giovedì 29 dicembre 2022

Tiriamo le somme?

Non saprei in realtà da dove cominciare a tirar le somme di quest'anno perché da un lato tutto passa schifosamente in fretta, dall'altro mi sembra sempre di stare ferma. Se ci aggiungiamo poi la memoria che ultimamente fa cilecca molto più spesso di quanto dovrebbe... auguri! Comunque eccomi qui per cui iniziamo:

  • Sicuramente so tirar le somme sulla mia malattia ed è la prima cosa che mi viene in mente perché ogni primo dell'anno esprimo sempre lo stesso desiderio da decenni: “Riuscire a risolvere i miei dca”. Non si è mai avverato, mai, però negli anni sono migliorata. Quest'anno in realtà ho fatto parecchi scivoloni e a tirar le somme direi che sono peggiorata. Anche quest'anno esprimerò sempre lo stesso desiderio perché, si sa, la speranza è sempre l'ultima a morire.

  • Per quanto riguarda la mia famiglia è stato un anno splendido e impegnativo: Birullulo cresce a vista d'occhio, è un bambino buono e vivace e lo amo immensamente. Sbibulina pian pianino sta crescendo, ha avuto un anno parecchio difficile ma sta superando il tutto pian pianino e sono fiduciosa che le cose possano solo migliorare. Primogenita ha iniziato le superiori ed è ovviamente in difficoltà, ma sta gestendo la cosa con calma e maturità. Sta cambiando molto ma di base rimane sempre la figlia buona, generosa e solare che è sempre stata. Mr D. continuo ad amarlo immensamente, coi nostri alti e bassi e le difficoltà di gestire i lavori, la casa e la famiglia numerosa. Siamo qui, ci amiamo, e questo è davvero tanto.

  • Per quanto riguarda il lavoro, quest'anno è stato un anno buio, fatto di “mo' adesso mi licenzio” molto più spesso di quanto avrei dovuto. Ma se devo essere sincera le cose stanno cambiando anche se non riesco a capire se in meglio o in peggio

Non ci sono state grandi cose dunque, ma essendo una che sguazza di felicità dentro all'abitudine direi che è andato tutto davvero bene.

mercoledì 28 dicembre 2022

Eh no, non sono stata in vacanza. Eh no, non sono neanche stata in ferie. La realtà è molto molto meno romantica di quanto possano sembrare 10 giorni di assenza dal blog: malattia. Ha iniziato Birullulo con la gastrointestinale, seguito a ruota da Sbibulina, Mr. D. e da Primogenita. Io mi sono miracolosamente salvata dalla peste, anche se assistere quattro persone febbricitanti e vomitanti non è che sia stata una gran bella cosa. Il giorno stesso in cui sono guariti e hanno ricominciato le loro normali attività ho iniziato a star male anche io. Ma no, i sintomi erano diversi. “Fossi in te mi farei un tampone”. Ma dai, il covid me lo sono già preso, son pure vaccinata. E invece. Invece sì. Francamente, dopo la sorpresa del tampone positivo, mi aspettavo qualcosa di più leggero, una sorta di influenza stagionale sotto tono. E invece. Invece no. Ho raggiunto il culmine quando mi sono ritrovata a casa da sola. Mi sono svegliata che mi sentivo straordinariamente bene, niente febbre, neanche troppa tosse. Sono andata in bagno, mi sono elegantemente seduta sulla tazza del cesso e ha iniziato a girarmi la testa. Io sono abituata a svenire, svengo (ahimé) molto spesso, ma questo era un giramento di testa differente. Era come se perdessi l'orientamento, sballottata a destra e sinistra da un mare in tempesta su una gamba sola con il mondo al contrario. Lentamente mi sono sdraiata per terra e la prima cosa che ho fatto è stata tirarmi su le braghe. Se svengo e mi ritrovano con le braghe calate non è che sia poi una grande cosa. Ho aspettato lì per un po' che se ne andasse com'era venuta, non saprei neanche dire quanto. Non riuscivo a fare nulla, neanche a prendere il telefono per chiamare Mr D. visto che il display girava girava girava. Ma visto che non passava, piano piano ho iniziato a strisciare fino al letto, strisciare letteralmente, mi sono sdraiata con un'enorme fatica e una nausea pazzesca e lì son rimasta. Ho aspettato che passasse per un'infinità di tempo ma nulla e così ho iniziato a preoccuparmi. Ho sonnecchiato, ho contrastato la nausea, ho risonnecchiato e poi con un'assurda fatica ho chiamato Mr. D. che ovviamente non mi ha risposto. Il numero dopo è stato quello del mio medico curante che nonostante fosse fuori orario mi ha risposto, mi ha bofonchiato qualcosa simile a “Sì sì il covid lo fa, tipo labirintite” mi ha prescritto un farmaco che non sarei comunque riuscita a prendere visto che neanche riuscivo a girarmi nel letto e ha chiuso la conversazione in modo netto e professionale. Tutto sto ambaradan è durato più o meno sei ore, sei ore davvero orrende. Gli altri giorni li ho passati per lo più a curarmi la tosse, il raffreddore, la febbre e quella sensazione di profonda stanchezza che solo il covid (e un neonato) ti sanno dare. Ovviamente è saltato il Natale, Santo Stefano e tutte le feste familiari ma si spera di recuperare a Capodanno e nella settimana successiva. E comunque: Auguri in ritardo a tutti voi.

lunedì 19 dicembre 2022

L'ironia sbibulinica

Sbibulina fa sbragare. Dei tre figli lei è decisamente quella più ironica e divertente. Certo, fa spesso ridere di proposito. Ieri sera ad esempio è sbucata in soggiorno vestita da vichinga con una parrucca bionda in testa dichiarando solennemente “Ho deciso: cambio look”. Non riuscivo a smettere di ridere. Io la amo. La ragazza poi fa anche senza rendersene conto. Ieri infatti mi è arrivato un messaggio vocale dalla sua catechista la quale mi ha raccontato quanto segue: “Sai, Spetti, ieri sera c'è stato l'incontro fra i catechisti e mentre stavamo chiacchierando è venuta fuori una frase detta da tua figlia. Nell'ultimo incontro con bimbi infatti stavamo parlando del fatto che gli amici di Gesù tornarono a riva senza aver pescato alcun pesce. Abbiamo dunque chiesto ai bambini secondo loro come mai non fossero riusciti a prenderne nemmeno uno e tua figlia è saltata su dichiarando in modo deciso e quasi accusatorio Beh, per forza! Gesù camminava sulle acque e li aveva spaventati tutti. Inutile dire che ci siamo sbellicati tutta sera dalle risate, Don compreso”. Io la amo.

mercoledì 14 dicembre 2022

Passioni

Ora Birullulino dice e ripete praticamente ogni cosa, anche se a tratti occorre un interprete per comprendere bene cosa vuole esprimere il piccolo di casa. La parola che più spesso mi trovo a dover tradurre è Bibo che nel suo mondo fatto di giochi, colori e baci, equivale a Libro. Il ragazzo, infatti, ha due uniche grandi passioni: i trenini e i libri. I trenini sono stati decisamente forzati da Mr D. che si è ritrovato a quarant'anni suonati a poter realizzare il sogno della sua infanzia, regalando per ogni occasione speciale dei Duplo (i pezzi grandi della Lego) contenenti un pezzo di un qualche treno, di qualche ferrovia o di qualsiasi cosa inerente ai tratti ferroviari. Mi sembra di avere a che fare con due piccoli Sheldon ogni volta che li vedo sorprendo a guardare sti cosi che girano girano girano girano. Dell'altra sua passione sono decisamente responsabile io, lo ammetto. Gli leggo di tutto praticamente da quando è nato (a lui come alle sorelle eh) e devo ammettere che so conquistare anche un vasto pubblico con le mie letture. Ormai infatti quando lo vado a prendere dal nido, appena i bambini mi vedono, si fiondano in massa verso la libreria, prendono i libricini e me li portano perché sanno che io sono l'unica mamma che si ferma a giocare con loro e a legger loro delle storie. L'ho sempre fatto, anche con le altre due figlie, e mi ricordo che ci fu un periodo di confusione con gli amici di Sbibulina perché mi credevano una dada. Inutile dire son queste piccole cose che mi rendono felice.

lunedì 12 dicembre 2022

Sono circondata

Spesso mi viene da pensare quanto io sia fortunata. Nella mia vita sono davvero davvero circondata dall'amore. Sia quello che mi danno le persone care, sia quello che io do alle mie persone care e questo secondo punto è quello che sento di più in assoluto. Perché mi rendo conto di quanto io ami. Io amo profondamente i miei figli, tutti e tre, in modo così appassionato, viscerale, profondo, che a volte al solo pensarci mi viene da piangere. Li amo tantissimo in tre modi diversi ma molto simili. Li amo per come sono, per come sono stati e per come saranno. Li amo e mi sembra che il mio amore sia così tanto che sia difficile addirittura da contenere. E poi mica ci sono solo loro. Amo mio marito, lo amo con tutto il cuore. Sì certo ha i suoi difetti (chi non li ha) ma è un padre meraviglioso, è una persona altamente affidabile e mi fa ridere di cuore più spesso di quanto si possa credere. Amo mia madre per quanto pesante e ansiosa sia, la amo quasi di amore riflesso perché vedo quanto lei sia assolutamente dipendente da me. Non che sia sempre una cosa facile, ma apprezzo quanto mi voglia davvero bene e quanto sia presente, (in evidente contrapposizione con mio padre). Amo mia nonna per quanto buia e pessimista sia, la amo perché lei mi ama così tanto da avermi cresciuta anche se non sono figlia sua, la amo perché ha fatto sacrifici per me, tanti sacrifici per me, e ora che sono adulta e sono mamma capisco che è stata lei mia mamma più di chiunque altro. Amo mio padre, per quanto stronzo sia. Lo amo perché poteva scegliere di sparire nel nulla e alla fine, a modo suo, non l'ha fatto. Amo le mie amiche, anche se son lontane e anche se ci sentiamo poco. Quando le sento la mia anima si scalda e mi mancano molto. E amo la mia gatta, oh quanto amo la mia gatta, che si accoccola su di me con le sue calde fusa e il suo fare flemmatico. Ai miei suoceri e a mio cognato voglio davvero molto bene. Sono una famiglia squinternata, assurda, ai limiti del patologico, ma ci sono e ci sono sempre stati, non hanno mai fatto mancare la loro presenza (addirittura a volte poco desiderata) e questa per me è una grande qualità: poter contare sempre e comunque su di loro. Non è così scontato avere così tanto amore nella propria vita e io posso dire di essere davvero una persona fortunata.



mercoledì 7 dicembre 2022

Breve storia triste

Ieri sera Mio marito per spiegare il momento angolare a me e ai suoi figli ha iniziato a girare in tondo sulla sedia di Sbibulina. Ha girato una volta e poi si è recato in bagno perché gli veniva da vomitare. Fine.

domenica 4 dicembre 2022

Lo sfogo

Premessa: qualche settimana fa ho inviato nella chat della famiglia di mio padre l'invito alla festa del secondo compleanno di Birullulo (che si è svolta ieri). Mio padre, per non smentirsi mai, aveva risposto che sarebbe venuto solo se non avesse piovuto in quanto sarebbe sceso dai monti in moto. Come è prevedibile ho letto il messaggio e ci sono subito rimasta male. Maporcadiquellapupattolaladra. Se ci tenessi davvero potresti scendere in auto e sì, ti sbatteresti a cercare parcheggio come faccio io ogni volta che vengo a trovarti e poi torno a casa mia perché io il parcheggio privato non ce l'ho. E se ci tenessi davvero potresti chiedere un passaggio a una delle tue sorelle così neanche avresti lo sbattimento di trovarlo, sto kazzo di parcheggio. Ma vabbeh. Per settimane sono stata lì lì per scrivergli, ben consapevole che non avrebbe in alcun modo alterato la realtà dei fatti o il suo comportamento. Mi sono arrovellata il cervello chiedendomi come mai ci sia in me una barriera così tanto restia a rispondergli a tono, perché in fondo ho 40 anni e molte mie paure non hanno davvero davvero senso. Mi sono comunque aggrappata alla giustificazione del: tanto non cambierebbe nulla. Fatto sta che qualche giorno fa, quando tutti iniziavano a confermare o disdire la loro presenza, mio padre ha scritto che avrebbe preso un passaggio da sua sorella minore. Apriti cielo, ce l'ha fatta. Ho pensato. E come una figlia felice gli ho mandato un messaggio con scritto “Sono davvero contenta tu venga, sai ci ero rimasta male quando avevi detto che forse non saresti venuto” (già riuscire a scrivere questo messaggio per me è stato un enorme passo avanti). Risposta sua: Faccina sorridente. Ora, con il senno di poi, sarebbe stato meglio se non fosse venuto. Si è presentato ieri a casa mia con un muso da manuale. Non ricordo che mi abbia salutato ma è probabile che l'abbia fatto visto che io accolgo sempre tutti sulla soglia abbracciando i nuovi venuti. Sono sicura però che la prima frase che mi è stata da lui rivolta sia stata la seguente: “Oh, non si trovava parcheggio. Abbiamo cercato non so quanto. Se fossi stato da solo me ne sarei tornato a casa”. Io l'ho guardato e lì mi sono ricordata il perché non gli ho detto nulla nei giorni passati. Una sensazione di paura mista a timore reverenziale si è attanagliata nel mio petto. Ma a sto giro si è mosso anche qualcosa di diverso. L'ho guardato e non l'ho giustificato, non sono subito corsa ai ripari dandogli ragione ma me ne sono stata zitta, lì davanti a lui fissandolo negli occhi. La seconda volta che mi ha parlato mi ha detto bene o male la stessa cosa e allora lì ho ribattuto: “Sai che quando ti vengo a trovare anche io poi tornata qui devo cercare parcheggio?”. Ovviamente la reazione sua è stata nulla, ma io invece lo avevo detto, avevo tirato fuori, sebbene con titubanza, quello che mi ronzava nella testa da giorni. Comunque: è stato sgradevole per tutto il tempo della sua brevissima permanenza in casa mia, sebbene io notando il suo cattivo umore sia andata due volte ad abbracciarlo. E' stato così sgradevole che mia madre mi ha chiesto cosa avesse mio padre (nota bene: i due non interagiscono tra loro da anni e anni) e persino Mr D. che va d'accordo davvero con tutti e riesce ad essere serafico davvero con chiunque, mi ha chiesto alla fine della giornata cosa fosse successo: “Oh, in 16 anni non ho mai avuto difficoltà a parlare con tuo padre, neanche quando discusse con me tempo fa. Ma oggi non sono riuscito a parlargli” (e questo solo per farvi capire quanto mio padre riesca a espandere il suo alone contro le persone). Finita la giornata io, stranamente, non ero triste per tutto ciò. No. Non mi sentivo abbattuta, non mi veniva da piangere come succede sempre. No. A sto giro ero inkazzata. Inkazzata dura. Perché porcadiquellapupazzolaladra: se non avevi voglia di venire potevi startene a casa tua, avrei preferito. Sì, avrei davvero preferito non fosse venuto (e questo pensiero è rivelatore di quanto io sia davvero davvero inkazzata). Il vero passo avanti sarebbe dirglielo, sarebbe spiattellargli in faccia che si è comportato male (anche se l'esperienza mi insegna che non servirebbe a nulla visto che l'unica volta in 40 anni che l'ho fatto non è servito davvero a un beneamato k.) ma già non essere triste, già essere inkazzata e avere, sebbene in solitaria, reagito, lo considero un vero passo avanti. La realtà dei fatti, purtroppo, è che gli voglio un gran bene. Non so perché, ma gliene voglio davvero tanto e mi manca. Oggi ho deciso che non farò nulla, sarà già tanto che mi passi questo sgradevole senso di nausea che mi attanaglia lo stomaco. Domani chissà.

venerdì 2 dicembre 2022

Birullulino

Fra due giorni compirai due anni e io non posso essere più felice. Ti amo immensamente da ancor prima che nascessi, ti amo per tutto quello che sei, per tutto quello che mi dai, per tutto. Ti amo e mi sento così grata per questa tua irruzione nella mia vita, così inattesa ma così inconsciamente desiderata. Sei un bimbo dolce e affettuoso, sempre sorridente e mai imbronciato. Sei generoso e molto vivace, con te non ci si annoia proprio mai. Tutti ti vogliono bene, dai semplici conoscenti ai familiari. Le tue sorelle ti amano alla follia e così anche tuo padre e io. Sei il regalo più bello che potessi mai desiderare. Auguri, Amore mio, ti amo con tutto il mio cuore e con tutta la mia anima.