In questi anni di
DCA ne ho viste di cotte e di crude ma ancora questa non mi era mai
capitata. Son tre giorni, infatti, che non mi sento tanto bene. Ieri
avevo comunque fissato un appuntamento con la Dottoressa perché
(evviva) ho finito finalmente tutti i farmaci che mi avevano
appioppato e sono approdata nel magico periodo senza farmaci nel
quale, come era prevedibile, i sintomi della gastrite si sono
accentuati e la dieta ferrea a volte non è sufficiente. Per cui,
avendo fissato l'appuntamento, ne ho approfittato per descrivere i
sintomi di questa nuova fastidiosa sensazione: per spiegarla in modo
semplice è come se avessi due dita che mi premono alla base del pomo
d'adamo, come se avessi un boccone di cibo proprio lì, che non mi fa
deglutire bene e che, quando inspiro, fa in modo che passi meno aria.
“Beh, signora, il
termine medico per descrivere quello che ha è: Bolo distopico”
“Distopico?”
“Esatto”
“Cioè vuole dire
che non esiste?”
“Esatto. O meglio
non proprio. Lei ha una contrazione dei muscoli in quella zona che fa
sì che lei senta come se le premessero delle dita, come se avesse un
bolo alimentare fermo lì ma in realtà non c'è. E' solo una forma
d'ansia”
“Sì ma la
sensazione fisica è reale, passa meno aria, ed è una sensazione
costante che non sparisce mai”
“Esatto. A
livello fisico però è solo una contrazione dei muscoli, deve
lavorarci insieme alla psicologa per capire cosa le provoca questa
particolare forma d'ansia”
Bah. Questa poi.
Non vorrei essere fraintesa: sono contenta che non ci sia una causa
fisica ma mi fa davvero strano. Le forme d'ansia alle quali sono
abituata io si manifestano con sensazioni di soffocamento,
palpitazioni, nausea e di solito vanno ad ondate e ti colpiscono
quando meno me le aspetto. Questa invece è sempre presente da tre
giorni, è lì, fastidiosa e fissa. Francamente questa mi mancava.