giovedì 28 aprile 2016


“Piccoli'?! Dai... e' ora di alzarsi”
… … …
“Dai su, e' pronta la colazione”
… … ...
“Dai... amore... sai che ti ho preso delle cose buonissime per fare la colazione?”
“Shiiiiiiiiiii mi alzo shubito!!! Ci sono i lecca-lecca! Evviva! Ci sono i lecca-lecca!!!”
Ops.

“A questo punto devi farlo. Ormai sono passati dieci anni, e' davvero strano che tu sia riuscita ad arrivare fin qui”
“Ma... ma io non voglio”
“Non c'e' un ma, non c'e' un se. Ora non hai piu' alternative”
“Ma... ma... lasciami almeno del tempo per pensarci”
“Piu' che pensarci dovresti abituarti all'idea”
“Ma... ma... ma io non lo voglio un dente vampiro”
“Non ti faccio un dente vampiro, ti faccio un dente nuovo con sotto un dente vampiro che, cementificato con quello nuovo, non si vedra' mai”
“Ma... ma... ma io non lo voglio un dente vampiro”
… … …
“Proprio non lo voglio un dente vampiro”
… … …
… … …
“Ci vediamo il 9 maggio alle 17”
Dopo tutti questi anni mi stupisco come riesca a non mandarmi ripetutamente a cagare.

martedì 26 aprile 2016


“Maaaaaaaamma? Shai che ho imparato a dire bene Yogutt?”
“Ah, yogurt! Brava! E dimmi, fammi sentire come lo dici!”
“Eh, Yogutt!”

Non e' detto che tali madri....


Io ho sempre utilizzato la musica come mezzo di isolazione emotiva. Ho iniziato con un semplice walkman, ho continuato con il pianoforte suonato solo in auricolare, con la mia chitarra e la mia voce chiusa a chiave in camera mia, con il lettore mp3 pieno di reiki music e cuffie ad alta isolazione acustica. Ancora oggi la utilizzo cosi'. E' il mio mondo e nessuno puo' entrare nel mio mondo. Ma proprio nessuno, neanche mio marito. E cosi', quando ho visto che Primogenita si e' voluta a tutti i costi comprare delle supermega cuffie per ascoltarsi la musica, mi e' preso un coccolone. Mi sono ricordata di tutte quelle volte che mi isolavo in casa pur di non sentire mia nonna, di tutte quelle volte che mi chiudevo nel mio mondo nonostante fossi fuori a passeggiare con mia madre, suo marito e i suoi figli e, lo ammetto, ho avuto paura. Ho visto in un lampo mia figlia isolarsi, non giocare piu' con sua sorella, non ascoltare piu' la mia voce. E di conseguenza PANICO. Mi ci e' voluta tutta la razionalita' di Mr D. per capire che lei, la musica, la vive in modo differente. Lei quando ha le cuffie canta ad alta voce, balla e si scatena e in contemporanea riesce a giocare alla cuoca con sua sorella. Speriamo continui cosi', non so perche' ma un folletto malefico nella mia testa mi dice che arrivera' il momento in cui la utilizzera' come me. Boh.

venerdì 22 aprile 2016

La colta Italia incrociata per strada


“Allora, dimmi il trapassato prossimo del verbo essere”
… … …
“Amore, dai, ricordati la regolina... il TRApassato prossimo”
… … …
“Signora, ma cosa pretende, non lo so nemmeno io”

giovedì 21 aprile 2016

Ma pensa un po'!


Lavoro ai seggi come segretaria da dieci anni tondi tondi e mai (dico MAI) ho avuto qualche diritto di qualsivoglia tipo e questo grazie alle tipologie contrattuali italiane. E il co co co e il co co pro e il pruz pruz pruz. Insomma, mi recavo ai seggi sabato e domenica e il lunedi' via al lavoro subito dopo. E invece, guarda un po', a 'sto giro ho scoperto di avere dei diritti. Io, lavoratrice a tempo indeterminato, ho dei diritti. Come suona bene... E cosi' sforata la mezzanotte di domenica ho riposato lunedi, e avendo lavorato sabato e domenica (considerati giorni di riposo) ho riposato martedi' e mercoledi' per recuperarli. Ma vi rendete conto?!?! Ho dei diritti! E la cosa strana e' che mi fa strano. A pensarci bene piu' che cosa strana e' cosa triste che faccia strano.

giovedì 14 aprile 2016


“Mamma ma tu pensavi che avere dei figli sarebbe stato cosi' impegnativo?”
Disse primogenita alla sottoscritta dopo 47 minuti esatti di urla e capricci ininterrotti della sorella.

“Dai, mamma! Dai andiamo?!?! Daaaaaaaiiiiii!! Ti muovi?!”
“Guarda che non e' una cosa bella, oh figliuola”
“Ma si invece! Dai mamma! Magari mi mettono il gesso! Io voglio il gesso...”
“Guarda che non e' una cosa bella. Il gesso da fastidio e poi fa male quando te lo tolgono e devi ricominciare a muovere...”
“Ma io voglio il gesso! Voglio il gesso!!! Andiamo?!?”
E fu cosi' che dopo quattro ore di pronto soccorso, una lastra e due visite ci dissero che, beh, che avevo ragione io. E tornando a casa a piedi dai colli, magari a sto giro primogenita capira' a pesare il dolore e a capire quando un arto e' rotto o quando uno solamente ha preso una piccola botta. Magari eh. Ma magari anche no.

martedì 12 aprile 2016

Bastarda, dove sei?


Aaaaaah quanto la odio, la odio proprio e ieri sera ho avuto un'altra volta la conferma del mio odio incondizionato nei suoi confronti. Perche' una volta tornata a casa dopo il corso fidanzati ho iniziato a rimuginare rimuginare rimuginare con l'unico risultato di una notte seminsonne e nulla di concluso. Ogni volta che parlo davanti a delle persone (che francamente potrebbe anche essere una sola singola persona) e queste mi contraddicono in qualche modo io vado in crisi totale, inizio a pensare che io li non ci voglio stare, che me ne voglio andare, che mi sento una merda e che vorrei sprofondare. Maledetta autostima inesistente. Dove sei quando ho piu' bisogno di te? Conoscendola stara' pisolando dietro le mie culotte, la bastarda.

Primogenita e' melodrammatica per quanto riguarda qualsiasi ambito sanitario. Lo e' sempre stata da quando era piccola, con scenate degne del piu' grande attore teatrale di tutti i tempi anche solo per un minimo graffietto fattosi involontariamente. Diventa cosi' assai difficile per me capire quando davvero la ragazza si fa male oppure quando e' tutta scena. In questo momento sono nel tunnel. La ragazza e' caduta domenica sbattendo la mano e io beh, io non guardavo e nemmeno Mr. D. Io me ne stavo a chiacchierare amabilmente sotto un enorme albero con le altre mamme festaiole mentre il ragazzo parlava di lavoro e calcio e calcio e lavoro con altri papa'. Insomma: pianti, dramma, urla. E mamma mi fa male, e non muovo piu' il polso, e non riesco a muovere le dita, e voglio andare in ospedale e bla bla bla. E io, come al solito, minimizzo e minimizzo anche abbastanza scocciata perche' va bene una volta, ma quella sbatte sempre e ovunque e ogni volta son scenate. Ma come ogni mamma puo' capire minimizzo sempre con uno gnomo sopra la spalla destra che mi molesta il cervello con un Ehi, vecchietta, potrebbe anche essere vero questa volta, potrebbe essersi fatta male davvero, mamma degenere, mamma tapina. E cosi', dopo due giorni di lamenti oggi la portero' al pronto soccorso il tutto preceduto da una rapida visita da una mamma medico. Non ha vinto lo gnomo, ha vinto la tenacia della Primogenita e se mi diranno che ha davvero qualcosa di rotto, lo gnomo esultera' e io mi sentiro' malissimo. Ma ripeto: secondo me non ha nulla.

lunedì 11 aprile 2016

Il suo piu' grande pregio


Come avevo scritto settimana scorsa, al corso fidanzati avevamo chiesto il piu' grande pregio del proprio compagno e sebbene Mr D. in quel momento fosse a casa a mettere a letto le pargole, io il suo pregio l'ho detto. Dalle altre persone ho sentito sempre bene o male le solite cose e riesce a tirare fuori il meglio di me ed e' una persona che mi sopporta e riesce ad amare i miei difetti ed e' una persona molto buona e bla bla bla. Roba trita e ritrita che magari e' anche vera ma che sa molto di frase fatta. Io invece me ne sono uscita con la mia verita', e mentre la dicevo ho vusto occhi sbarrati, curiosi e forse anche increduli. Possibile che quella sia proprio la peculiarita' che, fra tutte, mi faccia amare alla follia mio marito? Bello? Bravo? Buono? Macche'. Il suo piu' grande pregio e' la stabilita'. Per una persona che, come me, non ha avuto una figura maschile stabile al proprio fianco, questo e' il massimo che si possa desiderare. In dieci anni Mr D. non mi ha mai dato il minimo dubbio sulla sua presenza al mio fianco per il resto della nostra vita, non mi ha mai fatto pensare ad un eventuale abbandono da parte sua. In dieci anni non ho mai dubitato di lui. E' questo il suo piu' grande, immenso, meraviglioso pregio.

venerdì 8 aprile 2016


“Tesoro, hai ancora fame?”
“In effetti si mamma, vorrei una torta maionese e ketchup”
Azz...

mercoledì 6 aprile 2016

D'incomprensibili desideri bambiniferi


“Oh guarda mamma.... un soffione! Ora esprimo un bel desiderio, si si. Vorrei... hum... cosa vorrei? Hum... Vorrei... Ah! Si! Ci sono! Vorrei essere una foglia che cade. Anzi no! Una foglia gia' caduta!”
… … …

martedì 5 aprile 2016


E alla fine ce l'ha fatta, il Don. Il ragazzo ha l'eta' di Mr D., era con noi al liceo e ora ce lo ritroviamo nella nostra parrocchia. Dopo essere riuscita a dire no a tutte le attivita' da lui proposte per cercare di infinocchiarmi coinvolgermi (e no all'insegnamento del catechismo, e no all'inserimento del consiglio pastorale, e no e no e no) alla fine mi e' uscito un timido si all'ultima sua proposta, anche perche' a detta sua, proponendomi una sbaraccata di roba ero quasi obbligata a dirlo almeno un si. E cosi' ieri sera mi sono ritrovata a tenere il corso fidanzati. Credo di aver detto si' perche' io ho una fede tutta mia, non credo nella Chiesa ma credo in Dio, credo negli angeli ma credo nella reincarnazione, insomma, credo di aver detto si' perche' fra tutte le sue proposte, quella era l'unica che mi permetteva di non focalizzarmi sulla fede ma su qualcosa che va al di la' delle diverse credenze: sull'amore e sulla vita di coppia. Mentre ieri sera ero li, ad ascoltare tutti quegli incontri piu' o meno casuali, ho chiesto ad ogni persona di dirmi la qualita' piu' apprezzata del proprio partner e cio' che ne e' uscito e' stato un guazzabuglio assurdo dei piu' spiccati opposti. C'e' chi ha detto di amare la riservatezza del parnter, chi la sua esplosivita', chi ha detto che cio' che lo rendeva speciale era il suo totale fondersi in un noi, chi ha detto che la piu' grande qualita' era la liberta' concessa all'interno della coppia. Insomma, una serie di elenchi assolutamente opposti in cui pero' ognuno, nel suo, si ritrovava alla perfezione. E allora nel buio della mia camera da letto mi sono soffermata a pensare come una cosa tanto universale come l'amore possa essere assolutamente diversa e personale per ognuno di noi, come una cosa che per me risulti fondamentale per la coppia, per un'altra persona possa essere vista come la cosa peggiore che ci possa essere. Ed e' li, nel buio della mia camera, che sono riuscita ancor piu' ad apprezzare l'uomo che mi russava a fianco. Perche' nonostante le incomprensioni di ogni giorno, gli skazzi, la stanchezza, la persona che mi russa affianco e' la mia giusta meta' e in qualche modo siamo riusciti a trovarci fra una miriade di esseri umani. E non e' mica poco!

lunedì 4 aprile 2016

Perle primogenite


“Papaaaaaaaaaa'!!!! Uffa!!! Uffa papa'!!! Ma come te lo devo dire eh? In maionese?!”