martedì 30 dicembre 2014

La fine e l'inizio


Il capodanno e' sempre stata una delle feste da me preferite. Quest'anno, lo devo ammettere, non me ne importa molto e questo per me puo' voler dire solo una cosa: sto decisamente invecchiando.
Ogni fine anno penso sempre a un buon proposito per l'anno nuovo ma in questi ultimi tre anni il proposito e' sempre lo stesso, il che vuol dire che e' rimasto solo un proposito senza realizzazione. E allora provero' a riformularlo in modo che sembri diverso ma che sostanzialmente sia lo stesso:
Trasformare il mio peggior difetto nella mia miglior virtu'.
E lo auguro di cuore a tutti voi. Buona fine e buon inizio.

lunedì 29 dicembre 2014

Credenze


Io sono una persona strana. Dai, diciamo particolare. No, vabbeh, strana. E questa affermazione scaturisce da tante piccole cose della mia quotidianita', la prima che in questo periodo domina e' la fede. Ho insegnato quasi cinque anni catechismo, ho passato anni e anni da credente convinta. Poi mi ricordo il giorno in cui a messa ascoltai semplicemente quello che dicevo e silenziosamente uscii. Non tornai in Chiesa per molto tempo. Da storica dell'arte quale sono la storia la conosco fin troppo bene, specie quella della chiesa cattolica e so di per certo che la chiesa non e' per nulla “santa” come dichiarato nella confessione di fede ma e' normale, santo cielo, e' composta da uomini. Ma non e' questo il punto. Da quel momento ho iniziato davvero ad ascoltare le mie credenze e ne e' scaturito un melange strano. Ecco il mio personale elenco:
  • credo negli angeli custodi, o spiriti guida, chiamateli come volete
  • credo in Gesu', ma credo anche in Buddha, in Maometto e in altri profeti
  • credo in Dio e credo sia solo uno, ma credo sia sempre quello chiamato in mille modi diversi
  • credo nel paradiso, non credo nell'inferno
  • credo nella reincarnazione
  • credo in spiriti che decidono di rimanere sulla terra ad aiutarci e credo negli spiriti che sulla terra rimangono aggrappati a particolari e personali situazioni irrisolte
  • credo nelle preghiere recitate ogni giorno con parole diverse da quelle che ci impone la Chiesa per assaporarne meglio il significato
  • credo nella meditazione e nei mantra
Credo nella forza della fede, qualsiasi essa sia.

domenica 28 dicembre 2014

La rivolta dei genitori


Chiunque abbia uno o piu' figli mi puo' capire alla perfezione. Io e Mr D. abbiamo mantenuto alcune cose che di norma vanno perse col tempo diventando genitori prima fra tutte la musica in macchina. La musica in macchina una volta arrivato un figlio si tramuta in una carrellata orripilante di canzoncine fastidiose, inutili e altamente irritanti. Noi siamo riusciti, non si sa come, a preservare la nostra integrita' musicale. Questo fino a qualche mese fa quando e' giunta nella nostra vita Il Capitano.
Macchina nuova = impianto audio nuovo = possibilita' di inserire chiavetta usb = prova con brani infantili = disastro.
Si perche' e' palesemente noto che a un bambino basti una sola volta per iniziare una nuova abitudine. E cosi' sono mesi e mesi di Ape Maia, di Pollon, di Lorax e compagnia bella. Ieri, mentre passeggiavamo allegramente sul Capitano, e' bastato un solo semplice sguardo. E lo abbiamo fatto. Ci siamo ribellati. Dopo Frozen abbiamo pompato a manetta Single Ladies ballando come due squilibrati senza cervello. Dapprima c'e' stato un attonito silenzio poi ecco la coalizione minorile. Urla, pianti, gesti inconsulti, sbraiti mentre io e Mr D. cantavamo a squarcia gola muovendoci in modo stranamente coordinato. Lo ammetto: dopo due interminabili minuti ha vinto l'Ape Maia.

domenica 21 dicembre 2014


Una si appoggia sul divano per riposarsi, chiude gli occhi, e dopo un nanosecondo li riapre e sulla sua pancia vede questo:

venerdì 19 dicembre 2014

Under control


Se non controllo me stessa rimango arrabbiata tutto il giorno. Se non controllo me stessa mi mangio pacchi di biscotti, tocchi di formaggio, pane olio e sale e il tutto contemporaneamente. Se non controllo me stessa non sono felice. Se non controllo me stessa sono sempre agitata e in costante movimento. Se non controllo me stessa vivo di merda. Ma anche controllare sempre me stessa mi fa vivere di merda. O meglio: mi fa stare bene, mi fa stare felice, ma e' psicologicamente stancante. Non potete lontanamente immaginare cosa voglia dire controllare ogni singolo pensiero, ogni singola espressione facciale, ogni singolo approccio col cibo. Perche' e' cosi': se non ci penso, se non controllo, se lascio perdere, mi ritrovo incazzata, triste, affogata nei disturbi alimentari. Mesi e mesi di psicocoso mi hanno fatto capire il perche' ma questo a volte non aiuta. Perche' in fondo penso sempre che per stare bene una persona non dovrebbe sforzarsi e impegnarsi cosi' tanto. Spesso, come in questo periodo, la stanchezza l'ha vinta e perdo il controllo di tutto. E cosi' mi ritrovo con sei chili in piu', con un broncio che neanche quattr'occhi, con il relax che fatico a ricordare cosa sia. Ma una parte di me capisce che e' anche vero che non sempre una persona puo' rimanere concentrata sul suo modo di vivere e di essere, che la stanchezza ci sta e che bisogna farsene una ragione. Che poi, diciamocelo, i disturbi alimentari non sono la causa ma la conseguenza di tutto il resto. Provero' a ricominciare ma ve lo dico fin da adesso: mi quotano 1 a 200.000.

giovedì 18 dicembre 2014


Ultimamente la guardo con occhi diversi, la guardo e vedo la donna che diventera'. E' una sensazione strana, difficile da definirsi, ma specialmente quando la saluto poco prima che aprano le porte, la vedo cresciuta, la vedo cambiata, la vedo piccola donna. Il tuffo al cuore e' inevitabile perche' come tutte le mamme ricordo il momento esatto in cui mi guardo' la prima volta, ricordo il momento in cui mi chiamo' per la prima volta. Ricordo il primo distacco, la prima risata, l'attimo preciso in cui e' nato il mio immenso e incondizionato amore. La mia pimpante piccola peste non e' poi cosi' tanto piccola, in fondo. E al solo pensarci mi commuovo perche', lo so, lasciarla andare quando sara' il momento sara' l'atto d'Amore piu' difficile della mia vita.

martedì 16 dicembre 2014

Latito, latito, mica faccio un illecito


Si, in effetti sono latitante da parecchio. La mia vita e' frenetica e non riesco a fissare i pensieri sul blog come vorrei. In realta' sono molto presa dal fatto che ho messo su sei chili (dico sei porcalapaletta!) e ancora non e' natale. Non so se sia dovuto a stress, a rilassamento, a stanchezza, a tristezza. Io non lo so e non credo neanche di avere la forza necessaria per mettermi dietro a capirlo. Di contro ultimamente vivo per Camomilla, la new entry. La cerco, la coccolo, la spupazzolo, ci gioco, ci parlo, mi curo di lei. Come se non avessi abbastanza cose da fare. Ma si sa: quando una nasce gattaradeisimpson non puo' andare contro la sua felina natura.

martedì 9 dicembre 2014

Camomilla


Sabato pomeriggio e' bastato un sguardo per capire che era lei. Se ne stava tutta appallottolata dentro una gabbia, soffiava a chiunque solo le parlasse, figuriamoci provare a toccarla. “E' un caso difficile” mi hanno detto “probabilmente non la adottera' nessuno e passera' la sua vita qui”. E poi mi hanno raccontato di lei, di come era stata trovata, di come era stata separata dalla sua mamma e di come era stata rinchiusa. "Non e' difficile capire il perche' del suo atteggiamento timido e diffidente" ho pensato "con molta pazienza e molto amore diventera' splendida". Mi hanno messo in guardia, spiegandomi cose che gia' sapevo sul carattere dei cuccioli, sul come siano imprevedibili, sul fatto che fosse troppo presto per vedere se sarebbe stata stronza tutta la vita. E io me ne sono fregata perche', pensavo, chiunque venga trattato male rispondera' male. E cosi' l'abbiamo portata a casa con noi ed e' bastata solo un giorno per farla gia' dormire sulla mia pancia, per farle fare le fusa piu' fusose del mondo, per farla ambientare nella sua nuova casa. Soffia ancora, ma non pretendiamo la luna. Si chiama Camomilla perche' e' la mia camomilla personale. Avere lei accanto mi rende felice, avere lei accanto non mi fa pensare ai miei disturbi alimentari, avere lei accanto mi rilassa. Devo dirlo: dopo sei anni di astinenza avevo bisogno della mia dose gattara quotidiana.

venerdì 5 dicembre 2014


Si vede subito la differenza fra un carattere di una mamma e un carattere di un'altra mamma. Lo vedi dai figli e lo vedi al primo colpo d'occhio mattutino. Quando porto la Primogenita a scuola, la si puo' veder sfilare con un calzino rosa e uno azzurro, con i capelli dritti, ma letteralmente dritti, che escono dalla giacca, con i paraorecchie sopra la cuffia della giacca, con in mano un fazzoletto con dentro la merenda e con i pantaloni della tuta. Poi ti guardi in giro e vedi bambine con i cerchietti in testa pettinate di tutto punto, bambine con la scatolina tienimerenda della Peppa, bambine con le calze di calzedonia. Noi rientriamo nella categoria famiglie disperate che escono di casa facendo vestire i propri figli da soli e come cavolo pare a loro.

martedì 2 dicembre 2014


C'e' chi se lo puo' permettere. Io no. E lo so ma ogni volta mi do' fiducia, mi convinco di potercela fare, e ogni volta capisco che in realta' la risposta e': No. E' successo di nuovo ieri quando mi e' stato chiesto da Mr D. se avevo voglia di andare a pranzo fuori. Sono stata combattuta fino all'ultimo poi ho risposto si. La conclusione e' stata un'abbuffata senza senso a pranzo e tornata a casa un'abbuffata senza senso fino a sera. Vi risparmio i particolari di quanti cavolo di biscotti, mandorle, noci e altra roba io abbia ingerito. Vi risparmio i particolari dei dolori di pancia e del continuare a mangiare lo stesso. Ve lo risparmio, ma non sono riuscita a risparmiarlo a me stessa. E' davvero pesante capire di non essere in grado di controllarsi. E' davvero brutto sentire di mentire quando ne parlo agli altri e non mentire quando ne parlo a me stessa e non so se avro' la forza necessaria per controllarmi il resto della vita. Sono stanchina. Eh si. Stanchina davvero.

Quando e' no e no... e forse anche si


Io sono sempre stata una persona che quando si sente dire no e' no. Punto. Anche da piccola non ho mai chiesto una cosa piu' di una volta, capricci pochissimi perche'... beh perche' quando si dice no e' no. Non e' cosi' per Mr D. il quale pur di ottenere qualcosa ti sfracassa i cojones finche' non ti esce il fatidico si. Io la mia vita l'ho sempre vista cosi': lavoro che mi permetta di sopravvivere e che tutto sommato non mi dispiaccia, famiglia con tre figlie femmine (vabbeh... bastano anche due) sposarsi giovani, avere figli giovani e avere una gatta rigorosamente femmina che scorazzi per casa (meglio due in realta' ma ad ogni sogno c'e' un limite). Mr D., da sempre contrario ai felini, morta Puzzona sei anni fa non ha piu' permesso che introducessi del pelo in casa. Glil'ho chiesto qualche volta ma ho sempre ricevuto dei secchi NO. E allora mi sono detta: proviamo... magari funziona. E cosi' da qualche settimana a questa parte ogni volta che il malcapitato marito mi messaggia, io rispondo sempre e immancabilmente con la foto di un gatto da adottare e il numero di telefono. SEMPRE.
Ha ceduto: la tecnica del fracassamento di maroni funziona.Parola di gattara.

giovedì 27 novembre 2014

La lontananza rafforza l'amore


L'amore, quello vero, lo vedi nelle piccole cose. Lo vedi nei gesti, nei sentimenti, nella quotidianita'. Io e Mr D. stiamo insieme da piu' di otto anni ormai e abbiamo attraversato una sola crisi profonda poco dopo la nascita della primogenita. La crisi si risolse poco dopo una breve separazione di vacanza e il fattore decisivo fu la prova inconfutabile del nostro amore: la mancanza dell'altro. Ogni volta che ci separiamo qualcosa nel mio cuore mi fa capire quanto io lo ami e quanto io non voglia passare neanche un minuto senza averlo accanto. Ogni volta che ci separiamo mi salgono le lacrime agli occhi e lo saluto con un groppo in gola e uno nello stomaco. Ogni volta che ci separiamo sento la conferma di quanto possa essere immenso un sentimento. Ogni volta che ci separiamo ci amiamo.

mercoledì 26 novembre 2014


Probabilmente e' diverso per ognuno di noi. Ormai per me so come funziona: devo impegnarmi, ma impegnare sul serio. Ci devo pensare e lavorarci ogni giorno, ogni ora, ogni minuto. Sembra strano dover investire cosi' tante energie in qualcosa che dovrebbe essere automatico. Eppure io mi sveglio alla mattina e sono gia' arrabbiata, lo sento nel viso teso, corrucciato, imbronciato. E quell'espressione facciale, se non la correggo rimane li', stampata sul volto, mentre al mio interno si consuma un'inkazzatura e una tristezza immotivata. Cioe', non e' proprio del tutto immotivata. Mesi di psicocoso mi hanno fatto comprendere come questi stati d'animo io me li porti dietro fin dall'infanzia, fin da quando mio padre se ne ando' di casa, fin da quando mi ritrovai a vivere con mia nonna. Per cui mi trovo a dover pensare di essere felice, di sorridere perche' non c'e' nulla nel presente che mi possa far sentire come davvero mi sento. A pensarci e' davvero assurdo, ma per me funziona cosi' e a volte, lo ammetto, invidio le persone che la serenita'l'hanno impressa nel dna.

martedì 25 novembre 2014


“Mamma? Ma se questo gioco non va, tu lo tenessi?”
La laureata in lettere che è in me è stata ufficialmente pugnalata al cuore.

venerdì 21 novembre 2014

Differenze filiali


Ogni persona ha il suo carattere, il suo approccio alle difficolta', il suo affrontare la quotidianita'. Ogni persona e' diversa dall'altra e questo lo si puo' gia' vedere nei piccoli cuccioli d'uomo. Prendiamo ad esempio i due esemplari femminili che mi scorrazzano quotidianamente fra i piedi:
CIBO:
La grande lo osserva, ci giocherella, ci medita su e poi ne assaggia un pezzettino cosi' piccolo che solo il piu' grande scienziato terrestre potrebbe captarne l'esistenza. Dopo una faccia neutra decide se continuare sempre con assaggi minuscoli o abbandonare il piatto con noncuranza. Il nutrirsi e' superfluo, fastidioso, inutile.
La piccola trangugia qualsiasi cosa ci sia nel piatto senza distinzioni di alcun tipo. Attenzione pero': se le si para davanti una qualsiasi specie di verdura, la ragazza si trasfornera' nella piu' schizzinosa creatura vivente, lanciando con decisi no pezzi di cibo da un piatto all'altro pur di non trovarseli davanti. Nutrirsi e' una necessita' che va espletata piu' e piu' volte al giorno.
MESSA A LETTO:
La grande:
Buona notte mamma - Buona notte amore mio.
La piccola ti vuole li' con lei. Ma non li' con lei e basta. Ti vuole li', vuole la tua mano, vuole la tua presenza finche' non si addormenta e possibilmente anche dopo.
GIOCO:
La grande:
io sono la principessa maestrina, io sono la migliore e la piu' super. Io comando e mi diverto. Io voglio io voglio io voglio.
La piccola:
Mamma? Do'e' il tattoe? Do'e' le macchinine e la moto?
LAVARSI:
La grande:
Mamma? Posso farmi la doccia? La voglio fare da sola e voglio restarci sotto tutto il giorno, tutta la notte e centomillemila giorni
La piccola inizia a strillare alla sola pronuncia della parola “acqua”. Se poi si parla di doccia, addio.

Se penso che entrambe sono uscite dalla stessa pancia, la cosa mi riempie di profonda meraviglia.

giovedì 20 novembre 2014


Cara, buongiorno. Sa, ne parlavo con mia nuora... Siete proprio una bella famiglia, una famiglia da Mulino Bianco. Cosi' tranquilli, sereni, uniti...
Ah, Signora. Probabilmente la casa e' altamente insonorizzata, le urla di litigi fra sorelle, i pianti dipserati, i capricci furiosi non passano attraverso le pareti spesse delle case ottocentesce; probabilmente non scorge la stanchezza nei miei occhi e l'ipertensione nei miei capelli, non riesce ad intuire lo stress di mio marito nel suo sguardo vagamente stressato.
Possiamo stare sereni ancora per un po': i servizi sociali almeno dai vicini non verranno chiamati. L'erba del vicino e' davvero sempre piu' verde, anche se a guardar bene, in mezzo al verde c'e' del marrone pure li.

mercoledì 19 novembre 2014

Conteggio gradini di casa


Uno, due, te, catto, cince, sei, otto, none, mamma, undici, dodici, tedici, tedici, tedici, tedici, tedici, tenti, tentuno!!!
Ecco a voi la nuova bomber della nazionale italiana femminile under 35: la Spettinata.

lunedì 17 novembre 2014


Ho udito dei piccoli piedini venire verso di me, ho sentito il calore di due minuscole braccia avvolgermi il viso, ho assaporato un bellissimo bacio sulla guancia e ascoltato una dolcissima vocina
Tutta mia mamma tutta mia
Questo, amici miei, e' il risveglio migliore del mondo.

giovedì 13 novembre 2014


Ok, ok lo ammetto. Questa mattina mi sono pesata. Ma e' stato un pesarsi differente. La prima cosa che ho pensato e' stata: lo faro' solo due volte a settimana per poi riuscire a farlo una sola volta a settimana. La seconda cosa che ho pensato, prima di salire, e' stata: una bilancia non puo' condizionare la mia felicita'. E sono salita. E' stata una bella sensazione, strano a dirsi. Salgo sempre mezza angosciata, nella speranza di veder calare di un misero punticino quello che c'e' scritto sopra. Questa mattina no.
Sono cambiate molte cose negli ultimi giorni, una delle piu' importanti e' l'approccio col cibo. Si, seguo una dieta, ma me ne infischio quando si parla della colazione, gratificandomi con biscotti al cioccolato, brioche e cappuccino. Si', seguo la dieta, ma se mio marito compra il gelato alla sera per tutti ne prendo un po' anche io. Si', seguo la dieta, ma se si programma di andare a mangiare fuori mi unisco anche io, non moriro' di certo per una pizza. Insomma, e' come se stessi cercando di instaurare un equilibrio e addirittura ci stessi riuscendo.
Lo so, lo so, non dovrei dire Gatto ma il mio ottimismo immotivato stamattina sta prendendo il sopravvento.

mercoledì 12 novembre 2014


Festeggiate con me: questa mattina per la prima volta da non so quanto tempo non mi sono pesata.

martedì 11 novembre 2014


Ultimamente io e Mr D. ci sentiamo due genitori disperati in esaurimento di nervi. Ripeto: abbiamo due figlie sostanzialmente buone, ma son pur sempre bambine. La Primogenita e' in una fase molesta, ma molesta seria. La Secondogenita e' nella fase dell'autoaffermazione del se'. Visti dall'esterno sembriamo due disperati coi nervi a fior di pelle, con due bambine superenergetiche stile diavolodellatazmania che distruggono ogni cosa a portata di mano, che urlano, saltano, giocano: siamo l'essenza pura dell'anticoncepimento. Ho visto persino l'uomo piu' paziente del mondo, mio marito, chiudere la porta della camera con dentro le bambine dopo mezzora di interminabili trattative, lasciandole piangere al buio. Ieri sera ero io, strano a dirsi, la paziente della famiglia. Dopo il trambusto della messa a letto, io e Mr D. ci siamo ritrovati sul divano, gambe aperte, capelli scompigliati, occhi a mezzasta, sbadiglio libero, a guardarci come si guardano quei genitori esausti che sembrano usciti da un film dell'orrore. “Sono esaurito” gli ho sentito dire. “Sono bambine” mi sono sentita dire.
A pensarci bene, amore mio, non sono le figlie il problema. Il nostro problema e' la gestione di una vita basata su ritmi frenetici, sul lavoro, su una societa' che ci vuole silenziosi, tranquilli e sorridenti. Il problema sta nella corsa al mattino per arrivare in orario, sta nel dire alle bambine di non urlare per le scale perche' potrebbero dare fastidio. Sta negli occhi stanchi davanti al computer, nella mente stanca davanti ai conti di casa, nei piedi stanchi di chilometri inutili. A pensarci bene, amore mio, le figlie sono la nostra salvezza.

lunedì 10 novembre 2014


La costante ricerca di un equilibrio alimentare e' una cosa pesante, stancante, faticosa e per nulla piacevole. Un po' come la giornata di ieri in cui io e Mr D., presi da un'ondata di immotivato ottimismo, abbiamo cercato di vedere un film. Partiamo dal presupposto che non stiamo parlando di un film vietato ai minori, violento, fantascientifico o catastrofico. Stiamo parlando di un film della Disney, di quelli vecchi che vedevamo da bambini. Insomma, ve la faro' breve: e' stato un vero disastro. Tra bambini sulle pance, bambini sulle spalle, bambini che avevano bisogno di andare in bango, bambini che avevano fame, bambini che li lasci vestiti e un secondo dopo li ritrovavi nudi come mamma li ha fatti, bambini che volevano uscire, bambini che litigavano, non abbiamo capito assolutamente nulla della trama non particolarmente complicata. E dire che di bambini ne abbiamo solo due e sono tutto sommato buone. Cosa succede a due genitori che di figli ne hanno tre, o addirittura quattro o cinque? Non posso che esprimere loro tutta la mia comprensione e solidarieta'.

mercoledì 5 novembre 2014

Acido lattico vade retro


Beh, e' una bella giornata – ho pensato. Che senso ha rinchiudersi in palestra – ho pensato. Andiamo a fare una bella corsetta – ho pensato.
E cosi', senza rendermene conto, mi sono ritrovata a San Luca con neanche un accenno di fiatone.
Beh, sono in forma – ho pensato. Torno a casa ancora di corsa – ho pensato. Sono proprio contenta – ho pensato.
E cosi', senza neanche rendermene conto, sono arrivata a casa dopo piu' di un'ora di corsa da quella che e' una delle salite piu' ripide dei colli bolognesi, e mi sono infilata sotto la doccia. Uscita dall'idillio caloroso, ecco i primi dolorini, trasformatisi dopo cinque minuti in dolori a dir poco fastidiosi.
Ben venuto, acido lattico. Ora che so che esisti, potresti gentilmente tornare a San Luca, la' da dove sei venuto?

lunedì 3 novembre 2014

Ferienonferie


Le mamme lo sanno. Le ferie di una mamma sono sempre fasulle, perche' di norma una mamma le prende quando i figli sono a casa da scuola. Per cui una si chiede: ma dove sta il relax? E' stato questo il mio ragionamento venerdi' e cosi' ieri mi sono presa un giorno proprio mentre le bambine erano a scuola. Sei andata alle terne? Sei andata dal parrucchiere? Sei andata a fare shopping?
Cosa ho fatto? Un beneamato niente.
E ve lo dico con tutto il cuore: e' stato bellissimo.

domenica 2 novembre 2014

"Mamma, io ADORO la Nonna D."
"Eh anche io..."
"La adoro perchè ci regala sempre un sacco di cose. E' come andare al mercato solo che è tutto gratis"
...
...
...

venerdì 31 ottobre 2014

Ah... il cambio orario in cui si dorme un'ora in piu'...


Chi ha figli sa bene che il cambio orario e' un vero incubo. La pura realta' e' che non si dorme affatto un'ora in piu' ma si dorme uguale il primo giorno e un'ora in meno i giorni a venire fino a data da destinarsi. E' cosi' che funziona in casa nostra, la sveglia alle 5.30 ormai e' fissa dal maledetto giorno del cambio. Poi mi chiedono il perche' io abbia la faccia da zombie...
Una settimana in casa mia e garantisco a chiunque la stessa metamorfosi!
Ci sono volontari?

mercoledì 29 ottobre 2014

Di conversazioni fra sorelle e fissazioni anomale


“Piccolina? Ma secondo te a Natale, Babbo Natale anche quest'anno ci porta lo spazzolino? Perche' io lo vorrei azzurro azzurro!”
“Io vojjo i cololi!”
“Ma ne abbiamo tanti di colori! Che te ne fai?”
“Ma io vojjjo tutti blu, tutti blu!”


martedì 28 ottobre 2014

Relax, don't do it


Ogni persona di questo mondo ha il suo personalissimo modo di addormentarsi. C'e' chi ha bisogno di due cuscini, c'e' chi non ha bisogno di niente. C'e' chi riesce ad addormentarsi solo con il silenzio, chi solo al buio, chi solo in compagnia. Il mio modo di addormentamento ve lo risparmio per cercare di non sembrare ancora piu' paranormale di quanto mi abbiate gia' inquadrato. Pero' credo che esista anche un personale stile di addormentamento, o meglio un pensiero che riesce a farci rilassare, a farci sentire cosi' bene da riuscire ad addormentarsi prima. Il mio pensiero e' bene o male sempre lo stesso e l'ho trovato da poco. C'era un periodo nella mia vita che riuscivo ad addomentarmi pensando solo a cose bruttissime, c'e' stato un periodo che ho provato a pensare al mare, ai parti, al matrimonio. Ma per quanto possa sembrare assurdo nessun pensiero ha mai funzionato come quello che ho scovato qualche giorno fa: il pensiero di accarezzare i fiori, di sentire sulle dita la morbidezza dei petali, il loro profumo; unito al pensiero di stare sdraiata su un soffice prato verde, con il sole che mi riscalda i piedi nudi e il viso scoperto. C'e' chi adora l'acqua, chi il fuoco, c'e' chi adora il vento e chi l'aria. Io adoro la terra. Questo, lo ammetto, e' il mio pensiero felice.

lunedì 27 ottobre 2014

Ah, ricominciamo pure.


Probabilmente ognuno deve trovare la sua strada nella risoluzione dei propri problemi. Io devo dire che ne ho provate molte, forse troppe, ma ancora nessuna sembra funzionare. L'unica che pareva funzionasse e' stata una dieta ferrea senza sgarri di nessun tipo. Ma davvero saro' costretta ad una vita simile per arginare sti fottuti disturbi alimentari? Gli ultimi giorni sono stati un vero proprio delirio, se uniamo il tutto all'amennorrea... beh... un cocktail quasi perfetto direi. Oggi ci riprovo, ricomincio da semizero per l'ennesima fottutissima volta. Perche', in fondo, non c'e' alternativa. Soccombere alla malattia non se ne parla, conviverci per tutta la vita puo' sicuramente essere una strada, ma per farlo occorre trovare un semiequilibrio che attualmente non ho. Avrei dovuto fare la scuola circense. Decisamente.

giovedì 23 ottobre 2014


Si avvisano i gentili lettori, esclusivamente maschi, che l'argomento che segue potrebbe urtare la vostra sensibilita'. Invitiamo dunque a ripassare domani per qualsiasi altra curiosita'.
In tutta la mia vita mi e' successo tre volte.
La prima era ottobre 2007. Giorni di ritardo: 1. Risultato del test: positivo.
La seconda era novembre 2011. Giorni di ritardo: 1. Risultato del test: positivo.
La terza era, o meglio e', ottobre 2014. Giorni di ritardo: 2. Risultato del test: negativo.
Giorni di ritardo: 5. Risultato del test: negativo.
Possibili cause: stress, stanchezza, sottopeso. Escludendo l'ultima (e' vero, oscillo continuamente fra normopeso e sottopeso ma direi che non sono cosi' grave da giustificare un'amenorrea secondaria) rimangono le prime due. Stress e stanchezza. La mia mente si rifiuta di credere che io possa essere cosi' stressata e cosi' stanca da giustificare una cosa del genere. La mia mente si rifiuta di accettare un ritardo o addirittura un mese saltato. Non so per quale motivo ma mi crea inquietudine, stranezza, innaturalita'. Cerco di ripetermi di stare serena e vedere come andra' il mese prossimo ma per quanto me lo ripeta, continuo a osservare ogni minimo cambiamento corporeo. Non ce la posso fare. Decisamente.

lunedì 20 ottobre 2014

I Medianerd


Partiamo dal presupposto che sono ancora viva nonostante i tour de force lavorativi che mi hanno visto impegnata anche dieci ore non-stop. Proprio per questo non riuscivo non solo a scrivere ma neanche a pensare di scrivere, neanche a pensare di accendere il computer, neanche a pensare di poter pensare qualcosa. Comunque ora son qui. Questa mattina, passando come al solito davanti all'ormai famosa scuola media di cui ho parlato qualche post fa, ho notato, sulla panchina in fondo al parco, un gruppetto di ragazzini un po' isolati. Mi sono incuriosita, ho aguzzato la vista e li' mi si e' aperto un mondo: Loro esistono ancora. Una volta erano, o meglio eravamo, la maggioranza, ora sono stati relegati all'ultima panchina, la piu' lontana panchina, quella che non vedi neanche se ti c'impegni. Sono loro: i Medianerd, loro, con il maglione con al centro un bel panda, occhialoni che ricoprono l'intera faccia, apparecchi ai denti, tutona, capelli arruffati.
Il mondo ha ancora un senso.

mercoledì 15 ottobre 2014

Scium. Ops. Forza. Via.

  • una pizza ai quattro formaggi
  • patatine con maionese e ketchup
  • decaffeinato macchiato con latte e zuccherato
  • 3 tocchi di parmigiano reggiano
  • decaffeinato macchiato con latte e zuccherato
  • 4 biscotti oswego
  • 1 tocco di parmigiano reggiano
  • 6 biscotti oswego
  • 1 scatoletta di ringo
Siamo quello che mangiamo e siamo come lo mangiamo. Questa e' un'affermazione che spesso si sente dire in giro ma ieri l'ho provata sulla mia pelle. Dopo aver mangiato tutto quello che leggete li' su in meno di un'oretta e dopo aver creduto di essere caduta nel baratro un'altra volta, sono uscita di casa per necessita' (e aggiungo grazie al cielo). Mentre camminavo ho iniziato a sentir tirare la pancia, avevo male in tre punti diversi tutti legati a stomaco e intestino, davanti e anche dietro la schiena. Mi sentivo stanca, spossata. Facevo fatica a camminare e andavo piano. In quella mezzora di cammino mi sentivo abbastanza male a livello addominale, mi sentivo gonfia e soprattutto mi sentivo fiacca, molto fiacca. Mi sentivo cosi' stanca che, quando sono tornata a casa, mi sono sdraiata sul divano e non riuscivo piu' ad alzarmi, nel vero senso della parola. Le bambine litigavano, richiedevano la mia attenzione, richiedevano il mio aiuto, ma io non riuscivo ad avere le energie necessarie per star dietro a loro. La digestione del mischione, probabilmente, era in atto. E il mio corpo ha fatto cosi' tanta fatica che mi sono riuscita ad alzare solo dopo un'altra mezzora. Mi si e' aperto un mondo, in realta' a pensarci e' davvero un bene. Sono caduta, ho guardato la caduta, e mi sono rialzata due orette dopo. Non mi sono trascinata per mesi, non mi sono trascinata per giorni, non mi sono trascinata per un giorno, non mi sono trascinata per neanche due pasti e alla sera ho ricominciato a mangiare normale. Allora mi chiedo: se prima ho sofferto per anni, poi ho sofferto per settimane, poi sono arrivata a soffrire per giorni e in ultimo sono arrivata a soffrire mezza giornata, forse, e dico forse, la prossima volta soffriro' per un'ora e la volta dopo per cinque minuti fino a che questo benedetto disturbo alimentare si normalizzera' facendomi avere un rapporto equilibrato col cibo. Forse, ho detto forse eh, ma e' pur sempre un forse.

martedì 14 ottobre 2014

Sfide


“Mamma? Sai che io sono brava a scuola?
“Si... ma ci sono cose che devi ancora imparare”
“Vabbeh, e tu sai tutto?”
“No cara, non so tutto ma so sicuramente piu' cose di te”
“Seeeeee... Non ci credo! Allora quanto fa 2+2?”
“4”
“4+4?”
“8”
“... 8+8?”
“16”
“10+10?”
“20”
“100+100”
“200”
“1000+1000?”
“2000”
“100000+100000”
“200000”
"… … … wow ... ... ..."
Ci vuole ancora poco per essere onnipotenti.

lunedì 13 ottobre 2014

Aiommenne


“Ciaoooo!”
“Ciaaaaaaaooooo!!”
“Ciaaaaaaaaaaaoooooooo!!!!!”
“Amore ma chi saluti?”
“Aiommenne!”
Un giorno o l'altro qualcuno dovra' spiegare alla Piccoladicasa che non e' Iron Man che sfreccia nel cielo alle sette del mattino, ma sono solo scie chimiche lasciate dagli aerei di passaggio.
Ma non sara' questo il giorno.

domenica 12 ottobre 2014

Il bicchiere e' mezzo.


Si, lo so. Gli ottimisti vivono di piu', gli ottimisti affrontano meglio la vita, gli ottimisti hanno meno probabilita' che gli venga un tumore, gli ottimisti hanno piu' probabilita' che la vita gli sorrida, gli ottimisti bla bla bla. Io ho sempre pensato di essere una persona fondamentalmente positiva e invece, a trenta e passa anni, ho scoperto di non esserlo affatto o meglio di non esserlo sempre. Se poi si parla di me stessa, la positivita' va a svanire del tutto. Quando mi perdo, come e' successo questa settimana, e' come se vivessi dentro una nebbiolina di negativita', con l'acqua proprio li', sotto la gola, e un bel masso appoggiato sulla pancia.
Oggi ricomincero', per la centesima volta questa settimana. Chissa', magari sara' quella buona. Un pro-memoria per me:
Assumi la consapevolezza che la causa ultima e l’unico ostacolo alla tua felicità sei soltanto tu. Indipendentemente da ciò che accade intorno a te, la tua felicità dipende esclusivamente dal tuo atteggiamento nei confronti della realtà che ti circonda

venerdì 10 ottobre 2014

Chi ben comincia...


Oh. Finalmente. Sono passati 25 giorni dall'inizio della scuola e gia' la Primogenita ha preso una nota sul diario. Tralascero' la mia soddisfazione nel vedere il perche' l'ha presa visto che passo quasi tutti i pomeriggi a spiegarle che cosi' non funziona. Fondamentalmente la ragazza e' cosi' sicura di se', e' una lo so fare io so tutto io lo so io sono brava che ovviamente non ascolta. Questo suo atteggiamento si ripercuote, ovviamente, sull'esecuzione dei compiti:
“Allora, in questa pagina dovresti”
“Si si, io lo so fare, ecco vedi?”
“No, amore, hai sbagliato... vedi che c'e' scritto”
“Ah si si lo so fare, vedi?”
“No... amore, ascolta senno' sei costretta a farli piu' volte. Qui c'e' scritto che dovresti”
“Ah, ho capito, lo so fare io eh”
In bocca al lupo alle maestre, la ragazza e' la fotocopia del padre. Pro sit.

mercoledì 8 ottobre 2014


Vista la anormale tendenza ossessiva dei miei pensieri, questa mattina vi proporro' un altro argomento, giusto per non farvi tutti scappare a gambe levate con le mani nei capelli.
Alla mattina, tutte le mattine, accompagno la Primogenita a scuola e poco prima di girare a snistra per arrivare, passiamo davanti a un'orda di ragazzini in attesa di entrare alle scuole medie. In questo quasimese di passaggio ne ho viste e sentite di tutti i colori. Ragazzi che fumano, ragazze che fumano, ragazzi che raccontano di essere stati in discoteca alle spalle di genitori, ragazze che si confrontano sull'essere troppo grasse quando a vederle sembrano anoressiche e chi piu' ne ha piu' ne puo' mettere. Questa mattina, tuttavia, qualcos'altro mi e' saltato all'occhio. Quasi tutte le ragazzine li' presenti erano piu' curate della sottoscritta. Personalmente non mi trucco piu' da quando, ahime', mi sono trovata allergica anche ai trucchi anallergici, e vabbeh. Giro con una fascia color verde militare per non prendere freddo alla testa e alle orecchie nella mezzora di bici che mi separa al lavoro. I capelli al di sotto della fascia non hanno avuto modo ne' tempo ne' voglia di essere pettinati. Jeans, giacchetta, borsa buttata sulle spalle e via. Mi sono ritrovata ragazzine con la faccia pulita, truccate il giusto, coi capelli perfettamente tirati su in una coda, o piastrati, o arricciati o acconciati con almeno mezzora di lavoro alle spalle. Jeans attillati, cartella alla moda, felpa con cappuccio perche' la giacca fa ancora troppo vecchia. O sono io che sono vecchia o sono loro che son precoci. Considerando il fatto che ho 33 anni, ai posteri l'ardua sentenza. Ma considerando che sono loro i posteri... son fregata.

lunedì 6 ottobre 2014


Ieri ho provato a resettarmi e ho fatto una gran fatica, sinceramente. Ho pensato di cadere duemiladuecento volte ma alla fine, sebbene in equilibrio instabile, non sono caduta. E per non cadere sono andata a spulciare vecchie fotografie per fare un paragone su come ero e su come sono adesso. Il risultato e' questo:

Prima e dopo.
Sembra assurdo, sembra ridicolo, ma mi sono completamente dimenticata di come ero prima anche se la mia testa si comporta come se fossi ancora nella foto a sinistra.
Direi che posso essere soddisfatta di me stessa. Direi che sarebbe ora di crederci davvero. Ma per ora lo dico solo e non lo credo.
Ma vi assicuro, e' gia' qualcosa

domenica 5 ottobre 2014

Reset


Alzarsi dopo una caduta non e' mai facile. Una parte consistente del tuo io spinge per rimanere li', sdraiata e dolorante, immobile e stanca. L'altra parte di te, notoriamente piu' combattiva, spinge per tornare su e ricominciare subito a camminare. Io ho passato quattro giorni laggiu' e se adesso li conto mi paiono ridicoli in confronto a quanti anni sono stata sdraiata io, laggiu'. Quattro giorni sono stati l'inferno e non mi sono resa davvero conto che in fondo sono stati solo quattro. Ho pensato fino a che non ho messo nero su bianco quanto scrivo ora, che fosse passata piu' di una settimana, a testimonianza del fatto che la mia, ahime', e' davvero una malattia che parte dalla testa. Sono pensieri ossessivi, che non lasciano spazio ad altri pensieri, che ti divorano dentro e fuori e dai quali non riesci a uscire. Ho provato con la meditazione, ho provato con lo svago, ho provato di tutto. Il risultato l'avevo celato anche a me stessa:
  • 5 kinder delice
  • 15 biscotti al cioccolato
  • 4 cakepops al cioccolato
  • 2 fette di torta al cioccolato
Il tutto in meno di mezzora. Quando e' cosi', vi assicuro, non se ne esce. Ho passato giorni di ansia, di mancanza di respiro, di alimentazione compulsiva. Ma mai sono caduta troppo in basso, cosi' in basso da sfociare di nuovo nella bulimia piu' stretta.
A pensarci bene, dunque, sono caduta ma non mi sono fracassata il cervello.
A pensarci bene, dunque, quattro giorni non sono dieci anni di lotte, anche se lo sono sembrati.
A pensarci bene, dunque, oggi potrebbe essere il giorno giusto per respirare e ricominciare.
E al solo pensiero, non so perche', piango.

venerdì 3 ottobre 2014

Provero' a spiegarti come mi sento


Quando ci sei dentro la realta' non e' piu' realta'. Ti sembra di non avere la cognizione del tuo corpo e del tempo. Mangi e non sai quanto mangi. Mangi e non sai perche' mangi. Mangia e sai cosa mangi.
Ieri e' stata di nuovo una giornata assurdamente faticosa, fatta di sgarri e di inutili giustificazioni mentali seguite sempre da un senso di colpa divorante. E' stato un giorno fatto di mal di stomaco e di nausea, di abbuffate nonostante la nausea, di mancanza di limite e raziocinio.
Ho provato a trovare un motivo, a giustificare la ricaduta.
Ho provato a capire se e' lo stress lavorativo, se e' un ritmo sbagliato negli sgarri settimanali, se e' il pensiero ossessivo dovuto alla mancanza di un alimento.
Ho provato a capire ma la realta' e' che non c'e' nulla da capire.
Ed eccomi di nuovo qui. Con l'acqua alla gola a cercare la forza di volonta' necessaria per il balzo fuori dal pantano.

giovedì 2 ottobre 2014

Il lupo perde il pelo ma non il vizio


Ogni volta che ci ricasco passo i giorni a venire in una situazione di simildepressione mista a tristezza mista a stanchezza mista a nonsisabenecosa. Perche' i disturbi alimentari sono stronzi, insinuosi, fastidiosi. Si nascondo li' e aspettano il momento migliore per saltare fuori, proprio quando ti eri convinta che alla fine ce l'avevi fatta, ci eri riuscita. Non sono al punto di partenza, questo lo so e lo vedo, ma ogni volta che penso di aver finalmente varcato l'arrivo, ecco che cado a faccia in giu'.
Sono cosi' stanca di non riuscire ad avere un rapporto col cibo equilibrato.
Sono cosi' stanca di non riuscire ad avere un rapporto con il mio fisico equilibrato.
Sono cosi' stanca di non riuscire ad avere una soluzione definitiva.
Sono cosi' stanca di non riuscire a vedere una fine.
Sono cosi' stanca di pensare che una fine non ci sara' mai e che ci dovro' convivere per tutta la vita.
Sono cosi' stanca. Cosi'.