giovedì 18 dicembre 2025
Le prime ferie natalizie della mia vita
mercoledì 17 dicembre 2025
Indicatore di stress
Se il buongiorno si vede dal mattino
Questa mattina come sempre mi sono alzata in solitaria ma poco dopo la ciurma si è svegliata col suo solito tramtram. Avrei voluto fare colazione con calma ma già dopo 5 minuti il piccolo di casa continuava a domandarmi insistentemente di giocare, i bagni erano occupati e io dovevo assolutamente prepararmi ad affrontare la pioggia in bicicletta. E dopo essermi bardata fino alla punta dei capelli ho pedalato i miei consueti venti minuti bagnandomi come un pulcino. Il risultato è stato che sono arrivata al lavoro psicologicamente già bella carica, con una tensione cervicale lì lì per scoppiare e forte ansia a livello della gola che mi accompagna già da qualche giorno ma esplosa del tutto appena acceso il computer. Ho pensato che non si potesse iniziare la giornata così perché sarebbe andata solo in peggio, mi sono tolta tutte le coperture bagnate, mi sono slacciata il reggiseno, ho spento le luci, ho acceso una candela profumata, mi sono messa a gambe incrociate, ho chiuso gli occhi e mi sono focalizzata sul respiro e sulle tremende sensazioni alla base della gola. Ne è uscito un piccolo piantino (e dire che avrei pensato a un fiume) e poi basta. Poco dopo è arrivato qui un collega anziano del tutto inaspettatamente (di solito non arriva prima delle 11), si era portato dietro la sua colazione, ha preparato del tè preso dall'India con dello zenzero e me l'ha offerto. Mi sono presa una pausa (se di pausa si può parlare visto che ancora non avevo iniziato a lavorare) e mi sono fermata con lui a sorseggiare il tè e a parlare del nulla per circa una ventina di minuti. E' stato piacevole e leggero. Ed è così che ho resettato tutto, ho recuperato un inizio disastroso e messo le basi per una giornata positiva. Chi vivrà vedrà.
lunedì 15 dicembre 2025
Primogenita
Mi rendo conto che scrivo sempre di meno di Primogenita e questo perché è diventata grande, autonoma ed è rimasta come sempre meravigliosa. Qualcosa nel suo carattere è cambiato, e direi per fortuna. Credo sia il frutto della crescita, unita ovviamente alla psicologa che la segue ormai da più di un annetto. La vedo infatti più serena anche nei momenti di sconforto, la vedo più equilibrata e soprattutto la vedo puntare i piedi e non scappare più. Rimane una ragazza gentile ma se le esce il gemello cattivo occorre scansarsi, rimane una ragazza generosa ma se le prendi le cose senza avergliele chieste si infuria come una pantera, rimane una ragazza dolce e buona ma ovviamente se ha qualcosa da dire in una discussione la dice invece di rintanarsi in camera sua a piangere. Sono molto orgogliosa e fiera di come sta diventando. Lo ero anche prima perché è ed è sempre stata una bambina e poi una ragazza davvero speciale ma ora credo sia davvero sulla giusta strada per poter crescere in equilibrio con sé stessa.
giovedì 11 dicembre 2025
L'essenza della gentilezza
mercoledì 10 dicembre 2025
Di scelte difficili e come guidarle
Il difficile concetto del Cognome
“Birullulo? Ma sai che non conosco alcuni dei cognomi dei tuoi compagni di classe?
““Cosa?”
“Sì, ad esempio Edoardo. Come si chiama di cognome?”
“Edo”
“No no aspetta. Cognome. Per esempio tu ti chiami L.S. L. di nome e S. di cognome. E poi L.F. si chiama L. di nome e F. di cognome. Edoardo?”
“Si chiama Edoardo Edo”
lunedì 8 dicembre 2025
Breve storia triste
4 giorni per preparare la torta.
Giorno 4:
“Mamma? Io non mangeLò la toLta peLché non mi piace”
Fine.
giovedì 4 dicembre 2025
5 anni fa
martedì 2 dicembre 2025
Pensieri spontanei
Ieri ho discusso col mio capo. Oddio, discusso sarebbe già qualcosa. A una sua mail in cui mi comunicava di voler togliere l'ultimo mio privilegio rimasto sul posto di lavoro gli ho risposto di fuoco (o almeno quello che a me sembrerebbe di fuoco). Comunque mi ha chiamato, ha detto che ne parleremo ma di fatto mi ha ribadito che si farà così e basta. Immaginate la voglia che io abbia di lavorare oggi. Senza neanche pensarci ho imboccato la solita strada sulla mia solita bicicletta e ho iniziato a canticchiare una simpatica canzone che ha preso spontaneamente il sopravvento sui miei pensieri ma che è davvero indicativa del mio stato di umore di oggi:
Today I don't
feel like doing anything
I just wanna lay in my bed
Don't feel
like picking up my phone
So leave a message at the tone
'Cause
today, I swear, I'm not doing anything, uh
Ah. Bruno. Quanto vorrei davvero far niente.
lunedì 1 dicembre 2025
Il viaggio interiore del maratoneta
Domenica ho corso la maratona di Firenze. Posto incantevole, città bellissima, gente meravigliosa ma tutto è stato diverso. A Ravenna lo scorso anno ho passato praticamente tutta la gara canticchiandomi interiormente Don't stop me now dei Queen, non ho sentito stanchezza, la mia mente è stata collaborativa e determinata e sono arrivata al traguardo che avrei corso ancora. I tre giorni successivi sono stati un calvario fatto di dolori, scale impossibili da fare e notti quasi insonni a causa delle gambe e dei piedi. A sto giro invece ecco bene o male cosa è successo:
dal 1° al 23° km tutto bene, ho corso serena, mi sono goduta il paesaggio e la felicità
dal 23° al 32° km la mia mente ha iniziato a remarmi contro, ho combattuto contro me stessa, ho messo in discussione tutte le mie scelte sportive degli ultimi anni con un unico grande interrogativo: machiccazzzmelofafffffffare?
dal 32° al 33°km mi sono data tempo per vedere come stavo e capire se avrei potuto accelerare, cercando di riappacificarmi con me stessa
dal 33° al 42° km mi sono spronata positivamente in un dialogo interiore svolto in terza persona, mi sono voluta bene, mi sono pompata di forza, determinazione e positività fino a tagliare il traguardo piangendo come una matta dalla felicità perché solo allora ho visto il numero sul mio orologio e ho capito quanto in un anno fossi migliorata
Credo che in parte sia dovuto al percorso. Ho sentito gli amici, e la maggior parte di chi l'ha corsa mi ha riportato la stessa dinamica: tutto bene fino al 23° poi inferno fino al 33°. Solo che dopo il 33° molti hanno mollato, la testa non gli ha retto, hanno camminato, imprecato, bofonchiato. In effetti si è partiti dal centro città, splendido, si è corso al parco della Cascine, meraviglioso, e poi lungo l'Arno e su e giù fra ponti e cavalcavia. Ma dopo il 23° il vuoto, quasi nessuno ad incitare per strada e percorso abbastanza monotono. Io sono riuscita a ripigliarmi prima del famoso maledetto cavalcavia del 34° km (che diciamocelo, è male puro) per poi rientrare in città, ma non è stato da tutti. Fra ieri e oggi ho solo i quadricipiti che palesemente mi odiano ma niente altro, sono molto stanca e stranamente ho ancora quella sensazione di machiccazzzmelofafffffffare? che non è svanita del tutto. Aspetterò paziente perché se tanto mi da tanto dopo qualche giorno senza corsa già fremerò. Ora mi godo due settimane fatte di corsette brevi e sciogligambe, per ritrovare energia e posività fino a giugnere a marzo a correre un'altra maratona nella mia città preferita al mondo: Roma.
giovedì 27 novembre 2025
Qualche giorno fa è morta una ragazza. Stava percorrendo la stessa strada che percorro io tutti i giorni almeno due volte al giorno da ormai dieci anni. Stava andando al lavoro sulla pista ciclabile, la stessa che percorro io. Stava andando in direzione periferia, la stessa in cui vado io. Stava andando in bicicletta, lo stesso mezzo che uso io. Ha attraversato sulle strisce, le stesse che uso io e un camion l'ha travolta. E' morta lì, dove passo sempre io, e questa cosa mi ha sconvolta più di quanto io riesca ad ammettere perché è capitato a lei, ma potevo davvero essere io.
mercoledì 26 novembre 2025
La straniera italiana
Da che mondo è mondo mi hanno sempre scambiato per straniera. Occhi molto scuri, grandi e profondi, capelli neri, spessi e lunghi, carnagione molto scura, tendente all'imbarazzante d'estate.. Ricordo che un'estate mi ero fatta le treccine su tutta la testa e malauguratamente finii in pronto soccorso. I sanitari comunicavano esclusivamente con il mio ragazzo di allora e alla sua domanda sul perché risposero che credevano non parlassi italiano perché era evidente che fossi sudamericana. Ricordo che c'era un periodo in cui gli indiani mi parlavano nella loro lingua credendo fossi anche io del loro paese ma ancora non mi era capitato quello che sto per raccontarvi. Ieri mi sono fermata a chiacchierare con il ragazzo di colore che chiede l'elemosina sotto casa nostra. E' un bravo ragazzo, senza un braccio e con una storia travagliata. Abbiamo provato a trovargli lavoro, a indirizzarlo verso la caritas ma ogni tre per due rimane senza e si ritrova di nuovo a dover chiedere aiuto. Lui lo sa, io non do soldi ma aiuto come posso: uno shampo, della pasta, delle medicine, quello che gli serve al momento e quando posso. Ieri ha voluto per la prima volta fare una domanda lui:
“Sei di Bologna?”
“Io? Beh sì”
“Ma di Bologna qui?”
“Beh sì... ma mio nonno era siciliano”
“Ah!! Sicilia!!! Credevo Sicilia o anche nord Africa. No Bologna. Nord Africa tu!”
Beh, essere scambiata per una nordafricana da un africano e pergiunta lontana dall'abbronzatura estiva ancora non mi era capitato.
martedì 25 novembre 2025
Abbastanza
lunedì 24 novembre 2025
Quel che è rimasto
Anche Birullulo sta crescendo. Settimana prossima compirà cinque anni e ancora non riesco a capire come sia possibile che sia già passato tutto sto tempo. Il suo linguaggio si è fatto sempre più preciso, la R sta arrivando e le parole sbagliate se ne stanno andando del tutto, sostituite da un italiano quasi perfetto. Ancora qualcosa è rimasto, qualcosa che mi guardo bene dal correggere:
sangueL – non mi chiedete perché, ma ha sempre aggiunto una L alla fine
tecolomando – è così dolce quando lo dice che non ho mai avuto il coraggio di dirgli la parola giusta
cento mila mille – ad indicare un numero davvero alto. Devo dire che questa all'inizio è venuta da me, ma ha preso piede ed è rimasta nella sua rosa delle possibilità
la salute – per indicare uno starnuto, complice il fatto che quando te ne scappa uno la prima cosa che si risponde è proprio salute. “Mamma? Ho fatto una salute!” amoremiodolce
Ahimè, non mi viene purtroppo in mente altro e già questo scarno elenco mi mette un pochino di tristezza ma ci sta. Crescono, ed è bellissimo così.
Il magazzino dei ricordi
A volte noi adulti ci dimetichiamo di usare tutti i nostri sensi. Ci basiamo semplicemente sulla vista e sull'udito, a volte sul gusto ma neanche prestandoci particolare attenzione. I bambini invece no. I bambini sono speciali, primordiali, sensibili a qualsiasi cosa. Ieri sera, mentre Birullulo era accoccolato vicino a me durante la lettura del libro per andare a letto ha iniziato a strofinare il suo nasino perfetto e piccolino sulla mia guancia, proprio come fa con la sua copertina delle coccole.
“Che fai Amore mio”
“Ti annuso Mamma”
“Mi annusi? E di cosa so?”
“Di buono. Sai di mamma”
La dolcezza che immagazzina ricordi.
mercoledì 19 novembre 2025
Secondogenita
Il mio Amore... la mia Sbibulina. Secondogenita è bella, sia dentro che fuori. Nonostante tutte intorno a lei stiano crescendo e maturando anche un po' troppo in fretta lei rimane fondamentalmente ancora una bambina. Ancora gioca col fratello e con le amiche, ancora mi cerca e si accoccola e l'ironia che da sempre la contraddistingue è ancora a pieno regime. Ieri sera, prima di andare a letto, mi chiede in modo assonnato:
“Mamma? Domani mattina svegliami alle 7.00”
“Ok”
“No ma devi proprio svegliarmi eh!”
“Eh però io ti chiamo, ti sveglio, poi tu ti giri dall'altra parte e continui a dormire e io devo andare a lavorare. Se ti chiamo e ti sveglio alzati subito”
“Eh ma mamma!! Tu devi insistere!! Perché io in quel momento sono in dormiSveglia!”
“Ehm... in cosa sei tu?”
“In dormiSveglia!”
AmoreMio... Non ce l'ho fatta a non ridere di felicità e dolcezza. Non sarò di certo io a correggere ancora un lato di innocenza fanciullesca che mi fa ricordare che bellissima bambina lei è stata.
martedì 18 novembre 2025
Per sempre
Questa mattina, mentre mi mettevo le scarpe per venire al lavoro, Birullulo mi è saltato in braccio e ha iniziato ad inondarmi di bacini.
“Che bello Amore mio... grazie. Come farò quando anche tu non verrai più a darmi i bacini? Mi mancherà tanto l'affetto vostro”
“Ma io veLLò semLe mamma a daLti i bacini”
“Eh, per sempre è tanto tempo Amore mio. Sarebbe molto bello... però una cosa la so per certo: il ricordo delle ondate dei tuoi bacini me lo porterò nel cuore per sempre. Come quello delle tue sorelle. E nessuno mai mi potrà togliere questi splendidi ricordi”
Per sempre è tanto tempo, ma io lo so per certo: sarà una delle cose che mi mancherà di più in assoluto ma che non dimenticherò mai.
Odi et amo
lunedì 17 novembre 2025
Ma no ma no è solo un dolorino...
E' iniziato tutto ieri mattina quando, scesa dal letto, ho notato un lieve male al collo. Roba da niente, nulla di grave, qualche giro d'arnica ma neanche troppo convinta. Questa mattina, ore cinque, mi sono rigirata nel letto e ZAC! Una stilettata dritta dritta nella cervicale a destra. Che dolore allucinante e immenso. Non ho potuto fare altro che alzarmi e constatare che almeno la testa ce l'avevo ancora sul collo, ma il lato positivo finiva giusto lì. Prima di andare al lavoro un bel voltaren in compresse, un bel cerotto antinfiammatorio e via a pedalare sotto la pioggia. Certo che è proprio lunedì. Certo che la settimana poteva anche iniziare meglio eh, cioè poteva anche iniziare peggio, ma pure meglio eh!
mercoledì 12 novembre 2025
Tristèssssss
Questa mattina venendo al lavoro ho assistito a una scena tristissima, o almeno per quelli della mia generazione: un camion con rimorchio stava portando via l'ultima macchinetta di foto istantanee presente nel mio quartiere. Avete presente quelle per fare le fototessere? Quelle dove per avere un ricordo di una serata ci si sbaffava dentro in cinquemila e si facevano le facce buffe? Ecco. Per quanto mi riguarda è finita un'epoca...
Bibitone
martedì 11 novembre 2025
I have a dream
Ieri ha fatto capolino la possibilità di andare a correre la maratona di New York. Assurdo. Sì. Assurdo sarebbe la parola giusta. Correre la maratona di New York non è così semplice come si possa pensare. Il numero di pettorali a disposizione è davvero minuscolo e anche se si riuscisse ad assicurarsene uno tramite la lotteria (8.000 posti a disposizione del mondo intero) occorrerebbe comunque organizzare il viaggio, il pernottamento e chi più ne ha più ne metta. La cosa più logica è dunque affidarsi a qualcuno o a una qualche agenzia che abbia a disposizione un tot numero di pettorali ma i prezzi ovviamente salgono vertiginosamente. E qui veniamo a ieri: sullo stato whatsapp di un amico pacer leggo un criptico messaggio NY coming soon. Andrà a correrla, ho pensato, e così gli ho scritto. Pare che invece la questione fosse un'altra: sta mettendo su un gruppo di runner, facendosi fare qualche preventivo qui qualche preventivo là, per poi andare nel 2026, l'anno dei miei 45 anni. Che figata. Che immensa stramaledetta figata. Ma dove li trovo io tutti quei soldi? Perchè ho fatto un minisondaggio fra le poche persone che conosco e che sono riuscite ad andare e pare che si debbano mettere in conto sui quattro-cinquemila euro, soldi che ovviamente non ho visto che a fine mese mi ritrovo sempre a non poter fare la spesa perché rischio di andare in rosso. E così ho pensato:
mancano 11 mesi. Se riuscissi a mettere da parte un pochino di soldi tutti i mesi forse. Forse cosa. Non ce la farei
se chiedessi a tutti gli amici e i parenti invece dei canonici regali di compleanno o regali di Natale di donare un pochino di soldini per NY? Non ce la farei. No. Nel caso fossi molto molto fortunata (ma non credo) sarebbe tanto riuscire a raggiungere i mille euro
e se unito a quello chiedessi al mio sponsor di darmi una piccola quota correndo la maratona con la sua maglia? No. Non ce la farei. Sarebbe comunque una quota che non credo supererebbe i cento euro a dir tanto
e se provassi con un crowdfunding? Spandessi la voce anche ai conoscenti del tipo Dai mandiamo tutti insieme B a New York a realizzare il suo sogno? Beh non credo che ce la farei comunque
e se unito a tutte queste cose (esclusa la prima che è palesemente infattibile) io pescassi da un piccolo fondo risparmi che attualmente però sto tenendo da parte visto che entro novembre andremo a rogito, inizierà l'ennesimo mutuo e abbiamo bisogno di avere le spalle un pochino (ma poco poco) coperte? Forse così ce la farei ma sarebbe da irresponsabili
Ci sono tanti se in tutto questo. Tanti desiderosi se. E poi ciò che sposta l'ago della bilancia è questo: non è che se fai il crowdfunding, chiedi i soldi al posto dei regali per questa causa, poi dici a tutti Eh no ragazzi, ho visto che proprio non ce la faccio per cui non andrò. Ieri ero abbastanza carica da voler provare comunque il tutto per tutto ma questa mattina, dopo la nottata passata a rimuginarci sopra qualcosa si è rotto. Un sogno e forse come tale è destinato a rimanere. Ne ho parlato distrattamente con mio padre in videochiamata, giusto perchè dopo avermi parlato dei suoi progetti mi ha chiesto dei miei. Mi sono sentita dire che secondo lui ci dovrei provare e che male che vada potrò sempre partire attingendo al fondo risparmi e cuna quota consistente potrebbe darmela lui in aiuto. Non me la aspettavo. Da che il sogno si era trasformato in utopia a che adesso da utopia si sta di nuovo trasformando in un sogno. Devo darmi del tempo, avrò fino a fine dicembre/inizio gennaio per decidere (o così mi ha detto l'amico). Ci devo pensare. Sarebbe molto bello ma vedo già il senso di colpa aleggiarmi sulla capa. Devo darmi tempo.
domenica 9 novembre 2025
Ciao
mercoledì 5 novembre 2025
Tciu non era megl che uan?
martedì 4 novembre 2025
Punti di vista
domenica 2 novembre 2025
Me pijji puuuuuculu?
Nel fine settimana in maniera del tutto inaspettata e casuale, io e Mr D. abbiamo incontrato un amico che non vedevamo dai tempi del liceo. Se ne stava insieme alla moglie e al figlioletto in un noto parco cittadino e ci siamo fermati a chiacchierare, io prevalentemente con la moglie decisamente più giovane e magra di me. Questa ragazza stava insieme ad un'altra mamma e abbiamo iniziato a parlare di figli e di lavoro finché mi sono dovuta assentare per evitare che mio figlio minore si spiaccicasse per terra. Appena tornata la conversazione si è volta più o meno così:
“Senti, ci chiedevamo che lavoro fai”
“Ah beh... io sono una semplice impiegata... perché?”
“Ah!! Beh in realtà avevamo scommesso su fisioterapista o personal trainer. Hai un gran fisico e poi con tre figli!! Come fai?”
“Sono maratoneta”
“Aaaaaaahhh ecco!! E blablablablabla”
La conversazione è andata avanti senza che io ci facessi molto caso, ci siamo salutati e io mi sono avviata verso casa a piedi (avevo circa una quarantina di minuti da star sola) mentre Mr D. con Birullulo erano in bicicletta. Mentre i miei piedi andavano avanti la mia testa vagava pensando al più e al meno finché non mi è venuto un semplice pensiero: Forse mi stavano prendendo per il culo. Quella mattina ero in tuta perché al parco ci ero arrivata correndo e mi ero cambiata lì sul posto, una tuta larga e ben poco accattivante. Non ho un fisico atletico, non sono magra, sono una persona normale, decisamente normopeso. E allora perché quel commento? La cosa più bella è che questo dubbio mi sia venuto dopo e non subito, sintomo del fatto che la mia autostima stia migliorando. Ma poi perché avrebbero dovuto mentire o prendermi in giro? Ci conoscevamo appena, erano simpatiche e per nulla ironiche, sorridenti e ben disposte. No. Non mi stavano prendendo in giro e di questo ne sono sicura anche se continuo a non vedere il senso di quanto chiesto visto che sicuro non sono un granché. Comunque mi accontento di essermi fatta solo venire il dubbio a posteriori e averlo subito scartato. Niente paranoie. Sto decisamente migliorando.
giovedì 30 ottobre 2025
Reciprocità
Ci sono due momenti della giornata che sono solo nostri: il primo pomeriggio e la sera poco prima di addormentarci. E guai a tardare perché nel caso verrei inseguita da un'ombra insistente fino alla realizzazione della tradizione giornaliera. Lei arriva furtiva e silenziosa, sale sul letto, sale sulla mia pancia, si spaparanza ben bene sdraiandosi in tutta la sua lunghezza su di me e comincia con le sue meravigliose fusa terapeutiche. Mentre il mio respiro la fa andare su e giù e la rilassa, il suo vibrare mi porta in uno stato di pace che solo un possessore di gatti può comprendere. Una sola parola: reciprocità.
martedì 28 ottobre 2025
Accadde di nuovo ovvero Trigger food
E' ricapitato (per capire vedere il post qui). La cosa diversa a questo giro è che ero turbata, forse ansia, forse solo agitazione.E quando sto così indovinate per vent'anni dove andavo a pescare? Eh sì. E allora sono uscita con lo scopo di andare a farmi un giretto per vedere se riuscivo a comprarmi una maglietta a maniche lunghe (ne ho solo una e inizia a far freddo... ogni tanto dovrò pure lavarla). Il risultato è stato che il mio stato d'animo non è migliorato per niente. Già avrei dovuto capirlo perché quando sto così andare a fare shopping è la cosa peggiore che io possa fare. E così mi sono diretta a fare un pochino di spesa e sì, ho preso le patatine e anche delle caramelle gommose. Sapevo di non avere fame. Sapevo di non averne voglia. Ma è come se uno schema si attivasse nel tuo cervello. Però sono arrivata a casa e mi sono chiesta: “Di che cosa ho voglia davvero?”. Non avevo fame, avevo solo voglia di due o tre carammelline gommose, e poi avevo voglia di un bel film. E così ho fatto. Ho aperto il pacchetto, ne ho scelte tre e mi sono messa a vedere un nuovo film che ancora non ero riuscita a guardare a causa dei numerosi figli. Mi sono addirittura data una carezza e mi sono detta Brava ad alta voce. Perché sì, sono stata bravissima.
Accadde prima del cambio dell'ora ovvero La dura verità
“Buongiorno amore mio, ti sei svegliato preso” dissi io a Birullulo, in piedi alle 6,45
“Sì mamma. Giochi con me?” disse Birullulo fedele alla tradizione del gioco appena svegli
“No amore mio, devo andare a lavorare” dissi io estremamente dispiaciuta, guardando il buio fuori dalla finestra
“Ma non è mica gioLno, eh!!” disse Birullulo in tutta la sua spontaneità
Come dargli torto, pensai io apprestandomi alla vestizione.
lunedì 27 ottobre 2025
Accadde due settimane fa ovvero Trigger food
Da sempre il mio “trigger food” sono le patatine. Affrontammo a lungo l'argomento in terapia all'epoca e la soluzione che mi era stata data era semplice: compera e mangia. Compera e mangia sempre, anche tutti i giorni. Stronca questo taboo e vedrai che avendo a disposizione sempre tutte le patatine che vuoi arriverà un momento in cui potrai decidere se davvero ne avrai voglia oppure no, potrai decidere di non mangiarle e di passare oltre. Quel momento è arrivato ieri, dopo anni e anni dalla fine della terapia. Mi sono ritrovata a fare la spesa per cucinare una cena al volo, cena in cui sarebbero arrivati tutti ma per il momento sarei stata sola in casa (cosa assai rara e anche quello un trigger). Tutto concorreva a rientrare nel solito schema: solitudine – patatine – cucina. E invece quando mi sono ritrovata a scegliere cosa sgranocchiare in solitaria prima del pasto ho deciso di non prendere le patatine perché non ne avevo voglia. Ho optato per qualche nocciolina salata. Cioè IO non ho preso le patatine e non ci ho neanche fatto troppo caso. O meglio mi sono accorta in quel momento che dovevo fare una scelta ma il fatto che non ne avessi voglia era così palese che è stato abbastanza naturale dire di no. So che può sembrare banale ma le patatine sono sempre state per me un comfort food che andava sempre al di là della fame e che venivano mangiate in modo compulsivo, vorace, assurdo, anche quando di fame non ne avevo. Questa, a questo punto della mia vita, in maniera così lineare e quasi casuale, proprio non me l'aspettavo e posso dire che è davvero bellissimo.
giovedì 23 ottobre 2025
Scenetta-Spider
Avete presente quella scenetta che si vede un pochino dappertutto dove vari Spider-man si vedono e si indicano a vicenda? Beh nel lungo di sabato scorso non sapevo esattamente dove andare. Ormai la mia città l'ho corsa tutta, e pure la periferia. Non avevo idee per cui ho semplicemente deciso di uscire e di correre là dove mi portava il cuore. Ho iniziato dal solito percorso visto che l'intenzione mia era di allenarmi il più possibile nei su e giù visto che pare che sia la 32 di Parma che la Maratona di Firenze non siano proprio in piano. Dopo un paio di chilometri nella mia consueta solitudine corsifera incrocio per caso una persona.
Io lo guardo.
Lui mi guarda.
Sorrisino.
Si continua.
Ci si ferma.
Ci si gira.
Ci si indica.
“Mezza di Comacchio!!”
“Mezza di Comacchio!!”
Ho chiacchierato per i sucessivi dieci minuti con questo settantenne che ha corso tutta la mezza maratona di Comacchio dietro di me e poi di fianco. Ricordavo alcuni episodi della sua vita fra i quali che ha corso non so quante volte il Passatore e mi viene spesso in mente quando penso a come mi potrò mai allenare per correrla anche io. Ricordavo anche il suo nome visto che nello sprint finale io mi sono lanciata a bomba verso il traguardo, lasciandolo indietro ma continuando a urlare il suo nome seguito da “Forza forza dai che ce la fai!!” per spronarlo ad arrivare fino alla fine. E' stata una piacevole sorpresa rivederlo. Siamo riusciti a scambiarci i numeri, ad aggiornarci sulle gare e a prometterci di vederci ogni tanto per qualche corsetta di scarico insieme. Ho così ricominciato a correre quando dopo un chilometrino incrocio per caso un'altra persona.
Io lo guardo.
Lui mi guarda.
Sorrisino.
Si continua.
Ci si ferma.
Ci si gira.
Ci si indica.
“Io ti conosco!”
“Anche io ti conosco!”
“Ma non ricordo in quale gara ti ho conosciuto”
“Neanche io”
“Buona corsa allora!”
“Anche a te!! I migliori continuano!”
“I migliori continuano!”
Ed è così che la prima parte di un lungo che si preannunciava faticoso e noioso si è trasformata in una simpatica rimatriata fra gente semi-sconosciuta.
mercoledì 22 ottobre 2025
Incidenti notturni
Nel cuore della notte mi sono svegliata abbastanza rintontita e ho visto mio figlio ormai quasi cinquenne a bordo del letto, in piedi, stile film horror di prima categoria.
“Amore mio... che succede?”
“Ma... ma... ma...”
“Amore hai la pipì?”
“Ma... ma... ma...”
“Adesso ti accompagno a fare pipì ok?”
E scendendo dal letto ecco che mi accorgo che il ragazzo sta a braghe calate ed evidentemente ha già espletato le sue funzioni vitali sul mio letto, più precisamente sulla gamba di Mr D. che continua non si sa come a russare sonoramente.
“Ah... ehm... amore... ti sei confuso? Credevi di essere in bagno?”
“Shi”
“Ok, non c'è problema, capita. Ora vieni che ti metto un bel pigiama caldo e pulito e torniamo a letto, va bene?”
“Mamma?”
“Si?”
“Sei l'AmoLe mio”
“Anche tu sei l'Amore mio, amore mio”
Dalla dolce reazione che ha avuto mi è venuto il dubbio che si aspettasse una sgridata, ma io non l'ho mai sgridato per cose del genere. Forse ora ha raggiunto la consapevolezza di aver fatto qualcosa che non si fa e sentirmi dolce e accogliente lo ha sorpreso. Non so. Ma so che dopo averlo cambiato si è addormentato come un sasso mentre io me ne sono andata dritta dritta a dormire sul divano lasciando l'ignaro Mr D. ronfante e bagnato. Almeno il divano era asciutto.
martedì 21 ottobre 2025
I sogni son desideri
Prima di andare a letto di solito faccio un passaggio veloce da tutti e tre i miei figli per dargli un bel bacio e godermeli mentre dormono o sono lì lì per. Ieri sera mi sono approcciata al letto di Secondogenita e, visto che stava dormendo tutta storta, l'ho un pelino raddrizzata.
“Mamma... Mamma...” disse lei sbiascicando
“Sì amore mio” diss'io consapevole che stesse più di là che di qua
“Mmmmmmmm... Voglio le barbie” disse la tredicenne spilungona girandosi e ripiombando nell'oblio
“Ma certo amore mio” diss'io fuggendo dalla sua camera da letto per paura di svegliarla da quanto stavo ridendo a crepapelle.
lunedì 20 ottobre 2025
L'abito non fa il monaco
Domenica ho corso la Trenta2 della Parma Marathon. Ero partita pensando che avrei fatto con calma, come in allenamento dunque. Passo leeeeeeento, cuore basso, tranquillità e serenità. E' andato tutto l'opposto. Sono stata fagocitata in un gruppo di Pacers abbastanza fuori di testa che mi hanno portato a spingere per 22km a una velocità per me assai sostenuta, per poi abbandonarmi a me stessa negli ultimi 10km (il loro percorso proseguiva dritto, il mio svoltava). Per i primi 22 dunque mi sono divertita, ho conosciuto gente, fatto balotta. Gli ultimi 10 li ho abbastanza odiati ma alla fine mi sono presa la mia bella medaglia. Come al solito poi mi aspettava un'ora di camminata fra andare dal traguardo alla stazione e poi dalla stazione a casa mia. Con i piedi che urlavano disperazione ho preso un'importante decisione: togliermi le scarpe e mettermi le infradito con i miei calzini monodita. Inguardabile ma comodo. Alle 15.30 sono arrivata alla stazione di casa, senza aver ancora pranzato, abbastanza stanca e distrutta. Mi sono rifugiata in un bar su un tavolino in solitaria quando ho visto dei ragazzi indicare i miei piedi e ridere. Chissenefrega eh. Ma gli ho voluto far presente, con ironia, risate e divertimento, che ero così gradevolmente inguardabile perché avevo appena corso una 32km e avevo appena fatto il mio record personale. Spero a
domenica 19 ottobre 2025
L'Umanità
Questa estate al mare è successa una cosa che ha scaldato il mio cuore e quello di Mr D. Ci siamo guardati negli occhi con una complicità che sono due genitori innamorati dei propri figli possono provare. Eravano in una bellissima piazzetta e davamo un occhio a Birullulo che stava giocando da solo. Gli avevamo appena comprato a meno di un euro una di quelle eliche con la lucina che si possono sparare in aria e recuperare mentre scendono. Ce la chiedeva da circa due settimane e si vedeva quanto fosse felice del suo nuovo gioco, così tanto felice che aveva deciso di non condividerlo con nessuno dei bambini sconosciuti presenti in piazza nonostante questi gli gravitassero intorno con evidenti secondi fini. Non sono intervenuta perché era palese quanto ci tenesse a giocarci da solo e ci sarebbe stato tempo, nei giorni successivi, per insegnargli la condivisione. Dopo una buona ventina di minuti in piazza è arrivata una bambina diversamente abile, con difficoltà motorie e difficoltà nell'esprimersi. Accomagnata da sua sorella più grande, si è messa a giocare lì vicino e una volta arrivata la lucina di Birullulo vicino lei ovviamente ne è stata attratta. Io e Mr D. abbiamo aspettato ad intervenire per vedere cosa sarebbe successo. Birullulo è arrivato, si è preso la sua lucetta, ha guardato la bambina e senza battere ciglio le ha dato in mano il suo gioco. La bambina non era in grado di farlo funzionare e così con pazienza si è seduto vicino a lei e le ha spiegato come fare, gliel'ha messo in mano e l'ha aiutata a tirarlo. Birullulo, quattro anni e mezzo. Il mondo sarebbe più bello se l'innocenza, il candore e la bontà dei bambini facessero parte di noi adulti.
giovedì 16 ottobre 2025
“Dì ciao Bob” - “Ciao Bob”
mercoledì 15 ottobre 2025
Nouvelle cuisine
Mia nonna parterna aveva molte qualità. Era una donna pacata, molto paziente e con un grandissimo senso pratico. Ma una cosa sicuramente non sapeva fare: cucinare. Non so dirvi se per mancanza di denaro o perché proprio lei non ci sapesse fare, fatto sta che ricordo pasta e fagioli simil-acqua, lingua lessa così, secca e servita, fegato lesso così, secco e servito, e altre ben poco simpatiche pietanze. Ieri notte tuttavia l'ho sognata: era più giovane di quanto ricordassi e aveva un bellissimo sorriso in volto. Stava informando una splendida torta salata ricotta spinaci e uova che sembrava buonissima. Mi sono svegliata con il ricordo della sua voce nelle orecchie. Sono sicura che ora, là dove è, stia facendo dei meravigliosi miracoli culinari.
martedì 14 ottobre 2025
Stracciona eco-friendly
C'è chi mi definirebbe estremamente eco-friendly, chi solo stracciona ma di fatto io non compro vestiti. Il 95% delle cose che indosso sono usate, passate da amici, parenti o conoscenti che annoiati me le hanno date sicuri che ne avrei fatto buon uso. Ad eccezione dunque della biancheria intima, il mio armadio è un'accozzaglia di roba quasi mai scelta e assolutamente essenziale tant'è che il famoso cambio di stagione si riduce a una decina di minuti impiegati giusto per spostare quelle due cose che ho da una parte all'altra di un armadio a un'anta. Da un certo punto di vista questa cosa mi piace davvero tanto, le cose mi durano decenni e quasi mai sento necessità di comprare qualcosa di nuovo, ma ci sono giorni invece che la cosa mi pesa. Non so capire se coincidano con oscillazioni ormonali da oggimivedopropriocessa oppure no ma in genere basta un orecchino abbinato a una sciarpa per farmi ritrovare l'equilibrio. Non male dai.
lunedì 13 ottobre 2025
Assonanze
“Allora Birullulo facciamo un gioco. Io ti dico una serie di parole e tu mi devi dire che numero ti ricordano, ok?”
“Sì”
“Hai capito il gioco?”
“Sì”
“Allora. Prima ripassiamo i numeri che sono 1 – 2 – 3 – 4 – 5 – 6 – 7 – 8 – 9 – 10. Ok?”
“Sì”
“Allora ti dico delle parole e tu dimmi che numero ti ricordano”
“Sì”
“Bassotto.... cerotto... biscotto... canotto”
… … …
“Te le ripeto amore: BassOTTO, cerOTTO, biscOTTO, canOTTO. Che numero ti viene in mente?”
“27”
Ooooooook.
domenica 12 ottobre 2025
Rabbia
giovedì 9 ottobre 2025
Neologismi birulluleschi
“Maaaaaaamma!!!”
“Sì Birullulo?”
“Sto male male male!!”
“Beh, e che hai!”
“Ho il caNotto!!”
“Ehm... scusa?”
“Il caNotto mamma!”
“Il CANOTTO?”
“Sì. Ho tanto tanto tanto mal di pancia”
Non nascondo di averci messo 10 minuti buoni prima di comprendere che bastava sostutire la sua N con una G.
mercoledì 8 ottobre 2025
L'ignuraaaanza
martedì 7 ottobre 2025
Tecniche sopraffine
Dammi un RRRRRR – Un che? - Un RRRRRRR
Ieri Birullulo ha detto la sua prima R. Ricordo che le ragazze la dissero intorno ai 4 anni, ricordo in particolare Primogenita visto che ha un nome e un cognome che di R ne ha parecchie ed ero abbastanza terrorizzata che mi crescesse con la R moscia. Ieri dunque è stato il turno del piccolino, che ha arrotato un sonoro quattRo. Sta davvero davvero crescendo tanto, l'Amore mio.
domenica 5 ottobre 2025
Umana gente bel paese
La corsa assume un significato diverso per ognuno di noi. Per me è concentrazione, meditazione, solitudine, sfida, felicità, autoascolto. Ma mai mi sarei immaginata che la corsa potesse regalarmi qualcosa di più. Sono quasi dieci anni che corro lunghe distante e con costanza ma pensavo che ormai fosse tutto qui. E invece no. Perché nelle lunghe distanze in gara ci si ritrova quasi sempre di fianco a persone sconosciute che hanno il tuo stesso ritmo o che si incollano a te per tenere il tuo stesso ritmo ed essere spronate ad arrivare fino in fondo. E se a quelle persone regali spazio puoi conoscere le loro storie, le loro vite, i loro sogni, il loro passato e i loro desideri di futuro. Alla Cesena-Cesenatico mi si è affiancato ad esempio un signore. 79 anni, medico in pensione, a 18 anni è partito dalla Siria per venire a studiare a Bologna considerata già all'epoca una delle migliori università possibili. Mi ha raccontato la storia d'amore con sua moglie, un colpo di fulmine quando lui aveva appena 19 anni e lei 17. Mi ha raccontato come da quel momento non si siano più separati tant'è che lei lo avrebbe poi accolto al traguardo. Primo, secondo o al massimo terzo nella sua categoria, questo pensionato super in forma ha regalato la sua storia a me, una perfetta sconosciuta che lo ha spronato fino al 16° chilometro per poi salutarlo e accelerare verso il traguardo. E chi avrebbe mai pensato che la corsa fosse anche questo: conoscenza dell'altro.
giovedì 2 ottobre 2025
La magia delle scarpe
Rispondo a una domanda di qualche giorno fa: Ma come faccio a far durare così tanto un paio di scarpe? (vedi post qui).
In effetti un paio di scarpe mi dura davvero tantissimo ma fondamentalmente è perché corro. Io corro corro corro e macino chilometri e chilometri e chilometri sia che io mi stia allenando per una maratona sia che io stia semplicemente nei mesi di scarico. Nel periodo più intenso che va dall'autunno alla primavera compresi, dopo essermi allenata, la maggior parte delle volte ho male alle dita e non posso fare altro che fare una semplice cosa: non mettermi le scarpe. E se proprio devo uscire mi metto o delle infradito (così le mie dita non sbattono contro nulla) oppure delle altre scarpe da corsa che ormai non uso più perché scariche (e come è noto le scarpe da corsa vanno prese più grandi per cui le mie dita non toccano quasi). Se sommiamo tutto si può ben capire quanto in realtà nell'arco di un anno io usi pochissimo le scarpe “tradizionali”. Avevo ad esempio un paio di Vans passate da Primogenita che, nella fase di crescita del piede, non le stavano più. Le ho prese io che erano già belle sfatte ma è stato bellissimo: erano diventate le mie scarpe comfort zone. Dopo la corsa per uscire mi mettevo sempre quelle perché piatte sotto e larghe sulle punte. Mi saranno durate sì e no due anni. E' vero che mi erano già arrivate sbrindellate ma io ci ho dato una bella botta. In conclusione nessuna magia: solo infradito e scarpe da corsa vecchiarelle e voilà! Tutto il resto si usa meno.
mercoledì 1 ottobre 2025
Il giudizio di me stessa su me stessa
Decenni e decenni di disturbi alimentari, decenni e decenni di visione distorta del mio corpo seguiti da anni e anni di terapia mi hanno portata ad oggi ad uno strano equilibrio che non ho idea di quanto possa durare perché di fatto non ci penso e non ne ho piena consapevolezza. Mi sono resa conto infatti che quasi sempre mi vado bene così. Non che il mio fisico sia cambiato o che io mi veda più magra di quanto non vedessi prima, semplicemente non mi interessa, non do peso al mio giudizio su me stessa. Ed è questa la grande rivoluzione. Perché io sono sempre stata il peggior giudice, sempre presente, costantemente con gli occhi d'avvoltoio puntanti su di me a scovare ogni minimo difetto, ogni imperfezione, ogni piega. Ci sono giorni ovviamente che mi vedo proprio cessa, oh, capita bene o male a tutti credo. Però mi rendo conto che non dipende da me e che semplicemente è una visione distorta che ho in quel momento causata o dalla stanchezza o semplicemente dagli ormoni. Non mi scoraggio, non mi deprimo, ma semplicemente accetto queste giornate con la consapevolezza che non sono altro che momenti e che in breve tempo passeranno. Non do dunque più peso al giudizio che do di me stessa su me stessa e per me tutto questo è davvero un enorme passo avanti verso la serenità.
martedì 30 settembre 2025
PrimogenitaSbeung
Da quando era piccola Primogenita è stata soprannominata PrimogenitaSbeung per la sua assurda capacità di sbattere da qualsiasi parte senza particolare motivazione. Ricordo perfettamente la prima volta che in chiesa il Don decise di affidarle il candelabro. Io e Mr D. siamo stati tutta la messa con il fiato sospeso aspettando l'inevitabile incendio che avrebbe provocato, osservando la fiammela oscillare da una parte all'altra di nostra figlia col terrore nei nostri occhi. Sono passati 17 anni dalla sua nascita ma la ragazza sembra non essere cambiata di molto. Ieri, al rientro a piedi da scuola, è scivolata sulla vernice fresca delle strisce blu in strada. La furbona ha fatto un bel capitombolo, sfrombolando a terra fra la preoccupazione dei passanti. Al di là del fatto che almeno un cartello con sopra scritto Vernice fresca avrebbero potuto metterlo, per fortuna lei non si è fatta nulla ma ha irrimediabilmente colorato i suoi pantaloni preferiti e, ahimè, le mie uniche scarpe mezza stagione. Chi mi conosce sa che ho un solo paio di scarpe per stagione che di solito mi durano in media una decina di anni, molto spesso di più. Le avevo comprate tre anni fa. Sigh. La vernice utilizzata sull'asfalto pare non vada via con nulla, manco invocando tutti i santi del paradiso. Grazie PrimogenitaSbeung.
lunedì 29 settembre 2025
Morning routine
domenica 28 settembre 2025
C'è aria di... cambiamenti
Non so se sia la fase di passaggio, io davvero non lo so. Secondogenita è sempre stata una bambina dal carattere molto forte sebbene sotto sotto nasconda una tenerezza e una insicurezza che solo una mamma può cogliere. E' una di quelle persone che quando dice una cosa quella è, e che magari per ribadirla lo dice in modo imperativo, poco gentile, focoso. La ragazzina che fino a qualche settimana fa era a tratti sgodevole, rispondeva male e d'impulso e a volte mi chiedeva incredula come mai non ci sopportasse, oggi sembra essere sparita. Al suo posto mi ritrovo una figlia educata, pacata, che mi ringrazia per le piccole cose che faccio per lei. Si avvicina per abbracciarmi e darmi anche solo un bacio della buona notte e mi chiede scusa se qualcosa mi ha dato fastidio. Non la riconosco quasi più. Lei che da quando aveva 4 anni mi ha sempre risposto di pancia, con modi a tratti bruschi e determinati, ora pare proprio un'altra persona. A volte vorrei che questa fosse lei, equilibrata e dolce, ma mi rendo conto che è più probabile che sia una fase di passaggio fra quella che è stata la preadolescenza (e che a quanto pare si è conclusa) e quella che sarà l'adolescenza (che ancora non è iniziata). Comunque non ha senso arrovellarsi, meglio godersi questa meravigliosa, splendida, dolcissima personcina che ora è. Tanto io, in qualsiasi modo lei sia, in qualsiasi modo lei si comporti, io la amo di quell'amore incondizionato, infinito, immenso che solo una mamma può provare.
giovedì 25 settembre 2025
Io e la mia signorina
Non passa giorno che io sia contenta della scelta che ho fatto nel lontano 2011. Sembra strano visto che non sempre c'è bel tempo. Ma anche quanto piove, quando nevica, quando diluvia, io sono contenta di non avere la macchina e di spostarmi solo in bici. Perché poi li vedi eh, gli automobilisti che imprecano per il troppo traffico mentre tu passi di lato, i poveri matti che sotto casa girano ore per trovare un buco di parcheggio. Io amo la bici. Amo il freddo pungente sul viso in pieno inverno, amo il sudore che gocciola sulla schiena in piena estate, amo persino quando varco la soglia di casa completamente zuppa mentre mi si potrebbe strizzare dalla testa ai piedi per ottenere un altro Lago di Garda. Io e la mia signorina stiamo bene insieme.
mercoledì 24 settembre 2025
La quiete prima della tempesta
Chi ha figli sa che la quiete in casa non è mai sinonimo di belle cose. E' come quando presagisci una tempesta anche se tutto appare stranamente sereno. Ecco. Ultimamente in casa regna una quiete meravigliosa e stranamente strana. Birullulo è il solito quattrenne quasi cinquenne. E' un bambino vivace ma sostanzialmente buono, capricci ne fa pochi ed è di una tenerezza e affettuosità infinita. Secondogenita, colei che è sempre stata quella caratterialmente più forte, è in una fase tranquilla (ne parlerò meglio in un post dedicato). Lei che da quando aveva 4 anni faceva sempre sentire la sua con modi discutibili, lei che se decide che il sole è blu è blu e basta, lei determinata e testona, è in una fase bellissima in cui mi abbraccia e mi bacia spesso, mi chiede scusa se sbaglia e mi ringrazia se le uso una qualsiasi cortesia. Primogenita da quando è stata cambiata di sezione è rinata. Torna a casa sorridente, ci racconta stupita di professori che spiegano e che addirittura rispondono alle sue domande e di compagni di classe che non la ignorano (deve aver passato lo scorso anno in un vero inferno, poverina). Insomma ultimamente i miei figli vivono in uno strano, pacato, equilibrio che mi fa domandare quando arriverà poi la prossima tempesta perché se una cosa la genitorialità ci ha insegnato è che non c'è mai monotonia e noia e che, dopo la quiete, di solito arriva la frizzante tempesta.
martedì 23 settembre 2025
La stagione
In realtà la stagione è iniziata il 14 settembre con la mezza maratona Cesena-Cesenatico ma il duro lavoro inizia ufficialmente da oggi. Purtroppo quest'anno niente più venerdì di ferie, il sabato esce Mr D. in bici per cui i lunghi e i lunghissimi mi tocca correrli alla domenica. Questa cosa non mi sconfinfera per niente perché mentre prima avevo uno-due giorni per ripigliarmi, correndo alla domenica e il giorno dopo essendo al lavoro sarò più stanca del solito perché non avrò possibilità di riposo. Poco male, si corre verso la 32 di Parma e la Maratona di Firenze.
Give peace a chance
venerdì 19 settembre 2025
Soffro di perdite di memoria a medio termine
- dimenticare dove ho messo una cosa. Esempio: ho acquistato dei bellissimi cerotti colorati per Birullulo e non li ho messi in mezzo ai cerotti proprio perché il ragazzo, arrivando con le sue manine lì dove non dovrebbe arrivare, li userebbe tutti come stickers. Li metto QUI così non ci arriva e non li spreca. Sono dieci giorni che li sto cercando e ancora non li ho trovati
- dimenticare dove ho spostato una cosa. Esempio: il sacco dei vestiti per la materna di Birullulo è sempre stato insieme agli asciugamani nel cassetto. Ma non sarebbe moooooolto più comodo metterlo QUI? E' da quando è iniziata la scuola che non so dove cavolo io l'abbia messo. Non lo troverò mai più
- dimenticare una cosa. Esempio: mentre pulisco casa penso a un altro possibile argomento per un post qui sul blog, ma non ha mica senso scrivermelo. Questa SICURO me la ricordo. E poi i giorni successivi mi arroverello il cervello per cercare di ricordare una cosa che probabilmente è davvero inutile e stupida.
giovedì 18 settembre 2025
Invidia?
- 4,30: sveglia e bagno
- 5,00.: colazione
- 5,30: bagno e vestizione
- 5,45: camminata di un paio di chilometri
- 6,00: pullman da Cesenatico a Cesena
- 6,40: arrivo a Cesenatico
- 6,40-7,50: riscaldamento e numerose tappe al bagno
- 8,00: partenza
- 8,00-10,25: 21k di corsa
- 10,30-11,30: stretching, chiacchiere, cibo, acqua
- 11,30-12,15 : valigia al volo e procacciamento pranzo in qualche chioschetto
- 12,15-13,15: camminata (sì, un'ora di camminata dopo aver corso 21km) fino alla stazione
- 13,20-14,55: treno con aria condizionata che alterna sparaghiaccio a pompe funebri di calore
- 15,00-15,30: camminata (sì, un'altra mezz'ora di camminata) fino a casa
- 15,35-21,00: tramtram famigliare fino a sera
- 21,01: nanna
