giovedì 29 giugno 2017

E di nuovo

Il fine settimana dell'8-9 luglio le bambine partiranno per il mare coi nonni. Questo significa solo una cosa: un fine settimana totalmente, interamente spassionatamente per me. Eh sì. Perché i miei suoceri la macchina non ce l'hanno e il viaggio città-mare viene gentilmente offerto da Mr D.. La carovana composta da papà, figlie e nonni (con conseguenti posti in macchina esauriti) partirà sabato e io sarò sola. Dopo l'esperienza romana, l'horror vacui è stato bellamente sostituito da pura euforia. Ecco cosa mi è venuto in mente che potrei fare:
  • ho contattato un mio amico a cui piace fare le escursioni fra i boschi. Mi piacerebbe davvero tantissimo perdermi un giorno e mezzo nell'appennino fra il canto delle cicale e il rumore del vento
  • Venezia. È una vita che non vado a Venezia, per la precisione sono 4 anni e l'ultima volta avevo Sbibulina dentro al passeggino bella lagnosetta e una Primogenita fin troppo attirata dall'acqua dei canali. Non è stato molto rilassante. Avrei voglia di girarmi Venezia da sola... non l'ho mai fatto
  • Milano. Brera... ah... Brera... una delle pinacoteche più belle che io abbia mai visto. Non ci vado dai tempi universitari e avrei proprio tanta tanta tanta voglia di farmi un giretto là dentro
  • Non credo che metterò fra le opzioni di rimanere a casa. Di per sé sarebbe molto bello ma io so come sono fatta e finirei per pulire e mettere a posto tutto, dicendo addio al fine settimana di relax.
E quindi, tirando le somme le opzioni sarebbero tre e i fine settimana saranno due (perché se vale l'esaurimento posti in macchina per l'andata, vale anche per il ritorno). Nel caso il mio amico accetti, le opzioni saranno le prime due. Nel caso non possa, saranno le ultime due. Posso dirlo? Non vedo l'ora.

mercoledì 28 giugno 2017

Basta poco

“Cheppalle... Io non lo so perché mi offro sempre di aiutare le persone...”
“Perché hai un cuore di oro puro, mamma”
Quando arrivo al capolinea, sono stanca, sopraffatta dagli eventi, e penso che sarebbe meglio mandare tutti a quel paese arriva Primogenita, coi suoi occhi color nocciola e una profondità al di sopra dei suoi anni. Grazie, Amore mio, sei il dono più prezioso mai ricevuto.

martedì 27 giugno 2017

Biscottina

Questa mattina, mentre passavo davanti alla camera da letto delle pupette, ho guardato dentro. Mi sono incantata nel vederle addormentate, sprofondate nel loro mondo di sogni. E ho guardato la mia Biscottina che fra poco compirà cinque anni. Continuo a vederla come la piccola di casa, determinata e sensibile, dolce e sicura di sé. Continuo a vederla minuscola, coi suoi piedini puzzi e il suo sorriso coinvolgente. Ma questa mattina l'ho osservata per quella che è davvero: una bambina che fra pochissimo occuperà tutta la lunghezza del letto singolo. Ci sono rimasta di stucco, come una rivelazione tarda che si è fatta strada nella mia mente per puro caso: la mia Biscottina ormai occupa tutto il letto. Ah... la mia bambina,, dolce e croccante come un biscotto appena sformato. L'amo di un Amore puro, vero, profondo e senza limiti. La mia unica dolce Biscottina.

lunedì 26 giugno 2017

Il lato positivo

Per riassumere: non tutti i mali vengono per nuocere.
Credo sia uno dei proverbi in cui credo di più e questo da quando lo Stronzo mi svuotò casa e sparì nel giro di mezza giornata senza lasciare alcuna traccia di sé. Ci sono voluti mesi e mesi per capire che mia madre, con il suo proverbio ossessivamente ripetuto, aveva ragione e oggi mi accompagna come un mantra ogni volta che qualcosa va storto. Per la precisione venerdì è andata storta la mia caviglia mentre scendevo spensieratamente da San Luca. Innanzi tutto poteva andare molto peggio per una serie di motivi fra cui il fatto che non mi stavo allenando ma passeggiavo, che ero appoggiata al maritino per cui non ho caricato del tutto il mio leggiadro peso sulla caviglia, e poi eravamo già arrivati alla fine della passeggiata, e poi il ritorno a casa non era a piedi ma in bici e poi l'acqua fresca a disposizione subito per mettercela sopra e poi e poi e poi. Tutto ciò però non ha impedito al mio corpo di reagire: caviglia gonfia, caviglia livida, caviglia dolorante. La prima cosa che ho fatto quando mi son storta è stata imprecare e pure sonoramente, la seconda cosa che ho fatto è stata pensare che alla fine mi sarebbe toccata una pausa forzata dagli allenamenti (e questa cosa proprio non mi andava giù). Ma non tutto il male vien per nuocere, no? Per cui mi prenderò questa pausa claudicante dallo sport come un meritato riposo di una settimanina e invece di imprecare... beh... me la godrò! Allafacciaccia della caviglia storta.

venerdì 23 giugno 2017

Sono abitudinario leggo la targhetta sopra l'ascensore

Io sono una persona moooooooolto abitudinaria e mooooooolto refrattaria a qualsiasi cambiamento o novità. Da cinque giorni mio padre è andato in pensione e mi fa strano poiché, da tre anni a questa parte, il rito mattutino prevedeva di arrivare in ufficio, accendere il computer, accendere Skype e chiamare mio padre che dal lavoro aspettava la mia chiamata. Niente di così speciale, niente conversazioni lunghe o mielense, solo un come stai, un racconto veloce di come era andato il giorno prima e un augurio per la giornata ancora da venire. Se si considera il carattere orsifero di mio padre (prima dell'avvento di Skype sul computer del lavoro lo sentivo sì e no quattro volte all'anno), beh, era un bel passo avanti. Ora le cose sono cambiate e ovviamente non ci sentiamo più perché là sui monti con Annette lui Skype non ce l'ha.
Ogni volta che nella mia quotidianità avverto più forte la mia sofferenza da turbamento abitudinario, nel mio cervellino parte sempre la solita canzoncina idiota di Elio e son cinque giorni che, appena giunta al lavoro, si avvia in automatico e mi tiene compagnia per tutta la mattinata lavorativa:
Sono un abitudinario, non mi giudicate, siete come meeeeeeeeeeeeeee

giovedì 22 giugno 2017

“La perfezione è un limite... non si può togliere o aggiungere, non si può migliorare se si è perfetti”
Stefano Benni – Prendiluna

mercoledì 21 giugno 2017

Doveva pur succedere...

Mi reco al lavoro come sempre. Salgo, mi appoggio alla scrivania e inizio. Alle dieci scendo dal palazzo per andare in un posto vicino a chiedere un preventivo. Chiedo il preventivo, contratto il prezzo, torno indietro. Entro nel palazzo, spingo il piano all'ascensore, le porte si aprono e...
Ma dove kazzo sono...
Rimango venti secondi sull'uscio dell'ascensore, la bocca semiaperta, gli occhi fissi. Mi guardo intorno e non capisco.
Si sarà rotto l'ascensore.
Rientro, spingo il piano, le porte si aprono e...
Ma dove kazzo sono...
Rimango lì, ciondolante
Doveva pur succedere ed è successo: sono impazzita
Poi rinsavisco.
Si sarà rotto l'ascensore.
Scendo un piano a piedi, mi guardo intorno e...
Ma dove kazzo sono...
Calma e sangue freddo. Esco. Devo uscire di qui.
Doveva pur succedere ed è successo: sono impazzita
Corro fuori dal palazzo. Mi guardo intorno. Sono entrata sovrapensiero in un condominio a caso, uguale in tutto e per tutto a quello del mio ufficio. Ho vissuto ben 17 minuti nel limbo della pazzia evitata per un soffio (17 minuti, non 5... 17!).
Ok, non sarò impazzita, ma ho decisamente bisogno di ferie.

martedì 20 giugno 2017

A nin pos piò

E io che credevo che con la fine della scuola e delle attività bambinifere sarei riuscita a rilassarmi... Ahahahahahahahahahaa! Ehm.. in realtà c'è ben poco da ridere. Ieri sono arrivata a casa, ho buttato la borsa per terra, mi sono accasciata sulla sedia di fronte a Mr D. e gli ho detto testuali parole:
“Troppi impegni. Io non ne posso più. Mi sento molto vicina alla sociofobia”
In questi casi Mr D è la persona meno adatta alla comprensione visto che lui vivrebbe costantemente in mezzo alla gente, agli impegni, e adora la vita sociale densa e divertente.
Io adoro il divano, la solitudine, il silenzio e possibilmente anche un pacchetto di patatine schifose con il quale coronare il relax.
Un divano! Il mio regno per un divano!

lunedì 19 giugno 2017

Regali esperienziali

Ultimamente abbiamo preso la ruzzola di fare dei regali non fisici alle pupozzole ma di proporre esperienze di vita. Primogenita per il suo compleanno ha chiesto di essere portata in un parco divertimenti dove sapeva essere presente l'autore dei suoi libri preferiti, quelli che divora con un ritmo imbarazzante: Geronimo Stilton. All'inizio ero riluttante, nonostante la grandona sapesse si trattasse di un enorme pupazzo ha insistito e devo dire che non ho mai visto mia figlia così emozionata e felice. Al ritorno dalla giornata faticosa, strancante ma ricca di sorrisi, sono andata all'attacco di Secondogenita la quale fra poco farà gli anni.
Amoremiodolce, tu cosa vorresti per il tuo compleanno?
Io voglio andare a Parigi, mamma. Ma solo se si dorme lì eh
Salute!

venerdì 16 giugno 2017

Io no

Quando andavo dallo Psicocoso una delle prime volontà che erano emerse dal mio inconscio era la seguente: non voglio essere rigida come lo era mio padre con me. Ho sempre considerato mio padre come la figura genitoriale dalla quale allontanarsi il più possibile per ovvie ragioni esperienziali e ho sempre considerato mia madre come la figura genitoriale alla quale ispirarsi senza mettere mai in dubbio questa disposizione di ruoli. E invece la vita riserva davvero un mucchio di sorprese. Ultimamente infatti mi si sono aperti (quasi spalancati) gli occhi per quanto riguarda mia mamma. Ho scoperto (davvero si tratta di scoperta, prima non me ne ero MAI accorta) che è sempre stata una donna estremamente ansiosa, molto appicicaticcia, incline alla tristezza e soprattutto una mamma che mi ha sempre considerato un'amica con cui confidare anche i turbamenti più profondi. Il giorno del compleanno di Primogenita, dopo averle dato il consueto buongiorno tramite messaggino, mi arriva il solito suo messaggio che bene o male recitava così: Sono contenta per voi per questa giornata di festa ma triste per me. Ecco. Occhi spalancati, mente bene aperta, volontà di ferro: io non voglio essere così. Non voglio essere una di quelle mamme che riversano la nostalgia sui figli, non voglio essere una di quelle mamme smaniose d'affetto che sembra che la loro sopravvivenza dipenda esclusivamente dai loro figli. Io, che ho sempre considerato mia madre un modello di madre, IO non voglio essere così.

giovedì 15 giugno 2017

Cof cof

Ammalarsi d'inverno è brutto, ma ammalarsi d'estate è l'apice dell'anti-natura. Dopo aver passato il fine settimana picci picci pucci pucci con un Mr D. lievemente raffreddato, essendo io perdutamente innamorata e volendo condividere tutto col mio maritino, ho pensato bene di prendermi i suoi germi. E così lui dopo due giorni bello come il sole, io son quattro giorni che sto malissimo: placche, tosse da scaricatore di porto, mal di gola da coltello piantato nella laringe, raffreddorone colabrodo il tutto condito da un'alternanza di afonia e voce da uomo mooooooolto sexy. Aggiungiamoci pure i 38 gradi all'ombra et le voilà, les jeux sont faits. Odio ammalarmi in estate. Lo odio lo odio lo odio lo odio.

martedì 13 giugno 2017

Nove anni fa ero lì con gli occhi chiusi che affrontavo con una serenità fuori dalla normalità una contrazione dopo l'altra ormai da 16 ore. È stata senza dubbio l'emozione più forte, l'Amore più grande. E giorno dopo giorno l'Amore aumenta, illimitato, potente, gratuito. Ti guardo e mi innamoro ogni istante di più. Ti guardo e vedo tutte le tue qualità, tutta la tua dolcezza, tutta la tua generosità. Ti guardo e vedo il dono più grande che potessi mai ricevere.
Grazie, Amore mio, e auguri per i tuoi splendidi nove anni.

La luce in fondo al tunnel

Finalmente la vedo, la luce. È sempre più vicina, sempre più palpabile. La luce è lì, che mi chiama a sé e giungerò a lei domenica sera, concludendo definitivamente tutti gli impegni scolastici ed extrascolastici delle biscottine.
E dopo sì, che iniziano le vere vacanze, le vacanze in cui si va comunque a lavorar, ma si smette di correre come matti per compiti, riunioni, saggi, gite, feste e chi più ne ha più ne metta.
Finalmente la vedo, la luce.

lunedì 12 giugno 2017

Picci picci pucci pucci

Quando io e Mr D. ci ritroviamo soli senza figlie il copione è sempre lo stesso: torniamo ad essere due adolescenti innamorati con sbaciucchiamenti, smielosaggini, ormonella a go go, battute e risate a non finire e tutto quello che comprende il pacchetto diciassettenni. È stato così anche questo fine settimana: figlie dai nonni, casa libera. Ci ho sempre tenuto a questi momenti solo per noi, ho sempre in testa le parole di mia zia che dopo 35 anni di matrimonio si è smollata col marito: “Trovatevi sempre del tempo per voi, per riscoprirvi e per amarvi, per evitare che un giorno, cresciuti i figli, vi ritroviate a convivere con una persona con cui ormai non c'è altro che amicizia”. È stato uno splendido fine settimana, compreso il rientro delle pupette che mi si sono incollate addosso come cozze fino ad addormentarsi accoccolate a me. È stato davvero uno splendido fine settimana.


venerdì 9 giugno 2017

Corri Spetti, corri!

Ebbene sì, ci sono anche dei matti fuori di testa che si svegliano alle 4 della mattina, si preparano, escono, si posizionano alle 5,30 am sulla linea di partenza e vanno a fare una bella corsetta indovinate di quanti chilometri? 5.30. E tutta questa follia ha pure un nome: si chiama indovinate come? Run5.30. E una spettinata fuoriditesta poteva non andarci? E' venuto anche Mr D. che, con mio sommo orgoglio, questa mattina era decisamente più spettinato di me.

mercoledì 7 giugno 2017

Sarah

Per la prima comunione di Primogenita abbiamo voluto farle un regalo che andasse al di là del materiale, che esprimesse valori quali generosità e altruismo e così le abbiamo regalato una sorella a distanza. Non è stato facile spiegare a mia figlia il concetto di sostegno con dei soldi a un essere umano lontano chilometri e chilometri, non è stato facile spiegarle le condizioni di vita, le difficoltà, le assurde quotidianità che si trovano ad affrontare persone meno fortunate di noi. Ma Primogenita si è rivelata interessata, entusiasta e felice del suo regalo speciale e ieri mi ha chiesto aiuto per scrivere la sua prima letterina poiché a Sarah occorre scrivere in inglese e io mamma, odio l'inglese! Sono felice che abbia preso la mia sensibilità e il mio entusiasmo ma l'avversione per le lingue quella è tutta farina del sacco paterno. Ahimè.

martedì 6 giugno 2017

Sogno e poi son desta

Questa notte ho unito tutte le mie ansie lavorative e le sfuriate dei mie capi alle mie paranoie riguardo al peso. Il risultato è stato un mélange ansioso di incubi allucinanti. Ho aperto gli occhi in un risveglio ben poco piacevole. E poi ho sentito un affare peloso che mi sleccazzava con la sua linguetta puntigliosa. E il risveglio ben poco piacevole si è trasformato in un sorriso.

6.6

Il 6.6 è una data speciale da 11 anni a questa parte: è l'inizio della nostra vita. Mai avrei pensato che da quel primo bacio rubato davanti alla lettura di Benigni del Paradiso dantesco sarebbero sbocciate due figlie e un matrimonio meraviglioso. Sono 11 anni, 11 anni che sembrano una vita ma che sembrano un attimo. 11 anni di vero amore. Sei quanto di più bello mi potesse capitare...

lunedì 5 giugno 2017

Mi sono ritrovata, qualche giorno fa, a chiacchierare con la moglie incinta del mio ex mentre i suoi due figli giocavano con le mie due figlie. Di fianco a noi mio marito parlava con suo marito. E in quel momento ho visto la situazione da fuori e ho sorriso. Se avessi raccontato questa scena alla me sedicenne non ci avrebbe creduto. Come la me ventiduenne non avrebbe mai creduto che il libro regalato dallo Stronzo sarebbe un giorno diventato il libro preferito delle mie due figlie. La vita a volte è davvero strana, ti porta verso strade inaspettate, ma decisamente migliori di quelle immaginate. O almeno per me.

giovedì 1 giugno 2017

Ilpaccoddaggiù

Maggio-Giugno son sempre mesi abbastanza pieni sia a casa che al lavoro, ci si alza stanchi e il miraggio del mare pare sempre più vicino ma irraggiungibile. Questa mattina mi sono alzata, lo ammetto, assai svogliata. Non mi capita mai, non che io sprizzi gioia ad andare al lavoro, ma non ho mai problemi di Oggi non ne ho voglia per un ka. Stamattina invece, dopo aver ascoltato assonnata tutti i sogni delle mie figlie raccontati a raffica e a voce decisamente troppo alta per una persona in procinto di prendere il primo caffè della giornata, ho pensato che proprio di andare a lavorare non ne avevo voglia. Ma tant'è... Sono arrivata, mi sono appoggiata alla scrivania, ho sistemato tutte le mie cose e ho aspettato paziente che l'orda di studenti varcasse la soglia, più con la testa in mezzo al blu che dentro alle mura in cui mi trovavo.
Ciao Spetti, buongiorno. Senti, visto che mi aiuti sempre e che sei sempre gentile e sorridente ho pensato di farti un regalo. Ti ho portato un pacco da giù! Spero tu sia in macchina perché ci sono anche pane, marmellate, conserve, pomodori, rucola e molte altre cose buonissime

A volte basta davvero solo un pacco da giù.