venerdì 29 luglio 2016

Domani tornano le bimbolotte e con loro torna la dolcezza, gli abbracci, i baci e il caos. Devo dire che in questo periodo a-figlifero ho pienamente goduto per una semplice, spettacolare, fantastica cosa che per una maniaco-ossessivo-compulsiva quale sono provoca in me un sublime piacere: l'ordine.
Ogni volta che ho messo a posto la casa, beh miracolosamente quella piu' o meno e' rimasta tale (il meno riguarda esclusivamente quel disordinato patologico di Mr D) e questa cosa mi ha fatto decisamente sentire mooooooolto serena e rilassata. So gia' che al loro rientro i due miniuragani si abbatteranno sull'ordine instaurato seminando puro terrore. E vedo gia' gli occhi iniettati di paura della povera Camomilla la quale si rifugera' sotto il letto appena percepira'il vociare caotico nel cortile interno del palazzo.
Eh si, mi son mancate le mie due splendide minuscole dolci piccole pesti.

giovedì 28 luglio 2016

Ah... la famigghia


Ieri per puro caso, in una passeggiata rilassan-serale per il centro bolognese, ho incontrato mio cugino il quale mi ha comunicato con tutta serenita' che sta partendo per trasferirsi in Sicilia e che non tornera' piu'.
Mal di testa istantaneo.
Calcolo immediato: famiglia radicalizzata bolognese sia da parte di madre che di padre e attualmente ho meno parenti qui (ovvero solo due) che al sud (ovvero sette e piu').
Mal di testa prolungato.
Motivo? Probabilmente gli omini del mio cervello fanno a botte fra loro, quello che porta sulle spalle il mio ideale di famiglia e quello realista che sa benissimo quale sia la mia famiglia.
Riflettevo su questo mentre camminavo verso la porta di casa e riflettevo ad alta voce, con un Mr D. che ridendo mi ha serenamente ribattuto che lui la famiglia considerata canonicamente “normale” ce l'ha, eppure... eh si... eppure. Eppure suo fratello ha avuto problemi di droga e alcolismo, i suoi genitori stanno insieme da quarant'anni ma non hanno mai avuto (MAI) una manifestazione d'affetto uno nei confronti dell'altro, suo padre passa la maggior parte del tempo a criticare sua madre, sua madre passa la maggior parte del tempo ad urlare, urlare e urlare.
A pensarci bene, in effetti, la famiglia ideale forse e' davvero solo ideale. E la mia famiglia praticamente non esiste e a pensarci bene potrebbe andare peggio, potrebbe esserci ed essere un disastro.
Potrebbe andar peggio... Potrebbe piovere.

mercoledì 27 luglio 2016

Ma io dico!


Mi sveglio, apro il giornale e leggo:
  1. Bologna: doccia di mezzanotte al binario est della stazione. Un uomo viene filmato mentre si denuda completamente e si lava sfruttando i tubi del carico acqua che servono ai treni
  2. Cento euro di multa per un pesce rosso che da due anni campeggiava sul bancone di un locale nonostante le proteste della titolare che assicura che al pesce veniva assicurato il cambio acqua tutti i giorni e cibo in abbondanza
  3. Multa di 100 euro al parroco di via S.F. per aver parcheggiato nel posto auto riservato alla sua chiesa. A nulla sono valse le sue proteste, la multa va pagata
  4. Degrado a Bologna fra graffitari e poca pulizia
E qui mi parte la vena mattutina:
Fatemi capire: si multa una ragazza che ha un pesce rosso in una boccia di vetro e si lascia un poveretto a farsi una bella doccia tutto nudo in stazione?
Multi un parroco che ha parcheggiato nel posto auto riservato alla sua chiesa e non multi le centinaia e centinaia di persone che fanno cagare i loro cani sotto i portici senza raccogliere neanche un escremento?
Io cammino tutti i giorni evitando merde e piscio come Alberto Tomba nei suoi anni d'oro, pago uno sproposito per un lavaggio stradale che a quanto pare non fa il suo dovere e non vedo neanche un cavolaccio di poliziotto a fare una bella multa agli incivili cittadini? Probabilmente sono tutti impegnati a far valere i diritti dei pesci rossi...

lunedì 25 luglio 2016

Uomini, tzk


Ah io lo so, ormai lo so. Ormai dovrei essermi abituata, no? E invece no. Irrimediabilmente i periodi piu' bui del rapporto di coppia li passiamo quando Mr D. e' oberato di lavoro. Il ragazzo, in suddetti periodi, si dimentica della mia esistenza, si aliena nel suo mondo di numeri e quando ha un secondo per rilassarsi o gioca alla ps4 (esatto, quella che io non volevo in casa e che ogni giorno da quando e' arrivata medito su come farla accidentalmente cadere dalla finestra) o sviene sul divano guardando quello che vuole lui. Io ritengo (me tapina) che ci siano altri modi per rilassarsi, per esempio andare a fare una bella passeggiata senza figlie visto che ancora per poco le ragazze risultano assenti giustificate. Ma no. Si preferisce un joystick. Vabbeh. Questo sarebbe niente perche' ritengo che ognuno abbia il sacrosanto diritto di rilassarsi come meglio puo'. Pero' (eh beh... se non ci fosse un pero') chissa' se sospetta della mia esistenza... Forse no... Potrei essere solo un'allucinazione che appare per cucinare e mettere a posto, perche' di fatto se mi rivolge una parola (una) e' gia' tanto. Hum... devo solo tener botta altre due settimane e poi il mare fara' il resto. Solo due settimane... ripeti con me.... solo due settimane...

venerdì 22 luglio 2016


La solitudine unita a tanto tempo libero gioco brutti scherzi, almeno a me. Ho lottato quasi tutti i giorni con fortissimi attacchi d'ansia senza capire esattamente il perche'. E poi sono venuti i pensieri, soprattutto legati alle mie scelte di vita. A pensarci bene non mi ero mai soffermata troppo a pensare come mai avevo scelto proprio quel corso di studi piuttosto che un'altro, un corso di studi che non mi affascinava, che non mi appassionava mentre io di passioni ne ho fin troppe. E allora come mai? Spirito di rivolta verso mio padre? Desiderio di conoscere cio' che non conoscevo? Io francamente ancora non lo so. La testa in questi giorni e' stata sull'orlo di scoppiarmi, la depressione li ad aspettarmi. E allora ieri cosa ho fatto? Ho spento tutto. Ho spento il cellulare, la tv, il citofono, e ho acceso lo stereo mettendo su un bel cd di violini. E cosi' ho iniziato a cucinare. Ne e' venuto fuori che mi sono messa a cucinare ballando da sola un bel valzer, libera come solo io so liberarmi, ovvero nella mia completa solitudine. Non ballo mai quando posso essere vista, e' un po' come cantare, e' una cosa che faccio solo quando sono sicura di non essere vista per la troppa vergogna di fare brutte figure. E se col canto se ne puo' parlare, col ballo io lo so: sono davvero inequivocabilmente negata a meno di non avere un buon partner che mi conduca. Alla fine mi sono divertita e ho vissuto davvero un bel momento. Basterebbe davvero cosi' poco...

mercoledì 20 luglio 2016


Io sono una di quelle persone che si accontenta di poco. Ad esempio ritengo che uno dei suoni piu' belli nella mia quotidianita' sia quello prodotto dai miei passi alla discesa di San Luca. Vado lassu' di corsa due volte a settimana, sudando duecento camice in poco meno di due ore, distruggendomi fisicamente ma liberandomi mentalmente. E' un momento quasi magico quando tocco la croce alla fine della salita ed e' ancora piu' magico quando mi siedo al sole nella posizione del loto e chiudo gli occhi, annusando il vento e ascoltando la natura. Ma il momento che preferisco avviene dopo. Mi preparo alla discesa, mi tolgo la musica dalle orecchie e scendo. C'e' solo il suono dei miei piedi che rimbonbano sotto il portico, accompagnato dall'orchestra di cicale del sole delle tre. E' un suono meraviglioso, unico, dolce e che mi dona una tranquillita' immensa. E' il suono della mia serenita'.

martedì 19 luglio 2016


Ricordo l'esatto momento in cui decisi che era venuto il momento. Ricordo il respiro, la concentrazione, il totale abbandono. Ricordo la consapevolezza della decisione, la decisione che era venuto il momento di interrompere l'ascolto del dolore per diventare parte attiva di quel dolore. Ricordo la sbandata di un solo attimo e il bisbigliare della mia voce che accennava un non ce la posso fare, e ricordo la voce femminile che mi rispondeva che in fondo l'avevo gia' fatto un'altra volta.
Ricordo l'esatto momento in cui decisi che era venuto il momento. Ricordo la forza interiore come un'ondata in piena. Ricordo la decisione di prendere in mano la situazione e vivere il dolore e la gioia fino in fondo.
Ricordo la voce femminile che, con stupore e felicita', accenna un Ehi, ma sorride.... ciao batuffolino e tu ancora non eri nata, a meta' fra il fuori e il dentro.
Ricordo il tuffo di amore immenso quando ho accolto fra le braccia il regalo piu' bello. Ricordo che eri serena, ancora avvolta nella tua placenta e collegata dal nostro cordone. Sei venuta al mondo con la camicia, senza pianti e senza urla, sei venuta al mondo sorridendo regalandomi il sorriso piu' bello.
Ti amo di quell'immenso amore che solo una mamma puo' provare.
Sei e sarai sempre il mio piccolo, splendende, sensibile, determinato Sole.
Auguri Amore mio.

lunedì 18 luglio 2016


Mr. D. sostiene di aver letto da qualche parte che i collezionisti sono tutte persone che da piccoli hanno avuto una qualche carenza e che compensano il loro vuoto con la necessita' di accumulare con ordine e precisione un qualcosa. Per me e mio suocero in effetti potrebbe anche essere cosi'. Lo scorso anno mi ha regalato tutta la sua intera collezione degli oscar miglior film da quando e' nato il premio oscar e la tengo gelosamente custodita nel mio armadietto di vetro rigorosamente in ordine con tutte le belle e minuscole etichette con su scritto sopra l'anno di vincita. Per non parlare di tutti i miei film della marvel, in ordine cronologico di storia, dei miei film di Harry Potter, quelli presi da Tolkien, tutta la collezione completa dei film di Hitchcock, quella di Mel Brooks, il megagigantesco cofanetto di Friends, tutta la serie di Scrubs, tutto Big Bang Theory e mi fermo qui per non annoiarvi. Inutile dirvi che alla passione per i DVD o Blu Ray che siano si affianca quella dei CD. Non tutto quello che mi piace, pero', lo compero. Io sono una di quelle persone che preferisce avere in mano l'originale che la copia, non mi metto a masterizzare DVD o CD come non mi metto a fotocopiare libri o a leggerli su iPad. Ma prima io testo, vedo, mi documento, e poi decido se ne potrebbe valere la pena. Esempio calzante? Il Trono di spade. Bello, avvincente, decisamente pungente, ma non lo compererei mai perche' non me lo riguarderei mai. Ultimamente mi sono gettata nella visione di un telefilm decisamente piu' vecchio: The Mentalist. Per ora mi pare tutto uguale. Bah.

domenica 17 luglio 2016


Vengo da un fine settimana abbastanza impegnativo in cui sono stata con le mie cucciolotte, sbarellata fra baci, abbracci, coccole e giochi per poi ritrovarmi fra pianti, abbracci e coccole per il saluto finale. E' inutile negarlo, le piccole pesti mi mancano molto. Ma in questo periodo di seminsolitudine ho ricominciato ad ascoltarmi e addirittura sono riuscita a comprendere cose che fino a poco tempo fa erano un vero mistero, come la causa dei miei superfrequenti mal di testa. Pare che, dopo aver tenuto una scheda dettagliata per ogni insorgenza maditestifera, io abbia capito che vengono quasi tutti dal mio essere costantemente di fretta. Mal di testa muscolo tensivo. Cioe' mi basta far concorrenza alla lumaca che ho tatuata sul polso non solo per guarire dal mal di testa ma proprio per non farne piu' comparire. E pensare che sarebbe bastato ascoltare mia mamma e il suo La fretta e' una cattiva consigliera. Ma chi lo sapeva che la fretta e' anche una portatrice di malesseri fisici?

venerdì 15 luglio 2016

Quando i topi non ci sono...


anche Camomilla balla. Eh si.
La ragazza, senza le piccole pesti in giro per casa, pare aver ritrovato una liberta' mai avuta. E cosi' la vedo correre libera a volecita' smodata, inseguire finti topini come se non ci fosse un domani, farmi le fusa sulla pancia in segno di affetto, dormirmi addosso buttandomi il suo musetto sotto le mani nella speranza di prendersi le coccole fra una sonnecchiata e l'altra. Di progressi in questo anno e mezzo ne ha fatti davvero tanti, il piu' evidente e' stato alla festa di compleanno della Secondogenita quando, nonostante casa nostra fosse invasa da un'orda impazzita di bambini urlanti, verso la fine si e' affacciata dalla porta di camera mia.
Beh, per una gatta decisamente sociofobica son progressi.

giovedì 14 luglio 2016

E da oggi inizia la rumba

Undici anni fa avevo gli stessi sintomi: stavo sempre male, nausea, mal di testa costante, crampi addominali. E così, dopo che Mr. D. me lo ha fatto notare (si, ero troppo impegnata per capire che stavo male un giorno si e l'altro si) ho iniziato a fare tutti i miei bei controllini dimentica di quello che mi era già capitato. Analisi del sangue quasi a posto, anemia quasi scomparsa, ferro inesistente. Nulla di nuovo sul fronte orientale. Pressione minima 50. Bassina bassina. Nulla di nuovo sul fronte occidentale.
E allora che fare?
TING.
Eccola lì la finestrella del ricordo.
Analisi del sangue. Risultati: intolleranza al 100% al latte vaccino, al frumento, all'uovo, alla segale (bah) e all'aspergillus niger (aribah).
Conclusione: smettila di mangiare uova, frumento, latte e latticini per almeno 6 mesi.
Sospetta celiachia.
Analisi del sangue.
Stop. Sono arrivata qui. Ancora non ho gli esiti per cui ancora non so se dovrò fare la gastroscopia (argh). Questa mattina mi prosciugheranno un altro po' e dopo essermi fatta dissanguare inizierò la mia dieta. Ieri sono andata in giro nei negozi alimentari ed è inutile dire che trovare anche solo un biscotto senza frumento (quindi non solo senza glutine) che poi non abbia traccia di uova e di latte è un'impresa titanica, specie se si considera la vicinanza alle ferie e la necessità di trasportare la mia particolare dispensa dove andremo.
La cosa che tuttavia mi pesa di più è dover abbandonare il mio essere vegetariana quasi da una vita. Perchè se elimino i latticini, le uova e il seitan mi rimangono solo i legumi. E va bene che ne posso mangiare tanti ma non basterebbero comunque al mio fabbisogno proteico e ferrifero e mi trasformerei in un'enorme lenticchia. Il lato psicologico di questo cambio di rotta sarà il più pesante.

martedì 12 luglio 2016

Pucci pucci


Copione uguale allo scorso anno: bambine assenti, fidanzatini presenti. Eh si. Io e Mr D. quando i gatti non ci sono, balliamo come topini impazziti. Ci troviamo di nuovo, senza pressioni ne' preoccupazioni, vicini alla spensieratezza come durante gli anni universitari in cui si usciva alla sera senza pensare ad orari o doveri, parlando fitti fitti, vestendoci eleganti e passeggiando per ore e ore senza vincoli di alcun tipo. Una new entry pero' quest'anno c'e', con mia grandissima sorpresa: si parla del terzo. Eh gia', il terzo. Il terzo e' tanto discusso che se si mettessero in fila tutte le parole per questo non-nato probabilmente da Bologna si arriverebbe senza neanche troppo sforzo fino a Parigi, con un giretto quadruplo intorno alla Tour Eiffel (ah... la Tour Eiffel). Ve la faccio breve: io voglio sto benedetto terzo figlio lo voglio da quando ero piccola e sognavo la mia famiglia. Mr. D. vuole sto benedetto terzo figlio lo vuole da quando era piccolo e sognava la sua famiglia. Donde sta dunque l'inghippo? Eh... l'inghippo sta proprio li, vicino alla cascata di soldi che non abbiamo. Con la prima, beh, OPS, per cui diciamo che essendoci piombata come un angelo dal cielo non e' che avevamo molte alternative. La seconda e' stata fortemente voluta e l'economia familiare era in solida crescita. Il terzo... beh... il terzo inizierebbe a pesare parecchio. Mio suocero continua a ripetere che dove si mangia in quattro si mangia anche in cinque e tutti i torti magari non li ha, pero' cosa facciamo? Mandiamo all'universita' solo il piu' intelligente? Per non parlare dei libri, delle mense, delle attivita' extrascolastiche. Tutte cose di cui io non mi preoccupo minimamente poiche' cuoredimamma vede solo l'affetto incondizionato e la gioia pura che darebbe una new entry, senza considerare minimamente il lato pratico della situazione. Prima o poi, a forza di parlarne, arriveremo a New York.

lunedì 11 luglio 2016

Modifiche canore


Peeeeendi sotto braccio
la felicitaaaaaa'
basta aver turaggio
all'abbebbaggio
del qua qua qua

domenica 10 luglio 2016


Non so se sia la mia eta' o la loro eta' ma piu' le ragazze crescono piu' il mio desiderio di stare con loro aumenta.
Provo a spiegarmi meglio.
Si sa che una plurimamma non ha tempo per se' stessa, proprio non ce l'ha, e quando prova a ritagliarselo normalmente e' un vero disastro. Quando erano piu' piccole bramavo un giorno da sola e quando l'anno scorso per la prima volta sono andate due settimane da sole al mare coi nonni mi sono sentita esplosivamente eccitata. Non fraintendetemi, mi mancavano da matti, ma la liberta' acquisita ripagava tutto. Quest'anno invece e' diverso. Alla loro partenza mi e' venuto uno di quei nodi alla gola e allo stomaco che conosciamo fin troppo bene. Ho pianto, ho ripianto, e ho desiderato che rimanessero con me. Strano per una miriade di motivi diversi, strano per il mio carattere indipendete e solitario, strano per una mamma che tutto l'anno impazzisce dietro alla prole, strano perche' son poi solo tre settimane. Ci ho pensato molto su e credo che siano due le cose che fondamentalmente mi spaventano:
  1. le ragazze stanno crescendo e con la crescita arriva anche la loro indipendenza. Intravedo gia' il giorno in cui mi manderanno a spendere. Prendiamo l'esempio di Grandona: da mesi ormai non vuole piu' baciare o farsi baciare dal padre e, come vi dicevo, io rimango ancora nella rosa dei baciabili ma intravedo neanche troppo lontano il giorno in cui dira' NO anche a me. E questa cosa mi riempie di spavento, malinconia, paura di perdere qualcosa di assolutamente prezioso e impareggiabile. Ogni minuto, ogni secondo, ogni attimo rubato a questo affetto mi pare sprecato irrimediabilmente e non voglio separarmi ne' da lei ne' dalla sorella ancora sbaciucchiosa
  2. non ridete, ok? Beh, io di tempo libero nella quotidianita' familiare bene o male ce l'ho. Se uno fa i conti su 24 h almeno 1 ora e ½ al giorno riesco a ricavarmela ma mai (e dico MAI) tutta consecutiva per cui mi ritrovo libera cinque minuti fra una lavatrice e l'altra, dieci minuti fra una pulita e una cucinata, sette minuti fra una coccola e un lavaggio denti. Adesso che le pupe non ci sono mi ritrovo con molto tempo libero, io, la figlia unica, colei che ha bisogno di tempo per se' come se fosse aria. Beh, partite le figlie quest'anno ho avuto paura di trovarmi da sola con me stessa. Ho avuto paura di tutto il tempo libero davanti, della noia, della solitudine. Io che sono sempre stata a mio agio nella solitudine, io che ho sempre avuto mille hobby, mille desideri, mille faccende. Io che da brava figlia unica ho sempre bisogno di ordine intorno a me, di silenzio e dei miei spazi ora mi ritrovo ad aver paura. Definizione giusta: Horror vacui. Pensate un po' come son messa...

giovedì 7 luglio 2016


L'avro' detto, ridetto, aridetto, un miliardo di volte ma piu' la vita va avanti piu' il concetto si ribadisce affermandosi nella mia quotidianita': ogni figlio e' a se'. Prendiamo ad esempio la visione di films/cartoni animati. La mia Grandona ha paura di qualsiasi cosa, anche dei cartoni piu' innocenti. Ogni volta che ci potrebbe essere (notare il condizionale) una qualche scena che potrebbe (notare il condizionale) farle paura lei se ne va dietro il muro o si nasconde la faccia nei cuscini. Non parliamo poi di quelle che possiamo classificare come “scene mediche”, ovvero scene in cui qualcosa del corpo va storto anche in un cartone animato in cui tutti magari ridono alla scena (un occhio nero, un braccio a penzoloni, un sangue al naso...): la ragazza va in palla, chiudendosi gli occhi e urlando che schifo facendo ogni santa volta svanire i sogni di Mr D. di vederla come primo medico in famiglia. Sbibulina, beh, lei e' un caterpillar. Le puoi far vedere qualsiasi cosa di qualsiasi scena con qualsiasi mostro che sputa qualsiasi tipo di sangue che lei... beh lei niente. Ricordo qualche mesetto fa quando andammo al cinema a vedere Zootropolis. Per i non addetti ai lavori e' l'ultimo film della Disney che parla di una citta' di animali che vivono in bellezza, allegria e civilta' fino a che qualcuno di loro dal nulla torna ad essere feroce. Un bambino dietro di noi supplicava i genitori di andare via mentre i coscienziosamente dubbi genitori lo tenevano li contro la sua volonta', un bambino continuava a dire che erano tutti cattivi e che ui quel film non lo voleva vedere, la Grandona ha passato una buona meta' del film a non guardare mentre Sbibuli', di fianco a me, stava incollata allo schermo sgranocchiandosi serenamente i suoi pop-corn. Giusto ieri, pero', e' stata riproposta in casa la visione di tale cartone animato. Inutile descrivervi il comportamento della Grandona. Con mio grande stupore, pero', vedo la piccolotta allontanarsi dietro al muro per una scena in cui neanche la Grandona si era minimamente scomposta.
“Amore, ti fa paura qualcosa?”
“Shi mamma”
“Ma cosa... amore non c'e' nulla ora”
“A me fa paura la pecora”
“Ah, la pecora che poi si scopre essere cattiva?”
“No mamma, la pecora, quella li, quella buona. Hai visto come e' brutta?”
Ooooooooook.

mercoledì 6 luglio 2016

Questa mattina e' stato diverso


Capita a tutte noi donnicciuole di sentirsi fischiare dietro da qualche omaccione, sentire complimenti piu' o meno spinti urlati dietro al nostro deretano, osservare sguardi sbavosi sul nostro davanzale. Oggi per me e' stato diverso.
Sono uscita di casa piu' spettinata del solito, complice il poco tempo a disposizione. Mi sono infilata al volo un paio di infradito, un vestitino estivo, due orecchini gitani, un braccialetto e una borsa frikkettona. Ho preso la Nicocicletta e sono uscita da un portone come un uragano in ritardo. Mentre giro l'angolo incrocio un uomo da solo, sento il suo sguardo su di me ma decido di non urlargli improperi perche' in fondo non ha fatto nulla di male anche se le palle che non ho iniziavano gia' vorticosamente a girare al contrario. Non gli sbatto contro per puro equilibrismo ed e' in quel momento che sento che fra se' e' se' esclama in un lieve sussurro “S..ccia ragaaaaaz” . Soccia ragaz e' una tipica espressione bolognese che tradotta sarebbe alquanto volgare ma come intercalare puo' essere interpretato come “Mamma mia che bella, ragazzi”. E mentre davo la prima pedalata fuggendo al guardone mattutino mi sono messa a ridere. Perche' se me lo avesse gridato dietro mi sarei inkazzata come un opossum ma detto fra se' e se' mi ha fatto pensare che forse lo pensava davvero. E non solo per farsi pavone davanti ad una sconosciuta o davanti ad amici.
E cosi' e' iniziata la mia giornata: ridendo.

martedì 5 luglio 2016

Un'ondata in piena


Primogenita non si fa piu' baciare dal padre. Ormai sono mesi che non vuole neanche un accenno di bacio, respingendolo con le mani, con i piedi e con qualunque utensile si trovi ad avere a portata di mano. Io per fortuna resto ancora nella rosa dei baciabili e ne approfitto inondandola sempre come un fiume in piena, intravedendo un futuro neanche troppo lontano in cui verro' bandita dalle sue guanciotte. Sbibuli' invece compensa l'anaffettivita' della sorella con l'affettuosita' tipica dei bambini di quattro anni. La piccolotta sbaciucchia a destra e a manca sia me che Mr D. con quella sua meravigliosa boccuccia piccolina e dolce. Il suo momento preferito e' il commiato mattutino, quando i genitori, ahime', sono richiamati dal mostro lavorativo. E allora lei, in pole position, si prodiga in una ripetizione di baci seriali e coccolosi che ogni volta fanno sciogliere il mio tenero cuore di mamma. Ed e' in momenti come questi che mi viene voglia di farne un terzo, per avere ancora quell'ondata di affetto incondizionato e coccoloso che so per certo sara' la cosa che mi manchera' di piu' quando saranno grandi. E poi mi basta un pomeriggio come ieri, passato a urlare dietro le urlatrici, per pensare che in fondo e' bene occuparsi dell'attuale equilibrio familiare che creare nuovo scompiglio. Forse.

lunedì 4 luglio 2016


A volte mi rendo conto che neanche ci guardo e se non e' lei a farmelo notare, addio. Perche' la Piccolotta ha tutta la roba passata dalla sorella ma la Grandona ahime' no. Come due mesetti fa quando Primogenita mi disse: “Mamma, non trovo neanche una canotta” e io tutta alterata risposi “Maddai! Ne hai mille! E' che non guardi bene nei cassetti!” e scoprii che aveva una sola canotta e ovviamente era nel cesto delle cose sporche.
Ieri e' stato il giorno dei calzini:
“Mamma? Non ho piu' calzini” disse sempre la poveretta
“Eddai Amore, hai il cassetto pieno! Li avrai lasciati per terra, in giro, sotto il letto, sulla scrivania! Se mettessi a posto le tue cose li troveresti!” dissi io aprendo alterata il cassetto, girando tutta casa e rendendomi conto che la grandona aveva spassionatamente ragione
E allora ieri, via di compere calzinose. Solo che... eh si... solo che... guardo, cerco, misuro, rimusuro, arimisuro, ricontrollo e.... e...
No.
Io non ci credo.
Io mi rifiuto.
“Aahahahahahah! Mamma!!! Fra poco mi mettero' i tuoi calzini e le tue scarpe!”
No.
Non e' vero.
No.
Non e' vero.

domenica 3 luglio 2016

Quote challenge, day three


Volendo chiudere in bellezza ma anche in ironia ho deciso che, invece delle solite tre citazioni, ne faro' due e due che comunque rappresentano in toto il mio modo di essere:
  1. “Sii prudente - Si, si prudero' moltissimo” Gas Gas, Cenerentola
    Io prudo sempre moltissimo. Non solo non mi piace rischiare in nessun ambito della mia vita, ma la trovo anche una cosa inutile, dannosa e assurda.
  2. “Mamma, ho fame. Ho cosi' fame che mangerei un elefante intero” Rolly, La carica dei 101
    Vabbeh... ecchevelodicoaffare? Chi mi legge sa, chi non mi legge sappia che il mio rapporto col cibo e' un tantiniiiiiiino patologiassurdo
  3. “Se non avessi voluto cambiare oggi sarei allo stato minerale” Lorenzo Cherubini
    Ah... Il cambiamento... Io ODIO il cambiamento ma da qualche tempo a questa parte ho capito che a volte (a volte e solo a volte) i cambiamenti non solo sono necessari ma sono estremamente positivi, specie i cambiamenti fatti per stare meglio con se' stessi. Nessuno dice sia facile ma almeno non si e' piu' allo stato minerale.
  4. “Ho sempre fatto solo sbagli ma uno sbaglio che cos'e'” Lucio Dalla
    Questa e' la citazione che ho come frase whatsapp da ormai una vita e ogni volta che penso di cambiarla, arrivo alla conclusione che nulla mi rappresenta meglio di questo pezzo di canzone per cui concludo proprio con questa botta di positivita' nei miei confronti. Perche' ritengo sempre che potrei fare meglio, ritengo sempre di sbagliare in ogni ambito della mia quotidianita' ma sto lavorando sodo per prenderla un po' piu' alla leggera. Perche' in fondo uno sbaglio che cos'e'?

venerdì 1 luglio 2016

Quote challenge, day two


  1. “Potrebbe andar peggio, potrebbe piovere” Frankenstein Junior
    Questa frase e' in assoluto la citazione che utilizzo di piu' nella mia quotidianita'. La sciolino come se fosse la perla di saggezza piu' saggia della saggitudine e ci credo profondamente. E vi diro' di piu': ogni volta che penso che in fondo potrebbe andare anche peggio (dunque ogni volta che sono in una situazione sicuramente non idilliaca) ripensando alla faccia di Aigor (scritto proprio Aigor) mi viene intimamente da ridere. Io AMO Mel Brooks
  2. “Non dire gatto” LaSpettinata
    No, no e poi no. Non la continuo la frase. Quando io sparo il Non dire gatto, la finisco li, il proverbio non lo finisco mai neanche di pronunciare. E' diventato una sorta di mantra da quando sono diventata mamma, perche' si sa che se dici che i figli dormono passi la notte in bianco, se dici che i figli mangiano passano la serata a digiuno, se dici che e' un buon periodo con tuo marito finisci per litigare. Mai dire gatto, MAI.
  3. “Passeranno le lotte di razza, gli odori di guerra” Cristiano De Andre'
    Questa canzone l'ho ascoltata fino allo svenimento quando e' morta mia nonna. Ad onor del vero ogni volta che mi e' morto qualcuno di profondamente caro nella mia testa si sono abbinate canzoni strane. Per mio nonno fu “Home” di Buble' mentre per mia nonna fu questa (ad essere sincera non proprio questa frase ma “Passera' l'occasione portata dal vento e in un momento passerai anche tu... passera' un leggero sorriso, che mi sembrerai tu”. Nonna mi manca tanto). La frase che cito adesso mi pare straordinarimente attuale ma con una determinazione profonda a non considerare la fine delle lotte e della guerra come un'eventualita' o una speranza bensi' come un dato di fatto. E questa cosa mi piace tanto.