giovedì 28 dicembre 2017

La mia splendida fine d'anno

“Mamma? Cosa vuol dire 'essenziale'?”
“E' una cosa di cui non puoi fare a meno”
“Come la mamma?”
“Si, dolce amore mio, come la mamma”



mercoledì 27 dicembre 2017

Driiiiiiiiiiin
“Si pronto”
“Buongiorno signora, parlo dal Centro di Igiene Mentale. La chiamo per prenotarle l'appuntamento con il Dott. PsichiaCoso il giorno 29 dicembre, le può andare bene?”
… … …
“Signora?”
“Mi può ripetere per favore?”
“Qui è il Centro di Igiene Mentale...”
… … …
“Signora?”
“Ehm... mi scusi... Non che io non abbia bisogno di uno psichiatra, ma forse ha sbagliato persona”
“Ne è sicura?”
“Ehm... non proprio...”
“Io suo numero non è %&$£x'!$%?”
“No, guardi, ha sbagliato”
“Mi scusi, buona giornata”
Oh, io per due minuti buoni buoni ho creduto che la telefonata fosse davvero per me... Altro che igiene mentale!

martedì 26 dicembre 2017

“Allora Promegenita? Ti è piaciuto il film?”
“Sì mamma! Tantissimo! E sai perché? Perché il Grinch sembra papà! Con tutti quei peli...”
E Auguri anche a Mr D.

giovedì 21 dicembre 2017

Di piacevoli sorprese

Dopo essere stata assente tre giorni dal lavoro senza essermi preparata a tale assenza, ieri ero pronta a tutto. Nell'ordine:
  • collasso del computer che, rifiutandosi di scaricare minimo 150 mail, sarebbe esploso con tanto di fuochi d'artificio abbandonandomi a un destino infausto
  • scrivania così carica di documenti che sarebbe implosa a causa del suo stesso peso con un tonfo sordo e vagamente disperato
  • telefono surriscaldato implorante pietà a causa della mole infelice di telefonate in entrata
  • esaurimento nervoso del mio povero cervello che per tre giorni era riuscito a trovare pace
Appena ho varcato la soglia e mi sono messa all'opera tutti i punti per i quali mi ero preparata si sono verificati. Ero pronta a inveire al destino crudele quando ho aperto il mio cassetto per prendere dei fazzoletti e l'ho trovato colmo di regali per me. Biglietti d'auguri firmati dagli allievi, confezioni di cibarie regalati dai docenti, pacchi con fiocchi natalizi da colleghe e capi. Mi sono così emozionata che ho iniziato a battere le mani da sola, come una pazza, mentre continuavo a tirar fuori roba dal mio magico cassetto. E' stata una splendida sorpresa che mi ha regalato un po' di spirito natalizio. Ne avevo decisamente bisogno.

Sentitevi più istruiti

Oggi sono ritornata al lavoro dopo essere stata tre giorni a casa in malattia. La causa? Sono andata a correre e dopo un'ora e un quarto mi si è infiammata la famosa bandelletta ileo-tibiale. Ovviamente mi sono infortunata per far conoscere al mondo l'esistenza di tale parte del corpo, ai più completamente sconosciuta, me compresa. Pensate un po': pare che sia fondamentale per deambulare. E' proprio vero che non si finisce mai di imparare.

giovedì 14 dicembre 2017

Youtubers on the road

Passeggiando per la mia città può capitare di essere fermata in mezzo a Piazza Maggiore da un bel ragazzo venticinquenne che guarda un po' te e un po' dietro di te.
“Ciao”
“Ehm... Ciao”
“Senti, ti posso dire un segreto?”
“Ehm... ok”
“Però se io ti dico il mio segreto tu devi dirmi un tuo segreto”
“Ehm... va bene...”
“Io ho il pene piccolo”
“Ehm... mi dispiace per te”
“Eh si... ho proprio il pene piccolo... Ora tocca a te”
“Io ho le cosce grosse”
“No, non è vero”
“Sì invece, guarda!”
“Ah... beh... in effetti si. Comunque, ora che tu sai il mio segreto e io so il tuo segreto, ci usciresti con me?”
“Francamente no...”
“Solo perchè ho il pene piccolo?”
“In realtà sono sposata e ho due figlie”
“Nooooo... Non è vero”
“E invece sì, guarda la fede!”
“Omioddio ma quanti anni hai?”
“36”
“Non è vero... te ne davo 25”
“Beh grazie... ora vado eh... e in bocca al lupo”
Io AMO Bologna

martedì 12 dicembre 2017

Un modo diverso

Ieri sera ho toccato il fondo e non è stato come me lo sarei aspettato. Di solito si pensa a qualcosa di plateale, che quando arrivi giù sbatti la faccia, ti sfracelli l'anima, che per un po' non ti rendi conto di quello che sta accadendo, che soffri, ti struggi e che solo dopo immane sofferenza riesci a rialzarti. Il mio toccare il fondo con la bulimia invece è stato uno sfiorare il pavimento, un piccolo episodio degenerativo che mi ha messo davanti alla triste realtà dei tristi fatti. Ho pianto brevemente, mi sono asciugata rapidamente le lacrime e il momento di lucida decisione è arrivato subito. E non è stata una scelta determinata e sicura come quando sei adolescente e decidi improvvisamente una strada, sicura che non tornerai mai più sull'altra. E' stato come aprire gli occhi e rendersi conto che sei immersa nella tua stessa merda e che è venuto il momento di smetterla perché, andando avanti così, è facile tirare le cuoia prima del tempo dovuto. Lo so, tutto si è svolto in modo così anticonvenzionale e il motivo non è che mi è bastato sfiorare il fondo, ma il motivo è sul fondo io ci vivevo da un po' di tempo senza rendermene conto. E lo so che non sarà per nulla facile, ma in cuor mio spero che questa consapevolezza duri in me fino a sfanculare la mia malattia.

Piccole donne crescono

Le ragazze crescono a vista d'occhio e così anche il modo di relazionarsi a loro. Francamente non è facile, è un continuo divenire e adattarsi ai vari caratteri diversi delle figlie e alle loro risposte ai nostri comportamenti. Un gran casino. Primogenita è sempre più ipocondriaca: “Mamma? Ma è normale che questa gamba se la metto così e poi così mi faccia male?”. Ultimamente alle sue insistenti domande di salute io e Mr D. ci siamo uniti in un coro di sdrammatizzazione mischiato a ironia decisamente fuori luogo, visto che le semplici risposte date fino ad ora “Sì, è tutto normale” non hanno provocato miglioramenti. Ora le risposte sono pressapoco così: “Ah no, guarda. No no, non è normale per niente... secondo me occorre vedere di cambiare la gamba perché quella non va bene. Ne propongo una più lunga di un metro e mezzo in modo da poter camminare zoppicanballando”. Sbiulina invece è testadura e non c'è verso di farla ragionare il che mi mette in seria crisi. Con Primogenita quando attaccava capricci plateali per motivi inesistenti mi comportavo nel modo più razionale possibile: le spiegavo con calma che quello che chiedeva era fuori d'ogni logica, se non impossibile, e la ragazza comprendeva e si calmava. Con Sbibulina... beh... apparentemente non funziona niente, neanche lasciarla piangere perché ha preso la costanza da suo padre ed è capace di andare avanti anche un paio d'ore. Ultimamente la lascio sfogare un po' e poi visto che il ragionamento, la distrazione, l'affetto, le coccole, il ricatto, le punizioni o l'abbandono di minore non servono a nulla, le chiedo se vuole essere aiutata a calmarsi (cosa che con sua sorella funzionava alla perfezione). Ovviamente neanche risponde ma con una dose di pazienza che basterebbe a nutrire l'intera popolazione impaziente mondiale, a volte si calma (ma a volte anche no). Tuttavia posso dire che stiamo vivendo un bel periodo e che riesco a sbaciucchiarmi le ragazze senza ancora essere mandata a quel paese. E io me le sbaciucchio. Oh se me le sbaciucchio.

giovedì 7 dicembre 2017

Trotta trotta birbalotta

Ultimamente non scrivo molto, sia perché non riesco materialmente a ritagliarmi dieci minuti per scrivere, sia perché non ne ho voglia. Ho di nuovo deciso di prendere in mano la mia situazione emotiva profonda ma in modo non così pensate come potrebbe essere affrontare settimanalmente uno psicologo perché anche di questo non ne ho voglia. Ci ho pensato, eh, ci ho pensato eccome, ma il fatto che io non ne abbia proprio voglia probabilmente indica che non mi sento pronta per ricominciare un percorso e lavorare di nuovo a tempo pieno su me stessa. E così la sto affrontando in modo blando, accettando non senza sensi di colpa la bulimia che si è ripresentata più fastidiosa del solito, affrontando la rabbia repressa e il senso di terrore assoluto nei confronti di mio padre guardandoli da un diverso punto di vista. Da sola non ci riuscirei, ovviamente, e così dopo vari tentennamenti ho chiesto aiuto a un amico un po' speciale, il Don. Francamente non avrei chiesto aiuto a lui se non avessi saputo con certezza che non avrebbe tirato fuori il discorso “religione” e non ha deluso le mie aspettative. Vedremo se tutto questo mi porterà nuovamente a una strada chiusa, o a una strada che mi sembra aperta ma che inevitabilmente mi riporterà indietro o se questo approccio mi riservi qualcosa di diverso.