In famiglia da me, sia da parte di padre che di madre, non sempre è stato tutto chiaro. Ad esempio per anni ho creduto che mio zio V., ripudiato dalla famiglia per aver divorziato dalla sorella di mio padre, fosse morto in un incidente d'auto. Ho scoperto un giorno di agosto dei miei trent'anni che in realtà il mio adorato zietto era vivo, o meglio era vivo fino al giorno prima, il giorno in cui ho scoperto appunto che era appena morto. Ma vabbeh.
Dopo questa doverosa premessa vi dico che, come precedentemente accennato, da un annetto a questa parte sto tenendo una sorta di diario della mia nonnina materna in cui le chiedo alcune cose della sua infanzia e della sua vita e le annoto ordinatamente per poterne tenere memoria. Durante una di queste semi-interviste ho scoperto che mio nonno, il nonno malefico che aveva messo incinta mia nonna, era scappato col circo e non aveva mai più visto sua figli, in realtà non era affatto scappato affatto col circo ma semplicemente era andato militare. Cioè era andato militare. Assurdo. Per quarantun anni ho creduto che quello stronzo di mio nonno fosse scappato, me lo immaginavo rincorrere i carri con il suo sacco sulla spalla e saltarci sopra per sparire per sempre, felice e conscio di aver abbandonato mia nonna a una dura esistenza di sacrifici e turbamenti e in realtà il poveraccio era semplicemente patito per andare a fare il suo dovere. Poveraccio... beh.. insomma... sempre da stronzo poi si comportò, giocando d'azzardo, conquistando una donna dopo l'altra e abbandonando mia nonna poco dopo. Fatto stà che non scappò col circo.
“Mamma? Ma come mai io sono stata convinta per quarant'anni che il nonno fosse scappato col circo?”
“Ah boh... non so”
“Lo so io!”
“Beh... nonna? In che senso lo sai tu?”
“Nel senso che te l'ho detto io che il nonno era scappato col circo”
“E perché?”
“Perché mi sembrava l'unica cosa sensata da dire”
E' proprio per questo motivo che ai bambini bisogna sempre sempre sempre sempre raccontare la verità.