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martedì 2 dicembre 2025

Pensieri spontanei

Ieri ho discusso col mio capo. Oddio, discusso sarebbe già qualcosa. A una sua mail in cui mi comunicava di voler togliere l'ultimo mio privilegio rimasto sul posto di lavoro gli ho risposto di fuoco (o almeno quello che a me sembrerebbe di fuoco). Comunque mi ha chiamato, ha detto che ne parleremo ma di fatto mi ha ribadito che si farà così e basta. Immaginate la voglia che io abbia di lavorare oggi. Senza neanche pensarci ho imboccato la solita strada sulla mia solita bicicletta e ho iniziato a canticchiare una simpatica canzone che ha preso spontaneamente il sopravvento sui miei pensieri ma che è davvero indicativa del mio stato di umore di oggi:

Today I don't feel like doing anything
I just wanna lay in my bed
Don't feel like picking up my phone
So leave a message at the tone
'Cause today, I swear, I'm not doing anything, uh

Ah. Bruno. Quanto vorrei davvero far niente.

venerdì 5 settembre 2025

Wake me up when september ends

Settembre, come maggio, è uno dei mesi più impegnativi per famiglie con figli. In particolare a sto giro siamo messi così:

  • questo fine settimana:

    • venerdì - oggi: parto io per lavoro - in contemporanea parte Primogenita per un camp di pallavolo

    • sabato: parte la triade rimasta mentre io, finito il lavoro, prendo due treni e li raggiungo. Pranzo con festa di compleanno di una amica al mare

    • domenica: Primogenita torna a casa mentre noi siamo ancora via e ci ricongiungiamo alla sera

  • prossimo fine settimana:

    • sabato: prendo un treno per andare a Cesenatico in vista della mezza maratona

    • domenica: correrò la mezza maratona Cesena-Cesenatico mentre Mr D. va al lavoro (la conclusione di un enorme cantiere per la curia di cui è il responsabile dei lavori). I ragazzi si destreggiano fra il lavoro di Mr D. e la casa

  • fine settimana ancora dopo:

    • venerdì: non ho ancora capito se dovrò ripartire per lavoro, chi vivrà vedrà

    • sabaot: lavorerò? Chissà

    • domenica: altra piccola gara a Bologna per me

Sono già stanca.

giovedì 19 dicembre 2024

Ferie? Ma dai!

Io sono e sono sempre stata una formichina in quasi tutti gli ambiti della mia vita, ferie comprese. Considerando che sono ormai più di 11 anni che lavoro qui dentro ho accumulato un pochiniiiiiino di ferie. Facendo i calcoli ho notato che potrei stare a casa quattro mesi senza mai mettere piede in ufficio. Con il cambio societario però pare che se ne siano accorti e che per il nuovo capo questo sia fonte di preoccupazione così mi ha chiesto di smaltirle il più possibile. Per ora non è che abbia funzionato molto, anche perché essendo rimasta da sola a fare il lavoro di tutti non è che sia proprio semplice prendere ferie, se sto a casa io l'ufficio rimane chiuso. Proprio per questo motivo ho preso ferie normalmente quando non ne prendo mai ovvero sotto Natale. All'inizio ero reticente perché detta come va detta preferisco prendere ferie quando i miei figli sono a scuola (quello sì che è vero relax!) e dunque avevo chiesto solo la Vigilia (mai presa la Vigilia) ma poi mi sono allargata chiedendo dal 24 al 31 nella speranza di sbaffarci dentro un viaggetto. Lo so, lo so, non sarà molto rilassante, ma i figli ne sarebbero contenti. E poi oggi mi sono detta: ma perché anche non lunedì, il compleanno di mamma? Sarà un giorno impegnativo visto che l'ho invitata a pranzo, farò una delle mie solite torte superipermega e ho deciso di prepararle il suo piatto preferito: le mozzarelle in carrozza. Sarà il suo primo compleanno da sola e per me è molto importante farle sentire la nostra vicinanza per cui non aveva senso venire al lavoro e fare poi tutto di fretta. E allora via! A casa per dieci giorni di seguito, cosa che capita solo in estate. Vi saprò dire ma per il momento ne sono davvero davvero felice. Ne ho sinceramente bisogno.



Ps: Auguro a tutti voi delle bellissime e splendide feste, piene di serenità e di relax (che poi è l'augurio che faccio a me stessa, il migliore che mi viene in mente).

mercoledì 30 ottobre 2024

Non benissimo

Sono passati solo due giorni dalla mia solitudine in ufficio e per quanto io cerchi di ripetermi in continuazione che arrivo dove arrivo, che io una sono e non trina, e che devo stare calma perché tanto non è che io possa fare più di così, beh a quanto pare non funziona. Gli attacchi d'ansia si susseguono alquanto fastidiosi, lascio immaginare la stanchezza emotiva, psicologica e anche fisaica che ne consegue. Sulla carta sarei anche brava, ma di fatto le mie budella mi ricordano che sono umana e che mi sto facendo trascinare nell'abisso. Spero solo che, col passare del tempo, io riesca a darmi una calmata.

lunedì 28 ottobre 2024

Il primo giorno

Oggi è il mio primo giorno di lavoro da sola e devo dire che il mio stomaco non è contento. Più che lo stomaco aleggiano una serie di attacchi d'ansia non proprio belli che cerco comunque di tenere sotto controllo ma non sempre è possibile. Razionalmente mi ripeto che devo stare calma, che arrivo dove arrivo, che sono una e non trina ma inconsciamente tutto in me grida disperazione, solitudine e panico. E allora via di candele profumate, musichetta rilassante e respiri profondi. Pensatemi.

mercoledì 16 ottobre 2024

Male ma non mali... mah

Ieri sono andata a fare la proiezione della pensione semplicemente perché c'erano delle cose che non tornavano per cui sono dovuta andare al patronato.

Andrò in pensione a 69 anni (68+11 mesi per la precisione) con la bellezza di 207€ al mese.

Sarebbe anche comico se non fosse AAAAAAAAAHHHHHHHHHHH.

lunedì 23 settembre 2024

Ne rimarrà soltanto una

Come avevo accennato già diverse volte le cose al lavoro da me non vanno affatto bene. L'azienda per cui lavoro è andata in liquidazione e io sono passata, con le stesse condizioni contrattuali e quant'altro, a un'altra azienda. A marzo di quest'anno eravamo in quattro a ballare l'alligalli, quattro assunte di cui una, vista l'aria che tirava, ha pensato bene di trovarsi un altro lavoro e andarsene. Si è presa il suo bel tfr e ciaone. A maggio è toccato all'altra collega della contabilità che, facendo da liquidatore per conflitto di interessi si è licenziata con la promessa che ad ottobre tornerà. E intanto anche lei si è cuccata il suo tfr. A giugno, ahimè, all'ultima collega è morto il papà e per pagare le spese di successione ha chiesto il 70% del suo tfr e le è stato concesso. Oggi scopro che anche lei se ne andrà, si licenzia, perché non riesce più a reggere la sitazione assurda che si vive qui, con gente che urla in continuazione e condizioni non proprio umane. Da notare che l'azienda che mi ha assunto, appena sono tornata dalle ferie a fine agosto, ha candidamente dichiarato che non ha i soldi per pagarmi il tfr (che se condiseriamo che lavoro qui da 10 anni dovrebbe essere una bella sommetta) né tantomeno le ferie arretrate (che attualmente contano di 71 giorni non goduti). Bene ma non benissimo. Tirando le somme dunque: di quattro una si è licenziata subito, una durante il passaggio e una adesso e il mio nuovo capo mi ha già detto che non ha intenzione, perché i soldi non ci sono, di assumere nuovo personale e che al di là delle questioni di contabilità che verranno affidate ad altri io mi dovrò occupare di tutto il resto. Io. Da sola. A fare il lavoro di tre persone continuando a lavorare part-time. Ma che bello. Spero solo che non mi chieda di lavorare il sabato per coprire la mia collega perché non ho assolutamente intenzione di farlo, o almeno lo posso fare in una situazione di emergenza per qualche mese ma non di più. Ma che bello. Se sopravviverò a questa sopravviverò a qualsiasi cosa.

lunedì 29 aprile 2024

Soddisfazioni

Ieri mattina verso le 8.20 sono passata al lavoro perché mi dovevo incontrare con una persona. Una toccata e fuga. Nessuno avrebbe dovuto sapere che ero lì perché il piano era che riuscissi a svignarmela prima dell'arrivo degli studenti. E invece, ahimè, ho incontrato una studentessa per le scale che mi ha salutato felicissima di vedermi. Mi ha ringraziato tantissimo, mi ha detto che è solo merito mio se ha iniziato la scuola e le piace tantissimo, che se non ci fossi stata io a guidarla passo passo anche solo con le indicazioni per trovare la scuola dalla stazione non si sarebbe mai iscritta perché aveva tanti timori. E invece mi ha detto che l'ho guidata passo passo e si è trovata così bene che non mi ringrazierà mai abbastanza. Con le sue sincere parole mi ha fatto davvero un bellissimo regalo e ancora una volta la vita mi dimostra che la gentilezza paga sempre.

venerdì 8 settembre 2023

Scene di straordinaria follia

E' venerdì. E credo di meritarmelo un caffé di prima mattina no? Così, arrivata al lavoro lascio le cose e scendo al bar qui sotto. Poco prima di varcare la soglia ecco la scena che mi si para davanti: cinque persone incapucciate, completamente vestite di nero, con una bandana nera sul volto, scavalcano la recinzione di una casa di fronte al bar e spariscono con fare furtivo e agilità stile ninjia.

“Beh, forse è il caso di chiamare la polizia” dichiaro entrando al bar

“Ah, ok, fai pure”

Vabbeh. E chiamiamo la polizia.

Compongo il 112.

Non mi risponde nessuno (tralasciamo la gravità di questa cosa).

Compongo il 113.

“Mi dica”

“Buongiorno. Sono in via di Merda numero Merda. Cinque persone incapucciate e completamente vestite di nero si sono introdotte in uno stabile...”

“Ah signora sono i carabinieri”

“Ah ok. Arrivederci”

Tutto a posto. Mi merito un caffé fumante e profuma DRIIIIIN

“Ehm, si pronto”

“Signora ha chiamato il 112?”

“Ehm sì, ma ho parlato poi col 113 e mi ha detto che sono i carabinieri. Ho visto cinque uomini incapucciati vestiti di nero entrare in uno stabile e attualmente si sentono anche dei suoni tipo picconate. Sono in via di Merda n. Merda”

“Ah ok arrivederci”

“Arrivederci”

Oh, ora sì che mi posso bere in mio ca DRIIIIIIN

“Ehm sì?”

“Signora, ma con chi ha parlato prima! Non siamo noi! Con chi ha parlato?”

“Beh, io ho parlato con il 113”

“Ma con chi?”

“Ma che ne so io con chi? Me lo dovete dire voi!”

“Signora mi ripeta cosa ha visto”

“Sono in via di Merda n. Merda. Cinque persone incapucciate e completamente vestite di nero si sono introdotte in uno stabile. Ora si sentono pure suoni di piccone”

“Ok, quattro persone”

“No, sono cinque”

“Nome e Cognome”

“Spettinata Assonnata”

“Rimanga lì, stiamo arrivando”

Ora però mi posso gustare il mio caffé in santa pace, no? Vedo che intorno a me c'è grande agitazione mentre io mi leggo il giornale bellabbbbella fregandomene di quello che sta accadendo. Poco dopo sento le sirene spiegate da lontano. Toh, i carabinieri. Si avvicinano sempre più sempre più sempre più a tutta velocità e... Tirano dritto. Dritto dritto.

Torneranno penso con calma serafica mentre una signora di fianco a me commenta ad alta voce “Son proprio carabinieri eh” quando sentiamo sgommate, inversioni ed eccoli lì. Scendono dalle volanti, guardano la situazione e aspettano. Aspettano. Aspettano.

Beh, vorrei aspettare anche io eh, ma forse sarebbe il caso che oggi un pochino si lavori. E così via, verso il mio ufficio e oltre.

E buon venerdì a me.

lunedì 11 luglio 2022

A 40 anni

Sono arrivata a un punto della mia vita che non ne ho più voglia. Non ho più voglia di fare un lavoro che non mi soddisfi e non ho più voglia di rendere sempre conto ad altri di qualsiasi cosa io faccia. La mia vita è al servizio di altri, perché è normale che sia così: mi occupo delle figlie, mi occupo del Birullulo, mi occupo della casa. Almeno per quanto riguarda il lavoro vorrei fare qualcosa che davvero mi piace, che davvero mi faccia star bene il cuore, e invece mi ritrovo da dieci anni ad essere l'ultima ruota del carro senza alcuna possibilità di crescita, mi ritrovo a non essere felice o realizzata sul lavoro e questa cosa (che prima non mi pesava) ora è diventata un macigno. Sarà perché ormai hanno ridotto le ore e lo stipendio, sarà perché ormai l'aria che tira qua dentro non fa che peggiorare, sarà perchè sento sempre più spesso gli amici che parlano del loro di lavoro (e quello che fa il chirurgo, e quella che insegna all'università, e quello che ha il suo studio di architettura) e mi sento sempre una merdina. Non so il perchè, ma ora davvero mi pesa. E così ho iniziato a muovermi nelle vecchie conoscenze dell'editoria, a spargere la voce, a vedere come va intorno, a mandare messaggi e curriculum e per ora ho ricevuto bene o male sempre le stesse allucinanti, assurde, fantasmagoriche, risposte: Ah Spetti, per ora non stiamo cercando. Però se vuoi fare questa cosa gratis... Molto bene.

venerdì 20 maggio 2022

Lo scatafascio

Da qualche parte mi sembra di averlo accennato ma comunque eccomi qua: il lavoro ultimamente non va. Sono anni in realtà che le cose non sono messe benissimo ma ultimamente mi guardo intorno e vedo solo cose che vengono distrutte e niente che viene costruito. Chi mi conosce sa che io odio stare nell'incertezza, che preferisco sapere tutto subito, anche se si tratta di cose negative. Vivere dunque in questa situazione in cui potrebbe andare tutto a scatafascio (oppure no, ma anche si, ma forse boh, e allora chissà) non mi si confà per niente. Eppure negli ultimi mesi sto provando a fare di necessità virtù e a vivermela nel modo più tranquillo e sereno possibile pensando che, se alla fine rimarrò a casa, mi godrò due mesi di beata disoccupazione (come mai fatta fino ad ora nella mia vita) per poi mettermi in moto a cercare altro. Ho sempre lavorato, anche quando i miei figli avevano pochi mesi e per portare a casa due spiccioli mi dovevo alzare alle 4 del mattino per andare a servire la colazione in hotel. Per una volta, se sarà questa la volta, mi godrò una pausa di due mesetti (lasso temporale stabilito da me me stessa medesima sulla base del nulla) prima di fiondarmi alla ricerca di un altro lavoro. Perché me la merito una pausa. Eccheccavolo. Una meritata, meritatissima pausa.

martedì 15 febbraio 2022

Chissà

Ieri il mio capo è morto. Era relativamente giovane ed era una brava persona. Aveva contratto il covid a dicembre e da lì è stato un peggioramento dopo l'altro. Lo conoscevo da un po' perché prima di diventare il capo era un allievo di questa scuola e in quanto allievo aveva sempre a che fare con me. Tedesco, rigido, determinato ma fondamentalmente buono. Alla notizia io sono caduta dal pero, nonostante fossero ormai tre mesi ero convinta che si sarebbe ripreso perché non era anziano, non soffriva di patologie pregresse e perché sì, era buono. Ma così non è stato. Immersa in una tristezza ovattata ieri sera mi sono imbattuta in un documentario con Morgan Freeman su Dio e in una particolare puntata sulla vita dopo la morte dove diversi testimoni riportavano le loro esperienze di premorte, tutte splendidamente uguali: gran senso di pace, una luce verso la quale andare. Io faccio parte di quel gruppo di persone che crede che ci sia una vita nell'aldilà e crede nella reincarnazione ma visto il mio passato colmo di abbandoni, ogni volta che qualcuno muore la prendo parecchio male perché, beh, è l'abbandono supremo, l'abbandono con la A maiuscola. Mi dispiace molto per il mio capo, davvero, ma ancora di più mi dispiace per sua moglie, i suoi due figli e i suoi nipotini perché la loro vita da ieri non sarà più la stessa ma avrà una profonda ferita in più.

giovedì 29 luglio 2021

Il complotto

Sono tornata in ufficio da ormai una decina di giorni ma qui succedono cose strane. Premetto che in ufficio sono da sola, la mia collega è in ferie e tutte le altre persone che di solito orbitano qui (e sono tante essendo una scuola) in questo periodo dell'anno si sollazzano al mare. Altra piccola premessa: il mio ufficio è chiuso a chiave e tale chiave ce l'abbiamo solo io, la mia collega in ferie, il capo e la donna delle pulizie. Sulla mia scrivania ho delle bellissime piantine grasse e una splendida orchidea che non si sa per quale scherzo del destino è ancora viva. Beh, da quando sono tornata dalla maternità le mie piantine grasse hanno iniziato a marcire. Sarà lo shock emotivo del mio ritorno, probabilmente mi odiano, ho subito pensato, ma poi ho notato che avevano il terreno zuppo d'acqua. Ho provveduto a togliere l'eccesso ma il giorno dopo ho trovato di nuovo il terreno zuppo d'acqua e un'altra piantina grassa perita nel vano tentativo di non affogare. Ho iniziato a notare, stranamente, che qualche entità paranormale ogni due o tre giorni riempie d'acqua le mie piantine grasse facendone morire in quantità così ieri, presa dallo sconforto, ho messo vicino a loro il seguente cartello “NON ABBIAMO SETE!!! A NOI CI PENSA SPETTI. Le piantine”. Beh, questa mattina torno in ufficio ed eccolo lì: il lago dentro ogni vasettino. Allora mi chiedo: Chi?! Chi diavolo mai potrebbe odiare le mie piantine così tanto? Che hanno fatto di male? Ma soprattutto.... chiccavolo si intrufola di notte per attuare tale piano malefico?”. Sto iniziando a preoccuparmi.

mercoledì 14 luglio 2021

Si ricomincia... che culo!

Oggi la prima riunione dopo dieci mesi di totale estraneità al lavoro. Checcccccculo. Quasi quasi rimango incinta di nuovo.

Ho detto quasi.

mercoledì 19 maggio 2021

Find the differences

Con Birullulo è tutto diverso. O sono io che sono diversa? Il tema di questi giorni è il ritorno al lavoro. Sebbene manchi ancora un mesetto e mezzo alcuni messaggi che mi sono arrivati sul telefono mi hanno fatto ricordare che un mese e mezzo passa in fretta e che in men che non si dica sarò di nuovo seduta dietro alla mia scrivania lontana da casa e dal mio Birullulino. Ma a questo giro, diversamente dalle altre due volte, io non ne ho voglia. Non ne ho proprio voglia. Con Primogenita e poi con Sbibulina non vedevo l'ora di tornare a lavorare, a riacquistare una pseudoindipendenza e una pseudonormalità. Non vedevo l'ora di staccarmi perché nel lavoro trovavo di nuovo una mia dimensione di libertà. Con Birullulo invece no. Non voglio. Non sono pronta. Ho cercato di capire il perché: sarà perché prima tornavo a dei lavori che mi piacevano e in qualche modo mi realizzavano; sarà che a 26 anni avevo bisogno di tornare ad avere una mia libertà mentre ora, a 40, mi rendo conto che tanto la libertà tornerà e tornerà davvero in fretta perché i figli crescono a vista d'occhio; sarà che sono consapevole che Birullulo è il mio ultimo pupetto e me lo voglio godere fino in fondo; sarà che ho risolto molti problemi in questi anni di terapia e ora ho più spazio da dedicare all'altro senza per forza avere l'ansia di rinunciare al mio di spazio; sarà che a 40 ti stufi proprio del lavoro in generale mentre a 26 hai ancora entusiasmo da vendere. Non lo so, forse una somma di tutte queste ragioni messe insieme. Il risultato però è lo stesso: non sono pronta, non sono minimamente pronta. Io B., l'eterna indipendente, la bisognosa di libertà, la “sgavagnatela tu bambino così acquisti prima la tua indipendenza” sono diventata una mamma che non vorrebbe separarsi dal suo cucciolo e che non si sente pronta neanche a lasciarlo per un'ora. E sto male eh, perché mi rendo conto che devo affrontare questa cosa e risolverla per il mio bene ma soprattutto per il suo visto che i bambini sono delle spugne e se sentono il tuo malessere e la tua ansia lo fanno loro. In questo mese e mezzo ci lavorerò su, staccandomi progressivamente e cercando di rendere entusiasmante il distacco dedicandomi solo a cose piacevoli. Ma io proprio non sono pronta. Non ancora.

giovedì 3 settembre 2020

L'ultimo giorno

Con la prima gravidanza appena accennai alla mia pancia ripiena mi dissero subito che mi avrebbero sbattuto dal lavoro fuori all'ottavo mese. Con la seconda appena accennai alla mia pancia ripiena la mia capa mi urlò in faccia che dovevo abortire. A sto giro invece tutto pare filare abbastanza liscio almeno dal punto di vista lavorativo.Oggi scade il bonus che mi aveva concesso il Ginecoso per sistemare le cose urgenti qui in ufficio per cui da oggi pomeriggio sarò ufficialmente a casa in gravidanza a rischio e se tutto andrà bene tornerò a sedermi alla mia scrivania fra nove mesi. Nove mesi... Mamma mia... Non che in questi nove mesi io non avrò nulla da fare eh, ma è comunque un tempo che quasi fa impressione. Sicuramente lavorerò da casa almeno per le cose più urgenti (anche solo per il passaggio di consegne) ma sarò a letto lontana da questo posto e dalle persone che vi orbitano dentro. A me fa davvero strano.

giovedì 25 giugno 2020

La rumba

Ieri mi era presa davvero male, ma credo sia normale. Dopo 4 mesi di smartworking il pensiero di tornare alla propria scrivania in ufficio non credo rallegrerebbe nessuno. Se poi ci mettiamo i 20 minuti di bici ad andare e i 20 a tornare sotto il sole cocente delle 12,30, voilà. Sta di fatto che questa mattina sono qui, io, la refrattaria ai cambiamenti. Ho iniziato la giornata con un biscotto che mi è caduto nel the spappolandosi e rovinando la mia bevanda, è continuata dieci minuti dopo con il rovesciamento del suddetto the sulle mie cosce una volta fresce, ora arrossate dalla microustione, e sta continuando qui in ufficio. Ma una cosa bella c'è: un simpatico cartello di BENTORNATA sulla mia scrivania. Alla fine poteva andare peggio e questo venerdì non può che migliorare.

giovedì 18 giugno 2020

Direttamente gravida

Questo periodo, lavorativamente parlando, è un vero caos. Sono letteralmente sommersa dalle cose da fare e l'apice di tutto ciò ci sarà domani, quando dovrò lavorare 12 ore non stop (esatto, senza neanche uno straccio di pausa pranzo) in quella che fa parte di una delle due giornate più importanti dell'anno. Seguirà poi una settimana di mole di lavoro assurda per pian piano scemare nella normalità. In tutto ciò la gente continua a rompere le balls, sparando critiche anche quando davvero non sono necessarie. Qui ci si sta sbattendo anche più del dovuto per fare il modo non solo che le cose funzionino, ma che siano anche esteticamente belle e ieri è arrivata l'ennesima critica all'ennesima mail. In parole povere abbiamo creato graficamente uno sfondo zoom per le dirette di domani in modo che gli oltre 20 interventi della giornata fossero graficamente uguali e che avessero anche il nostro logo in alto a destra. Ed ecco la mail di critica in cui lo sfondo finto fa schifo e proprio non mi piace. Non ho neanche aspettato due minuti e ho risposto. Come avrete capito da alcuni post precedenti non è che ultimamente io sia il massimo della diplomazia e quindi ho scritto più o meno fate quel che vi pare basta che non vi colleghiate dal bagno. Non è dovuto passare molto tempo prima che il mio whatsapp esplodesse di messaggi di gente che ridendo si complimentava con me per l'ironica risposta alle critiche continue. Chissà se dopo la gravidanza riuscirò ad essere ancora così diretta... sarebbe bello.

venerdì 12 giugno 2020

Diplomazia gravidica

Al lavoro io sono una persona davvero solare, con il sorriso sul viso 24h su 24 e non rispondo mai male, ma proprio mai. Ma complici gli ormoni gravidici, l'arroganza di certe persone e duecento cose da fare al lavoro, ieri ho risposto a una mail così: “Grazie al c....”. Proprio così... grazie al c... Eh io non ne posso più. Non sopporto le persone che criticano in continuazione il lavoro degli altri impicciandosi in cose che non le riguardano e senza per giunta dare soluzioni o critiche costruttive. Sparano a mille senza uno scopo, senza un perché e io mi sono rotta il c. E così dopo decine e decine di botta e risposta ho concluso con un Grazie al c. e pensa un po'? Non ho più ricevuto risposta e la questione è chiusa. E non solo: non me ne pento e non me ne vergogno. Quando ci vuole ci vuole.

mercoledì 6 maggio 2020

Come l'ha presa il boss

Premessa: Forse non ne ho mai parlato ma da un anno a questa parte dove lavoro in mio capo ha deciso di adottare il sistema di Holacracy. Detta in parole molto molto povere si passa da una classica azienda a struttura piramidale a una struttura lineare, o meglio a cerchi, dove tutti hanno il potere di fare tutto. E' una decisione drastica che porta le persone ad avere molto potere personale all'interno del proprio lavoro e che porta a poter fondamentalmente scegliere quello che si vuole fare e come si vuole farlo nel bene ovviamente dell'azienda stessa. Non è facile, sia chiaro, ci vogliono anni per entrare nel sistema ma pare che funzioni ben bene.
Fatti: Settimana scorsa, durante una delle riunioni Governance bimensili è emersa la necessità di eleggere un facilitatore: una sorta di arbitro che detiene il potere di poter stroncare le persone se non seguono le regole, che può dare la parola e può toglierla, che insomma tira le redini un po' di tutto. Diciamo che, dopo la figura dell'ex-capo, il facilitatore è il secondo in campo. C'è un facilitatore in ogni circle e noi di circle ne abbiamo circa 6 tutti ancora con il ruolo di facilitatore scoperto (visto che siamo in fase transitoria dal vecchio al nuovo sistema). Durante la votazione il mio capo, senza mezzi termini, ha fatto il mio nome. Io, interpellata dopo di lui, ho bloccato tutto in preda al panico chiedendo di fare l'elezione alla riunione successiva perché lo so, quando lui decide, tutti lo seguono. Ma perché mi sono bloccata? Fondamentalmente per tre ragioni:
  1. il facilitatore deve essere in grado di fare la cosa giusta e con modi spesso bruschi, indipendentemente dal suo carattere e dal carattere delle persone. Deve essere in grado di risultare sgradevole per il bene comune, di stroncare le persone con determinazione e punti saldi senza pensare a piacere o meno. L'esatto contrario di come sono io, che al lavoro sono Miss Panna Montana, amata da tutti, col sorriso sempre sulle labbra e con una parola di conforto sempre pronta.
  2. Il facilitatore deve sapersi imporre per cui... beh... di cosa stiamo parlando?
  3. Il facilitatore viene formato dall'azienda che ci sta seguendo in questo percorso e vengono spesi fior fior di soldoni per formarlo, soldi che in questo momento nella mia azienda non ci sono visti i conti che sono stati presentati all'altra riunione. Per cui io, incinta, forse non sono la persona adatta per essere formata visto che il mio ruolo poi dovrò abbandonarlo per dei mesi per seguire il piccolo o la piccola poppante
Dilaniata dai dubbi ho deciso di fare quello che ho ritenuto onesto e giusto: dire tutto al mio capo. Io ho già fatto due gravidanze e in entrambe sono stata onesta sul lavoro, così onesta che ho perso il lavoro in entrambi i casi. Ma ho sempre pensato, e tutt'ora penso, che l'onestà paga sempre, se non altro fa sentire in pace con sé stessi. E così ho chiamato il capo e gli ho detto, parecchio in anticipo rispetto a quanto avrei voluto, che aspetto un bambino. Gli ho detto che l'ho informato perché ora ci saranno da spendere un bel po' di soldi per formare un facilitatore e visto che non siamo messi benissimo mi sembrava onesto dichiararlo, anche a scapito della mia persona, per poter fare la scelta più giusta per l'azienda (oltre a dirgli che sono assolutamente inadatta caratterialmente per ricoprire un ruolo così in alto e con tali caratteristiche e forneno il nome della persona che secondo me starebbe a pennello nel ruolo). Lui non si è smentito, è stato sinceramente contento per me. Mi ha detto che è per questo che ha scelto me e il fatto che io abbia anteposto il bene dell'azienda al mio bene personale gli conferma ancora di più che la scelta che ha fatto è quella giusta. Mi ha detto che mi posso scordare l'elezione di qualche d'un altro, che il posto è mio e che ha intenzione di farmi facilitatore di tutti i circle (tutti.... sigh) e che nei mesi in cui non ci sarò, dovrò formare una persona che mi possa sostituire temporaneamente. Inutile dire che mi ha fatto molto piacere da una parte, e mi ha spaventato molto dall'altra. E ora? Il giorno del mio compleanno ci sarà la votazione e io, che volevo prendermi un giorno di ferie sono indecisa sul da farsi ovvero se andare alla riunione e impormi con tutte le forze per non essere eletta (ma tanto verrò eletta) oppure fregarmene e passare il giorno preparandomi la torta e costruendomi il puzzle che mi sono autocomperata come regalo di compleanno. A me l'ardua scelta.