Settimana scorsa
sono andata dal medico del centro per una visita generale in vista
della maratona ma in realtà, senza dirglielo, ero lì perché lo
voleva Mr D. I miei battiti cardiaci sono sempre molto alti
nonostante gli anni anni e anni di allenamenti mirati ad abbassarli e
le mie prestazioni sono a dir poco ridicole, diciamo pessime, e non
migliorano quasi mai nonostante appunto anni anni e anni di
allenamenti mirati a migliorarmi. Il medico mi ha ribaltato come un
calzino ed è venuto fuori che sono molto molto molto anemica. Nulla
di nuovo, lo sono sempre stata, ma ora il ferro e l'emoglobina sono
praticamente inesistenti. Mi ha detto che i miei globuli rossi sono
piccoli e pochi e non portano sufficiente ossigeno nel sangue. Questo
fa sì che io abbia i battiti sempre molto alti (“Ma signora, lei
non se ne è accorta?”) perché il mio cuore pompa di brutto per
compensare il poco ossigeno che i globuli portano. Inoltre (parole
sue) le mie prestazioni dovrebbero essere abbastanza pessime (mi sono
ben guardata dal dirgli che lo sono eccome visto che i miei lenti
sono così lenti che manco una lumaca e per tenere il cuore a 140
devo correre a 8 al k) e comunque non potranno migliorare con gli
allenamenti perché non è una questione di allenamento appunto, ma
di fisiologia. Inoltre mi stanco molto più facilmente di una persona
normale (ecco spiegato perché dopo allenamento crollo e mi
addormento sempre). Ha aggiunto poi alla fine che, visti i risultati,
non dovrei assolutamente fare sport intensi, allenamenti intensi, né
tantomeno correre una maratona, che me lo sconsiglia caldamente
perché rischio da un momento all'altro di collassare per terra (cosa
che mi sono ben guardata dal dirgli ma mi è capitata più volte).
Quindi bene ma non
benissimo. Anzi male ma non malissimo.
Perché alla fine,
dopo che ho pianto tutte le lacrime che avevo, ho sentito la persona
che mi da consigli sugli allenamenti. Mi ha detto che ridurremo
l'intensità e forse il chilometraggio e che forse dovrei mettermi in
testa che magari non riuscirò a correre la Maratona di Ravenna. Io
le ho detto di andare a quel paese e lei mi ha detto che ci
lavoreremo, che rifarò le analisi fra una ventina di giorni dopo dei
cicli di ferro e di integratori e che sicuramente, nel caso io riesca
a correrla, starò al di sopra delle 5 ore e 40. Forse 6. E che
comunque mi garantisce che nel giro di un anno correrò la mia prima
e forse unica maratona anche se forse non sarà quella di questo
novembre. Io l'ho mandata a quel paese di nuovo e ho passato la notte
fra incubi assurdi e ben poco confortanti. Mi sono svegliata
abbattuta, pensando positivamente che in fondo finalmente ho una
risposta a tutta una serie infinita di perché che durano anni. Mi
sono svegliata pensando perché che questa risposta non mi piace per
nulla perché è una questione che non posso risolvere con
allenamento e determinazione. Mi sono svegliata pensando che la
correrò comunque. Cascasse il mondo.