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giovedì 30 luglio 2026

Vacanzation

Per la prima volta nella mia vita da lavoratrice farò quattro settimane di ferie tutte insieme e questo per una serie di motivi. Il primo sicuramente è che preferisco prendere le ferie quando i figli sono a scuola per riuscire a staccare un po' durante l'anno e questo fa sì che in estate io non ne abbia poi così tante. Il secondo motivo è che preferisco prendere ferie non quando al lavoro c'è poco o nulla da fare ma in periodi di carico intenso un giorno qua un giorno là. Il terzo motivo è che per me non ha molto senso prenderle tutte attaccate perché le ferie servono appunto per riposarsi ed è meglio godersele pian pianino durante l'anno. Purtroppo invece, complice il fatto che io abbia ancora tantissime ferie non godute e complice la nuova politica aziendale eccomi a essere costretta a staccare per un bel po'. Che poi... staccare... di fatto quest'anno tranne qualche raro giorno di solitudine a cinque, avremo sempre qualche amio ospite da noi. Si daranno il turno come la truppa più organizzata del pianeta e mi toccherà dunque pensare al cambio lenzuola, a cucinare, a pulire e a ordinare per una persona in più per tutta la permanenza. Ma va bene così, perché quando i figli crescono è sempre più difficile che facciano le vacanze con te e abbiamo per il momento trovato il modo di farle restare tanto tempo con noi invitando gente a casaccio. E allora buone vacanze a tutti e ci si rivede l'ultimo giorno di agosto!



mercoledì 29 luglio 2026

Ad ognuno il suo

Anche se i figli non li hai proprio proprio sotto il tuo stesso tetto alla fine avanzano pretese. Iniziamo da Primogenita che ora se ne sta bella bella in Irlanda e da là riesce comunque a chiedermi duecentomila cose, sempre con la sua solita gentilezza, ma le chiede lo stesso eh. E la torta per quanto torna perché non avrà il tempo di farla lei, e il regalo per la sua amica perché non avrà il tempo di comprarlo lei, e la stampa perché anche quella non avrà il tempo di farla e via di seguito. Secondogenita invece non è che proprio pretenda, è che tutto le è dovuto, con quel fare menefreghista tipico della semi-adolescenza. Lascia il caos dietro di sé, come se si autogenerasse da solo, senza rimettere a posto nulla se non dopo numerose insistenze da parte dell'adulto. E questo è solo un punto. In questo mese lei è decisamente la più impegnativa. Mettiamoci poi per ultimo anche Birullulo che dall'alto dei suoi cinque anni ha richieste davvero piccole ma comunque costanti che guai a dimenticare. Diciamo che la cosa più importante al mondo per lui in questo momento di vita sono i giochi che mi devo ricordare di portargli al parco una volta uscito dal campo estivo. I giochi sono diversi ogni giorno e l'elenco comprende bene o male dai due ai quattro esemplari. E guai a dimenticarne o a scambiarne uno, non che si arrabbi o faccia scenate, è un bimbo superbuono, ma ci rimane così male che alla fine ci rimani troppo male pure tu. Ho decisamente bisogno di una vacanza.

lunedì 18 maggio 2026

Stanotte che notte!

Ore 4.15 mi sveglio di soprassalto con Primogenita in piedi di fianco al mio letto che singhiozza. Cacchio. Assonnata mi alzo cercando di capire cosa cavolaccio stia succedendo. Scuola – ansia –son preparata ma ho ansia - non so che fare. Cerchiamo insieme una soluzione, la troviamo, ci attiviamo. Ore 4.50 sta meglio ma è ancora agitata.

“Vuoi dormire nel lettone?”

“Sì mamma grazie”

Mi rimetto giù, purtroppo abbastanza sveglia quando sento dei piedini piccoli e magrolini avvicinarsi:

“Mamma?”

“Sì Birullulo?”

“Anche io voglio doLmiLe nel lettone”

E via. Due su tre. Vado in bagno e do un occhio a Secondogenita, giusto per capire se anche lei farà una capatina di là quando la sento esclamare nel sonno:

“Ehehehehehehe rega... REGA!!! Il cellulare di Luna!!!Ehehehehehe”

Almeno lei, pare, non si sveglierà tanto facilmente.

lunedì 11 maggio 2026

Figli (d) e i fiori

A mia memoria mi era mai capitato di ricevere così tanti regali per la festa della mamma. Per primo si è presentato scalzo e tutto assonnato il piccolo Birullulo che mi ha fatto gli auguri e mi ha dato lavoretto informe fatto insieme a me condito con un disegno in cui ero palesemente nuda.

“Amore, perché sono nuda?”

“Non sei nuda mamma. Hai dei pantaloni e una maglietta coloL caLne”

Poco dopo si è svegliata Secondogenita che ovviamente non si è ricordata di farmi gli auguri né tantomeno alcun regalo. A ruota è seguita Primogenita che mi ha comprato uno splendido mazzo di fiori con al centro un bel girasole e un biglietto fatto da lei, colorato tutto sfumato. Secondogenita ha provato malamente a dire che erano anche da parte sua ma oltre a non esserci il suo nome sul biglietto, ha ricevuto un'occhiataccia così palese da sua sorella che non poteva esserci nulla di più esplicito. Mettendo via i biglietti (che conservo gelosamente in un raccoglitore) mi è saltato subito all'occhio un altro biglietto di Primogenita per la festa della mamma, fatto con tanti baci-rossetto. La firma della sorella era di un altro colore, piccola, in un lato, chiaramente aggiunta di straforo. E sta cosa mi fa morir dal ridere, si vede proprio la differenza fra sorelle. Una volta non era così eh, Secondogenita mi riempiva di biglietti e tenerezza, ma i ragazzi nel tempo cambiano. E poi, per finire il bellezza, durante la consueta passeggiata domenicale, Mr D. si è fermato da un fioraio dove mi ha chiesto se quel vaso di fiori rossi sarebbe durato sul balcone, perché me li avrebbe voluto regalare. Io mi son subito fiondata invece su una pianta dai fiori viola intenso che mi avevano rapito al primo sguardo. Concentrato sul rosso, ero sicura che avrebbe preso quello (di solito prende quello che piace a lui, anche se il regalo è per me) e invece è uscito con tanto di quel viola da farmi commuovere. Una festa della mamma spettacolarmente floreale. Sono felice.

giovedì 7 maggio 2026

Quello che non viene visto

Ieri sera c'è stata un'accesa discussione fra Mr D. è Secondogenita. Io non ero d'accordo sulle modalità di Mr D. ma sono stata zitta e non sono intervenuta perché per me è fondamentale non dare esplicitamente contro a un genitore che ha preso una posizione, anche se non si è d'accordo. Non sempre questo atteggiamento viene tenuto da D., anzi, lui convinto che il libero arbitrio venga prima di tutto spesso se non d'accordo prende le parti del figlio in questione. Quando un'oretta dopo Secondogenita è andata a letto l'ho sentita chiedermi perché io non l'avessi difesa, perché lei mi difende sempre nelle discussioni fra me e Mr D. se ritiene che io abbia ragione. Le ho dolcemente spiegato che è diverso, che si tratta di ruolo genitoriale. Poi ho aspettato che si addormentasse per discutere animatamente con Mr D. Al di là di quello che è successo, di quello che si è detto, dei toni che sono stati usati, mi chiedo cosa pensa davvero Secondogenita di me. Ho una delle mie migliori amiche che pensa che sua mamma sia senza spina dorsale, succube del padre che mai gli da contro. Anche lei mi vede e mi vedrà così? Quando si ricorderà delle nostre dinamiche vedrà una madre silenziosa, mai dalla sua parte nelle discussioni familiari? Spero vivamente di no, ma forse sarà così anche se penso che comunque oggi le parlerò per tentare di spiegarle il mio punto di vista. Essere genitori: quanto di più bello e difficile esista al mondo.

giovedì 26 marzo 2026

Il momento della verità

Primogenita fra qualche mese fa 18 anni, Secondogenita fra qualche mese ne fa 14. Le due sorelle, da sempre, non potrebbero essere caratterialmente più diverse, anche se entrambe sono due brave ragazze, studiose, rispettose e brave. C'è stato un periodo della loro vita che erano anche fisicamente simili, così tanto che per strada qualcuno si confondeva se ne vedeva una salutandola con il nome dell'altra. Ora no, non è proprio possibile. Primogenita in fase di sviluppo è cambiata tantissimo: dalla mia fotocopia è passata ad essere un vero e proprio ibrido fra me e Mr D. Ha i miei occhi, le mie sopracciglia e i miei colori ma per il resto è spiccicata suo padre: capelli ricci e folti, spalle alte, viso largo, naso dritto e largo, fisico uguale identico a Mr D. Secondogenita invece, nata più simile a suo padre, pian pianino si sta trasformando e, tolti gli occhiali, assomiglia più a me tranne i colori, che ha ben mischiati nel suo dna: i suoi capelli sono un perfetto mix fra i miei, lisci lisci lisci, e quelli di suo padre, castanbiondicci, occhi uguali ai miei ma sopracciglia più simili a quelle di D., naso simile al mio, forma del viso simile alla mia. Sul fisico ancora non ci pronunciamo che è presto ma mi aspetto che faccia un rapido cambiamento, come è successo a sua sorella, e di colpo si svegli uguale a suo padre. Detto questo lei è sempre stata alta, 90 percentile in su da quando è nata. Ma complice il nuoto e il basket (o così dice la pediatra) la ragazza si preannuncia come la più alta donna di casa. A Primogenita, che ha fatto fatica ad accettare il fatto di essersi fermata a due centimetri dal superarmi, proprio non va giù e ha sempre negato questa possibilità fino a ieri quando è stata costretta a misurarsi insieme alla sorella. A parte il fatto che per convincerla ci sono volute quattro persone e una gran dose di incitamento, alla fine schiena contro schiena e livella sulle teste (grazie ing. D.) il momento della verità è infine giunto: Secondogenita ha superato Primogenita. Per ora rimane più bassa di me che sono 167cm, ma non credo durerà a molto visto che ha appena iniziato a svilupparsi. Per Primogenita la tragedia, per me tanto divertimento e tanto amore.

mercoledì 25 marzo 2026

Accadde venerdì ovvero Tempismo materno

Due venerdì sera fa è stata una delle sere peggiori della mia vita (vedi il post qui). Mentre ero a tavola che cercavo di mandar giù i bocconi della cena mia madre mi scrive un messaggio inutile che riguardava un budino che aveva cucinato e che forse non le era venuto bene. Erano le ore 19,56. Perché questa precisione? Perché poi mi è venuto il dubbio e sono andata a vedere gli orari. Ovviamente non ho risposto, un po' perché ero a cena, un po' perché avevo necessità di staccare da tutto e tutti. Era stata una giornata terribile e non vedevo l'ora di avere un momento per me per tirare le fila e poter finalmente “sentirmi”. Non ricevendo risposta mi chiama. Erano le ore 20,07. Erano passati 11 minuti. UNDICI. Rispondo sempre con la mia solita assurda gentilezza nonostante dentro mi sentissi morire, e pacatamente ma con garbo alla sua domanda tutto bene? Perchè non hai risposto al messaggio? le rispondo che stavamo tutti bene ma non guardo sempre il telefono, specie perché stavamo cenando. Mentre stavo chiedendo se anche lei stava bene BUM. Telefono in faccia. Sì, si è offesa e mi ha sbattuto il telefono in faccia. E lì mi sono alzata e me ne sono andata in bagno a sfogarmi in un micropianto perché proprio no dai. Quando sono tornata a tavola Secondogenita mi ha chiesto cosa fosse successo e gliel'ho spiegato e ho anche detto qualcosa come nel caso diventassi così, per favore ditemelo e ditemelo subito. Lei si è alzata e mi è venuta ad abbracciare e ha affermato “Tu non sei così. Tu sei la mamma migliore del mondo”.

Ps: mia madre è pesante, si offende per qualsiasi cosa oltre ad essere in ansia per qualsiasi cosa ed è per questo che in quarant'anni e passa ho imparato a non rispondere mai a tono, ad essere sempre gentile, a camminare sulle uova. Ma venerdì sera dopo la sua piazzata le ho scritto un messaggio dicendole che non me lo merito. No. Non mi merito un telefono in faccia perché io sono sempre gentile e disponibile, vado sempre a trovarla quando riesco e rispondo sempre quando riesco. E se ci fosse qualcosa che non va, lei lo sa perfettamente che sarebbe la prima ad essere informata (chi altri dovrei informare?). Inoltre le ho anche detto che avevo passato una giornata terribile e che avevo bisogno di dieci minuti anche solo per stare da sola con me stessa. Dopodiché l'ho informata che avrei tenuto il telefono acceso per le chiamate di emergenza ma avrei staccato internet perché avevo davvero bisogno dei miei spazi. Il giorno dopo, acceso il telefono, ho trovato delle scuse raffazzonate in cui diceva che non mi aveva chiuso il telefono in faccia ma le era caduto per terra. Una scusa davvero patetica perché palesemente falsa, perché io la riconosco la sua voce offesa, il suo tono scocciato, e riconosco quando un cellulare cade. Una scusa davvero patetica che ha ripetuto più volte anche nei giorni successivi. Pazienza pùr.

mercoledì 7 gennaio 2026

Finale col botto

Per passare insieme gli ultimi tre giorni dell'anno tutti insieme in famiglia si è deciso di partire per un viaggetto in macchina, destinazione: Monaco di Baviera. In ordine di comparsa:

  1. Prima notte mi giro nel letto e ZAC! Dolore atroce all'addome. Vado in bagno e scopro una simpatica ernia ombelicale. Chiamo il medico alla mattina:

    Signora venga subito in ambulatorio”

    “Ma io sarei all'estero, torno il 30”

    “Allora il 30 venga subito in ambulatorio”

    “Ma io torno di sera”

    “Allora il 31 mattina appena si sveglia venga qui. E nel caso le faccia molto male o diventi viola vada in pronto soccorso. Intanto le ho già fissato la visita chirurgica”

    Bene ma non benissimo. Per farla breve mi dovrò operare, ma questa è un'altra storia destinata a un altro post

  2. Prima mattina, Primogenita si sveglia con un enorme sfogo su metà del volto e su tutta una mano. Prude, è viola. Penso subito alle cimici del letto unita a una qualche reazione allergica visto che lei è soggetta. Unisco questa richiesta al medito insieme alla richiesta dell'ernia. Per farla breve: dopo aver dormito le notti rimanenti tutti comodamente (e immaginerete molto larghi) in uno stesso letto che presumevo non essere contaminato, siamo rientrati e l'ho portata dal medico il quale ha escluso le cimici (ci saremmo dovuti ricoprire anche noi) ma ha introdotto la variabile acari della polvere. Yeeeee. Visto che continua a non stare bene sono giorni che lavo la qualunque. Alla facciaccia di chi non dovrebbe fare sforzi

  3. Giorno prima della partenza Secondogenita inizia a sentirsi male. Primo ciclo in assoluto della sua vita, amoremiodolce. Secondo giorno di vacanza non ci sta più dentro. Piange e mi chiede di tornare in albergo perché deve andare in bagno. Le provo a spiegare che l'intestino non centra nulla, che sta scoprendo le gioie di essere donna, ma lei non ci crede per cui rinuncio al Museo della scienza e della tecnologia, smollo Mr D, Primogenita e Sbirullulo e me la porto in hotel dove, dopo una tachipirina e tante coccole comprende che, ahimè, avevo ragione io. Inutile dire che non è felicissima della scoperta

Insomma: bene ma non benissimo.

mercoledì 24 settembre 2025

La quiete prima della tempesta

Chi ha figli sa che la quiete in casa non è mai sinonimo di belle cose. E' come quando presagisci una tempesta anche se tutto appare stranamente sereno. Ecco. Ultimamente in casa regna una quiete meravigliosa e stranamente strana. Birullulo è il solito quattrenne quasi cinquenne. E' un bambino vivace ma sostanzialmente buono, capricci ne fa pochi ed è di una tenerezza e affettuosità infinita. Secondogenita, colei che è sempre stata quella caratterialmente più forte, è in una fase tranquilla (ne parlerò meglio in un post dedicato). Lei che da quando aveva 4 anni faceva sempre sentire la sua con modi discutibili, lei che se decide che il sole è blu è blu e basta, lei determinata e testona, è in una fase bellissima in cui mi abbraccia e mi bacia spesso, mi chiede scusa se sbaglia e mi ringrazia se le uso una qualsiasi cortesia. Primogenita da quando è stata cambiata di sezione è rinata. Torna a casa sorridente, ci racconta stupita di professori che spiegano e che addirittura rispondono alle sue domande e di compagni di classe che non la ignorano (deve aver passato lo scorso anno in un vero inferno, poverina). Insomma ultimamente i miei figli vivono in uno strano, pacato, equilibrio che mi fa domandare quando arriverà poi la prossima tempesta perché se una cosa la genitorialità ci ha insegnato è che non c'è mai monotonia e noia e che, dopo la quiete, di solito arriva la frizzante tempesta.

martedì 16 settembre 2025

Breve storia triste

 

La maglietta che ieri indossava Birullulo e che gli stava evidentemente piccola ho scoperto essere un top di Secondogenita.

Fine.

giovedì 11 settembre 2025

Aggiornamento incubi

 

Man mano che i figli crescono gli incubi genitoriali si tengono al passo coi tempi. Ultimo incubo di questa notte:

Vado a scuola di Primogenita per portarle dei libri che ha dimenticato a casa. Piombo in aula e un suo professore mi dice chiaramente che i libri sono l'ultimo dei problemi di mia figlia la quale fuma come una turca. Torno a casa angosciata e demoralizzata, un magone assurdo mi ha preso mentre penso che ormai non ho più nessun tipo di influenza su di lei e non posso fare un granché. In salotto poi sbuca proprio lei per farmi vedere il suo outfit (che parliamone: chissene di come sei vestita). Guardo mia figlia e per la prima volta mi accordo che è evidentemente incinta. Piangendo le vado vicino, chiedendole perché non me lo avesse rivelato e sentendomi rispondere con una scusa assurda del tipo che l'ha appena scoperto (ma ha una panza gigante e si vede il bambino muoversi dentro). Piangendo mi avvicino, sento il nipotino scalciare nella pancia, lo bacio e inizio a piangerle chiedendo perché non si fosse confidata e se avesse smesso di fumare. Con noncuranza mi sento rispondere che ha smesso da domenica e alla mia domanda della scandeza mi risponde qualcosa del tipo 8 ottobre.

Mi sono svegliata quasi di soprassalto con un grosso peso sul petto, domandandomi ancora spaesata quand'era che avevo persa mia figlia, quant'era che aveva smesso definitivamente di confidarsi con me e di ascoltare i miei consigli, domandandomi infine se fossi stata una brava mamma o mi fossi persa nel caos della vita che ormai mi fagocita. E' proprio questo ultimamente che mi angoscia. Sono così presa dal mio lavoro, dal stare dietro alla casa, alla spesa, al bucato, allo spostamento figli. E in tutto questo mi sembra sempre di non fare abbastanza, di non essere sul pezzo, di fare la spesa sempre approssimativa, di non dedicarmi all'ascolto dei figli in modo sufficiente e di essere tremendamente egoista quando prendo del tempo per me, per andare a correre o per riposarmi una ventina di minuti. Sono così stanca che arrivo a sera e collasso nel letto senza avere neanche la forza di giocare con Birullulo e metterlo a dormire. E' giusto tutto questo? Sono gli ultimi anni che potrò godermi le mie figlie e il piccolino sarà l'ultimo che mi potrò assaporare appieno, le ultime prime volte, e io sono stanca. Sono molto stanca. Non dovrebbe essere così.

lunedì 8 settembre 2025

La via diretta

Ieri Mr D. mi ha raccontato che sua madre, ovvero mia suocera, la notte prima di sapere i risultati di Primogenita ha sognato i miei tre nonni che, seduti insieme, aspettavano i risultati della bisnipote e ridevano. Ridevano tutti e tre, come se sapessero. Inutile dire che mi sono commossa, ho pianto, e poi mi sono chiesta come mai avessero scelto proprio mia suocera per comunicare questa lieta novella un pelino in anticipo. Mr D. come al solito è stato lapidario ma cristallino: “Con tutta la Chiesa, i rosari e le preghiere che si fa mia madre una via diretta la deve pure avere”. Forse tutti i torti non li ha.

venerdì 5 settembre 2025

Wake me up when september ends

Settembre, come maggio, è uno dei mesi più impegnativi per famiglie con figli. In particolare a sto giro siamo messi così:

  • questo fine settimana:

    • venerdì - oggi: parto io per lavoro - in contemporanea parte Primogenita per un camp di pallavolo

    • sabato: parte la triade rimasta mentre io, finito il lavoro, prendo due treni e li raggiungo. Pranzo con festa di compleanno di una amica al mare

    • domenica: Primogenita torna a casa mentre noi siamo ancora via e ci ricongiungiamo alla sera

  • prossimo fine settimana:

    • sabato: prendo un treno per andare a Cesenatico in vista della mezza maratona

    • domenica: correrò la mezza maratona Cesena-Cesenatico mentre Mr D. va al lavoro (la conclusione di un enorme cantiere per la curia di cui è il responsabile dei lavori). I ragazzi si destreggiano fra il lavoro di Mr D. e la casa

  • fine settimana ancora dopo:

    • venerdì: non ho ancora capito se dovrò ripartire per lavoro, chi vivrà vedrà

    • sabaot: lavorerò? Chissà

    • domenica: altra piccola gara a Bologna per me

Sono già stanca.

mercoledì 30 luglio 2025

Godiamocela

Tutti gli anni bene o male da quando abbiamo figli, la prima settimana di vacanza per me e Mr D. vuol dire solo una cosa: litigate. E' come se si spezzasse qualcosa, come se gli equilibri tesi sbaffati su in mesi mesi e mesi si rompessero, scoppiassero, e avessero bisogno di essere risistemati. Non so se anche quest'anno si comincerà così, ma una cosa so che vorrei: vorrei godermela. E ora che Birullulo sta crescendo credo che bene o male sia abbastanza fattibile. Certo, le vacanze che facciamo noi non sono proprio proprio rilassanti. Ho avuto un assaggio di quello che gli umani chiamano “relax” fine settimana scorso quando siamo stati in riviera. Ombrellone vicino ai giochi, bambino indipendente, sole, libri, colazione-pranzo-cena fuori (quello sì che è davvero rilassante). Però già mi pregusto il tramonto sul mare durante la cena a casa, i libri letti sulla sdraio in giardino, la doccia guardando il panorama, le serate passando a guardare il tappeto di stelle sulla nostra testa. Ci si rivede l'ultima settimana di agosto con un augurio sincero per tutti di relax, felicità e spensieratezza. Che quella non guasta mai.

mercoledì 4 giugno 2025

Accadde domenica

Domenica mattina ho espresso il desiderio di andare al cinema tutti insieme alle 15 come una bella famigliola felice. Alle ore 14,20 Mr D. si è provato la febbre: 39,4. Secondogenita ha espresso il suo “non ho lo sbatti” in modo decisamente adolescenziale. Primogenita ha espresso il desiderio di avere un'amica con noi. Sarebbe stato bello. Sarebbe stato.

giovedì 13 marzo 2025

Accadde qualche settimana fa ovvero Mia madre

Tutto quello che riguarda mia madre è circondato da miei sensi di colpa. E' una persona estremamente gentile e dolce, ed è una persona che non è indipendente, né fisicamente che emotivamente e averci a che fare non è facile. La sento qualcosa come duecento volte al giorno, è vero che ci vediamo poco (se riusciamo una volta a settimana) ma è altrettanto vero che fra videochiamate, messaggi, chiamate, audio non c'è un secondo della giornata in cui io non sia aggiornata su tutto. E' pesante. E mi sento sempre in colpa. Una parte di me si sente in colpa perché si sente soffocare, una parte di me si sente in colpa perché non ne può più di sentirla dire il 90% delle volte che non sta bene o sentirla piangere, una parte di me si sente in colpa perché son troppo assente e dovrei fare di più. Prendo ad esempio sabato scorso. Eravamo d'accordo che sarebbe venuta da noi a pranzo. Ogni giorno per quasi una settimana mi chiedeva l'orario e ogni giorno rispondevo nello stesso modo: finito di fare le commissioni ti chiamo così vieni, indicativamente verso le 11,30. Anche alla mattina di sabato, di nuovo per la centesima volta, stessa domanda. Notare bene: io non rispondo mai male. MAI. Le rispondo come avevo risposto le altre novantanove volte. Mi dava fastidio, mi sentivo scocciata, sentivo di non sopportarla più e mi sentivo in colpa per questo perché in fondo ci vediamo poco. Sono uscita per le mie commissioni e mi ha mandato altri due vocali, di nuovo. Cheppalle. Per poi leggere poco dopo La guardia medica non risponde, non so che fare. La chiamo e per l'ennesima volta sento che piange, che sta male, che si sente svenire, che ha provato a chiamare la guardia medica per tre volte ma nulla. Ovviamente mollo tutto, prendo la macchina e mi precipito a casa sua cercando di stare calma perché se una cosa la vita mi ha insegnato è di non prendere troppo sul serio gli allarmi di mia madre perché anche quando nonna era viva faceva così. Ad ogni messaggio, ad ogni alert, sembrava sempre che qualcuno fosse sul punto di morire per poi scoprire la maggior parte delle volte che non era vero. La maggior parte delle volte. E se invece quella volta che sottovaluti è proprio la volta da non sottovalutare? Comunque non stava male, aveva giusto un pochino la pressione minima alta, ma è venuta ad aprirmi lei la porta e dopo che sono stata lì un pochino con lei, che si è calmata, la pressione è tornata normale. Io vivo così. Sempre. E' pesante. E mi sento in colpa.

mercoledì 12 marzo 2025

La Cuggins

Io ho solo tre cugini, tutti dalla parte di mio padre. Il più grande è un maschio mentre le altre due, due sorelle, sono più piccole di me. Di queste due, la cugina più grande è La Cuggins. La Cuggins ha un carattere particolare, molto chiacchierona al limite del logorroico, sempre o quasi sempre al centro dell'attenzione, ha avuto un passato travagliato fatto di abbandono di studi, disturbi alimentari (guarda un po'), storie con persone drogate e bestemmiatori e chi più ne ha più ne metta. Per fortuna da un paio di mesi a questa parte è riuscita a buttare fuori di casa l'ultima persona che conviveva con lei ormai da anni e anni, una persona tossica, drogata e problematica che non ha fatto altro che portarla nel baratro. Quando l'ho incontrata l'altro giorno per un caffé finalmente ho visto una ragazza serena, felice, più equilibrata del suo solito, che mi ha raccontato di come piano piano si sta riappropriando della sua vita tramite piccoli gesti quotidiani, come preparasi la cena e andare al lavoro. L'ho sentita parlare di solitudine ma di una solitudine buona, riflessiva, d'aiuto. E mentre chiacchieravamo più o meno spensieratamente mi ha detto “tanto lo sai com'è no? Per mia mamma, come per tuo papà, tutto quello che fai deve essere perfetto e quello è la base, è il tuo dovere essere perfetto e che tutto sia perfetto, è la base, è il minimo che tu possa fare”. Quanto è vero. Non sapevo fosse un difetto di famiglia. Pensavo fosse solo lui, e invece...

martedì 4 febbraio 2025

Ci ho azzeccato

Sono circa 44 anni che faccio regali a mio padre nonostante non sia mai andata bene. Mio padre non ama i regali, non ama riceverli e non ama farli. E' fatto così. Io invece li adoro e così non mi sono mai rassegnata, glieli ho sempre fatti con tutte le conseguenze del caso. Le conseguenze? Non vedere più i regali fatti. Ad esempio? Beh regalai a mio papà una di quelle cornici con la chiavetta per le foto, mi sembrava un'idea carina per poterci mettere le foto che vuoi e quando vuoi. Non l'ho mai vista a casa sua, probabilmente dimenticata in qualche cassetto. Questo Natale invece pare che io ci abbia azzeccato, assurdo. Gli ho regalato uno di quei libri/diario Papà raccontami dove, tramite una serie di domande, la persona può scrivere la sua vita per darla come ricordo. Sapevo gli sarebbe piaciuto però mai avrei immaginato che l'avrebbe preso così sul serio. Pare che ci si stia dedicando anima e corpo, ogni tanto mi manda i video di quanto ha scritto e ha pure scritto ai margini, riempiendo fogli su fogli e sta accarezzando l'idea di attaccarci altri fogli. Qualche giorno fa, tuttavia, mi ha detto che è arrivato al punto in cui dovrebbe scrivere di mia mamma e mi ha detto che visto che ora è sposato non potrà scrivere tutto con sincerità perché potrebbe ferire qualcuno (non ho ben capito se si stesse riferendo a sua moglie o a mia madre). Ci son rimasta ovviamente male, chepppalle. Ma poi ho pensato che forse (FORSE) potrei chiedergli di fare due versioni e di darmi quella sincera sottobanco. Chissà se lo farà. Chissà se lo farò.

domenica 26 gennaio 2025

Riflessioni genitoriali

Nessuno ci insegna come essere genitori ed è palesemente la cosa più difficile che ci possa essere. Perché da figlio tu sai esattamente quali errori stanno facendo i tuoi genitori, hai ben chiaro quali siano le cose che i tuoi genitori secondo te stanno sbagliando e sai perfettamente che ti impegnerai per ripeterle. Perché tu non sei come i tuoi genitori. E proprio per questo cerchi di fare coi tuoi figli quello che tu credi sia il loro meglio. Ma come tu non sei come i tuoi genitori, anche i tuoi figli non sono come te. Perché i tempi corrono, le generazioni passano e il mondo cambia. Gli adolescenti di oggi non stanno passando l'adolescenza come l'abbiamo passata noi, allo stesso modo in cui noi non abbiamo passato l'adolescenza come quella dei nostri genitori. E se uno non vuole prendere a modello il passato, allora quale potrebbe essere un punto di riferimento? Come si fa a sapere se si sta facendo il bene per i propri figli? Me lo sto chiedendo più o meno frequentemente in questo periodo in cui Primogenita porta a casa un'infilzata di brutti voti. Badate bene: è una bravissima ragazza, è rispettosa, dolce, generosa e studiosa. La amo immensamente. Andiamo davvero d'accordo: abbiamo gli stessi gusti, la stessa ironia, lo stesso carattere. Ma quest'anno va così. Sarà che le hanno cambiato forzatamente classe (ed è finita in un gruppo in cui non si trova), sarà che le hanno cambiato forzatamente i professori (come sempre dal passaggi biennio triennio), sarà che è innamorata (ormai fra qualche settimana farà un anno col PoveroRagazzo), fatto sta che alla fine del primo quadrimestre (o trimestre, ormai non ci capisco più una mazza) la pagella è davvero disastrosa. Ha quattro materie sotto di cui due gravi e due meno gravi ma come poter approcciarsi a una adolescente? Perché se la affronti di petto io ho sempre paura di turbarla nel suo già precario equilibrio, con la paura che poi si tagli o anche peggio. E se non la affronti di petto magari non cambia niente. Io sono quella che ci parla, che si siede sul letto con lei e cerca di consolarla e di trovare insieme una soluzione, ma è davvero questo il modo giusto? O forse avevano ragione i genitori che o porti a casa i risultati o porti a casa i risultati punto, senza offrirti alcun aiuto o alcuna soluzione, quei genitori che te la devi cavare da solo. La realtà è che nessuno ti insegna come fare e nessuno ti garantisce che quello che stai fecendo, quello che tu credi sia il meglio per il loro meglio in realtà lo sia davvero.

Non è facile essere genitori.

martedì 21 gennaio 2025

Un cuore

Mio padre mi ha raccontato che quando si è separato da mia mamma si sentiva in colpa. Pare assurdo ma mica lo sapevo. Ha detto che mi veniva a trovare a casa e che poco dopo la separazione, avrò avuto neanche quattro anni, gli ho candidamente detto “Papà, io mi ricordo quando vivevi qui”. Pare che questa cosa lo abbia turbato, che sia tornato a casa sua piangendo come una fontana. Mio padre. Piangeva. Io mio padre l'ho visto piangere solo una volta in ospedale, quando sua madre stava morendo. Pensare a mio padre che piange per quello che è successo a noi mi fa strano, forse perché è ed è sempre stato un uomo tutto d'un pezzo, determinato nelle sue decisioni e sicuro di quello che riguarda sé stesso.