Ieri
abbiamo passato l'intera giornata a casa di amici di Mr D. Bene o
male erano radunati tutti nella stessa stanza i suoi amici piu' cari
del liceo con rispettive mogli/mariti e figliolanza al seguito. Io
sono stata per la maggior parte del tempo a spupazzarmi una
neopersona di un mese e mezzo mentre per la restante parte del tempo
sono stata intenta a nascondere le mie cosciotte sotto il tavolo o meglio
sotto la tovaglia. Mi ero messa la gonna, si, la tanto decantata
gonna di qualche post fa. Al di la' della sua innata scomodita' che
e' tutto sommato sopportabile non avevo calcolato lo stare seduta. Al
lavoro infatti sto seduta dietro una scrivania tutta per me dove si
riescono giusto ad intravedere i piedi mentre le mie belle cosciotte
rimangono nascoste dietro al legno. Se poi mi alzo in piedi il
problema non si pone. E invece li seduta, in mezzo a tutta quella
gente, l'unica cosa che riuscivo a pensare era
coscegrossecoscegrossecoscegrosse, una sorta di tuffo nel passato in
cui quando stavo in macchina mettevo sempre qualcosa sulle cosciotte
per non farle vedere, di norma la borsa. Due bei commenti di Mr D.
caduti a dovere sia prima dell'uscita Ma come, ti vesti cosi? Con
quel maglione e quelle scarpe? Guarda che stai male sia durante il pranzo amicale Ha
deciso che invece di dimagrire cambia modo di vestire. Bah mi ha
rigettato nella versione riccio. E cosi' questa mattina (fanculo)
jeans e maglione a collo alto. Fanculo fanculo fanculo a me che non
riesco a fregarmene e a star bene. Fanculissimo. E buon lunedi'.
lunedì 30 novembre 2015
venerdì 27 novembre 2015
Mai fasciarsi la testa prima di essersela rotta
E'
uno dei miei proverbi preferiti e per me e' una sorta di mantra che
cerco di ripetere ogni volta che parlo con mia madre e pronuncio le
fatidiche parole come va? Come detto in parecchi post
precedenti, mia mamma e' una persona alquanto ansiosa e aggiungiamoci
pure una vena di catastrofismo per cui quando le parlo ho
l'obbligo morale nei miei confronti di piantare bene i piedi per
terra, non credere a tutto quello che dice e impormi di verificare di
persona quanto i malanni da lei descritti siano frutto della sua fervida immaginazione. Pero', a questo giro, la testa me la sarei
dovuta fasciare davvero. La nonna Pina infatti e' davvero cambiata.
Per fare la rampa di scale che porta a casa mia, 21 gradini in tutto,
ci sono volute due persone per aiutarla. Fiatone, gambe traballanti,
postura traballante. Traballante e' l'aggettivo che piu' le si addice in questo momento. Occorre un accompagnatore la prossima volta,
mi ha detto mia mamma, se ci sara' una prossima volta, non ha detto mia mamma.
Occorre una sedia a rotelle che la porti avanti e indietro cosi'
fara' meno fatica, ha concluso. Mia nonna non puo' andare su
una sedia a rotelle neanche per un breve trasporto, non e'
lontanamente pensabile, non e' assolutamente possibile, ho
pensato. Non ho avuto neanche troppo cuore di guardarla, la nonna,
perche' quando la guardo la vedo per quello che e' e non per quello
che e' per me: quella splendida, giovane, forte, indistruttibile
persona che mi ha cresciuto e che prova per me l'amore piu' grande
che io abbia mai visto in un essere umano.
giovedì 26 novembre 2015
Non c'e' tre senza due
Breve
intro, vado a memoria. La prima volta che ho ricordo dei miei due
genitori che interagiscono fra di loro risale all'estate dei miei 19
anni. Ci incontrammo tutti e tre nel parco sotto casa mia per
discutere chi doveva pagarmi cosa una volta entrata all'universita'.
Di quell'oretta mi ricordo solo io che corro nel prato, mi fermo di
botto, raccolgo un quadrifoglio e ricomincio a correre. Ricordo mia
mamma che diceva a mio papa' Sai, e' davvero brava, trova
quadrifogli ovunque e in qualsiasi situazione e ricordo mio padre
che rispondeva Lo so. E poi basta. So di sicuro che si sono
ritrovati nella stessa stanza in altre occasioni della mia vita, come
la mia laurea, la nascita di Primogenita e il mio matrimonio ma non
ricordo alcuna interazione fra loro. Le cose stanno lentamente
cambiando dopo 31 anni. Sara' che con l'eta' si tende
a rincitrullulirsi, ma pare che i due ogni tanto si chiedano come va
tramite messaggi brevi e fini a se stessi. Ed ora, eccoci ad oggi.
Mia madre con mia nonna arrivano questa notte dal profondo sud ed e'
da qualche tempo che si parla di un possibile incontro fra i passati
coniugi per una pizza o un semplice caffe'. Dilemma: vado
anche io? Di primo acchito la risposta e' limpida e chiara come il
sole: No. Ma esaminiamo i vari punti, sempre che poi mi invitino al
rendez-vous, altra cosa non proprio scontata.
Dunque
dunque.
NO:
- sono cavoli loro, non cavoli miei
- non ho alcun desiderio di vederli vicini, forse per paura che scatti in me quel senso di malinconia per cio' che non ho mai visto e che avrei sempre voluto inconsciamente vedere ma non razionalmente
- mi sentirei un pesce fuor d'acqua
SI:
- ho voglia di vederli insieme perche' troppo raramente ho goduto della sensazione che ne deriva
- avrei pure voglia di fare una serie di domande e utilizzare la situazione a mio vantaggio vomitando un po' tutto quello che tengo dentro sia in faccia a uno che all'altra, senza offendere nessuno ma come a chiarire cio' che i loro atteggiamenti hanno portato alla persona che sono
- sono sicura al 200% che non vomiterei proprio un bel niente se non molto probabilmente la pizza, farei sicuramente buon viso e non direi proprio nulla di nulla di cosi' sconveniente o illuminante. Inoltre, cosi' facendo, ci starei pure piu' male per una occasione che non avrei saputo cogliere, e io mi conosco fin troppo bene: non la coglierei
- ne deriverebbe una nottata con sogni inconsciamente fin troppo chiari che non ho molta voglia di affrontare
So gia' dove finira' l'ago della bilancia.
martedì 24 novembre 2015
Donna donna donna donna donna con la gonna donna gonna
Io
ho sempre amato spasmodicamente stare comoda a discapito di ogni
superfighettaggine. Sto comoda con la tuta? E mi metto la tuta. Sto
comoda coi jeans? E mi metto i jeans. Addirittura all'universita'
trovavo estremamente comodi dei pantaloni di lino beige e li portavo
anche d'inverno con la neve. Oh, io stavo comoda. E poi ricordo che pensavo Se non mi prendo una polmonite con dei pantaloni di lino e -1 C' la prendo piu'. Le gonne, invece, io le
trovo estremamente scomode. E devi stare attenta, e devi chinarti
cosi', e devi pedalare cosa'. Gonne poche volte. Diciamo rare volte.
Diciamo quasi mai. Tuttavia, essendomi arrotondata per i miei
standard psicologici, mi guardo allo specchio e non mi vedo bene. Ok,
non mi vedevo bene neanche quando pesano 49 chili ma visto che adesso
ho deciso di piacermi cosi' come sono, invece di cambiare me stessa
ho deciso di cambiare il mio modo di vestire per cercare di
valorizzare parti di me che mi piacciono e ingannare il mio occhio su
quelle che non mi piacciono. E allora, ahime', che gonna sia. Leggins
come se piovessero, stivali piu' o meno alti, maglioni lunghi sopra
le ginocchia oppure gonne. Jeans e pantaloni rinchiusi in un armadio abbastanza alto da scoraggiare anche i piu' impavidi. Ora mi guardo allo specchio e non vedo
neanche piu' dove sono le culotte.
Benvenuto,
scomodo mondo delle gonne.
Benvenuta,
immagine piacevole allo specchio.
A proposito di...
Ok,
lo ammetto, passanno gli anni e mi ammorbidisco. Per fortuna. Ho
sempre avuto paura che, invecchiando, emergessero piu' prepotenti
lati di me che proprio non digerisco. E invece... pensa un po'. A
conferma del mio ammorbidimento questa mattina Sbibulina ha iniziato
a fare i capricci subito, appena ha notato che si faceva giorno. Lei
a scuola proprio non ci voleva andare. L'ho presa in braccio, l'ho
consolata, le ho parlato.
“Io
non ci voglio andare mamma a shcuola”
“E
perche' no amore?”
“Pecche'
no”
“Non
e' una risposta amore. Perche' non vuoi andare?”
“Io
vojjo stare con mamma”
… … ...
“Ma
io vado a lavorare”
“E
io vengo con mamma”
… … …
“Ok”
Sgomento
familiare
“Sei
sicura” chiede un attonito Mr D
“Si”
Sgomento
familiare.
Neanche
Sbibulina ci credeva osservandomi in silenzio con due occhioni da
cerbiatto insospettito.
“Quindi
vengo con mamma?”
“Si”
Attonito
silenzioso sgomento familiare.
Un
silenzio cosi' in casa mia non si era mai sentito, parola di mamma.
lunedì 23 novembre 2015
venerdì 20 novembre 2015
mercoledì 18 novembre 2015
“Cioe',
davvero. Io non so come mai guarda. Fa un freddo cane eh. Cioe'. Fa
davvero un freddo boia cazzo. Cioe'. Non so porcaputtana come mai
faccia freddo. Fanculo”
Oh
tu, ragazzina tredicenne che ti aggiri nei pressi della scuola
vestita con un paio di pantacalze che arrivano al di sopra della
caviglia e una maglietta a maniche lunghe con sopra un eskimo aperto
quando fuori ci sono cinque gradi centigradi: se ti provassi a
vestire in modo decente magari tutte quelle parolacce rimarrebbero
dentro alla zip chiusa del tuo piumino invernale. Magari.
martedì 17 novembre 2015
O______O
Tempo
fa utilizzavo un'app per tenere sotto controllo il mio peso, o meglio
per mappare il mio dimagrimento. Dopo aver impostato tutti i
parametri l'applicazione ti calcolava in automatico il tuo peso
ideale anche se tu potevi reimpostare manualmente il peso ideale a
cui ambivi. All'epoca pesavo sui 55 chili e ricordo che mi dava un
parametro di peso ideale piu' alto del peso che avevo. Lo reimpostavo
sempre sui 50 chili. Non ricordavo esattamente quale fosse il mio
peso ideale fino a ieri l'altro in cui pesandomi mi si sono
strabuzzati gli occhi e la prima cosa che ho fatto e' stata
scaricare l'applicazione. Ho impostato i parametri e il nuovo peso:
59,7. Neanche ci faccio caso al settaggio, faccio un po' di annulla
di qua e di la per reimpostare il peso ideale a 55 e... Carramba! Il
calcolo del tuo peso ideale e' 59,7.
O_____O'
Oooooooooook
lunedì 16 novembre 2015
Sconsy
Ci
sono diversi momenti critici nella giornata di una mamma lavoratrice.
Il primo, unico, impareggiabile si svolge dalle 6.30 alle 8.10 a.m. a
seconda dell'orario lavorativo della mamma e dell'entrata a scuola
dei figli. Il mio orario critico inizia per la precisione alle 6.43 e
termina alle 8.05. In questo breve ma potente lasso di tempo in me si
svolge la piu' grande inkazzatura di tutta la giornata, cosi', di
prima mattina. Mr D. quando si alza la prima cosa che fa e' ritirarsi
in clausura nel bagno per cui la sottoscritta si occupa di preparare
la colazione e la tavola per tutti. Non valgono le mie parole
mattutine, dopo la suonata della sveglia Amore, per favore questa
mattina mi dai una mano a preparare? perche' la risposta sara'
sempre la stessa Si e i fatti saranno sempre gli stessi No.
Normalmente mentre preparo si affaccia dalla finestra della camera
delle bambine il primo MiniMe. Sbibulina alla mattina o e' inkazzata
nera o e' Heide che corre felice sui prati. Dopo poco mi fiondo a
svegliare Primogenita che, dopo diverse sollecitazioni si reca a
tavola senza capire perche'. La MiniZombie non fa nulla, non beve e
neanche mangia. Rimane li', a fissare il vuoto concentrandosi sul
fatto che i suoi occhi non cedano di nuovo. Ve la faccio breve: in
piu' di un'ora di tempo non riesco a farle mangiare, vestire, lavarsi
e uscire. Non ce la faccio proprio. Le ho provate davvero tutte ma i
risultati sono sempre gli stessi da anni a questa parte: io mi
inkazzo, urlo, sbraito e si esce di casa tutti trafelati con io che
mi sento malissimo a causa sia del senso di colpa materno sia del
fatto di essermi svegliata gia' praticamente inkazzata. La mia
domanda dunque e' una sola:
Avete
per caso dei metodi collaudati che possano funzionare prima che mi
rassegni e punti la sveglia alle 6.00 a.m.
anche se la mia coscienza materna mi dice che non funzionera' neanche
questo?
domenica 15 novembre 2015
A caldo
Io
sono sempre stata una persona bisognosa d'affetto e da qualche tempo
mi rendo conto che la vita a volte pare proprio prenderti in giro.
Prendiamo
in esame dunque le persone che la popolano:
- me stessa. Per quanto una persona si sforzi di darsi affetto, abbracciarsi da sole non e' proprio il massimo
- mio marito. Mr D., per chi frequenta questo blog, ormai è un libro aperto. Il ragazzo è sempre stato anafettivo. E' cosi di carattere e quando l'ho sposato ho accettato anche questo lato di lui pero' (posso dirlo?) du' maron.
- le mie figlie. Le bimbe sono puri esseri bisognosi d'affetto. Te lo spolpano direttamente dal cuore e questa è una cosa che fa davvero bene all'anima. Non ritengo giusto pero', e su questo ci tornerò fra poco, pretendere affetto da loro ma solo donarlo loro in modo incondizionato e maternamente coccoloso
- Camomilla è stronza. Ok, i gatti sono esseri stronzi di natura, ma lei è proprio l'essenza pura del gatto, a differenza della mia caravecchiafu Puzzona che era un vero e proprio pupazzo coccoloso e fusoso
- mio padre. Beh, mio padre è l'antiessenza dell'affetto. Ora grazie al cielo esiste skype ma quando non esisteva lo sentivo si e no ogni quattro mesi e rigorosamente al telefono. Vedersi era una cosa riservata alle festivita' comandate ma un anno si e un anno no. Ora skype esiste e lo sento quasi ogni giorno, lavora a meno di un chilometro da dove lavoro io ma ci vediamo solo a Natale pero' siamo migliorati, da qualche tempo ci vediamo ogni Natale, senza saltare quelli pari. E' gia' qualcosa. In tutta la mia vita il massimo che sono riuscita a strappargli è stato un “congratulazioni” il giorno della mia laurea. Yu.
- mia madre. Punto dolente. Mia madre è una persona insicura, ansiosa, senza autostima e con un assoluto vorace bisogno d'affetto. Il suo passato la giustifica in tutto e per tutto. Il problema arriva proprio qui perchè l'affetto e' lei che lo vuole da me, non che lo da a me. Sembra un controsenso, una postilla, un piccolo e inutile difetto di forma ma non è per nulla piccolo e per nulla inutile, ve lo assicuro.
Tutto
questo per dirvi che a volte questa situazione mi pesa come un
macigno (possiamo anche togliere a volte). A pensarci bene che una
persona tanto bisognosa d'affetto come me sia assurdamente circondata
da persone che affetto non glielo danno pare quantomeno ironico, per
non dire magicamente diabolico. Yu.
venerdì 13 novembre 2015
Par condicio
Ricordo
la prima volta che la vidi. La prima cosa che pensai fu mammamia
e' la cosa piu' bella che io abbia mai visto, la seconda cosa che
pensai fu mammamia quanto e' pelosa. Da quel momento fu Amore,
di quello incondizionato, immenso, divino. Da quando e' venuta al
mondo Primogenita e' pura gioia. Fin da quando era piccola il suo
viso era un enorme, splendente, meraviglioso sorriso che non lasciava
spazio ad altro. Primogenita e' dolcezza, generosita' e pazienza. La
ragazza e' Gemelli e che uno ci creda o meno a volte l'altra faccia
della medaglia viene fuori come un fiume in piena ma sono sprazzi
limitati di un carattere meraviglioso. I miei occhi di mamma in lei
vedono il mio primo amore, la mia prima follia, colei che e' riuscita
a farmi crescere e farmi diventare quello che sono. A guardarla fa
quasi impressione, una MiniMe quasi perfetta se non fosse per un
accenno di naso paterno e per i piedi decisamente copincollati da
MrD. Ha i miei stessi capelli, i miei stessi occhi, le mie stesse
sopracciglia e i miei stessi modi di fare. Tempo fa tirai fuori un
video di quando avevo piu' o meno la sua eta' e rimanemmo tutti
sconvolti dal fatto che nessuno riusciva a capacitarsi che non fosse
lei ma io. Il carattere pero' e' tutto suo, meravigliosamente suo. E
se adesso si puo' vedere un accenno della donna che diventera', posso
ritenermi la mamma piu' felice e orgogliosa del mondo. Il mio amore
per lei e' Amore vero.
mercoledì 11 novembre 2015
La verita'
Questo
e' un argomento che tempo fa avevo gia' trattato, all'epoca del mio
taglio radicale di capelli. La natura mi ha dotato di capelli molto
scuri, da piccola addirittura con riflessi blu, molto spessi, molto
lisci e impossibili da spettinare. Ho provato piu' volte ad annodarli
ripetutamente per una decina di volte nello stesso punto e il
risultato e' sempre lo stesso: si sciolgono da soli come se nulla li
avesse turbati. Ed e' qui che la mia natura malata ha preso il
sopravvento. Come ben si sa sono una persona che e' interiormente
maniacale. Desidera la perfezione e continua a lavorarci fino
all'esaurimento nervoso. Sono una persona precisa, fastidiosamente
pignola, ordinata e pettinata. Se tuttavia si scava al di sotto di
questi atteggiamenti, si scopre un mare di caos interiore che neanche un maelstrom. E altalenando fra il mio desiderio di
mettere ordine e il mio patologico caos decisi di darci un taglio. Mi
sposai l'11 giugno. Avevo i capelli lunghi fino al sedere, cosi'
lisci che neanche la mia abile parrucchiera era riuscita a farci un minimo
accenno di boccolo. Il 12 giugno, alle 7.45, la svolta. Mr D. ama
raccontare che si e' sposato una donna e si e' portato in viaggio di
nozze un'altra. Il risultato dunque e' stato capelli di un paio di
centimetri di lunghezza, completamente spettinati. Da allora li porto
piu' o meno lunghi ma sempre con quel tocco di spettinatezza che mi
rende un po' meno rigida interiormente. Ma e' una spettinatezza
spettinata perche' sono io che la rendo tale, la spettinatezza. Di
natura i miei capelli si ordinano da soli senza neanche che io debba
fare alcun sforzo. Addirittura posso asciugarmeli a testa in giu' in
modo casuale che il risultato sarebbe sempre lo stesso. Tuttavia i
miei sforzi per rendere i capelli uguali alla mia interiorita'
hanno dato i suoi frutti, basti guardare le rappresentazioni
pittoriche di Primogenita.
Tralasciamo
per un momento il fatto che mia figlia in una frase abbia annullato
tutte le mie piu' profonde paranoie dei post precedenti, potete notare la
differenza fra la capigliatura ordinata di sua sorella (in alto) e la
capigliatura materna (in basso).
Oh
yeah.
martedì 10 novembre 2015
C.v.d.
Ieri
sono andata a parlare con le maestre di Sbibulina e come volevasi
dimostrare la reazione e' stata sempre la stessa: cambia la figlia,
cambiano le maestre, cambiano le scuole, cambiano gli anni ma i
risultati sono sempre gli stessi.
“Signora,
io non so neanche perche' lei sia qui” esordisce come sempre la
maestra di turno. “Sua figlia e' attenta, sempre con il sorriso
sulle labbra, vivace, peperina ” continua come sempre la maestra di
turno. “Ah. Sua figlia tende sempre a comportarsi come una
maestrina ma sempre in un modo benevolo e spronatore” conclude come
sempre la maestra di turno.
Cambiando
l'ordine delle figlie, il risultato non cambia.
lunedì 9 novembre 2015
La Sbibuli'
Sbibulina
e' splendida. Inutile confutarlo. Ha due occhioni scuri da cerbiatta
e i capelli lisci, biondicci e meravigliosi da acconciare. Sbibulina e'
dolce come un marshmallow e pungente come una zanzara. Sbibulina e'
coccolona quando vuole essere coccolona e indipendente quando vuole
essere indipendente. A Sbibluina non gliela racconti. A differenza
della sorella che riuscivi a imbambolarla facilmente, Sbiblulina ha
ben chiaro cosa sia vero e cosa no, cosa vuole e cosa no. A volte
pero' il genio materno prende il sopravvento, come ieri quando
percorrendo un sentiero buio sono riuscita a convincerla che se
sbaciucchiata ripetutamente la mamma acquistava cosi' tanti
superpoteri da allontanare tutte le paure. Mi sono fatta una
scorpacciata di coccole che neanche potete immaginare. Sbibulina
comunque sta crescendo. Lo vedo quando insisto a smangiucchiarmi i
suoi piedini che ormai sono piu' grandi della mia mano, quando le
chiedo se la posso aiutare a sparaspruzzarsi nel naso la soluzione
salina e si ritira risentita perche' e' in grado di farlo da sola. Ma
grazie al cielo e' ancora la piccoladicasa, la bimba che dopo una
giornata intera di lavoro ti corre incontro e ti inonda di bacini, la
bimba che, per paura del buio, accende tutte le luci della casa alle
tre del mattino compresa quella della tua camera da letto, la bimba che
tutta sporca di pennarelli cerca di lavarsi espandendo la macchia a
dismisura e facendo un macello in bagno che neanche il titanic.
Sbibulina e' l'essenza del suo nome. E' il Sole, e' la gioia, e' il
calore.
domenica 8 novembre 2015
L'apparenza non-inganna
Dai.
Andiamoci a prendere questo gelato. Di solito e' li' che incontro la
dea. La dea e' una ragazza sulla ventina, bionda, spettinata. Ma (eh si c'e' un ma) la ragazza riesce in un'inspiegabile fattezza di dea,
ad apparire sempre perfetta. Ieri e' arrivata con scarpe da
ginnastica, pantaloni della tuta grigi, maglietta aderente nera,
camicia di panno a quadri rossi e neri, capelli tirati su in uno
chignon vagamente scompigliato con qualche ciocca che le ricadeva sul
viso. Sara' la sua perfezione corporea, sara' il suo visino angelico,
sara' quel che sara', ma se io esco con addosso una camicia di panno
e un paio di pantaloni grigi della tuta me la gioco con uno yeti
assonnato in cerca di una tana.
giovedì 5 novembre 2015
Ahi ahi ahi ahi cantavaaaaaaa
La
genetica fino a questo momento e' stata dalla mia parte. Mentre miei
coetanei spendevano oro su oro dal medico rubaoro per eccellenza, io
mi beavo della mia condizione privilegiata di intaccabile. Ma ahime',
la ruota gira. Da qualche giorno terribili mal di testa monofacciali
mi attanagliavano non facendomi stare proprio proprio un fiorellino
ma visto che soffro di mal di testa da quando ero piiiiiiiiiiccola
cosi' (fino al punto che ricordo strane cuffie con fili colorati che
mi uscivano dalla testolina) non ci ho fatto molto caso. Fino a ieri
pomeriggio quando il dolore e' diventato non solo insopportabile ma
decisamente chiaro: argh, mal di denti.
34
anni, zero carie. Fino ad ora. Sottovalutando la situazione ho
chiamato il mio dentista che, detto fra noi, e' un omaccione
superficaccione da far paura. Ho fissato l'appuntamento per giovedi'
prossimo insieme a un'attonita centralinistra che si chiedeva neanche
troppo velatamente come sarei riuscita a sopportare il dolore per una
settimana. Tzk, la gioventu'.
Conclusione:
dopo una notte passata in bianco con la borsa del ghiaccio sulla
faccia e la borsa dell'acqua calda sullo stomaco ho deciso di
richiamare la centralinista, cambiare nome, cognome e voce, e
chiedere appuntamento per oggi pomeriggio. Bastera' una parrucca
pettinata e nessuno se ne accorgera'.
Precisiamo le precise precisazioni
Partiamo
dal presupposto che io sono la persona meno obiettiva che conosco
quando si parla di me stessa. Unendo questa precisazione al fatto che
ho un insano tarlo di perfezione insito nel mio cervello, quello che
ne puo' derivare non e' di certo un quadro realistico della realta'.
A dirla tutta non mi aspettavo che ci fosse un cosi' alto interesse
verso quanto vomitato fuori nei giorni scorsi e postato qui. Il
quadro che mi ero creata era una sorta di indifferenza generale per
il mio animo tormentato e assolutamente spettinato. E invece mi sono
ritrovata piena di virtuali persone che non solo hanno letto quello
che ho scritto, ma hanno anche dato una loro personale opinione in
merito alla mia pazzia ed e' stato leggendo proprio uno di quei
commenti che ho capito che forse molti non hanno capito. E cosi'
eccoci arrivati a dover precisare le precise precisazioni di una ben
poco precisa spettinata.
Io
sono una persona altamente insicura di se, molto molto autocritica e
con una vena perfezionistica irraggiungibile al limite dell'assurdo.
Se si leggono i post precedenti con addosso questi occhiali di
chiarezza si potra' ben capire come i deliri della mia mente siano
solo pensieri spettinati all'interno di una testa spettinata dal
caos. Ed e' per questo che oggi cerchero' di indossare degli altri occhiali, abbastanza freddi e distaccati da poter essere il piu'
obiettiva possibile.
Iniziamo:
- Mi sento sempre molto stanca: ohtesorinobellocaro. Sei mamma, sei lavoratrice. E questo basterebbe. Se poi ci mettiamo che hai affrontato due eventi (uno dei quali ancora a venire) che al lavoro ti hanno vista responsabile di tutto quello che sarebbe successo negli eventi stessi e condiamo il tutto col fatto che tu sola fai tutto (e dico TUTTO) in casa, beh, direi che prima o poi doveva succedere di sentirti un tantiniiiiiiino stanca
- Perdo la pazienza con troppa facilità: ohtesorinobellocaro. Si sa, i bambini sono un dono meraviglioso, il piu' bel dono che potessi mai ricevere. Un marito che poi ami ancora di piu'. Ma guardiamo un po' il lato oscuro della luna: i bambini sfiancano, urlano, capricciano, si impongono. Il marito non fa molto, diciamo che la maggior parte delle volte peggiora le situazioni fregandosene a dismisura. Le mamme che si impongono a bassa voce con un sorriso splendido sulle labbra non esistono, ne tantomeno le mogli, o meglio non sempre.
- Ho voglia di starmene per i strakazzi miei: ohtesorinobellocaro. Fino a qualche mese fa riuscivi ad andare a correre due volte a settimana o andavi a volte in palestra, adesso non riesci piu' neanche a farti una doccia senza segnartelo sull'agenda nella speranza che ci sia almeno un adulto in casa con te. Se uniamo a questi eventi il fatto che sei nata figlia unica e ora ti ritrovi a convivere con altre tre persone e un gatto, beh.... le voila'.
- Sono triste: ohtesorinocarobello. Certo che sei triste. Ti inkazzi sempre perche' se non ti inkazzi nessuno ti ascolta, ne tantomeno tuo marito. Inkazzarti sembra l'unico modo per farti ascoltare e tu sei stanca. Per cui ti sei chiusa in una sorta di mutismo cosi', per riportare l'ordine in casa, ad inkazzarsi puo' soltanto essere Mr. D. Oh. Funziona. Per fortuna che esiste un lato luminoso della luna: vedendoti muta e triste Mr. D. ha capito che qualcosa non andava, ti ha chiesto, gli hai risposto, e sembra aver percepito l'antifona. Ma lo sai vero? Solo fino a che poi non se lo dimentichera' di nuovo.
- In realtà ultimamente vorrei di nuovo rimettermi a dieta e perdere quegli 8,5 chili che mi fanno vedere brutta e grassottella: ohtesorinocarobello. Cosi' stai bene. Ti ricordi quando ti guardavi allo specchio e potevi letteralmente vedere il tuo scheletro? Ti ricordi quanti sacrifici per avere un fisico troppo asciutto, al limite dell'anoressia? Ti ricordi che non ti gustavi neanche un gelato e che quando hai ricominciato a vivere sei sprofondata in una bulimia senza fine? Adesso mangi e non ti preoccupi piu' di vomitare. Gia' questo potrebbe essere considerato un successo. Ah! Non ti stanno piu' bene i jeans? Sai che se ne possono comperare di nuovi?
- Rabbia. La rabbia la sento montare dentro ora: ohtesorinocarobello. Ogni volta che penso al perche' sei davvero arrabbiata, sebbene sia successo tanto tempo fa, sebbene indipendente dalla tua volonta', penso sempre che in un modo o nell'altro tu sia giustificata ad esserlo. Nel presente pero' non ti svegli piu' a casa di tua nonna, abbandonata da tutto e da tutti. E poi diciamocelo: sei inkazzata perche' a volta ti fanno inkazzare. Perche' se non sparecchi tu nessuno sparecchia, se non prepari tu nessuno prepara, se non urli tu nessuno urla. Sei una normale mamma in una normale situazione casalinga.
- Il cibo. Ah... il cibo: ohtesorinocarobello, parliamoci francamente: tu non mangi schifezze. Perche' di schifezze non ne comperi. Non mangi carne, mangi molta frutta e molta verdura. Ok, mangi in fretta, ok a volte ti scofani i biscotti della credenza e a volte ti mangi dei tocchi di parmigiano che sono grandi quanto il palmo della tua mano. Ma tutto qui. Si sa che il rapporto col cibo, col nutrimento, non e' il tuo forte. Ma potrebbe andare molto peggio. Non scofani patatine ne cioccolato, mangi di nascosto perche' ti senti in colpa ma chissenefrega. Se mai quello e' un problema con Mr D che ogni volta che apri il frigo ti critica. Si, in effetti mangi molto veloce e a volte non hai il senso di sazieta'. Ma santacleopatra guardati intorno! Mr. D. mangia piu' veloce di te e il doppio di te. Rilassati.
Rilassati.
martedì 3 novembre 2015
Forse
son stressata, o forse son depressa. Non so perchè ma non mi
sembrano molto lontani come concetti. Analizziamo i fatti, se così
si possono chiamare:
- Mi sento sempre molto stanca, addirittura questa settimana ho battuto il record addormentandomi con la luce accesa, la rivista Storica sulla pancia, alle 20.08. Mi sento stanca ma non ha molto senso visto che bevo due-tre caffè al giorno e dormo dalle otto alle nove ore ogni notte.
- Perdo la pazienza con troppa facilità, sia con Mr D. che con le pupattole. Mr D., non che sia una novità, ma non fa davvero niente e quel poco che fa mi irrita a dismisura. Le bimbe invece sembrano essere fatte per dare sui nervi.
- Ho voglia di starmene per i strakazzi miei. Anche questa non è una novità visto che sono figlia unica, ma adesso proprio passo le intere mie serate, o quel che ne rimane vista la stanchezza, a letto con una rivista o poco altro, non ho neanche voglia di socializzare davanti alla televisione
- Sono triste. Anche questa non può considerarsi una novità ma mi sento proprio triste, più triste del solito, come se fosse ben profonda e ancorata questa tristezza che, unita alla stanchezza, mi fa desiderare ardentemente un'apatia che non ho il tempo di permettermi. Potrei quasi fare una lista di tutte le cose che mi fanno sentire triste ma non vorrei intristirvi.
- Ho voglia del mutismo assoluto il che, essendo mamma e pure lavoratrice è a dir poco impossibile e quindi il più delle volte mi ritrovo a dover risolvere problemi che non ho voglia di risolvere e a dover rimproverare chi non avrei voglia di rimproverare
A
leggere il mio minuscolo elenco la soluzione potrebbe sembrare
semplice, ma no, non sono incinta e ve lo posso stramaledettamente
confermare in svariati modi, ma non è questo il luogo adatto direi.
E quindi che cosa ho?
Io
per stare dalla parte dei bottoni ieri ho comprato un
bell'integratore per la mia anemia dovuta all'assoluta mancanza di
proteine animali nella mia dieta e a una tendenza genetica
impossibile da arginare. Magari mi basta un po' di ferro per vedere
la vita un po' meno grigia. O magari no.
lunedì 2 novembre 2015
Ieri
mio nonno avrebbe compiuto 95 anni e ieri, come ogni anno da quando è
morto, sono andata a trovarlo al cimitero solo che questa volta
accanto a lui c'era un'altra immagine. Non che io non avessi già
visto quella scena, mi capita spesso di passare di li visto che il
cimitero è proprio nel bel mezzo del tragitto-corsa che faccio
quando ho voglia di sfogarmi, ma è stata la prima volta che ho visto
quell'immagine durante il solito mortitour. Si, lo so, alcuni
potrebbero considerarlo un brutto nome, ma a me non dispiace perchè
in realtà è proprio di questo che si tratta: il mortitour annuale
il giorno dei morti. So anche che non ha molto senso farlo proprio il
giorno dei morti visto che comunque noi andiamo spesso a trovare i
nostri cari e di certo non ci servono delle tombe su cui ricordare,
però ormai è diventata tradizione e alle bambine piace. Quest'anno
però è stato diverso perchè per la prima volta avevano un volto
familiare da salutare e io fin troppo recente per non riuscire a non
piangere. Primogenita si è comportata come mi sarei aspettata da
lei, con i suoi modi dolci e perfettini, a sistemare il fiore che lei
aveva scelto, a sistemare la lumaca che aveva trovato nel punto
perfetto in cui la voleva regalare alla nonna. Sbibulina si è
comportata come mi sarei aspettata da lei, piangendo perchè lei si
aspettava di vedere davvero la nonna e la nonna li non c'era. E io?
Io come mi sono comportata? Beh, io non mi sono comportata come mi
sarei aspettata da me, ma questa ormai avete capito non essere una
novità. Io mi sono ammagonata, ho tenuto gli occhiali scuri e finto
un neanche troppo finto raffreddore. Sono scesa in un mutismo che non
è proprio da me e ho avuto un umore altalenante tutto il pomeriggio.
Mi manca la mia nonnina che quando la chiamavo nonnina si inkazzava
perchè lei nonnina proprio non ci si sentiva. Mi manca e mi dispiace
che mi manchi.
domenica 1 novembre 2015
Riunione di classe
Ok,
si sa che al mondo esistono delle Psicomamme cosi' psicotiche da far
quasi paura. E io che credevo di aver problemi con la rabbia
repressa... Bastava andare a una riunione di classe per l'elezione
del rappresentante che ogni dubbio sarebbe svanito in un mare di caos
allucinante. Per mia s-fortuna sono stata eletta presidente.
Ecco come si e' svolta la riunione:
Non c'e' mai fine al peggio.
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