lunedì 29 novembre 2021

Lo spasso

Lo spasso di avere un neonato in casa è multiplo. Sì, è vero, è impegnativo, stancante e provante, ma tutta la fatica viene lautamente ricompensata da svariati aspetti:

  • il ciao: da qualche giorno a questa parte Birullulo ha imparato a fare ciao con la manina aprendo e stringendo le dita. La prima volta lo ha fatto ad un perfetto sconosciuto in sala d'attesa dalla pediatra. Da quel momento le sorelle lo invadono con “Dai, Birullulo! Fai ciao ciao con la manina! Mi fai ciao ciao con la manina?” E ovviamente lui, da bravo saggittario, non lo fa a comando ma quando diavolaccio gli pare e piace a lui

  • il tichitichitichi: il ragazzo ormai cammina benissimo, spostandosi da una parte all'altra della casa con una sicurezza che fino a qualche settimana fa sembrava un lontano miraggio. La vista dei piccoli piedini che tichiticchettano per casa è una delle cose che in assoluto mi scalda di più il cuore

  • la febbre del sabato sera: dopo cena nel fine settimana, a casa nostra, è un po' il caos. E' il momento in cui siamo tutti riuniti, non abbiamo impegni i giorni dopo per cui possiamo rilassarcela e di solito è il momento riservato a stare tutti insieme appassionatamente. Fine settimana scorso il gioco è stato: mettiamo Birullulo dall'altra parte della stanza e vediamo da chi va. Inutile dire che il ragazzo era assai monotematico, fiondandosi nelle braccia materne nonostante i mille ostacoli che la famiglia poi ha iniziato a paragli davanti visto la monotonia del risultato. Ieri l'altro sera invece il gioco era: balliamo tutti insieme a più non posso e vediamo Birullulino che fa. Francamente mi aspettavo un neonato spaesato e mezzo spaventato e invece il ragazzo si è buttato nella mischia agitando le braccia come forsennato. Gli piaaaaaaaace

  • la trasferta: una delle cose più belle dei cuccioli è quella che io chiamo la trasferta. La trasferta in questo periodo è stata molto molto evidente in quanto il ragazzo si è addormentato tutti i giorni su di me ciuccio in bocca, aerosol in faccia e corpo fra le mie braccia. Adagiato sulla mia pancia, bastavano un paio di ciucciotti ed eccoli lì: gli occhi in trasferta. Adoro gli occhi in trasferta, il magico momento prima dell'addormentamento.

  • No: il no è una parola che i cuccioli imparano presto a riconoscere e a capirne il significato. Da bravo cucciolo maschio saggitario terzo figlio, Birullulo se ne infischia. Dapprima faceva lo gnorri, fingendo di non aver sentito. Ora si volta, ti fissa e mentre ti fissa fa esattamente quello che gli hai detto di non fare, per poi scappare a gambe levate quando tu ribadisci il tuo no e ti avvicini con fare deciso. Da ieri a tutta questa pantomima si è aggiunto il suo di no, un no ripetuto scuotendo la testa all'infinito ma senza una reale applicazione pratica. Il suo no infatti parte per il momento ancora a sproposito nelle situazioni più impensabili

  • il mordibacio: come detto qualche post fa, il piccolo di casa è un vero e proprio rosicchiatore seriale. Rosicchia qualsiasi cosa che gli ronza intorno, anche la mia faccia. Parte con le migliori intenzioni di un bacio appassionato per poi sfociare in un effluvio castoroso che distruggerebbe una diga. Ma si vede che lo fa con amore, con tanto tanto amore

venerdì 26 novembre 2021

Lei

Venerdì scorso avrebbe compiuto 40 anni e invece non abbiamo potuto festeggiare insieme. La penso tutti i giorni. La penso quando gioco a pallavolo perché è con lei che ho iniziato e abbiamo fatto i primi campionati; la penso quando chiamo mio figlio ad alta voce perché anche lei aveva deciso di chiamare suo figlio come il mio; la penso quando corro perché mi viene il dubbio che magari uno sfogo sportivo l'avrebbe aiutata nei suoi momenti più bui; la penso di sera nelle mie preghiere; la penso di giorno mentre guardo Primogenita e Lollino, della stessa identica età dei suoi. Ma è nei miei momenti più bui che la penso con maggior intensità, purtroppo. La penso soprattutto quando non ce la faccio più, quando di notte mio figlio piange per la duecentesima volta e io vorrei semplicemente sprofondare o urlare fino allo svenimento; la penso quando sono così stanca da non aver la forza neanche di andare in bagno; la penso quando piango disperata perché è tutto troppo. La penso perché lei non ha retto a tutto questo. Lei non ha retto e ha deciso di farla finita. Lei non ce l'ha fatta. E questo terribile pensiero mi attanaglia il cuore in continuazione. Non è un bel pensiero e non mi aiuta affatto e un senso di profonda tristezza mi invade come un'ondata dalla quale è impossibile fuggire.

mercoledì 24 novembre 2021

Il primo aerosol non si scorda mai

“Ma piccolo cucciolo... ma cosa ha fatto il tuo Birullulino? Perchè ha la febbre a 40?”

“Ha iniziato il nido”

Ecco la risposta standard che ultimamente ripeto più spesso. Il piccolo Birullulo sono tre giorni che ha la febbre a 40 e ieri dopo la visita dalla pediatra abbiamo vinto un bel giro di antibiotico con annesso aerosol. Aaaaaahhhhh l'aerosol! Proprio quello che ci voleva. Francamente di tutto il pacchetto new-born questo non mi mancava per niente.

La verità (non) ti fa male, lo so

Premessa rispetto a quanto scritto qui: alla fine me la sono messa via. Ci ho pensato e ho capito che dirlo o non dirlo non avrebbe cambiato le cose, neanche per me.

Da ieri Birullulino ha la febbre a 40. Inutile dire che questa notte ho dormito in tutto due ore e tre quarti. Come sempre quando dormo poco divento ipersensibile, ho il pianto facile e ho bisogno di affetto. Questa mattina arrivata al lavoro mi sono accorta che mi mancava mio padre. Non ci ho neanche pensato troppo se chiamarlo o meno perché il ragionamento è stato questo: visto che a lui non cambia nulla sentirmi o non sentirmi devo fare quello che è meglio per me, devo fare il mio tornaconto: se mi manca e ho voglia di sentirlo lo chiamo, se mi irrita e non lo sopporto per il suo comportamento non lo chiamo. E così l'ho chiamato. Superfluo dire che per lui era tutto a posto. Ha iniziato come se nulla fosse (perché in effetti per lui nulla è) a parlarmi della sua pensilina, del fatto che ora suona con tre gruppi diversi e io io io io e ancora io. Quando dopo il suo monologo si è ricordato di avere anche un interlocutore mi ha chiesto come stavo e lì gliel'ho detto. Non gliel'ho detto per sentirmi meglio, per liberarmi, per svuotarmi o per fargli capire come sto. Gliel'ho detto perché semplicemente è la verità, non aspettandomi nulla se non il vuoto. Gli ho detto che è un brutto periodo spiegandogli a grandi linee cosa sta succedendo nella mia vita (vi scriverò poi nei prossimi giorni perché) e poi gli ho detto che ci sono rimasta male, come sempre, del suo comportamento.

“Nulla di nuovo eh papà, lo so che sei fatto così, ma ci sono rimasta male”

“Ah ma tu lo sai che sono un orso solitario”

“Sì lo so per quello ti ho detto 'nulla di nuovo'. Ma il primo compleanno di tuo nipote uno è. E sai che si tratta solo di questo compleanno perché anche con le altre mie figlie abbiamo festeggiato solo il primo. Abbiamo priorità diverse. Per te la pensilina, per me la famiglia”

La sua reazione? Il nulla. Come se non avessi detto nulla. L'esatta reazione che mi aspettavo da lui. Forse avrei dovuto farglielo capire in modo più marcato che ci sto davvero male, ma francamente non ne avevo voglia e non avrei sortito comunque altra reazione. Va bene così, mi manca e gli voglio bene. Credo sia questo l'amore filiale incondizionato.

lunedì 22 novembre 2021

Rituali sbibulinici scaccia-incubi

“Buona notte mamma

buona notte Dio

buona notte acchiappasogni

buona notte babao”

Questioni di priorità

domenica 21 novembre 2021

Cambiando l'ordine dei fattori il risultato non cambia

L'avevo detto a Mr D. che mio padre non si smentisce mai ma come volta scorsa lui si è dichiarato scettico e come volta scorsa avevo ragione io. Mio padre infatti oltre a non essere venuto al battesimo di suo nipote non verrà neanche al suo primo compleanno. E volete saper perché? Udite udite: deve finire la pensilina di casa sua. Sì. Esatto. La pensilina. La pensilina è più importante. Questione di priorità. Dopo essermi accertata che in effetti è quella la vera motivazione ho intrapreso un silenzio stampa dovuto più a una mia esigenza di meditazione che all'arrabbiatura. Ho passato 40 anni della mia vita a subire passivamente, a non dire niente, a stare male in silenzio. Qualche mese fa, messi sulla bilancia tutti i pro e i contro, presi coraggio grazie anche ai due anni di terapia e, pesata ogni singola parola per essere preparata ai suoi contrattacchi, ho detto quello che pensavo. Se ricordate il risultato è stato esattamente quello che mi aspettavo: il nulla. Il problema non si pone se io sto male, se fa un torto a suo nipote. Il problema non si pone perché lui sta bene quindi chissene. A questo giro invece sto ancora valutando cosa fare ma mi chiedo: che senso ha dirgli come sto se non semplicemente per dirgli che effettivamente sto male? Beh, non ha alcun senso visto che il risultato non cambierebbe. Tanto a lui non interessa e lo ha dimostrato più e più volte sia con le parole che coi fatti. E allora avrebbe senso farglielo capire davvero? Magari incazzandomi? E cosa otterrei? Probabilmente niente, probabilmente otterrei la stessa reazione ovvero a me non interessa perché tanto sto bene io, o peggio si inkazzerebbe (mio padre è mooooooolto facile all'ira) e non mi chiamerebbe più. Non che cambi qualcosa, sono sempre io che mi faccio viva eh, però non lo farei più neanche io con il risultato che succederebbe esattamente quello che ho cercato di evitare per 40 anni. Sarebbe una tragedia? Tempo fa avrei risposto di sì ma ora non lo so più, non credo sarebbe una tragedia non sentirlo più tanto non è che cambierebbe molto, inoltre purtroppo non ne ho più voglia. Non ho più voglia di vederlo, non ho più voglia di sentirlo. Ancora sono titubante ma perché non sono sola, ho dei figli e non voglio che loro subiscano questa situazione. Mi sono presa tempo. Vedrò.

giovedì 18 novembre 2021

E metti un piede lì! E metti un piede là!

Io adoro correre, mi piace correre, amo correre. Il mio fisico decisamente no. Se mi azzardo infatti ad accennare una corsa più lunga di 8 km (cosa che capita una o due volte alla settimana) inizio ad accusare diverse tipologie di dolori fra cui spicca con splendente sfarzo il mal di testa. Ho cercato di capirne le ragioni, ho letto, mi sono informata e pare io sia giunta a una conclusione. Ho comprato un paio di libri perchè come sapete entro i 50 anni vorrei concludere una maratona e ho notato qualcosa di stonato rispetto a quello che faccio io: l'appoggio del piede e tutto quello che concerne la parte superiore del tronco. E così son tre settimane che ogni volta che esco a correre sto attenta alla postura. La prima volta che sono uscita mi sentivo un burattino legato alla nuca da un filo invisibile ma già mentre percorrevo i primoi chilometri mi rendevo conto che mi sentivo molto meno stanca e arrivata a casa mi son sentita rigenerata (mai successo, arrivo a casa che son sempre morta). Col passare degli allenamenti la situazione è progressivamente migliorata. Prima correvo perché mi piaceva, ora corro perché oltre a piacermi mi fa sentire bene. Ieri ho testato la postura su dieci chilometrini ed è andata meravigliosamente, ho giusto accusato un po' di lieve mal di testa alla sera ma potrebbe essere anche la mia vita che, diciamocelo, è tutt'altro che tranquilla. Conclusione: cheffffffffigata!

mercoledì 17 novembre 2021

Il rosicchiatore seriale

Birullulo ha sei denti in tutto, quattro incisivi superiori e due incisivi inferiori. Con quei pochi denti che si ritrova, tuttavia, rosicchia qualsiasi cosa gli capiti a tiro, qualsiasi: divani, pigiami, bordi dei cassetti avanti e indietro tipo pannocchia, l'alluce del povero malcapitato di turno, i capelli di chi lo tiene in braccio e, ahimè, la mia faccia. Morde in continuazione, sempre e comunque. Morde per testare, morde per esplorare, morde per affetto. Inutile dire che è un no netto soprattutto quando, travolto in impeti amorosi, si accinge con tutta la sua forza mascellare a staccare lembi di pelle dalla mia faccia. No amore mio, si danno così i bacini, vedi? Smciu! E poi non si tirano i capelli si fa caaaaara. Eeeeeee STRAP! Eeeeeee GNAAAAAAM! Eeeeeeeee.... eeeeeee vabbeh.

lunedì 15 novembre 2021

Con tatto, mi raccomando

“No no e no e poi no!!!”

“E invece sì!”

“E invece no!”

“E invece sì!”

“E invece no, non lo faccio e basta!”



“EHI?!?!?! Si può sapere cosa diavolo sta succedendo? Primogenita? Perché litighi con tua sorella?”

“Perché mi ha chiesto di dare un biglietto al suo fidanzatino e io non glielo voglio dare”

“E perché mai scusa?”

“Perché Sbibulina è un'insensibile e io non glielo voglio dare”

“Ma scusa... ma come... dammi qua”

Ciao L. io ti voglio molto bene ma da amico, ti mollo firmato MS

E' molto molto importante che tu non rida, Spetti.

NON ridere.

NON ridere.

Tentar non nuoce

Ieri pomeriggio siamo usciti a fare una passeggiata. Mi faceva così tanto male il piede che ho iniziato a zoppicare. E poi un lampo di genio:

“Eh ragazzi... mi fa troppo male, io torno a casa”

“Ma no mamma! Così starai tutta sola”

ehehehehe

“Non ti sentirai troppo sola?”

“No no no, a me piace tare sola”

“No mamma, non possiamo permettertelo. Veniamo con te”

Ci provai. Non ci riuscii.

mercoledì 10 novembre 2021

Di risposte precise

“Ok, Sbibulina, alleniamoci per le olimpiadi della matematica”

“Ok papà”

“Allora iniziamo. Il numero misterioso: in un numero di 3 cifre, la cifra delle unità è tripla di quella delle centinaia e la somma delle 3 cifre è 17. Se le cifre sono tutte diverse fra loro e sono scritte dalla più piccola alla più grande, mi sai dire qual è il numero?”

“No. Altra domanda?”

martedì 9 novembre 2021

Nemicheamiche

E' strano definirla “amica” perché per anni anni e anni l'ho odiata, ma come mi è stato suggerito in terapia lei mi ha aiutato a non impazzire, a non uccidere nessuno o meglio a non uccidere me stessa. La odio, non c'è che dire. Sono anni che cerco di curarmi per togliermela di torno e anni che penso di esserci riuscita e poi eccola lì che torna a salutarmi. La odio. La odio anche se mi ha salvato. Perché è stato il mio modo per non impazzire del tutto. Come diceva la mia psicocosa “beh, vedila così: potevi diventare una pazza omicida e invece no”. Ci penso spesso a questa frase perché mi rincuora nei momenti più bui. Non si possono scegliere certe strade, è la vita che semplicemente ti mette davanti quasi come fatti compiuti ad alcune cose. La malattia è una di quelle. La malattia mentale pure. In questo periodo la mia cara e vecchia dca si palesa praticamente tutti i giorni e io la odio perché non riesco a capire il motivo per cui è qui. In due anni e oltre di terapie, sedute, incontri, ho capito che quando fa capolino è sempre per qualcos'altro. Non è la causa ma l'effetto. E allora, qual'è la causa? Che cosa diavolo mi vuole dire? Lo so che sono stanca, lo so che non ho tempo per me stessa, lo so che a volta mi sento l'ultima ruota del carro, ma non può essere solo per questo. O forse sì. O forse no. Non lo so. Sono confusa

domenica 7 novembre 2021

Di scenari apocalittici accaduti un paio di settimane fa

Pronto?”

“MAMMA!!”

“Oddio Primogenita tutto bene?”

“NO MAMMA MAMMA!!!”

“Calmati amore, respira... che succede?”

“MAMMA TI PREGO TORNA A CASA SUBITO, TORNA A CASA”

Speedy Gonzales spostati

“Primogenita?!?!?! Dove sei?”

“Sono qui Mamma”

“Amore, amore mio dolce. Ma che succede?”

“Ti ricordi che questa mattina ti ho raccontato del mio incubo di questa notte?”

“Beh si ma prima calmati amore”

“Ecco. Quello in cui Kiwi scappa dalla teca, io la raccolgo e invece di metterla dentro mi cade e si spiaccica per terra? Ricordi?”

“Ehm si amore, ma non piangere dai”

“Ecco. Ero in casa da sola a studiare e Kiwi è scappata dalla teca... E avevo paura che il mio incubo si avverasse e che la uccidessi”

E' molto molto importante che tu non rida, Spetti.

NON ridere.

NON ridere.

venerdì 5 novembre 2021

Fuga da Alcatraz

Credo di averne parlato qualche tempo fa. Comunque due anni fa, a giugno, la conversazione con Sbibulina fu pressapoco così:

“Mamma?”

“Sì?”

“Ora che sono stata promossa e con bellissimi voti, posso avere un regalo?”

“Ma certo amore, cosa vorresti?”

“Un cane”

“Ecco, anche no eh. Sono incinta e francamente è un impegno troppo grosso. E poi ti ricordi? Avevi chiesto un fratellino e ti abbiamo accontentato, o il fratellino o il cane”

“Ma ora ho cambiato idea, vorrei il cane”

“Eh ma ora è troppo tardi, ormai sono incinta”

“Uffffff..... Allora voglio un altro gatto”

“Ehm... amore anche no. Abbiamo già Camomilla, ci rimarrebbe troppo male”

“Hum... allora una tartaruga. Va bene una tartaruga? Mamma!! Giuro che me ne occuperò io in tutto e per tutto!”

E dopo un'estenuante conversazione in cui ho cercato di spiegare il perché una tartaruga chiusa in un acquario sarebbe stata troppo male, alla fine è intervenuto Mr D. che l'ha accompagnata a prenderla.

Kiwi è stata con noi per due anni, due anni in cui me ne sono occupata solo ed esclusivamente io ovviamente. Circa sei mesi fa, tuttavia, la piccoletta ha iniziato a dare segni di esaurimento, ha tentato la fuga più e più volte riuscendoci in un paio di occasioni. Io, sempre sensibile a queste cose, mi sono messa subito di buona volontà a spiegare a Sbibulina il disagio vissuto dalla piccoletta e, dopo interminabili conversazioni, sono riuscita a convincerla a rimetterla in libertà. Mica facile eh. Ho dovuto contattare un'associazione romana che è venuta a prenderla, l'ha portata nella capitale per iniziare tutte le analisi di routine e fra poco Kiwi inizierà l'ambientamento in un bellissimo laghetto circondata dal verde. Ci metterà circa un anno per acquistare la totale libertà in natura. Tutto questo ci è costato è un bel po' in termini di tempo e denaro ma è stata la cosa migliore. Inutile dire che Sbibulina è stata davvero brava. Ha pianto ma ha presto capito che è stata la cosa migliore per la sua amica. E ora? Ora finalmente non devo più pulire filtri e acqua, non devo più recuperare tartarughe in fuga né sgridare il mio gatto perché si mette a giocare con il carapace della povera malcapitata. Olè.

giovedì 4 novembre 2021

E chi se lo ricordava?

Da neanche due settimane Birullulo ha iniziato l'inserimento al nido. All'inizio tutto bene. Felice, entusiasta, non piangeva neanche al saluto. Quando però abbiamo iniziato a inserire il pranzo qualcosa nella sua testolina deve essere scattata, qualcosa di assai poco piacevole, e da allora per le uniche due misere ore in cui lo lascio lui piange. Ma non fa come le sorelle che piangevano al saluto e poi basta, lui piange al saluto, piange quando non ci sono, piange quando si ricorda che non ci sono e al momento di mettersi a tavola piange finché le maestre decidono di lasciarlo a digiuno e attendere il mio arrivo. Inutile dire che per quanto io sia davvero serena, non è che mi faccia piacere ogni giorno, per due volte al giorno, vedere mio figlio che piange come un disperato quando lo lascio e sentire che piange come un disperato quando lo vado a prendere. Insieme ovviamente a questi due momenti, ha sviluppato un attaccamento morboso nei mie confronti. Tutto normale eh, ma chi se lo ricordava dopo così tanto tempo? Non posso lavarmi i denti senza che lui pianga, non posso fare pipì senza che lui pianga, non posso cucinare senza che lui pianga, non posso andare nell'altra stanza senza che lui pianga, non posso fare nulla in realtà senza che lui pianga. E io che faccio? Io leggo libri sulla maratona e corro.

mercoledì 3 novembre 2021

Di “giudizi” inaspettati

"Guarda, una cosa ti posso dire di mia moglie: lei ascolta sempre. Se le fai una critica lei ascolta, ci ragiona e la volta dopo corregge il tiro. Sempre”

Raramente sento Mr D. parlare di me. E' una persona estroversa e giocherellona ma comunque riservata. Sentirlo parlare a terzi di come mi vede è davvero strano. Sono passati 15 anni e mezzo da quando ci siamo messi insieme e ancora scopro novità.