mercoledì 31 agosto 2016

Cito ergo sum


Tanto per citare il post precedente e il post precedente del post precedente, ecco un'altra perla vacanzifera. Tutta l'estate Primogenita, con mio sommo disappunto, dopo aver ascoltato J-Ax e Fedez al campo estivo fino allo svenimento, ha preteso che la sua canzonedellestate venisse riproposta in macchina con noi per circa un migliaio di volte. La suddetta canzoncina ad un certo punto esclama “poi mangi il tuo gelato e fai le facce porno”. Salute.
Comunque. Io e Mr D. per tutta l'estate e di soppiatto ci siamo chiesti quando con candore la Primogenita si sarebbe presentata ai sottoscritti con la fatidica domanda. Ma i giorni passavano e di domande relative all'argomento nessuna. Nessuna fino al viaggio di ritorno.
“Oh... D.... Hai visto? Non ci ha chiesto nulla”
“L'abbiamo scampata dai”
“Per fortuna direi”
“Maaaaaaaamma?”
 
Mai dire gatto...Mai mai mai MAI dire gatto.

“Ehm si amore?”
“Ma... mamma? Hai sentito la canzone?”
Porcadiquella... eppure lo so eh, lo so che non si deve MAI MAI MAI dire gatto
“Ehm, si amore...”
“Non capisco mamma. Non capisco una parola...”
Porcadiquellapuzzolaladruncola... gatto maledetto...
“Ah si... beh capita”
“Si mamma... Cosa vuol dire quella parola vicino al gelato...”
“... … ...”
“Si mamma... ascolta bene... senti? Fai le facce porro.... Cos'e' il porro mamma?”
“E' una cipolla amore, una cipolla una cipolla una CIPOLLA!!!”
Oh yeah

martedì 30 agosto 2016

Venghino si'ori venghino


Tanto per citare il post precedente e il fatto che le nostre vacanze siano state alquanto istruttive ecco un altro esempio:
“Mamma?”
“Dimmi amore mio”
“Ho portato con noi la torcia cosi' di sera possiamo accenderla e mentre camminiamo al buio le macchine ci possono vedere”
“Brava, molto previdente”
… … …
“Mamma?”
“Si amore mio”
“Ho bisogno di comperare una cosa”
“Ehm... cosa?”
“Ah, mamma, dobbiamo andare da un pilaio”
... … …
“Un pilaio mamma! Il pilaio! Quello che vende le pile! Si stanno scaricando e voglio andare nel suo negozio a scegliere quella migliore per la mia torcia”
Qualcuno si vuol cimentare nel nuovo frizzante mestiere del pilaio?

lunedì 29 agosto 2016

ItalianSole

Queste vacanze, sotto alcuni punti di vista, sono state alquanto istruttive. Ad esempio la Piccoladicasa, ormai quattrenne, ha elaborato un linguaggio verbale tutto suo che, sebbene sia piu' che comprensibile, farebbe raddrizzare ogni singolo capello di ogni singolo laureato in lettere nel raggio di 100 km. Io, laureata in lettere, non ho questo problema essendo perennemente spettinata tuttavia in questi anni ho lasciato fin troppo correre queste scorrettezze, divertita piu' dalla sua vocina comicamente scorretta che da altro. E cosi', rendendomi effettivamente conto della situazione solo al mare (se ne potrebbe anche parlare... ma anche no), ho pensato di scrivermi una bella lista di questo nuovo linguaggio italiano per poi, una volta finita la lista, iniziare a correggerla perdendo purtroppo uno dei lati bambineschi piu' meravigliosamente splendidi dei nostri cuccioli.
Et le voila':
  • Combattare: termine utilizzato al posto del verbo grammaticalmente corretto “combattere”
  • Vieno: voce del verbo “venire” utilizzato con il pronome personale “io”
  • Facete: voce del verbo “fare” utilizzato con il pronome personale “voi”
  • Dicio: voce del verbo “dire” utilizzato con il pronome personale “io”
  • Riescio: voce del verbo “riuscire” utilizzato con il pronome personale “io”
  • Parura: termine utilizzato al posto della parola grammaticalmente corretta “paura”
  • Aprito: participio passato del verbo “aprire”
  • Strinto: participio passato del verbo “stringere”
  • Quello: ecco, il “quello” merita tutta una divagazione a se' in quanto viene utilizzato solamente munito della sua “o” finale che, nel linguaggio della quattrenne, non decade mai. Ad esempio: quello canotto, quello cane, quello gatto.
Lo ammetto: mi manchera'.

domenica 28 agosto 2016


Son tornata ieri sera ed e' evidente come non fossi psicologicamente pronta a questo involuto cambiamento.
Lasciatemi ripigliare...

giovedì 4 agosto 2016

Chiuso per ferie mentali


Ci si rivede il 29 agosto. Stessa storia, stesso posto, stesso bar. E che il non-sforzo sia con voi.

mercoledì 3 agosto 2016

Felinvicini


La signora che abita di fianco a noi ha due gatti fratelli, un maschio e una femmina. Il maschio, chiamato dalle mie figlie Pa-Tato, e' alquanto socievole e... come dire... vocale. Eh si. Il ragazzo riesce a svegliarmi anche alle quattro di notte col suo dolce, tenorico, sirenico miagolio. Fino a ieri sera era supposizione comune che Pa-Tato chiamasse a gran voce Camomilla solo per socializzare un po' con la sua vicina di casa la quale, lasciatemelo dire, non gliene puo' fregar di meno. E invece ieri la scoperta. Pa-Tato, in estrema astinenza sociale, sotto lo sguardo attonito di sua sorella ha provato a saltare dentro il nostro balcone, con la vicina che mi chiamava a gran voce per farmi afferrare il gatto per la collottola. Lo prendo al volo, lo coccolo, lo metto in una gabbietta e lo riporto alla legittima proprietaria, non senza un passaggio dalle mie entusiastiche figlie per l'inaspettata visita. Io ho a che fare con gatti da 35 anni, mi sarei aspettata da parte sua un po' di paura, panico o quanto meno qualche graffio qua e la e invece il micione si e' fatto placidamente prendere, accarezzare, sbaffare dentro alla gabbia e trasportare. La mia vicina ha ammesso di aver capito il problema di Pa-Tato: io. Eh si, il gatto non chiama la mia gatta, chiama me. Quando sente la mia voce, a detta della vicina, si fionda alla finestra e inizia a miagolare finche' non esco a salutarlo. Pensa un po'... uno spasimante felino... e' proprio vero che gli anni passano ma rimango felinamente affascinante.

La maledizione dei figli unici


Essendo figlia unica faccio davvero molta molta molta fatica a comprendere le dinamiche fra sorelle. Le ragazze ultimamente si scornano piu' del solito, urlano, litigano e a volte arrivano anche alle mani (son pur sempre femmine per cui le loro “mani” non sono mai pesanti ma simboliche pero' son pur sempre mani e questa cosa non mi va giu'). Mr. D., da bravo primogenito, continua a sostenere che sia tutto normale, che finche' non si vede il sangue scorrere per casa non occorre intervenire, io invece rabbrividisco cercando di mettere quiete in un mare in tempesta. Ultimamente pero' anche Mr. D. inizia a perdere la pazienza e credo dipenda dalla frequenza degli uragani: un conto e' sentire due cucciole litigiose un paio di volte al giorno, un altro conto e' sentirle ogni cinque minuti per duecento ragioni tutte diverse. Spero solo che il mare calmo del Giglio quieti le loro tempestose acque in tormenta.

martedì 2 agosto 2016


Ah... mamma mia che bello! Potrei prendermi cinque minuti, giusto cinque minuti per leggermi il giornale.
Si. Si. Si ho deciso... lo faro'!
...
Hum
Hum
Hum... davvero strano... davvero molto molto strano.
Hum... qualcosa non va.
Hum... No. No. Troppo silenzio. Sesto senso materno in allerta.
E fu in quel momento che, affacciandomi alla camera delle ragazze, vidi per terra tanti bei piccoli laghetti di acqua colorata, due bambine completamente ricoperte di tempera, scrivania, sedie e muri magnificamente colorati con acquerelli sparsi un po' qua e un po' la'. Il sorriso a 247 denti sfoggiato dalle mie piccole pesti era palesemente sinonimo di colpevolezza.
Lo sapevo io che gatta ci covava.

lunedì 1 agosto 2016


Credo che nella nostra quotidianita', o quantomeno nella mia, ci sia troppo poco silenzio. Non fraintendetemi, io adoro la musica, adoro il vociare delle mie bambine, adoro chiacchierare e adoro cantare ma mi rendo conto che le mie orecchie si riposano solo ed esclusivamente nella quiete del materasso. Forse e' per questo che adoro quanto scritto in un post precedente, ovvero il rumore solitario delle mie scarpe sotto il portico di San Luca. Fino a una settimana fa il rumore e la quiete me li assaporavo solo durante la discesa dal monte perche' la salita, essendo parecchio faticosa, non riuscivo in nessun modo a farla senza musica, pompando la mia forza di volonta' fino ai limiti del mio solito mixperlacorsa. Ma ormai sono allenata e andare su e' diventata per lo piu' una passeggiata. Cosi' sabato musica a palla nella corsa fino ai piedi del monte e poi il silenzio. Sentivo solo il suono ripetitivo dei miei passi mentre salivo, il rumore del mio respiro forte e deciso e il cicaleggio cicaleggiante delle rumorose cicale. Non l'avevo mai fatto e quel non-caos mi ha regalato ancora una volta un profondo respiro. Ora che sono tornate le Pimpanti Piccole Pesti sara' difficile trovare due ore ogni tanto per salire fin lassu' e per chiunque mi suggerisse di portarmele dietro, lo invito a una passeggiata di dieci minuti con i miei raggi di sole per capire quanto la cosa possa essere infattibile.
Maaaaaaaaamma... sono stanca mamma.... mi prendi sulle spalle (tesorinomiobellodolce pesi quasi trenta chili).
Maaaaaaaaaaaaaaaaaaaamma... in braccio mamma..... in braccio la tua scimmietta (ohpiccolascimmiettinamia, pesi meno di tua sorella ma son sempre quindici chili che se moltiplicati per la fatica che normalmente faccio e i suoi 3796 km che lo rendono il portico piu' lungo al mondo e la sua pendenza massima del 18% e i sui 215 metri di dislivello.... beh... io direi ma anche no.
Ahime'.