martedì 30 marzo 2021

Miss Eleganza

Interno.

16:12 p.m.

Primavera.

Una ragazza sui 13 anni passa davanti alla madre, seduta in cucina.

“Vado in bagno a fare la cacca. Addio. Ci vediamo fra vent'anni”

lunedì 29 marzo 2021

Il buon esempio ovvero dialogo fra Mr D. e Sbibulina

 "Sbibulina, metti SUBITO a posto la tua camera! Dai! Fra poco hai videolezione!”

“No”

“Come no?!? COME NO!?!? METTI SUBITO A POSTO!”

“Allora vieni qui papaà eh. Vieni! Guarda! Guarda la tua camera! Guarda che casino sul tuo comò!”

Io sono anni che lo dico. Ha ragione lei.

mercoledì 24 marzo 2021

E se

E se solo avessi il tempo per me stessa, se solo avessi il modo per poterci lavorare sopra, se solo avessi... allora dovrei tornare a gambe levate al centro dca. Perché in questi mesi è stata dura non ricascarci ma ci sono ricascata. All'inizio erano piccoli segnali, poi i segnali sono diventati sempre più grandi finché non sono diventati palesi. Tutto è iniziato col solito pensiero post parto: ora che allatto brucio di più perché ho una piccola sanguisuga attaccata al seno, ne devo approfittare per tornare come prima. Ho scaricato delle applicazioni per perdere peso, convinta che sarei riuscita questo giro a gestire tutto. Avevo paura di comprare un fitwatch perché avevo intuito quanto potesse essere dannoso per una che ha sofferto e soffre di problemi alimentari per cui non l'ho preso, ma ingenuamente me l'ha regalato Mr D. che aveva visto che lo guardavo con interesse. Ho iniziato a vedere dei video dei nutrizionisti online per capire come perdere peso e le applicazioni con i loro algoritmi ad hoc me ne hanno forniti sempre di più e sempre più mirati. Ho iniziato a sforare in abbuffate sempre più assurde, giustificandomi con la fame da allattamento. La necessità di compensazione è arrivata a farmi fare 12 km di passeggiate al giorno fino a un totale di oltre 70 km a settimana, con Birullulo in fascia o nel passeggino, così che il mio fisico è crollato, mi è venuta la febbre, la nausea e le mie gambe hanno ceduto. Ho capito nuovamente quanto possa essere una droga il disturbo alimentare. Lo so, ci ho lavorato tanto, ci sono già passata ma ogni volta si dimentica: più ne assaggi, più stai male ma più non ne puoi fare a meno. Qualche giorno fa è arrivato il crollo emotivo, la crisi. Una parte di me si rendeva assolutamente conto che la cosa più giusta da fare era parlarne con Mr D., parlarne con qualcuno per iniziare ad uscirne di nuovo. Ma una parte di me, l'altra parte di me, quella che sto cercando di arginare da oltre vent'anni, mi ha fatto desistere. E poi è emersa una terza parte, quella che dopo vent'anni era riuscita a conquistarsi un'indipendenza alimentare e che ha fottutamente paura di perderla. Quella che ha paura di parlare con Mr D. o con chiunque altro perché non vuole essere di nuovo controllata quando si concede un biscotto, che non vuole essere giudicata quando viene vista mangiare, che vede negli occhi di chi sa compassione e preoccupazione. Questo uragano emotivo si è placato qualche giorno fa, portandomi a non stare più così tanto male da doverne parlare con qualcuno ma facendomi capire che forse avrei bisogno di parlare con qualcuno. Ma per ora la paura di essere controllata e di non poter più essere autonoma, di non poter (ora lo dico) poter perdere più peso mi fa desistere dal parlarne con chicchessia. E questa sono io, ancora. Anche se sarebbe meglio dire che questa non sono io, non sono assolutamente io: è la mia malattia.

martedì 23 marzo 2021

V per Vendetta

Ieri mattina Mr D. ha sgridato Sbibulina.

Ieri pomeriggio Sbibulina ha preparato con amore un panino alla marmellata per suo padre e gliel'ha servito con un bicchiere d'acqua e occhi pieni d'amore.

Il panino aveva uno strano sapore.

Sbibulina lo aveva riempito di marmellata ai frutti di bosco e ketchup.

Mr D. ha rifiutato il bicchiere d'acqua per paura che fosse urina.

Fine.

Tale padre tale figlia

Scenario: io a piedi, Sbibulina coi pattini.

“Oh, Sbibulì! Non attraversare! Aspettami!

Aspettami!

Aspettami!

Aspettami!

ASPETTAMI!

Ma porcadiquellapupazzola ho detto di aspettarmi?!?! Perché hai attraversato lo stesso?”

“Eh no mamma, non hai detto di aspettarti”

“E invece sì”

“E invece no”

“Sbibulina, te l'ho detto la bellezza di cinque volte”

“Ah... no... beh... io ho sentito Vai

“No, Amore, non è possibile che io abbia detto Vai. Ho detto Aspettami

“Eh ma tu hai detto Vai

“No, Amore. Non ho detto VAI ho detto ASPETTAMI e ben 5 volte. Non sono due termini che possono essere confusi”

“Eh ma io ho sentito Vai

Eh ma allora vai mo' a quel paese.

giovedì 18 marzo 2021

Buon sangue

Primogenita ha appena fatto finta di morire davanti a suo fratello per vedere la sua reazione.

Come si fa con gli animali.

Io la amo.



Ps: sono lieta di annunciare che Birullulo è senza ombra di dubbio un gatto

martedì 16 marzo 2021

La mia piccola donna

“Mamma?”

“Sì, Primogenita?”

“Eccolo, guarda. L'Ultimo”

“L'ultimo che?”

“L'ultimo dente da latte”

“Oddio! E' il tuo ultimo dente da latte?”

“Sì. Mamma...mamma? MAMMA?!? Ma cosa fai?! Ti commuovi?”

“Eh sì eh! Ho il diritto di commuovermi! Io ti conosco da quando eri... eri... eri grande così!”

“Ok. Hai ragione tu. Va bene. Commuoviti pure”

lunedì 15 marzo 2021

#coloriamocidililla

15 marzo
GIORNATA NAZIONALE CONTRO I DISTURBI ALIMENTARI
Chi soffre di disturbi alimentari non vive ma soprattutto non riesce a capire e a comunicare a parole ciò che il sintomo grida in silenzio.
IL DISTURBO ALIMENTARENON È UNA SCELTA
💜
Purtroppo la disinformazione, gli scarsi aiuti dati a chi ne soffre e la situazione che noi tutti viviamo, chiusi e isolati in casa, ha fatto sì che i casi aumentassero sensibilmente in quest'ultimo anno.
Cosa possiamo fare? Leggere, informarci, aiutare e soprattutto non girarci dall'altra parte.

giovedì 11 marzo 2021

New generation ovvero conversazione paradossale fra Mr D. e Primogenita

“Eeeeeh e quante storie! Facciamo così: tira una monetina!”

“Seeeeee papà quella è la versione anziana! Io ho un'app che fa la stessa cosa!”

mercoledì 10 marzo 2021

La prima cosa bella

Cosa c'è di bello nella zona rossa, chiusi in casa per colpa di una pandemia mondiale? Di primo acchito direi niente, assolutamente niente. Ma in uno dei mille risvegli da poppata li ho sentiti: provenivano da un albero qui vicino che credo disti circa 300 metri da casa mia, l'unico albero nel raggio di chilometri. Li ho sentiti verso le quattro del mattino, chiari, forti e meravigliosamente armonici. Non mi era mai capitato qui in centro, immersi come siamo nello smog e nel rumore fastidioso e costante dell'essere umano. E' stato bello udir cantare gli uccellini e ora tutte le notti drizzo le orecchie e mentre il Birullulo mi prosciuga, mi ascolto il suono della natura, così raro qui da sembrare paranormale.

domenica 7 marzo 2021

A fare i conti

Fra poco meno di due mesi compirò quarant'anni e mi succede ancora qualche volta. Non con la frequenza angosciante di prima ma purtroppo ancora mi succede e questa notte è stata una di quelle notti. Mi sono svegliata con una sensazione di vuoto profondo a metà strada fra la gola e lo stomaco, una sensazione che conosco fin troppo bene, una sensazione di abbandono fortissimo, di tristezza e di dolore. Ho passato tutta la notte a sognare di essere abbandonata da mio padre nelle più svariate situazioni solo che a questo giro oltre alla ferita lacerante dell'anima c'era qualcosa di diverso che non avevo mai provato prima: rabbia. Una rabbia forte, esplosiva, determinata. Una rabbia impotente, frustrante, evidente. Mi sono svegliata piangendo, stanca per una notte fatta di dolore, mi sono alzata e sono andata a raggomitolarmi sul divano sotto una morbida copertina. Ben presto è arrivato Mr D. che mi ha abbracciato e baciato dolcemente e poco dopo ecco il suono familiare di piedi che si avvicinano. “Auguri mamma! Ti abbiamo fatto un regalo!”


 

E' stato il risveglio più brutto che potesse esserci e in meno di cinque minuti si è trasformato nel risveglio più bello che potesse esserci. E' strano pensare che a quarant'anni io debba ancora fare i conti con delle ferite così antiche ma è così meraviglioso avere accanto una splendida famiglia che mi fa capire come ora sia tutto diverso.

giovedì 4 marzo 2021

E io?

Io sono famosa per non avere tanti desideri. Mi accontento di quello che ho e addirittura fatico a capire cosa vorrei di più, anche per dei semplici regali. Sono fatta così e alla fine questo lato del mio carattere ha i suoi lati positivi. In questi giorni tuttavia, chiusi in casa in zona rossa in 5 di cui un neonato, la fantasia familiare corre, corre, corre così tanto che i fantastici 3 stanno organizzando un viaggio in camper a Parigi. Bah. Sarà che è una cosa che io ho già fatto quando avevo 11 anni ma la cosa non mi sconfinfera per niente. L'ho fatto presente più volte ma uno contro tre, auguri! E allora ho iniziato a pensare a quello che piacerebbe fare a me in merito ai viaggi. Io ho viaggiato parecchio quando ero piccola, scorazzata da mio padre a Parigi, Londra, Budapest, Svizzera ma da adulta ho fatto davvero poco visto che rimasi incinta di Primogenita subito dopo essermi laureata, periodo che io avevo destinato ai viaggi (perché prima si studia, poi si trova lavoro e poi si viaggia). Da adulta sono stata a Barcellona con un'amica e in Africa con Mr D. per volontariato. Fine. E allora, se potessi, dove mi piacerebbe andare?

  • in Olanda a vedere le distese colorate dei tulipani e cantare “parlami d'amore” per tutta la durata della vacanza

  • in Grecia, in una di quelle isolette dalle costruzioni tutte bianche che danno sul mare limpido e cristallino

  • a Istanbul a vedere Santa Sofia, un sogno che coltivo dall'università quando diedi l'esame di Storia dell'Arte Bizantina

  • a Tokyo, ad ammirare una cultura completamente diversa dalla mia per farmi stupire di tutte quelle piccole grandi differenze che ci sono fra noi e loro

  • a farmi il giro dei Castelli della Loira, il viaggio di nozze che non abbiamo fatto ma che ho sempre sperato di fare

  • a Mosca, un desiderio che coltivo dai tempi universitari e che è stato rimpiazzato da Barcellona per motivi economici

  • in Scozia a respirare aria pulita a pieni polmoni e a riempire i miei occhi di verde intenso

Ho scoperto che una delle mete che ho sempre desiderato visitare, Dharamshala, non rientra più nei mie desideri. E' strano come le cose cambino. Prima di rimanere incinta era la mia meta principale, stavo per acquistare il biglietto di sola andata, convinta che la mia vita sarebbe stata là, fra i bambini tibetani e i miei amici romani. La vita cambia, e i miei desideri cambiano con lei.

mercoledì 3 marzo 2021

Tre

Sono passati tre mesi da quando da un'anima sola ci siamo divisi in due e in questi tre mesi mi hai regalato gioia, felicità, Amore incondizionato ma anche stanchezza, pianti e dubbi. Sono passati tre mesi da quando ti ho visto per la prima volta, un piccolo puffo bluastro che mi guardava con quegli occhioni colmi di futuro. E ancora oggi, a ripensarci, provo così tanta felicità da scoppiare. In questi tre mesi abbiamo imparato a conoscerci. Io ho imparato a capire i tuoi pianti, ad assecondare i tuoi voleri, a mettere da parte tutta me stessa. Tu hai imparato a cercare il seno, ad aprire gli occhi, ad ascoltare le voci. Hai imparato a sorridermi e a farmi sciogliere ancora di più il cuore. Hai imparato ad afferrarmi il dito quando ti allatto, a ridere ai miei scherzi, ad amarmi come solo un neonato ama la sua mamma. E io, in tutto questo, mi sento immensamente grata per lo splendido inaspettato dono che sei.

Ti amo di semplice, puro, incondizionato Amore materno.

martedì 2 marzo 2021

Imparare vivendo

“Ehm... mamma?”

“Sì Primogenita?”

“Prima mi sono fatta il bagno. Non c'era il balsamo e mi sono messa al posto del balsamo la crema per il corpo”

“Beh, non mi sembra una cosa molto intelligente da fare”

“Eggrazie. Ora l'ho decisamente capito”

lunedì 1 marzo 2021

Prevenire è meglio

Ieri ho sognato che camminavo per andare al mare con Primogenita, Sbibulina e il piccolo Birullulo di 2 anni. E avevo un bel pancione. Eh sì. Un bel rotondo pancione. Oddio... avevo il pancione. Di nuovo! E comunque non capisco perchè Mr D. si lamenti se ora il goldone deve essere necessariamente doppio. Cioè devono essere ALMENO due, uno sull'altro. DUE!