sabato 27 febbraio 2021

E siam di nuovo qui

Con la differenza sostanziale che a marzo dello scorso anno non avevo un neonato a cui badare mentre ora sì. Passare un simil lockdown con un bimbo urlante non è proprio il massimo della vita. Attualmente dove vivo io si può uscire solamente per motivi comprovati di lavoro, prima necessità e sanità. Io uscirò a fare qualche passeggiata qui intorno a casa, come i criceti. Perché Birullulo è un buon bambino, davvero, ma come tutti i neonati giustamente piange e specialmente alla mattina e al pomeriggio lui vuole uscire a fare la sua passeggiata. Perché in casa piange e vuole stare in braccio, fuori si trasforma in un angioletto. E se mai mi fermeranno posso sempre dire che è per motivi di sanità: sanità mentale.

Ps: l'attività motoria nei pressi della propria abitazione è comunque consentita per fortuna.

martedì 23 febbraio 2021

La responsabilità genitoriale

Ieri nella chat di famiglia Primogenita ha inviato un suo racconto chiedendo un parere dei nonni. Mi sono precipitata a leggerlo tutto d'un fiato: un giallo ben scritto, una trama avvincente, qualche errore qua e là ma per una ragazzina dodicenne è davvero un racconto spettacolare. Mio padre è stato il primo a rispondere. Ha scritto è che non credeva che il racconto fosse della nipote ma nel caso fosse suo si complimentava e, successivamente, elencava cosa secondo lui si poteva migliorare e gli errori commessi, chiedendo poi alla nipote di vedersi per parlarne. La seconda che ha risposto è stata mia madre, un semplice: “Brava! Io ti do 7”. Ed è lì che sento Mr D. chiedermi quasi urlando: “Oh! Ma hai letto cosa hanno risposto i tuoi genitori?”. Beh, sì che l'avevo letto. Mio padre la prima e unica volta che si è complimentato con me era il giorno della mia laurea per cui ritenevo il suo messaggio un vero successo. Inoltre non credeva che il racconto fosse di Primogenita per cui lo riteneva buono. E mia madre, beh, un sette non è mica male.

“Aspetta che legga i commenti mio padre! Vedrai come gliene dice quattro!”

“Perché? Perché dovrebbe dirne quattro?”

“Beh. Tuo padre ha esordito dicendo che secondo lui tua figlia non è in grado di scrivere un racconto così bello e poi è passato ad elencare tutte le cose negative. E tua madre.... beh tua madre... sette? SETTE? Oh! Ma ti pare?”

E per fortuna che non è vivo mio nonno. La prima volta che andai da lui a comunicargli il risultato del mio primo esame universitario gli dissi: “Oh! Nonno! Ho preso 29! 29 su 30!” E lui mi rispose “Non ti preoccupare, Spetti. La prossima volta andrà meglio”.E così ho iniziato a ragionare. In effetti Mr D. non ha tutti i torti. No no, ha proprio ragione. E io, che sono cresciuta in casa con una madre così e raramente a contatto con un papà così, sono cresciuta senza la minima autostima e la minima considerazione di me stessa. Forse che non sia stata tutta farina del mio sacco? Forse che sia stato un loro errore, in assoluta buona fede?

E la cosa davvero triste è che ci è voluto Mr D. per farmelo notare perché io avevo visto solo il lato bello dei loro commenti, anzi mi sembravano quasi esaltanti. Mi ricorda molto quando la Psicocosa mi diceva che io consideravo il mio massimo la base da cui partire, il minimo indispensabile dal quale poi pompare a mille.

Una cosa è assolutamente certa: io lo stesso errore non lo commetterò mai. Non sono certo una di quelle mamme che pompano i figli quando si presentano con un brutto disegno o con un racconto vomitevole (oh! Da una certa età in poi eh! Quando sono piccoli tutto quello che il bambino fa è meraviglioso), ma non sono di certo neanche una di quelle mamme che stroncano i figli tappandogli le ali che ancora stanno crescendo. Spero solo di riuscire a fare un lavoro diverso da quello fatto dai miei genitori per riuscire a porre le basi per una sana ed equilibrata autostima dei miei figli. Lo spero davvero.

sabato 20 febbraio 2021

Le affermazioni mattutine di Sbibulina

“Papà smettila di cantare. Farai esplodere l'apocalisse”

Prossima vita: marito intonato.

martedì 16 febbraio 2021

Quella sagoma di Sbibulina

“Oh! Sbibulì! Fra qualche giorno cade uno strano anniversario: la scoperta che ero incinta di Birullulo! Tu ti ricordi quel giorno?”

“Sì, provai a fare 24 ore in bagno. Mi ero portata l'acqua e il cibo”

Io la amo.

Logica Primogenita

Primogenita ha in braccio Birullulo quando decide di appoggiarlo un secondo sul letto. E subito eccolo lì, il mestolo: il labbro inferiore corrucciato, mento tremante, occhi lucidi.

“Prima di metterti a piangere pensaci: ne vale davvero la pena?”

Birullulo non ha pianto e mia figlia è un genio.

venerdì 12 febbraio 2021

La controversia dei vaccini

Io sono una di quelle persone che li ha vaccinati i suoi figli, tutti e con tutti i vaccini dagli obbligatori ai facoltativi. Eppure la cosa che mi preoccupa di più di una nuova maternità è sempre la sfilza di vaccini da fare, le possibili reazioni, le orrende percentuali. A sto giro ho scoperto che i vaccini iniziano ancora prima ovvero dai due mesi del neonato, e ne hanno introdotti di nuovi. Ho portato Birullulo e ho barrato le caselle obbligatori+facoltativi, ho osservato affondare dentro alle sue cosciotte due agazzi siringhiferi e un liquido con fiala nella sua bocca. L'ho ascoltato strillare col cuore che mi si stringeva e la mia solita calma rassicurante di una mamma che le piange il cuore ma sa di essere nel giusto. E ho atteso. Ed eccola lì, immancabile in casa Spettinata: febbre alta. Ci sta. Ma al contrario delle volte precedenti a sto giro pianti pianti pianti incontrollabili, incalmabili, disperati. Mi si stringe il cuore vedere un neonato stare così male, con gli occhi sbarrati e spauriti mentre urla come un forsennato mentre tu, in tutta la tua impotenza, cerchi di stargli vicino. Io odio odio odio odio odio odio fare i vaccini ai miei figli, ma continuo a farglieli per il loro bene, e continuerò ad essere angustiata e a pregare nella speranza che alla prossima iniezione continui ad andare tutto bene. Perché se si tratta di febbre e qualche pianto, si sopporta, ma... ma è bene non pensare al peggio.



martedì 9 febbraio 2021

La vita è come

La vita è come oggi pomeriggio: ho Sbibulina a casa per cui possiamo per un santo giorno non andare al parco. Riesco ad addormentare Birullulo per cui avrei una mezzoretta a disposizione. Decido di farmi una doccia perché finalmente dopo due settimane trovo il tempo. Felicità. Felicità pura. E poi scopro che il gestore dell'energia elettrica ci ha ridotto la corrente perché secondo lui non abbiamo pagato una bolletta che in realtà è stata pagata per cui non posso farmi la doccia perché non posso attaccare il phon senza che salti la corrente. Fine

giovedì 4 febbraio 2021

Bipolarismo fraterno sbibulinesco

"Uffa mamma! Dovevi proprio fare un fratellino? Cioè lo so eh che te lo abbiamo chiesto noi però uffa! Non lo voglio! Però lo amo mamma, guarda quanto è bello! Guarda quanto è carino! Io me lo sposerò. Sì. Me lo sposerò mamma me lo sposerò!”

martedì 2 febbraio 2021

Furbizia sbibulinesca

Sbibulina è due giorni che ci stressa perché vuole una felpa che ha visto in un negozio e due giorni che le dico di no perché è piena di roba da vestire. E così ieri, mentre allattavo, mi ha fatto vedere uno a uno tutti i maglioni che aveva nell'armadio provandoseli davanti ai miei occhi. Beh... in effetti non ne ha molti...

Strano... Boh...

Questa mattina poi, mentre mi accingo a mettere a posto la camera delle pesti mi accorgo che ci sono due cuscini nel letto di Sbibulina.

Strano... Boh...

Ma non va bene dormire con due cuscini e così li prendo entrambi e cosa scopro? La signorina aveva preso una federa dal cassetto delle lenzuola, l'aveva riempita con tutti i suoi maglioni e le sue felpe per nasconderle camuffando il tutto da cuscino.

Ci era quasi riuscita a fregarmi, la furbona.