lunedì 31 dicembre 2018

Vademecum 2019

Bisogna scovare, affrontare e distruggere il male nella propria vita per poter rinascere e vivere felicemente.
Questa mattina mi sono svegliata con 'sta frase così chiara e limpida nella mia mente che mi ha lasciato davvero stupita. Sicuramente è frutto di tutte le riflessioni che questo periodo di solitudine forzata dal centro DCA mi sta imponendo (e per chi se lo stesse chiedendola risposta è no, non sta andando benissimo ma la chiusura per ferie del centro non mi lascia alternative).
La prenderò come una sorta di vademecum per il 2019.

venerdì 21 dicembre 2018

5. Il fisico

Come alcuni di voi sanno ho dei problemi seri con il mio fisico che a detta della Psicocosa sono tutti nella mia mente malata e di oggettivo c'è ben poco. Dopo che io ho negato fino alla morte mi ha fatto fare un semplice esercizio: andare a pescare tutte le foto del mio fisico negli anni addietro, mischiarle e trovare la differenza fra una e l'altra individuando anche il peso corporeo della foto (n.b.: io mi ricordo esattamente il peso di ogni anno della mia vita, come il peso in ogni evento, ogni matrimonio, ogni compleanno). Ero sicura di me, ho preso le foto, le ho mischiate e lì sono entrata completamente in confusione. Ero convinta al 100% che avrei individuato il peso e il mio difetto più evidente sarebbe oscillato davanti ai miei occhi su una foto di 54 kg o una di 58. La realtà è che la differenza non c'è. Sì, ovvio, se guardo una foto a 49 chili e una foto a 77 si vede ma per il resto è tutto un mare indistinto. Mi è crollato il mondo, come se uno dei punti saldi della mia vita improvvisamente fosse sparito e sono piombata in uno stato confusionale. Il mio cervello ha iniziato a cercare inutili scappatoie, a cercare di aggrapparsi ovunque ma senza successo. E ve lo dico: non è stato, e non è ancora, facile.

giovedì 20 dicembre 2018

L'ansia

L'ansia che mi stringe la gola e mi fa soffocare c'è sempre, c'è comunque e fine settimana scorsa sono stata così male che per la seconda volta in 37 anni ho pensato se valesse la pena vivere. La risposta, anche questa volta, è stata SI per fortuna. Ma negli ultimi cinque giorni è andata meglio. Ho affrontato l'argomento con la Psicocosa e sembra che quantomeno si sia individuata la causa là dove non avrei mai immaginato... Sempre meglio di niente...

mercoledì 19 dicembre 2018

3. La battaglia

La battaglia con la malattia è SEMPRE in atto ma finalmente a volte la riconosco, la etichetto e riesco a gestirla. Come ieri sera che ho mangiato obiettivamente pochissimo anche se mi sentivo come se avessi divorato un bue. La malattia mi ha suggerito prima di vomitare, poi di rimpilzarmi di pandoro. L'ho riconosciuta, la stronza, ho fatto un respiro profondo e ho lasciato andare il pensiero. Non mi è neanche venuto un attacco di ansia. E dopo un po', scampato il pericolo, mi sono anche concessa il lusso di autocongratularmi con me stessa con un'assurda solitaria pacca sulla mia spalla sinistra fatta con la mia mano destra. E come tre giorni fa che, in piena inkazzatura dovuta a una cosa che non c'entrava nulla col cibo, la prima cosa che mi è venuta in mente è stata di non mangiare più, mai più. A quanto ho capito questo tipo di pensieri non passeranno mai ma punto a fare in modo che vengano e se ne vadano in fretta, come un brusio fastidioso di fondo che ogni tanto comparirà ma diventerà quasi impercettibile e di poco valore.

lunedì 17 dicembre 2018

2. L'autostima

Eh qui ci stiamo lavorando eh e ho visto i primi risultati in famiglia. Ultimamente fra me e Mr D. c'è stata un po' di maretta dovuta allo stress lavorativo che, per forza di cose, si ripercuote nella nostra vita privata. Niente di nuovo: di solito ogni anno è sempre la stessa solfa in questo periodo. Comunque Mr D., quando è sotto stress, critica. Critica sempre, comunque, ovunque e quando gli si fa notare che è nel torto, nega l'evidenza e critica lo stesso. Di norma io sto zitta, incasso e tiro avanti. Beh, a sto giro non me ne sono stata zitta come faccio di solito, gli ho detto con calma che non merito di essere criticata sempre e comunque adducendo a tutte le sue controbattute dei ragionamenti così impeccabili da non poter avere appigli. Non entro nello specifico ma pare che a sto giro l'abbia vinta io il che, lo ammetto, mi fa davvero strano.

domenica 16 dicembre 2018

1. La bilancia

Ultimamente un paio di persone hanno accennato al fatto che mi vedono dimagrita e io ho sempre risposto d'istinto dicendo di no, che in effetti sto facendo molto sport e che probabilmente mi sono sfinata ma il peso è sempre lo stesso. Ieri pomeriggio, però, me lo ha detto anche Mr D. che, diciamocelo, è l'unico che, vendendomi nuda, ha sicuramente più occhio di altri. Gli ho dato la stessa automatica risposta che do a tutti ma lui mi ha chiesto: “Beh, ti sarai pesata no?” E lì ho realizzato che la risposta è NO. E dirò di più: non so da quanto tempo non mi peso più, forse un paio di settimane? Beh, per una paranoica che era arrivata a pesarsi anche sei volte al giorno direi che è un bel passo.

sabato 15 dicembre 2018

Aggiornamenti per gradi

E' da molto tempo ormai che non scrivo e mi rendo conto che, almeno dal punto di vista della malattia, un po' di cose ne son successe, soprattutto importanti dal punto di vista di passi avanti. A un occhio esterno possono sembrare dei passettini minuscoli, possiamo anche non considerarli passi, ma per me che ci son dentro sono mastodontici.
Per questo scriverò a partire da lunedì un post al giorno per ogni argomento, giusto per non appesantire troppo la lettura. Per chi ne ha voglia, son qui.

mercoledì 5 dicembre 2018

Alla mostra dei lego

“Mamma! Mamma! Guarda!”
“Si, Sbibulì?”
“Mamma ci sono i personaggi della Sirenetta! Vedi?”
“Sì amore”
“Guarda! Guarda mamma” Lì c'è Sebastian! E lì c'è Ariel! E poi lì c'è Carlo!”
O__o'

lunedì 3 dicembre 2018

Onestà

Ieri sera c'è stata una riunione straordinaria delle persone che, come me e Mr D., si occupano di condurre il Corso Fidanzati in parrocchia. Totale circa 8 coppie. La riunione è stata indetta dal Don che per problemi di salute non riesce più a sostenere l'impegno della preparazione della maggior parte degli incontri. Per tutta la serata abbiamo assistito a gente che cercava di tirarsi indietro, adducendo quasi sempre la stessa argomentazione: il Don è molto più bravo di noi (il che, ovviamente, è assai vero). Io me ne sono stata in disparte senza dire una parola per la maggior parte della serata. Nella mia testa esplodevano una serie di risposte assai poco piacevoli. Fino a che, verso la fine della serata, il capogruppo (docente universitario della facoltà di ingegneria nonché il marito della coppia che conduce il corso da ormai un trentennio) ha chiesto la mia opinione. Lui, non so per quale motivo, ha sempre avuto per me un occhio di riguardo, mi ha sempre chiesto cosa pensassi in tutte le situazioni, si è sempre congratulato con me nonostante i miei interventi non siano mai ( e dico MAI) legati alla religione ma sempre legati alle problematiche di coppia. Comunque mi è stato chiesto di parlare e li, in un nanosecondo, ho deciso che avrei detto esattamente tutto quello che mi passava per la testa. In fondo non avevo poi nulla da perdere. Ho iniziato dicendo apertamente che l'unico motivo per cui mi trovo a condurre i gruppi da tre anni è perché il Don all'epoca mi propose quattro attività da svolgere in parrocchia e visto che io non volevo farne nemmeno una, scelsi la meno impegnativa e quella meno legata alla religione. Ho continuato dicendo che al sentire parlare di ulteriore impegno da parte nostra l'unica cosa che sono riuscita a pensare per tutta la sera è stata alzarmi, salutare e congedarmi con un “ok ragazzi, è stato bello, ciao”. Alla fine ho concluso dicendo che, sebbene anche io non mi senta assolutamente preparata per condurre in toto tutti gli incontri e sebbene la mia fede sia di gran lunga la più vacillante lì in mezzo, e sebbene io non ne abbia mezza voglia, visto che il Don non sta bene e non ce la fa occorre rimboccarsi maniche e calzini e provare a tirare fuori qualcosa di sensato. E se poi si fa schifo, si può sempre fare meglio la volta dopo. E se poi la volta dopo si fa schifo, verrà meno gente, tanto abbiamo sempre il problema di avere troppe coppie interessate al nostro corso (siamo circa una cinquantina di persone tutti gli anni). La reazione? Silenzio. Silenzio di tomba. Ho girato lo sguardo verso il Don che aveva sapientemente messo davanti alla faccia entrambe le mani. Ho girato lo sguardo verso il prof che mi guardava a bocca semiaperta con un'espressione che tutt'ora fatico a definire. Arrivata a casa eccolo lì, il senso di colpa per la troppa onestà. Ho scritto subito un messaggio al Don:
“Sono stata troppo brutalmente onesta? Forse non avrei dovuto spiattellare tutti i miei pensieri, specie quelli legati alla mia fede”
La sua risposta nn si è fatta attendere a lungo:
“Stasera sei stata meravigliosa. Ho nascosto il volto fra le mani per nascondere un enorme sorriso. Grazie. Grazie davvero”
Non me l'aspettavo. Strana reazione a una brutale onestà.

Latito latito mica faccio un illecito

Praticamente tutti gli anni da ottobre a dicembre nel mio blog c'è un post con questo titolo. Eh beh, sono incasinata dura durissima. Il lavoro va sempre più verso la frenesia andante e a casa non me la passo meglio. Però sono ancora viva. La considero già una vittoria.