fine grazie al cielo ho spirito di inventiva e ho rimediato preparando una ganache decorativa proprio al cheese e sbaffandola sopra in modo che il sapore almeno ci fosse.

  2. L'altro giorno sono uscita a fare una bella corsetta, sono tornata a casa e ovviamente mi sono sbaffata sotto la doccia. Sarebbe stato anche bello visto che ero da sola in quel momento, avrei anche potuto godere di un minimo margine di relax. Appena uscita dal bagno mi arriva un messaggio di un mio amico che desiderava una fetta di torta e mi chiedeva di portargliela. Nel frattempo io avrei dovuto mangiare qualcosa (avevo corso e volevo evitare di svenire, e così ho cacciato due fette di pane dentro al mio centenario tostapane), avrei dovuto stendere la mia cinquecentesima lavatrice della giornata e impostare la cinquecentunesima lavatrice della giornata e avrei anche dovuto fare la spesa e cucinare. Ma sì, ma perché no, perché non portare al mio amico la torta. E così ne ho tagliata una generosa fetta, l'ho impacchettata alla bellemmmmeglio e sono uscita di casa coi capelli ancora bagnati e gocciolanti cercando di fare il più in fretta possibile. Se non che a metà strada fra casa sua e casa mia la rivelazione: il tostapane. Non ho staccato il tostapane. Maporcadiquellaporcadiquellaporcadiquellaporca. Un tostapane del milleduecento senza alcun tipo di spegnimento automatico e con lo spinotto tutto rotto dai fili scoperti. Maporcadiquellaporcadiquellaporcadiquellaporca. E torna indietro correndo, con la torta ormai mezza squagliata e il cuore in gola. Almeno la mia casa non ha preso fuoco ma visto l'andazzo di questi ultimi tempi mi verrebbe da dire: Per ora.

lunedì 27 luglio 2026

La saga spettinata – Cambiamento del funzionamento cognitivo – parte 3

 

  1. Un mesetto fa ci è arrivato un invito per festeggiare il 19 settembre l'anniversario di matrimonio di due nostri amici in un paesino sperduto vicino a Torino. Settembre è sempre uno di quei mesi clou dove si concentra tutto ed è il caos del caos ma, armata di buona determinazione, mi sono messa a pianificare bene tutto. Allora:

    - primo fine settimana Mr D. se ne andrà a fare non so quale granfondo in non so quale posto con non so quali amici

    - secondo fine settimana andrò io a correre la mia solita mezza maratona Cesena – Cesenatico

    - terzo fine settimana andiamo a festeggiare sto anniversario

    - quarto fine settimana pianifico una festa similsorpresa per Mr D. con i suoi amici più cari

    Tutto bene. Ce la posso fare. Ho speso ore, ore, e ore e giorni, giorni e giorni, per fare incastrare tutto, vedere la strada per poter arrivare a questo paesino, capire quali alloggi ci potessero essere in zona. Insomma un discreto mazzo. Ho anche incontrato per strada la “sposa” alla quale avevo confermato con entusiasmo la nostra partecipazione con il solo rimanente problema che ancora non ero riuscita a risolvere di dove piazzare Birullulo per due giorni. Fatto sta che fine settimana scorso, al mare con amici anche loro invitati, è saltato fuori l'argomento

    Allora potremmo soggiornare qui, e poi fare questo viaggio qui, unendo queste macchine qui”

    Perfetto, potremmo partire il venerdì 18”

    No Spetti, è il fine settimana prima”

    Ma nooooo. Ma no eh”

    E invece sì, vedi sull'invito? C'è scritto 12 settembre”

    Maporcadiquellaporcadiquellaporcadiquellaporca.

  2. Sempre fine settimana scorso eravamo a Riccione, ormai tappa fissa nei fine settimana, tappa che io odio ma che è tanto gradita alla mia famiglia. Visto che siamo sempre con gli amici di Secondogenita e visto che sapevo che da qualche parte vagavano anche gli amici di Birullulo ho scritto sabato mattina ad una mamma che sapevo essere lì per vedere di incontrarci. Niente. Nada de nada, manco un piccolo accenno di vita. Nei giorni successivi mi riprometto di scriverle ma, fagocitata dalla mia vita incasinata, me ne dimentico finché il martedì mi scrive la maestra delle elementari di Primogenita. Esatto. La maestra delle elementari di Primogenita, la mia diciottenne. “Signora buongiorno, come mai mi ha chiesto se fossi a Riccione questo fine settimana?”. Maporcadiquellaporcadiquellaporcadiquellaporca.

La saga spettinata – Cambiamento del funzionamento cognitivo – parte 2

Come promesso giovedì scorso vi continuerò ad elencare i miei cambiamenti cognitivi verso il baratro mentale di questo ultimo periodo:

  1. Come tutte le mattine mi vesto, pulisco la sabbia del gatto e vado a prendere la bici. Di solito il sacchetto lo tengo in mano, esco dal portone con la bici, mi fermo al primo cestino, butto e parto. Lo faccio da dodici anni, tutte le sante mattine. Non so per quale motivo io non lo abbia tenuto in mano, sto benedetto sacchetto, manco me lo ricordo. Fatto sta che l'ho messo dentro al cestino della bicicletta e dimentica di averlo, mi avvio pedalando verso il lavoro. Se non che a metà strada: SPATATRACK! Il sacchetto si apre e tutte le simpatiche deiezioni del mio gatto mi cadono addosso. Voilà

  2. Visto che si sta parlando di bicicletta ho dovuto trasportare un'orchidea dal lavoro a casa e per complicarmi la vita ho fatto una tappa al supermercato. Sono entrata, ho fatto la spesa e ho sbaffato tutto nel cestino della mia due ruote. Parto senza neanche pensarci, dimentica dell'orchidea e voilà: orchidea spiaccicata per terra.

  3. La saga della bibicletta continua quando, percorrendo il solito tragitto casa-lavoro, tiro dritto e passo col rosso. Così, senza rendermene conto. E non è che sia una cosa da nulla eh. La via dove passo è trafficata, è quella ciclabile dove morì quella ragazza tempo fa (vedi post qui) e lei era pure sulle strisce. Io sono passata a un semaforo così, senza neanche vederlo. Grazie al cielo sono ancora viva anche se non saprei dire come. Non era mai successo.

  4. Arrivo al supermercato con la bici, entro, faccio la spesa ed esco. Per caso qualcuno aeva legato con la catena la bicicletta? No perché io ovviamente no. Per qualche strana protezione astrale, nella città con più furti di biciclette al mondo, la mia era ancora lì. Non è da me, io che la lego anche quando la tengo vicino alla panchina al parco giochi, io che la lego anche se salgo al volo in casa, prendo una cosa ed esco. Non era mai successo.

mercoledì 22 luglio 2026

La saga spettinata – Cambiamento del funzionamento cognitivo – parte 1

Io sono sempre stata una persona precisa, mentalmente ordinata, che non dimentica quasi nulla e che riesce a tenere sotto controllo parecchie situazioni contemporaneamente ma da un po' di tempo a questa parte non so cosa mi stia succedendo. Capitano così tante cose che sono arrivata al punto di parlarne con Mr D. perché sono davvero preoccupata, non è da me. In una serie di nuovi post vi elencherò le cose che mi sono successe ultimamente andando quasi per settori: Parto dal primo perché è quello più a lungo termine, che è iniziato prima e si è trascinato fino a questi giorni.

  1. E' da circa due mesi o poco meno che mi sento sempre stanca durante la corsa, non durante il giorno eh, solo durante la corsa. Gambe stanche che non vanno, fiato corto, cuore alto. All'inizio pensavo fosse colpa del caldo ma andando avanti mi sono sempre resa più conto che non poteva essere solo quello. Sono sportivamente stanca con le gambe che addirittura mi hanno giocato davvero brutti scherzi (vedi post qui). Ma perché? Da un paio di mesi a questa parte le abbiamo analizzate tutte, mi sono allenata il minimo indispensabile per riprendere le energie, ho iniziato ad assumere più integratori del solito, sali, aminoacidi essenziali, ho cambiato la mia alimentazione quasi del tutto mangiando tante di quelle proteine che manco i palestrati pompati. Fino a che. Esatto, fino a che. Tre giorni fa invece di andare a correre all'alba come faccio ormai da un paio di mesi a questa parte, per necessità sono andata a correre nel pomeriggio, ho mangiato una banana al volo e sono uscita per fare i miei solito 6 chilometrini cacati cacati pian pianino vista la stanchezza. Energia a mille, super gambe, cuore perfetto, fiato meraviglioso. Maccheccavolo. Faccio percorso in salita, perfetto. Mentre corro mi sento bene, così bene che quasi mi commuovo. E mentre corro realizzo: ho mangiato. Ho mangiato prima di correre. Da quant'è che non mangio prima della corsa? Per due mesi, due kazzo di mesi, mi sono completamente dimenticata di mangiare prima di uscire. Ma comediavolo è possibile? Mi svegliavo, assonnata mi vestivo e uscivo dimenticando il passaggio fondamentale. Ora: se esco per una corsetta breve e di scarico posso anche non mangiare, ma se non mangio per due mesi consecutivi prima di fare sport col cavolo che il mio fisico risponde. Ha ragione lui. Mica l'ho fatto apposta, ma come diavolo è possibile che io me lo sia completamente dimenticato per due dannatissimi mesi? E quante cavolaccio di energie ho speso per capire cosa io avessi, per pianificare la mia ripresa, per star dietro a tutto questo?

  2. In virtù della stanchezza nelle gambe, settimana scorsa mi è venuto in mente che al posto di una sessione di corsa avrei potuto fare una sessione di nuoto in contemporanea con la piscina di Birullulo. Ho passato una settimana a pianificare tutto: come sostituirla in termini di tempi, sforzo fisico e battito cardiaco, organizzarmi con il bimbo e con le tempistiche, raccattare la mia roba da nuoto sparsa fra Primogenita e Secondogenita, e dove sono i miei occhialini, e che fine ha fatto la mia cuffia e chi più ne ha più ne metta. Arrivata alla giornata fatidica ci penso di nuovo su, cerco di convincermi a non uscire a correre ma ad andare a nuotare, preparo la borsa, metto dentro tutto con cura, accappatoio, shampo e balsamo, ciabatte, cerco il lucchetto che grazie al cielo trovo e finisco col mettere dentro alla borsa le ultime tre cose: occhialini, cuffia e costume. Sì ma... dov'è il costume? Dove kazzo è il mio costume? … … … Ah. Io non ho un costume. Una settimana. Una settimana di pianificazione e preparativi per l'anima del.

  3. Ho un semplice parametro per capire se le mie gambe sono davvero davvero stanche: la bicicletta. Dal 2011 io non ho altri mezzi di trasporto se non la mia due ruote e lo vedo subito quando sono scarica: divento una lumaca, fatico anche ad andare in piano, e le mie solite marce 3 e 4 vengono sostituite dalla 1, 2 e 3 perché più dure non riesco a tenerle. In questo periodo la stanchezza sportiva l'ho anche misurata in questo. Ma guarda te che pippa che sono, manco una salita riesco più a fare. Due settimane fa biciclettando a passo di lumaca, una mia amica mi fa notare che ho le ruote sgonfie, e vabbeh. La stessa amica me lo ha fatto rinotare due giorni fa e, anche un po' scocciata visto che son sempre di fretta, ho pensato di gonfiarle. Voilà, non ho più le gambe stanche mentre pedalo. Comecavolaccio è possibile che io non ci abbia pensato prima? Vado esclusivamente in bicicletta da quindici fottutissimi anni e so benissimo che quando son stanca con le gambe la prima cosa da fare è verificare le ruote perché è quello che influenza tutto e potrebbe non essere stanchezza mia ma il mezzo che mi rema contro. Perché diavolo non ci ho pensato? Sono anni e anni che lo faccio periodicamente appena mi sento stanca. Ma comecavolaccio è possibile?

martedì 21 luglio 2026

Colori

In quanto a colore della pelle Birullulo ha decisamente preso da me. Io sono stata scambiata per anni per straniera, mi son sentita dare della pakistana, dell'indiana e chi più ne ha più ne metta ma ormai sono anni che non mi capita più. Ieri sera, mentre facevamo una passeggiata sotto casa abbiamo incontrato un bimbo della sua età col quale si è messo subito a giocare (si può dire tutto di mio figlio, ma non che non riesca a fare amicizia anche coi sassi). Seduti sulla panchina a guardare Birullulo fare a gara di corsa col nuovo venuto Mr D. mi fa: “Guardali. Hanno lo stesso colore della pelle”. Lì per lì son rimasta basita ma poi mi son resa conto della lampante verità.

“Mi scusi ma voi da dove venite?”

“Noi siamo del Bangladesh”

Et voilà.

lunedì 20 luglio 2026

Le fantomatiche liste - La mia lista entro i 50 - Aggiornamento

Chi mi segue da un po' sa che Mr D. è l'uomo-lista, colui che a ogni decennio circa dichiara gli obiettivi da porsi per il decennio successivo. Io è una cosa che francamente non ho mai fatto fino ai miei 40 quando mio marito mi ha convinto a metter giù la lista di cose da fare entro i 50 (per chi volesse, la lista è in questo post a questo link). Al di là del fatto che a rileggerla ora che sono a metà percorso vedo che un po' di cose le ho fatte, altre non le farò mai e altre ancora le vorrei slittare a favore di alcune che ora vorrei tanto mettere in lista per cui ecco qui una lista aggiornata di cose da fare entro i 50:

  • Correre una maratona - FATTO

  • Fare il Cammino degli Dei – da slittare entro i 60

  • Visitare il Giappone – da slittare entro i 60

  • Scrivere un libro – se vabbeh, non ho manco il tempo di farmi una doccia, figuriamoci!

  • Realizzare una torta a specchio - FATTO

  • Vacanza in albergo all inclusive almeno una settimana – uuuuuhhhh quanto sarebbe bello! Questa la lascio anche se non credo accadrà mai

  • Dca – Francamente sono a buon punto... chissà se è vero... Finché non risolvo per almeno un anno di seguito questo rimane

  • Scrivere con tutte e 10 le dita sulla tastiera

  • Risposarmi con Mr. D. – sarebbe bello, ma non credo capiterà, forse entro i 60... chissà

  • Fare una granfondo con Mr. D - FATTO

  • Fare un concerto col trio – il trio si è sciolto, non capiterà mai. Ma rimane il desiderio di fare davvero un vero concerto con dei veri musicisti. Forse prossima vita...

E ora le new entry entro i 50 – ovvero ho ancora meno di 5 anni per portarle a termine:

  • Fare la 50km di Romagna e finirla nei tempi previsti

  • Fare la 100Km del Passatore e finirla nei tempi previsti



Ho già in mente entro i 60 cosa fare:

  • Fare un triathlon e finirlo nei tempi previsti

  • Fare un Ironman - ce la farò mai? Non so... ho ancora 5 anni per pensare se metterlo in lista oppure rinunciarci in partenza

14

Lo capisco quando ti vedo sdraiata nel letto, mentre dormi della grossa. E' lì che capisco davvero quanto tu sia cresciuta, con quelle tue splendide gambe lunghe, i piedi che escono dal materasso e quel volto disteso e sognatore, quasi da adulta. Sono così orgogliosa di come stai diventando, Amore mio. Sei nella fase tipica dei quattordici anni, quella che io e tuo padre abbiamo sempre chiamato “Nonholosbatti” ma io ti vedo in tutta la tua bellezza, interiore ed esteriore. Sei una ragazza che si fa voler bene da tutti, sei indipendente, testona, dolce e dalla risposta pronta. A volte invidio quanto tu riesca a tener testa a tuo padre, cosa che io fatico a fare da sempre. Stai diventando una donna meravigliosa, Amore mio, e non posso essere più felice e più fiera di te. Auguri con tutto il mio cuore.

mercoledì 15 luglio 2026

Di giovvvvvvani punti di vista

“Sai Birullulo? Quando ero piccola vedevo sempre questo cartone col mio migliore amico”

“Ed è morto mamma?”

“Ehm... no... no non è morto”

“Ah... comunque quando io sarò grande come te e tu sarai morta allora blablablabla”

Ma quanto mi vede vecchia mio figlio...

martedì 14 luglio 2026

Vocalizzi felini

Più Camomilla si fa vecchina e più il suo carattere cambia. La felina di casa infatti fra un paio di settimane compirà 12 anni e in questi suoi 12 anni è cambiata davvero tanto ma mai come nell'ultimo periodo. Si è fatta supercoccolona e ultimamente miagola molto di più. Quando la prendemmo dal gattile la cucciola era estremamente paurosa e aggressiva e per i primi mesi non abbiamo proprio conosciuto la sua voce. Ricordo come se fosse ieri la prima volta che miagolò, ricordo che pensai “ah, allora la voce ce l'ha!”. Ora è tutto un miao qui miao là e non solo per il cibo, ma anche e soprattutto per le coccole. E la cosa assurda è che fa così non solo con me, per anni sono stata l'unica che poteva avvicinarla, ma lo fa con tutti i componenti di casa o quasi. Credo sia il più bel cambiamento che potessimo mai volere da lei.

lunedì 13 luglio 2026

She's back

Ieri è tornata Secondogenita dall'Inghilterra. E' stata via due settimane ed è stato il periodo più lungo mai passato lontano da noi. Visto che ho una mamma particolarmente soffocante io sono tutto l'opposto, non l'ho chiamata, non le ho scritto e va bene così. Credo sia profondamente giusto che si vivano le loro esperienze e credo anche che abbiano proprio bisogno, specie a quell'età, di uno stacco dalla famiglia. Lei ha scritto poche volte e solo per chiedere soldi e per giustificarsi per una marachella fatta in gruppo insieme a degli amici francesci ma solo perché sapeva che sarebbe arrivata una comunicazione ufficiale dal College che ci avrebbe informato. Mr D. in queste settimane continuava a chiedersi se al rientro l'avremmo vista cambiata, ma posso in tutta onestà dire che a parte forse un mezzo centimetro guadagnato in altezza, è rimasta sempre il nostro solito meraviglioso uragano.

domenica 12 luglio 2026

Il risveglio più dolce del mondo

Nel fine settimana siamo stati al mare io, Mr D. e il piccolo Birullulo e per risparmiare abbiamo preso un lettone e basta e dormiamo allegramente e scomodamente insieme. Ieri mattina mio marito è uscito alle 6 per andare in bicicletta coi suoi amici. Io e il piccolotto ovviamente ce la siamo dormita fno alle 8 quando sento un bacino umidiccio e tanto dolce sulla guancia. Poi dopo un pochino eccolo lì: un altro bacino. E allora anche io un piccolo bacino, e poi lui, e poi io. Con la voce assonnata ho sentito mio figlio dirmi:

“Mamma? Sai, sono felice che papà non ci sia perché così siamo solo io e te”

E io lì mi son sciolta e ho iniziato la giornata nel migliore dei modi: con un piccolo Birullulo ancora totalmente innamorato di me.

giovedì 9 luglio 2026

Considerazioni dolci leggendo Pocahontas

“Mamma?”

“Sì Birullulino?”

“Mamma sono innamorati?”

“Sì”

“Come noi mamma. Anzi no. Noi di più. Noi più di mille più del mondo. Più di tutti i mondi dei mondi”

Uuuuhhhhh come lo amo.

martedì 7 luglio 2026

Non tutto è oro

Spesso le persone che non corrono con cui parlo di corsa vedono solo determinati lati della mia vita da maratoneta ma non riusciranno mai a vederli tutti. Solo io so quanto sacrificio, quanta costanza, quanta determinazione costi e per avere poi dei risultati scarsi e mediocri (ma pur sempre risultati). Vi faccio un esempio. Da due settimane ho iniziato ad inserire, una sola volta a settimana, un lavoro ad alta intensità per cercare di aumentare (nel tempo) la velocità in maratona. Questo comporta che in quei specifici allenamenti i miei muscoli vengono spinti a lavorare al massimo anche se per pochissimi secondi. Ieri sera, mentre Birullulo finiva di mangiare, mi sono sdraiata per terra, Mr D. era sul divano dietro di me e stavamo giocando. Avevo in mano un bastone di plastica dei giochi di mio figlio e lo punzecchiavo allegramente finché con uno scatto felino mio marito è riuscito ad afferrarlo. Ora, io non so quale cavolaccio di movimento io abbia fatto ma a quanto pare non è piaciuto al mio quadricipite destro. Fitta atroce, immensa. Stiramento muscolare. Eccallà. E giuro che non è stato nulla di che, non ho fatto un movimento strano, né intenso, né ho forzato in alcun modo. Mi sono solo mossa. Comunque ghiaccio ghiaccio ghiaccio e riposo. Dopo aver addormentato Birullulo poi, sdraiata per terra di fianco al suo lettino mi sono alzata, facendo ovviamente leva sul quadricipite sinistro e voilà! Mi son fottuta anche l'altro quadricipite. E non ho fatto nulla di che se non alzarmi. Ora: sicuramente è stata una combinazione di fattori, molto probabilmente questa: lavoro ad alta intensità + bassa integrazione di sali e aminoacidi + poche proteine assunte durante i pasti. Però porcadiquellapuzzola. Questo per far capire che non tutto è oro quel che luccica. Dietro a una pippa di maratoneta come me, c'è tanto altro che non si vede e che non si sa. Che so solo ed esclusivamente io.

lunedì 6 luglio 2026

Accadde ieri, ma in realtà accadde pure oggi

C'è chi arriva in ufficio e non riesce ad iniziare la giornata senza prima aver preso un caffé e c'è chi, come me, si prepara un bel the caldo anche quando fuori ci sono duecentotrentun gradi alle 7,30 del mattino. Poi ci sono giornate come ieri, lunedì mattina di luglio, che varco la soglia del lavoro, mi siedo, metto su il bollitore e mi preparo una camomilla. E' così, signori e signore, una camomilla. Bene ma non benissimo.

domenica 5 luglio 2026

Mamma ad alto contatto

Le mamme sono tutte diverse. Chi è più rigida, chi più morbida, chi sbaciucchia in continuazione, chi più distazzacata, chi è più impulsiva e chi pacata. Io sono dicesicamente una mamma ad alto contatto. Al di là del fatto che lo faccio bene o male con tutti i bimbolini che mi girano intorno, mi rendo conto che con i miei figli, e con Birullulo in particolare (perché è ancora piccolino) è tutto uno sbaciucchiamento, una carezza, un abbraccio ed è quasi una costante. Non ci sono momenti dedicati o particolari per tutto questo. E' sempre così e la cosa mi piace da matti. Il dispiacere sarà quando, crescendo, si perderà giustamente questa intimità e le occasioni saranno decisamente più rare. Ma finché siamo in ballo, balliamo e io, devo ammetterlo, il piccolotto me lo godo davvero tanto.

giovedì 2 luglio 2026

In giro per il mondo

Attualmente Secondogenita si trova in Inghilterra, una bella esperienza come regalo di fine medie e devo dire che se l'è proprio meritata. E' il suo primo viaggio così lontano da casa, insieme ai suoi amici e senza supervisione genitoriale, sebbene siano comunque andati coi professori e con la scuola. La sento felice, contenta e spensierata e questo è quello che per me conta di più. Non ci sentiamo spesso, o comunque non quanto vorrebbe Mr D., ma per me è fondamentale che lei riesca a staccare, anche da noi. A quell'età, io lo so, ne hanno davvero bisogno. Quando tornerà avrò giusto una settimanina con tutti i figli a casa perché dopo partirà di nuovo Primogenita alla volta dell'Irlanda. Andrà con la protezione civile internazionale a fare volontariato in un National Park. E' un'iniziativa splendida, tutto spesato eccetto il volo che abbiamo acquistato noi. Sarà immersa nella splendida e incontaminata natura irlandese a zappare come una forsennata fino alle sei del pomeriggio quando la sua giornata lavorativa sarà finita e potrà svagarsi. Beh, in realtà lì intorno a dove starà lei non ci sarà proprio nulla, sarà stanca e avà bisogno di riposare ma sarà davvero davvero bellissimo. E sebbene io abbia sempre desiderato vedere l'Irlanda, non c'è invidia, no, ma c'è tanta tanta felicità per lei perché diciamocelo: è una gran figata!

mercoledì 1 luglio 2026

Neologismi birullinici

"Mamma?"
"Sì Birullulo?"
"Mi passi degli stRuzzicadenti?"
"Cosa vuoi?"
"Degli stRuzzicadenti"
"Ok, me lo puoi ridire per favore?"
"StRuzzicadenti"
"Eeheheheheh eccoli!"
Non posso correggerlo, è troppo bello, non posso farlo. Anzi: glielo farò ripetere all'infinito.

martedì 30 giugno 2026

L'alba

Come già detto più volte, non è che sia così bello alzarsi all'alba per andare a correre, ma in realtà si tratta solo di trovare la forza di volontà per uscire di casa. Perché poi quando sei fuori parte la magia. La città è silenziosa, non ci sono macchime, non ci sono persone, si respira un'aria fresca e pulita. Si sentono gli uccellini, si vede la danza delle rondini. La luce ha un che di magico e ci si sente in pace col mondo. E' una sensazione bellissima e ogni anno è bello ritrovarla.

lunedì 29 giugno 2026

L'ultimo giorno di materna

E così anche per lui è arrivata la conclusione di un ciclo. Mi fa così strano... Perché quando lo guardo vedo ancora il mio Bibulino piccolino. Ma quando al parco mi girano intorno i bimbi davvero piccoli, mi rendo conto di quanto davvero sia cresciuto e stia crescendo sempre più. Birullulo è un bimbo buono, dolce e vivace e sta crescendo decisamente troppo troppo in fretta.

mercoledì 24 giugno 2026

Ferrara

Il prossimo anno per Primogenita sarà l'ultimo, poi Università. La ragazza, grazie al cielo, ha le idee molto chiare su cosa fare e pure su cosa fare dopo gli studi, cosa che io assolutamente non avevo e non ho mai avuto in realtà. Lei vorrebbe fare architettura per poi, una volta laureata, andare a lavorare per Mr D. mentre nel frattempo si adopererà per prendere l'abilitazione all'insegnamento della storia dell'arte. Ha pure un piano B: nel caso non funzionasse con l'insegnamento, lavorerebbe comunque come architetto. Perfetto. A Bologna abbiamo praticamente tutte le università che si possono desiderare. Indovinate quale invece non c'è? Eeeeeeehhh beh. C'è ingegneria edile-architettura ma non è ovviamente la stessa cosa e a lei non piace. All'inizio siamo stati abbastanza categorici: non abbiamo i soldi per farti studiare fuori per cui occorrerà fare avanti e indietro col treno, tanto per fortuna architettura c'è sia a Cesena, che Ferrara che Firenze, tutte abbastanza vicine col treno da dove stiamo noi. Poi ieri sera Mr D. mi ha sbattuto in faccia una sua decisione. Ha detto di averci pensato su, di aver parlato con numerosi sui colleghi e architetti che gli hanno detto che Ferrara è una buona opzione e che si potrebbe comperare una casa per lei lì. Così non dovrebbe fare avanti e indietro, si potrebbero affittare le restanti camere a ragazze universitarie e avremmo fatto un investimento per il futuro. La parola giusta per descrivere la mia faccia credo sia Sgomento. Al di là dei soldi che comunque non abbiamo, aggiungendoci poi anche un mutuo appena fatto per cui boh, io non sono pronta. Non so se lei lo sia ma io sicuramente no. Io che son sempre stata una di quelle mamme che spinge all'indipendenza dei figli, che li spinge a fare quello che vogliono fare e a staccarsi dalle radici, io non sono pronta. Il solo pensiero di non averla più in casa mi ha invaso come un'onda ben poco piacevole e mi ha travolto senza lasciarmi respiro. E se mi soffermo a pensare che poi potrebbe trovarsi bene là e andarci a vivere definitivamente allora apriti cielo! Quando poi Mr D. ha detto che la camera di Primogenita potrebbe diventare la stanza di Birullulo (che attualmente dorme in camera con noi) ho dato un freno perché innanzi tutto la camera di Primogenita non si tocca. E' la sua e quando vorrà tornare a casa deve avere un suo spazio e sapere che sarà sempre ben accolta. Un ragionamento così si potrà fare quando avrà un lavoro e una famiglia, ma non di certo così presto. Comunque, in generale, non sono pronta e non lo darò a vedere. Se tutto questo si concretizzerà, se andrà a studiare in un'altra città sarò felice per lei e mi ci vorrà del tempo per abituarmici. E poi mi domando: cosa succederà quando arriverà anche il momento del piccolo di casa? Quando le stanze saranno vuote e saremo rimasti solo io e Mr D.? Siamo insieme da 20 anni e non è mai capitato di trovarci soli. Forse sarà bello, ma credo che principalmente e soprattutto all'inizio sarà uno spazio pieno di nostalgia e tanto silenzio.

martedì 23 giugno 2026

Incroci

Il popolo della notte e il popolo dell'alba si incrocia circa una volta all'anno proprio nel periodo estivo, quando fa così tanto caldo che l'unica alternativa per un runner serio è quella di svegliarsi alle 5 del mattino e andare a correre a temperature abbastanza accettabili. Ed è proprio in questa magica stagione che gli antipodi si incrociano in strane sinergie culturali più simili alla fantascienza che al mondo reale. Se ci si aggira verso le 6 del mattino è così possibile vedere persone dal viso contratto dallo sforzo correre arrancando mentre incrociano gli occhi di persone mezze eleganti e mezze sfatte che evidentemente stanno cercando di rientrare a casa senza sbagliare portone. Incroci grotteschi fra mondi decisamente opposti.

lunedì 22 giugno 2026

Ah

Il rito serale prevede che io legga un libro al piccolo Birullulo. Luce soffusa, libro abbastanza lungo da stare insieme ma non così tanto lungo da farci addormentare e tanta dolcezza. Ulltimamente però mi sono resa conto che la raffica delle domande di Birullulo ha sempre un suo iter fisso. Il ragazzo ascolta la storia e, come ogni bimbo che si rispetti, mi interrompe duecenticinquantamila volte per farmi delle domande. Posta una domanda, ascolta la risposta e conclude con un Ah.

“Ma mamma? Perché la bimba si comporta così?”

“Perché gliel'ha detto la sua mamma”

“Ah”

“Ma mamma? Ma perché il serpente cade dall'albero?”

“Perché ha perso l'equilibrio”

“Ah”

E così per tutta la lettura. Appena me ne sono accorta ho notato la tenerezza di questo suo modo di fare e ora che l'ho notato non posso fare a meno di godermelo fino in fondo. Quando mi pone la domanda infatti stacco gli occhi dal libro, lo guardo e gli rispondo e aspetto con pazienza il suo piccolo Ah, fissando intensamente quel suo dolce visino da bambino curioso che in quel momento è a posto con la vita.

domenica 21 giugno 2026

167

Sapevo da tempo che questo giorno prima o poi sarebbe arrivato. Di certo non potevo sospettarlo quando era piccola, ma dei segnali c'erano già perché è sempre stata oltre il 90 percentile in altezza. E settimana scorsa, quando l'ho accompagnata dall'ultimo controllo dalla pediatra di tutta la sua vita, eccola lì la sentenza: “Signora, sua figlia è alta 167cm, come lei. E si prepari perché arriverà almeno a 170”. Qualche mese fa Secondogenita aveva superato la sorella, che si è fermata a 165, settimana scorsa ha raggiunto me e fra poco decollerà verso la sua personale altezza. E' bello vederli crescere, strano ma bello. E quando Birullulo mi supererà allora sì che sarà tutto tremendamente e meravigliosamente strano.

venerdì 19 giugno 2026

L'ultimo esame

Secondogenita oggi ha l'esame orale di terza media e comunque vada è stata davvero bravissima. L'ho vista impegnarsi, sbattersi, studiare e non potrei essere più orgogliosa di lei.Il prossimo anno inizierà le superiori e al semplice pensiero mi vien fuori nostalgia. Spero che conservi ancora qualche traccia della meravigliosa bambina che è stata e che ancora ogni tanto è. Spero che conservi la sua spettacolare ironia, il suo senso del divertimento, la sua sfacciataggine. So che il prossimo anno sarà un anno di grandi cambiamenti, che vedranno pian pianino scomparire quella che è stata per fare spazio alla ragazza, alla donna che sarà. E so che sarà una donna meravigliosa. Ma al solo pensiero mi si stringe il cuore perché la bambina che è stata mi mancherà. La amo così tanto e sempre la amerò. Il mio piccolo, grande, meraviglioso Sole.

giovedì 18 giugno 2026

Precisazioni

“Fammi capire, Spetti. Vai a correre alle 6 di mattina?”

“Sì”

“Mamma mia che voglia!”

“No no no no. Voglia no. Forza di volontà, quella sì”

martedì 16 giugno 2026

lunedì 15 giugno 2026

Accadde ieri ovvero I tuoi primi 18 anni

Sei piombata nella mia vita diciott'anni anni fa, un dono del cielo inaspettato e dolce. Da quando ho visto le due lineette sul test di gravidanza è stato subito sgomento ma mai esitazione. E quando per la prima volta ho guardato in quei tuoi occhioni grandi e scuri, ho capito che non esiste un sentimento più grande, non esiste un legame più grande, non esiste un Amore più grande, un Amore con la A maiuscola, un Amore disinteressato, che non chiede nulla in cambio. Dalla piccola bambina sorridente e altruista, ti ho vista trasformarti in una persona meravigliosa, dolce e impetuosa. Questi primi 18 anni ti ho vista crescere, maturare, sbocciare e ti auguro con tutto il cuore di mantenere in te quel fondo di bontà che ti ha sempre caratterizzato. Sono una mamma che di sbagli ne ha fatti tanti ma spera di aver fatto anche tante cose buone e una di queste, senza ombra di dubbio, sei tu. Ti voglio un mondo di bene, Primogenita. Un infinito mondo di bene.

mercoledì 10 giugno 2026

Il punto di vista sbibulinico

 “Allora? Com'è andato l'esame di lingue?”

“Sai mamma ho parlato di te!”

“Di me?”

“Sì... chiedeva una persona che ti ha ispirato”

“Ispirato? Perché ti ispiro rabbia?”

“Ahahahahah ma no mamma!!! Che ti ha ispirato come vita!!”

“E hai messo me? Ma che bello!!!! E perchè?”

“Perché tu hai un lavoro che ti piace e una bella famiglia. Ti sei costruita una vita semplice e sei felice”

E lì mi sciolsi. Ed è vero eh, è tutto vero. Ma sapere che tutto questo non solo viene visto da mia figlia, ma viene anche apprezzato, mi scioglie il cuore e mi fa capire che qualcosa di buono lo devo pur aver fatto. Sono felice.

martedì 9 giugno 2026

L'inizio

Oggi Secondogenita inizia gli esami di terza media. Devo essere sincera: nell'ultimo periodo non l'avevamo vista studiare molto, ma la ragazza è brava, ligia al dovere, per cui l'abbiamo spronata ma senza troppo spingerla. Negli ultimi due o tre giorni invece abbiamo iniziato a notare un cambio di aria, una giusta tensione. Si è iniziato a parlarne di più, a sviscerare di più, fino all'arrivo della pagella di ieri quando ho notato con profonda felicità un dieci in condotta. Solo lei e la sua migliore amica l'hanno preso e questo mi riempie di orgoglio perché mentre in casa la ragazza si permette di contraddire, contrastare, imporsi. Ed è davvero giustissimo così. Sono contenta che tiri fuori il suo carattere, che riesca a dire la sua e che non si faccia mettere i piedi in testa, come sono contenta che sappia distinguere fra i vari ambienti e che a scuola sia differente sempre comunque nel rispetto di sé stessa. Sono molto orgogliosa di lei. E per lei un enorme in bocca al lupo.

lunedì 8 giugno 2026

Preparativi

Ormai mancano pochi giorni alla grande feste (vedi post qui) e le cose iniziano a delinearsi. Primogenita ha comprato un vestito da urlo, che le risalta le forme senza essere volgare. Quando ho visto la foto che mi ha mandato il mio cuore ha fatto un bel tuffo alla vista di quel corpo da donna e un sorriso ebete mi si è stampato in faccia. Le tre torte per la giornata di domenica sono già nella mia testa e da domani mi metterò all'opera. I parenti sono stati avvisati, gli amici sono stati avvisati e nonostante Primogenita attualmente sia a spassarsela in Sardegna con una delle sue migliori amiche, qui si respira già aria di attesa. E' un traguardo importante e proprio per questo Primogenita verrà accolta con musica, allegria, abbracci e tanto affetto. Sarà uno sbattimento, lo so, ma sarà per lei anche tanto tanto tanto bello.

domenica 7 giugno 2026

Accadde sabato ovvero 20 anni

Sono passati vent'anni di vita insieme e a pensarci bene da un lato sono volati mentre dall'altro mi sembra che sia sempre stato tutto così. Quando guardo negli occhi mio marito mi rendo conto di essere ancora tremendamente innamorata, continuo a credere che sia l'uomo più bello che io conosca e nonostante i suoi difetti e scivoloni sono davvero felice che la vita ci abbia fatto incontrare e che la nostra forza di volontà, unita al sentimento, continui a farci stare insieme. Sì, lo amo ancora e tanto.

mercoledì 3 giugno 2026

Un anno senza

Oggi è il mio anniversario: esattamente un anno fa ho iniziato, su indicazione del medico, ad escludere alcuni alimenti per risolvere il mal di testa quarantennale che mi attanagliava per quattro giorni sì e tre no, facendomi desiderare la decapitazione, facendomi passare giornate d'inferno chiusa al buio, con una nasea così forte da farmi vomitare. E' passato un anno (vedi post qui) senza cioccolato, senza caffé, senza alcol e soprattutto senza latticini (non lattosio eh, latticini) e dopo un anno posso tirare le somme e dire che il sacrificio ne vale davvero la pena. L'alcol non è mai stata una mia passione, anzi, in generale non mi piace per cui non mi manca e non lo desidero e così il cioccolato, anche se capita a volte, quando qualcuno me lo mangia vicino, di sentirne l'odore e di provare un pochino di nostalgia ma niente di più. Del caffè mi manca soprattutto l'effetto che fa, perché quando arrivi al lavoro magari dopo una nottataccia un bel caffè che ti tira su a volte ci vorrebbe ma nulla di più, ne faccio anche a meno senza troppi problemi. Sui latticini potrei invece scrivere all'infinito. Lo sapevo che sarebbe stato il mio calvario ma devo dire che a parte i primi giorni di atrocità (stile disintossicazione) e i primi mesi di agonia (non potevo neanche averli in casa, figuriamoci maneggiarli) ora non posso dire che mi siano indifferenti, non credo lo saranno mai, ma riesco a conviverci. Mi capita a volte, soprattutto col parmigiano, di annusarli prima di riporli ma non è più una presenza difficile da gestire. Mi mancano, ooooooh se mi mancano, ma è un sacrificio che son disposta a fare. Di tutti i mal di testa che mi hanno attanagliato in quarant'anni è rimasto, e solo a volte, un mal di testa pre-ciclo che mi dura si e no uno o due giorni e mai così intenso da provocarmi vomito e desiderio di decapitazione. Tutto bene dunque. E se considero che il mio medico mi disse: Togliamo sta roba per tre anni, poi ne parleremo. Ne parleremo Spetti, non è detto che potrai mangarli più e che la mia reazione fu quasi di pianto, ora posso dire che il gioco vale decisamente la candela.

Gli sbaciucchini

Io e Birullulo stiamo attraversando una fase di idillio amoroso. Qualche settimana fa se ne è uscito con questa frase, mentre stavamo giocando sul lettone:

“Mamma?”

“Dimmi”

“Sai che io e te siamo molto sbaciucchini?”

“Ah sì?”

“Sì, tanto sbaciucchini”

“Beh... in effetti ci sbaciucchiamo parecchio”

Ed è da lì che ho iniziato a notare quanti baciotti ci siano fra me e il piccolotto. Ed ora è diventata consuetudine che lui mi chiami Sbaciucchina e che io lo chiamo Sbaciucchino. Ma quanto è bella questa dolce età...

domenica 31 maggio 2026

Grande festa alla corte di Francia

Fra due settimane esatte Primogenita compirà Diciotto anni. Diciotto. Ancora non mi sembra vero. Da una parte mi sembra passato un secolo, dall'altra un secondo. Francamente non ricordo la vita prima di lei. Mi è piombata addosso in un momento della mia esistenza così di passaggio, così poco definito, che non può che essere stato un dono del cielo. Senza di lei la vita che conduco ora non credo esisterebbe. Quando la maggior parte dei miei amici si divertivano, uscivano la sera a far casino, erano nel pieno della spensieratezza e della gioventù, io cambiavo pannolini e passavo le notti ad allattare. Ho sempre pensato che avrei voluto una famiglia numerosa e da giovane ed è davvero quello che ho avuto e grazie a lei e ai suoi occhioni da cerbiatto. Fra due settimane festeggeremo la sua entrata ufficiale nell'età adulta. Sarà strano, e sarà bello.

giovedì 28 maggio 2026

Sid

Da quando ho potuto vedere il mio ombelico dopo l'operazione ci sono rimasta molto male. Nonostante infatti io abbia avuto tre gravidanze e tre parti, la mia pancia è sempre rimasta immacolata. Pelle liscia, nessuna smagliatura, addominali visibili, ombelico a mandorla. Perfetta. Quando dunque ho dato un occhio laggiù quasi mi veniva da piangere. La cosa strana è che io sono estremamente consapevole che ho un corpo di una donna che ha partorito e allattato tre figli e me ne sbatto altamente. L'ho sempre detto, l'ho sempre dichiarato. Le mie tette non stanno su manco con tiraggi cantieristici, le smagliature sulle cosce e sui fianchi mi fan sembrare una zebra ma oh, ho pur sempre allattato, ho pur sempre ospitato tre pargoletti eccheccabolo. Per cui mi sono stupita davvero tanto della mia reazione alla vista laggiù. Perché è pur sempre un ombelico di una che le è venuta un'ernia a causa delle gravidanze e che si è dovuta operare. Eppure. Eppure la mia pancia, rimasta immacolata per 45 anni... Si vede che ci tenevo più di quanto immaginassi. Non ci ho messo molto in realtà ad abituarmi alla nuova forma ombelicale. Quel mio buchettino tanto carino che sembrava una mandorla ora pare decapitato, compare una linea viola bella scuretta che lo fa sembrare monco con due piccole palline ai lati e manco è dritta sta linea. E' tutta storta e stramba. Ed è lì che ho avuto l'illuminazione: sembra Sid, Sid dell'Era Glaciale. Ed è così che da oggi il mio ombelico, rimasto senza nome per 45 anni, verrà chiamato. Diamo il benvenuto a Sid.

 

mercoledì 27 maggio 2026

Distanze relative

Da quando ho iniziato a correre con una certa costanza e soprattutto ho iniziato a macinare davvero tanti chilometri mi rendo conto che è cambiato il mio modo di pensare le distanze. Già io sono sempre stata una persona senza auto, che si muove esclusivamente in bici, ma da quando corro la mia mente è settata in modo da distinguere quasi immediatamente quante centinaia di metri o quanti chilometri sono da un punto di partenza all'altro punto di un mio ipotetico arrivo. E calcolo anche con estrema facilità il tempo che impiego a spostarmi da una parte dall'altra nel caso io mi voglia spostare a piedi, con camminata veloce o lenta, o in bici. Qualche settimana fa ad esempio sono andata a trovare mia madre in ospedale. L'hanno operata in un paesino a una trentina di minuti dalla città ma ho beccato un orario infernale con un traffico infernale. Se ci si aggiunge poi il fatto di non essere abituata all'auto, auguri! Mentre ero in coda ad aspettare che si decongestionasse un pochino la situazione ho buttato un occhio al navigatore: mancavano 3 chilometri. La mia mente in un nanosecondo ha pensato che avrei potuto parcheggiare e con una camminata lenta avrei percorso un chilometro in 10 minuti per un totale di 30 minuti per arrivare. Se avessi fatto veloce sarei arrivata in circa 27 minuti, anche meno. Di corsa, una corsa blanda dovuta al fatto di avere con me la borsa e niente scarpe da corsa, sarei arrivata in circa 21 minuti. Alla fine le ipotesi sono state scartate visto che pian pianino il traffico ha ripreso a scorrere. O come quella volta che ho sognato di essere inseguita da un'orda di barbari inferociti, e poi avevo visto un cartello che mi informava che per Roma mancavano 35km e avevo pensato “beh, ci posso arrivare con calma di corsa senza problemi”. Credo che tutto ciò si possa annoverare tranquillamente nella lista delle mie malattie mentali.

martedì 26 maggio 2026

I primi caldi

“Mamma? Sai che vorrei dormire tutto nudo col pisello di fuori?”

Quanta classe ma come dargli torto.

lunedì 25 maggio 2026

Il lavoro dal punto di vista di un cinquenne

“Mamma?”

“Mmmmmmmhhh”

“Ho fatto un brutto sogno”

“Capita Amore mio, vieni nel lettone”

“Ho sognato che io e te eravamo in macchina e poi arrivava papà con dei fazzoletti gialli. Io scendevo per prenderli e tu ti sei dimenticata di me e sei partita e mi hai abbandonato”

“Amore mio... è stato solo un brutto sogno. La mamma non ti abbandonerà mai. Mai e poi mai”

“Non è vero. Tu mi abbandoni”

… … …

“Tu vai a lavorare”

La grande festa

Secondogenita compie gli anni a fine luglio. Io son sempre stata contraria al festeggiamento del compleanno in anticipo ma lei, da quando era minuscola, non ha mai voluto sentire ragioni. Di solito si andava a metà giugno ma quest'anno ha battuto tutti sul tempo, festeggiando ieri. In qualche modo si poteva anche giustificare: quest'anno hanno gli esami e già dal fine settimana prossimo saranno immersi nello studio, poi i ragazzi partiranno per le vacanze subito dopo e tutti scaglionati e a settembre ognuno per la sua strada. La ragazza ha dunque organizzato tutto per ieri ma quando mi sono recata al parco per allestire cibo/bevande mi sono trovata davanti un'orda adolescenziali di proporzioni bibliche. Non so se fossero una quarantina o una cinquantina di ragazzi ma erano davvero tantissimi. So che Secondogenita è benvoluta, che ha un gran giro di amici, ma vederli tutti insieme è stato quasi uno shock. Per settimane lei ha raccolto adesioni, confermato, scritto, organizzato e ha anche messo su un torneo dividendo gli amici in due squadre, facendomi consegnare tutti i cellulari nella borsa, e facendoli sfidare in vari giochi per concludere con una battaglia di gavettoni. Non è scontato riuscire a coinvolgere tanta gente alla loro età (13-14 anni), riuscire a farli divertire senza nessun mezzo tecnologico e tutti (e dico tutti) mi hanno smollato i telefoni subito senza neanche chiederlo, tutti (e dico tutti) si sono divertiti così tanto che i genitori, per lo più a me sconosciuti che ovviamente non sono venuti ma li hanno visti rincasare di sera tutti bagnati e sorridenti, mi hanno scritto ringraziandoci per la festa splendida e fuori dalle righe. Il merito va tutto a Secondogenita, al suo carattere solare, deciso, peperino e coinvolgente. E' davvero bravissima, AmoreDiMamma lei.

giovedì 21 maggio 2026

Super orgoglio materno

Il professore di tecnologia della scuola di Secondogenita ha appioppato a tutti i ragazzi di tutte le terze medie dell'istituto (per un totale di 150 ragazzi più o meno) un compito da svolgere su un foglio A4. Una cosa geometrica, con diversi parametri, diverse richieste e soprattutto tanta inventiva. Alla fine il suddetto professore ha scelto un solo disegno fra tutti quelli presentati, il miglior compito da poter riprodurre in grande e dipingerlo sulla porta di una delle classi della scuola. E ha vinto Secondogenita. Quando me l'ha detto, col suo sorriso a duemiladenti ma una noncuranza adolescenziale, mi sono esaltata come una bambina. E' arrivata prima! Prima fra 150 persone! Ha fatto il compito migliore fra 150 ragazzi! Non credo di aver mai provato tanta soddisfazione, tanto orgoglio. Lo so che è bravissima a scuola, che è bravissima coi compagni, che è una ragazzina d'oro, col suo carattere peperino e il suo disordine adolescenziale, ma vederselo riconosciuto davanti a tutti è davvero una splendida splendida sensazione. E ora una scuola avrà per sempre un suo disegno dipinto sopra. Il suo disegno vedrà passare bambini di tutte le età, vedrà piangere e ridere, giocare e scherzare. Vedrà i piccoli crescere e diventare grandi. E verrà anche lui visto, ignorato, dato per scontato, e chissà se qualcuno si chiederà chi avrà dipinto quella porta. Sono davvero tanto tanto tanto orgogliosa del mio splendido Sole.

mercoledì 20 maggio 2026

Quella faccina lì

Quando Birullulo fa qualcosa di sbagliato e viene ripreso fa quella faccina lì, la faccina contrita a metà fra il mescolo e la tristezza assoluta. E non la fa per intenerire, stile gatto con gli stivali di Shrek, la fa perché davvero è dispiaciuto. E' ancora in quella bellissima fase della vita in cui è sincero e non ha secondi fini. E' un bimbo molto molto buono, raramente fa capricci e se viene ripreso non insiste su quello che sta facendo. Siamo davvero davvero fortunati.

martedì 19 maggio 2026

Il tagliatore seriale

Birullulo adora le forbici come ogni altro bimbo sulla faccia della terra. Normalmente non le ha a disposizione ma pare che un paio delle sue, di quelle con la punta arrotondata dalla buffa forma di animale, siano sfuggite al controllo. Me ne sono accorta ieri quando aspirando sotto il divano si è tutto bloccato. Tirando fuori la spazzola ho notato che c'erano un'infinità di fili non ben definiti tutti aggrovigliati. Senza farmi troppe domande (perché ogni plurimamma sa che è meglio così) ho buttato tutto finché non sono andata a pulire la stanza di Secondogenita e ho notato che c'erano almeno tre zainetti senza bretelle. Bah. Strano. Questa mattina poi, per andare al lavoro mezza assonnata, ho preso il mio solito zainetto, l'ho cacciato in malo modo dentro al cestino della bici e via. Mi sono accorta che qualcosa non andava solo all'arrivo quando ho provato a mettermelo sulle spalle ed è caduto. Ma dovecavolosonofinite le bretelle? E allora lì ho avuto l'illuminazione, porcadiquellapaletta.

lunedì 18 maggio 2026

Stanotte che notte!

Ore 4.15 mi sveglio di soprassalto con Primogenita in piedi di fianco al mio letto che singhiozza. Cacchio. Assonnata mi alzo cercando di capire cosa cavolaccio stia succedendo. Scuola – ansia –son preparata ma ho ansia - non so che fare. Cerchiamo insieme una soluzione, la troviamo, ci attiviamo. Ore 4.50 sta meglio ma è ancora agitata.

“Vuoi dormire nel lettone?”

“Sì mamma grazie”

Mi rimetto giù, purtroppo abbastanza sveglia quando sento dei piedini piccoli e magrolini avvicinarsi:

“Mamma?”

“Sì Birullulo?”

“Anche io voglio doLmiLe nel lettone”

E via. Due su tre. Vado in bagno e do un occhio a Secondogenita, giusto per capire se anche lei farà una capatina di là quando la sento esclamare nel sonno:

“Ehehehehehehe rega... REGA!!! Il cellulare di Luna!!!Ehehehehehe”

Almeno lei, pare, non si sveglierà tanto facilmente.

La voce di Primogenita

Il cambiamento, il lavoro su sé stessi, ha bisogno di tempo per dare i suoi frutti e questi frutti iniziano a vedersi nelle piccole cose, come una foto in costume da bagno, una alzata di voce invece di una chiusura, un'alzata di testa invece di occhi bassi e silenziosi. Ma si vede anche nelle grandi cose, come ad esempio andare da un professore, dirsi dispiaciuto per essere andato male ad una verifica ma fargli presente che si era studiato, che si è stati presi dall'ansia e chiedere gentilmente un recupero. E' in questi piccoli e grandi cambiamenti che vedo quanto stia maturando Primogenita, quanto stia lavorando su sé stessa e quanta strada stia percorrendo per una sana, splendida, forte, affermazione del sé.

giovedì 14 maggio 2026

Di pie illusioni

Sul referto di dimissione c'era chiaramente scritto: portare la panciera per circa 30 giorni da oggi. I 30 giorni scadevano ieri e ben lo sa Mr D. che, da dieci giorni a questa parte si è sentito ripetere da me la stessa domanda: "Ma 20 giorni sono circa 30 giorni?" -  "Ma 25 giorni sono circa 30 giorni?"e via così ogni mattina. Non ne potevo davvero più. Quando ieri il chirurgo mi ha detto che avrei dovuto portarla per altri 30 giorni mi è crollato il mondo addosso, mi sono sentita tradita. Altri 30 giorni?!?! La mia povera schiena... A quanto pare l'intervento che ho subìto è andato bene, ma non è stato fatto in laparoscopia, hanno tagliuzzato. Inoltre non mi stata messa la rete per cui la parete è più debole e soggetta a complicazioni per cui ciccia. Quando poi abbiamo parlato di sport la conversazione si è fatta surreale.

"Signora, può cominciare pianino pianino con attività aerobica blanda"
"Ah ok, tipo due o tre volte a settimana?"
"Ehm... no. Tipo una o due volte a settimana"
"Ah ok... e per quanto tempo"
"Beh, all'inizio pochino"
"Ah dunque una mezz'oretta, quaranta minuti"
"Lei considera mezz'ora di sport come 'poco tempo'?"
"Beh sì... ehm.. sa... sono maratoneta"
"Ah.. beh... allora la riporto alla realtà signora: le persone normali intendono 5-10 minuti, non quaranta. Ha capito?"
"... ... si... ..."
"E' vero che lei è una persona allenata, ma ci vada piano"
"... ... ok ... ..."
Idiota che sono. E io che mi ero illusa di uscire dall'ospedale senza panciera, libera come un fringuello, e poter correre la StraBologna fine settimana del 23/24. Mica quella da 10 eh, ma quella da 5 sì. Son proprio idiota.

lunedì 11 maggio 2026

Tomorrow, tomorrow, I love you, Tomorrow

Domani sarà il mio compleanno e come ogni anno da duecentomiliardi di anni a questa parte, prendo ferie e passo la giornata (o mezza giornata da quando ci sono i pargoli) insieme a Mr D. Nella mia testa c'era un lettino, un mare, una piadina, e tanto relax. Non avevo comunque fatto i conti con la possibilità di pioggia e le massime che danno 16 gradi, porcadiquellapuzzolaladra. Le opzioni dunque rimangono: un giretto a Venezia, un giretto alle terme (ma Mr D. non vuole), un giretto agli Uffizi. Normalmente avrei per boschi a passeggiare, ma da quando sono tornata al lavoro dopo l'operazione, non potendo andare in bici, mi sparo due ore di camminata per andare e venire al lavoro e sono decisamente stanca. Credo di essere l'unica personal al mondo che, in pausa dallo sport da un mese, riprenda più stanca di prima. Dunque oggi mi dedicherò ad autoprodurmi la mia torta e a decidere cosa fare domani. Non male, direi.

Figli (d) e i fiori

A mia memoria mi era mai capitato di ricevere così tanti regali per la festa della mamma. Per primo si è presentato scalzo e tutto assonnato il piccolo Birullulo che mi ha fatto gli auguri e mi ha dato lavoretto informe fatto insieme a me condito con un disegno in cui ero palesemente nuda.

“Amore, perché sono nuda?”

“Non sei nuda mamma. Hai dei pantaloni e una maglietta coloL caLne”

Poco dopo si è svegliata Secondogenita che ovviamente non si è ricordata di farmi gli auguri né tantomeno alcun regalo. A ruota è seguita Primogenita che mi ha comprato uno splendido mazzo di fiori con al centro un bel girasole e un biglietto fatto da lei, colorato tutto sfumato. Secondogenita ha provato malamente a dire che erano anche da parte sua ma oltre a non esserci il suo nome sul biglietto, ha ricevuto un'occhiataccia così palese da sua sorella che non poteva esserci nulla di più esplicito. Mettendo via i biglietti (che conservo gelosamente in un raccoglitore) mi è saltato subito all'occhio un altro biglietto di Primogenita per la festa della mamma, fatto con tanti baci-rossetto. La firma della sorella era di un altro colore, piccola, in un lato, chiaramente aggiunta di straforo. E sta cosa mi fa morir dal ridere, si vede proprio la differenza fra sorelle. Una volta non era così eh, Secondogenita mi riempiva di biglietti e tenerezza, ma i ragazzi nel tempo cambiano. E poi, per finire il bellezza, durante la consueta passeggiata domenicale, Mr D. si è fermato da un fioraio dove mi ha chiesto se quel vaso di fiori rossi sarebbe durato sul balcone, perché me li avrebbe voluto regalare. Io mi son subito fiondata invece su una pianta dai fiori viola intenso che mi avevano rapito al primo sguardo. Concentrato sul rosso, ero sicura che avrebbe preso quello (di solito prende quello che piace a lui, anche se il regalo è per me) e invece è uscito con tanto di quel viola da farmi commuovere. Una festa della mamma spettacolarmente floreale. Sono felice.

giovedì 7 maggio 2026

Quello che non viene visto

Ieri sera c'è stata un'accesa discussione fra Mr D. è Secondogenita. Io non ero d'accordo sulle modalità di Mr D. ma sono stata zitta e non sono intervenuta perché per me è fondamentale non dare esplicitamente contro a un genitore che ha preso una posizione, anche se non si è d'accordo. Non sempre questo atteggiamento viene tenuto da D., anzi, lui convinto che il libero arbitrio venga prima di tutto spesso se non d'accordo prende le parti del figlio in questione. Quando un'oretta dopo Secondogenita è andata a letto l'ho sentita chiedermi perché io non l'avessi difesa, perché lei mi difende sempre nelle discussioni fra me e Mr D. se ritiene che io abbia ragione. Le ho dolcemente spiegato che è diverso, che si tratta di ruolo genitoriale. Poi ho aspettato che si addormentasse per discutere animatamente con Mr D. Al di là di quello che è successo, di quello che si è detto, dei toni che sono stati usati, mi chiedo cosa pensa davvero Secondogenita di me. Ho una delle mie migliori amiche che pensa che sua mamma sia senza spina dorsale, succube del padre che mai gli da contro. Anche lei mi vede e mi vedrà così? Quando si ricorderà delle nostre dinamiche vedrà una madre silenziosa, mai dalla sua parte nelle discussioni familiari? Spero vivamente di no, ma forse sarà così anche se penso che comunque oggi le parlerò per tentare di spiegarle il mio punto di vista. Essere genitori: quanto di più bello e difficile esista al mondo.

mercoledì 6 maggio 2026

Find the differences – livello facile

Le differenze fra il carattere dei fratelli si vedono un po' dappertutto, ma la meraviglia sta nelle piccole cose, come ad esempio la musica che ascoltano mentre si fanno la doccia. Mentre infatti Secondogenita spara a tutto volume Should I Stay or Should I Go dei Clash, alla sua età Primogenita si struggeva con le canzoni depressive di Ultimo. E io le amo anche per questo: sono così diverse ma così maledettamente meravigliose.

martedì 5 maggio 2026

Il magico mondo della panciera

Ora che il dolore all'addome è decisamente sopportabile, a volte manco c'è, un altro dolore si è fatto preponderante nella mia vita quotidiana: la schiena. Io non ho mai sofferto di mal di schiena per cui quando sentivo la gente lamentarsi non ero ben consapevole dell'entità del problema. Beh ora lo sono. Portando tutto il giorno la panciera ormai da tre settimane e togliendomela solo di notte, i muscoli di dietro stanno andando completamente a ramengo. All'inizio il dolore era sopportabile ma già dopo una decina di giorni è diventato un inferno. Il momento in cui mi attanaglia senza scampo è proprio di notte, soprattutto verso le 4,30/5,00 del mattino. Mi sveglio dal dolore e fatico a riprender sonno. Mi ci vogliono parecchie ore e una buona dose di camminata per ripigliarmi del tutto e a volte, come questa mattina, non ci riesco. Spero con tutto il cuore che al controllo chirurgico di giovedì prossimo mi diano il via libera per togliermela e che mi diano anche una data in cui potrò ricominciare liberamente a fare stretching. E a tutti coloro che soffrono di mal di schiena costante: chiedo scusa per tutti questi miei 44 anni senza aver ben compreso la vostra pena.

Dichiarazioni di livello superiore

La più grande dichiarazione d'amore che Birullulo potesse farmi è arrivata proprio ieri sera quando, nel culmine della messa a letto, mi ha guardato con quei suoi occhioni da cerbiatto e mi ha sussurrato:

“Mamma ti amo più del mio baba”

domenica 3 maggio 2026

L'intervento

Per la prima volta in vita mia ho vissuto la fantastica esperienza delle potenti droghe a disposizione dei medici anestesisti che in quattro nanosecondi mi hanno spedito nel magico mondo del BOH. E non solo. In seguito a un potentissimo mal di testa mi hanno iniettato direttamente in vena non so quale spettacolare medicina che nel giro di neanche 5 minuti VOILA'. Posso dire che è stato bello? Comunque l'intervento in sé è andato davvero bene ma devo dire che in tutti questi mesi mi ero concentrata più sulla preoccupazione del “quando starò bene dovrò sforzarmi di non strafare” senza concentrarmi troppo sul prima. Chi aveva mai pensato al dolore post-operatorio? Che polla che sono, me ne rendo conto. Comunque già dopo qualche giorno ero in piedi a camminare a passo di lumaca ma risoluta (forse fin troppo) a non perdere massa muscolare. Ho iniziato con un chilometraggio ridicolo a tempi ridicoli per poi prendere un ritmo di 10km di media al giorno (forse fin troppo). Posso dire di essermi riposata ma non del tutto in effetti. Intervallata da pause a letto per ripigliarmi, ho fatto quasi tutto quello che di solito faccio. Sono rimasti esclusi: venire a lavorare, caricare e scaricare la lavastoviglie, pulire la sabbia del gatto, fare la spesa e pulire i bagni. Ho letto tanto, tantissimo. Non sono una amante della tv in generale ma mi sarei aspettata di accenderla un bel po' e invece mi sono ritrovata a rendermi conto fino a sera di non averla mai toccata. Ho letto un genere di libri che di solito non mi attira per niente (sono una da rimanzi storici) ma mio suocero mi aveva portato IT e The Shining e così mi ci sono gettata a capofitto. E non è proprio il mio genere. Io ODIO tutto ciò che crea tensione, tutto ciò che crea paura, ma di fatto non mi hanno creato né tensione né paura, si leggevano scorrevolmente e ho passato delle belle giornate di lettura. Ora aspetto la visita chirurgica a metà mese, vengo e torno dal lavoro a piedi (circa un'oretta di camminata all'andata e una al ritorno), indosso la panciera sexy che più sexy non si può e non ho la minima voglia di tornare a correre (il solo pensiero mi fa venir male). Si'ori e si'ore: son tornata!

martedì 14 aprile 2026

Domani, che domani!

Domani sarà il gran giorno previsto per l'operazione per cui non so se nelle prossime settimane riuscirò a scrivere, sicuramente non nei primi giorni. Non sono in ansia, non sono tesa, giusto il post-operatorio mi fa un po' timore perché ho paura di non essere in grado di limitarmi. Perché finché ci sarà il dolore sarò costretta a non far nulla, ma quando il dolore non ci sarà più, o sarà tutto sommato sopportabile, allora sì che dovrò essere brava. Ho anche paura di ricominciare troppo presto nello sport, di non riuscire a capire fin dove è giusto fare e dove sia giusto fermarsi. Per questo ho pensato di aggiungere una settimana alle indicazioni mediche in modo da essere sicura di non far kazzate. Vi aggiornerò a inizio settimana prossima, per il momento vi saluto con un enorme abbraccio collettivo!

domenica 12 aprile 2026

La furbona

Mi raccomando Primogenita, fatti trovare in stazione alle 16,20

E indovinate un po' chi non c'era in stazione a Roma per tornare in treno con me a casa? Io avevo appena corso una maratona, ero distrutta. Le avrò ripetuto l'orario una duecentina di volte, mi ero tenuta un gioco di mezz'ora (il treno sarebbe dovuto partire alle 16,50) e il treno è partito in ritardo, alle ore 17,00. Nonostante tutto è riuscita a perdere il treno e io sono partita lo stesso. Sì. Madre degenere. Perché la ragazza ha ormai quasi 18 anni e deve darsi una svegliata. Ovviamente per Mr D. era ed è stata colpa mia, figuriamoci. La sua fortuna è stata che ero troppo stanca per preoccuparmi troppo e che ho avuto due ore di tempo per sbollire l'inkazzatura. Arrivata a destinazione ho aspettato la ragazza che mi è stata consegnata dalla polizia ferroviaria a causa del suo biglietto del treno non corrispondente al treno preso. Alla poliziotta è bastata un'occhiata alla mia faccia e un'occhiata alla faccia di Primogenita per farci andare via senza nessuna conseguenza. Le è andata decisamente bene, alla furbona.

venerdì 10 aprile 2026

Un passettino alla volta

Ogni giorno un passettino, o avanti o indietro, ma pur sempre un passettino. Ieri abbiamo di nuovo discusso ma io sono stata davvero davvero brava ed è giusto che me lo riconosca. Ieri Mr D. ha avviato un processo: lo stato vs Spetti e devo dire che me la sono cavata fin troppo bene. Sono riuscita a ribattere ogni singola accusa che mi veniva rivolta con calma ma determinazione senza farmi prendere dal mutismo o senza avere il solito cervello bianco da discussione e facendo anche presente quanto fosse assurda la situazione perché io invece non mi permetterei mai di stillare un simpatico elenco di tutte le situazione e di tutti gli atteggiamenti dell'altro. Ho ammesso alcune cose perché vere ma le altre le ho ribattute a testa alta e senza farmi intimidire facendo però notare che alcune cose che mi venivano dette erano palesemente al contrario, che rispecchiavano più di lui che di me. Come quando mi sono sentita dire:

“ma che piangi a fare? Se uno è sicuro di sé e sa che quello che l'altro dice non è vero chissene”

“Questo sì che sarebbe un atteggiamento egocentrico, tipico tuo ma non mio. E per fortuna che non sono così! Ma per fortuna! E ringrazia che io ci rimanga ancora male a capire che mio marito ha un'idea di me brutta e sbagliata perché quando sarà che me ne sbatterò altamente vorrà dire che non me ne fregherà più niente”

Sono stata molto molto brava e devo dire che qualcosa ha smosso. Mi sono vista abbracciare, ringraziare e mi sono sentita dire parole dolci e confortevoli. Magari non passerà subito, ma intravedo una luce alla fine di questo momentaneo tunnel.

giovedì 9 aprile 2026

Di annosi

Credo, immagino, forse un po' spero, che nove famiglie su dieci abbiano questo problema. Lo credo perché dando una scrollata sui social, con tutti i meme e i simpatici siparietti che girano, ci si rende conto che deve per forza essere così. Come quel reel dell'uomo che chiede alla moglie perché non sorride mai e lei si mette a pulire i cessi con un sorriso superforzato a duemila denti, a fare lavatrici, a sistemare casa. E poi basta parlare con altre mamme per rendersi conto che il 90% del lavoro che noi facciamo per la famiglia non viene visto o viene comunque dato per scontato. Ieri sera io e Mr D. abbiamo parlato dopo più di un mese di mare alto e burrascoso ed è venuto fuori proprio questo, questi due punti. Come faccio però a passarci sopra, ad avere memoria corta su una cosa così? Come faccio io che passo la maggior parte delle mie giornate al servizio della famiglia a passarci sopra nel sentir dire da mio marito che in fondo sono una persona molto incentrata su me stessa?

mercoledì 8 aprile 2026

Un po' così così

E' un periodino un po' così così. Tanti pensieri. Ieri è stata operata mia mamma, settimana prossima toccherà a me. Con Mr D. le cose stanno sempre così, ovvero così così. La mia ansia non se n'è andata anzi è tornata quell'odiosa sensazione di soffocamento alla base della gola, come se ci fossero delle dita a spingere sulla flossa giugulare impendendo all'aria di entrare del tutto. I dca sono presenti, a volte più forti a volte di meno. Mi sento triste e un po' così così. Passerà.

lunedì 6 aprile 2026

Businessssssss

In seguito alla chiamata in vista del mio intervento mi sono mobilitata per vendere il pettorale della gara di maggio che avevo acquistato in precedenza. Non lo avevo mai fatto per cui mi sentivo ben poco fiduciosa. Ho iniziato a spargere la voce fra le mie conoscenze ma pare che tutti in quei giorni saranno o alla mezza di Lucca o alla mezza di Comacchio, fregandosene bellamente di Milano. Dopo una settimana di nulla ho chiesto a Mr D. di prestarmi il suo facebook (io non ce l'ho) e ho scritto un annuncio su due gruppi di compravendita pettorali. Oh. Nel giro di neanche dieci minuti sono stata invasa da risposte e messaggi. Decisamente incredula ho iniziato a rispondere a destra e a manca fino a quando ho capito il motivo di tanto interesse: qualche ora prima l'evento era andato sold out. Che culo. Alla fine l'ho venduto a un ragazzo dell'età di Primogenita che si era perso nei meandri dell'adolescenza che, alla sua prima mezza maratona, nonostante i consigli di acquistarlo per tempo, si era dimenticato di acquistarlo. Devo dire che era abbastanza disperato. Sono riuscita anche a farmi rimborsare l'80% di uno dei biglietti del treno e sono in attesa di spostare l'altro su altra data. Tutto è bene quel che finisce bene.



giovedì 2 aprile 2026

Obiettività

A volte torno lucida e mi rendo conto che nei miei confronti non sono obiettiva, sono la peggiore amica di me stessa, il peggior giudice di me stessa. Dopo quanto successo con Mr D. (vedi post qui) i dubbi mi attanagliano. Dopo le critiche da parte di altri infatti è tipico di me farmi venire tutti i dubbi del mondo e arrivare alla conclusione che forse ha ragione l'altro. Su Mr D. poi ancora di più visto che vive con me, mi conosce da vent'anni e forse è davvero la persona che più mi conosce al mondo (anche più di mia madre). Per anni è stato il mio migliore amico, in questi giorni mi chiedo se sia ancora così e nel caso se valga la pena ripensare a questa dinamica. Sarebbe tutto più giusto se io avessi un po' più di considerazione di quello che sono e di quello che faccio.

 

mercoledì 1 aprile 2026

Contiamo tutti insieme fino a 100

“Secondogenita?”

“Hum”

“Dov'è la mia bicicletta?”

“L'ho lasciata a casa della mia amica”

“Al di là del fatto che manco me l'hai chiesta, io ne ho bisogno sia domani per andare al lavoro che oggi pomeriggio perché devo accompagnare tuo fratello a nuoto”

“Ma mamma! Adesso devo andare ad allenamento e poi a mangiare da C. insieme alle altre!”

“Bene, organizzati e fa in modo che la bici sia a casa prima delle 16”

“Ma io ho da fare”

Ok, Spetti. Respira... respira... respira e conta fino a 100

“Non mi interessa, tu l'hai presa, tu me la riporti. E' tua responsabilità”

“Ma come faccio!!! Non ho tempo!”

Ok, Spetti. Respira... respira... respira e conta fino a 100

“Non mi interessa, ingegnati”

Lei non ha tempo. Lei ha da fare. Lei ha tredici anni. Respira Spetti. Respira e conta fino a 100.