Iniziamo
da quello che ci ha lasciato per primi, ovvero il nonno G.A.N., e
cominciamo proprio la', dove tutto e' finito.
Me ne stavo
sdraiata sul letto a pancia in giu' in un comodo e caldo pomeriggio
di primavera mentre leggevo Il
pozzo e il pendolo
di Allan Poe. Era il 1997, avevo 16 anni. Mentre il mio cervello era
assorto nel buio piu' assoluto dell'ambientazione libresca sento
suonare il telefono, sento mia nonna che risponde, sento un urlo e
poi un tonfo sordo. Fanculo
ad Allan Poe..
Mi sono precipitata in sala e l'ho vista per terra, la nonna, mentre
urlava cose senza senso, il telefono piombato in un angolo del
pavimento.
Ho preso il telefono
Un attimo prego
e ho preso la nonna. L'ho sollevata con una forza decisamente non
mia, l'ho appoggiata sul divano e mi sono precipitata in cucina.
Nienteattaccodicuorenonnanienteattaccodicuore
20 gocce dibiancospino, 10 di valeriana Cazzo! Il telefono!
Pronto?
Si
Scusi mia nonna
si e' sentita male, chi e'?
Non sono tenuta
a dirlo
Ooooook
Chiamo per
comunicare che il Signor G.A.N. e' morto.
(Cazzocazzocazzocazzocazzo)
Mi scusi, ma
come e' morto?
Non sono tenuta
a dirlo
Ma quando e'
morto?
Non sono tenuta
a dirlo
Ma... ma e' gia'
stato fatto il funerale?
Si.
Condoglianze. Buona giornata
Ho
passato le successive due ore tenendo la testa di mia nonna fra le
braccia, ascoltandola parlare con lui, il suo ex marito morto, mentre
gli confessava che non aveva mai smesso di amarlo. Ma la cosa
peggiore e' arrivata tre ore dopo. Fanculo al telefono.
Pronto
Pronto
ciao amore, come stai? Noi qui siamo arrivati al mare.
(Cazzocazzocazzocazzocazzo)
Ciao
mamma
(cosafacciocosafacciocosafaccio)
Allora
amore? Tutto bene?
(Cazzocazzocazzocazzocazzo)
Mamma,
non va tanto bene... il nonno e' morto
Accidenti,
mi dispiace, fai le condoglianze a tuo papa'
(Cazzocazzocazzocazzocazzo)
No
mamma. Non quel nonno. Tuo papa' mamma, e' morto tuo papa'.
E'
stato uno dei silenzi piu' lunghi della mia vita.
Successivamente
abbiamo scoperto che la simpaticona al telefono era la moglie attuale
del nonno G.A.N., che ci aveva mentito perche' il funerale all'epoca
della telefonata ancora non era stato fatto ma noi non eravamo
graditi. Il nonno era morto per soffocamento dovuto a un attacco di
cuore, a una lingua riversa indietro e a un'obesita' patologica che
lo aveva portato a superare la soglia della decenza ormai da decenni.
Mi ricordo che non piansi per sorreggere mia nonna e mia mamma ma
ricordo che quando mia nonna si addormento' andai giu' nel parco
sotto casa, andai dietro a un albero e tirai fuori tutto quello che
ero riuscita a soffocare in quelle lunghissime ore. Non piangevo per
il nonno G.A.N., fondamentalmente era stato un vero stronzo, ma
piangevo per mia nonna, piangevo per il suo dolore. Da quella
giornata di primavera del 1997 non sono mai piu' riuscita a leggere
neanche una riga di Edgar Allan Poe.