giovedì 30 dicembre 2021

Il solito buon proposito

Alla fine sono sempre lì, mi ritrovo a pensare a cosa vorrei per il nuovo anno e sono sempre sempre lì. Il mio desiderio, il mio buon proposito, quello che quando guardo una stella cadente esprimo chiudendo gli occhi è sempre lo stesso: guarire dai dca. Ma quest'anno, purtroppo, sono meno ottimista perché parto già col desiderio (malsano per tutta una serie di ragioni) di voler perdere peso e questo per me vuol già dire che ci sono ancora dentro.

Ps: teoricamente da lunedì sarò in ferie per cui ci vedremo fra una decina di giorni. Dico teoricamente perché sono venuta a contatto con una persona positiva e ho un tampone a breve. Sperém

mercoledì 29 dicembre 2021

I momenti più belli

Ognuno di noi ha il proprio momento preferito della giornata. I miei sono due e rispettivamente l'inizio e la fine.

INIZIO: Dopo essermi svegliata assai rinconglionita da una notte di solito non proprio serena, barcollo verso il frigorifero, riempio un biberon di latte, lo scaldo, prendo il cinno urlante che reclama la sua colazione, mi metto sul divano, lo adagio su di me e gli tappo la bocca per farlo mangiare. E allora lì avviene la magia. Per tutto il tempo in cui è impegnato a riempirsi lo stomaco Birullulo si abbandona su di me, si fa sbaciucchiare, coccolare ed è docile e dolce come un agnellino. Sfioro i suoi capelli morbidi con le mie labbra, accarezzo le sue manine, osservo i suoi piedini contorcersi e sorrido al pensiero di quanto sia immenso l'amore che provo per lui.

FINE: Dopo aver svolto le faccende di casa e aver messo a letto Birullulino arriva il mio momento. Solo mio. Cioè in realtà ERA solo mio fino a una settimana fa. Ora si è trasformato in un momento nostro, solo nostro, tutto al femminile. Prima che piombassero nel mio momento, io mi mettevo sul letto con solo la lampada di sale accesa, aprivo il mio bel libro e per una mezzoretta ero solo io, sul mio lettone, immersa in un mondo bello e parallelo. All'inizio si è intrufolata Primogenita, accanita lettrice quasi quanto me mentre Sbibulina leggeva ad alta voce qualche storiella con suo padre sul divano. Poi ha provato ad unirsi a noi ma è stata malamente cacciata dalla sorella perché il silenzio durante la lettura è d'oro. E così Sbibulina si è impegnata ed esercitata, ora riesce a leggere in silenzio e il momento che prima era pura e semplice lettura in solitudine e calma, si è trasformato in una sorta di raduno femminile sul lettone: alla mia destra Primogenita con Percy Jackson, alla mia sinistra Sbibulina con Le cronache di Narnia e in mezzo io che mi leggo per la duecentesima volta un Harry Potter. Stiamo strette come salamine ma la tranquillità, la luce soffusa della lampada di sale, il fruscio delle pagine che scorrono trasformano quel particolare momento in qualcosa di unico e meraviglioso che scalda il cuore. Io, la mamma che non vedeva l'ora di mettere a letto tutta la figliolanza il prima possibile, ora vorrei che le mie figlie rimanessero sveglie con me fino a tardi nella speranza che quel momento non finisca mai.

martedì 28 dicembre 2021

I miracolati

In due anni pieni di pandemia chi è riuscito a non prendersi il covid ormai è considerato un miracolato. Noi in quanto famiglia di 5 lo siamo davvero. Io, Mr D. e Primogenita siamo vaccinati, Sbibulina e Lollino ovviamente no. Il nostro miracolo si è intensificato due mesi fa, quando si è scoperto che entrambe le compagne di banco di Sbibulina erano positive e lei se ne stava beatamente in mezzo. Una delle due, fra parentesi, era anche la sua migliore amica con la quale si sbaciucchiava, si abbracciava, si coccolava tutto il tempo anche fuori dalla scuola nonostante i numerosi moniti di noi genitori. Lei ne è uscita indenne, non si sa come. Il miracolo si è ripetuto un paio di settimane fa quando sono stata per più di un'ora in una stanza chiusa senza mascherine con una persona positiva sul posto di lavoro. Anche io ne sono uscita miracolosamente indenne. Il miracolo ha fatto tripletta questa settimana con Primogenita. I due terzi della sua squadra di pallavolo sono risultati positivi, pallavolo sport di contatto ci sta. Tutti toccano la stessa palla, si danno il cinque, si urlano a vicenda sputacchiandosi allegramente e condividono lo stesso spogliatoio. Due di queste ragazze sono carissime amiche di Primogenita e si vedono anche al di fuori degli allenamenti, aumentando la probabilità che mia figlia se lo fosse in qualche modo beccato. Ieri il risultato negativo del test ci ha fatto davvero strano, aprendoci la possibilità di andare comunque in montagna (ipotesi che, dopo i mille messaggi di positivi in squadra, stava ormai pian piano sfumando). Trattasi di culo, secondo me.



lunedì 27 dicembre 2021

Aaaaaaahhhhcqua

Birullulo ha una vera e propria passione per l'acqua, oltre che per i mandarini ma vabbeh. Gli piace, la chiede spesso con mimica chiara e precisa e alla fine di ogni bevuta fa sempre la stessa cosa ovvero un sonoro, soddisfatto, verso degno del più rozzo sommelier: AAAAAAAAHHHHHH. Infine ieri, dopo mesi e mesi di solo Mamma e Papà, ha sciolinato la sua terza parola. Ha chiamato la sorella grande? La sorella piccola? Il suo Babau? Il ciuccio? No, ha chiamato la sua cara, vecchia, dissetante e immensamente adorata ACCA.

Dreaming marathon

Francamente sono assai demoralizzata. Uno dei miei sogni nel cassetto sarebbe correre la maratona. Ogni volta che mi decido a intraprendere questa strada succede qualcosa e alla fine sono costretta a lasciar perdere. Anche a sto giro guardo la maratona con gli occhi luccicanti colmi di desiderio. Ma ogni volta che mi appresto a correre per più di 8 km eccolo lì, il mal di testa post-corsa, un mal di testa così forte che sono costretta a drogarmi. Dapprima (come scritto qui) ho provato con la postura che però si è rivelata utile nelle piccole distanze, poi me ne sono infischiata e ho iniziato a tachipirinarmi con il risultato che un giorno sì e uno no ero costretta ad assumermi due pasticcazze e immagino che il mio fegato e il mio stomaco a lungo andare potrebbero risentirne. E allora che fare? Come posso continuare se sto sempre male?

mercoledì 22 dicembre 2021

Funzionano ste kazzo di pecorelle, o no?

Questa notte ho dormito tre ore. Mi sono addormentata alle due e mezza e mi sono svegliata alle cinque e mezza. Birullulo non c'entra nulla, si è svegliato tre volte ma si è riaddormentato immediatamente (e per fortuna direi, conoscendo l'universo avrebbe potuto benissimo farlo stare sveglio proprio nelle ore in cui sarei riuscita a dormire). Insomma, tre ore sono un po' pochine. Eh. Pensieri su pensieri su pensieri. Du maron.

 

ps: BUON NATALE A TUTTISSIMI 💜

martedì 21 dicembre 2021

No, non funge

Il diario alimentare non funziona e credo sia dovuto al fatto che comunque di base c'è una regola: quella di scrivere e annotare tutto. E avendo vissuto per decenni con regole alimentari ferree dettate dalla malattia, e avendo vissuto decenni con regole alimentari infrante a causa della malattia, forse a sto giro non è la strada giusta, non so . Ho retto per un giorno e mezzo e poi nella mia testa è scoppiato il caos e allora ciao ciao. Ieri sera mi sono ritrovata a piangere quando avevo ancora tutti e tre i figli svegli, le grandi che litigavano e il cinnazzo che urlava a un pupazzo, ero stanca che sarei svenuta e avevo il gatto che, approfittando del fatto che nessuno aveva sparecchiato, era riuscito nell'impresa di rubare un pezzo di spiedino di pollo da un piatto abbandonato inzaccherandomi il pavimento di pezzettini scivolosi di carne smaciullata. Ci sono giorni che prendo tutto con immensa tranquillità e riesco a vedere il mio mondo nel giusto modo, con gli occhi dell'amore e con la felicità per questo periodo che so che non tornerà più, un periodo fatto di caos e condivisione, di baraonda e famiglia. Ma ci sono giorni, come ieri, in cui non riesco a trovare un equilibrio e la cosa mi distrugge perché questi momenti non torneranno, so che sono gli anni migliori in cui godermi la mia famiglia e io amo la mia famiglia più di qualsiasi cosa al mondo, amo immensamente Mr D. e i miei figli sono quanto di più bello e meraviglioso io potessi mai avere.

Il meccanismo Pollyanna

Nasce sempre da lì il mio problema principale: nella mia testolina tutto quello che faccio è il minimo che io possa fare. Non importa se tiro avanti una famiglia, una casa, tre figli, il lavoro, lo sport, la musica e mille altre cose. Quello è il minimo, è la base da cui partire. So solo io quante strigliate mi sono presa all'epoca dalla Psicocosa che continuava a ripetermi che in realtà quello che io considero il minimo dovrei considerarlo il massimo. Gira e rigira siamo sempre lì. Quando sto male guardo alla mia vita e penso di non aver nulla per cui lamentarmi, che va tutto bene, che sono fortunata, che in fondo non è che faccio poi tutto sto granché. Ecco come la vedo io normalmente e ricordo benissimo cosa mi diceva la Psicocosa e tutto il suo discorso Meccanismo Pollyanna (vedi post qui). Visto che ricordo qual'era stato il lavoro che mi aveva fatto fare la Psicocosa ecco che dovrei essere più obiettiva e dire:

  • Tre figli. Tre figli sono impegnativi, è inutile che io ci giri intorno. Sì sì è vero che la grande è grande e che è autonoma, ma è pur sempre un impegno in termini psicologici, più che fisici. E' vero che la mezzana se la sgavagna da sola ma Sbibulina ha un carattere impegnativo, diverso in tutto e per tutto dalla sorella, e le sono costantemente dietro (caratterialmente parlando)per cercare di educarla come credo sia meglio per lei. Birullulo è vero che è sostanzialmente un bimbo buono, ma è molto molto impegnativo. Di giorno è un vulcano di energia e la maggior parte del tempo o piange perché non riesce a fare una cosa che si è messo in testa di fare o perché vuole che qualcuno stia con lui a giocare. Durante il pasto, che è sempre solo ed esclusivamente mia prerogativa anche se lascerei volentieri questa incombenza a qualche d'un altro (ma chissà perché nessuno mi aiuta mai) l'80% delle volte diventa un piccolo demone infuriato e cambiargli il pannolino dovrebbe essere considerato uno sport olimpico degno della lotta libera. Di notte va meglio ma comunque si sveglia sempre due o tre volte e capita che io passi anche un'ora e oltre nel lettino con lui perché non vuole che io me ne vada, ranicchiata a farmi tirare delle sberle in faccia alle 4 del mattino perché vuole accertare la presenza materna

  • Mr. D. è un ottimo papà, è un meraviglioso papà. E lo amo immensamente per questo. Lo amo e basta, l'ho sempre amato e continuo ad amarlo tantissimo. Ma è innegabile che con l'arrivo di Birullulo le cose siano di nuovo cambiate, l'intimità fra noi sia quasi sparita e i momenti per noi siano ridotti a zero. Questa è un po' una novità. Con la mia fortissima fobia di essere abbandonata ho sempre fatto in modo, con la nascita delle prime due, di trovare del tempo per noi, a costo di fare i salti mortali. A questo giro no, lo ammetto. Se da un lato è una cosa assai positiva (si può dire che la mia super paura dell'abbandono stia migliorando) dall'altro porta il fatto che ci siamo allontanati. So che è normale e che tutto rientrerà nei ranghi, ma la cosa mi pesa. E molto. E so anche che non è giusto che la responsabilità del nostro rapporto ricada solo su di me, ma per quanto Mr D. sia un papà molto affettuoso, non si può dire altrettanto come marito. Diciamocelo: come marito è un vero orso.

  • Il lavoro. E' vero che lavoro solo mezza giornata ma è anche vero che ultimamente non va per niente bene. Da un po' di tempo sono cambiati i vertici, è cambiata l'organizzazione interna radicalmente fino ad intaccare quello che era uno pseudo-equilibrio. Infine l'amministratore ha fatto cenno un paio di volte alla liquidazione e due settimane fa ha indetto una simpatica riunione con tutte noi (siamo in 4) per dirci che una di noi dovrebbe essere licenziata. Per il momento siamo riuscite a convincerlo a fare un contratto di solidarietà a tutte, riducendoci le ore e lo stipendio (che fra parentesi sarebbe un problema visto la mia situazione bancaria decisamente messa male) ma ho la netta e fondata sensazione che a primavera qualcuna se ne andrà. Io sono dentro da molto tempo, ho moltissime ferie arretrate e tanta maternità ancora non usufruita per cui è improbabile che sia io a perdere il posto, ma è innegabile che meno ore di lavoro con la stessa mole di cose da fare portino il caos. Se poi se ne andrà anche una di noi, il caos sarà ancora più catastrofico.

  • La casa. Casa mia è il caos, un caos che io cerco sempre di arginare mettendo a posto e pulendo il più possibile senza però arrivare ai nervi. E' vero che Mr D. ogni tanto mi aiuta, magari sparecchiando e facendo la lavastoviglie, è innegabile però che il 90% lo faccia io. Forse il 95%. E' un impegno non da poco, che si riduce a farmi schienare anche alle nove di sera quando non vorrei fare altro che spalmarmi sul divano e perdere i sensi

  • Lo sport. Lo sport è la mia valvola di sfogo, mi serve, mi piace e lo faccio almeno tre volte alla settimana. Ma se guardo bene in faccia a questa realtà, per poter fare sport e ricavarmi quell'oretta tolgo del tempo al relax, o meglio tolgo del tempo a fare le cose con più calma. Mi ammazzo per riuscire ad andare a correre, con il freddo e con il gelo, per poi passare il resto del giorno stanca e distrutta, magari col mal di testa, mentre cerco di portare avanti le cose che avrei dovuto fare quando ero in giro a correre. E perché faccio sport allora? Perché mi piace? Forse, ma forse rimane alla base una compensazione. E non va bene, non va affatto bene.

  • Mio padre. Sì sono fortunata ad avere ancora un papà, sono fortuna a non essere stata del tutto abbandonata da lui. Ma la realtà è che lui non si ricorda di me, non si ricorda di avere una figlia e quando lo sento per telefono io non esisto. Esempio? Settimana scorsa l'ho chiamato e gli ho detto di essere in attesa di un tampone perché sono stata un contatto stretto molto stretto di una persona positiva. Non mi ha neanche chiesto come stavo, mi ha semplicemente detto che aveva prenotato la terza dose. Fine. Grazie dell'interessamento papà. Ora si avvicina il Natale e neanche mi ha chiesto di vederci.

  • Mia madre e mia nonna. Io voglio bene tantissimo ad entrambe, mia madre mi sta dando davvero una mano un po' in qua e un po' in la ma è innegabile che entrambe siano delle persone estremamente ansiose, che mi chiamano duecento volte al giorno elencandomi tutti i loro mali del mondo come se stessero morendo da un momento all'altro. Dopo quarant'anni di allerte in cui non abbasso mai la guardia (metti caso che a sto giro stiano morendo davvero non me lo perdonerei) inizio ad essere stanchina

Spero di aver finito. Ma mica ne sono così sicura eh...

lunedì 20 dicembre 2021

FAILED

Venerdì sera mi sono ritrovata sola a casa con la figliolanza e non ho retto, sono caduta. Non cadevo così in basso da mesi, forse anni. Mi sono abbuffata come sempre ultimamente ma invece di fermarmi lì non sono riuscita a contrastare la malattia e ho vomitato, e tanto. Sono tantissimi i sentimenti che ho provato nel giro di pochissimo tempo: delusione, tristezza, angoscia, ansia. La sensazione di essere di nuovo laggiù nel pozzo come se non fosse successo nulla in questi anni, come se non avessi affrontato alcun percorso riabilitativo. A cosa è servito? Una differenza sostanziale sicuramente la noto: le paranoie. Mentre prima l'impulso di vomitare e di compensare era sempre legato alla paranoia per il mio fisico, ora è tutto slegato, quasi senza senso, lì per ricordarmi che il mio malsano rapporto col cibo è un enorme sirena d'allarme per farmi comprendere che qualcos'altro non va. Non che questo mi aiuti a sentirmi meglio eh, ma è già qualcosa. Il tentativo di settimana scorsa (vedi post qui) è miseramente fallito dopo tre giorni portandomi poi nel buio più totale. Credo che la delusione e la tristezza siano stati i sentimenti predominanti, come se non fossi capace, come se la malattia fosse colpa mia, di nuovo. La tristezza e la disperazione sono venute quasi subito dopo perché è palese che io abbia di nuovo bisogno di aiuto, è evidente che devo ricominciare di nuovo, ancora, e che nulla è finito. Lo so lo so, non si guarisce mai completamente dai disturbi alimentari, ci si ricasca, è cosa nota, ma per qualche motivo speravo non succedesse a me. E non ne ho voglia. Non ancora. Non di nuovo. Poi sono andata a spulciare il blog per ritrovare il punto di inizio e ho trovato questo post qui di agosto 2018 (2018... due anni e mezzo fa) e ho deciso che è bene ricominciare da lì, o meglio da un pochino prima perché purtroppo mi rendo conto che sono pronta solamente (e neanche del tutto) ad affrontare i primi due step di questa microlista:

1° step: mangiare lentamente

2° step: riconoscere la fame, riconoscere la sazietà e assegnare a entrambi un valore da 1 a 10 prima (nel caso della fame) e dopo (nel caso della sazietà) i pasti

Se ci penso mi viene da piangere. Se penso di dover ricominciare tutto da capo mi viene da piangere. Se penso che sono lì, ancora lì, sempre lì mi viene da piangere. Ma oggi ho trasformato il quaderno della felicità nel quaderno del diario alimentare e ho ricominciato da capo, di nuovo.

martedì 14 dicembre 2021

PER ME

Non so se per tutti gli esseri umani sia così ma non credo. Io per stare bene mi devo impegnare, impegnare sul serio. Mi devo concentrare ogni giorno, ogni ora, ogni minuto, ed è una cosa che se da un lato porta beneficio ovviamente ma dall'altro stanca. Non ricordo esattamente cosa mi aveva detto la ma Psicocosa a riguardo, credo comunque fosse dovuto al fatto del mio passato non proprio bello, ma ricordo che comunque ci avevamo lavorato sopra anche se non ricordo come. Qualche settimana fa avevo postato uno scritto per quanto riguarda i dca e il fatto che purtroppo sono tornati a farmi visita in questo periodo non proprio bello ma ultimamente stanno prendendo, ahimè, di nuovo il sopravvento e così ieri ho preso un giorno di ferie con due unici intenti: rilassarmi e andarmi a comprare un piccolo quaderno. Può sembrare banale il relax, ma in realtà il mio primo impulso sempre e comunque è la compensazione per cui la prima cosa che io farei normalmente è prendermi un giorno di ferie e passarlo a fare sport. Ovviamente ci avevo pensato, avevo già programmato dove andare e quanto tempo spenderci (ovvero tutto) ma poi mi sono imposta (sì, è il termine giusto) di non farlo, di farmi solo una corsetta di un'oretta a ritmo lento per rilassarmi e così ho fatto. Sono stata brava, me lo posso autodire. Molto molto molto bragva. Il secondo intento era il quadernino. All'inizio avevo pensato alla necessità di fare di nuovo un diario alimentare impostato come quelli in terapia ma già avevo in testa quell'altra malefica vocettina che mi insinuava il fortissimo sfrenatissimo desiderio di farlo per tenere sotto controllo il cibo in tutte le sue sfacettature e così con grande grandissimo grandissimissimo sforzo ho cambiato rotta e ho comprato un piccolo quaderno con su scritto Today I choose happiness e ho deciso di dedicarlo al mio impegno sulla felicità. Ci annoto sempre e comunque il cibo perché è il mio tallone d'achille ma non cosa come quando perché le calorie i valori e blablabla ma annoto se una cosa mi è piaciuta, se sono riuscita a gustarmela e se mi ha reso felice o angosciata. E poi ci annoto anche tutta una serie di cose per me. Per me. Che strano... PER ME. Tipo che ieri sono riuscita a darmi lo smalto, non lo facevo da almeno un anno e mezzo e la cosa mi ha reso felice. Di fianco ad ogni annotazione ci faccio una faccina che può essere sorridente, triste o a metà. Ieri ho totalizzato tre faccine felici e una faccina a metà. Non male direi. Se ci penso bene mi pare assurdo che io debba per forza tenere una sorta di diario per stare bene, che mi debba davvero impegnare per ricordarmi di concentrari quando mi metto a tavola senza perdere la bussola, mi pare assurdo e anche triste a dire la verità ma così è, non ci posso fare niente e non posso agire diversamente. Tanto le cose non si risolveranno magicamente da sole per cui tanto vale rimboccarsi le maniche. Bisogna solo vedere quanto reggerò.

giovedì 9 dicembre 2021

Nei miei panni

Ieri sera non stavo bene. Anzi, diciamo bene come stanno le cose: sono due settimane che non sto bene e ieri sera sono crollata in preda ad accessi di tosse. Verso le sei e tre quarti sono andata da Mr D. il quale mi ha detto di mettermi a letto mentre lui si sarebbe occupato della figliolanza. E così gli ho elencato le cose da fare:

  • far ripetere scienze a Primogenita perché oggi avrebbe avuto una verifica molto importante

  • far ripetere scienze a Sbibulina perché essendo ancora piccola si inventa i termini e a volte anche la materia fisica dell'universo

  • cucinare una semplice pastina insipida (ancora non mangia il sale) con verdure lesse e cubetti di formaggio a parte per Birullulo

  • dare da mangiare a Birullulo il quale cena alle 19

Fine. Non mi sembrava particolarmente complicato. Mi sono infilata a letto e ho passato quarantacinque minuti in preda ad attacchi di tosse e starnuti.

Alle 19.30 il caos. Il caos totale. Sento Primogenita che urla cose confuse e sbatte la porta mentre Birullulo piange come un pazzo. Mi alzo e la scena è la seguente: Primogenita è inkazzata nera perché il padre non l'ha fatta ripetere mentre Birullulo si dimena sul seggiolone come un disperato.

“Ma... Mr. D. cosa sta succedendo?”

“Basta! Mi sono rotto!!!”

“Ma che succede?”

“Abbiamo troppi figli! Sono troppi! Troppi!!!”

“Mi spieghi con calma cosa sta succedendo?”

“Primogenita strippa, strippa strippa e strippa pure questo qui!”

“Ma scusa perché Primogenita strippa?”

“Perché non sono riuscito a farla ripetere”

“E cosa hai fatto scusa?”

“Ho fatto ripetere solo Sbibulina. E scusa eh! Come faccio a fare due cose in una sola volta? Eh? Me lo spieghi? E poi visto che questo strippava gli ho preparato da mangiare anche se in ritardo eh. Ma basta! Io ci rinuncio! Non vuole mangiare!!! Basta io me ne vado!!”

“Beh, forse non vuole mangiare perché è tardi ed è stanco”

“Non mi interessa! Basta!”

“Ma... ma... ma... Mr. D. Ma cosa gli hai cucinato?”

“La pasta col sugo delle seppie di mia madre”

… … …

“Come scusa? Mi stai dicendo che gli hai preparato la pasta con un sugo grondante di olio, pieno di sale e che sa di pesce?”

“Sì e allora? Non vuole mangiare basta! Io mi sono rotto! Me ne vado!”

… … …

“Scusa?”

“Me ne vado, basta! Me ne vado! Esco! Gli vado a comprare il latte in polvere!”

“Ma... Amore... ha un anno. Il latte in polvere si da ai neonati. Tuo figlio ormai mangia di tutto, basta solo fargli cose semplici”

“Non mi interessa! Basta! Io me ne vado! Io esco!”

Prende e se ne va. Bah. Dieci minuti dopo è tornato, io nel frattempo avevo cucinato la pastina con le verdure lesse, fatto ripetere Primogenita e stavo dando da mangiare a un Birullulo pienamente soddisfatto. Non ha retto neanche 45 minuti, 45 minuti in cui per una sera ha fatto quello che io faccio tutti i giorni. E' proprio vero che gli uomini non riescono a fare due cose in contemporanea. Sicuramente il mio uomo no.

Punti di vista filiali

Primogenita – guardando Frozen

“Oh mamma! Assomigli troppo a Swen. Non vedi? Sei stupida uguale! Guarda che facce che fa! Come le tue!”

Sbibulina – a messa

“Oh mamma! Come te! Senti cosa dice il Don? Maria ama intensamente e liberamente. Come te!”



lunedì 6 dicembre 2021

E la notte la notte

Non so se è perché son stata fortunata con le altre due. Entrambe le ragazze si svegliavano, prendeva il ciuccio, il loro babau e si riaddormentavano da sole nel loro lettino. Capitavano delle notti in cui si svegliavano duecento volte, come capitavano delle notti migliori. Birullulo invece no. Lui si sveglia e vuole me, solo me, vuole toccarmi la faccia, sradicarmi i capelli, ficcarmi le sue ditine dentro agli occhi. Lo so, è il suo modo per rilassarsi in assenza del seno che ho dovuto toglierli una settimana fa a causa della necessità di drogarmi causa influenza. Vuole la mia presenza il mio respiro, le mie braccia. E non si riaddormenta. No. Lui non lo fa. Questa notte è stato sveglio dalle 3,30 alle 5,30 mentre io, stanca e sconsolata, piangevo in silenzio con la sua manina che mi tirava le labbra. E Mr D. non fa che peggiorare la situazione. Lui, che si sveglia dopo un'ora e mezza da quando son sveglia io, sentenzia, spara soluzione, si incazza e poi si riaddormenta subito. Avrei tanto tanto tanto tanto bisogno di un giorno tutto per me (notte compresa). Uno solo. Uno solo basterebbe. Ma so altrettanto bene che se me lo prendessi e tornassi poi alla mia quotidianità, sarebbe peggio perché avrei assaporato un po' di quella che vorrei fosse la mia normalità.

sabato 4 dicembre 2021

Un anno

Esattamente un anno fa irrompevi nella mia vita come un uragano di tenerezza. Hai sconvolto tutti i miei piani, hai messo sottosopra le mie certezze, hai rimescolato il mio cuore e distrutto le mie abitudini. Tu, con i tuoi occhi profondi e dolci, il tuo fare determinato, il tuo carattere peperino. Tu che allunghi le tue minuscole braccia verso di me per farti prendere in braccio, che cammini coi tuoi piedini stracolmi di tenerezza in giro per casa. Tu che quando mi chiami mamma mi fai scoppiare il cuore di amore, che quando mi guardi coi tuoi occhioni da cerbiatto mi sciogli l'anima. Tu, piccolo meraviglioso cucciolo, mi hai fatto capire ancora una volta quanto sia bello, unico e speciale diventare mamma. Auguri di cuore, mio immenso incondizionato Amore.

giovedì 2 dicembre 2021

La felicetristezza

Ieri mattina ho allattato per l'ultima volta ed è proprio vero che con ogni figlio è diverso. Con le sorelle ho pianto, ho pianto tanto perché l'idea di non allattare mai più nella vita mi prendeva malissimo. A questo giro invece è stato tutto molto sereno, ho guardato il mio bimbo ciucciottare per l'ultima volta con un misto di amore, nostalgia e liberazione. Perché lo amo immensamente, profondamente, incondizionatamente, ma sono davvero stanca di svegliarmi tutte le notti duecento volte e attaccarlo al seno aspettando che si riaddormenti. Complice la mia dottoressa che mi ha imposto di drogarmi visto che tossisco come uno scaricatore di porto, complice il fatto che lui è più sereno, complice il fatto che domani compie un anno e ormai è grande, ecco che è arrivato finalmente il momento per questo distacco. E io sono serena, felice ma un po' triste, di quella felicetristezza che solo una mamma davvero conosce.

lunedì 29 novembre 2021

Lo spasso

Lo spasso di avere un neonato in casa è multiplo. Sì, è vero, è impegnativo, stancante e provante, ma tutta la fatica viene lautamente ricompensata da svariati aspetti:

  • il ciao: da qualche giorno a questa parte Birullulo ha imparato a fare ciao con la manina aprendo e stringendo le dita. La prima volta lo ha fatto ad un perfetto sconosciuto in sala d'attesa dalla pediatra. Da quel momento le sorelle lo invadono con “Dai, Birullulo! Fai ciao ciao con la manina! Mi fai ciao ciao con la manina?” E ovviamente lui, da bravo saggittario, non lo fa a comando ma quando diavolaccio gli pare e piace a lui

  • il tichitichitichi: il ragazzo ormai cammina benissimo, spostandosi da una parte all'altra della casa con una sicurezza che fino a qualche settimana fa sembrava un lontano miraggio. La vista dei piccoli piedini che tichiticchettano per casa è una delle cose che in assoluto mi scalda di più il cuore

  • la febbre del sabato sera: dopo cena nel fine settimana, a casa nostra, è un po' il caos. E' il momento in cui siamo tutti riuniti, non abbiamo impegni i giorni dopo per cui possiamo rilassarcela e di solito è il momento riservato a stare tutti insieme appassionatamente. Fine settimana scorso il gioco è stato: mettiamo Birullulo dall'altra parte della stanza e vediamo da chi va. Inutile dire che il ragazzo era assai monotematico, fiondandosi nelle braccia materne nonostante i mille ostacoli che la famiglia poi ha iniziato a paragli davanti visto la monotonia del risultato. Ieri l'altro sera invece il gioco era: balliamo tutti insieme a più non posso e vediamo Birullulino che fa. Francamente mi aspettavo un neonato spaesato e mezzo spaventato e invece il ragazzo si è buttato nella mischia agitando le braccia come forsennato. Gli piaaaaaaaace

  • la trasferta: una delle cose più belle dei cuccioli è quella che io chiamo la trasferta. La trasferta in questo periodo è stata molto molto evidente in quanto il ragazzo si è addormentato tutti i giorni su di me ciuccio in bocca, aerosol in faccia e corpo fra le mie braccia. Adagiato sulla mia pancia, bastavano un paio di ciucciotti ed eccoli lì: gli occhi in trasferta. Adoro gli occhi in trasferta, il magico momento prima dell'addormentamento.

  • No: il no è una parola che i cuccioli imparano presto a riconoscere e a capirne il significato. Da bravo cucciolo maschio saggitario terzo figlio, Birullulo se ne infischia. Dapprima faceva lo gnorri, fingendo di non aver sentito. Ora si volta, ti fissa e mentre ti fissa fa esattamente quello che gli hai detto di non fare, per poi scappare a gambe levate quando tu ribadisci il tuo no e ti avvicini con fare deciso. Da ieri a tutta questa pantomima si è aggiunto il suo di no, un no ripetuto scuotendo la testa all'infinito ma senza una reale applicazione pratica. Il suo no infatti parte per il momento ancora a sproposito nelle situazioni più impensabili

  • il mordibacio: come detto qualche post fa, il piccolo di casa è un vero e proprio rosicchiatore seriale. Rosicchia qualsiasi cosa che gli ronza intorno, anche la mia faccia. Parte con le migliori intenzioni di un bacio appassionato per poi sfociare in un effluvio castoroso che distruggerebbe una diga. Ma si vede che lo fa con amore, con tanto tanto amore

venerdì 26 novembre 2021

Lei

Venerdì scorso avrebbe compiuto 40 anni e invece non abbiamo potuto festeggiare insieme. La penso tutti i giorni. La penso quando gioco a pallavolo perché è con lei che ho iniziato e abbiamo fatto i primi campionati; la penso quando chiamo mio figlio ad alta voce perché anche lei aveva deciso di chiamare suo figlio come il mio; la penso quando corro perché mi viene il dubbio che magari uno sfogo sportivo l'avrebbe aiutata nei suoi momenti più bui; la penso di sera nelle mie preghiere; la penso di giorno mentre guardo Primogenita e Lollino, della stessa identica età dei suoi. Ma è nei miei momenti più bui che la penso con maggior intensità, purtroppo. La penso soprattutto quando non ce la faccio più, quando di notte mio figlio piange per la duecentesima volta e io vorrei semplicemente sprofondare o urlare fino allo svenimento; la penso quando sono così stanca da non aver la forza neanche di andare in bagno; la penso quando piango disperata perché è tutto troppo. La penso perché lei non ha retto a tutto questo. Lei non ha retto e ha deciso di farla finita. Lei non ce l'ha fatta. E questo terribile pensiero mi attanaglia il cuore in continuazione. Non è un bel pensiero e non mi aiuta affatto e un senso di profonda tristezza mi invade come un'ondata dalla quale è impossibile fuggire.

mercoledì 24 novembre 2021

Il primo aerosol non si scorda mai

“Ma piccolo cucciolo... ma cosa ha fatto il tuo Birullulino? Perchè ha la febbre a 40?”

“Ha iniziato il nido”

Ecco la risposta standard che ultimamente ripeto più spesso. Il piccolo Birullulo sono tre giorni che ha la febbre a 40 e ieri dopo la visita dalla pediatra abbiamo vinto un bel giro di antibiotico con annesso aerosol. Aaaaaahhhhh l'aerosol! Proprio quello che ci voleva. Francamente di tutto il pacchetto new-born questo non mi mancava per niente.

La verità (non) ti fa male, lo so

Premessa rispetto a quanto scritto qui: alla fine me la sono messa via. Ci ho pensato e ho capito che dirlo o non dirlo non avrebbe cambiato le cose, neanche per me.

Da ieri Birullulino ha la febbre a 40. Inutile dire che questa notte ho dormito in tutto due ore e tre quarti. Come sempre quando dormo poco divento ipersensibile, ho il pianto facile e ho bisogno di affetto. Questa mattina arrivata al lavoro mi sono accorta che mi mancava mio padre. Non ci ho neanche pensato troppo se chiamarlo o meno perché il ragionamento è stato questo: visto che a lui non cambia nulla sentirmi o non sentirmi devo fare quello che è meglio per me, devo fare il mio tornaconto: se mi manca e ho voglia di sentirlo lo chiamo, se mi irrita e non lo sopporto per il suo comportamento non lo chiamo. E così l'ho chiamato. Superfluo dire che per lui era tutto a posto. Ha iniziato come se nulla fosse (perché in effetti per lui nulla è) a parlarmi della sua pensilina, del fatto che ora suona con tre gruppi diversi e io io io io e ancora io. Quando dopo il suo monologo si è ricordato di avere anche un interlocutore mi ha chiesto come stavo e lì gliel'ho detto. Non gliel'ho detto per sentirmi meglio, per liberarmi, per svuotarmi o per fargli capire come sto. Gliel'ho detto perché semplicemente è la verità, non aspettandomi nulla se non il vuoto. Gli ho detto che è un brutto periodo spiegandogli a grandi linee cosa sta succedendo nella mia vita (vi scriverò poi nei prossimi giorni perché) e poi gli ho detto che ci sono rimasta male, come sempre, del suo comportamento.

“Nulla di nuovo eh papà, lo so che sei fatto così, ma ci sono rimasta male”

“Ah ma tu lo sai che sono un orso solitario”

“Sì lo so per quello ti ho detto 'nulla di nuovo'. Ma il primo compleanno di tuo nipote uno è. E sai che si tratta solo di questo compleanno perché anche con le altre mie figlie abbiamo festeggiato solo il primo. Abbiamo priorità diverse. Per te la pensilina, per me la famiglia”

La sua reazione? Il nulla. Come se non avessi detto nulla. L'esatta reazione che mi aspettavo da lui. Forse avrei dovuto farglielo capire in modo più marcato che ci sto davvero male, ma francamente non ne avevo voglia e non avrei sortito comunque altra reazione. Va bene così, mi manca e gli voglio bene. Credo sia questo l'amore filiale incondizionato.

lunedì 22 novembre 2021

Rituali sbibulinici scaccia-incubi

“Buona notte mamma

buona notte Dio

buona notte acchiappasogni

buona notte babao”

Questioni di priorità

domenica 21 novembre 2021

Cambiando l'ordine dei fattori il risultato non cambia

L'avevo detto a Mr D. che mio padre non si smentisce mai ma come volta scorsa lui si è dichiarato scettico e come volta scorsa avevo ragione io. Mio padre infatti oltre a non essere venuto al battesimo di suo nipote non verrà neanche al suo primo compleanno. E volete saper perché? Udite udite: deve finire la pensilina di casa sua. Sì. Esatto. La pensilina. La pensilina è più importante. Questione di priorità. Dopo essermi accertata che in effetti è quella la vera motivazione ho intrapreso un silenzio stampa dovuto più a una mia esigenza di meditazione che all'arrabbiatura. Ho passato 40 anni della mia vita a subire passivamente, a non dire niente, a stare male in silenzio. Qualche mese fa, messi sulla bilancia tutti i pro e i contro, presi coraggio grazie anche ai due anni di terapia e, pesata ogni singola parola per essere preparata ai suoi contrattacchi, ho detto quello che pensavo. Se ricordate il risultato è stato esattamente quello che mi aspettavo: il nulla. Il problema non si pone se io sto male, se fa un torto a suo nipote. Il problema non si pone perché lui sta bene quindi chissene. A questo giro invece sto ancora valutando cosa fare ma mi chiedo: che senso ha dirgli come sto se non semplicemente per dirgli che effettivamente sto male? Beh, non ha alcun senso visto che il risultato non cambierebbe. Tanto a lui non interessa e lo ha dimostrato più e più volte sia con le parole che coi fatti. E allora avrebbe senso farglielo capire davvero? Magari incazzandomi? E cosa otterrei? Probabilmente niente, probabilmente otterrei la stessa reazione ovvero a me non interessa perché tanto sto bene io, o peggio si inkazzerebbe (mio padre è mooooooolto facile all'ira) e non mi chiamerebbe più. Non che cambi qualcosa, sono sempre io che mi faccio viva eh, però non lo farei più neanche io con il risultato che succederebbe esattamente quello che ho cercato di evitare per 40 anni. Sarebbe una tragedia? Tempo fa avrei risposto di sì ma ora non lo so più, non credo sarebbe una tragedia non sentirlo più tanto non è che cambierebbe molto, inoltre purtroppo non ne ho più voglia. Non ho più voglia di vederlo, non ho più voglia di sentirlo. Ancora sono titubante ma perché non sono sola, ho dei figli e non voglio che loro subiscano questa situazione. Mi sono presa tempo. Vedrò.

giovedì 18 novembre 2021

E metti un piede lì! E metti un piede là!

Io adoro correre, mi piace correre, amo correre. Il mio fisico decisamente no. Se mi azzardo infatti ad accennare una corsa più lunga di 8 km (cosa che capita una o due volte alla settimana) inizio ad accusare diverse tipologie di dolori fra cui spicca con splendente sfarzo il mal di testa. Ho cercato di capirne le ragioni, ho letto, mi sono informata e pare io sia giunta a una conclusione. Ho comprato un paio di libri perchè come sapete entro i 50 anni vorrei concludere una maratona e ho notato qualcosa di stonato rispetto a quello che faccio io: l'appoggio del piede e tutto quello che concerne la parte superiore del tronco. E così son tre settimane che ogni volta che esco a correre sto attenta alla postura. La prima volta che sono uscita mi sentivo un burattino legato alla nuca da un filo invisibile ma già mentre percorrevo i primoi chilometri mi rendevo conto che mi sentivo molto meno stanca e arrivata a casa mi son sentita rigenerata (mai successo, arrivo a casa che son sempre morta). Col passare degli allenamenti la situazione è progressivamente migliorata. Prima correvo perché mi piaceva, ora corro perché oltre a piacermi mi fa sentire bene. Ieri ho testato la postura su dieci chilometrini ed è andata meravigliosamente, ho giusto accusato un po' di lieve mal di testa alla sera ma potrebbe essere anche la mia vita che, diciamocelo, è tutt'altro che tranquilla. Conclusione: cheffffffffigata!

mercoledì 17 novembre 2021

Il rosicchiatore seriale

Birullulo ha sei denti in tutto, quattro incisivi superiori e due incisivi inferiori. Con quei pochi denti che si ritrova, tuttavia, rosicchia qualsiasi cosa gli capiti a tiro, qualsiasi: divani, pigiami, bordi dei cassetti avanti e indietro tipo pannocchia, l'alluce del povero malcapitato di turno, i capelli di chi lo tiene in braccio e, ahimè, la mia faccia. Morde in continuazione, sempre e comunque. Morde per testare, morde per esplorare, morde per affetto. Inutile dire che è un no netto soprattutto quando, travolto in impeti amorosi, si accinge con tutta la sua forza mascellare a staccare lembi di pelle dalla mia faccia. No amore mio, si danno così i bacini, vedi? Smciu! E poi non si tirano i capelli si fa caaaaara. Eeeeeee STRAP! Eeeeeee GNAAAAAAM! Eeeeeeeee.... eeeeeee vabbeh.

lunedì 15 novembre 2021

Con tatto, mi raccomando

“No no e no e poi no!!!”

“E invece sì!”

“E invece no!”

“E invece sì!”

“E invece no, non lo faccio e basta!”



“EHI?!?!?! Si può sapere cosa diavolo sta succedendo? Primogenita? Perché litighi con tua sorella?”

“Perché mi ha chiesto di dare un biglietto al suo fidanzatino e io non glielo voglio dare”

“E perché mai scusa?”

“Perché Sbibulina è un'insensibile e io non glielo voglio dare”

“Ma scusa... ma come... dammi qua”

Ciao L. io ti voglio molto bene ma da amico, ti mollo firmato MS

E' molto molto importante che tu non rida, Spetti.

NON ridere.

NON ridere.

Tentar non nuoce

Ieri pomeriggio siamo usciti a fare una passeggiata. Mi faceva così tanto male il piede che ho iniziato a zoppicare. E poi un lampo di genio:

“Eh ragazzi... mi fa troppo male, io torno a casa”

“Ma no mamma! Così starai tutta sola”

ehehehehe

“Non ti sentirai troppo sola?”

“No no no, a me piace tare sola”

“No mamma, non possiamo permettertelo. Veniamo con te”

Ci provai. Non ci riuscii.

mercoledì 10 novembre 2021

Di risposte precise

“Ok, Sbibulina, alleniamoci per le olimpiadi della matematica”

“Ok papà”

“Allora iniziamo. Il numero misterioso: in un numero di 3 cifre, la cifra delle unità è tripla di quella delle centinaia e la somma delle 3 cifre è 17. Se le cifre sono tutte diverse fra loro e sono scritte dalla più piccola alla più grande, mi sai dire qual è il numero?”

“No. Altra domanda?”

martedì 9 novembre 2021

Nemicheamiche

E' strano definirla “amica” perché per anni anni e anni l'ho odiata, ma come mi è stato suggerito in terapia lei mi ha aiutato a non impazzire, a non uccidere nessuno o meglio a non uccidere me stessa. La odio, non c'è che dire. Sono anni che cerco di curarmi per togliermela di torno e anni che penso di esserci riuscita e poi eccola lì che torna a salutarmi. La odio. La odio anche se mi ha salvato. Perché è stato il mio modo per non impazzire del tutto. Come diceva la mia psicocosa “beh, vedila così: potevi diventare una pazza omicida e invece no”. Ci penso spesso a questa frase perché mi rincuora nei momenti più bui. Non si possono scegliere certe strade, è la vita che semplicemente ti mette davanti quasi come fatti compiuti ad alcune cose. La malattia è una di quelle. La malattia mentale pure. In questo periodo la mia cara e vecchia dca si palesa praticamente tutti i giorni e io la odio perché non riesco a capire il motivo per cui è qui. In due anni e oltre di terapie, sedute, incontri, ho capito che quando fa capolino è sempre per qualcos'altro. Non è la causa ma l'effetto. E allora, qual'è la causa? Che cosa diavolo mi vuole dire? Lo so che sono stanca, lo so che non ho tempo per me stessa, lo so che a volta mi sento l'ultima ruota del carro, ma non può essere solo per questo. O forse sì. O forse no. Non lo so. Sono confusa

domenica 7 novembre 2021

Di scenari apocalittici accaduti un paio di settimane fa

Pronto?”

“MAMMA!!”

“Oddio Primogenita tutto bene?”

“NO MAMMA MAMMA!!!”

“Calmati amore, respira... che succede?”

“MAMMA TI PREGO TORNA A CASA SUBITO, TORNA A CASA”

Speedy Gonzales spostati

“Primogenita?!?!?! Dove sei?”

“Sono qui Mamma”

“Amore, amore mio dolce. Ma che succede?”

“Ti ricordi che questa mattina ti ho raccontato del mio incubo di questa notte?”

“Beh si ma prima calmati amore”

“Ecco. Quello in cui Kiwi scappa dalla teca, io la raccolgo e invece di metterla dentro mi cade e si spiaccica per terra? Ricordi?”

“Ehm si amore, ma non piangere dai”

“Ecco. Ero in casa da sola a studiare e Kiwi è scappata dalla teca... E avevo paura che il mio incubo si avverasse e che la uccidessi”

E' molto molto importante che tu non rida, Spetti.

NON ridere.

NON ridere.

venerdì 5 novembre 2021

Fuga da Alcatraz

Credo di averne parlato qualche tempo fa. Comunque due anni fa, a giugno, la conversazione con Sbibulina fu pressapoco così:

“Mamma?”

“Sì?”

“Ora che sono stata promossa e con bellissimi voti, posso avere un regalo?”

“Ma certo amore, cosa vorresti?”

“Un cane”

“Ecco, anche no eh. Sono incinta e francamente è un impegno troppo grosso. E poi ti ricordi? Avevi chiesto un fratellino e ti abbiamo accontentato, o il fratellino o il cane”

“Ma ora ho cambiato idea, vorrei il cane”

“Eh ma ora è troppo tardi, ormai sono incinta”

“Uffffff..... Allora voglio un altro gatto”

“Ehm... amore anche no. Abbiamo già Camomilla, ci rimarrebbe troppo male”

“Hum... allora una tartaruga. Va bene una tartaruga? Mamma!! Giuro che me ne occuperò io in tutto e per tutto!”

E dopo un'estenuante conversazione in cui ho cercato di spiegare il perché una tartaruga chiusa in un acquario sarebbe stata troppo male, alla fine è intervenuto Mr D. che l'ha accompagnata a prenderla.

Kiwi è stata con noi per due anni, due anni in cui me ne sono occupata solo ed esclusivamente io ovviamente. Circa sei mesi fa, tuttavia, la piccoletta ha iniziato a dare segni di esaurimento, ha tentato la fuga più e più volte riuscendoci in un paio di occasioni. Io, sempre sensibile a queste cose, mi sono messa subito di buona volontà a spiegare a Sbibulina il disagio vissuto dalla piccoletta e, dopo interminabili conversazioni, sono riuscita a convincerla a rimetterla in libertà. Mica facile eh. Ho dovuto contattare un'associazione romana che è venuta a prenderla, l'ha portata nella capitale per iniziare tutte le analisi di routine e fra poco Kiwi inizierà l'ambientamento in un bellissimo laghetto circondata dal verde. Ci metterà circa un anno per acquistare la totale libertà in natura. Tutto questo ci è costato è un bel po' in termini di tempo e denaro ma è stata la cosa migliore. Inutile dire che Sbibulina è stata davvero brava. Ha pianto ma ha presto capito che è stata la cosa migliore per la sua amica. E ora? Ora finalmente non devo più pulire filtri e acqua, non devo più recuperare tartarughe in fuga né sgridare il mio gatto perché si mette a giocare con il carapace della povera malcapitata. Olè.

giovedì 4 novembre 2021

E chi se lo ricordava?

Da neanche due settimane Birullulo ha iniziato l'inserimento al nido. All'inizio tutto bene. Felice, entusiasta, non piangeva neanche al saluto. Quando però abbiamo iniziato a inserire il pranzo qualcosa nella sua testolina deve essere scattata, qualcosa di assai poco piacevole, e da allora per le uniche due misere ore in cui lo lascio lui piange. Ma non fa come le sorelle che piangevano al saluto e poi basta, lui piange al saluto, piange quando non ci sono, piange quando si ricorda che non ci sono e al momento di mettersi a tavola piange finché le maestre decidono di lasciarlo a digiuno e attendere il mio arrivo. Inutile dire che per quanto io sia davvero serena, non è che mi faccia piacere ogni giorno, per due volte al giorno, vedere mio figlio che piange come un disperato quando lo lascio e sentire che piange come un disperato quando lo vado a prendere. Insieme ovviamente a questi due momenti, ha sviluppato un attaccamento morboso nei mie confronti. Tutto normale eh, ma chi se lo ricordava dopo così tanto tempo? Non posso lavarmi i denti senza che lui pianga, non posso fare pipì senza che lui pianga, non posso cucinare senza che lui pianga, non posso andare nell'altra stanza senza che lui pianga, non posso fare nulla in realtà senza che lui pianga. E io che faccio? Io leggo libri sulla maratona e corro.

mercoledì 3 novembre 2021

Di “giudizi” inaspettati

"Guarda, una cosa ti posso dire di mia moglie: lei ascolta sempre. Se le fai una critica lei ascolta, ci ragiona e la volta dopo corregge il tiro. Sempre”

Raramente sento Mr D. parlare di me. E' una persona estroversa e giocherellona ma comunque riservata. Sentirlo parlare a terzi di come mi vede è davvero strano. Sono passati 15 anni e mezzo da quando ci siamo messi insieme e ancora scopro novità.

martedì 26 ottobre 2021

Geografia sbibulinica

"No no, non ce n'è bisogno”

“E invece sì. Coraggio! Ripeti!”

“Ma no mamma! Ti ho detto che la sooooo! Fammi una domanda, dai!”

“Dimmi il nome di un fiume che passava per la Mesopotamia”

“Il Reno”

Perfetto.

venerdì 22 ottobre 2021

“No no grazie, a posto così”

“Come scusi?”

“Non occorre pagare”

“Ma come non occorre pagare? Ho fatto colazione, ho mangiato una brioche e preso un caffé”

“Sì sì lo so, ma colazione sospesa”

“Come scusi?”

“Colazione sospesa. Qualcuno prima di lei ha pagato una colazione e l'ha offerta a chi sarebbe venuto dopo”

Ed è così che ho iniziato con un enoooooooorme sorriso il mio venerdì.

lunedì 18 ottobre 2021

857

Francamente puntavo ad arrivare viva alla fine. Avevo stimato di metterci circa 6 ore e mezza, più o meno ma non sapevo se avrei ceduto o meno durante il percorso. Avevo stimato mi sarei fermata in un paio di punti per proseguire a piedi. Mr D. puntava a farmi finire entro il tempo gara, ovvero entro massimo 5 ore. Impossibile. O forse improbabile. Sì. Improbabile. Perché non solo sono arrivata alla fine della granfondo, ma ho tagliato il traguardo senza aver avuto crisi in mezzo al percorso e, udite udite, entro il tempo gara. Sono arrivata ultima. Ultima degli ultimi. Ma sono arrivata ed entro le 5 ore. Da metà percorso in poi ho ballato insieme ai ragazzi che toglievano i cartelli della segnaletica della manifestazione e alla fine li ho superati, riuscendo ad arrivare anche se per poco prima della chiusura. E dopo aver tagliato il traguardo con un sorriso super ebete sulla faccia ho sentito una donna urlare.

“857?!?!?! DOV'E' LA 857?!?!?!?!”

Guardo la mia bici.

Sono io.

Oddio, cosa avrò combinato?

“857?!?!?! DOV'E' LA 857?!?!?!?!”

“Ehm... sono qui. Sono io”

“BRAVAAAAAAA UN APPLAUSO!! TI ABBIAMO SEGUITO FINO ALLA FINE! BRAVA!”

E tutti gli organizzatori, gli stessi che avevano applaudito il primo della corsa, gli stessi che stavano togliendo baracca e burattini, gli stessi che stavano sgonfiando il pallone ad arco dell'arrivo, si sono prodigati in un applauso. Un applauso per me.

E io ho ringraziato con un sorriso sulle labbra, mi sono girata verso i campi aperti, e ho iniziato a piangere.

giovedì 14 ottobre 2021

Tiè!

“Buongiorno Signora”

“Buongiorno a lei dottore”

“Prima di lei è venuto a fare la visita sportivo-agonistica suo marito. E' in forma eh”

“Eh sì, lui va in bicicletta da tempo ormai”

“Ah abbiamo visto! E' riuscito a generare 375 watt. Moooolto in forma. E lei cosa fa? Lo segue con la bicicletta elettrica?”

“Scusi?”

“Lo segue con la bicicletta elettrica?”

“No... anche io ho la muscolare. Sono qui a fare la visita agonistica per quello”

“Ah beh, lui allora farà la scampagnata mentre lei di fianco si distrugge di fatica”

“... … ...”

“Non si crucci eh, capita sempre fra marito e moglie. Comunque su! Salga in sella e vediamo come va”



“Mh... mh... ah... apperò! Ehi! Ehi ragazzi venite qui!! Oh è già a quota 200! Dai! Dai portiamola a 225! Oh! Oh ce la fa! 225! Dai dai portiamola ancora più su che ce la fa! 250! Ottimo!!! Ottimo risultato! Non l'avrei mai detto, donna quarantenne. E mi ha pure detto che ha tre figli vero?”

TIE!

mercoledì 13 ottobre 2021

Accadde ieri ovvero I primi passi

Ieri è stata una giornata lavorativa allucinante. A dire il vero ogni mercoledì è una giornata allucinante. Ad essere proprio precisi ogni secondo mercoledì del mese è una giornata allucinante. Sono arrivata a casa stanca, con la testa in confusione, piena delle discussioni fatte in ufficio. Ho aperto la porta e l'ho visto lì, il mio Bibì, col suo sorriso a 5 denti. Appena mi ha visto, come al solito, ha emesso un gridolino acuto quasi ad ultrasuoni ma invece che gattonarmi incontro ai duecentocinquanta chilometri orari come fa di solito, si è appoggiato al divano per tirarsi in piedi. Mi ha guardato, ha urlato, si è staccato e con le braccia aperte ha fatto i suoi primi passi da solo, i suoi primi 5 passi, e li ha fatti verso di me. Mi sono sciolta, mi sono commossa, gli sono corsa incontro buttando tutto quello che avevo addosso per terra e abbracciandolo l'ho inondato di baci e di complimenti. Per quanti figli uno possa avere, è sempre una splendida, bellissima, meravigliosa emozione. E' così che ti aiutano i figli. Tu aiuti loro a crescere e loro ti regalano un amore che mai avresti immaginato.

Ieri dunque ho visto i miei ultimi primi passi.

martedì 12 ottobre 2021

L'insegnamento

Ieri mi è stato chiesto quale insegnamento cerco più spesso di inculcare nella testolina dei miei figli e non mi ci è voluto molto per rispondere. In realtà sono due le cose in cui credo profondamente, la seconda è che non tutti i mali vengono per nuocere, ma di questo ne avevo già parlato tempo fa in un lungo post. Per spiegare il sommo insegnamento faccio sempre lo stesso esempio: al lavoro mi capitava spesso di venire a contatto con due o tre persone (sempre le stesse in realtà) che neanche salutavano, e io rispondevo sempre sempre sempre allo stesso modo:

Driiiiiin

“Pronto S.T. Buongiorno sono Spetti”

“Oh mi serve questa cosa”

“Buongiorno C., come stai?”

“... … ...”

“Stai bene? Spero tu stia bene”

“... … Ah... ah sì... sì sì sto bene... ... e tu?”

“Tutto bene grazie. Dimmi pure”

Ora tutte quelle persone che facevano così, tutte, appena rispondo mi chiedono come sto, facciamo due chiacchiere per sapere se va tutto bene e con gentilezza mi chiedono quello per cui mi avevano chiamato. Il vero insegnamento dunque, quello che cerco di passare ai miei figli anche e soprattutto con l'esempio è: La gentilezza paga. Sempre. E' dannatamente, profondamente, sempiternamente vero. Magari non paga nell'immediato, magari non paga con la persona alla quale si è offerta, ma paga, paga sempre e comunque. E' vero. Sappiatelo.