Era
ora, direi. Anche se obiettivamente i salti indietro in questo tipo
di cose sono proprio li' in agguato. Perche' un giorno
puoi svoltare ma il giorno dopo ti puoi ritrovare come se nulla fosse
successo. Pero' intanto io un'occhiatina dietro l'angolo a questo
giro l'ho data e mo' ve la racconto pure.
Siamo
sempre li, nel mio solito sogno, mentre osservo i miei solito
tre-quattro tornado che stanno arrivando con un cielo surreale di un
tramonto di primavera, un po' troppo rosso sangue per i miei gusti.
Sono sempre li a chiudere tutte le finestre e a invitare i
miei io interiori che sono rimasti fuori a barricarsi dentro. A sto giro
qualche resistenza, ma niente di rilevante. Inizio a barricare tutto
il barricabile quando mi accorgo che uno dei miei io interiori se ne
sta seduto comodamente fuori in giardino a leggersi un libro sulla
panchina. Lo chiamo. Nulla. Oh vabbeh la vita e' la sua non posso
costringere nessuno io eh, penso e continuo a chiudere. E poi
arriva una carovana di io interiori che sono rimasti chiusi fuori,
inizio ad aprire la porta mentre uno dei miei tanti io barricati
dentro protesta perche' in quel modo moriremo tutti di fame nel giro
di pochi giorni. Io protesto ancora piu' forte perche' mica si
possono lasciare morire cosi' le persone. Eccheccavolo. E
cosi', dopo averli accolti tutti dentro, ricomincio a chiudere. E qui,
la svolta. Mi accingo a barricare le imposte della cucina quando vedo
che uno dei tornado, uno di quelli minori, si e' avvicinato troppo e
sta proprio li fuori. E' piccolo, tutto nero, che si
staglia sullo sfondo rosso del tramonto. Io lo guardo e gli assesto
un bel pungo delicato (giuro, delicatissimo) in mezzo alla sua
panciotta. PUF, si dissolve. Ed e' allora che mi guardo intorno e
vedo che fuori non ci sono piu' tornado, che nella casa non ci sono
piu' imposte chiuse, non ci sono proprio piu' finestre perche' e'
tutto aperto e dalle aperture che danno sullo splendido panorama
collinare entra quella brezza rigeneratrice tipica
dell'aria di primavera mentre la casa piano piano si alza in volo al
tramonto e io, li dentro, chiudo gli occhi annusando la
tranquillita'. Mi sono svegliata con un sorriso beota sulla faccia e,
da sola, ho esclamato ad alta voce: Oooooh... era ora.

