Ieri sono andata a ritirare l'esito della biopsia. Ero molto serena perché convinta che sarebbe andato tutto bene e che eventualmente mi sarei portata a casa un risultato uguale alla volta scorsa, ovvero un C3 (nodulo a metà fra una possibile benignità e una possibile malignità). L'unica cosa che speravo non succedesse è un esito dubbio da dover ripetere l'esame che la volta scorsa mi ha portato a vomitare per due giorni di seguito. Quando mi sono seduta ho gettato subito un occhio al referto che il medico mi aveva aperto davanti: B2. Meglio di così non potevo sperare. Dunque? Benigno benigno? “Sì signora, tuttavia come vede da questa ecografia, all'interno di questo nodulo ci sono diverse calcificazioni che non risultano nel referto della biopsia e questo perché il suo nodulo è molto molto profondo, in una posizione scomoda, dietro a varie ghiandole, per cui non siamo riusciti a prendere, durante il prelievo, anche queste calcificazioni per poterle analizzare. Il problema sta proprio nella posizione. Anche ripetendo l'esame di volta scorsa è molto probabile che non riusciremmo comunque a prelevare quello che ci serve per cui dovremmo fare un'altra biopsia, questa volta più invasiva della precedente. Gliela faremo ovviamente sempre sotto anestesia ma questa volta durante una mammografia. In questo modo dovremmo riuscire a prelevare ciò che ci serve. Inoltre le lasceremo in inserto in titanio sul seno in modo da sapere esattamente da dove siamo entrati e, nel caso avessimo bisogno, poter rientrare dallo stesso punto. Le suggeriamo dunque come volta scorsa di venire accompagnata e di considerare una ripresa più lenta e più riposo rispetto a volta scorsa. Dopodiché a seconda del risultato vedremo come procedere”. Vi dirò: l'idea della tettatitanica quasi mi fa sorridere.
martedì 29 aprile 2025
domenica 27 aprile 2025
Tirando le somme devo dire che non c'è stato nulla di negativo, a parte un pelo di stanchezza in più. Ma noi già siamo in 5, siamo già stanchi, frulliamo già avanti e indietro come dei matti quindi alla fine una variabile in più non ha spostato di molto l'ago della bilancia. Siamo stati fortunati, è vero: Mette è una ragazza semplice, solare, chiacchierona, per niente schizzinosa in fatto di cibo e molto giocherellona, educata ma con del carattere. L'unico no che le ho sentito dire è quando Secondogenita le ha chiesto se avrebbe voluto vedere un film con lei, ha risposto che avrebbe preferito chiacchierare con noi e giocare tutti insieme. L'unica richiesta che le ho sentito fare è stata un bicchiere di acqua. Nei momenti non impegnati nel torneo dunque ci siamo goduti una quotidianità diversa, fatta di inglese, di giochi di carte, di cubi di Rubik, di esercizi ginnici improbabili, di scambio culturale e di tante risate. Mancherà a tutti noi, questo è sicuro.
mercoledì 23 aprile 2025
5+1
E' iniziato ieri l'altro il torneo internaziona di basket under 14 femminile che ci coinvolge come famiglia. Secondogenita infatti gioca in una nota squadra di basket della nostra città che ogni anno organizza questo torneo. Ieri sono arrivate le delegazioni internazionali e in meno di mezz'ora ci siamo ritrovate con una tedesca quattordicenne di un metro e novanta in giro per casa. Avevo timore di lunghi e vuoti silenzi. In realtà Secondogenita se l'è presa, l'ha portata a casa e insieme a Primogenita se ne sono andate a fare un giro in centro e a prendere un bel gelato. Avevo timore del caos organizzativo di una variabile in più nel nostro già impegnativo tramtram familiare, in realtà mi sono segnata tutto nella mia solita agenda e con un pochino di aiuto in più da parte di Mr. D. non sembra poi così caotico. Mette (così si chiama) è carina, educata, chiacchierona e ha portato in casa nostra ancora più allegria.
martedì 22 aprile 2025
La mente lì
Provo a non pensarci ma la mente torna lì. Non sono pessimista eh, credo che l'esito sarà uguale alla volta scorsa ovvero nodulo C3, però comunque l'attesa non mi fa stare tranquilla. All'esterno non si direbbe in realtà, ma dentro mi sento fragile. Quando sono distante dalla mia famiglia sento la loro mancanza, penso spesso ai miei genitori e li chiamo molto più del solito e non posso fare a meno alla mattina quando mi sveglio di fare una sorta di conto alla rovescia per vedere quanto manca al referto. Che poi questo tipo di referto non ti arriva sul fascicolo elettronico in quanto potrebbero essere notizie non belle, per cui hai proprio l'appuntamento con loro. So che è inutile fasciarsi la testa prima di essersela rotta, e non lo sto facendo, ma mi rendo conto che tanto tranquilla non sono sebbene io sia profondamente convinta (e non lo dico tanto per dire) che non sia nulla.
mercoledì 16 aprile 2025
Una cosa veramente triste
Suono la chitarra da quando avevo circa 8 anni. Sono autodidatta ma ci ho dedicato così tanto tempo della mia vita che so suonare discretamente. Da quando tuttavia è morta Nonna (3 maggio 2023) non ne ho più toccata una o quasi. Sarà perché mi si blocca la voce, sarà perché mi smuove qualcosa nel profondo, fatto sta che non l'ho più tirata fuori. Io, che non facevo che cantare e suonare, suonare e cantare tutti i giorni. Detto questo qualche giorno fa ho beccato Birullulo in flagrante. Aveva aperto tutte le mie chitarre, compreso anche l'ukulele, e stava strimpellando allegramente in sala. Al di là del fatto che sa di non poterlo fare, ho sistemato tutto con cura tutto al solito posto quando Secondogenita mi ha chiesto di suonarle una canzone che non conoscevo. Ho dato un occhio agli accordi su un sito internet e ho iniziato ma alla visione di accordi diminuiti, con seste e altre piccolezze mi sono resa conto che ho dimenticato. Io. Io che ho sempre suonato per anni e anni ho dimenticato. Ci è mancato poco che mi mettessi a piangere.
martedì 15 aprile 2025
Batostina
Lo sanno solo mio marito e il mio capo perché la speranza è che tutto si risolva come sei anni fa quando alla fine mi è stato detto di tenermi controllata una volta all'anno. E così ho fatto, meticolosa come solo un toro ascendente vergine può esserlo. Una volta all'anno per sei anni. Ma a sto giro qualquadra non cosava ed è ripartito tutto l'iter senza che neanche avessi il tempo di accorgermene. Da questo punto di vista il servizio sanitario nazionale, Bologna in particolare, è meraviglioso. Mi è bastato andare a farmi una eco al seno in un poliambulatorio convenzionato, avere un referto con un sospetto sopra, che nel giro di qualche giorno (ancora non ho capito come) mi hanno chiamata dal centro senologico e sono stata presa di nuovo nel loro tramtram. Meglio da un certo punto di vista. Meglio non dover prendere alcun appuntamento, ricordarsi cosa occorre fare o dove andare. Fanno tutto loro e nei minimi particolari, fissano appuntamenti, prescrivono esami, eseguono esami senza che tu faccia nulla, solo aspettare. La differenza con la volta scorsa è che per fare eco, agoaspirato e due agobiopsie una da 3 e una da 4 (la prima aveva fatto cilecca) ci ho messo quattro appuntamenti anche se non ricordo in quale lasso di tempo. A sto giro sono entrata e ne sono uscita quai quattro ore dopo, stremata ma completa: una visita, eco, una mammografia, un'altra eco e una agobiopsia finale da 5 che mi ha letteralmente distrutta dandomi il colpo finale. E pensare che io ero andata in bicicletta credendo di rifare tutto daccapo. Ho dovuto chiamare Mr D. mentre con il ghiaccio addosso e decisamente dolorante non sapevo come fare a tornare a casa. Mi ripeto ma spero vivamente che si risolva tutto come volta scorsa, con un sorriso e qualche controllo da fare in più.
mercoledì 9 aprile 2025
Son tutta un dolore
Non so se sia la primavera, la vecchiaia, i chili di troppo, il fatto che non corro seriamente da circa un mese, ma ho male ovunque. E sono stanca, molto stanca, molto molto stanca. E poi mi sono pure beccata il raffreddore, io che non mi ammalavo ormai da anni (son sicura grazie alla corsa) e ci ho messo ben tre settimane per farlo andare via. Ah ma io lo so che è tutta colpa sua, maledetto tensore della fascia lata. Martedì sono andata a farmi una corsetta, cinque chilometrini giusto per capire come stavo messa. E per cinque miseri, inutili, insignificanti cinque chilometri, mi sono trascinata in un pomeriggio di sbadigli, stanchezza e doloretti che manco avessi corso il Passatore. E' proprio vero che una persona si può allenare anni, correre come me maratone e mezze maratone e poi basta un mese di fermo che si ricomincia quasi tutto da capo. Ma io ho BISOGNO di andare a correre prima di piombare definitivamente nello scatafascio fisico totale senza possibilità di ritorno.
Breve storia triste
“Ehi Secondogenita!!”
“Sì, papà?”
“Ma non sei felice? Stiamo entrando al tuo primo concerto! Io me lo ricordo il mio primo concerto... Enrico Ruggeri!”
“Chi?”
FINE.
lunedì 7 aprile 2025
Il primo concerto non si scorda mai
Erano mesi che cercavo i biglietti. Tutto sold out, come sempre, e così me l'ero messa via quando alle 20,20 di domenica sera mi arriva la telefonata di una mia amica già dentro all'Unipol Arena.
“Ho un amico che non viene, due biglietti supergold, 250€ e sblisga”
Maporcadiquellapupazzolaladra, mi sembra decisamente troppo. E così mentre mi accingo a dire di no col cuore un pochino in pezzi vedo Mr. D. col telefono in mano che candidamente mi fa:
“Non so come sia possibile, magari qualcuno ha disdetto, ma qui ne vedo tre biglietti giù nella bolgia a meno di 180€.”
“Paga SUBITO”.
E la cosa ancora più assurda è che non ho avuto modo di avere nessun tipo di ansia, io che normalmente sarei entrata in agitazione già dalla mattina stessa. E invece no. Mi ero già messa in testa che non saremmo riusciti ad andare, poi che saremmo andati ma saremmo arrivati con molto ritardo, senza trovare parcheggi, già a concerto iniziato. Avremmo visto Jovanotti come un puntino indefinito in uno sfondo gigante e al ritorno avremmo smadonnato per trovare un posto in quella bolgia di casa nostra murata di cantieri del tram.
Ore 20,20 acquisto biglietti
Ore 20,25 fuori casa
Ore 20,40 parcheggio
Ore 20,50 siamo dentro
Ore 21,05 inizio concerto
Ore 23,55 fine concerto
Ore 24,05 macchina
Ore 24,20 parcheggio sotto casa
Ore 24,25 letto
Siamo riusciti ad andare davanti perché di spazio ce n'era.
Siamo riusciti a ballare, cantare, commuoverci, divertirci con Secondogenita che era così felice che le ridevano anche le orecchie. E il momento più bello in assoluto è stato quando quella meravigliosa ragazza di neanche tredici anni si è accoccolata su di me, stanca e sorridente, per farsi cullare in un lento dolce. E quando a conclusione del concerto è arrivata la sua canzone, la canzone a cui deve il suo nome, l'abbiamo cantata a squarciagola felici di questa splendida opportunità.
L'Universo ci ha chiaramente fatto capire che era davvero il nostro momento, era davvero l'unica cosa che qella sera potevamo fare e sono grata per questo perché non dimenticherò mai il viso di mia figlia illuminato dalle luci dell'Unipol Arena.
Il linguaggio Universale
Questa mattina mi sono svegliata pensando che sarebbe stato bello accompagnare Birullulo a scuola ma fra una cosa e l'altra si è fatto tardi. Dato un bacio al volo sono uscita, sono scesa in cantina, sono scesa in cantina, ho preso la bici da corsa, sono uscita dal portone, ho pedalato e maporcadiquellapuzzolaladra: ruota a terra. Torno indietro, metto la bici da corsa in cantina, salgo, prendo l'altra bici, incrocio Secondogenita, penso Interessante, quasi quasi. Accompagno Secondogenita a scuola, le do un bacio sulla fronte, ho pedalato e maporcadiquellapuzzolaladra: le chiavi del lavoro. Torno indietro, metto la bici nel cortile interno, salgo, incrocio Birullulo con Mr. D. e penso: Interessante, quasi quasi. E così accompagno anche Birullulo a scuola insieme a Mr. D., gli do un bacio sulla fronte e parto verso il lavoro. Probabilmente, ho pensato, era questo che avrei dovuto fare fin da subito e l'universo mi ha chiaramente fatto capire qual'erano le cose giuste da fare questa mattina. Avrei potuto arrabbiarmi, avrei potuto agitarmi, avrei potuto scancherare e invece ho pedalato con un sorriso ebete stampato sulla faccia e tanto amore nel cuore.
giovedì 3 aprile 2025
Bel Cesso (cit.)
Durante la finale della coppia italia femminile di volley un ragazzo di neanche venticinque anni ha tentato di rimorchiarmi, provando ad offrirmi da bere più e più volte. Quando gli ho fatto presente che mi aspettavano un marito e un figlio al mio posto si è rivelato comunque gentile.
All'ultima festa dei cinquant'anni invece sono stata adocchiata da un cameriere che avrà avuto una ventina d'anni. Sempre più giovani. Oh. Francamente non ero così sicura ma quando ho visto che continuava a guardarmi e a cercarmi in modo insistente il dubbio si è fatto un po' meno dubbio. Quando poi ho notato che mentre ballavo con Mr D. si è rimesso gli occhiali che si era tolto per guardare meglio, beh, lì è stato palese.
Ultimamente mi sento un cesso, sarà per i chili di più, sarà perché inizio a notare i segni dell'età... non so. E non sarei dei tutto sincera se dicessi che dopo questi due episodi la mia autostima sia salita perché purtroppo non è vero. Mi sento sempre un cesso. Un Bel Cesso (cit.).
Mi ricordo montagne lunghe
“Mamma? Fai le montagne lunghe?”
“Ehm... che cosa devo fare?” domando con espressione perplessa
“Le montagne lunghe”
“Scusa Amore ma non capisco” continuo con espressione sorpresa
“Eccole!!! Eccole mamma!! Io non ci Liescio tu sì” esclama il quattrenne puntando il suo ditino sulle rughe sulla mia fronte.
Ma che bello.