giovedì 30 dicembre 2021

Il solito buon proposito

Alla fine sono sempre lì, mi ritrovo a pensare a cosa vorrei per il nuovo anno e sono sempre sempre lì. Il mio desiderio, il mio buon proposito, quello che quando guardo una stella cadente esprimo chiudendo gli occhi è sempre lo stesso: guarire dai dca. Ma quest'anno, purtroppo, sono meno ottimista perché parto già col desiderio (malsano per tutta una serie di ragioni) di voler perdere peso e questo per me vuol già dire che ci sono ancora dentro.

Ps: teoricamente da lunedì sarò in ferie per cui ci vedremo fra una decina di giorni. Dico teoricamente perché sono venuta a contatto con una persona positiva e ho un tampone a breve. Sperém

mercoledì 29 dicembre 2021

I momenti più belli

Ognuno di noi ha il proprio momento preferito della giornata. I miei sono due e rispettivamente l'inizio e la fine.

INIZIO: Dopo essermi svegliata assai rinconglionita da una notte di solito non proprio serena, barcollo verso il frigorifero, riempio un biberon di latte, lo scaldo, prendo il cinno urlante che reclama la sua colazione, mi metto sul divano, lo adagio su di me e gli tappo la bocca per farlo mangiare. E allora lì avviene la magia. Per tutto il tempo in cui è impegnato a riempirsi lo stomaco Birullulo si abbandona su di me, si fa sbaciucchiare, coccolare ed è docile e dolce come un agnellino. Sfioro i suoi capelli morbidi con le mie labbra, accarezzo le sue manine, osservo i suoi piedini contorcersi e sorrido al pensiero di quanto sia immenso l'amore che provo per lui.

FINE: Dopo aver svolto le faccende di casa e aver messo a letto Birullulino arriva il mio momento. Solo mio. Cioè in realtà ERA solo mio fino a una settimana fa. Ora si è trasformato in un momento nostro, solo nostro, tutto al femminile. Prima che piombassero nel mio momento, io mi mettevo sul letto con solo la lampada di sale accesa, aprivo il mio bel libro e per una mezzoretta ero solo io, sul mio lettone, immersa in un mondo bello e parallelo. All'inizio si è intrufolata Primogenita, accanita lettrice quasi quanto me mentre Sbibulina leggeva ad alta voce qualche storiella con suo padre sul divano. Poi ha provato ad unirsi a noi ma è stata malamente cacciata dalla sorella perché il silenzio durante la lettura è d'oro. E così Sbibulina si è impegnata ed esercitata, ora riesce a leggere in silenzio e il momento che prima era pura e semplice lettura in solitudine e calma, si è trasformato in una sorta di raduno femminile sul lettone: alla mia destra Primogenita con Percy Jackson, alla mia sinistra Sbibulina con Le cronache di Narnia e in mezzo io che mi leggo per la duecentesima volta un Harry Potter. Stiamo strette come salamine ma la tranquillità, la luce soffusa della lampada di sale, il fruscio delle pagine che scorrono trasformano quel particolare momento in qualcosa di unico e meraviglioso che scalda il cuore. Io, la mamma che non vedeva l'ora di mettere a letto tutta la figliolanza il prima possibile, ora vorrei che le mie figlie rimanessero sveglie con me fino a tardi nella speranza che quel momento non finisca mai.

martedì 28 dicembre 2021

I miracolati

In due anni pieni di pandemia chi è riuscito a non prendersi il covid ormai è considerato un miracolato. Noi in quanto famiglia di 5 lo siamo davvero. Io, Mr D. e Primogenita siamo vaccinati, Sbibulina e Lollino ovviamente no. Il nostro miracolo si è intensificato due mesi fa, quando si è scoperto che entrambe le compagne di banco di Sbibulina erano positive e lei se ne stava beatamente in mezzo. Una delle due, fra parentesi, era anche la sua migliore amica con la quale si sbaciucchiava, si abbracciava, si coccolava tutto il tempo anche fuori dalla scuola nonostante i numerosi moniti di noi genitori. Lei ne è uscita indenne, non si sa come. Il miracolo si è ripetuto un paio di settimane fa quando sono stata per più di un'ora in una stanza chiusa senza mascherine con una persona positiva sul posto di lavoro. Anche io ne sono uscita miracolosamente indenne. Il miracolo ha fatto tripletta questa settimana con Primogenita. I due terzi della sua squadra di pallavolo sono risultati positivi, pallavolo sport di contatto ci sta. Tutti toccano la stessa palla, si danno il cinque, si urlano a vicenda sputacchiandosi allegramente e condividono lo stesso spogliatoio. Due di queste ragazze sono carissime amiche di Primogenita e si vedono anche al di fuori degli allenamenti, aumentando la probabilità che mia figlia se lo fosse in qualche modo beccato. Ieri il risultato negativo del test ci ha fatto davvero strano, aprendoci la possibilità di andare comunque in montagna (ipotesi che, dopo i mille messaggi di positivi in squadra, stava ormai pian piano sfumando). Trattasi di culo, secondo me.



lunedì 27 dicembre 2021

Aaaaaaahhhhcqua

Birullulo ha una vera e propria passione per l'acqua, oltre che per i mandarini ma vabbeh. Gli piace, la chiede spesso con mimica chiara e precisa e alla fine di ogni bevuta fa sempre la stessa cosa ovvero un sonoro, soddisfatto, verso degno del più rozzo sommelier: AAAAAAAAHHHHHH. Infine ieri, dopo mesi e mesi di solo Mamma e Papà, ha sciolinato la sua terza parola. Ha chiamato la sorella grande? La sorella piccola? Il suo Babau? Il ciuccio? No, ha chiamato la sua cara, vecchia, dissetante e immensamente adorata ACCA.

Dreaming marathon

Francamente sono assai demoralizzata. Uno dei miei sogni nel cassetto sarebbe correre la maratona. Ogni volta che mi decido a intraprendere questa strada succede qualcosa e alla fine sono costretta a lasciar perdere. Anche a sto giro guardo la maratona con gli occhi luccicanti colmi di desiderio. Ma ogni volta che mi appresto a correre per più di 8 km eccolo lì, il mal di testa post-corsa, un mal di testa così forte che sono costretta a drogarmi. Dapprima (come scritto qui) ho provato con la postura che però si è rivelata utile nelle piccole distanze, poi me ne sono infischiata e ho iniziato a tachipirinarmi con il risultato che un giorno sì e uno no ero costretta ad assumermi due pasticcazze e immagino che il mio fegato e il mio stomaco a lungo andare potrebbero risentirne. E allora che fare? Come posso continuare se sto sempre male?

mercoledì 22 dicembre 2021

Funzionano ste kazzo di pecorelle, o no?

Questa notte ho dormito tre ore. Mi sono addormentata alle due e mezza e mi sono svegliata alle cinque e mezza. Birullulo non c'entra nulla, si è svegliato tre volte ma si è riaddormentato immediatamente (e per fortuna direi, conoscendo l'universo avrebbe potuto benissimo farlo stare sveglio proprio nelle ore in cui sarei riuscita a dormire). Insomma, tre ore sono un po' pochine. Eh. Pensieri su pensieri su pensieri. Du maron.

 

ps: BUON NATALE A TUTTISSIMI 💜

martedì 21 dicembre 2021

No, non funge

Il diario alimentare non funziona e credo sia dovuto al fatto che comunque di base c'è una regola: quella di scrivere e annotare tutto. E avendo vissuto per decenni con regole alimentari ferree dettate dalla malattia, e avendo vissuto decenni con regole alimentari infrante a causa della malattia, forse a sto giro non è la strada giusta, non so . Ho retto per un giorno e mezzo e poi nella mia testa è scoppiato il caos e allora ciao ciao. Ieri sera mi sono ritrovata a piangere quando avevo ancora tutti e tre i figli svegli, le grandi che litigavano e il cinnazzo che urlava a un pupazzo, ero stanca che sarei svenuta e avevo il gatto che, approfittando del fatto che nessuno aveva sparecchiato, era riuscito nell'impresa di rubare un pezzo di spiedino di pollo da un piatto abbandonato inzaccherandomi il pavimento di pezzettini scivolosi di carne smaciullata. Ci sono giorni che prendo tutto con immensa tranquillità e riesco a vedere il mio mondo nel giusto modo, con gli occhi dell'amore e con la felicità per questo periodo che so che non tornerà più, un periodo fatto di caos e condivisione, di baraonda e famiglia. Ma ci sono giorni, come ieri, in cui non riesco a trovare un equilibrio e la cosa mi distrugge perché questi momenti non torneranno, so che sono gli anni migliori in cui godermi la mia famiglia e io amo la mia famiglia più di qualsiasi cosa al mondo, amo immensamente Mr D. e i miei figli sono quanto di più bello e meraviglioso io potessi mai avere.

Il meccanismo Pollyanna

Nasce sempre da lì il mio problema principale: nella mia testolina tutto quello che faccio è il minimo che io possa fare. Non importa se tiro avanti una famiglia, una casa, tre figli, il lavoro, lo sport, la musica e mille altre cose. Quello è il minimo, è la base da cui partire. So solo io quante strigliate mi sono presa all'epoca dalla Psicocosa che continuava a ripetermi che in realtà quello che io considero il minimo dovrei considerarlo il massimo. Gira e rigira siamo sempre lì. Quando sto male guardo alla mia vita e penso di non aver nulla per cui lamentarmi, che va tutto bene, che sono fortunata, che in fondo non è che faccio poi tutto sto granché. Ecco come la vedo io normalmente e ricordo benissimo cosa mi diceva la Psicocosa e tutto il suo discorso Meccanismo Pollyanna (vedi post qui). Visto che ricordo qual'era stato il lavoro che mi aveva fatto fare la Psicocosa ecco che dovrei essere più obiettiva e dire:

  • Tre figli. Tre figli sono impegnativi, è inutile che io ci giri intorno. Sì sì è vero che la grande è grande e che è autonoma, ma è pur sempre un impegno in termini psicologici, più che fisici. E' vero che la mezzana se la sgavagna da sola ma Sbibulina ha un carattere impegnativo, diverso in tutto e per tutto dalla sorella, e le sono costantemente dietro (caratterialmente parlando)per cercare di educarla come credo sia meglio per lei. Birullulo è vero che è sostanzialmente un bimbo buono, ma è molto molto impegnativo. Di giorno è un vulcano di energia e la maggior parte del tempo o piange perché non riesce a fare una cosa che si è messo in testa di fare o perché vuole che qualcuno stia con lui a giocare. Durante il pasto, che è sempre solo ed esclusivamente mia prerogativa anche se lascerei volentieri questa incombenza a qualche d'un altro (ma chissà perché nessuno mi aiuta mai) l'80% delle volte diventa un piccolo demone infuriato e cambiargli il pannolino dovrebbe essere considerato uno sport olimpico degno della lotta libera. Di notte va meglio ma comunque si sveglia sempre due o tre volte e capita che io passi anche un'ora e oltre nel lettino con lui perché non vuole che io me ne vada, ranicchiata a farmi tirare delle sberle in faccia alle 4 del mattino perché vuole accertare la presenza materna

  • Mr. D. è un ottimo papà, è un meraviglioso papà. E lo amo immensamente per questo. Lo amo e basta, l'ho sempre amato e continuo ad amarlo tantissimo. Ma è innegabile che con l'arrivo di Birullulo le cose siano di nuovo cambiate, l'intimità fra noi sia quasi sparita e i momenti per noi siano ridotti a zero. Questa è un po' una novità. Con la mia fortissima fobia di essere abbandonata ho sempre fatto in modo, con la nascita delle prime due, di trovare del tempo per noi, a costo di fare i salti mortali. A questo giro no, lo ammetto. Se da un lato è una cosa assai positiva (si può dire che la mia super paura dell'abbandono stia migliorando) dall'altro porta il fatto che ci siamo allontanati. So che è normale e che tutto rientrerà nei ranghi, ma la cosa mi pesa. E molto. E so anche che non è giusto che la responsabilità del nostro rapporto ricada solo su di me, ma per quanto Mr D. sia un papà molto affettuoso, non si può dire altrettanto come marito. Diciamocelo: come marito è un vero orso.

  • Il lavoro. E' vero che lavoro solo mezza giornata ma è anche vero che ultimamente non va per niente bene. Da un po' di tempo sono cambiati i vertici, è cambiata l'organizzazione interna radicalmente fino ad intaccare quello che era uno pseudo-equilibrio. Infine l'amministratore ha fatto cenno un paio di volte alla liquidazione e due settimane fa ha indetto una simpatica riunione con tutte noi (siamo in 4) per dirci che una di noi dovrebbe essere licenziata. Per il momento siamo riuscite a convincerlo a fare un contratto di solidarietà a tutte, riducendoci le ore e lo stipendio (che fra parentesi sarebbe un problema visto la mia situazione bancaria decisamente messa male) ma ho la netta e fondata sensazione che a primavera qualcuna se ne andrà. Io sono dentro da molto tempo, ho moltissime ferie arretrate e tanta maternità ancora non usufruita per cui è improbabile che sia io a perdere il posto, ma è innegabile che meno ore di lavoro con la stessa mole di cose da fare portino il caos. Se poi se ne andrà anche una di noi, il caos sarà ancora più catastrofico.

  • La casa. Casa mia è il caos, un caos che io cerco sempre di arginare mettendo a posto e pulendo il più possibile senza però arrivare ai nervi. E' vero che Mr D. ogni tanto mi aiuta, magari sparecchiando e facendo la lavastoviglie, è innegabile però che il 90% lo faccia io. Forse il 95%. E' un impegno non da poco, che si riduce a farmi schienare anche alle nove di sera quando non vorrei fare altro che spalmarmi sul divano e perdere i sensi

  • Lo sport. Lo sport è la mia valvola di sfogo, mi serve, mi piace e lo faccio almeno tre volte alla settimana. Ma se guardo bene in faccia a questa realtà, per poter fare sport e ricavarmi quell'oretta tolgo del tempo al relax, o meglio tolgo del tempo a fare le cose con più calma. Mi ammazzo per riuscire ad andare a correre, con il freddo e con il gelo, per poi passare il resto del giorno stanca e distrutta, magari col mal di testa, mentre cerco di portare avanti le cose che avrei dovuto fare quando ero in giro a correre. E perché faccio sport allora? Perché mi piace? Forse, ma forse rimane alla base una compensazione. E non va bene, non va affatto bene.

  • Mio padre. Sì sono fortunata ad avere ancora un papà, sono fortuna a non essere stata del tutto abbandonata da lui. Ma la realtà è che lui non si ricorda di me, non si ricorda di avere una figlia e quando lo sento per telefono io non esisto. Esempio? Settimana scorsa l'ho chiamato e gli ho detto di essere in attesa di un tampone perché sono stata un contatto stretto molto stretto di una persona positiva. Non mi ha neanche chiesto come stavo, mi ha semplicemente detto che aveva prenotato la terza dose. Fine. Grazie dell'interessamento papà. Ora si avvicina il Natale e neanche mi ha chiesto di vederci.

  • Mia madre e mia nonna. Io voglio bene tantissimo ad entrambe, mia madre mi sta dando davvero una mano un po' in qua e un po' in la ma è innegabile che entrambe siano delle persone estremamente ansiose, che mi chiamano duecento volte al giorno elencandomi tutti i loro mali del mondo come se stessero morendo da un momento all'altro. Dopo quarant'anni di allerte in cui non abbasso mai la guardia (metti caso che a sto giro stiano morendo davvero non me lo perdonerei) inizio ad essere stanchina

Spero di aver finito. Ma mica ne sono così sicura eh...

lunedì 20 dicembre 2021

FAILED

Venerdì sera mi sono ritrovata sola a casa con la figliolanza e non ho retto, sono caduta. Non cadevo così in basso da mesi, forse anni. Mi sono abbuffata come sempre ultimamente ma invece di fermarmi lì non sono riuscita a contrastare la malattia e ho vomitato, e tanto. Sono tantissimi i sentimenti che ho provato nel giro di pochissimo tempo: delusione, tristezza, angoscia, ansia. La sensazione di essere di nuovo laggiù nel pozzo come se non fosse successo nulla in questi anni, come se non avessi affrontato alcun percorso riabilitativo. A cosa è servito? Una differenza sostanziale sicuramente la noto: le paranoie. Mentre prima l'impulso di vomitare e di compensare era sempre legato alla paranoia per il mio fisico, ora è tutto slegato, quasi senza senso, lì per ricordarmi che il mio malsano rapporto col cibo è un enorme sirena d'allarme per farmi comprendere che qualcos'altro non va. Non che questo mi aiuti a sentirmi meglio eh, ma è già qualcosa. Il tentativo di settimana scorsa (vedi post qui) è miseramente fallito dopo tre giorni portandomi poi nel buio più totale. Credo che la delusione e la tristezza siano stati i sentimenti predominanti, come se non fossi capace, come se la malattia fosse colpa mia, di nuovo. La tristezza e la disperazione sono venute quasi subito dopo perché è palese che io abbia di nuovo bisogno di aiuto, è evidente che devo ricominciare di nuovo, ancora, e che nulla è finito. Lo so lo so, non si guarisce mai completamente dai disturbi alimentari, ci si ricasca, è cosa nota, ma per qualche motivo speravo non succedesse a me. E non ne ho voglia. Non ancora. Non di nuovo. Poi sono andata a spulciare il blog per ritrovare il punto di inizio e ho trovato questo post qui di agosto 2018 (2018... due anni e mezzo fa) e ho deciso che è bene ricominciare da lì, o meglio da un pochino prima perché purtroppo mi rendo conto che sono pronta solamente (e neanche del tutto) ad affrontare i primi due step di questa microlista:

1° step: mangiare lentamente

2° step: riconoscere la fame, riconoscere la sazietà e assegnare a entrambi un valore da 1 a 10 prima (nel caso della fame) e dopo (nel caso della sazietà) i pasti

Se ci penso mi viene da piangere. Se penso di dover ricominciare tutto da capo mi viene da piangere. Se penso che sono lì, ancora lì, sempre lì mi viene da piangere. Ma oggi ho trasformato il quaderno della felicità nel quaderno del diario alimentare e ho ricominciato da capo, di nuovo.

martedì 14 dicembre 2021

PER ME

Non so se per tutti gli esseri umani sia così ma non credo. Io per stare bene mi devo impegnare, impegnare sul serio. Mi devo concentrare ogni giorno, ogni ora, ogni minuto, ed è una cosa che se da un lato porta beneficio ovviamente ma dall'altro stanca. Non ricordo esattamente cosa mi aveva detto la ma Psicocosa a riguardo, credo comunque fosse dovuto al fatto del mio passato non proprio bello, ma ricordo che comunque ci avevamo lavorato sopra anche se non ricordo come. Qualche settimana fa avevo postato uno scritto per quanto riguarda i dca e il fatto che purtroppo sono tornati a farmi visita in questo periodo non proprio bello ma ultimamente stanno prendendo, ahimè, di nuovo il sopravvento e così ieri ho preso un giorno di ferie con due unici intenti: rilassarmi e andarmi a comprare un piccolo quaderno. Può sembrare banale il relax, ma in realtà il mio primo impulso sempre e comunque è la compensazione per cui la prima cosa che io farei normalmente è prendermi un giorno di ferie e passarlo a fare sport. Ovviamente ci avevo pensato, avevo già programmato dove andare e quanto tempo spenderci (ovvero tutto) ma poi mi sono imposta (sì, è il termine giusto) di non farlo, di farmi solo una corsetta di un'oretta a ritmo lento per rilassarmi e così ho fatto. Sono stata brava, me lo posso autodire. Molto molto molto bragva. Il secondo intento era il quadernino. All'inizio avevo pensato alla necessità di fare di nuovo un diario alimentare impostato come quelli in terapia ma già avevo in testa quell'altra malefica vocettina che mi insinuava il fortissimo sfrenatissimo desiderio di farlo per tenere sotto controllo il cibo in tutte le sue sfacettature e così con grande grandissimo grandissimissimo sforzo ho cambiato rotta e ho comprato un piccolo quaderno con su scritto Today I choose happiness e ho deciso di dedicarlo al mio impegno sulla felicità. Ci annoto sempre e comunque il cibo perché è il mio tallone d'achille ma non cosa come quando perché le calorie i valori e blablabla ma annoto se una cosa mi è piaciuta, se sono riuscita a gustarmela e se mi ha reso felice o angosciata. E poi ci annoto anche tutta una serie di cose per me. Per me. Che strano... PER ME. Tipo che ieri sono riuscita a darmi lo smalto, non lo facevo da almeno un anno e mezzo e la cosa mi ha reso felice. Di fianco ad ogni annotazione ci faccio una faccina che può essere sorridente, triste o a metà. Ieri ho totalizzato tre faccine felici e una faccina a metà. Non male direi. Se ci penso bene mi pare assurdo che io debba per forza tenere una sorta di diario per stare bene, che mi debba davvero impegnare per ricordarmi di concentrari quando mi metto a tavola senza perdere la bussola, mi pare assurdo e anche triste a dire la verità ma così è, non ci posso fare niente e non posso agire diversamente. Tanto le cose non si risolveranno magicamente da sole per cui tanto vale rimboccarsi le maniche. Bisogna solo vedere quanto reggerò.

giovedì 9 dicembre 2021

Nei miei panni

Ieri sera non stavo bene. Anzi, diciamo bene come stanno le cose: sono due settimane che non sto bene e ieri sera sono crollata in preda ad accessi di tosse. Verso le sei e tre quarti sono andata da Mr D. il quale mi ha detto di mettermi a letto mentre lui si sarebbe occupato della figliolanza. E così gli ho elencato le cose da fare:

  • far ripetere scienze a Primogenita perché oggi avrebbe avuto una verifica molto importante

  • far ripetere scienze a Sbibulina perché essendo ancora piccola si inventa i termini e a volte anche la materia fisica dell'universo

  • cucinare una semplice pastina insipida (ancora non mangia il sale) con verdure lesse e cubetti di formaggio a parte per Birullulo

  • dare da mangiare a Birullulo il quale cena alle 19

Fine. Non mi sembrava particolarmente complicato. Mi sono infilata a letto e ho passato quarantacinque minuti in preda ad attacchi di tosse e starnuti.

Alle 19.30 il caos. Il caos totale. Sento Primogenita che urla cose confuse e sbatte la porta mentre Birullulo piange come un pazzo. Mi alzo e la scena è la seguente: Primogenita è inkazzata nera perché il padre non l'ha fatta ripetere mentre Birullulo si dimena sul seggiolone come un disperato.

“Ma... Mr. D. cosa sta succedendo?”

“Basta! Mi sono rotto!!!”

“Ma che succede?”

“Abbiamo troppi figli! Sono troppi! Troppi!!!”

“Mi spieghi con calma cosa sta succedendo?”

“Primogenita strippa, strippa strippa e strippa pure questo qui!”

“Ma scusa perché Primogenita strippa?”

“Perché non sono riuscito a farla ripetere”

“E cosa hai fatto scusa?”

“Ho fatto ripetere solo Sbibulina. E scusa eh! Come faccio a fare due cose in una sola volta? Eh? Me lo spieghi? E poi visto che questo strippava gli ho preparato da mangiare anche se in ritardo eh. Ma basta! Io ci rinuncio! Non vuole mangiare!!! Basta io me ne vado!!”

“Beh, forse non vuole mangiare perché è tardi ed è stanco”

“Non mi interessa! Basta!”

“Ma... ma... ma... Mr. D. Ma cosa gli hai cucinato?”

“La pasta col sugo delle seppie di mia madre”

… … …

“Come scusa? Mi stai dicendo che gli hai preparato la pasta con un sugo grondante di olio, pieno di sale e che sa di pesce?”

“Sì e allora? Non vuole mangiare basta! Io mi sono rotto! Me ne vado!”

… … …

“Scusa?”

“Me ne vado, basta! Me ne vado! Esco! Gli vado a comprare il latte in polvere!”

“Ma... Amore... ha un anno. Il latte in polvere si da ai neonati. Tuo figlio ormai mangia di tutto, basta solo fargli cose semplici”

“Non mi interessa! Basta! Io me ne vado! Io esco!”

Prende e se ne va. Bah. Dieci minuti dopo è tornato, io nel frattempo avevo cucinato la pastina con le verdure lesse, fatto ripetere Primogenita e stavo dando da mangiare a un Birullulo pienamente soddisfatto. Non ha retto neanche 45 minuti, 45 minuti in cui per una sera ha fatto quello che io faccio tutti i giorni. E' proprio vero che gli uomini non riescono a fare due cose in contemporanea. Sicuramente il mio uomo no.

Punti di vista filiali

Primogenita – guardando Frozen

“Oh mamma! Assomigli troppo a Swen. Non vedi? Sei stupida uguale! Guarda che facce che fa! Come le tue!”

Sbibulina – a messa

“Oh mamma! Come te! Senti cosa dice il Don? Maria ama intensamente e liberamente. Come te!”



lunedì 6 dicembre 2021

E la notte la notte

Non so se è perché son stata fortunata con le altre due. Entrambe le ragazze si svegliavano, prendeva il ciuccio, il loro babau e si riaddormentavano da sole nel loro lettino. Capitavano delle notti in cui si svegliavano duecento volte, come capitavano delle notti migliori. Birullulo invece no. Lui si sveglia e vuole me, solo me, vuole toccarmi la faccia, sradicarmi i capelli, ficcarmi le sue ditine dentro agli occhi. Lo so, è il suo modo per rilassarsi in assenza del seno che ho dovuto toglierli una settimana fa a causa della necessità di drogarmi causa influenza. Vuole la mia presenza il mio respiro, le mie braccia. E non si riaddormenta. No. Lui non lo fa. Questa notte è stato sveglio dalle 3,30 alle 5,30 mentre io, stanca e sconsolata, piangevo in silenzio con la sua manina che mi tirava le labbra. E Mr D. non fa che peggiorare la situazione. Lui, che si sveglia dopo un'ora e mezza da quando son sveglia io, sentenzia, spara soluzione, si incazza e poi si riaddormenta subito. Avrei tanto tanto tanto tanto bisogno di un giorno tutto per me (notte compresa). Uno solo. Uno solo basterebbe. Ma so altrettanto bene che se me lo prendessi e tornassi poi alla mia quotidianità, sarebbe peggio perché avrei assaporato un po' di quella che vorrei fosse la mia normalità.

sabato 4 dicembre 2021

Un anno

Esattamente un anno fa irrompevi nella mia vita come un uragano di tenerezza. Hai sconvolto tutti i miei piani, hai messo sottosopra le mie certezze, hai rimescolato il mio cuore e distrutto le mie abitudini. Tu, con i tuoi occhi profondi e dolci, il tuo fare determinato, il tuo carattere peperino. Tu che allunghi le tue minuscole braccia verso di me per farti prendere in braccio, che cammini coi tuoi piedini stracolmi di tenerezza in giro per casa. Tu che quando mi chiami mamma mi fai scoppiare il cuore di amore, che quando mi guardi coi tuoi occhioni da cerbiatto mi sciogli l'anima. Tu, piccolo meraviglioso cucciolo, mi hai fatto capire ancora una volta quanto sia bello, unico e speciale diventare mamma. Auguri di cuore, mio immenso incondizionato Amore.

giovedì 2 dicembre 2021

La felicetristezza

Ieri mattina ho allattato per l'ultima volta ed è proprio vero che con ogni figlio è diverso. Con le sorelle ho pianto, ho pianto tanto perché l'idea di non allattare mai più nella vita mi prendeva malissimo. A questo giro invece è stato tutto molto sereno, ho guardato il mio bimbo ciucciottare per l'ultima volta con un misto di amore, nostalgia e liberazione. Perché lo amo immensamente, profondamente, incondizionatamente, ma sono davvero stanca di svegliarmi tutte le notti duecento volte e attaccarlo al seno aspettando che si riaddormenti. Complice la mia dottoressa che mi ha imposto di drogarmi visto che tossisco come uno scaricatore di porto, complice il fatto che lui è più sereno, complice il fatto che domani compie un anno e ormai è grande, ecco che è arrivato finalmente il momento per questo distacco. E io sono serena, felice ma un po' triste, di quella felicetristezza che solo una mamma davvero conosce.