giovedì 30 novembre 2017

Cuori ballerini

Mio padre è stato male col cuore. Mia madre è stata male col cuore. Entrambi sono andati a farsi un bel check-up per vedere quale fosse il problema ed entrambi hanno avuto la stessa risposta: ansia. Ansia?! ANSIA?!? Eh allora vedi che dall'albero delle mele è impossibile che nascano pere! Eh.


mercoledì 29 novembre 2017

La passione

Io ho scoperto la passione per la lettura grazie a “Come un Romanzo” di Pennac. In poche semplici pagine il ragazzo elencava tutti i diritti del lettore: il diritto di saltare le descrizioni noiose, il diritto di leggere subito la fine, il diritto di non finire un libro e mille altri ancora. Mi sentii subito libera, mi si aprì un mondo e da lì non vado in giro senza portarmi appresso un blocco di carta scritta. Questa mia caratteristica si è attaccata alla pelle di Primogenita che, senza che io le imponessi alcun che, gira con il libro di turno sotto braccio e lo legge appena ha un nanosecondo libero (lunedì l'ho beccata a leggere mentre stava seduta nel seggiolino dietro della mia bicicletta, al semibuio mentre si congelava le mani). Ieri pomeriggio, mentre aspettavo che il cavolfiore finisse in poltiglia, come al solito mi sono messa comoda sulla sedia della cucina, mi sono stravaccata accavallando le gambe e appoggiandole di sbieco sulla tavola e ho aperto il mio libro. Poco dopo ho visto assumere a Primogenita la stessa posa. Non ci ho fatto granché caso visto che capita spesso, tuttavia, alzando distrattamente gli occhi dalle pagine stampate, ho incredibilmente notato che non solo assumiamo la stessa posa, ma abbiamo gli stessi atteggiamenti nei riguardi del libro e ci portiamo la stessa mano libera alla bocca solleticando il labbro inferiore quando siamo assorte. Mr D. rimane tutte le volte impressionato dalle nostre somiglianze che coinvolgono sia il fisico che i modi di fare e io, beh, io gongolo.

giovedì 23 novembre 2017

Le sorelle

Ultimamente a casa mia regna la spettinaggine più assurda. Le sorelle non fanno che azzannarsi e amarsi, amarsi e azzannarsi, e urlare e cantare, e cantare e urlare. In questo clima di incontri ravvicinati del decimo tipo, io e Mr D. fatichiamo a comunicare durante il giorno e appena le bimbe crollano nei loro rispettivi letti, collassiamo anche noi, svuotati da ogni possibilità di comunicazione perché travolti da ondate di sonno improvvise. In questi giorni, per ovviare al problema, ho provato ad affrontare qualche argomento da adulti a tavola. Il risultato è stato catastrofico per le seguenti ragioni:
  1. non è possibile parlare senza che entrambe le ragazze intervengano per chiedere spiegazioni di qualsiasi argomento tu stia discutendo
  2. non è possibile parlare senza che almeno una delle due ragazze non interrompa per raccontare un aneddoto successo a scuola che, per ragioni imperscrutabili, non poteva essere raccontato dieci minuti dopo.
  3. non è possibile ribadire alle ragazze che non si interrompono le persone ma occorre aspettare che abbiano finito di parlare in quanto vedrete orde di mani alzate, braccia protese verso l'alto e sederi salterelli a ripetizione sulle sedie
  4. non è possibile parlare in inglese per non farsi capire perché l'inglese di Mr D. è pessimo e subito Sbibulina attacca con Mamma Yellow! Mamma Cat! Mamma Green! mentre Primogenita attacca la maledetta e orecchiabile canzoncina We are butterfly che per togliertela dalla mente occorrerebbe una lobotomizzazione frontale immediata
  5. non è possibile fregarsene di tutto e non prestare attenzione alle sorelle le quali, se lasciate a loro stesse, ultimamente ci propinano spettacoli orripilanti di maleducazione a tavola solo per il gusto di ridere a squarcia gola e innervosire il parentado
Eh si. Necessito di ferie.

martedì 21 novembre 2017

Cavigliando

Circa tre settimane fa sono andata a fare l'ultima eco alla caviglia (per chi non sapesse di cosa io stia parlando ecco qui). L'ultimo referto recitava che la ragazza è pressoché guarita, pressoché. A una persona normale quella piccola parolina potrebbe voler dire tutto o voler dire niente. Io l'ho interpretata come: “esci di qui, vai, corri per due ore tre volte alla settimana e vivi felice”. Ok, ok magari l'ho sovrainterpretata ma cinque mesi ferma sono stati una vera agonia. In realtà ho ricominciato a correre piano piano, una mezzoretta due volte alla settimana. Mi faceva male, ma il fisiatra mi aveva assicurato che era tuuuuuuutto normale dopo tanta inattività e che dovevo comunque andarci piano, cosa che io ho interpretato come: “esci di qui, vai, corri per due ore tre volte alla settimana e vivi felice”. Due giorni fa, finalmente serena e felice, mi preparo tutta per correre alla mite temperatura di 4 gradi, esco e corro per 46 minuti a 6'42'' (poco per me considerando che viaggiavo sui 6' netti). Eeeeeeeeh si. Probabilmente ho esagerato. Da lunedì il male è tornato e pare non andarsene. Che io abbia mal interpretato i consigli con il mio capire “esci di qui, vai, corri per due ore tre volte alla settimana e vivi felice”?

venerdì 17 novembre 2017

Aiuto

Le cinnazze sono la fotocopia del loro papà: quando si mettono in testa una cosa, pur di ottenerla, iniziano a fare tanto di quel pressing che un boa constrictor ne uscirebbe decisamente sconfitto. Ecco ieri cosa mi è successo:
“Ciao Spetti! Sai cosa mi ha detto ieri sera a cena mio figlio? Che Primogenita in classe ha detto a tutti che il suo papà si sta impegnando per mettere incinta la sua mamma e fra poco avrà un fratellino”
… … … come come?
“Buongiorno Sig.ra Spettinata. Ieri in classe sua figlia Sbibulina ci ha detto che Babbo Natale quest'anno le porterà un fratellino. Volevo farle le mie più sentite congratulazioni”
Ussignur! Occorre un serio discorsetto.

giovedì 16 novembre 2017

Ah oh, le scambiano

Primogenita e Sbibulina in effetti si assomigliano molto ma ci sono caratteristiche che fanno in modo che sia alquanto difficile confonderle. In primo luogo l'altezza: Sbibulina è più alta della norma ma, ovviamente, è palesemente più bassa della sorella. In secondo luogo i capelli: Primogenita ha delle meches naturali da far invidia al miglior parrucchiere mondiale che variano dal nero al castano chiaro, Sbibulina è bionda, ma proprio bionda. Eppure... Eppure le scambiano. Venerdì scorso, a nuoto, l'insegnante ha sgridato Pimogenita chiamandola col nome di sua sorella e pretendendo che si andasse a rivestire perché quello non era il suo corso ma il corso dei grandi. E ieri nel corridoio del catechismo i bambini passavano correndo e salutavano Sbibulina chiamandola col nome della sorella e confondendola con lei. Vabbeh, son conoscenti, ci sta. Ma proprio ieri io, madre degenere, ho visto una delle mie figlie seduta di spalle alla scrivania del padre e, credendo fosse Sbibulina, l'ho invitata ad andare a vestirsi in camera sua. Stupore quando Primogenita si è girata e con il suo fare accigliato mi ha rimproverato: “Ma mamma! Anche tu no eh!”
So che può sembrare assurdo, ma a me, figlia unica, non dispiace avere due figlie che si (e mi) assomigliano così tanto.

martedì 14 novembre 2017

Chiarimenti

Io sono fatta così: quando uno mi dice no è no. Anche se la risposta mi fa stare malissimo, me ne faccio una ragione e inconsciamente inizio a cercare tutte le valide ragioni al fine di convincermi che forse era davvero meglio il no. Un esempio lampante? Il matrimonio. Quando rimasi incinta di Primogenita volevo profondamente sposarmi e lo chiesi a Mr D. il quale mi rispose con un secco no, poiché per lui era meglio sposarsi perché entrambi lo volevamo piuttosto che perché ero incinta. Ci rimasi di merda, ma così tanto di merda che iniziai a costruirmi un castello così solido da autoconvincermi che aveva ragione lui, che in fondo il matrimonio faceva schifo, che la convivenza era mille volte meglio, che senza obblighi sarei stata più libera. E così, quando mi chiese due anni dopo di sposarlo, mi ero costruita delle mura così solide che dissi di no. Ero spiazzata, mi ero autoconvinta che il no fosse la cosa migliore e riuscire a distruggere il castello che avevo così faticosamente tirato in piedi per autodifesa non fu facile. La stessa cosa vale per il terzo figlio. Io il terzo figlio lo voglio da esattamente due anni e mezzo, da quando Sbibulina aveva tre anni. All'epoca sarebbe stato perfetto ricominciare subito, avrebbero avuto quattro perfetti anni di differenza, io ancora non avevo annusato la libertà completa che fa capolino quando i figli diventano grandi e avevo una voglia matta di occhioni grandi e piedini piccoli. Gliel'ho chiesto, ne abbiamo discusso e la risposta è stata no. A pensarci bene un no neanche troppo convinto, ma comunque un no. Negli anni ho provato a costruire il mio solito castello ma mi è risultato così difficile che periodicamente richiedevo al maritozzo il terzo figlio. Non è da me non riuscire a farmene una ragione e non è proprio da me richiedere una cosa per la quale ho già ricevuto una risposta. Eppure la domanda l'ho fatta e rifatta ancora fino a che, visto che la risposta non cambiava, ho iniziato piano piano a mettere mattone su mattone, a cercare tutte le motivazioni per cui sarebbe meglio il terzo figlio non averlo. Devo dire che da poco il muro iniziava a sembrarmi solido, la voglia non l'avevo più e tutte le volte che qualcuno mi proponeva il numero tre in automatico nel mio cervello partivano tutte le cose che avrei perso e tutte le fatiche che avrei dovuto riaffrontare. Si può capire bene, dunque, come gli ultimi discorsi nella casa spettinata mi abbiano turbato profondamente: io l'abitudinaria, io che odio i cambiamenti, io che con tanta fatica mi ero meticolosamente costruita mille motivazioni per un secco no. Ecco dove mi trovo io ora: sulle mura neanche troppo solide del castello per cercare di capire se riuscirò o meno a buttarle giù.

Il fatalismo proverbiale di Mr D.

Mr D., nonostante la sua razionalità da ingegnere, è straordinariamente fatalista, lo è sempre stato. L'ho scoperto la prima volta che mi ha detto “Ti amo” scritto a caratteri cubitali su un lenzuolo appeso a un cavalcavia e poi meticolosamente rimosso come ricordo. Quel giorno aveva deciso di fare il gesto folle ma non ne era ancora molto convinto. Mentre andava a comperare l'occorrente aveva incontrato la sua ex. Aveva conversato con lei e si era reso conto di quanto io fossi migliore per lui. Lo prese come segno del destino. E ancora quando rimasi incinta di Primogenita nonostante tutte le precauzioni del caso. E ancora quando mi chiese di sposarlo. E ancora e ancora e ancora. Beh, ieri sera, dopo l'ennesima solita richiesta insistente del fratellino, quell'idiota di mio marito tira fuori una monetina:
“Primogenita, basta. Lasciamo decidere al fato. Scegli”
“Testa papà!!! Se esce testa fratellino”
“Ok, allora se esce croce no”
Ting
Testa
“Eh beh, Amore, il destino tramite nostra figlia ha deciso così”
… … … come come?
“EVVIVAAAAAAAA! Dai papà! Dai! Dai! Dai subito il semino alla mamma! Dai dai dai dai!”
“Tesoro, ora non posso”
“Ma io voglio vedere mentre glielo dai perché non mi fido! Daglielo! Dai! Daglielo! Daglielo!”
No vabbeh... fate pure con comodo.

domenica 12 novembre 2017

Di richieste insistenti

Da circa tre settimane la solfa è sempre la stessa, se ci aggiungete poi che sia Primogenita che Sbibulina hanno la tenacia e l'insistenza del padre... beh... auguri! Ieri però una svolta nella solita conversazione:
“Papà!!!! Eddai!!!”
“No”
“Eddai papà! Dai dai dai dai!”
“No”
“Dai papà noi lo vogliamo! Lo vogliamo tanto tanto tanto!”
No”
Eddai papà!!”
“No”
“Pap...”
“Ho detto no! Si può sapere come mai da qualche settimana mi stressate così tanto? Si può sapere perché volete così tanto questo fratellino?”
“Beh, perché in due a Dixit non si può giocare”
Chapeau.

venerdì 10 novembre 2017

I win

Eh si. La chat delle psycomammaterne ieri ha raggiunto vertici di insperata follia. In meno di dieci ore il totale messaggi (giuro, li ho contati) è stato 453 e il tutto perché una psycomammaterna vuole organizzare il compleanno di sua figlia. Dapprima ha iniziato chiedendo le presenze, poi si è accorta che in quella data la saletta non era disponibile e discutibilmente ha chiesto a tutte quando avrebbe fatto più comodo. Dopo una serie di disparate date a casaccio, ha iniziato a chiedere consigli sulle salette, facendo volare numeri di telefono di eventuali posti, commenti cattivissimi sui despoti affittuari, insulti perché fino a gennaio pare che in tutta Bologna e provincia non ci sia una saletta disponibile. Io, dopo una giornata di silenzio-inkazzato, alle ore 19,51 ho scritto in risposta ad una mamma che per l'ennesima volta chiedeva se la psycomammaterna fosse venuta a capo della situazione:
Mi dispiace ma R. è stata fagocitata nel magico mondo infernale dell'affitto salette introvabili. Si narra che tali salette scompaiano per poi riapparire con le liste dei fine settimana tutti impegnati. Si narra anche che i proprietari non siano in realtà esseri umani ma creature fameliche che periodicamente fagocitano palloncini e richiedano tasse spropositate al passaggio solo per poter vantarsi con gli amici delle conquiste pallonciniche fatte. Speriamo che R. riesca a passare attraverso il tunnelfatato delle telefonate infinite, riesca a cavalcare il mostro bicefalo del proprietario del penultimo locale chiamato e arrivi alla pianura dell'affitto bloccato dove potrà riposare per un breve tempo prima di tornare fra noi e pianificare il compleanno della sua piccola A.
Dopo qualche sporadica faccina ridente, il silenzio.
Ho vinto.

giovedì 9 novembre 2017

Un tuffo in un possibile (ma anche no) presente

Ricordate lo Stronzo? Colui il quale dopo cinque anni di convivenza mi salutò alla mattina dicendomi che ci saremmo rivisti alla sera? Ricordate che tornai dopo il lavoro ed era sparito, lasciandomi una casa meticolosamente vuota solo delle sue cose?
Ecco.
Drrrrrriiiiiiiin
“Si pronto”
“Si buongiorno parlo con la Sig.ra Spettinata?
“Si, mi dica”
“La chiamiamo in merito ad una raccomandata del Sig. Stronzo”
“Scusi, può ripetere?”
“Una raccomandata del Sig. Stronzo”
“Guardi, ci deve essere un errore, io non ho inviato alcuna raccomandata al Sig. Stronzo”
“No no mi scusi è il Sig. Stronzo che dovrebbe riceverla”
“E perché chiama me?”
“Lei non è la moglie?”
muhauahuahuahauhauahuahauhauahuahauhauhaua ehm
“No, guardi, il Sig. Stronzo non lo sento da 12 anni e grazie al cielo non ci siamo mai sposati”
“Ma è sicura di non essere la Sig.ra Stronzo?”
“Sono sicurissima. La prego di cancellare i miei dati associati ai suoi perché non ho alcuna intenzione di sentire né rivedere tale persona. Grazie”
“Ci scusiamo per il disturbo. Arrivederci”
muhauahuahuahauhauahuahauhauahuahauhauhaua ehm
Moglie dello Stronzo? Ma anche no eh.

martedì 7 novembre 2017

Lamentele

“Uffffffff.... non ne posso più di questa scuola mamma. Ma alle medie si studia più che alle elementari?”
“Eh si, cara”
“Ufffff..... e alle superiori si studia di più che alle medie?”
“Eh si, cara”
“Ufff..... e all'università si studia di più che alle superiori?”
“Eh si, cara”
“Ufff.... però dopo basta, no?”
“Eh no, cara, dopo avrai il lavoro e al lavoro occorrerà fornire risultati e poi ci saranno i figli coi quali ricomincerai a studiare”
… … …
Forse dovevo essere più ottimista ma per fortuna che dopo un momento di silenzio generale siamo scoppiate in una bella risata. Aaaaaaaaahhhh la società occidentale...

lunedì 6 novembre 2017

Mi vogliono bene

Diciamocela tutta: il mio lavoro non è che dia tante soddisfazioni professionali. O meglio: non mi realizza appieno vista la mia laurea e visto ciò che faccio ora per vivere. Tuttavia qui mi vogliono bene. Ovviamente di gente stronza ce n'è, come dappertutto nel mondo, ma ci sono allievi che proprio mi vogliono bene. Questa mattina, di ritorno da un fine settimana di fuoco in cui ho lavorato anche ieri, domenica, ho aperto il mio cassetto e ho trovato questa:



 
Gnammy!

venerdì 3 novembre 2017

Boom

Ci sono una marea di cose di cui vorrei parlare ma in questi giorni mi risulta difficile trovare il tempo per scrivere, complice il lavoro ancora caotico e le bimbe per giunta a casa da scuola. Gli argomenti spaziano dalle nuove inkazzature dovute alla bicicletta, ai problemi di cuore di mio padre, alla crescita delle bambine, alla festa di halloween e potrei continuare con l'elenco fino a questa sera. Comunque mi sono appuntata tutto e pian pianino mi rimetterò in pari riversando il cervello sul blog. Promesso.