martedì 30 settembre 2025

PrimogenitaSbeung

Da quando era piccola Primogenita è stata soprannominata PrimogenitaSbeung per la sua assurda capacità di sbattere da qualsiasi parte senza particolare motivazione. Ricordo perfettamente la prima volta che in chiesa il Don decise di affidarle il candelabro. Io e Mr D. siamo stati tutta la messa con il fiato sospeso aspettando l'inevitabile incendio che avrebbe provocato, osservando la fiammela oscillare da una parte all'altra di nostra figlia col terrore nei nostri occhi. Sono passati 17 anni dalla sua nascita ma la ragazza sembra non essere cambiata di molto. Ieri, al rientro a piedi da scuola, è scivolata sulla vernice fresca delle strisce blu in strada. La furbona ha fatto un bel capitombolo, sfrombolando a terra fra la preoccupazione dei passanti. Al di là del fatto che almeno un cartello con sopra scritto Vernice fresca avrebbero potuto metterlo, per fortuna lei non si è fatta nulla ma ha irrimediabilmente colorato i suoi pantaloni preferiti e, ahimè, le mie uniche scarpe mezza stagione. Chi mi conosce sa che ho un solo paio di scarpe per stagione che di solito mi durano in media una decina di anni, molto spesso di più. Le avevo comprate tre anni fa. Sigh. La vernice utilizzata sull'asfalto pare non vada via con nulla, manco invocando tutti i santi del paradiso. Grazie PrimogenitaSbeung.

lunedì 29 settembre 2025

Morning routine

Le persone normali hanno una loro morning routine che sono sicura essere diversa dalla mia. Io da anni faccio sempre la stessa cosa, e a volte manco quella. Per elemosinare qualche minuto in più a letto e per non fare le cose di fretta, beh, preferisco non farle. Ci sono mattine infatti che esco da casa senza aver fatto nulla e quando scrivo nulla è davvero nulla. Mi alzo, mi vesto coi soliti quattro stracci (perché sì, ho davvero pochissimi vestiti), inforco la bici e inizio a pedalare. Arrivo al lavoro che non solo non ho fatto colazione, ma non mi sono neanche lavata denti e faccia. La fortuna vuole che io lavori da sola per cui appena varco la porta dell'ufficio e timbro il cartellino, posso recarmi in bagno, lavarmi, pettinarmi i capelli (ma 90 volte su 100 non lo faccio MAI), mettere su l'acqua nel bollitore e farmi il te con i biscotti che mi sono portata da casa. Non sarei molto instagrammabile. Decisamente no.

domenica 28 settembre 2025

C'è aria di... cambiamenti

Non so se sia la fase di passaggio, io davvero non lo so. Secondogenita è sempre stata una bambina dal carattere molto forte sebbene sotto sotto nasconda una tenerezza e una insicurezza che solo una mamma può cogliere. E' una di quelle persone che quando dice una cosa quella è, e che magari per ribadirla lo dice in modo imperativo, poco gentile, focoso. La ragazzina che fino a qualche settimana fa era a tratti sgodevole, rispondeva male e d'impulso e a volte mi chiedeva incredula come mai non ci sopportasse, oggi sembra essere sparita. Al suo posto mi ritrovo una figlia educata, pacata, che mi ringrazia per le piccole cose che faccio per lei. Si avvicina per abbracciarmi e darmi anche solo un bacio della buona notte e mi chiede scusa se qualcosa mi ha dato fastidio. Non la riconosco quasi più. Lei che da quando aveva 4 anni mi ha sempre risposto di pancia, con modi a tratti bruschi e determinati, ora pare proprio un'altra persona. A volte vorrei che questa fosse lei, equilibrata e dolce, ma mi rendo conto che è più probabile che sia una fase di passaggio fra quella che è stata la preadolescenza (e che a quanto pare si è conclusa) e quella che sarà l'adolescenza (che ancora non è iniziata). Comunque non ha senso arrovellarsi, meglio godersi questa meravigliosa, splendida, dolcissima personcina che ora è. Tanto io, in qualsiasi modo lei sia, in qualsiasi modo lei si comporti, io la amo di quell'amore incondizionato, infinito, immenso che solo una mamma può provare.

giovedì 25 settembre 2025

Io e la mia signorina

Non passa giorno che io sia contenta della scelta che ho fatto nel lontano 2011. Sembra strano visto che non sempre c'è bel tempo. Ma anche quanto piove, quando nevica, quando diluvia, io sono contenta di non avere la macchina e di spostarmi solo in bici. Perché poi li vedi eh, gli automobilisti che imprecano per il troppo traffico mentre tu passi di lato, i poveri matti che sotto casa girano ore per trovare un buco di parcheggio. Io amo la bici. Amo il freddo pungente sul viso in pieno inverno, amo il sudore che gocciola sulla schiena in piena estate, amo persino quando varco la soglia di casa completamente zuppa mentre mi si potrebbe strizzare dalla testa ai piedi per ottenere un altro Lago di Garda. Io e la mia signorina stiamo bene insieme.

mercoledì 24 settembre 2025

La quiete prima della tempesta

Chi ha figli sa che la quiete in casa non è mai sinonimo di belle cose. E' come quando presagisci una tempesta anche se tutto appare stranamente sereno. Ecco. Ultimamente in casa regna una quiete meravigliosa e stranamente strana. Birullulo è il solito quattrenne quasi cinquenne. E' un bambino vivace ma sostanzialmente buono, capricci ne fa pochi ed è di una tenerezza e affettuosità infinita. Secondogenita, colei che è sempre stata quella caratterialmente più forte, è in una fase tranquilla (ne parlerò meglio in un post dedicato). Lei che da quando aveva 4 anni faceva sempre sentire la sua con modi discutibili, lei che se decide che il sole è blu è blu e basta, lei determinata e testona, è in una fase bellissima in cui mi abbraccia e mi bacia spesso, mi chiede scusa se sbaglia e mi ringrazia se le uso una qualsiasi cortesia. Primogenita da quando è stata cambiata di sezione è rinata. Torna a casa sorridente, ci racconta stupita di professori che spiegano e che addirittura rispondono alle sue domande e di compagni di classe che non la ignorano (deve aver passato lo scorso anno in un vero inferno, poverina). Insomma ultimamente i miei figli vivono in uno strano, pacato, equilibrio che mi fa domandare quando arriverà poi la prossima tempesta perché se una cosa la genitorialità ci ha insegnato è che non c'è mai monotonia e noia e che, dopo la quiete, di solito arriva la frizzante tempesta.

martedì 23 settembre 2025

La stagione

In realtà la stagione è iniziata il 14 settembre con la mezza maratona Cesena-Cesenatico ma il duro lavoro inizia ufficialmente da oggi. Purtroppo quest'anno niente più venerdì di ferie, il sabato esce Mr D. in bici per cui i lunghi e i lunghissimi mi tocca correrli alla domenica. Questa cosa non mi sconfinfera per niente perché mentre prima avevo uno-due giorni per ripigliarmi, correndo alla domenica e il giorno dopo essendo al lavoro sarò più stanca del solito perché non avrò possibilità di riposo. Poco male, si corre verso la 32 di Parma e la Maratona di Firenze.

Give peace a chance

Non si tratta di politica, di destra o di sinistra. Non si tratta di chi vince o chi perde. Si tratta solo di umanità. Ho 44 anni e qualche manifestazione in vita mia l'ho fatta ma bene o male quelle a cui partecipo hanno sempre lo stesso contenuto: ambiente – pace. In tutti questi anni non mi era mai capitato di dover fare sciopero dal lavoro perché bene o male ero sempre riuscita ad incastrare tutto questo al di fuori degli orari lavorativi ma ieri così non è stato e per la prima volta ho dovuto chiedere al datore di lavoro come diavolo funziona il tutto. In realtà molto semplice: non ti presenti, busta paga decurtata. Poco male. C'ero anche io ieri a manifestare con mezza Italia, ma non è da me manifestare per la potica o per opporsi alla politica. Ieri sono scesa in piazza per qualcosa che dovrebbe essere scontato ma che in realtà non lo è, nonostante la storia di insegni altrimenti, nonostante la nostra umanità richieda altro: la pace. Chissenefrega di chi sta dalla parte di chi, chissenefrega chi vince o chi perde, perché in fondo perdiamo tutti, ma davvero tutti.

 


venerdì 19 settembre 2025

Soffro di perdite di memoria a medio termine

Qui si peggiora, e di tanto. La cosa mi turba parecchio perché sono sempre stata una persona estremamente precisa, con una memoria di ferro, sicura di me stessa così tanto da non avere oscillazioni, da sapere esattamente e con puntualità dove avevo messo una cosa, cosa avevo detto o fatto quel giorno e cosa avrei dovuto fare in quel dato momento nei giorni a venire. E adesso che questa sta mostrando evidenti segni di cedimento mi sta cadendo il terreno sotto i piedi. Potrei fare miliardi di esempi ma quelli che mi succedono più spesso sono:
  • dimenticare dove ho messo una cosa. Esempio: ho acquistato dei bellissimi cerotti colorati per Birullulo e non li ho messi in mezzo ai cerotti proprio perché il ragazzo, arrivando con le sue manine lì dove non dovrebbe arrivare, li userebbe tutti come stickers. Li metto QUI così non ci arriva e non li spreca. Sono dieci giorni che li sto cercando e ancora non li ho trovati
  • dimenticare dove ho spostato una cosa. Esempio: il sacco dei vestiti per la materna di Birullulo è sempre stato insieme agli asciugamani nel cassetto. Ma non sarebbe moooooolto più comodo metterlo QUI? E' da quando è iniziata la scuola che non so dove cavolo io l'abbia messo. Non lo troverò mai più
  • dimenticare una cosa. Esempio: mentre pulisco casa penso a un altro possibile argomento per un post qui sul blog, ma non ha mica senso scrivermelo. Questa SICURO me la ricordo. E poi i giorni successivi mi arroverello il cervello per cercare di ricordare una cosa che probabilmente è davvero inutile e stupida.
Una volta non era così. Una volta mi ricordavo tutto, pure troppo. Non avevo bisogno di segnarmi niente e, cosa meravigliosa, ero sempre molto sicura di quello che dicevo, non potevo sbagliare perché la mia memoria era di ferro. Non so se sia l'età, il numero crescente di impegni o semplicemente la stanchezza, ma qui si perdono colpi.

giovedì 18 settembre 2025

Invidia?

Domenica scorsa ho corso la mezza maratona di Cesena-Cesenatico. Sono stata via esattamente 24 ore ed è stato un vero tour de forces. E' stata una corsa bellissima, fatta di felicità, risate, concentrazione, stanchezza e record personali. Quando la gente al parco mi chiede come è andata e io al volo rispondo “molto bene” il commento che sento più spesso è “che invidia!” ma quello che le persone non sanno è la mole di sacrifici e stanchezza che si cela dietro a una corsa del genere (oltre al fatto che chiunque ci si potrebbe mettere dietro). Facciamo un esempio. Domenica scorsa:
  • 4,30: sveglia e bagno
  • 5,00.: colazione
  • 5,30: bagno e vestizione
  • 5,45: camminata di un paio di chilometri
  • 6,00: pullman da Cesenatico a Cesena
  • 6,40: arrivo a Cesenatico
  • 6,40-7,50: riscaldamento e numerose tappe al bagno
  • 8,00: partenza
  • 8,00-10,25: 21k di corsa
  • 10,30-11,30: stretching, chiacchiere, cibo, acqua
  • 11,30-12,15 : valigia al volo e procacciamento pranzo in qualche chioschetto
  • 12,15-13,15: camminata (sì, un'ora di camminata dopo aver corso 21km) fino alla stazione
  • 13,20-14,55: treno con aria condizionata che alterna sparaghiaccio a pompe funebri di calore
  • 15,00-15,30: camminata (sì, un'altra mezz'ora di camminata) fino a casa
  • 15,35-21,00: tramtram famigliare fino a sera
  • 21,01: nanna
Ancora invidia?

mercoledì 17 settembre 2025

Un rinnovato amore

Quando sono rimasta incinta di Secondogenita qualcosa nel miei gusti era cambiato. Da che amavo appassionatamente ogni tipo di te e di tisane, considerandole bevande comfort, a che le odiavo profondamente, di quell'odio che solo una persona con gli ormoni profondamente sfasati sa provare. Io, che ne bevevo a quantità industriali, da un giorno all'altro provavo immenso disgusto. Dal 2011 dunque, niente più acqua calda sporca. Nulla è cambiato alla fine della gravidanza né alla nascita della seconda pargola e nulla è cambiato con la terza gravidanza e la nascita dell'ultimo di casa. Nulla è cambiato fino a quando ho dovuto per cause di forza maggiore inserire il te caldo a colazione al posto di caffelatte. Che fatica. Che odio. Poi si vede che pian pianino mi sono abituata di nuovo e ora mi ritrovo a sorseggiare te e tisane anche al di fuori della colazione. E' proprio vero che i vecchi amori non si scordano mai.

martedì 16 settembre 2025

Breve storia triste

 

La maglietta che ieri indossava Birullulo e che gli stava evidentemente piccola ho scoperto essere un top di Secondogenita.

Fine.

giovedì 11 settembre 2025

Aggiornamento incubi

 

Man mano che i figli crescono gli incubi genitoriali si tengono al passo coi tempi. Ultimo incubo di questa notte:

Vado a scuola di Primogenita per portarle dei libri che ha dimenticato a casa. Piombo in aula e un suo professore mi dice chiaramente che i libri sono l'ultimo dei problemi di mia figlia la quale fuma come una turca. Torno a casa angosciata e demoralizzata, un magone assurdo mi ha preso mentre penso che ormai non ho più nessun tipo di influenza su di lei e non posso fare un granché. In salotto poi sbuca proprio lei per farmi vedere il suo outfit (che parliamone: chissene di come sei vestita). Guardo mia figlia e per la prima volta mi accordo che è evidentemente incinta. Piangendo le vado vicino, chiedendole perché non me lo avesse rivelato e sentendomi rispondere con una scusa assurda del tipo che l'ha appena scoperto (ma ha una panza gigante e si vede il bambino muoversi dentro). Piangendo mi avvicino, sento il nipotino scalciare nella pancia, lo bacio e inizio a piangerle chiedendo perché non si fosse confidata e se avesse smesso di fumare. Con noncuranza mi sento rispondere che ha smesso da domenica e alla mia domanda della scandeza mi risponde qualcosa del tipo 8 ottobre.

Mi sono svegliata quasi di soprassalto con un grosso peso sul petto, domandandomi ancora spaesata quand'era che avevo persa mia figlia, quant'era che aveva smesso definitivamente di confidarsi con me e di ascoltare i miei consigli, domandandomi infine se fossi stata una brava mamma o mi fossi persa nel caos della vita che ormai mi fagocita. E' proprio questo ultimamente che mi angoscia. Sono così presa dal mio lavoro, dal stare dietro alla casa, alla spesa, al bucato, allo spostamento figli. E in tutto questo mi sembra sempre di non fare abbastanza, di non essere sul pezzo, di fare la spesa sempre approssimativa, di non dedicarmi all'ascolto dei figli in modo sufficiente e di essere tremendamente egoista quando prendo del tempo per me, per andare a correre o per riposarmi una ventina di minuti. Sono così stanca che arrivo a sera e collasso nel letto senza avere neanche la forza di giocare con Birullulo e metterlo a dormire. E' giusto tutto questo? Sono gli ultimi anni che potrò godermi le mie figlie e il piccolino sarà l'ultimo che mi potrò assaporare appieno, le ultime prime volte, e io sono stanca. Sono molto stanca. Non dovrebbe essere così.

Il mammone

In bolognese il “mammone” non è un figlio particolarmente attaccato alla mamma. No. Dicasi “mammone” quella condizione normalmente invernale in cui si ha il naso completamente tappato e la voce si trasforma adeguandosi alle vie respiratorie. Ecco, io oggi ho un gran mammone. Non saprei dire neanche perché. Non mi sembra di aver preso freddo, non mi sembra di essere stata a contatto con altri malati, non mi sembra niente di niente. Eppure non faccio che starnutire, produrre una quantità imponente di sostanze organiche non ben identificate che finiscono direttamente sui miei fazzoletti di stoffa e la mia voce assomiglia molto a quella di una donnona di un cartone animato stile anni 80. Direi che l'autunno, per quanto mi riguarda, è iniziato.

mercoledì 10 settembre 2025

Il mio compagno di vita

Io sono davvero fortunata. Non so se si possa in realtà chiamare fortuna, caso, destino o c'è un qualche disegno superiore già prestabilito e scritto. Certo è strano come una serie di fortuiti eventi, una serie di scelte casuali e spontanee mi abbiano portato ad avere Mr D. come compagno di vita. E' stato tutto un incastro, decisioni prese al volo al posto di altre forse più logiche e sensate. Ma queste decisioni fanno di noi NOI. Ho perso il conto di quanti compleanni abbiamo festeggiato insieme ma si aggirano intorno alla ventina. Ognuno è stato speciale non tanto per quello che si è fatto, per dove si è stati o con chi si era, ma perché lo si è sempre celebrato insieme. La vita non poteva regalarmi un compagno migliore. Buon compleanno, Amore mio.

lunedì 8 settembre 2025

La via diretta

Ieri Mr D. mi ha raccontato che sua madre, ovvero mia suocera, la notte prima di sapere i risultati di Primogenita ha sognato i miei tre nonni che, seduti insieme, aspettavano i risultati della bisnipote e ridevano. Ridevano tutti e tre, come se sapessero. Inutile dire che mi sono commossa, ho pianto, e poi mi sono chiesta come mai avessero scelto proprio mia suocera per comunicare questa lieta novella un pelino in anticipo. Mr D. come al solito è stato lapidario ma cristallino: “Con tutta la Chiesa, i rosari e le preghiere che si fa mia madre una via diretta la deve pure avere”. Forse tutti i torti non li ha.

Il messaggio

Venerdì sono usciti gli scrutini: Primogenita è stata promossa, in tutte le materie. Non solo. Abbiamo ottenuto il cambio sezione per cui non dovrà neanche cambiare scuola. In buona sostanza tutte le cose che potevano andare bene sono andate bene. Non male direi. Ma la cosa in assoluto più importante la scriverò fra poco. Ho sentito una sola volta Primogenita dire: “Mamma, ma tanto cosa studio a fare? Mi faccio un gran culo tutti i giorni tutto il giorno e per cosa?” (tuffo al cuore. Il mio cuore). Ragionamento pericolosissimo, sebbene nel suo caso abbastanza fondato. Dopo un'estate passata col capo chino sui libri, a fare avanti e indietro fra biblioteche e insegnanti di ripetizioni, libera dalla professoressa che l'aveva etichettata e che più volte le aveva infelicemente detto che tanto non avrebbe concluso niente (quando fino all'anno prima con un altro professore nelle sue stesse materie mia figlia aveva otto e nove), finalmente Primogenita ha ottenuto i risultati che si meritava. Il messaggio che dunque le è arrivato al cuore e alla mente non è anche se mi impegno non ottengo nulla quindi tanto vale dargliela su ma è con impegno e dedizione posso ottenere dei meravigliosi e insperati risultati e questo per me vale più di qualsiasi promozione.

venerdì 5 settembre 2025

Wake me up when september ends

Settembre, come maggio, è uno dei mesi più impegnativi per famiglie con figli. In particolare a sto giro siamo messi così:

  • questo fine settimana:

    • venerdì - oggi: parto io per lavoro - in contemporanea parte Primogenita per un camp di pallavolo

    • sabato: parte la triade rimasta mentre io, finito il lavoro, prendo due treni e li raggiungo. Pranzo con festa di compleanno di una amica al mare

    • domenica: Primogenita torna a casa mentre noi siamo ancora via e ci ricongiungiamo alla sera

  • prossimo fine settimana:

    • sabato: prendo un treno per andare a Cesenatico in vista della mezza maratona

    • domenica: correrò la mezza maratona Cesena-Cesenatico mentre Mr D. va al lavoro (la conclusione di un enorme cantiere per la curia di cui è il responsabile dei lavori). I ragazzi si destreggiano fra il lavoro di Mr D. e la casa

  • fine settimana ancora dopo:

    • venerdì: non ho ancora capito se dovrò ripartire per lavoro, chi vivrà vedrà

    • sabaot: lavorerò? Chissà

    • domenica: altra piccola gara a Bologna per me

Sono già stanca.

mercoledì 3 settembre 2025

Finché la barca va

O non va, questo è il problema. La nostra barchetta ha un nome esilarante frutto del mio straordinario talento nel riuscire ad affibiare i nomi più disparati ma stranamente coerenti a qualsiasi cosa si decida di nominare. E' piccola ma non troppo perché ci si sta comodamente in 6 o 7 persone, nessun cabinato, un t-top carino e poco ingombrante, perfetta per gitarelle di un giorno e pescate numerose. Le vogliamo davvero molto bene. E' arrivata nella nostra vita qualche anno fa, dopo che Mr D. ha trovato un'occasione usata su internet e si è fatto un viaggio di oltre 20 ore per andare a vederla, comprarla e trasportarla nella destinazione finale dalla quale non si è mai mossa. Negli anni le è successo (e ci è successo di tutto), l'avvenimento più eclatante successe tre anni fa quando un gruppo di balordi la notte di ferragosto a forza di salti ce la ribaltò (ovviamente noi l'abbiamo scoperto la mattina dopo) e dovemmo pagare fior fior di quattrini per far arrivare i sommozzatori, farcela ribaltare di nuovo e portare in cantiere navale visto che, come potete ben immaginare, dopo non funzionava ovviamente più. Ogni anno Mr D. appena arriviamo in ferie si mette a lavorare alla sua amata barca, la scoperchia, la pulisce, fa manutenzione e poi nel giro di un giorno o due la mettiamo a mare con tutta la fatica di questo mondo visto che siamo poveretti per cui facciamo tutto a manazza, io e Mr D., senza alcun tipo di aiuto o di motorino elettrico sali-scendi con sempre il rischio che vada tutto a puttans. Quest'anno l'abbiamo tirata su e giù ben quattro volte. QUATTRO. La prima volta la mettiamo a mare e scopriamo che il timone girava solo da un lato (a sinistra proprio no) per cui abbiamo dovuto tirarla su di nuovo, riportarcela a casa e sistemare il tutto. Dunque e giù e di nuovo su! La terza volta è stata necessità impellente. Avevano dato burrasca e dopo diversi tentativi a dir poco inutili di Mr D. di riportarla al porto più vicino dall'altra parte del promontorio, mio marito ha dovuto ripiegare su un porticiolo non troppo distante da noi ma per nulla riparato. Ha rischiato di affondare un paio di volte in questa minuscola traversata perché il mare era molto mosso e non si sapeva bene perché la barca imbarcava acqua. Per fortuna dopo una marea di fatica e vicissitudini, aiutati da passanti compassionevoli e da un amorevole vecchietto con una enorme 4x4 che ha tirato il nostro suv che a sua volta tirava la nostra barca ce l'abbiamo fatta. E di nuovo su. D'altra parte quella burrasca lì, unita a una simpatica tromba d'aria, ha fatto un bel po' di danni. Ho visto coi miei occhi barche andare alla deriva senza nessuno sopra nonostante ancoraggi, ho visto un catamarano gigante spiaggiato in una delle località più belle dell'Elba. Insomma, poteva andarci peggio ma anche quest'anno non è andato decisamente tutto liscio.

martedì 2 settembre 2025

La saga continua

Le tre settimane di vacanze in famiglia ci regalano ogni anno perle di immensa bellezza, prima fra tutte l'infilzata di sfighe di salute. E' ovvio che la possibilità che qualcuno si ammali aumenta a seconda del numero dei familiari. Essendo noi in cinque è quasi matematicamente impossibile che vada tutto liscio. Nell'ordine quest'anno abbiamo avuto:

  • giorno 1: arriviamo domenica pomeriggio, neanche scarichiamo le valigie perché preferiamo tuffarci nel blu dei blu. Primo bagno, Birullulo pesta un bel chiodo arrugginito con tanto di buco profondo sul piede e urla da squartamento di maiale. Prendiamo il piccolo e torniamo subito a casa, medicandolo e chiamando la guardia medica giusto per essere sicuro di essere a posto con l'antitetanica

  • giorno 4: Primogenita si becca una bella strisciata sul braccio da parte di una simpatica medusa che ha fatto così tanto bene il suo lavoro da far diventare così gonfia la parte da aver bisogno di cortisone e bendature per fare in modo di non prenderci sopra il sole per i successivi 4 giorni

  • giorno 6: Secondogenita si sveglia con un bel 39,5 di febbre senza altri apparenti sintomi. Io e la ragazza ci godiamo i sucessivi tre giorni chiuse in casa ad assaporare la quiete perché intanto il resto della baraonda varcava le onde sulla nostra barchetta

  • giorno 8: Birullulo viene strisciato da una medusa che pensa bene di prendergli il petto e parte della gamba. Lo prende così bene e così in pieno da lasciargli ahimè una cicatrice a vita. Si narra di urla a più non posso e pianti epocali ma io in quel momento ero a casa a mettere pezze fresche sulla testa di Secondogenita

  • giorno 13: sarà il mio numero preferito, non so, ma viene il mio momento medusifero. Con una nonchalance tipica solamente delle mamme che non vogliono far preoccupare i loro figli, cerco di non urlare o imprecare troppo. La medusa a sto giro mi ha preso una bella porzione di coscia destra, una parte del pompaccio destro e non si sa come pure il braccio destro. All'Elba in realtà ci sono diverse tipologie di meduse, non tutte così dolorose, ma ahimè quest'anno ci son capitate proprio quelle viola/rosa che hanno quei bei filamenti lunghi lunghi che le rendono così eleganti, mortacci loro. Nonostante siano passate più di tre settimane ho ancora fastidio alla coscia destra e si vede il segno

Grazie al cielo i successivi 8 giorni sono stati abbastanza tranquilli per cui su tre settimane abbiamo almeno goduto di serenità nell'ultima. Piòtost che gnit l'è mej piòtost!