venerdì 29 marzo 2013

Lo sguardo dell'amore

Perché alla fine, gira e rigira, i problemi sono sempre gli stessi. E se non li risolvi li trascinerai con te fino alla fine dei tuoi giorni. È così, inutile pensare che le cose svaniscano o si dissolvano miracolosamente da sole. È così per mille piccole paranoie ed è così per quelle grandi, insormontabili, che ogni volta che ci sbatti contro ti chiedi se un giorno ti sentirai davvero libera da quel peso e sai già la risposta: no.
Eh si, oggi sono andata a fare shopping, o almeno ci ho provato. Ogni volta che entravo in un camerino mi spogliavo, mi cadeva l’occhio proprio LI’ e scuotevo la testa. Provavo il capo, riscuotevo la testa, mi rivestivo e fuggivo via. A mio favore però posso fare un minielenco del perché, al di là dei miei ben noti problemi mentali:
  1. i capi di abbigliamento nei negozi odierni sono tutti per adolescenti anoressiche o feti
  2. provare l’intimo è già una prova di forza per qualsiasi normale donna che bene o male si piace
  3. le luci dall’alto non aiutano proprio
Alla fine sono tornata a casa con il portafoglio pieno, nessuna sportina e un senso di vuoto incolmabile. Ad accogliermi però il sorriso della Poppante. Che io sia truccata o uno zombie, che io sia in abito da sera o in tutona, che io sia perfetta o spettinata, mi guarda sempre con occhi ripieni di amore. Grazie, amore mio.

mercoledì 27 marzo 2013

Deviazione mentale

Vi pare normale che alla domanda 'Maaaamma? Domani andiamo alle primarie?' Io non abbia minimamente pensato alla scuola elementare ma abbia iniziato un discorso filosoficopolitico provocando un'espressione interrogativa degna del più dubbioso scienziato del mondo?

martedì 26 marzo 2013

Meglio non dirlo


Dopo quasi cinque anni, so per certezza che il mio essere mamma fortunata è legato a poche ma semplici regole fondamentali per riuscire a tirare avanti. Una di queste, da non violare MAI, neanche sotto tortura, neanche con la tua migliore amica, neanche per distrazione, per sincerità, per invidia è: MAI, MAI e poi ancora MAI dire che tua figlia sta bene. È matematicamente dimostrato che nel giro di 12 ore circa, la situazione idilliaca si trasfomerà in un inferno. Rispondere SI alla domanda “Ma la tua poppante dorme?” ti farà sicuramente passare la notte in bianco. Rispondere NO alla domanda “Ma la tua poppante ha preso l’influenza?” ti farà passare la settimana fra antiepiretici, pezze bagnate e smadonnamenti vari. Io questa regola l’ho violata, rispondendo NO alla domanda “Ma la tua poppante ancora non l’ha presa la congiuntivite?”. Ho sfidato la regola, lo so, e ora ne pago le conseguenze.

mercoledì 20 marzo 2013

Divergenze


Da quando io e Mr D. ci mettemmo insieme, quasi sette anni fa, la cosa che più saltava all’occhio era la visione di vita comune. Entrambi volevamo una famiglia, entrambi la volevamo numerosa, entrambi la volevamo costruire da giovani. Ora però, dopo un matrimonio, due figlie e la precarietà sulle spalle, la strada desiderata davanti a noi inizia ad essere un po’ diversa. Ieri infatti, per la prima volta in tutti questi anni, non ci siamo trovati d’accordo sul futuro. Perché la sottoscritta, 32 anni, bis-mamma, disoccupata e vagamente psicologicamente instabile, vorrebbe ancora un altro figlio nella sua vita. Intendiamoci: non subito, fra qualche annetto, magari quando Poppante avrà già l’età prescolare. Il pensiero che la mia vita sia finita qui, che non porterò più in grembo un altro bimbo, che non potrò più avere uno dei momenti più belli della vita di una donna, ovvero il parto, il pensiero che non potrò più allattare nessuno, che nessuno mi chiamerà più mamma per la prima volta, mi sconvolge. Non so se sia per la mia giovane età, per la mia voglia di una famiglia numerosa, per il mio appassionato amore per i cuccioli umani. Mr D. invece ha l’occhio clinico cinico di un economo frustrato che non riesce a far quadrare le spese familiari. E tutti i torti non ha. Lui è a posto così, sebbene da sempre avesse desiderato un maschio. Gli vanno bene due figlie, gli va bene concentrarsi sulla loro educazione, dare loro un futuro, un percorso di studi, una casa. Non gli interessa pensare ad un’altra piccola creatura ma gli interessa godersi quello che ha già.
Ieri la conversazione è stata chiusa in modo triste da parte mia, un po’ menefreghista da parte sua. Ma appena l’economia lo permetterà, tornerò all’attacco più battagliera che mai.

martedì 19 marzo 2013

Tempismo


Dicasi tempismo la qualità di chi agisce al momento opportuno. Proprio come stanotte, quando Poppante ha deciso di dire la sua prima parola proprio il giorno della festa del papà.
Ha detto “Mamma”.

lunedì 18 marzo 2013


“Maaaaamma? Io voglio bene a te, a mia sorella e anche a me stessa”
Quattro anni e mezzo e già è più saggia di me. Ma porc…

giovedì 14 marzo 2013

Habemus papam


Ok, è vero. Chi mi conosce sa che ho un credo tutto mio. Credo negli angeli custodi ma non nel paradiso, credo nella reincarnazione e in un unico Dio. Credo negli spiriti guida ma non nella Chiesa. Credo che Gesù sia stato uno splendido uomo illuminato e credo che lo sia stato anche Buddha. Tutte le sere vado a letto e recito un Padre Nostro, un Ave Maria e un Angelo Custode però cambio le parole in modo da sentire il significato in modo più profondo. Ogni tanto vado a messa ma porto al polso un mala e al collo un tao, una ludransca e un richiamo degli angeli.
Nonostante questa apparente confusione spirituale, il conclave è sempre un evento che mi affascina. Sarà per il mio animo storico, sarà per la mia sensibilità innaturale, ma mi getta dentro ad un vortice di sacralità e preghiera che mi toglie il fiato. Penso a Michelangelo, ai rituali identici in migliaia e migliaia di anni e ogni volta mi sfiora l’idea che, una volta chiusa la porta, si diano a balli di gruppo, spritz e felicità. Ma ogni volta spero anche nell’uscita di un Papa nero sebbene sappia dentro di me che il mondo ancora non è pronto e che uscirà lo stesso clichè di Papa: bianco, abbastanza anziano, pelatino, panciutello e con gli occhiali. A sto giro l’ho visto e ho scosso la testa, ma è bastato che dicesse “Buonaseeeeeeeera” per farmi dire sottovoce: “ok, questo mi piace”.

martedì 12 marzo 2013

Si impara già da piccoli


Poppante non sa dire nulla. Non sa dire mamma, né papà, né pappa né nient’altro. Non sa camminare né gattonare, non sa masticare né bere dal bicchiere. Ma una cosa la sa fare: a poco meno di otto mesi di età sa dire con decisione, consapevolmente e con cognizione di causa: NO.

lunedì 11 marzo 2013

venerdì 8 marzo 2013


Credo che tutti ci costruiamo un’immagine del passato diversa, di fatto, da quello che in realtà è stato. Mi sono accorta, però, che fino ad oggi io il passato l’ho così tanto modificato da renderlo irriconoscibile arrivando al punto da non ricordare più cosa sia effettivamente successo. In particolare due sono gli episodi storpiati a discapito delle persone che li hanno vissuti con me. La mia fortuna è che ho tutto scritto, conservato in blog divenuti cartacei. Mi chiedo se la mia non si chiami “malattia mentale”.

giovedì 7 marzo 2013


L’ho sempre odiata, lo ammetto. Sarà perché mia madre si ostinava a farmela contro la mia volontà, sarà perché l’ho tenuta con me per tutta l’infanzia, sarà perché ti amo (no, questa credo sia un’altra cosa), fatto sta che sono anni che ormai la evito come la peste. E invece ora mi guardo allo specchio e mi chiedo se io sia pronta ad accettarla di nuovo nella mia vita, senza pregiudizi, senza aspettative, senza chiusura mentale. E così oggi andrò e se avrò il coraggio la farò. E mi vedrete in giro sotto i portici di Bologna con una frangetta in più.

La Pimpante Piccola Peste vista con gli occhi della sua non-zia


"Mamma ma la Veronica si arrabbia mai? Io non la voglio fare arrabbiare mai perchè voglio che sia sempre felice"
"Si mamma, preferisco la Vero al nonno, perchè la Vero è bella quando sorride .. in realtà è bella anche quando non sorride"
"guarda mamma mando tanti cuoricini! Ma non sono per te, sono per la Veronica!"
"Amore lo sai che domani arriva la Veronica?" "Siiiii domani? Ma è oggi domani mamma?"
"Ma la Vero si arrampica? Ma sulle montagne? Ma allora è come l'uomo ragno! Ma mamma mi può insegnare? Quando viene glielo chiedo"
"amica della mamma che sa arrampicarsi sulle pareti come l'uomo ragno"
"Amore a casa c'è una sorpresa" "C'è la Vero???"
Amore di mamma….

lunedì 4 marzo 2013

The first one


Eccolo lì, sabato mattina, il primo di venti. C’è voluto molto lavoro, tanta bava, decine di giochini ruvidi, e molta pazienza, ma la puntina si è fatta vedere bene e ora non dà più fastidio. Benvenuto a te, incisivo inferiore numero uno.

venerdì 1 marzo 2013


Il ritorno alla normalità è quasi completato. Ora rientro nel mio intimo, nei miei jeans (o meglio in quasi tutti i miei jeans) e persino in alcuni vestitini estivi. Il mio seno è decisamente sgonfio, triste e squaffo, ma almeno non sono più una mucca da latte; il mio umore è stabile, il mio tempo libero è quel che è.
E ieri eccole, coloro che mi avevano abbandonato per un anno e mezzo. Le ho salutate con entusiasmo, come se fossero l’unico paramentro per capire davvero che tutto è tornato come prima. Mi ricordo che con la Piccola Peste ero terrorizzata dal rimanere incinta durante l’allattamento, nonostante tutte le precauzioni del caso. Ma visto che il frutto di tutte le precauzioni del caso dormiva nella stanza accanto, la mia ansia era più che giustificata. A sto giro la tranquillità ha regnato sovrana, ma mi ha fatto comunque piacere tornare ad essere un po’ più donna.