giovedì 28 febbraio 2019

Shhhhhh

“Mamma?”
“Sì Sbibulina?”
“Tu hai un segreto di quei segreti che non hai mai detto a nessuno nessuno?”
“Hum... no sai... direi di no”
“Io sì mamma”
“Beh, è normale sai... ma... vuoi dirmelo?”
“Sì mamma”
“Ok, ti ascolto”
“A me piacciono le brioche salate”

martedì 26 febbraio 2019

Fase 2

“Allora signora, pare siamo giunti alla seconda fase”
“Ehm.. alla seconda fase di che?”
“Beh... della terapia”
“Ah sì? Ah... Ehm... e quale sarebbe stata la prima fase, scusi?”
“La prima fase è stata riconoscere cosa l'ha portata a sviluppare la sua malattia, quali sono le cause scatenanti alla base di tutto. Abbiamo identificato l'abbandono, la solitudine e la mancanza d'affetto come le sue tre grandi ferite che la portano ad avere attacchi d'ansia, di panico e l'hanno portata a sviluppare la bulimia. Ora dunque possiamo passare alla seconda fase”
“Ehm... ok... e quale sarebbe?”
“Smettere di evitarle e affrontarle”
“Come scusi?”
“Smettere di evitare i suoi attacchi d'ansia e viverli fino in fondo”
“Lei sta scherzando”
“No, non scherzo. Vede, le sue non possono essere definite paure ma fobie. La paura è qualcosa di fondato e razionale. Se qui ci fosse un serpente velenoso e lei scappasse via sarebbe giustificata ad aver paura ma se qui non ci fosse nessun serpente e lei scappasse urlando per paura che potrebbe esserci nascosto da qualche parte un serpente ecco che non sarebbe giustificata: fobia. Le sue sono fobie e le fobie sono irrazionali. La paura della mancanza di affetto, dell'abbandono e della solitudine sono totalmente prive di fondamento nel suo presente anche se lo sono state nel suo passato. Mi sta seguendo?”
“Credo di sì”
“Perfetto. Le fobie per loro natura sono irrazionali e tendono a provocare in chi le vive sempre la stessa reazione: evitarle. Ed evitandole si autoalimentano diventando sempre più grandi e provocando sempre più ansia. Mi segue?”
“Sì. Sì ha senso”
“Per riuscire a debellare le fobie esiste dunque un solo modo: affrontarle. Vivere l'ansia che le provocano, gli attacchi di panico che le provocano e capire che non è morta e che non c'è nulla di pericoloso”
… … ...
“Fisiologicamente un attacco d'ansia può arrivare al picco di un attacco di panico ma non dura più di due ore e questo è il naturale ciclo dell'adrenalina. E' scienza. Più di due ore non può stare male”
“Due ore sono davvero tante”
“Sì, sono tante, ma non sono la morte. Non sono per sempre. Questa settimana il suo compito sarà uscire dalla sua comfort zone il più possibile, vivere le sue ansie e affrontarle gradualmente”
… … …
“Può benissimo rifiutare un piatto al ristorante se il cibo fa schifo e vedrà che starà malissimo, si sentirà soffocare, ma non morirà. Può benissimo mangiare lentamente senza che succeda nulla di che. Può benissimo vestirsi attillata senza per questo essere rifiutata da chissà chi e può benissimo capire che chi la rifiuta solo per il suo aspetto fisico (fra l'altro splendido) può anche non valere la pena di essere frequentato”
… … …
“Questo non voglio dire che non sarà difficile. Sarà il suo Everest. Si sentirà soffocare, sentirà il suo cuore battere all'impazzata, avrà attacchi di panico e le sembrerà di morire. Ma inizieremo piano piano, con le piccole cose. All'inizio sarà pervasa dalla sua solita ansia ma piano piano le assicuro svanirà, si abituerà capendo che non è in pericolo”
… … …
“Prendiamo ad esempio un serpente e mettiamo il caso che lei abbia la fobia dei rettili. Se lei fosse in questa stanza con un'innocua biscia starebbe malissimo, vorrebbe uscire, avrebbe attacchi di panico sebbene una biscia non possa fare alcun male. Per le prime due ore magari starebbe male ma poi piano piano si abituerebbe. Il giorno dopo rientrando in questa stanza starebbe ancora male, si sentirebbe morire, avrebbe una gran paura ma ci metterebbe sicuramente meno ad abituarsi e così via finché la paura pian pianino non svanirebbe o comunque diventerebbe irrilevante perché infondata”
… … …
“So che sarà difficile. Se vuole può anche rimanere in questa situazione, continuare ad evitare il tutto ma deve essere consapevole che sarà sempre così, che non cambierà nulla e ora mi pare che lei non stia per niente bene”
.. … …
“Tutto bene?”
“Ok”
“Come scusi?”
“Ok. Ci sto”
“Bene, allora iniziamo”.

giovedì 14 febbraio 2019

Affrontare (e vincere?) le proprie paure

Chi mi conosce bene sa che non c'è nulla di più difficile per me che cantare in pubblico, cantare poi in solitaria non se ne parla neanche. Sì, lo so, è un controsenso,ma è sempre stato così. Cantare in pubblico va al di là della mia comfort zone di chilometri e chilometri perché non mi ritengo per niente in grado. Sì sono intonata. Sì non ho una brutta voce. Ma non ho neanche sta gran voce o sto gran talento. Questo sicuramente era vero fino a qualche tempo fa. Ultimamente con Trio mi sono messa molto in gioco, nell'ultimo mese utilizzo molto più spesso la voce che è davvero migliorata, ho iniziato a vincere la timidezza e grazie a fior fior di soldi sto pian piano vincendo anche la mia bassa autostima. Sarà per questo che ieri sera è stata una gran sera. Contro ogni (mia) aspettativa la serata è venuta davvero molto bene, ho ricevuto applausi, tanti complimenti da gente sconosciuta e non e addirittura in uno degli ultimi pezzi hanno appositamente spento le luci per fare in modo che il piccolo pubblico potesse utilizzare le torce dei cellulari per fare gli accendini, come ai concerti. E' stata davvero una bella serata che ha lasciato nel mio piccolo cuore un bel po' di positività in più nei miei confronti.
Ps: domani parto e starò via una settimanina per cui non datemi per morta XD

Figure dimmmmmmerda

Un mesetto fa il Don mi ha chiesto di suonare col trio per il vescovo questa sera. Dopo aver preso tempo (devo sempre abituarmi a idee nuove) ho chiesto ai ragazzi i quali hanno accettato la proposta. Peccato che poi... Il bassista la settimana dopo aver aderito all'iniziativa ha deciso di partire e starsene un mese in India lasciandoci in un duo acustico da programmare ex novo. In queste tre settimane ci siamo incontrati una sera sì e una no, abbiamo messo giù una scaletta niente male e, diciamocelo, ci siamo fatti un discreto mazzo... fino a oggi e al whatsapp delle ore 6.04
“B, ho la febbre a 40 e due tonsille grandi come albicocche. Mi spiace...”
Ma porc.
Ho chiamato il Don con voce da zerbino per disdire tutto ma mai mi sarei aspettata che mi proponesse una serata in solitaria. Io non sono pronta. Non l'ho mai fatto. Non sono pronta. Ed ecco che, dopo aver esposto tutte le mie rimostranze mi sono ritrovata a dire un rosicato Sì (perché non sono mai capace di dire di no?) dopo il suo commento “Dai, mi aspetto che ti presenti con una pelliccia d'ermellino a cantare God save the Bishop”. E così mi ritrovo a dover improvvisare una scaletta a casaccio nel giro di poche ore facendo sicuramente una figuraccia epocale davanti a tutti.
Aiuto.

mercoledì 13 febbraio 2019

Unzione degli infermi mentali

Da Spetti al Don:
Credo di aver iniziato questa mail una decina di volte e di averla cancellata altrettante.
Non so bene cosa scrivere e come esprimere quello che è successo ieri ma ci proverò perché ci tengo a condividere questa esperienza con te che mi hai aiutato e guidato in questo e che hai fatto da "tramite".
Come ti avevo accennato a voce, anche se forse non hai colto quanto profonda fosse la mia indecisione, non sapevo se venire o meno alla messa dell'unzione perché non mi ritengo "degna" di tale sacramento (è vero, non ho un raffreddore... ma ci sono patologie molto più pesanti e importanti della mia). Alla fine però ho pensato che male non avrebbe potuto farmi e mi sono convinta.
Quello che non sai è che durante l'unzione è successa una cosa che mai mi sarei aspettata: mi si è aperta una finestra, una gigantesca finestra che mi ha rivelato le cause della mia malattia. Ci ho messo mesi e mesi per capire il perché il mio disagio si sia manifestato con una malattia del genere e non in un altro modo (boh... avrei potuto strafarmi di droghe o diventare, come una volta mi hai detto tu, una serial killer) ma non avevo mai compreso fino in fondo il perché mi sono ammalata. Ieri durante la tua carezza (eh si, non durante l'unzione ma proprio durante il tuo piccolo semplice meraviglioso gesto), tutto è diventato improvvisamente limpido, chiaro e pesantemente doloroso. Ho capito che alla base di tutto il mio malessere ci sono due enormi, profonde, mastodontiche ferite che sono così dolorose da togliere il fiato e che non si erano mai palesate così chiaramente.
La sensazione che mi ha pervaso era un miscuglio di felicità per aver finalmente capito e di dolore immenso per aver visto quello che la malattia ha cercato di nascondere.
Questo per esprimere con tutto il mio piccolo cuore un grazie grande come il cielo. Sei una persona meravigliosa che mi aiuta ogni giorno in modi che mai mi sarei aspettata.
Con affetto sincero e davvero profondo
B.
Dal Don a Spetti:
Cara B.,
ti ringrazio tanto per questa mail e le tue parole, che fanno parte di diritto della mia “top live”.
Il sacramento è un complesso di cose umane e divine, che producono (anche attraverso una carezza) l’effetto della grazia di Dio.
Custodiscila come preziosissima: è una rivelazione (per quanto dolorosa) che Dio ha fatto per te.
Sappi che per qualunque cosa, io ci sono sempre.
Un abbraccio grande, che ricambio l’affetto sincero e profondo.
D.

martedì 12 febbraio 2019

Questione di carattere

Quando si presenta un'emergenza medica abbastanza importante le persone reagiscono in modo diverso a seconda del loro carattere. Io e Mr D. siamo decisamente agli antipodi. Quando succede qualcosa, infatti, Mr D. si fa prendere immediatamente dal panico, non ragiona, si agita e potrebbe combinare più danni che altro; io invece divento super-razionale, fredda, calcolatrice, agisco, intervengo, organizzo tutto nei minimi dettagli, consolo chi deve essere consolato e faccio in modo che tutto fili liscio. Di norma, una volta che l'emergenza è rientrata, la tensione scende e sto da cani. Venerdì purtroppo è capitato ancora una volta così. Vi tralascio i dettagli ma abbiamo passato quasi due giorni in ospedale per un sospetto trombo alla gamba di Mr D. Dopo aver organizzato tutto, aver trasportato il malcapitato al pronto soccorso, aver piazzato le bimbe dai nonni e sistemato la faccenda scuola, dopo aver pianificato il lavoro portandomelo a casa e avendo fatto duecento telefonate a vari medici, l'emergenza è rientrata e Mr D. pure, sebbene claudicante e dolorante. E io? Beh, io ho vomitato l'anima.

mercoledì 6 febbraio 2019

Ma c'è di buono che al momento giusto tu sai diventare un altro

Questa è sempre stata una caratteristica di Mr D. e non per niente la canzone di Mina è diventata la nostra canzone. Dalla notizia della promozione fino ad oggi per me il caos più totale, a volte fatico a ricavarmi due minuti per andare a fare pipì e questo probabilmente si riflette sulla mia faccia, da sempre incapace di nascondere i sentimenti. Qualche settimana fa mentre ero ai fornelli e Mr D. alla scrivania sento che urla:
“Amore? Sono impazzito”
Mmmmmmhhh... niente di buono direi.
E invece tutto di buono. Avendo passato il pomeriggio a spulciare offerte su internet per un fine settimana all'insegna del romanticismo, avendo telefonato a qualcosa come venti alberghi senza trovare posto, è impazzito. Letteralmente. E così ha googlato la cosa più costosa che gli è venuta in mente: suite spa con iacuzzi, ha cliccato sul primo link che google gli ha presentato, ha chiamato e ha prenotato (fra le altre cose beccando un supermega sconto inaspettato). Il risultato è stato un fine settimana in una suite di un hotel a duecentomila stelle in un Palazzo storico di Venezia con vista laguna, una suite privata di 70 mq su due livelli con iacuzzi in camera, bagno turco in camera, sauna in camera e doccia emozionale sempre in camera e un enorme letto a baldacchino con champagne ad accoglierci. Inutile dire che siamo entrati e abbiamo buttato la chiave. Come sempre quando ci ritroviamo da soli e senza figlie né lavoro torniamo i due adolescenti sbaciucchiosi che ridono per nulla, innamorati e felici come se si stesse insieme da poco più di una settimana. E' stato un regalo inaspettato, bellissimo, romantico, meraviglioso, un'esperienza fatta di amore vero, relax e felicità che non dimenticherò mai.

martedì 5 febbraio 2019

Il talento

Sbibulina ha sei anni ed è davvero portata per il disegno, non c'è che dire. Ce ne siamo accorti da un po' di tempo ma non abbiamo dato tanto peso alla cosa finché ieri si è presentata da me con questo:


E' stato in quel momento che sono andata a ripescare i disegni che faceva sua sorella alla sua età perché non sono una di quelle mamme che pompano le figlie rimbambendole di “sei la più brava del mondo e nessuna è brava quanto te”. E quindi ho tirato fuori il faldone di Primogenita: casette stilizzate, genitori e figli sottosopra, nasi e occhi sproporzionati e decisamente fuori posto. Sbisulina e' davvero molto brava, non c'è che dire. Bisogna solo capire con calma come coltivare tutto ciò per farla sbocciare nel modo più naturale e sereno possibile.

lunedì 4 febbraio 2019

Abituarsi alle promozioni

Mmmmmmmhhhhh ma quanto parla questa! Ma perché questa mi propina tutta tiritera.... uffffff
“Sì beh, lo dico a te perché sei il mio capo”
Ukkkazz... è vero!
“Sì... ehm... certo... puoi ripetere?”

domenica 3 febbraio 2019

La dolcezza dei bimbi

“Mamma?”
“Sì, Primogenita?”
“Sai... quando sei qui, di fianco a me al buio, che mi fai le coccole e mi dai il bacio della buona notte io chiudo gli occhi e sai come ti vedo?”
“No Amore... come mi vedi?”
“Sei un coniglietto tutto bianco e puffoloso”
La mia anima è morbidosa! Che bello!

venerdì 1 febbraio 2019

Consecutio

Ultimamente ho ricominciato a pesarmi tutti i santi giorni e la Psicocosa mi ha fatto gentilmente notare che il sintomo, ovviamente, sta ad indicare qualcosa di molto più radicato e profondo della semplice pesata mattutina. E prima dell'alba, mentre mi rigiravo sotto le coperte, ho iniziato a rimuginare sul perché di nuovo la paura di ingrassare mi attanaglia il profondo e una consecutio logica diritta e pulita è emersa nel mio cervellino fin troppo sveglio per essere solo le sei del mattino.
Voilà:
pesata giornaliera = controllo sul fisico come unico ambito in cui si possa esercitare un minimo di controllo
controllo sul fisico = aspirazione alla perfezione corporea
aspirazione alla perfezione corporea = desiderio di accettazione da parte dell'altro anche se, per quanto sforzi tu possa fare, è possibile che l'altro ti abbandoni
desiderio di accettazione da parte dell'altro = insicurezza e bassa autostima
So che ci sarebbero mille SE e mille MA da mettere all'interno di questa consecutio, anche perché razionalmente non ha alcun senso. Non ce l'ha. Punto. Non credo comunque che sia da analizzare razionalmente e credo anche che solo io la possa capire appieno perché legata profondamente alla mia storia passata. Beh, se non altro martedì prossimo avrò di che parlare alla mia seduta settimanale.