Come vi spiegavo inquesto post, il liceo finalmente sono riuscita a viverlo il fine
settimana scorso. Abbiamo passato le giornate a chiacchierare
spensierati e le sere a ridere e a bere tutti insieme
appassionatamente. Mi sono sentita stranamente a mio agio, priva di
tutte quelle inibizioni da sedicenne che mi impedivano di stringere
un qualsiasi rapporto di conoscenza o anche solo di salutare alla
mattina appena arrivata in classe. Il top del top è avvenuto
l'ultima sera. Dopo aver messo a letto le pulzelle ci siamo ritrovati
con un giochino iniziato dalle bambine e continuato in modo adulto:
obbligo – verità – scala – salvataggio il tutto condito da due
simpatiche bottiglie di vinello bianco frizzante. Sono venute fuori
dalla bocca dei miei ex compagni di classe delle rivelazioni davvero
inaspettate. Mi hanno fatto un quadro di me sedicenne che mi calzava
proprio a pennello ma mi è stato detto che in questa vacanza sono
stata la persona più sorprendente della compagnia, che sono stata la
rivelazione più positiva di tutti i presenti, che sembro nata per
essere mamma e che sono cambiata così tanto in questi anni da essere
irriconoscibile. L'aggettivo predominante che mi è stato accollato
da tutti è stato ACCOGLIENTE. Chi l'avrebbe mai detto...
giovedì 27 aprile 2017
mercoledì 26 aprile 2017
20km Lausanne
Allora, innanzi
tutto sono viva. La gara è stata un'esperienza spettacolare, unica,
meravigliosa. Sono arrivata sia nella mia categoria che nella classifica generale sui 10 Km nel primo terzo del totale dei partecipanti e non solo ho
battuto il mio record personale ma ho anche fatto tutta la corsa
senza musica, raggiungendo l'altro obiettivo che mi ero prefissata.
Sono molto molto molto molto soddisfatta di me stessa, e vi assicuro
che è una sensazione per nulla banale per me.
venerdì 21 aprile 2017
Liceo
Io ho passato i
peggiori anni della mia vita al liceo, basti pensare che eravamo in
numero pari ma, nonostante questo, ero comunque in banco da sola.
Sono passati
vent'anni, alcune persone cambiano (me compresa) altre no.
Personalmente ho dato una seconda possibilità a tutti i miei ex
compagni: alcuni si sono rivelati ancora stronzi e ottusi come
allora, altri invece si sono rivelati aperti, compagnoni e maturi. E'
con questi che, qualche settimana fa, presi quella ciucca epocale in
cinque con sette bottiglie di vinello (vd vecchio post). Non mi ero
mai divertita con loro, a pensarci bene non ero neanche mai uscita
con loro, figuriamoci andarci in gita (al liceo evitai
chirurgicamente qualsiasi contatto extrascolastico con tutta quella
marmaglia, fuoriporta compresi).
Beh, domenica corro in Svizzera la 10Km (vd vecchio post), ci ospiterà un mio ex
compagno di classe e con noi verranno altre tre ex-compagne. È
inutile dire che mi fa stranissimo whatsappare con loro
l'organizzazione del fine settimana, scrivere mail e non sentirmi
coprire di insulti.
Ci sono voluti
vent'anni ma finalmente il liceo è arrivato.
giovedì 20 aprile 2017
martedì 18 aprile 2017
Quattro in quattro
Più le
spettinatine crescono e più le cose si fanno complicate.
All'inizio tutto è
fisicamente stressante, stancamente spossante, ma piano piano la
stanchezza fisica viene surclassata da una stanchezza di ben più
difficile controllo: l'impegno mentale. Ultimamente poi mi sono resa
conto che è entrata una nuova variabile nella nostra spettinata
famiglia: l'esigenza diversificata. Fino a qualche mese fa eravamo io
e Mr D. a dettar legge in tutto e per tutto (non che la cosa fosse
facile visto che io e lui la pensiamo sempre esattamente all'opposto)
ma pian pianino le cose sono cambiate e giusto ieri, in un viaggio in
macchina durato poco più di trenta minuti che son sembrati
duecentoventicinque, mi sono resa conto che siamo quattro persone con
quattro esigenze diverse e tutte da mettere bene o male d'accordo.
Si, lo so, è sempre stato così, ma dopo due giorni in una Roma in
cui potevo fare davvero quello che avevo voglia di fare nell'esatto
momento in cui avevo voglia di farlo (eh si, prima non me ne ero MAI
resa conto), beh, ieri ho avuto una sorta di illuminazione dall'alto
quando io avevo voglia di ascoltarmi Budapest, Mr D la radio,
Primogenita l'Ape Maia e Sbibulì Up&Up (e
questo è solo un microscopico e inutile esempio, ce ne sono di più
mastodontici e impegnativi eh). Dentro di me, da brava figlia
unica, continuavo a pensare alla libertà che in questi anni ho
sacrificato, dalle grandi alle piccole cose mentre dentro di me
cresceva l'immensa nausea che precede il ciclo.
Du maron.
venerdì 14 aprile 2017
Warning: questo
post potrebbe urtare la sensibilità di lettori maschili
“No no no e poi
no”
“Spettinata, non
è un'opzione. Te lo impongo”
“Ho detto di no”
“E invece io ti
dico di sì e visto che sono il tuo medico da anni ormai ti conviene
seguire quello che ti dico”
“Ma io non mi
voglio drogare”
“Ma quale droga e
droga, vedrai che starai meglio!”
“Macolcavolaccio!
Ti ricordi che la prendevo e poi stavo sempre male? Mal di testa,
male al seno, sbalzi d'umore a go go ed ero ingrassata a dismisura”
“Spetti... era il
1998... permetti che la scienza abbia fatto dei passi in avanti in
vent'anni e che gli effetti collaterali siano pressoché azzerati
ora?”
“Umpf”
“E poi te ne
prescrivo una al 100% naturale”
“Umpf”
“Siamo
d'accordo?”
“Umpf”
“Lo prenderò
come un sì”
Sant'uomo, il mio
ginecologo, ma io la pillola proprio non la voglio.
Ok ok avere il
ciclo ogni due settimane non va bene... Ma io la pillola non la
voglio.
Ok ok avere il
ciclo che al massimo ti dura due giorni non va bene... Ma io la
pillola non la voglio...
Ok ok non è
un'opzione a quanto ho capito, ma un fatto rimane: Io, sta kazzo di
pillola, proprio non la voglio.
mercoledì 12 aprile 2017
Ma quanto è
stronza, la stronza?
Tanto, tanto
davvero. TI giudica dal basso della sua altezza, spara il suo numero
infimo di solito di gran lunga superiore alle tue più tristi
previsioni e poi via, come se nulla fosse.
Quando la odio, la
stronza e nonostante tutto rimane a casa mia senza che nessuno osi
metterla alla porta.
Vorrei gettarla
fuori dalla finestra, la stronza, ma alla fine non solo non lo faccio
ma continuo a chiedere il suo parere.
Io la odio. La
stronza.
martedì 11 aprile 2017
Lezioni di vita da un'ottenne
“Mamma... oh
mamma... quanto ti voglio bene mamma... sei una mamma perfetta!”
“Eh... su...
Primogenita... Mi vorresti dire che non cambieresti neanche una cosa
della tua mamma se potessi?”
“No no, niente”
… … …
“Aspetta un
attimo”
Ah... me pareva!
“Sii. Una cosa la
cambierei: il fatto che sei toro. Non si vince contro il toro, io lo
so. Sarebbe bello non fossi toro”
“Se vuoi mi posso
impegnare ad essere meno rigida, sai”
“Hum... mamma?”
“Si?”
“Ci ho
ripensato... Non voglio che tu sia diversa, non è giusto. Voglio che
tu rimanga così come sei perché essere sé stessi è la cosa
migliore sempre. Perché se tu fossi più gentile allora non saresti
più tu. E' importante essere sé stessi, mamma”
Kazzarola è più saggia di me
lunedì 10 aprile 2017
Uh! Mais bienvenue!
Mentre mi asciugavo
i capelli nella mia ministanza d'algerbo superlux l'ho incontrata ed
è stato amore a prima vista. Mrs Winckilson spero non sia gelosa, ma
non credo visto che lei è la protagonista indiscussa e la nuova
arrivata è decisamente timida e riservata. Comunque ho sorriso e
davanti allo specchio, come i matti, le ho parlato ad alta voce: Mais
bienvenue Madame Claudette, benvenuta
nel retro della mia testa. Ti troverai bene lì, nessuno ti noterà e
sarà meno probabile che tu venga strappata a tradimento dalle abili
mani di Mr D.
E per chi non ha
idea di cosa io stia parlando... Click.
domenica 9 aprile 2017
Roma capoccia
Posso senza ombra
di dubbio affermare che questo sia stato il fuori porta più bello
della mia vita dopo l'esperienza in Africa.
Sono stati due
giorni ricchi di scoperte interiori, due giorni di totale
spensieratezza, di attacchi d'ansia spariti e di sorrisi gratuiti.
Riprendendo il postsulle paure scritto settimana scorsa:
- Noia. La noia non è esistita, è esistito un potente, fortissimo, meraviglioso relax. Mi sono imposta di non avere programmi e ho scoperto che va dove ti porta il cuore è un consiglio meraviglioso. Ho girato senza una precisa meta per chilometri e chilometri, infilandomi nelle chiese e nei musei scoperti per caso. E sempre per caso sono arrivata a vedere il mio quadro preferito che io, storica dell'arte, non avevo mai avuto il tempo di andare a vedere. Sono rimasta lì davanti per circa tre quarti d'ora, con lacrime di gioia che mi sgorgavano dagli occhi e un custode incredulo che ha pensato bene di chiedermi se era tutto ok. E sempre per caso, in mezzo a pareti e pareti ricolme di cornici, ho notato il quadro che in casa dei nonni stava appeso in soggiorno in un'allucinante riproduzione mal fatta, un quadro orrendo che però mi ha riportato immediatamente al calore dell'infanzia.
- Maniaci sessuali. Approcci diversi da diversi romanacci me li sono beccati, ovviamente, ma è stata tutta una risata e qualche chiacchiera. La sera, ciò che in realtà mi faceva più paura, è stata una sera meravigliosa. Il mio amico vip n.2 mi è passato a prendere in motorino, e dopo una carbonara in un vicoletto vicino a Piazza Navona, mi ha portato a fare il giro dei colli e della città stile Vacanze Romane fermandoci solo quando avevo voglia io di fermarmi. Abbiamo fatto le tre del mattino a parlare delle nostre vite, dei nostri difetti e della nostra amicizia, scoprendo una Roma semideserta illuminata dalla sua splendida magia
- Solitudine. Questa era la paura più paurosa di tutte tant'è che in valigia avevo messo musica e libri come se piovessero. In realtà non ho mai, e dico mai, usato nulla. Mi sono immersa nello splendido silenzio della solitudine, ho sentito la strana sensazione, dopo ore che non parlavo con nessuno, della mia voce che chiedeva informazioni. Io, abituata a sentirmi chiamare ogni due per tre, mi sono ritrovata ad aver bisogno di silenzio. Inoltre la solitudine mi ha donato il regalo più grande: imparare ad ascoltarmi, capendo cosa avevo voglia di fare nell'esatto momento in cui avevo voglia di farlo. Si chiama Libertà e io, questo tipo di libertà per un motivo o per l'altro non l'avevo mai provata. E' davvero strano il poter fare quello che uno ha voglia di fare senza alcun tipo di limite, di problema, di ostacolo, senza dover tener conto delle esigenze di qualche d'un altro al di fuori di te stesso. Il colmo l'ho toccato andando a correre per Villa Borghese e il Pincio, un'ora e mezza di corsa spensierata senza musica (per me assoluta novità, ho sempre avuto paura di correre senza musica nel caso di stanchezza viscerale e invece mi sono resa conto che nel silenzio si ascoltano meglio le esigenze del proprio corpo, riuscendo a raggiungere prestazioni migliori), senza una meta precisa all'una del pomeriggio, digiuna, ma felice come poche volte lo sono stata nella mia vita
Tutto questo va
anche condito con un'enorme botta di chiulo: vacanze a costo
praticamente zero. Oh yeah. Ho pagato giusto il biglietto del treno
(fra parentesi pochissimo grazie a un'offerta beccata per caso), due
insalate e l'entrata a due musei. Punto. Perché quando mi
sono presentata in albergo, convinta di avere la mia bella camera
doppia uso singola enorme e cinquestellosa prenotata per me dal mio
amico vip n.1 in una zona superchic di Roma (ma prenotatami ad un costo
irrisorio), mi son sentita rispondere che non c'era nessuna
prenotazione a mio nome (avevano sbagliato giorno) e che l'albergo
era pieno. Io, che sono profondamente convinta che la gentilezza
paga sempre, ho aspettato con calma e pazienza mentre il direttore
dell'hotel si inkazzava con chiunque gli fosse capitato a tiro facendo salti mortali fra il suo staff incasinato e il mio amico furioso dall'altra
parte della cornetta. Nel giro di venti minuti, dopo un caffè
offerto in una sala d'aspetto più grande del mio appartamento, ho
ottenuto una camera singola molto carina anche se piccola, con una
doccia bella grande che è stata praticamente accesa duecento ore al
giorno (ho scoperto la meraviglia di poter stare sotto la doccia a
qualsiasi ora del giorno e della notte per tutto il tempo voluto). E Signora, ci scusi
per il disagio e per la camera molto piccola. Ovviamente il
soggiorno, comprensivo di prima colazione sarà interamente offerto
da noi. Oh yeah. E dopo aver raccontato tutto questo al mio amico vip n.2, il ragazzo
mi ha suggerito una vacanza a costo zero e si è offerto gentilmente
di pagare tutto quello che avremmo ingurgitato durante la serata,
vinello compreso. Ovviamente imporre resistenza è stato inutile.
Non solo non mi
potevo lontanamente immaginare quanto bella sarebbe stata questa esperienza, ma
non avrei potuto chiedere di più neanche nei miei sogni più belli.
venerdì 7 aprile 2017
Anti-ansiolitici naturali
Io sono una persona
mooooooolto ansiosa. Pensate che sabato scorso mi sono ritrovata con
un'ora e mezza libera a Verona.
Stazione di Verona
– Arena di Verona: tempo stimato di percorrenza a piedi 10 min
Io li ho fatti di
corsa per paura di non riuscire ad arrivare in tempo per vederla. Si
chiama: malattia mentale. Si si, lo so.
Ora mi ritrovo con
due giorni liberi per Roma. Alè. Conoscendomi passerei due giorni a
correre (ma non correre metaforicamente, ma proprio fisicamente)
avanti e indietro non per desiderio di vedere tutto, ma per paura di
perdermi qualcosa.
E allora un
ansiolitico naturale quale potrebbe essere? Beh, non fare programmi
di nessun tipo in nessun modo. Ho solo due cose che vorrei fare:
- vedere la mostra di Boldini al Vittoriano
- fare un giro a Villa Borghese
Basta.
Punto.
Mi piaaaaaaaace.
giovedì 6 aprile 2017
Di semini
Ultimamente, ovvero
da quando ho iniziato ad avere un po' più tempo per me stessa, mi
sono resa conto di alcuni semini che avevo nella dispensa della mia
anima. Semini secchi rinchiusi in un barattolo ma mai piantati nel
terreno della mia mente. Di semini ce ne sono molti, ma quelli in
cima al barattolo sono sempre stati sostanzialmente tre, tutti legati
a tre obiettivi perseguibili in tre ambiti di vita diversi. Il primo
legato alla mia capacità fisica, il secondo a quella intellettuale,
il terzo a quella vocale.
Da qualche
settimana il primo seme l'ho piantato, con costanza lo sto
innaffiando e da un po' è nata una splendida, seppur ancora piccola,
piantina: la maratona. Ho deciso che la farò, mi sto allenando per
farla e francamente sto ottenendo buoni risultati.
Il secondo seme è
nel barattolo da una vita, c'è stato un momento in cui l'avevo anche
piantato per terra ma dopo qualche giorno l'avevo tolto e rimesso nel
barattolo: scrivere un libro. Qualche giorno fa una persona che mi
sta diventando cara mi ha preso il semino dal barattolo e mi ha
chiesto perché non posso piantarlo per terra e dargli un po' da
bere. Beh... a pensarci bene, piantare il semino nel mio cervello non
mi costa niente. Per il momento l'ho tirato fuori dal barattolo e
messo nella terra. Non gli ho ancora dato da bere, rimane lì ad
aspettare, ma non è più nel barattolo dell'impossibile desiderio,
potrebbe diventare qualcosa di concreto.
Il terzo semino è
quello che dimora nel mio barattolo e fra poco ci farà pure la
muffa. Sono anni che è lì, che Mr D. mi sprona a tirarlo fuori e a
piantarlo ma sono anni che non mi è mai sfiorata l'idea di poterlo
fare, anzi, mi rifiuto proprio di farlo. Perché? Beh, per paura
suppongo. Paura di non essere all'altezza, fondamentalmente. Paura di
sentirmi dire quello che già so, ovvero che ho una voce normale e
che sì, sono intonata, ma lì finisce tutto. Ecco, questo semino mi
è stato chiesto se lo avessi nel mio barattolo da diverse persone,
fra cui la persona che mi ha fatto decidere di piantare il seme
precedente. Eccome se ce l'ho questo seme, ma non voglio piantarlo.
No no no no e poi ancora no.
“E' ora che la
smetti, B. E' ora che la smetti di sottovalutarti e che inizi a
vederti per quello che sei. Basta”. BUM. Mi chiedo davvero cosa
veda questa persona che io non vedo. Ma mi ha detto questa frase in
un modo che non ammette marce indietro, così sicuro, forte e deciso
che per la prima volta mi son sentita scossa. Intendiamoci, non è la
prima volta che qualcuno esprime il concetto qui sopra (vero non-gemella?) però, non so per quale strana ragione,
chi mi si è parato davanti a questo giro non l'ha messa come una
possibilità, o come una scelta, ma come un capitolo che va chiuso e basta, che non ha più senso tenere aperto ormai e che va fatto. Punto.
Oh, io il terzo semino lo
rimetto nel barattolo e mi concentro sugli altri due. Ma magari posso
iniziare a pensare a chiuderlo davvero sto kazzo di capitolo.
Forse.
Forse.
mercoledì 5 aprile 2017
Oh shit!
Sono arrivata ad un
punto in cui persino mio padre ha notato qualcosa di diverso in me.
Me lo ha detto questa mattina, col suo solito fare da uomo tutto d'un
pezzo.
“Non voglio farmi
gli affari tuoi, non voglio neanche farti una domanda. Ti dico
semplicemente quello che vedo, visto che ci sono passato pure io, e
ti do una semplice dritta: Non fare stronzate”
Omapporcadiquellaputtanaccialadra.
Una persona si
sbatte tutta la vita per guardare i genitori per quello che sono, si
sbatte per non diventare come loro, per accettare i loro errori,
farne tesoro e poi non caderci. E poi tuo padre se ne esce così.
Premessa: per mio
padre la libertà personale è sacra. Guai mai ad intaccarla. Lasciò
mia madre principalmente per quello. Perché ha bisogno di essere
libero, anche sentimentalmente parlando. Una donna è francamente un
po' restrittivo per lui.
Sono
arrivata a questo punto?
Sto diventando come mio padre?
No.
Io non sono come lui ma la realtà è che ho passato gli ultimi nove anni al totale servizio della mia famigliuola, dimenticando ciò che voleva dire prendersi un attimo per sé stessi. Negli ultimi mesi invece, complice l'età delle bambine, il vento è cambiato, ho riscoperto me stessa e ho più tempo da dedicarmi. E' un po' quello che dissi a Mr D. quando si discuteva del terzo pargolo: “Guarda che ora io lo farei volentieri ma stai attento che qui, appena io annuso l'aria di libertà, poi mi passa la voglia”.
Esattamente.
Ora riesco a correre 3 volte a settimana senza rubare tempo a nessuno, riesco a cantare e suonare tutti i giorni per almeno mezz'ora senza troppe interruzioni, riesco a farmi qualche giornata qua e là (anche se mooooooolto raramente), riesco a ricavarmi qualche pomeriggio senza correre troppo e tutto ciò mi fa sentire assai bene e per niente in colpa.
Io non sono come lui, ma come tutti gli esseri umani ogni tanto ho bisogno di fare quello che ho voglia di fare.
martedì 4 aprile 2017
“Papà?”
“Si primogenita?”
“Papà, questa
felpa mi sta un po' piccola”
“Beh non tanto
dai...”
“Si ma mi da
fastidio”
“Ok... Ok...”
“Papà?”
“Si Sbibulina?”
“Non ho felpe”
mumble mumble
mumble
“Provati questa”
“Mi sta”
Cioè, siamo già
a questo punto? Porcadiquellapuzzolaladra da quand'è che le mie
figlie vestono praticamente la stessa taglia?
GLOM
lunedì 3 aprile 2017
Insolitamente sola
Questo fine
settimana Mr D. se ne andrà a Malta per tre giorni. Io mi ritrovo
senza il marito.
Mumble mumble.
Mumbel mumble.
“Bimbottine? Vi
va di andare il fine settimana a dormire dai nonni?”
“Yeeeeeeeeeeeeeeeeeee”
Ora mi ritrovo
senza marito e figlie.
Oh... io me ne
vado.
Ho due giorni
liberi, da sola, senza nessuno, da sola sola. Non mi capita da nove
anni. Nove fottutissimi anni.
Oh... io me ne
vado.
E dove vado?
Opzioni:
- terme. Due giorni di terme e massaggi completamente al relax. Venitemi a prendere... si si
- me ne rimango a casa. Due giorni di tv, divano, rutto libero, patatine, pizza. Non mi alzerò mai più da lì
- Roma. Due giorni a Roma che, per quanto io l'abbia vista duecento volte, per altre duecento ci tornerei. Io adoro Roma... Roma... Roma... panico. Panico puro.
Panico.
Io non ho mai
viaggiato da sola in 36 anni. O meglio, ho viaggiato spesso da sola
ma sempre per andare a trovare qualcuno, qualche amico, qualche
parente. Avevo sempre uno scopo e quello scopo era il prossimo. A
Roma, beh, a Roma sono piena di ex e non mi sembra il caso di
contattare nessuno per cui mi ritroverei due giorni davvero da sola.
Panico.
Panico?
Kazzarola ho paura
di viaggiare da sola... E questa poi! Una novità bella e buona. Vedi
che non ci si conosce mai abbastanza? Vediamo di cosa ho paura:
- Noia. Ho paura di annoiarmi tutte quelle ore da sola ma se mi annoio a Roma, con la mostra di Artemisia da vedere e le duecentomila passeggiate che ho in programma, dai su Spetti. Trova una scusa migliore
- Maniaci sessuali a go go. Sabato mi sono ritrovata da sola a gironzolare per Verona e in meno di due ore mi sono ritrovata a scappare da tre persone, due delle quali francamente mi avevano assai preoccupato. Giuro, non sono paranoie e non ho voglia di spiegare cosa hanno fatto, ma vabbeh. Però porcadiquellaputtana potrei anche andare a Roma e dopo cena chiudermi in albergo con patatine e pizza (si vede che ho voglia di patatine e pizza?) a guardarmi un film. No?
- Solitudine. Ho paura della solitudine? Forse... Il solo pensiero di stare sola ma fuori da casa mia (perchè in casa da sola sto daddddddio) mi fa salire dei bei potenti attacchi d'ansia, molto molto forti. E perché poi? Boh.
La vita comincia
quando la paura finisce
Fanculo.
Parto.
Io parto.
Forse.
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