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venerdì 10 aprile 2026

Un passettino alla volta

Ogni giorno un passettino, o avanti o indietro, ma pur sempre un passettino. Ieri abbiamo di nuovo discusso ma io sono stata davvero davvero brava ed è giusto che me lo riconosca. Ieri Mr D. ha avviato un processo: lo stato vs Spetti e devo dire che me la sono cavata fin troppo bene. Sono riuscita a ribattere ogni singola accusa che mi veniva rivolta con calma ma determinazione senza farmi prendere dal mutismo o senza avere il solito cervello bianco da discussione e facendo anche presente quanto fosse assurda la situazione perché io invece non mi permetterei mai di stillare un simpatico elenco di tutte le situazione e di tutti gli atteggiamenti dell'altro. Ho ammesso alcune cose perché vere ma le altre le ho ribattute a testa alta e senza farmi intimidire facendo però notare che alcune cose che mi venivano dette erano palesemente al contrario, che rispecchiavano più di lui che di me. Come quando mi sono sentita dire:

“ma che piangi a fare? Se uno è sicuro di sé e sa che quello che l'altro dice non è vero chissene”

“Questo sì che sarebbe un atteggiamento egocentrico, tipico tuo ma non mio. E per fortuna che non sono così! Ma per fortuna! E ringrazia che io ci rimanga ancora male a capire che mio marito ha un'idea di me brutta e sbagliata perché quando sarà che me ne sbatterò altamente vorrà dire che non me ne fregherà più niente”

Sono stata molto molto brava e devo dire che qualcosa ha smosso. Mi sono vista abbracciare, ringraziare e mi sono sentita dire parole dolci e confortevoli. Magari non passerà subito, ma intravedo una luce alla fine di questo momentaneo tunnel.

giovedì 9 aprile 2026

Di annosi

Credo, immagino, forse un po' spero, che nove famiglie su dieci abbiano questo problema. Lo credo perché dando una scrollata sui social, con tutti i meme e i simpatici siparietti che girano, ci si rende conto che deve per forza essere così. Come quel reel dell'uomo che chiede alla moglie perché non sorride mai e lei si mette a pulire i cessi con un sorriso superforzato a duemila denti, a fare lavatrici, a sistemare casa. E poi basta parlare con altre mamme per rendersi conto che il 90% del lavoro che noi facciamo per la famiglia non viene visto o viene comunque dato per scontato. Ieri sera io e Mr D. abbiamo parlato dopo più di un mese di mare alto e burrascoso ed è venuto fuori proprio questo, questi due punti. Come faccio però a passarci sopra, ad avere memoria corta su una cosa così? Come faccio io che passo la maggior parte delle mie giornate al servizio della famiglia a passarci sopra nel sentir dire da mio marito che in fondo sono una persona molto incentrata su me stessa?

mercoledì 1 aprile 2026

Giù

A sto giro la memoria corta non arriva (vedi post qui). Ormai è passato quasi un mese (il post narra di un evento successo il 5 marzo) e ancora non riesco a passarci sopra sebbene io ci abbia davvero provato. E' un periodo costellato di attacchi d'ansia ai limiti di attacchi di panico e di ritorno prepotente ai disturbi alimentari (avrei voluto scrivere maledetti ma in realtà sono il mio campanello d'allarme). Mr D. dal canto suo è tranquillo e abbastanza sereno perché per lui è tutto risolto. Io ho provato, ci ho provato davvero ma credo che il problema sia fondamentalmente uno: la controbattuta. E' vero che Mr D. mi ha chiesto scusa, è vero che mi ha detto “lascia perdere quello che ho detto” ma è anche vero che non ha detto niente altro. Mi spiego meglio: in questo mese gli ho chiesto non so se 4 o 5 volte di argomentare: se quello che ha detto non corrisponde a quello che pensa allora mi dica cosa pensa, controbatta, argomenta e spiega. E visto che non ho ricevuto mai risposta questo mi fa pensare che quanto da lui detto fondamentalmente sia vero, che ci creda o che comunque abbia un fondo di verità (per lui) perché di fatto non mi ha detto nulla al contrario, nulla che spieghi perché quello che ha detto non sia per lui vero. Ieri sera, in seguito a una impossibilità di dormire a causa di forti attacchi d'ansia e di dca ho provato a parlargli ma ovviamente era la serata sbagliata. Me ne sono accorta quando ho sentito Mr D. imprecare e ho notato una partita di calcio in tv. Per questo non ho detto nulla, non era di certo la serata giusta. Ma visto che proprio stavo peggiorando gli ho scritto un messaggio. Il succo è quando scritto sopra: sto male, fra ansia e dca, e avrei bisogno di parlare perché a sto giro non mi passa per questo motivo sopra scritto. Vedremo. Nel frattempo cerco di non affogare nei meandri di me stessa.

mercoledì 18 marzo 2026

La memoria corta

Uno dei magici segreti per una coppia duratura è la memoria corta. Molto corta. Molto molto corta. Venerdì pomeriggio, dopo il post che ho scritto qui, sono tornata a casa intenzionata a parlare con Mr D. Come sempre mi sono seduta e con calma (forse troppa) ho iniziato a parlare. Mi sono sentita vomitare addosso tanta rabbia e tanta cattiveria. Mi ha detto cose che non ho neanche troppa voglia di rivangare ma che mi hanno davvero ferita nel profondo, come solo una persona che ti conosce da una vita benissimo e comprende i tuoi punti deboli può fare. E' stato tremendo. E dopo aver ascoltato tutto, alla fine gli ho chiesto se avesse qualcosa di positivo da dirmi. Niente. Nulla. Nada. Sempre con calma (forse troppa) sono andata a preparare il pranzo per gli altri e poi subito sono andata a correre. Non mi sono sfogata, ho corso e basta, come un dovere da adempiere. Il resto della giornata è passato più o meno tranquillo ma quando è stato il momento di mettere a letto tutti, mi sono ritrovata da sola. Mr D. ha provato a venirmi vicino ma gli ho chiesto spazio, perché in qualche modo me lo doveva. E ho pianto. Ho pianto tanto. Ho pianto tutto quello che non avevo pianto durante la giornata che, senza ombra di dubbio, è stata una delle giornate più devastanti e pesanti della mia vita. Il giorno dopo l'ho sentito chiedere scusa “ho esagerato”. Eh sì. Ma non è bastato per far andar via dal mio cervello e dal mio cuore quello che avevo sentito su di me e che magari poteva dirmi qualcosa di carino. Sei bella mi ha risposto. Proprio un ingengere ho pensato, d'altra parte è sempre stato incapace di usare le parole, anche se quando è inkazzato le parole le sa usare fin troppo bene. La mattina di domenica mi sono svegliata con un enorme mazzo di fiori del mio colore preferito, il mazzo di fiori più grande che io abbia ricevuto, e una lettera di scuse che non era proprio il massimo (trattasi sempre di un ingegnere) ma che denotava comunque un certo impegno e un certo rammarico per quanto successo. Aveva architettato tutto con l'aiuto di Primogenita che è andata a prendere i fiori e li ha nascosti mentre io stavo con lui. Da domenica è passato qualche giorno, ci siamo riavvicinati e le cose vanno decisamente meglio. Non è proprio la quiete dopo la tempesta, siamo un po' in quella fase in cui si intravede anche un bel arcobaleno. Una volta non era così, la mia memoria era davvero fin troppo salda e cose dette potevano ferirmi per troppo tempo. Ora ho imparato che Mr D. è diverso da me. Io quando dico una cosa, anche nella rabbia più rabbia, è perché la penso davvero, lui quando si arrabbia dice cose che non pensa solo per ferire oppure le pensa ma non così pesantemente e poi comunque a mente lucida si pente. Ora ho imparato a lasciar correre, a dimenticare, e magari mi ci vogliono ore, a volte giorni, forse settimane (anche se così tanto non mi ci è ancora mai voluto) ma poi torna l'arcobaleno.

venerdì 13 marzo 2026

Così così

In quasi vent'anni di relazione (eh sì, a giugno saranno venti) gli alti e bassi si susseguono con ritmi tutt'altro che regolari ma è la normalità, nulla di strano. Quello che è strano, a sto giro, è la lunghezza del basso. Di solito infatti i nostri periodi bui bui, quelli proprio in cui non esiste zona grigia ma solo “buiame” (cit.) non durano più di 3 o 4 giorni. Attualmente abbiamo quasi raggiunto i dieci giorni, un record. Non ho voglia di stare qui a spiegare cosa sia successo, fra i vari perché e per come, anche perché questa situazione mi rende triste. Triste è la parola giusta. Ieri ero seduta sulla panchina dello squallido parchetto e mi domandavo quale sentimento mi predomina ora. Era un esercizio che avevo iniziato a fare durante il periodo in cui andavo dalla Psicocosa perché mi aveva fatto rendere conto che non ero capace di categorizzare i miei sentimenti negativi, buttandoli sempre in un calderone. Per cui ci ho messo un pochino, mentre Birullulo giocava coi suoi amici a chi ce l'ha più grosso (il bastone di legno trovato al parco, ovviamente), a capire. Non è rabbia, è passata. Non è nervoso o frustrazione. E' proprio tristezza. Ora aspettiamo che passi (perché purtroppo Mr D. non è molto da dialogo tranquillo e pacato) anche se tutto mi sembra così eterno.

martedì 7 ottobre 2025

Tecniche sopraffine

Con tre figli sul groppone di tre età così disparate fra loro si può solo immaginare la mole di persone che siamo venuti a conoscere nell'arco di 17 anni. Fra nido-materna-elementari-medie e superiori conosciamo una infinità di persone ma purtroppo non è una qualità di Mr D. riuscire a ricordarsi di tutte. Io grazie al cielo ancora ho una buona memoria in queste cose ma Mr D. che non l'ha mai avuta, arriva a fare strafalcioni degni della migliore soap opera americana. Al di là del fatto che dimentica nomi e facce di amici anche intimi dei nostri figli, se si allarga tutto ai genitori ecco che la possibilità di fare figure di m. diventa esponenziale. Proprio per questo, negli anni è stata affinata una tecnica quasi infallibile che gli permette di non scivolare nel ridicolo-scortese e sabato sera è stata messa in atto con tutta la nonchalance possibile. Invitati a un cinquantesimo di una mamma di una amica di Primogenita delle elementari, abbiamo subito compreso che siamo stati due dei pochi eletti. La festa racchiudeva non più di una ventina di persone, alcune sconosciute altre invece note. A metà serata, mentre si mangiava, beveva e chiacchierava, varca la soglia una coppia inaspettata. Sorrido nel vederli e esclamo “Eh guarda chi c'è!”. Mr D. si volta, occhi spalancati, terrore sul volto. “Oddio! Li devo salutare? Li saluto? Li conosciamo?”. Sempre sorridendo guardando da tutt'altra parte che non sia la faccia di mio marito sussurro un SI deciso nella speranza che mi senta lui ma non il resto del mondo. Lo vedo alzarsi, tendere la mano ed esclamare un “Cariiiiiissimi!!!”. Sarebbe stato tutto bello se a questa scenetta non avessero assistito gli altri amici presenti di fianco a noi che si son fatti tutti una sonora risata.

mercoledì 10 settembre 2025

Il mio compagno di vita

Io sono davvero fortunata. Non so se si possa in realtà chiamare fortuna, caso, destino o c'è un qualche disegno superiore già prestabilito e scritto. Certo è strano come una serie di fortuiti eventi, una serie di scelte casuali e spontanee mi abbiano portato ad avere Mr D. come compagno di vita. E' stato tutto un incastro, decisioni prese al volo al posto di altre forse più logiche e sensate. Ma queste decisioni fanno di noi NOI. Ho perso il conto di quanti compleanni abbiamo festeggiato insieme ma si aggirano intorno alla ventina. Ognuno è stato speciale non tanto per quello che si è fatto, per dove si è stati o con chi si era, ma perché lo si è sempre celebrato insieme. La vita non poteva regalarmi un compagno migliore. Buon compleanno, Amore mio.

giovedì 26 giugno 2025

Senilità precoce

“Mr D.? Visto che sei uscito dal bagno per favore spegni la luce”

“Uffa!!! Se ho lasciato acceso significa che devo tornarci!!”

“Ok... scusa”

“Oh. Beh, ma chi c'è in bagno che ci devo andare io?”

… … ...

giovedì 5 giugno 2025

+19

Buon anniversario a me e a Mr D. che in un modo unico e tutto nostro siamo insieme dal 6-6-06. Diciannove anni di amore, bisticci e felicità.

martedì 20 maggio 2025

Karma

Oggi Mr D. ha preso l'aereo per andare a Palermo coi suoi amici, una toccata e fuga di una giornata per mangiare pesce, farsi il bagno e stare in compagnia mentre io sono venuta a lavorare, più tardi mi occuperò del pranzo, di andare a prendere Birullulo, della cena, della messa a letto. Ecco. Peccato però che Mr D. che abbia preso lo zaino con cui di solito andiamo a fare i picnic senza rendersi conto che dentro c'era ancora un coltello che noi usiamo per tagliare le bucce delle mele. Vi lascio immaginare lo sguardo degli addetti alla sicurezza, le perculate dei suoi amici, la vergogna di Mr D. Io lo chiamo karma.

mercoledì 9 aprile 2025

Breve storia triste

“Ehi Secondogenita!!”

“Sì, papà?”

“Ma non sei felice? Stiamo entrando al tuo primo concerto! Io me lo ricordo il mio primo concerto... Enrico Ruggeri!”

“Chi?”

FINE.

domenica 6 ottobre 2024

martedì 21 maggio 2024

Il regalo di compleanno

Ma c'è di buono che al momento giusto tu sai diventare un altro”: sono queste le parole che, sulle note di una famosissima canzone di Mina, ho cantato a Mr D. durante il nostro matrimonio. Sono passati quasi vent'anni da quando ci siamo baciati per la prima volta ma ad oggi sono ancora le parole più vere che possano esserci per descrivere il nostro rapporto. Mr. D. è un personaggio che spesso si dimentica di farmi il regalo per il compleanno, per il natale o per le ricorrenze normali. A volte a stento si ricorda di farmi gli auguri a voce, figuriamoci con qualche pensiero. Ma a sto giro, il giorno del mio compleanno si è presentato con una piccola scatolina con dentro un anello. Nessuno mi aveva mai regalato un anello prima. Sì, c'è stato l'anello di fidanzamento ma quello era per chiedermi qualcosa. Quando l'ho aperto mi ha spiegato che lo ha scelto con tre spirali proprio perché sto attraversando un periodo molto brutto e voleva qualcosa che ricordasse un abbraccio, un abbraccio da portarmi sempre dietro nei momenti di sconforto, un piccolo segno del grande amore che che ci lega. Ah niente, mi sono messa a piangere come una fontana perché inoltre sa che non indosso quasi nulla, ma le poche cose che porto le metto perché hanno un significato profondo. Lo amo.

martedì 13 febbraio 2024

Il barbatrucco

Dopo 18 anni a stretto contatto col mio attuale marito ho capito come fargli fare i lavoretti di casa: iniziare a farli io. Basta che mi veda con un cacciavite in mano, con un martello o con qualsiasi altro utensile che si precipita a togliermeli di mano e inizia la riparazione. Interessante... mooooooolto interessante.

martedì 19 dicembre 2023

Breve storia triste ovvero La poesia del matrimonio

“Ma Spetti! Sarebbe bello se andassi a San Remo”

“Eh se vabbeh”

“Beh, ci sono andate anche le tardone eh”

… … …

“Potresti fare come la maiala di Sing”

… … …

“Sì. Sei la maiala di Sing”.

Fine.

lunedì 11 dicembre 2023

Breve storia triste a Parigi scorso anno ovvero Mio marito e le lingue

“Sir? Do you want to eat here o take away?”

“Ehm... CARD... I want to pay with CARD”

“Yes sir. But do you want to eat here?”

“No money!! CARD! CARD!”

“Yes but H-E-R-E or A-W-A-Y”

“C-A-R-D!”

E fu così che intervenni io.

Fine.

Breve storia triste a Barcellona ovvero Mio marito e le lingue

“Ma... Mr D.? Perché hai risposto di sì?”

“Perché mi ha chiesto se pagavo col pos”

“Ehm... no Amore. Ti ha chiesto se volevi il menù dei dolci”

“No no no!!! Sono sicuro! Mi ha chiesto se pago col pos!”

E fu così che portarono il menù dei dolci.

Fine.

venerdì 3 novembre 2023

Poesia pura

Mr. D. non è mai stato molto sentimentale, ma ultimamente sta superando sé stesso:
 

mercoledì 11 gennaio 2023

Ieri

Ieri mi sono presa mezza giornata libera per andarmi a comprare un pochino di cose. Nonostante io sia una persona normale, mi vedo sovrappeso e per me vestirmi è un'agonia. Per fortuna che in casa nostra ci sono solo due specchi nei quali si vede giusto il volto perché sennò andrei giù di testa (o forse mi aiuterebbe... chissà). Nel mio armadio attualmente ci sono:

  • un solo paio di jeans

  • un leggins nero

  • due maximaglie che fanno sia da maglie che da vestito

  • una maglietta a maniche lunghe

  • una giacca piumino primaverile (ahimè, quella invernale si è rotta e così io pedalo con zero gradi fuori conciata così)

Un po' poco, lo so, specie perché quando non riesco a fare la lavatrice e ho due cose sporche poi non ho nulla da mettermi. Ma ogni volta che vado in giro per cercare di comprare qualcosa per me torno a casa a mani vuote con una gran tristezza nel petto e le lacrime agli occhi. Ieri ero partita carica, con le idee chiare in testa e ho chiesto a Mr D. di accompagnarmi perché so che con lui è tutto più semplice e ha davvero un buon gusto nel vestire. Abbiamo chiacchierato, passeggiato, fatto colazione al bar e saremo entrati in una decina di negozi. Ma niente. Mr D. nel frattempo mi ha chiesto se si poteva sfogare su mio padre e poi ha iniziato a sparare a zero. Me lo ha chiesto gentilmente dicendo poi che si sarebbe zittito per un'altra decina di anni, come ha sempre fatto. Io gli ho detto sì forse perché ho bisogno di sentire anche qualcuno che non lo difenda sempre, come faccio io. Perché alla fine mi rendo conto che, non so se sia per autodifesa o per altro, trovo sempre un modo per giustificare le sue azioni. Credo che Mr D. sia andato avanti un paio d'ore e all'inizio ho faticato a capire se questa cosa mi faceva stare solo male o mi potesse servire davvero. Perché mentre lui parlava in automatico mi partivano delle scuse, delle giustificazioni, delle assurdità. Mr D. però ha sempre avuto il dono di farmi cadere dal pero per quanto riguarda i miei genitori che evidentemente io ho sempre protetto e idealizzato. Celebre fu la sua osservazione su mia madre e la sua pasta al pomodoro (vi racconterò tutto in un altro post). Mentre passavano queste interminabili ore di shopping andato miseramente a vuoto e parole dure contro mio padre, mi son resa conto che Mr D. fondamentalmente ha ragione. Magari non per tutto, ma per una buona parte sì. Non per tutto, è chiaro, perché alla sua affermazione “Dovresti inkazzarti con lui e vomitargli addosso tutto quello che provi, non tanto per te ma soprattutto per i nostri figli” io gli ho risposto facendogli notare che è proprio per loro che me ne sto buona buona (oltre perché forse non sarei capace di non farlo) e ha dovuto darmi ragione.

Insomma, gira e rigira sono tornata a casa come sempre: a mani vuote con una gran tristezza nel petto e le lacrime agli occhi. Sarà per la prossima... spero.

mercoledì 7 dicembre 2022

Breve storia triste

Ieri sera Mio marito per spiegare il momento angolare a me e ai suoi figli ha iniziato a girare in tondo sulla sedia di Sbibulina. Ha girato una volta e poi si è recato in bagno perché gli veniva da vomitare. Fine.