domenica 30 giugno 2019

Fantasia sbibulinica

“Sai perché ho una voglia di cioccolato sulla spalla? Perché quando la mia mamma era incinta aveva voglia di cioccolato ma mio papà non è andato a comprargliela e così lei ha cliccato sulla sua pancia proprio dove nel punto dove io ho la voglia”

martedì 25 giugno 2019

Aggiornamenti diariferi

Ieri sono tornata al centro per vedere come procedere col diario mica diario (vedi post precedente) e si è concordato insieme di sospenderlo per due settimane per darmi il tempo di abituarmi all'idea di un'autonomia alimentare. Mentre due settimane fa ero davvero titubante all'idea, oggi credo di potercela fare. Certo, non mi approccerò al cibo e mangerò in maniera naturale come gli esseri umani normali. Mi ci vorrà concentrazione, tempo, presenza, ma credo di potercela fare. Magari avrò qualche scivolone, magari avrò qualche vuoto e qualche paura, ma credo di potercela fare.
Sì. Credo di potercela fare.

venerdì 21 giugno 2019

La Psicopatica mattutinserale

Io sono sempre stata buona, ai limiti della coglionaggine, solamente che adesso dopo un anno di terapia questa mia caratteristica inizio a vederla nero su bianco. Non subito eh, mi ci vuole qualche ora se non qualche giorno ma poi di solito ci arrivo. Un esempio lampante mi è capitato ieri sera, esempio al quale è dovuta una premessa che però potete leggere qui (ve lo consiglio per capire ben bene il personaggio di cui sto parlando). Ieri sera dunque, alla cena di classe, la Psicopatica mattutina non era presente ma lo era il suo ex marito il quale, non essendo nella chat di classe, mi ha gentilmente chiesto di scrivere su whatsapp le pizze per le sue figlie. Apriti cielo. La matta ha iniziato a scrivermi (ovviamente in privato) dicendo che dovevo stare al mio posto, che non mi dovevo azzardare a ficcare il naso nella vita delle sue figlie. Io, che sono troppo buona (anzi cogliona), le ho risposto gentilmente che io sto serenamente al mio posto, che mi era stato chiesto di mandare un messaggio perché visto che lei non era presente e il suo ex marito non era nella chat le sue figlie non avrebbero mangiato. L'ho salutata augurandole una buona serata e fine. Ovviamente lei ha continuato e io, non sapendo che altro fare, l'ho bloccata su whatsapp. Vedendosi bloccata la Psicopatica mattutina (che si è subito trasformata nella Psicopatica mattutinserale vista l'ora) ha continuato inviandomi sms e sottolineando che non è vero che me ne sto al mio posto, che non sono quelle le voci che girano sul mio conto. Ferita, l'ho bloccata anche sul telefono. Lo so, lo so, è palesemente matta, me l'ha detto il suo ex, me l'ha detto mio marito, me l'hanno detto tutti, ma io non sono riuscita a fare a meno di pensare ai suoi ultimi messaggi. Lo ammetto senza problemi: io mi trovo meglio coi papà. Le mamme che conosco parlano sempre e solo di figli, di scuola, di figli, di scuola. Coi papà si parla di ferie, di sport e di altri argomenti che non siano i pargoli per cui mi capita 80 volte su 100 di parlare con gli uomini piuttosto che con le donne. Mica parlo solo con suo marito eh, parlo con tutti i papà ed essendo io una persona espansiva mi è venuto lo scrupolo che magari questa cosa possa dare fastidio non solo a lei ma anche ad altre mamme, per altro tutte molto gentili con me. Ci sono stata male tutta la sera, non avevo più appetito e non ho mangiato, sono andata a letto triste e questa mattina, mentre pedalavo ero così distratta che fra poco non vado a sbattere da sola contro un muro (complimenti a me). Perché ce l'ha proprio con me? Perché non con qualche altra mamma? Può essere perché io mi fermo a parlare coi papà e con loro meno? Può essere perché ho atteggiamento fin troppo espansivo e chiacchierone? Ed eccolo lì, il pensierino, quello giusto: Beh, perché probabilmente io sono carina e lei è invece no (mi sento in colpa solo a pensarlo, lo giuro, io sono una che certe cose di solito neanche le pensa ma se l'ho pensato si vede che in qualche modo è vero). Io sono carina, lei no, suo marito la cornifica mentre io sono felice nel mio matrimonio, potrebbe essere l'invidia? Non vale la pena starci male per una persona così. Ci ho messo solo una serata e una mattina, considerato che di solito questo genere di cose mi fanno stare male per anni, direi che sto migliorando.

martedì 18 giugno 2019

Facciamo un passo indietro

Sempre su suggerimento della Dottoressa oggi è il giorno in cui dovrò riprendere, almeno per una settimana, il diario alimentare (vedi postprecedente in cui mi era stato tolto) e francamente sono contenta. No, in questa settimana senza diario non mi sono abbuffata, non ho perso il controllo, non ho vomitato p'erò non ho neanche mangiato in modo regolare o consapevole. Non so se sia normale perché da anni non so più cosa sia normale, ma tranne un giorno in cui sono stata abbastanza vicina da perdere il controllo, per il resto ho mangiato abbastanza veloce ma quando avevo fame e per quanta fame avevo (forse un po' di più). Tuttavia sono contenta di tornare ad avere una regolarità e settimana prossima ne parleremo a lungo in seduta. Vedremo, per il momento mi godo la mia rete di sicurezza.

lunedì 17 giugno 2019

Non esiste nulla di più atroce

Probabilmente sono scoppiata perché ho trattenuto troppo a lungo per paura di un dolore travolgente e poco controllabile. E in effetti così è stato. Quando mi è arrivata la notizia ero a casa da sola, consapevole che sarei stata sola per due giorni mentre Mr D. e le bimbolotte se la sarebbero spassate al mare. Ho sentito un nodo allo stomaco e alla gola, un dolore forte al petto e ho deciso che semplicemente non ci avrei pensato, perché anche solo pensare che certe cose possano davvero succedere ti dilaniano dentro. Non ho neanche pensato a come dirlo alla piccolotta, ma avrei come sempre trovato un modo. Ho passato tutto il fine settimana a ricacciare indietro quella sensazione, chiudendomi in uno strano mutismo che non è proprio da me. Mi ero immaginata due giorni fra amici, piscine e sorrisi, li ho passati invece andando avanti e indietro da San Luca stremando il mio corpo e rendendomi conto che per anche 8 ore di fila non avevo aperto bocca con nessuno. Quando sono tornati a casa, dopo una festa interminabile fatta di abbracci, baci e parole dolci intrise di mancanza, ho preso da parte entrambe le mie figlie e ho tentato di spiegare loro l'inspiegabile. Come dire a una bambina di 7 anni che un suo amico è morto? Come spiegarle che certe cose possono accadere e che il mondo rimane sempre un posto bello e meraviglioso? Mentre cercavo di parlare con lei nel modo più sereno possibile, ecco tutte le immagini che avevo sepolto dentro di me affiorare come un fiume in piena, tutti i racconti che mi erano arrivati in quei due giorni mi affollavano la mente, subdoli e bastardi. Rivedevo l'incidente d'auto, il padre urlare disperato con in braccio il suo piccoletto senza vita, rivedevo il pulmino pieno di bambini qualche macchina più in giù che osservava la scena, con il loro allenatore che scendeva per dare una mano e tornava coperto di sangue. Ho resistito, non so come io abbia fatto, ho consolato mia figlia, ho risposto a tutte le sue domande e dopo quella che mi è sembrata una serata interminabile l'ho messa a letto aspettando che si addormentasse con me al suo fianco. Ed è stato lì, sentendo il suo respiro farsi sempre più pesante e regolare, che non ho più retto. Mi sono alzata barcollando, ho raggiunto Mr D. e ho pianto. Ho pianto tanto, ho pianto troppo, mentre un dolore allucinante mi invadeva le viscere. Ho pianto fino a svuotarmi e addormentarmi stremata sul letto. Pensieri allucinanti mi hanno invaso la mente, incapace di controllarli. Non esiste nulla di più atroce che perdere un figlio. Nulla.

domenica 16 giugno 2019

Accadde venerdì ovvero Dichiarazione d'Amore

I tuoi grandi occhi scuri sono rimasti identici da quando, undici anni fa, mi hai guardato con lo stupore di chi non ha mai visto nulla prima. Per il resto sei cambiata molto, specialmente nell'ultimo periodo. Me l'avevano detto tutti che il passaggio elementari-medie avrebbe comportato un tuo supersviluppo, che nel giro di qualche mese ti saresti alzata a dismisura, avresti cambiato atteggiamenti, ti sarebbe cresciuto il seno e saresti diventata meno bambina e più adolescente. Ancora un salto così evidente non c'è stato ma si vede che ti stai preparando per diventare la persona che un giorno sarai. Vedo in te tanta generosità, tanta dolcezza e infinito amore verso gli altri. Spero per te quanto di meglio ci sia al mondo, spero tu abbia una vita felice e realizzata, spero tu abbia amore a dismisura nella tua splendida vita. Ti amo alla follia, davvero alla follia, e non desidero altro, per te, se non la tua più assoluta, incondizionata, sconfinata felicità. Auguri, Amore mio.

mercoledì 12 giugno 2019

La fine e un nuovo inizio?


Il 15 giugno sarà un anno esatto da quando ho iniziato il percorso al centro DCA e ieri la Dottoressa mi ha comunicato che sono pronta per smettere di usare il diario alimentare. Una settimana senza, giusto per vedere come va. Credo che la sensazione sia molto simile a quando, dopo un periodo più o meno lungo fermi, si possa ricominciare a camminare. All'inizio si ha quasi paura, barcollando in bilico per non cadere ma poi teoricamente un'euforia di libertà percorrerà la spina dorsale e si potrà ricominciare a correre. Il diario alimentare nell'ultimo periodo era sempre più diventato una sorta di ancora di salvezza nei momenti di confusione, quando ad esempio credevo di essermi rimpilzata di pane e maionese tutto il giorno mentre leggendolo scoprivo di averne mangiate solo tre fette. Una sorta di voce esterna neutra, imparziale, su cui fare sempre affidamento. Da oggi questo punto saldo non ce l'ho più. Cosa provo? Sicuramente paura, smarrimento ma desiderio infinito di libertà.

Ok, ora sono preoccupata

Settimana scorsa sono andata a fare tutte le analisi del caso (vedi post precedente). Durante la visita chirurgica la dottoressa purtroppo ha sentito qualcosa che in ecografia non era stata rilevata e così in quattro e quattrotto mi hanno sballonzolato da un reparto all'altro. Ve la faccio breve: il risultato è stata la scoperta di un altro nodulo al seno sinistro (dove già c'era l'altro nodulo) e la possibile infezione di un dotto al seno destro. Questa settimana il club dei cervelloni si riunirà e martedì prossimo mi comunicheranno se mi opereranno o meno. Francamente fino a questa mattina mi sono sentita davvero tranquilla, ero sempre più convinta che non fosse nulla di che fino ad oggi quando, pedalando per venire al lavoro, mi sono ricordata che nonostante io avessi sempre dichiarato una non familiarità di tumori (eccetto mia mamma), in realtà in famiglia da me di tumori ce ne sono eccome fra cui anche una prozia che di tumore al seno ci è quasi morta (dico quasi perché non siamo riusciti a risalire bene bene alla sua storia). Ho passato la successiva ora a cercare di parlare col chirurgo che pare sia rintracciabile come una superspia americana in incognito in territorio russo. Pare che nessuno ritenesse opportuno fornirmi un suo contatto per una cosa simile. Ma dico io! Questi devono decidere se operarmi o meno, sarà ben importante che sappiano se c'è familiarità o no di una cosa simile? Comunque, dopo varie peripezie, telefonate assurde, mail criptiche, e la promessa di non rivelare mai a nessuno qualsiasi informazione inerente a questa dottoressa, alla fine (alleluia) sono riuscita a parlarle prima della loro riunione. Devo dire che adesso mi sento da un lato più sollevata (almeno lo sanno) ma dall'altro molto molto meno serena rispetto a prima del mio flashback. Vedremo.

lunedì 10 giugno 2019

11.06

Più ci penso e più mi rendo conto di quanto io sia davvero fortunata. Mi ricordo perfettamente tutti i momenti salienti della nostra vita insieme, il primo prendersi per mano di nascosto dagli amici in una calda serata primaverile, la paura che avevo del primo bacio, il maglione largo e i capelli bagnati dopo il temporale. Ricordo l'emozione sul tuo volto quando ti ho detto che avremmo avuto un figlio, o la commozione quando mi chiesi di diventare sua moglie. Ricordo il tuo labbro tremante e le lacrime agli occhi alla nascita delle bambine. Io ti amo. Ti amo davvero tanto. Ti amo immensamente, totalmente, incondizionatamente.
Auguri, Amore mio. Ti amo davvero con tutta me stessa.

martedì 4 giugno 2019

Breve storia triste

Ieri sono andata a comprarmi un paio di scarpe. Oggi Primogenita le ha messe per andare a scuola.
Fine.

Il macigno

Fin da quando mi sono ritrovata a ragionarci su, ho sempre pensato la stessa cosa: il lavoro non è la priorità, la famiglia è la priorità. Il lavoro per me serve a pagare il cibo e deve permettermi di stare a casa mezza giornata con le mie figlie perché ci tengo a stare accanto a loro senza delegare a terzi. Ovviamente il lavoro non mi deve fare schifo, ci passo la metà delle mie giornate, ma non è la priorità. In parole povere: accetto un lavoro che non mi faccia schifo per riuscire ad occuparmi della famiglia. Di lavori per portare a casa la pagnotta ne ho fatti tanti, ricordo quando Primogenita andava all'asilo nido e io mi alzavo alle quattro del mattino per andare a servire le colazioni in hotel e poi, staccato dal lavoro, la andavo a prendere da scuola. Ora ho un lavoro che non fa schifo o che almeno non mi ha fatto schifo fino ad oggi però non è che mi entusiasmi proprio. E oggi, immersa fino al collo nelle scartoffie, mi sono soffermata a pensare: ma dove è finito il mio lavoro da giornalista? Dove è finita la mia laurea? Io lo so che professionalmente non sono per nulla realizzata perché ho scelto di essere realizzata in un altro splendido ambito ma oggi mi pesa più del solito. E' lì, sullo stomaco e sul collo: un bel macigno.

lunedì 3 giugno 2019

Ieri sera che sera...

Non avevamo mai fatto una serata così ben riuscita in un anno che suoniamo insieme. Saranno stati i due spritz a stomaco vuoto che si è scolato il chitarrista per allentare la tensione, sarà stato il fatto che invece di essere amplificati col nostro cube da 100 Euro avevamo un impianto da tremila e passa eurini, sarà stato il pubblico caloroso e coinvolto, io non lo so. Fatto sta che abbiamo suonato benissimo e coi ragazzi non mi sono mai divertita tanto. Ci divertiamo con poco. Sono felice.