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lunedì 4 gennaio 2021

Quando è l'amica

Una delle cose su cui mi aveva fatto lavorare tanto la Psicocosa sta proprio nel fatto che tendo a considerare tutto quello che faccio la base, la normalità, il minimo indispensabile sul quale poi fare altro. Oggi è venuta a trovarmi un'amica che abita a Valencia, l'unica amica che ha visto il Puffolo (grazie Covid) e anche se la visita è stata brevissima abbiamo avuto modo di parlare di come stiamo. E come sto io? Beh, io mi sento molto molto sola. E non ne ho voglia e sono stanca e mi sento pure in colpa. Lo so che la quintessenza di una neomamma è il totale annullamento di sé. E non mi venite a dire che non è vero, all'inizio è per forza così. E insomma lei, dritta e diretta come sempre, se ne è uscita così: “Beh, tesoro, tu hai passato gli ultimi 13 anni ad occuparti degli altri, delle tue figlie, della tua famiglia e della tua casa. Per quanto io voglia un mondo di bene a tuo marito, lui è praticamente inesistente e non hai aiuti. E in più avevi giusto giusto iniziato a riappropriarti dei tuoi spazi quando sei rimasta incinta. Ci sta che tu ti senta così”. Porca l'oca, ha ragione. Lo so che ha ragione. Ma ancora combatto contro quella parte di me che pensa che occuparmi di tutto sia la base, il minimo dal quale partire. A volte serve solo un'amica per farti sentire meglio.

giovedì 6 agosto 2020

Patti chiari e amicizia lunga - Out of blog

Da domani sarò ufficialmente in ferie per tre settimane e visto che le prossime me le passerò fra sonno arretrato, pannolini, poppate e stress, direi che questo agosto assume un'importanza rilevante. E' anche vero che sono assai titubante: la panza inizia a crescere e a farsi sentire, ci sono giorni che mi pesa, faccio fatica a respirare e mi sento stanchissima (l'anemia che nonostante fior fior di integratori proprio non accenna a diminuire sicuramente non aiuta). E la tipologia di vacanza che facciamo non aiuta molto al relax, specie per una donna incinta. Non facciamo nulla di impegnativo eh, ma staremo tutto il giorno in barca perché la ciurma vuole pescare (o meglio vuole mangiare, e quindi pesca) e la balena spiaggiata che son io di questo non è contenta. Ma bando alle ciance, ho deciso alcune poche e semplici cose che vale la pena elencare:

  1. quest'anno non ho intenzione di fare la spesa. Mr D. alzerà il suo bel sederino (perché è davvero un gran bel sedere) e andrà a fare la spesa al posto mio, magari portandosi pure dietro le figlie per farsi dare una mano

  2. non ho intenzione di portarmi dietro la spesa da casa, passando oggi ad andare avanti e indietro dal supermercato per rifornirci di pasta, colazioni e roba varia. Preparerò solo qualche panino per il viaggio e basta. Non moriremo certo di fame, Mr D. prima di sera andrà a fare la spesa e voilà

  3. le cinne sono abbastanza grandi per prepararsi da sole le valigie per cui non ho intenzione di prepararle io. E' superfluo dirlo visto che le ultime valigie se le sono preparate loro senza neanche chiedermi nulla, ma io lo metto in elenco che non si sa mai

  4. non ho intenzione di pulire la casa prima di partire. Ho 140 metri di casa e non ho nessuno che mi aiuta nelle faccende domestiche, contrariamente a tutte le mamme che conosco. Aggiungiamoci inoltre che sono una persona che non chiede mai aiuto se non strettamente necessario a mia madre o a chicchessia. Beh, ora lo ritengo strettamente necessario quindi chiederò cortesemente a mia mamma di passare una volta a darmi una pulita alla casa mentre siamo via. In quarant'anni non l'ho mai fatto, direi che ci può stare

  5. non ho intenzione di lavare i piatti quando sarò in vacanza. Gli scorsi anni ci alternavamo io e Mr D. ma quest'anno io non ho intenzione di muovere un dito se non per cucinare (tranne il pesce, quello se lo cucina il maritozzo. Se lo pesca e se lo cucina, io non ci metto proprio mano). Esistono i piattini biodegradabili tanto belli e carini. Si possono pur sempre comprare quelli

  6. non ho intenzione di stancarmi più del dovuto indi per cui se un giorno non avrò voglia di andare in barca nessuno mi dovrà rompere le scatole, loro se ne andranno e io me ne starò buona buona a casa a prendere il sole, a leggermi un buon libro e a grattarmi la pancia sempre più enorme

  7. ho intenzione di notte di sparare il ventilatore a mille sulla mia enorme panza e chiunque si lamenti sarà invitato a dormire fuori che ci sia sereno o pioggia poco importa

  8. non ho intenzione di portare con me la bilancia e questo punto, per chiunque mi conosca, sa quanto sia sofferto specie in questo momento gravidico. Mi peso ogni settimana come da manuale (a volte anche due) per illudermi di avere tutto sotto controllo e di non prendere troppi chili. Lasciarla qui per me è davvero una decisione coraggiosa. Lo scorso anno ci ho messo molto più tempo e molta più indecisione. Fino all'ultimo la bastarda era appostata di fianco alle valigie e poi è stata abbandonata al destino cittadino. Quest'anno la lascerò in bagno senza neanche spostarla ma vi assicuro che sto facendo una fatica boia

Buone ferie rilassanti a tutti!

martedì 28 luglio 2020

La speranza è l'ultima a morire

Sono anni che desidero farlo, anni e anni e anni. Ogni anno me lo ripropongo, cerco chi possa farlo con me e vedo se riesco ad organizzarlo e ogni anno non ci riesco. Quest'anno invece era partito come l'anno buono: lo avevo riproposto, avevo trovato chi l'avrebbe fatto con me e avevo già organizzato e pianificato le ferie. Ma anche quest'anno non ci riuscirò. Mi ricorda molto la mia jovanottata da adolescente, quando mi sarebbe piaciuto incontrare Jovanotti di persona. Ricordo che mia madre collaborava con lui per l'uscita del suo primo CD (prima non esistevano) e mi ammalai il giorno dell'incontro. O l'anno dopo, quando durante la prima canzone del suo concerto vidi sul palco un mio amico di scuola che suonava con lui la tromba e rimasi lì, impalata, senza dir nulla (a sua difesa, il mio amico non sapeva volessi conoscerlo, parlando con lui il giorno dopo mi disse che se avesse saputo mi avrebbe portato dietro le quinte). O come quell'anno che decisi che al Carnevale io non avrei partecipato e non avrei sfilato visto che partecipavo e sfilavo ormai tutti gli anni da secoli e poi scoprii qualche giorno dopo che sempre lui, Lorenzo, si era presentato nei cantieri e aveva chiacchierato con tutti. Anche per il Cammino degli Dei è pressapoco così. E anche quest'anno non ci riuscirò e mentre rimango sul divano a sudare, gravida e accaldata, non posso fare a meno di pensare che potrebbe essere un'altra jovanottata. Ma a sto giro non voglio sia così, a costo di farlo a 90 anni col bastone e la badante.

giovedì 14 settembre 2017

Non è detto che una decisione presa e la consapevolezza che ti ha portato a sceglierla vadano di pari passo e quando mi succedono certe cose non posso fare a meno di pensare alla voce dolce di mia madre che, in un caldo abbraccio, mi sussurra il suo motto per la vita “non tutti i mali vengono per nuocere”. Come scritto alcuni post fa, a fine luglio ho raggiunto vette di impensata ansia, con attacchi così frequenti da arrivare a chiedermi se sarei sopravvissuta o no a un vortice decisamente più forte di me. E' proprio in questo mare di assurdo malessere che è nata la forte e imprescindibile decisione che io, così, proprio non voglio vivere e che occorre rimboccarsi maniche e calzini per cambiare ciò che in realtà non mi fa stare bene. E da lì una serie di piccole modifiche nella quotidianità che mi hanno portato ad un buon livello di serenità. Ma perché sono arrivata a un punto così basso del mio benessere? Perché sono dovuta arrivare a stare così male prima di riuscire a rendermi conto che occorreva un cambiamento? Ok, non tutti i mali vengono per nuocere e forse arrivare sul fondo del mare mi ha permesso di riuscire a risalire. Ma perché son dovuta arrivare così in basso da pensare, anche solo per un fugace momento, che vivere non valesse poi tanto la pena? Francamente non lo so, ma so che in questi giorni si stanno affacciando alla mia mente, ma soprattutto al mio cuore, piccoli barlumi di consapevolezza dettati dai cambiamenti attuati nel quotidiano. Come la maggior parte di voi sa, io sono una persona che per il quieto vivere ha sempre abbassato la testa, per paura di essere abbandonata ha sempre soffocato la propria volontà, per il terrore di litigare ha sempre lasciato correre. E chi lo sapeva dell'esistenza di una via di mezzo? Ora l'ho trovata: essere me stessa preservando la pace e affermando con dolcezza, calma e sicurezza la mia volontà. Non è una cosa facile, capiamoci bene. Il mio primo istinto rimane sempre quello di lasciar perdere, ma poi giunge lentamente e serenamente la decisione di seguire ciò che mi fa stare bene e non ciò che mi viene imposto. Non ho più intenzione di dare credito a tutte quelle situazioni che in qualche modo hanno leso, giorno dopo giorno, la mia volontà portandola al totale annullamento e ho visto che il mio carattere mite non è in contrasto con tale decisione. La mia dolce determinazione senza fughe improvvise di persone care ne è la prova. Mi sto lentamente liberando da tutto ciò che non mi fa stare bene, da situazioni, persone, stati mentali che mi hanno portato verso il basso. Non so se siano dei passi progressivi verso un microbarlume di autostima, fatto sta che sto decisamente meglio e diciamocelo: finché dura, io quest'onda la cavalco.


mercoledì 5 aprile 2017

Oh shit!

Sono arrivata ad un punto in cui persino mio padre ha notato qualcosa di diverso in me. Me lo ha detto questa mattina, col suo solito fare da uomo tutto d'un pezzo.
“Non voglio farmi gli affari tuoi, non voglio neanche farti una domanda. Ti dico semplicemente quello che vedo, visto che ci sono passato pure io, e ti do una semplice dritta: Non fare stronzate”
Omapporcadiquellaputtanaccialadra.
Una persona si sbatte tutta la vita per guardare i genitori per quello che sono, si sbatte per non diventare come loro, per accettare i loro errori, farne tesoro e poi non caderci. E poi tuo padre se ne esce così.
Premessa: per mio padre la libertà personale è sacra. Guai mai ad intaccarla. Lasciò mia madre principalmente per quello. Perché ha bisogno di essere libero, anche sentimentalmente parlando. Una donna è francamente un po' restrittivo per lui.
Sono arrivata a questo punto?
Sto diventando come mio padre?
No.
Io non sono come lui ma la realtà è che ho passato gli ultimi nove anni al totale servizio della mia famigliuola, dimenticando ciò che voleva dire prendersi un attimo per sé stessi. Negli ultimi mesi invece, complice l'età delle bambine, il vento è cambiato, ho riscoperto me stessa e ho più tempo da dedicarmi. E' un po' quello che dissi a Mr D. quando si discuteva del terzo pargolo: “Guarda che ora io lo farei volentieri ma stai attento che qui, appena io annuso l'aria di libertà, poi mi passa la voglia”.
Esattamente.
Ora riesco a correre 3 volte a settimana senza rubare tempo a nessuno, riesco a cantare e suonare tutti i giorni per almeno mezz'ora senza troppe interruzioni, riesco a farmi qualche giornata qua e là (anche se mooooooolto raramente), riesco a ricavarmi qualche pomeriggio senza correre troppo e tutto ciò mi fa sentire assai bene e per niente in colpa.
Io non sono come lui, ma come tutti gli esseri umani ogni tanto ho bisogno di fare quello che ho voglia di fare.