mercoledì 28 novembre 2018

Di conversazioni mattutine con perfetti sconosciuti

“Quindi lavori in una scuola di agopuntura?”
“Eh sì”
“Ah, quindi in realtà hai 84 anni ma ne dimostri 20 a forza di farti pungere”
“In realtà sembro giovane ma non lo sono mica tanto... Ho 37 anni”
“Cazzate”
“No, ho 37 anni, sono dell'81”
… … ...
“Non è vero”
“E invece sì”
“Cavolo”
“Oh comunque non è merito dell'agopuntura eh, mi faccio pungere di rado”
"Allora complimenti, davvero! Sarà la genetica"

lunedì 26 novembre 2018

Di sacerdoti, quelli bravi

Sai, Don, ogni volta che ascolto un tuo intervento alla domenica colpisci nella mia interiorità. Sembra che tu, dall'altare, stia parlando direttamente e solo con me.
Questo non è un bel periodo ma non ti ho voluto dire niente perché quando ci vediamo preferisco sapere come stai tu... Quando ci siamo salutati al nostro ultimo incontro a quattr'occhi è stata una delle cose che ti avevo detto e ahimè avevo ragione: "oggi ti dico che sto benissimo, ma è possibile che già domani io sia tornata laggiù nell'abisso". Ora il mio abisso è diverso. Non avendo più la malattia a farmi da cuscino stanno affiorando tutte quelle cose che in qualche modo la malattia soffocava e che purtroppo ancora non riesco ad identificare. Convivo con la sensazione di avere qualcuno che mi stringe la gola SEMPRE e ho difficoltà a respirare in ogni dannato singolo momento della mia giornata (la dottoressa dice che è una contrazione dei muscoli della gola, io fatico a respirare perché in effetti passa meno aria ma è di natura ansiosa... questa mi mancava). E oggi quando ti ho sentito parlare ho tanto desiderato avere la tua fede, la tua sicurezza nel confidare in una chiarezza di interiorità che io sono lungi dal trovare. Mi sento costantemente di non valere nulla, di non essere la persona che vorrei essere e non riesco a trovare nella mia interiorità neanche una piccola voce che in qualche modo mi valorizzi.
Questo mio messaggio in realtà era nato per ringraziarti delle tue splendide parole di oggi a messa, anche se non erano indirizzate a me in particolare ovviamente e anche se fatico a sentirle mie.
E ora sono qui, a fare quello che hai suggerito tu, una bella lettura degna di una fantasiosa avventura fantasy: Daniele 7.
Grazie.

venerdì 23 novembre 2018

In difficoltà

Ormai non mi peso più tutti i giorni duecento volte al giorno, cerco di limitare le pesate a un paio di volte la settimana. Beh, questa mattina mi sono pesata e ho visto un numero che non mi piace per niente: 58,6. Non sono entrata in paranoia, non mi sono mesa a piangere, non ho iniziato a pensare di smettere di mangiare o di mettermi a dieta però sono rimasta perplessa. Dopo un po' dall'inizio del percorso mi ero stabilizzata a 56. Mi è stato inculcato nel cervello, non senza fatica, che variazioni di + o – 1 kg sono fisiologiche e normali. Ma poi mi sono stabilizzata sui 57 e adesso è un po' che mi sono stabilizzata sui 58. Non si tratta dunque più solo di un chilo in più o in meno ma sempre di chiletti in crescita e la cosa non mi piace. A questo punto le domande sorgono spontanee:
  • come mai prendo un chilo e poi mi stabilizzo e poi prendo un altro chilo e poi mi stabilizzo?
  • l'aumento di peso mi pare davvero strano considerato che fritti non ne mangio, cioccolato non ne mangio e sono comunque a “dieta”
  • Specialmente a metà mattina – metà pomeriggio – prima di andare a letto ho fame ma mi guardo in giro e le persone normali in questi tre frangenti non mangiano e non hanno fame (ad esempio mio marito). Io mi chiedo perché invece ne sento il bisogno
Non sono tranquilla. O meglio: sono triste.

mercoledì 21 novembre 2018

Questa sì che è nuova

In questi anni di DCA ne ho viste di cotte e di crude ma ancora questa non mi era mai capitata. Son tre giorni, infatti, che non mi sento tanto bene. Ieri avevo comunque fissato un appuntamento con la Dottoressa perché (evviva) ho finito finalmente tutti i farmaci che mi avevano appioppato e sono approdata nel magico periodo senza farmaci nel quale, come era prevedibile, i sintomi della gastrite si sono accentuati e la dieta ferrea a volte non è sufficiente. Per cui, avendo fissato l'appuntamento, ne ho approfittato per descrivere i sintomi di questa nuova fastidiosa sensazione: per spiegarla in modo semplice è come se avessi due dita che mi premono alla base del pomo d'adamo, come se avessi un boccone di cibo proprio lì, che non mi fa deglutire bene e che, quando inspiro, fa in modo che passi meno aria.
“Beh, signora, il termine medico per descrivere quello che ha è: Bolo distopico”
“Distopico?”
“Esatto”
“Cioè vuole dire che non esiste?”
“Esatto. O meglio non proprio. Lei ha una contrazione dei muscoli in quella zona che fa sì che lei senta come se le premessero delle dita, come se avesse un bolo alimentare fermo lì ma in realtà non c'è. E' solo una forma d'ansia”
“Sì ma la sensazione fisica è reale, passa meno aria, ed è una sensazione costante che non sparisce mai”
“Esatto. A livello fisico però è solo una contrazione dei muscoli, deve lavorarci insieme alla psicologa per capire cosa le provoca questa particolare forma d'ansia”
Bah. Questa poi. Non vorrei essere fraintesa: sono contenta che non ci sia una causa fisica ma mi fa davvero strano. Le forme d'ansia alle quali sono abituata io si manifestano con sensazioni di soffocamento, palpitazioni, nausea e di solito vanno ad ondate e ti colpiscono quando meno me le aspetto. Questa invece è sempre presente da tre giorni, è lì, fastidiosa e fissa. Francamente questa mi mancava.

martedì 20 novembre 2018

Di piccoli spazi

Ogni anno cerco di prepararmi psicologicamente, ogni anno credo di esserci riuscita e ogni anno mi rendo conto di quanto torto io abbia avuto. Nel mio lavoro il periodo che va da settembre a gennaio è il periodo peggiore, inizia il nuovo anno accademico e qui tutti impazziscono. Quest'anno, come ogni anno, il caos. Tuttavia qualcosa è cambiato, una consapevolezza del tutto nuova che mi ha fatto capire come io non possa permettermi di cadere in un bel esaurimento. Non so se sia autostima un po' guadagnata o semplice paura di crollare visto che non me lo posso permettere. Boh. Detto questo lunedì come al solito ero affogata di lavoro e mi preparavo tristemente a rinunciare alla palestra e a portarmi degli enormi plichi a casa per continuare il lavoro quando mi si è accesa una lampadina. E così, con calma, ho lasciato i plichi in ufficio, ho preso la borsa e sono andata in palestra nonostante tutta me stessa pregasse per andarmene sotto le coperte a dormire fino alla mattina dopo. E come la parte razionale di me aveva previsto è stato meraviglioso: mi sono presa un'oretta per me, mi sono sfogata e mi sono ricaricata nonostante la stanchezza. E sono anche riuscita a tornare a casa, rilassarmi per un po' prima di affrontare una serata lavorativa. Considerato il mio essere tutta efficienza, rapidità e superaltruismo, beh... son passi avanti.

lunedì 12 novembre 2018

Non ne vale la pena. E dunque: aggiornamenti!

Ci ho pensato pensato e ripensato e sono giunta alla conclusione che non ne vale la pena ma visto che non riesco ancora a controllare la mia estrema sensibilità specie su argomenti che per me sono più che pesanti, forse sarebbe più corretto dire che non è giusto: non è giusto chiudere un blog per qualche commento negativo specie perché ci sono tante persone, anche silenziose a quanto ho capito, che invece non la pensano così. E da qui la decisione di continuare. Ovviamente se arriverà il momento in cui i commenti negativi saranno troppo pesanti per me da affrontare, potrò cambiare idea, ma non è questo il giorno.
Detto questo ieri è stato il mio ultimo giorno di farmaco e sono stata preparata psicologicamente ad affrontare un peggioramento dei sintomi (quindi nausea come se piovesse e mal di stomaco a go go ogni volta che bevo o che mangio). A pensarci bene ha molto senso: senza farmaco il mio stomaco (che stava male anche quando lo prendevo) deve imparare a cavarsela da solo. Ne ho avuto un assaggio questa mattina dopo colazione quando una potente nausea mi ha dato il buongiorno. Morto un farmaco se ne fa un altro, con un'altra funzione che a quanto ho capito dovrebbe fare in modo di velocizzare lo svuotamento dello stomaco per stressarlo il meno possibile. Sempre in quest'ottica dieta supermegaferrea ancora per parecchio tempo. Proprio per questo motivo ieri al colloquio ho bombardato la dottoressa di domande sul perché basta che mangi qualcosa di diverso che sto male, sul perché alimenti innocenti come il parmigiano (che fra parentesi si da anche ai bimbi da svezzare) mi faccia stare così male e sulla domanda principale tornerò mai a poter mangiare quello che ho voglia di mangiare senza stare male? lei come sempre è stata diretta ma dolce, spiegandomi che dopo anni non si può pretendere di ristabilire la salute in soli tre mesi, che per queste cose ci vuole tempo e che è normale (attenzione, normale per la mia situazione, non normale in generale) stare male per qualsiasi alimento che non sia lesso e inutile. Occorre non scoraggiarsi, avere pazienza e avere fiducia che prima o poi potrò di nuovo alimentarmi come una persona normale. E allora pazientiamoci, nauseabondiamoci e infiduciamoci.

venerdì 9 novembre 2018

Dubbi sbibulinici

“Mamma?”
“Si amore mio”
“E' un bene avere un po' di ciccia?”
“Ma certo tesoro”
“No perché tu ne hai tanta...”
Ringrazia che sei mia figlia e che ti amo alla follia, va.

mercoledì 7 novembre 2018

And the winner is

Ultimamente è quasi di moda installarsi (per chi non lo ha di default sul suo telefonino) una app che ti scannerizza il cellulare dicendoti per filo e per segno quanto tempo hai passato sul dispositivo e quanto tempo hai dedicato ad ogni singola attività. Eh sì, lo ammetto, ho colto la palla al balzo. E questo perché una delle discussioni ironiche e pacifiche che si svolgono più spesso in casa mia è quanto tempo io e Mr D. passiamo sui nostri rispettivi cellulari. Inutile dire che io sostengo ci passi più tempo lui e lui sostiene il contrario. E così entrambi abbiamo passato un po' di tempo con questa app installata senza ormai farci più caso finché, ieri sera, è partito il confronto:
Media di utilizzo giornaliero del cellulare di Mr D. : 3 ore e 21 minuti e sblisga
Media di utilizzo giornaliero del cellulare di Spettinata: 29 minuti e sblisga
Non capisco perché non si rassegni ad accettare che io ho sempre ragione. Bah, gli uomini...

Il punto

Ieri sono andata dalla psicocosa e abbiamo fatto un paio di conti: sono in terapia da 3 mesi esatti e ho fatto per il momento due questionari (uno all'inizio e uno scorsa settimana) di quelli tutti psicocosati di duecentomila pagine. Per farla breve, dati alla mano, mentre nel foglio dei risultati del primo test si vedevano una moltitudine di pallini neri indicatori di punti patologici critici, nel foglio di settimana scorsa se ne vedono solo sei e tutti collegati fra loro (vedi bassa autostima, eccessivo valore al giudizio altrui e bla bla bla). Neanche un cenno ai sintomi della malattia (vedi fobie per il cibo, desideri di abbuffate, ansie eccessive per la bilancia, bisogno di compensazioni e bla bla bla). Neanche uno. Ok, molti valori sono giusto lì lì, del tipo che se un punto inizia ad essere patologico da 18 io ho come valore 17,5 ma comunque non sono a 18. Bene no? Io francamente sono rimasta basita. Lo so di essere migliorata molto ma quando uno ci sta dentro fino al collo non vede tutti i cambiamenti fatti, vede solo quelli che saranno ancora da fare e quando ci sono dei micropassettini indietro, continua a scoraggiarsi senza pensare che si è comunque avanti rispetto al punto di partenza. Non è facile, per niente. Questa settimana ad esempio mi sono concentrata sulla mia distorta percezione corporea e così ho perso di vista il mangiare lentamente e mi è ritornata fuori la paura di assaporare cibi “nuovi”. E' come se non riuscissi a concentrami su troppe cose contemporaneamente perché alcuni aspetti che dovrebbero essere automatici ancora non lo sono. E' come imparare a guidare un autocarro: all'inizio occorre ricordarsi duecento cose tutte insieme e inevitabilmente si finisce per tralasciare o dimenticarsi qualcosa urtando tutti i guardrail sulla strada e magari evitando di ribaltarti ma poi, si spera, diventerà automatico. E io non vedo l'ora che lo diventi.

martedì 6 novembre 2018

Sotuttoio

“No mamma davvero lo so!”
“Dai allora, ripetimelo...”
“Ma ti ho detto che lo so!”
“E io ho piacere di risentirlo per la centesima volta, coraggio. Parlami dell'apparato digerente”
“Ma maaaaaaamma”
“Dai, allora dallo stomaco in giù, tanto la prima parte la sai bene”
“Ok... allora il bolo alimentare passa per il fegato dove si trasforma in bilo e poi arriva all'intestino tenue, poi al crasso e infine si accumula sul reno e viene espulso dall'anno. Visto? Te l'avevo detto che lo sapevo!”

lunedì 5 novembre 2018

Di lavoro lavoro lavoro

Ultimamente mi reco al lavoro cercando di stare calma e di concludere le mie quattro ore e mezza senza licenziarmi, considerando questo come un grande traguardo quotidiano. I due fattori che incidono di più sono il surplus lavorativo allucinante di questo periodo dell'anno e lo StronzoCapo che è tornato alla riscossa. Sono stanca stanca stanca.