giovedì 29 maggio 2014


Ah. Le opzioni possono essere le seguenti:
1. è colpa della primavera
2. l'ormonella mensile che colpisce gli uomini periodicamente quest'anno avviene in contemporanea nel presente periodo temporale
3. l'imminente elezione europea getta gli esponenti di sesso maschile nel caos cerebrale spingendoli a rimorchiare sempre e comunque
4. la fine del mondo si avvicina e la cosa migliore da fare è provarci con chicchessia
5. gli extraterrestri si sono impossessati del corpo degli esseri umani di sesso maschile e li stanno singendo a riprodursi il più possibile per conquistare la razza umana e farla sopperire definitivamente.

La più plausibile, secondo me, è la terza opzione.
Si accettano comunque altre possibili ipotesi altamente probabili.

Sei una bella persona


Il conoscente che mi ha definita la Spaccapisellitettonaputtana si e' rifatto vivo, raccontandomi un aneddoto che sarebbe successo una dozzina di anni fa in cui io me ne uscii con un commento altamente allucinante, qualcosa del tipo: “Eddai, la ragazza e' una stronza. Un pompino non si nega a nessuno”. Ci sono rimasta di stucco perche' non ricordo assolutamente una me cosi'. Pero' sono sicura che quelle parole, in qualche modo, possano essere uscite dala mia bocca. Ho chiesto scusa subito, spiegando che ho avuto la tendenza (e ancora ci sto lavorando pagando fior fior di quattrini allo psicocoso) a diventare esattamente quello che desiderava da me la persona che avevo di fianco in quel momento della mia vita. E in quel periodo della mia vita stavo insieme allo Stronzo. La cosa che mi ha fatto specie e' stata la sua risposta, una risposta sincera e diretta un: "Si vedeva che eri cosi' perche' lui ti voleva cosi'. Sei diventata proprio una bella persona".
Non ricordo chi fossi allora, ma sono sicura che adesso non sono piu' cosi'. E sono anche sicura di essere meglio di cosi'.

mercoledì 28 maggio 2014


Sono stati giorni impegnativi, pieni di febbre e di nausea. Il primo giorno ho pensato che fosse stanchezza, il secondo giorno ho pensato che fosse ancora stanchezza. Il terzo giorno ho pensato fosse un virus, il quarto ho pensato che fosse ancora un virus. Il quinto giorno mi sono venute. Il mio sesto senso mi dice che ho fatto bene a non fare medicina.

venerdì 23 maggio 2014


Oh tu, motociclista ormonalmente esplosivo, se proprio vuoi rimorchiare sull'incrocio viali-stazione una ragazza in bicicletta, ti consiglio di cambiare tipologia di approccio perche', te lo assicuro, anche se mi fossi messa una quintalata di profumo, cosa che non faccio mai, con tutto lo smog di Bologna a quell'ora in quel posto con trentagradi al sole, neanche il segugio piu' sopraffino sarebbe riuscito a fiutare altro che particelle particolarmente maleodoranti.

mercoledì 21 maggio 2014

I'm back, ahime'


Dopo una settimanina fuori dalla civilta' occidentale ora conosciuta, ieri sono tornata attiva col cellulare (ma non con tutta la tecnologia che ha preso il largo). Devo dire che essere stata isolata mi ha fatto solo bene, mi ha fatto cosi' bene che avrei voluto rimanere cosi' ancora per un po'. In fondo e' proprio vero che si stava meglio quando si stava peggio e se ci si pensa bene, non esistono davvero piu' le mezze stagioni.

domenica 18 maggio 2014

L'ottimismo e' la tonsillite della vita


Avevo visto il sole, venerdi'. Faceva caldo, venerdi'. Sono uscita senza giacca, venerdi'. Ho avuto la febbre alta, venerdi'. Ora ho la tonsillite, grazie a venerdi'.

giovedì 15 maggio 2014

Opzioni


Questa settimana, nell'ordine, hanno lasciato la nostra casa senza ancora essere impiazzati da alcunche':
  • la televisione
  • il cellulare di Mr. D.
  • la nostra auto
  • il mio cellulare
  • il mio computer
A questo punto, le opzioni possono essere le seguenti:
  • la fine del mondo si avvicina, la tecnologia si ribella
  • il cosmo ci vuole dare la possibilita' di staccare dalla frenetica routine
  • il destino ha deciso che la mia famiglia debba tornare al dodicesimo secolo e visto che la macchina del tempo ancora non e' stata inventata, a piccoli passi ci distrugge la tecnologia casalinga
  • i miei dubbi sullo staccare definitivamente o meno da social network e messaggistica istantanea hanno preso corpo, decidendo da soli cosa sia meglio per me
  • il mio ex maledetto ha lanciato una supermacumba
  • gli extraterrestri ci hanno scelto per essere rapiti e teletrasportati sul pianeta Gornak 7' ma con la tecnologia arretrata della terra, che interferisce con i loro apparecchi, non riuscivano a contattarci
Ora devo solo decidere a quale opzione dare retta. Io opterei per gli extraterrestri...

martedì 13 maggio 2014


Ieri era il mio compleanno, ed e' successo di tutto. Dal rivedere nuovamente l'ex di mio marito, all'essere contattata squallidamente dal mio di ex, fino al concludersi perfetto di una giornata perfetta con il rompersi del mio cellulare, con conseguente perdita della rubrica contatti e della possibilita' di comunicare con chicchessia del 21' secolo. Tanti auguri a me.

lunedì 12 maggio 2014

L'ansia


L'ansia e' una maledetta sensazione. Attanaglia lo stomaco, ti stringe il petto, ti fa venire la nausea, ti fa mancare il respiro e ti senti soffocare. Uno dei problemi che presentai allo Psicocoso cinque mesi fa era proprio quello degli attacchi d'ansia. Quasi subito, grazie al suo aiuto, sono riuscita a gestirli ma ultimamente tornano fuori piu' subdoli che mai. L'ansia e' bastarda, si autoalimenta, ti mangia lentamente.
Forse avrei solo bisogno di un bello stacco... Si, proprio di un bello stacco.
Torno a lavorare va.

venerdì 9 maggio 2014


'Papa'?!? Una sera invitiamo il mio fidanzatino a dormire? Però lo mettiamo a dormire non sul divano ma li da me così possiamo stare vicini'
… … …
'Magari stasera, eh, papa'!'
Che botta di prima mattina per il possessivo Mr. D.
 

mercoledì 7 maggio 2014

Sport


Non mi sfogavo cosi' dalla primavera del 1997, quando quel bastardo del fu allora mio ragazzo mi picchio'. Ricordo che andai in piscina e nuotai per due ore di seguito senza sentire stanchezza, rompendo il fiato e sfogando tutto quello che avevo dentro.
E' successa una cosa molto simile ieri l'altro, dopo la chiacchierata ben poco piacevole ma decisamente assurda in cui venivo denominata la Spaccapisellitettonaputtana.
Sono andata in palestra, come tutti i martedi', e ho iniziato a fare il mio circuito quando mi son resa conto che non c'ero con la testa, che non riuscivo ad essere concentrata e che avevo solamente bisogno di sfogarmi. Ho corso per due ore ininterrottamente, a velocita' smodata, senza neanche rendermi conto di quello che succedeva intorno a me. Deduco che in molti mi abbiano salutato, deduco di non aver risposto a nessuno. Deduco che qualcuno mi abbia chiesto se stavo bene, deduco di non aver risposto a nessuno. So solo che, esaurito il tempo a mia disposizione, sono scesa dal tapis roulant con un bel sorriso ebete sul volto, ho incrociato lo sguardo del mio allenatore che, basito, ha affermato: "Certo che quando corri fai sul serio".
Non esiste miglior sfogo. Non esiste.

La Spaccapiselli


Capita sempre nella vita di vivere un evento da un punto di vista prettamente soggettivo per cui, quello stesso evento, viene vissuto in un modo assolutamente diverso da chi ti sta di fianco. Un esempio palese e' stato il mio primo parto. Lo ricordo come un evento magico, splendido, ricco di silenzio e meditazione, un'esplosione di gioia catartica e felicita'. Mio marito se lo ricorda come un inferno di silenzio e stasi, una lunga e lenta attesa verso l'esplosione. Eppure eravamo li, vivevamo lo stesso evento nello stesso momento.
Questo quasi inutile preambolo per dire che ieri, dopo dodici anni, si e' fatto vivo un amico del mio ex storico, da me denominato Lo Stronzo, il quale mi ha rivelato quella che per me e' un'assoluta novita': la mia nomea nel suo paese. Pare che io sia entrata nel mito paesano come la Spaccapiselli, una sorta di Rocco Siffredi al femminile, una donna forte che non si fa piegare da nessuno e che a letto e' una vera bomba, senza contare qualche punta di puttanaggine. Pare che quando passano delle donne con davanzale prorompente, le loro tette vengano chiamate col mio nome al plurale e che ormai anche i vecchietti facciano uso di questo simpatico nomignolo. E non e' tutto. Sono entrata cosi' tanto nell'immaginario popolare che lo scrittore del paese nostro coetaneo (che fra le altre cose pubblica pure i libri in libreria) ha scritto un romanzo in cui compaio pure io, grazie al cielo con un nome fasullo. E il tutto grazie all'abilita' dello Stronzo che, da egoista egocentrico com'e' sempre stato, e' riuscito a rigirare cosi' bene la frittata da far sembrare me la bastarda mantide religiosa e lui il povero ranocchio Kermit (parole dell'amico). Se solo si sapesse la verita', se solo si sapesse che la pluricornificata sono io, che quella sottomessa ero io, che Kermit la rana ero io, forse non sarebbe poi cosi' divertente. Umiliante, ma divertente. Ora mi chiedo: se in questo paese son diventata la Spaccapiselli, nel paese del mio ex chi sono? Moana Pozzi?

martedì 6 maggio 2014

Rimembri ancora?

Quando una persona ha avuto dei chili in piu', molti chili in piu', anche se li perde se li vede sempre addosso. E' una sorta di memoria irrazionale e inconscia impressa nel cervello che rimane ancorata con denti e unghie. Anche io faccio parte di questa cerchia di persone. Ho perso circa sedici chili, forse venti, non lo so, non mi pesavo molto allora. Mi guardo allo specchio e mi vedo grassa, non riesco a resettare quel poco di materia grigia che ancora mi e' rimasta negli anni. Pero' ieri sera, spulciando vecchie foto per rimettere a posto un po' di cose, ho trovato la Me di esattamente dieci anni fa e sono rimasta impressionata. Non mi ricordavo cosi' grossa, assolutamente no. E cosi' ho capito che la mia memoria qualche passettino avanti lo ha fatto, si ricorda la Me con magari sette o otto chili in piu', ma non la Me con venti chili in piu'. Di questo passo fra dieci anni forse il mio cervello si ricordera' la Me di adesso e si vedra', tutto sommato, abbastanza magra da incontrare la ex stragnocca del marito senza sentire dei profondi crampi di inferiorita'. In fondo, si sa, la speranza e' l'ultima a morire...

lunedì 5 maggio 2014

A Famiggghia


Nella vita conosciamo davvero tante famiglie. Bene o male tutte quelle che ci circondano sono formate da un padre e una madre che si dividono i compiti e i figli. Un genitore porta a nuoto un figlio mentre un altro pulisce la casa, un genitore porta al parco un figlio mentre l'altro porta l'altro figlio a basket, un genitore va a fare la spesa mentre l'altro genitore va a prendere i bambini a scuola, un genitore va a correre mentre l'altro genitore fa il bagno ai figli. E' raro infatti vedere una famiglia al completo. Ce ne siamo accorti sabato quando io e Mr D, come tutti i sabati, abbiamo vestito le bambine e abbiamo portato la PimpantePiccolaPeste a nuoto. Quando ci muoviamo noi, ci muoviamo in massa e per qualsiasi cosa. Tutti veniamo incontro alle esigenze di tutti e facciamo tutto tutti insieme. Cerchiamo, o meglio cerco, di prendere impegni in modo che tutti riescano a fare tutto tutti insieme, senza accavallamento vari. Accompagnamo addirittura Mr D. a correre al parco. E' raro vederci separati, siamo come una sorta di agglomerato familiare, un blob inseparabile e forse fastidioso da vedere e questa e' la nostra normalita'. Ci siamo pero' accorti che non e' tanto normalita' quando ce l'hanno fatto notare. Se penso che io e Mr D. in otto anni abbiamo dormito separati si e no tre volte e ci vediamo, se va male, 20 ore su 24 al giorno, mi fa strano che ancora ci si riesca ad amare cosi' tanto. Spero solo che questa unione del facciamotuttoinsiemetuttiinsieme rimanga alle bambine dentro come una ricchezza inestimabile perche' per me senz'altro lo e'.

venerdì 2 maggio 2014

Esplosione


LaPiccolaDiCasa, fino a due settimane fa, aveva un vocabolario semplice ma efficace che comprendeva in tutto tre parole: Mamma, Papa', Cacca. I concetti fondamentali della vita. Settimana scorsa, dal nulla, mi ha guardato, ha indicato la porta del bagno e ha sentenziato: “Mamma. E' chiuso”.
Frase completa di verbo, grammaticamente corretta.
Da quel momento non sta piu' zitta.