venerdì 31 ottobre 2014

Ah... il cambio orario in cui si dorme un'ora in piu'...


Chi ha figli sa bene che il cambio orario e' un vero incubo. La pura realta' e' che non si dorme affatto un'ora in piu' ma si dorme uguale il primo giorno e un'ora in meno i giorni a venire fino a data da destinarsi. E' cosi' che funziona in casa nostra, la sveglia alle 5.30 ormai e' fissa dal maledetto giorno del cambio. Poi mi chiedono il perche' io abbia la faccia da zombie...
Una settimana in casa mia e garantisco a chiunque la stessa metamorfosi!
Ci sono volontari?

mercoledì 29 ottobre 2014

Di conversazioni fra sorelle e fissazioni anomale


“Piccolina? Ma secondo te a Natale, Babbo Natale anche quest'anno ci porta lo spazzolino? Perche' io lo vorrei azzurro azzurro!”
“Io vojjo i cololi!”
“Ma ne abbiamo tanti di colori! Che te ne fai?”
“Ma io vojjjo tutti blu, tutti blu!”


martedì 28 ottobre 2014

Relax, don't do it


Ogni persona di questo mondo ha il suo personalissimo modo di addormentarsi. C'e' chi ha bisogno di due cuscini, c'e' chi non ha bisogno di niente. C'e' chi riesce ad addormentarsi solo con il silenzio, chi solo al buio, chi solo in compagnia. Il mio modo di addormentamento ve lo risparmio per cercare di non sembrare ancora piu' paranormale di quanto mi abbiate gia' inquadrato. Pero' credo che esista anche un personale stile di addormentamento, o meglio un pensiero che riesce a farci rilassare, a farci sentire cosi' bene da riuscire ad addormentarsi prima. Il mio pensiero e' bene o male sempre lo stesso e l'ho trovato da poco. C'era un periodo nella mia vita che riuscivo ad addomentarmi pensando solo a cose bruttissime, c'e' stato un periodo che ho provato a pensare al mare, ai parti, al matrimonio. Ma per quanto possa sembrare assurdo nessun pensiero ha mai funzionato come quello che ho scovato qualche giorno fa: il pensiero di accarezzare i fiori, di sentire sulle dita la morbidezza dei petali, il loro profumo; unito al pensiero di stare sdraiata su un soffice prato verde, con il sole che mi riscalda i piedi nudi e il viso scoperto. C'e' chi adora l'acqua, chi il fuoco, c'e' chi adora il vento e chi l'aria. Io adoro la terra. Questo, lo ammetto, e' il mio pensiero felice.

lunedì 27 ottobre 2014

Ah, ricominciamo pure.


Probabilmente ognuno deve trovare la sua strada nella risoluzione dei propri problemi. Io devo dire che ne ho provate molte, forse troppe, ma ancora nessuna sembra funzionare. L'unica che pareva funzionasse e' stata una dieta ferrea senza sgarri di nessun tipo. Ma davvero saro' costretta ad una vita simile per arginare sti fottuti disturbi alimentari? Gli ultimi giorni sono stati un vero proprio delirio, se uniamo il tutto all'amennorrea... beh... un cocktail quasi perfetto direi. Oggi ci riprovo, ricomincio da semizero per l'ennesima fottutissima volta. Perche', in fondo, non c'e' alternativa. Soccombere alla malattia non se ne parla, conviverci per tutta la vita puo' sicuramente essere una strada, ma per farlo occorre trovare un semiequilibrio che attualmente non ho. Avrei dovuto fare la scuola circense. Decisamente.

giovedì 23 ottobre 2014


Si avvisano i gentili lettori, esclusivamente maschi, che l'argomento che segue potrebbe urtare la vostra sensibilita'. Invitiamo dunque a ripassare domani per qualsiasi altra curiosita'.
In tutta la mia vita mi e' successo tre volte.
La prima era ottobre 2007. Giorni di ritardo: 1. Risultato del test: positivo.
La seconda era novembre 2011. Giorni di ritardo: 1. Risultato del test: positivo.
La terza era, o meglio e', ottobre 2014. Giorni di ritardo: 2. Risultato del test: negativo.
Giorni di ritardo: 5. Risultato del test: negativo.
Possibili cause: stress, stanchezza, sottopeso. Escludendo l'ultima (e' vero, oscillo continuamente fra normopeso e sottopeso ma direi che non sono cosi' grave da giustificare un'amenorrea secondaria) rimangono le prime due. Stress e stanchezza. La mia mente si rifiuta di credere che io possa essere cosi' stressata e cosi' stanca da giustificare una cosa del genere. La mia mente si rifiuta di accettare un ritardo o addirittura un mese saltato. Non so per quale motivo ma mi crea inquietudine, stranezza, innaturalita'. Cerco di ripetermi di stare serena e vedere come andra' il mese prossimo ma per quanto me lo ripeta, continuo a osservare ogni minimo cambiamento corporeo. Non ce la posso fare. Decisamente.

lunedì 20 ottobre 2014

I Medianerd


Partiamo dal presupposto che sono ancora viva nonostante i tour de force lavorativi che mi hanno visto impegnata anche dieci ore non-stop. Proprio per questo non riuscivo non solo a scrivere ma neanche a pensare di scrivere, neanche a pensare di accendere il computer, neanche a pensare di poter pensare qualcosa. Comunque ora son qui. Questa mattina, passando come al solito davanti all'ormai famosa scuola media di cui ho parlato qualche post fa, ho notato, sulla panchina in fondo al parco, un gruppetto di ragazzini un po' isolati. Mi sono incuriosita, ho aguzzato la vista e li' mi si e' aperto un mondo: Loro esistono ancora. Una volta erano, o meglio eravamo, la maggioranza, ora sono stati relegati all'ultima panchina, la piu' lontana panchina, quella che non vedi neanche se ti c'impegni. Sono loro: i Medianerd, loro, con il maglione con al centro un bel panda, occhialoni che ricoprono l'intera faccia, apparecchi ai denti, tutona, capelli arruffati.
Il mondo ha ancora un senso.

mercoledì 15 ottobre 2014

Scium. Ops. Forza. Via.

  • una pizza ai quattro formaggi
  • patatine con maionese e ketchup
  • decaffeinato macchiato con latte e zuccherato
  • 3 tocchi di parmigiano reggiano
  • decaffeinato macchiato con latte e zuccherato
  • 4 biscotti oswego
  • 1 tocco di parmigiano reggiano
  • 6 biscotti oswego
  • 1 scatoletta di ringo
Siamo quello che mangiamo e siamo come lo mangiamo. Questa e' un'affermazione che spesso si sente dire in giro ma ieri l'ho provata sulla mia pelle. Dopo aver mangiato tutto quello che leggete li' su in meno di un'oretta e dopo aver creduto di essere caduta nel baratro un'altra volta, sono uscita di casa per necessita' (e aggiungo grazie al cielo). Mentre camminavo ho iniziato a sentir tirare la pancia, avevo male in tre punti diversi tutti legati a stomaco e intestino, davanti e anche dietro la schiena. Mi sentivo stanca, spossata. Facevo fatica a camminare e andavo piano. In quella mezzora di cammino mi sentivo abbastanza male a livello addominale, mi sentivo gonfia e soprattutto mi sentivo fiacca, molto fiacca. Mi sentivo cosi' stanca che, quando sono tornata a casa, mi sono sdraiata sul divano e non riuscivo piu' ad alzarmi, nel vero senso della parola. Le bambine litigavano, richiedevano la mia attenzione, richiedevano il mio aiuto, ma io non riuscivo ad avere le energie necessarie per star dietro a loro. La digestione del mischione, probabilmente, era in atto. E il mio corpo ha fatto cosi' tanta fatica che mi sono riuscita ad alzare solo dopo un'altra mezzora. Mi si e' aperto un mondo, in realta' a pensarci e' davvero un bene. Sono caduta, ho guardato la caduta, e mi sono rialzata due orette dopo. Non mi sono trascinata per mesi, non mi sono trascinata per giorni, non mi sono trascinata per un giorno, non mi sono trascinata per neanche due pasti e alla sera ho ricominciato a mangiare normale. Allora mi chiedo: se prima ho sofferto per anni, poi ho sofferto per settimane, poi sono arrivata a soffrire per giorni e in ultimo sono arrivata a soffrire mezza giornata, forse, e dico forse, la prossima volta soffriro' per un'ora e la volta dopo per cinque minuti fino a che questo benedetto disturbo alimentare si normalizzera' facendomi avere un rapporto equilibrato col cibo. Forse, ho detto forse eh, ma e' pur sempre un forse.

martedì 14 ottobre 2014

Sfide


“Mamma? Sai che io sono brava a scuola?
“Si... ma ci sono cose che devi ancora imparare”
“Vabbeh, e tu sai tutto?”
“No cara, non so tutto ma so sicuramente piu' cose di te”
“Seeeeee... Non ci credo! Allora quanto fa 2+2?”
“4”
“4+4?”
“8”
“... 8+8?”
“16”
“10+10?”
“20”
“100+100”
“200”
“1000+1000?”
“2000”
“100000+100000”
“200000”
"… … … wow ... ... ..."
Ci vuole ancora poco per essere onnipotenti.

lunedì 13 ottobre 2014

Aiommenne


“Ciaoooo!”
“Ciaaaaaaaooooo!!”
“Ciaaaaaaaaaaaoooooooo!!!!!”
“Amore ma chi saluti?”
“Aiommenne!”
Un giorno o l'altro qualcuno dovra' spiegare alla Piccoladicasa che non e' Iron Man che sfreccia nel cielo alle sette del mattino, ma sono solo scie chimiche lasciate dagli aerei di passaggio.
Ma non sara' questo il giorno.

domenica 12 ottobre 2014

Il bicchiere e' mezzo.


Si, lo so. Gli ottimisti vivono di piu', gli ottimisti affrontano meglio la vita, gli ottimisti hanno meno probabilita' che gli venga un tumore, gli ottimisti hanno piu' probabilita' che la vita gli sorrida, gli ottimisti bla bla bla. Io ho sempre pensato di essere una persona fondamentalmente positiva e invece, a trenta e passa anni, ho scoperto di non esserlo affatto o meglio di non esserlo sempre. Se poi si parla di me stessa, la positivita' va a svanire del tutto. Quando mi perdo, come e' successo questa settimana, e' come se vivessi dentro una nebbiolina di negativita', con l'acqua proprio li', sotto la gola, e un bel masso appoggiato sulla pancia.
Oggi ricomincero', per la centesima volta questa settimana. Chissa', magari sara' quella buona. Un pro-memoria per me:
Assumi la consapevolezza che la causa ultima e l’unico ostacolo alla tua felicità sei soltanto tu. Indipendentemente da ciò che accade intorno a te, la tua felicità dipende esclusivamente dal tuo atteggiamento nei confronti della realtà che ti circonda

venerdì 10 ottobre 2014

Chi ben comincia...


Oh. Finalmente. Sono passati 25 giorni dall'inizio della scuola e gia' la Primogenita ha preso una nota sul diario. Tralascero' la mia soddisfazione nel vedere il perche' l'ha presa visto che passo quasi tutti i pomeriggi a spiegarle che cosi' non funziona. Fondamentalmente la ragazza e' cosi' sicura di se', e' una lo so fare io so tutto io lo so io sono brava che ovviamente non ascolta. Questo suo atteggiamento si ripercuote, ovviamente, sull'esecuzione dei compiti:
“Allora, in questa pagina dovresti”
“Si si, io lo so fare, ecco vedi?”
“No, amore, hai sbagliato... vedi che c'e' scritto”
“Ah si si lo so fare, vedi?”
“No... amore, ascolta senno' sei costretta a farli piu' volte. Qui c'e' scritto che dovresti”
“Ah, ho capito, lo so fare io eh”
In bocca al lupo alle maestre, la ragazza e' la fotocopia del padre. Pro sit.

mercoledì 8 ottobre 2014


Vista la anormale tendenza ossessiva dei miei pensieri, questa mattina vi proporro' un altro argomento, giusto per non farvi tutti scappare a gambe levate con le mani nei capelli.
Alla mattina, tutte le mattine, accompagno la Primogenita a scuola e poco prima di girare a snistra per arrivare, passiamo davanti a un'orda di ragazzini in attesa di entrare alle scuole medie. In questo quasimese di passaggio ne ho viste e sentite di tutti i colori. Ragazzi che fumano, ragazze che fumano, ragazzi che raccontano di essere stati in discoteca alle spalle di genitori, ragazze che si confrontano sull'essere troppo grasse quando a vederle sembrano anoressiche e chi piu' ne ha piu' ne puo' mettere. Questa mattina, tuttavia, qualcos'altro mi e' saltato all'occhio. Quasi tutte le ragazzine li' presenti erano piu' curate della sottoscritta. Personalmente non mi trucco piu' da quando, ahime', mi sono trovata allergica anche ai trucchi anallergici, e vabbeh. Giro con una fascia color verde militare per non prendere freddo alla testa e alle orecchie nella mezzora di bici che mi separa al lavoro. I capelli al di sotto della fascia non hanno avuto modo ne' tempo ne' voglia di essere pettinati. Jeans, giacchetta, borsa buttata sulle spalle e via. Mi sono ritrovata ragazzine con la faccia pulita, truccate il giusto, coi capelli perfettamente tirati su in una coda, o piastrati, o arricciati o acconciati con almeno mezzora di lavoro alle spalle. Jeans attillati, cartella alla moda, felpa con cappuccio perche' la giacca fa ancora troppo vecchia. O sono io che sono vecchia o sono loro che son precoci. Considerando il fatto che ho 33 anni, ai posteri l'ardua sentenza. Ma considerando che sono loro i posteri... son fregata.

lunedì 6 ottobre 2014


Ieri ho provato a resettarmi e ho fatto una gran fatica, sinceramente. Ho pensato di cadere duemiladuecento volte ma alla fine, sebbene in equilibrio instabile, non sono caduta. E per non cadere sono andata a spulciare vecchie fotografie per fare un paragone su come ero e su come sono adesso. Il risultato e' questo:

Prima e dopo.
Sembra assurdo, sembra ridicolo, ma mi sono completamente dimenticata di come ero prima anche se la mia testa si comporta come se fossi ancora nella foto a sinistra.
Direi che posso essere soddisfatta di me stessa. Direi che sarebbe ora di crederci davvero. Ma per ora lo dico solo e non lo credo.
Ma vi assicuro, e' gia' qualcosa

domenica 5 ottobre 2014

Reset


Alzarsi dopo una caduta non e' mai facile. Una parte consistente del tuo io spinge per rimanere li', sdraiata e dolorante, immobile e stanca. L'altra parte di te, notoriamente piu' combattiva, spinge per tornare su e ricominciare subito a camminare. Io ho passato quattro giorni laggiu' e se adesso li conto mi paiono ridicoli in confronto a quanti anni sono stata sdraiata io, laggiu'. Quattro giorni sono stati l'inferno e non mi sono resa davvero conto che in fondo sono stati solo quattro. Ho pensato fino a che non ho messo nero su bianco quanto scrivo ora, che fosse passata piu' di una settimana, a testimonianza del fatto che la mia, ahime', e' davvero una malattia che parte dalla testa. Sono pensieri ossessivi, che non lasciano spazio ad altri pensieri, che ti divorano dentro e fuori e dai quali non riesci a uscire. Ho provato con la meditazione, ho provato con lo svago, ho provato di tutto. Il risultato l'avevo celato anche a me stessa:
  • 5 kinder delice
  • 15 biscotti al cioccolato
  • 4 cakepops al cioccolato
  • 2 fette di torta al cioccolato
Il tutto in meno di mezzora. Quando e' cosi', vi assicuro, non se ne esce. Ho passato giorni di ansia, di mancanza di respiro, di alimentazione compulsiva. Ma mai sono caduta troppo in basso, cosi' in basso da sfociare di nuovo nella bulimia piu' stretta.
A pensarci bene, dunque, sono caduta ma non mi sono fracassata il cervello.
A pensarci bene, dunque, quattro giorni non sono dieci anni di lotte, anche se lo sono sembrati.
A pensarci bene, dunque, oggi potrebbe essere il giorno giusto per respirare e ricominciare.
E al solo pensiero, non so perche', piango.

venerdì 3 ottobre 2014

Provero' a spiegarti come mi sento


Quando ci sei dentro la realta' non e' piu' realta'. Ti sembra di non avere la cognizione del tuo corpo e del tempo. Mangi e non sai quanto mangi. Mangi e non sai perche' mangi. Mangia e sai cosa mangi.
Ieri e' stata di nuovo una giornata assurdamente faticosa, fatta di sgarri e di inutili giustificazioni mentali seguite sempre da un senso di colpa divorante. E' stato un giorno fatto di mal di stomaco e di nausea, di abbuffate nonostante la nausea, di mancanza di limite e raziocinio.
Ho provato a trovare un motivo, a giustificare la ricaduta.
Ho provato a capire se e' lo stress lavorativo, se e' un ritmo sbagliato negli sgarri settimanali, se e' il pensiero ossessivo dovuto alla mancanza di un alimento.
Ho provato a capire ma la realta' e' che non c'e' nulla da capire.
Ed eccomi di nuovo qui. Con l'acqua alla gola a cercare la forza di volonta' necessaria per il balzo fuori dal pantano.

giovedì 2 ottobre 2014

Il lupo perde il pelo ma non il vizio


Ogni volta che ci ricasco passo i giorni a venire in una situazione di simildepressione mista a tristezza mista a stanchezza mista a nonsisabenecosa. Perche' i disturbi alimentari sono stronzi, insinuosi, fastidiosi. Si nascondo li' e aspettano il momento migliore per saltare fuori, proprio quando ti eri convinta che alla fine ce l'avevi fatta, ci eri riuscita. Non sono al punto di partenza, questo lo so e lo vedo, ma ogni volta che penso di aver finalmente varcato l'arrivo, ecco che cado a faccia in giu'.
Sono cosi' stanca di non riuscire ad avere un rapporto col cibo equilibrato.
Sono cosi' stanca di non riuscire ad avere un rapporto con il mio fisico equilibrato.
Sono cosi' stanca di non riuscire ad avere una soluzione definitiva.
Sono cosi' stanca di non riuscire a vedere una fine.
Sono cosi' stanca di pensare che una fine non ci sara' mai e che ci dovro' convivere per tutta la vita.
Sono cosi' stanca. Cosi'.

mercoledì 1 ottobre 2014

La familynerd

Sono sempre stata molto nerd, lo ammetto. Ero l'unica ragazza, pure carina, che si ritrovava in mezzo a una marea di amici a giocare a D&D in ben due gruppi differenti, a vestirsi in costume per andare al cinema e farsi la maratona del Signore degli Anelli 1-2-3, ad aspettare l'uscita in dvd di tutti film dei supereroi e vi risparmio le situazioni piu' nerd per mantenere una certa credibilita' facciale. E fin qui niente di male. Finche', settimana scorsa, sono tornata a casa e all'ingresso ho trovato questo:
 

Tralasciamo per un secondo il fatto che dopo otto anni ho scoperto che mio marito e' nerd forse quasi quanto me, ma ora mi ritrovo, ogni volta che torno a casa, a togliermi le scarpe e a salutare il capitano cosi':
Qualcuno mi salvi...