giovedì 28 febbraio 2013


“Mamma, sei bellissima anche se hai il culone grosso”
Ringrazia che sei mia figlia, Piccola Peste, sennò avrei attaccato diritta alla giugulare.

martedì 26 febbraio 2013


Un commento parrebbe doveroso, se non altro per i tre giorni da segretaria di seggio che mi sono fatta come ogni santa elezione che si rispetti. In realtà non saprei cosa dire. In casa mia alla mattina la televisione è taboo, è il mostro nero risucchiatore di energie che non può e non deve essere acceso prima del TG dell’una. E invece stamattina, ore 8:00, eccolo lì, coi suoi colori sgargianti e la sua voce squillante. La Pimpante Piccola Peste non si aspettava la rottura di una delle regole base della famiglia, e neanche ha provato a protestare. Dopo venti minuti però qualcosa di assonnato è uscito con la sua vocina:
“Mamma? Ma chi è poi ‘sto Berlusconi?”
“Aaaaahhh!! Si si, ho capito, quello azzurro… E Grillo è quel signore che urla sempre e ha in testa tanti tanti tanti capelli?”
“Aaaaaahhh!!! E chi ha vinto?  Il Grillo giallo? No perché a me piaceva il fucsia, io tenevo per quello fucsia. Chi è quello fucsia?”
“Aaaaaahhhh!!! Ma chi è il fucsia Giannino mamma, no perché non si è ancora visto nessuno coi baffi lunghi lunghi”
Vedere la politica come un gioco di arcobaleno renderebbe il mondo molto più colorato.

venerdì 22 febbraio 2013

La forza delle donne


Al secondo giro me lo ricordo bene il dolore. Con la prima già il giorno stesso sarei stata pronta a fare altri cento figli, con la seconda un po’ meno. Mi ricordo le urla di carica, la forza sprigionata, il dolore e la vittoria. Ma sono passati solo sette mesi, e già il ricordo della fatica dolorosa ha lasciato spazio a un momento magico, indimenticabile e unico. E di nuovo la natura insegna.
Qualsiasi cosa accada, qualsiasi cosa succeda, ho due momenti nella mia vita che saranno sempre pronti, con i loro ricordi, a darmi tutta la gioia, la carica e l’amore possibile. E nessuno mai potrà togliermeli. Nessuno

giovedì 21 febbraio 2013


“Almeno un maschietto, uno solo! E invece no, tre femmine ho e per giunta tutte uguali”
“Papà, il tuo destino è segnato”

mercoledì 20 febbraio 2013

E son sette


Quando sei al primo figlio il tempo pare non scorra mai. Ti senti come se non dormissi da una vita, come se tutto scorresse così lentamente da non tornare mai più come prima. Con il secondo figlio è il contrario. Il tempo scorre troppo in fretta e la sensazione è quella di non riuscire a godere appieno di quello che ti è stato donato. Il giorno prima hai partorito, il giorno dopo tuo figlio va alle elementari ti porta a casa la sua prima fidanzatina e tu ti chiedi dove cavolo siano finiti tutti quegli anni.
Oggi la mia Titutì compie sette mesi, sette mesi di puro amore incondizionato, sette mesi di gioia incomparabile, di felicità suprema, di dolcezza e comprensione. Oggi la mia Bubolina compie sette mesi e continuo a sentirmi la donna più fortunata del pianeta, perché non esiste amore più grande, non esiste affetto più grande, non esiste sentimento più grande.
Perché è un sentimento che va al di là dell’umana comprensione.

martedì 19 febbraio 2013


“Maaaaaamma? Tu sei bella bella bella bella bella come un arcobaleno!”
E poi ti chiedi come faranno ad infinocchiarti?

lunedì 18 febbraio 2013

La bocca della verità


“Amore? Ma è più bello il papà o la mamma?”
“Ma papà e' ovvio! È più bella la mamma! Hai visto come è fatta lei e come sei fatto tu?”

giovedì 14 febbraio 2013


“Maaaaamma? Mi sa che quella scimmia è più bella di te”
“Ma no! Maddai!! Ma scusa eh!?”
“Ma mamma! Ho detto MI SA, ho detto MI SA che vuol dire che tu sei più bella”
Da grande sarà un'ottima politica

mercoledì 13 febbraio 2013

La prima volta

C’è sempre una prima volta, ma a questo giro la mia prima volta è stata una seconda volta. Perché ci ero già passata, quattro anni fa. Occhioni lucidi, gote rossissime, sospetto silenzio e un piccolo corpicino bollente immobile se non per lo sbattere stanco delle palpebre. La prima febbre del proprio cucciolo non si scorda mai, compresa l’ingiustificata ansia che inevitabilmente ne deriva.

lunedì 11 febbraio 2013

Sarà che sono stata abituata fin troppo bene, ma il carnevale dei bambini nella Rossa è qualcosa di assolutamente orripilante. Ieri, presi dalla foga delle stelle filanti, dei coriandoli, dei costumi e dell’allegria, la famigghia si è mossa al completo migrando verso Plaza Mayor. Lo spettacolo è stato quantomai squallido. Sul primo carro un panzone sessantenne esplorava con la sua splendida manina le parti recondite del suo corpo per accertarsi che i suoi genitali fossero ancora lì; sul secondo carro musica house; sul terzo carro un’adolescente vestita da Cat Woman con il fisico da Miss Doubtfire invitava i presenti a seguire le sue mosse osé; sul quarto carro si sparavano word star, copie taroccate delle ben più famose supertele; sul quinto carro il vocalist sponsorizzava il suo agriturismo nel quale, a detta sua, si faceva di tutto, ma proprio di tutto; sul sesto carro… no, non c’era neanche un sesto carro.
Francamente domenica prossima me la passo a poltrire sul divano.

giovedì 7 febbraio 2013

2.32 a.m.


“Maaaaamma?”
“mmmmmmmhh”
“Voglio dormire con voi nel lettone”
“Assolutamente NO”
“Maddai amore mio, la Piccola Peste non ce lo chiede mai, la riaccompagno io quando si riaddormenta”
“Maaaamma?”
“mmmmmmh”
“Voglio ritornare a dormire nel mio letto. Papà russa troppo”

mercoledì 6 febbraio 2013


In casa mia coi gusti musicali non si va d'accordo: chi vuole sentire jazz, chi i puffi, chi l'heavy metal. Solo lui ci mette tutti d'accordo. Grazie Bob.

martedì 5 febbraio 2013


“Piccola Peste? È meglio Mario, Pierluigi, Antonio, Silvio o Beppe?”
“Piergigi”
Cambiando l'ordine dei fattori, il risultato cambia

lunedì 4 febbraio 2013


“Piccola Peste aiutami tu. È meglio Antonio, Pierluigi, Beppe, Mario, Oscar o Silvio?”
”Silvio”
=_='

venerdì 1 febbraio 2013


È una sensazione strana, un misto fra senso di colpa e fugacità. Mi prende allo stomaco, mi fa mangiare le unghie e salire l’ansia. Mi ricavo qualche oretta per me fra un pasto e l’altro, fra una lavatrice e l’altra, fra una poppata e l’altra e inevitabilmente eccola, la sensazione di non godere appieno delle mie figlie, la sensazione che tutto comunque vada troppo in fretta, che io mi stia perdendo secondi preziosi di anni che, alla fine, non ritorneranno mai più. Pessimismo o consapevolezza?