mercoledì 31 gennaio 2018

Tolkien continuerebbe a rivoltarsi nella tomba

“Eccolo mamma!! Eccolo che arriva!”
“Sì sì Sbibuliì lo so”
“Arriva mamma! Arriva ora e ora cadrà e prenderà il mago con la sua lingua di fuoco”
“Sì, Amore, sì”
“Eccolo mamma! Ecco Fufi!!!”
“CHI?!?!?!?!”
“Fufi, mamma, il Balrog. L'ho chiamato così”
… … …

domenica 28 gennaio 2018

“Ok, papà, li ho studiati. I verbi li so”
“Verifichiamo, pronta? VIA! Che noi giochamo
“Modo indicativo”
“Sbagliato”
“Tempo imperfetto”
“Sbagliato”
“Torno a studiare”
“Giusto”

venerdì 26 gennaio 2018

Tolkien si rivolgerebbe nella tomba

“Mamma?”
“Sì Primogenita?”
“Credo di aver capito adesso... però mettiamo che Frodo decida di non distruggere l'anello, cosa succederebbe se invece di distruggerlo lo prendesse il mago grigio, quello col cappello a punta e la barba lunga... Gardaland?”

martedì 23 gennaio 2018

Col catechista di turno

“Wow, Spetti, stai leggendo un libro bellissimo”
“Sì beh, in realtà è la quinta volta che lo leggo, la prima volta lo affrontai in prima media”
“Woooow... a me è piaciuto tantissimo”
“Ma tu hai letto prima il libro o ha visto prima il film?”
“No no io ho visto prima il film...”
“Pensa che io ero all'università e lavoravo al Future Film Festival quando proiettammo l'anteprima nazionale della Compagnia dell'Anello. Pensa che mi vidi l'anteprima dell'anteprima nazionale solo io e tre tecnici video... uno spettacolo!”
“Io quando uscì il primo film avevo 5 anni”
Il Signore dei vecchietti
 

Find the differences

Ultimamente mi sono trovata in difficoltà con la mia secondogenita. Ogni bambino, come ogni adulto, è diverso anche se i genitori sono gli stessi, l'imprinting è simile e il trattamento verso una o l'altra figlia e assolutamente uguale. Le mie due figlie, sebbene siano dolci e coccolose entrambe, hanno due caratteri profondamente diversi. Avendo io imparato a tararmi sul carattere di Primogenita, ho diverse difficoltà a trattare con Sbibulina. Primogenita infatti è sempre stata una bambina tutto sommato obbediente e, nel caso si impuntasse, bastava (e basta) farla ragionare. Occorre mettersi di fianco a lei, spiegarle le motivazioni per cui una cosa non è possibile farla, consolarla con affetto e dolcezza e lì finisce tutto. Sbibulina no. Assolutamente no. Lei è caparbia e quando si mette in testa una cosa nessuno la smuove, neanche se ci si mette di fianco a lei spiegandole con razionalità e pazienza le ragioni più ragionevoli del mondo. Fino a qualche tempo fa pensavo fosse solamente testarda e forte, irrazionale e capricciosa e il risultato era che dopo innumerevoli tentativi di spiegazioni razionali con calma e pazienza mi sentivo frustrata davanti a tali atteggiamenti fino a mollare la spugna cedendo all'inkazzo. Ma poi ho capito. A differenza della sorella, lei non ragiona di testa ma semplicemente si tuffa a pesce nelle sue sensazioni e tutto quello che una persona può fare o dire non la influenzano minimamente perché dà solamente credito ai suoi sentimenti. Non è facile da gestire e ancora non ho ben capito come prenderla, ma comprendere il meccanismo alla base è stato per me un passo avanti.

lunedì 22 gennaio 2018

Cronache di una domenica

Ore 8.30
“Ragazze, io mi occupo di tutto quanto ma vi chiedo solo una cosa: che entro le tre di oggi pomeriggio camera vostra occorre sia in ordine”
“Sì mamma”
Ore 13.00
“Ragazze, vi ricordo che fra due orette dobbiamo uscire per cui appena potete mettete a posto camera vostra”
“Sì mamma”
Ore 14.00
“Ragazze, è ora di cominciare a mettere a posto”
“Ma maaaaaaamma! Non ne abbiamo voglia”
“Eh ciccia, care mie, coraggio”
Dalle ore 14 alle ore 14.30 il caos.
Le sorelle non fanno che litigare e urlare come due forsennate. E lei non mi aiuta, e lei non fa niente, e lei non ne ha voglia.
Ore 14.31
Sbotto
“MAPORCADIQUELLAPUTTANA!!!!”
Silenzio.
“Vi ho detto duecento ore fa di mettere a posto e state litigando?!?!?! Ma stiamo scherzando?!”
“Ma mamma...”
“MA MAMMA UN KAZZO!”
Silenzio
“Ora voi ve ne state impalate sul divano ferme che non voglio vedere muoversi un dito! Scommettiamo che io in dieci minuti metto a posto quello che voi non siete riuscite a riordinare in tutta la mattinata?”
Riordino. Dieci minuti.
“Avete visto? Quanto ci ho messo?”
“Ci hai messo venti minuti, mamma”
“VENTI MINUTI UN KAZZO!!! E ora ferme e mute lì finché non decido IO!”
Ore 14.55
“Mammina dolce?”
“Grrrrrrr... che c'è?”
“Ma ci possiamo andare lo stesso alla festa?”
“Guardate ma sono così inkazzata, ma così inkazzata che vi direi di no! Però sì... Non è che poi sto tutto il pomeriggio senza uscire pure io per voi eh!”
Quando Mr D. fa volare parolacce sento solo rimproveri dalle sue figlie, ma qui non ho sentito volare una mosca. Vedermi davvero inkazzata deve fare un certo effetto considerato che io, di parolacce, non ne dico mai. Ma quando ci vuole ci vuole.

giovedì 18 gennaio 2018

“Primogenita buongiorno, è ora di alzarsi”
“Mmmmm... mamma?”
“Sì?”
“Sono andati via gli UFO?”
“Ehm... gli UFO non esistono amore mio”
“Ah ok, allora arrivo”
E buon venerdì
“Mamma è inutile che mi interroghi in geometria, so tutto”
“Ok, amore, fammi controllare... Come si chiama il triangolo con tutti i lati uguali?”
“Qualattero”
c.v.d.

mercoledì 17 gennaio 2018

Trashcult

Ieri sera, per puro caso, mi imbatto in un film: Sharknado 5. Non sapendo assolutamente nulla di tale capolavoro inizio a guardarlo e scopro che non ho mai visto film più brutto in tutta la mia vita, così brutto ma così brutto che... oh... quasi quasi mi piace. Essendo così assurdo e così trash che più trash non si può... beh... ha un suo perché. Ed essendo il numero 5, deduco ne siano stati fatti altri 4. Decido che essendo così brutto, così orribilmente brutto, potrebbe anche piacermi e così mi siedo comoda comoda sul divano, telecomando alla mano e mando un whatsappino ai miei amici nerdaioli per ottenere un po' di compassione e chiedere, eventualmente, un incontro di mutuo aiuto in settimana. Alle ore 22,10 di ieri invio tale messaggio: Buonasera, mi chiamo B.P. e non ce l'ho fatta a vedere tutto il film. Ho interrotto a 28'20''. Ah oh, è davvero un film brutto.

venerdì 12 gennaio 2018

“Papà? Ma cosa vuol dire urtato?”
“Ma insomma! Cosa vi mando a scuola a fare! Da domani vi mando per strada a vendere mele!”
“Va bene papà”
Dolci, meravigliosi, accomodanti (quando conviene loro) amori miei

mercoledì 10 gennaio 2018

“Mamma?”
“Sì, Sbibulì?”
“E' vero che papà è un Bibpuz?”
… … …
“Mamma? Mi hai sentito?”
“Ehm... si tesoro.... che cosa hai detto che è papà?”
“Un Bibpuz!”
… … …
“Ma sì mamma un Bibpuz!!! Quel enorme scimmione peloso che si diverte a spaventare le persone!”
“Il Bigfoot?”
“Eh sì! E io che ho detto? Un Bibpuz!”
"Sei tu una BIG-PUZZ sorellina", sentenziò Primogenita passando di lì e concludendo l'assurda conversazione.

Di cose belle il lunedì mattina

Lunedì arrivo in ufficio, come sempre accendo il computer, lavoro, esco per fare commissioni, rientro, inserisco la password per fare uscire dallo stand-by il mio pc et le voilà! Non c'è più nulla. Non ci sono dati, non ci sono cartelle, non c'è neanche il mio sfondo. I più si sarebbero fatti prendere dal panico, io non riuscivo a smettere di ridere. Evidentemente non è che io sia proprio normale, ma mi sembrava la cosa più adatta da fare in quel momento. Ho riso fino a che ho potuto pur di non farmi prendere dallo sconforto. Dopo duecento telefonate sono riuscita ieri a trovare un sant'uomo che magicamente è riuscito a ripristinare il tutto. Son cose belle il lunedì mattina.

giovedì 4 gennaio 2018

Non è un paese per bambini

Ieri, con la mia allegra spettinata famigliola, ci siamo fiondati a vedere Coco, l'ultima meraviglia firmata Disney Pixar, ma non è di questa commuovente visione che vi voglio raccontare ma di un inkazzo materno circa quello che è successo poco prima. Come potete immaginare il cinema era pieno di bambini urlanti, pop corn volanti, famiglie felici. Come potete immaginare partono i soliti dieci minuti di pubblicità che i più giovani assorbono voracemente fino a che vedo, sgomenta, le scene della terza stagione di Gomorra. Mi sono mossa il più rapidamente possibile per coprire gli occhi delle mie figlie ma decisamente troppo tardi: un personaggio spara a sangue freddo in testa a uno che gli sta di fronte. Primogenita si è voltata di scatto ranicchiandosi sulla poltrona e coprendosi gli occhi con le mani, Secondogenita ad occhi sbarrati non riusciva a comprendere ciò che aveva appena visto mentre una bambina di fianco a noi di circa otto anni ha iniziato a piangere e a urlare come una fontana. Maporcadiquellaputtana! Ma si può? Sul momento non ho detto niente ma la cosa mi ha ronzato fin troppo in testa finché questa mattina ho inviato una mail di segnalazione al cinema e un messaggio alle mamme dei vari gruppi per capire se tale cosa si ripresenterà in futuro nonostante la segnalazione. Io, giuro, non ci posso credere.

mercoledì 3 gennaio 2018

Che lo sforzo sia con te

Ieri l'altro sera, complice l'entusiasmo delle bimbe per andare dai nonni e il loro conseguente dormire fuori casa, io ne ho approfittato gettandomi a capofitto nel primo cinema disponibile per catapultarmi nello straordinario mondo di Star Wars. Il povero malcapitato Mr. D. mi ha seguito a ruota, più per inerzia che per entusiasmo, perché nella coppia sono io la fanatica della Marvel, io la fanatica di Tolkien, io la fanatica degli Hunger Games, io la fanatica di Sta Wars e potrei continuare all'infinito ma non cambierebbe il concetto base: sono io la fanatica. Detto questo, sebbene l'ingegnere fosse palesemente poco entusiasta della scelta cinematografica, si è ritrovato incollato allo schermo per tutta la durata del film e io, che critico anche i sassi se non sono contestualmente ben inseriti nella saga, ne sono uscita con un sorriso ebete sul volto. E come sempre succede in questi casi, sto passando i giorni post-stellari a canticchiare i motivetti del film, a domandarmi del perché nonostante io cerchi di usare la forza il bicchiere d'acqua non fluttua verso di me, a sognare la mia spada laser buona utilizzata solamente per combattere il lato oscuro della forza. Sarò anche malata, ma sicuramente sono anche una sognatrice Jedi.

martedì 2 gennaio 2018

Rinunce

Certo che partire il terzo giorno dell'anno già con una rinuncia a qualcosa che avrei voluto fare non è il massimo, ma se devo essere sincera la rinuncia viene da me. A metà dicembre mi ero chiesta se mai sarei riuscita ad affrontare la Maratona di Roma nel 2018. Ero indecisa fra la Maratona o la mezza RomaByNight e così in un impeto di pura pazzia avevo deciso di provare ad allenarmi per vedere se ad aprile sarei riuscita a correre i 42 km, consapevole del fatto che sarebbe potuto succedere che ad una settimana dalla gara il mio fisico mi avrebbe potuto mandare a quel paese (e come dargli torto). E poi, beh, poi sono arrivati i pranzi natalizi, le colazioni pandorose, le cene con gli amici e la conseguente voglia di poltrire sul divano fino al naturale svenimento dei sensi. Ne ha conseguito un totale disinteresse per la corsa, così totale che alla fine mi sono allenata sì e no due volte. Chissene: dirotterò la decisione sulla Mezza di Roma. Magari così non collasserò.

lunedì 1 gennaio 2018

Lavorare sotto le feste

Io ADORO lavorare sotto le feste perché il mondo crede che tu sia normale per cui deduce che non sia a casa a fare bisbocce con la famiglia. E invece io, in barba a tutti, me ne frego dei ponti, delle settimane prolungate, delle giornate fredde e vengo al lavoro più raggiante che mai. In questi giorni pedalo senza traffico senza litigare con alcun autista di autobus e arrivando prima del solito, sono da sola in ufficio, il telefono suona si e no due volte al giorno e, non essendoci nessuno, appena arrivo mi tolgo i tacchi, apro il mio magico cassetto e tiro fuori un paio di calzettoni caldi e morbidosi che si occuperanno del mio comfort per tutta la durata delle mie ore lavorative. Io ADORO lavorare sotto le feste.