venerdì 27 febbraio 2015


Mi e' capitato poche volte nella vita di provare una profonda tristezza, pura, senza niente a disturbarla. Non c'era dolore, non c'era rabbia o rassegnazione. C'era solo semplice, evidente, pesante tristezza. L'argomento era gia' stato affrontato tempo fa ma son sempre stata convinta che sarei riuscita in qualche modo a fargli cambiare idea. Era una di quelle convinzioni che si alimentano da sole, forti del desiderio che ti porti dentro da una vita, eppure ieri Mr D. mi ha ribadito un suo secco, disarmante, deciso No. Sara' perche' mi ricordavo le notti di dieci anni fa, quando se ne discuteva spensieratamente nudi sotto il piumone caldo in una giornata invernale. Di cose effettivamente ne sono cambiate molte ma pensavo che i desideri fossero rimasti gli stessi. La vita invece ti porta a scontrarti con la realta', le preoccupazioni, la spensieratezza che non torna piu'. Forse e' un bene che uno dei due sia il piu' razionale, che ci sia qualcuno che pensi anche alle cose pratiche oltre che basarsi solo e semplicemente sull'emotivita'. Ma io il terzo figlio lo desidero con tutta me stessa. Gli ho gia' trovato un nome, un nome per un bambino che e' stato solo pensato. E ieri, alla fine di quella che e' stata un'interminabile e tranquilla chiacchierata, mi e' presa solo un'immensa tristezza, di quelle tristezze strane. Non hai voglia di piangere, di parlare, di mangiare. Hai voglia solo di silenzio, un silenzio inteminabile che ti fa sentire chiaramente la pesantezza sul petto e sulle spalle e ti sembra che il mondo sia tutto schifosamente grigio. Oggi va gia' meglio, consapevole che per tirarmi su basta concentrarmi sulle due MiniMe che gironzolano in casa. Ma AnnaLuce, cosi' si sarebbe chiamata, rimarra' per sempre nei miei desideri.

giovedì 26 febbraio 2015


Ultimamente la sveglia in casa mia suona un po' troppo presto. Non per qualche bisogno, qualche volonta', qualche esigenza lavorativa, ma per una serie concatenata di fattori che si autoalimentano in una spirale di pura e semplice follia. L'alzata purtroppo si aggira in un range temporale che va dalle 5.05 alle 6.15 a.m. Le cause attualmente sono le seguenti, rigorosamente in ordine sparso e quasi sempre concatenate:
  1. pipi' della secondogenita fatta rigorosamente nel letto
  2. pipi' imminente della secondogenita da portare in bagno con conseguente corsa da centometrista con salto ad ostacoli giocattolosi del mancato riordino della sera precedente
  3. migrazione di zombie dalla cameretta al lettone pater-materno. Quattro corpi la' dove dovrebbero starcene due non aiuta la naturale regolarita' nel sonno
  4. gatta affamata che inizia a grattare la porta e continua in un dolce miagolio che invece di causare sonnolenza ti provoca istinti ben poco animalisti
Per ora si sono palesate solo le precedenti opzioni ma attendo consapevolmente l'arrivo di almeno altri tre punti fra cui, lo so, la calata dall'alto di una scaletta extraterrestre per condurci nel magico mondo dei SenzaSonno. Qualcuno si vuole unire all'allegra scampagnata?

martedì 24 febbraio 2015


“Allora, giochiamo alla scuola. Io sono la maestra e tu sei me, ok?
“Shi”
“Allora, cosa c'e' scritto qui?
“Mamma”
“No, no, no no: cosa c'e' scritto qui?”
“Mamma”
“Uffa!!! No!! Cosa c'e' scritto qui. QUI!”
“Mamma”
“NO, ho detto NO! Leggi bene! E' il nome della mamma o del papa'. Cosa c'e' scritto?”
“Mamma”

Son soddisfazioni.

lunedì 23 febbraio 2015


Le piccole cose sono quelle che mi donano un sorriso. Come ieri che, radunata tutta la famiglia sul tavolo della cucina a fare le costruzioni, la piccola pelosa di casa si e' accoccolata in mezzo alle mie gambe silenziosamente, quasi di nascosto. Quel tepore ha aggiunto un altro sorriso a quel momento gia' magico.
Continuo a pensare che basti davvero davvero poco per essere sinceramente felici.

venerdì 20 febbraio 2015

mercoledì 18 febbraio 2015


“Il coccodillo come fa... tatatatatata... Mamma? Pecche' la gatta non balla?”
… …. …

“Ninna nanna ninna oh, quetta bimba a chi la do', la dao' alla sua mamma la dao' alla sua mamma. Ninna nanna ninna oh, quetta bimba a chi la do', la dao' alla sua mamma la dao' alla sua mamma. Ninna nanna ninna oh, quetta bimba a chi la do', la dao' alla sua mamma la dao' alla sua mamma. Ninna nanna ninna oh, quetta bimba a chi la do', la dao' alla sua mamma la dao' alla sua mamma.”

Ok, la secondogenita e' al limite dell'ossessivo-compulsivita' ma quantomeno ha chiaro a chi debba andare questa bimba.

martedì 17 febbraio 2015

domenica 15 febbraio 2015

I miei occhi nuovi


Ieri sono stata ad una festa di compleanno di un'amica della Primogenita. Guardavo tutti questi bambini felici di essere felici. Guardavo la mia primogenita gia' grande ma ancora bambina, guardavo la mia secondogenita ferma in un angolo attaccata alla gamba di Mr D, troppo casino per la casinara di casa. Sono belle le mie figlie, di una bellezza innocente e meravigliosa, sono belle da commuovere. Loro due, nella loro diversita', completano l'amore che c'e' e c'e' sempre stato nella mia vita. Non esiste bellezza piu' immensa, non esiste felicita' piu' intensa. Esistono solo loro che, per me, sono la Vita.

venerdì 13 febbraio 2015


Lo ammetto: faccio una fatica enorme a scrivere dopo quello che e' capitato perche' non ho altro da dire se non quello che e' davvero capitato e l'ho spiegato cosi' tante volte a cosi' tante persone che non ho voglia di ripeterlo di nuovo. Ma una cosa la faro'. Mia nonna era una persona estremamente positiva, riusciva a trovare del buono e del bello persino nel nero piu' nero del nero e allora, in questi giorni, ho pensato: ci dev'essere pure del buono in tutto questo nero. E ho iniziato a concentrarmi su quanto di positivo riuscissi a vedere nel lutto. Nell'ordine ho trovato:
  • la sofferenza. La nonna purtroppo e' morta violentemente e ha sofferto. Ma poteva anche andare peggio poiche' la sua sofferenza e' durata poco meno di un giorno e la sua coscienza in tutto cio' si limita forse a qualche ora
  • l'opportunita'. Come accadde per mio nonno nel 2009, sono riuscita a salutarla poco prima che se ne andasse. Non e' cosi' scontato come potrebbe sembrare, e' stato pesante, e' stato doloroso, e' stato commuovente, ma e' stato anche bello
  • il calore. In 33 anni ho ricevuto parecchi abbracci di papa', quasi tutti abbastanza freddi, ma in questi giorni ho ricevuto da mio padre due abbracci meravigliosi, due abbracci di sostegno, due abbracci paterni che portero' nel cuore per sempre
  • il taglio. Questo brutto episodio mi ha fatto comprendere quali siano davvero le persone importanti della mia vita e le sensazioni importanti a cui appoggiarmi in caso di estremo bisogno. Mi ha fatto capire che ci sono momenti nella vita in cui e' necessario un taglio netto con chi ti circonda per pura circostanza
  • Il momento. Era stato cosi' anche con mio nonno ma quella volta fu necessita'. Rimasi da sola nella camera ardente per due ore, io e lui, in un silenzio surreale circondato dalla neve. Non arrivo' nessuno, io ero l'unica testimone della chiusura col mondo, della chiusura della bara. Ricordo che piansi tanto, piansi tutte le lacrime che avevo in corpo. Piansi e mi sfogai senza alcuna paura di frenare i miei sentimenti perche' li' c'era solo lui. Questa volta ho corso in mezzo alla neve per quasi mezzora pur di arrivare per prima ed avere la stessa opportunita' della volta precedente. Ho corso cosi' veloce che sono arrivata addirittura prima delle onoranze funebri e ce l'ho fatta: ho conquistato tre quarti d'ora in completa solitudin
  • La positivita'. La nonna e' la persona piu' positiva che io abbia mai conosciuto e il suo lasciarmi mi ha fatto capire quanto fosse importante quella sua positivita' per tutti noi. E cosi' ho iniziato a vedere il bello li' dove prima non ne vedevo. E' l'eredita' migliore che qualcuno possa mai regalare e non smettero' mai di ringraziare per questo

lunedì 9 febbraio 2015


Non l'avevo mai visto piangere, neanche al funerale di suo padre. Non l'avevo mai visto piangere ma ieri, in quell'interminabile domenica, ho visto le sue labbra serrarsi, ho visto i suoi occhi lucidi e la sua mano sulla bocca. Ho visto il suo dolore, che era anche il mio di dolore. Non se ne sarebbe dovuta andare cosi', mia nonna. Avrebbe dovuto addormentarsi nel suo letto e non svegliarsi piu'. Non avrebbe dovuto soffrire, non avrebbe dovuto passare le ultime ore della sua vita in questo modo. “Se ti impressioni non entrare” mi sono sentita dire. Ma come si fa a non entrare? Come si fa a perdere l'occasione, quell'unica occasione che ti viene data, l'occasione che potrebbe essere l'ultima per salutare una persona che ti ha accompagnato per tutta la vita? Ho passato interminabili ore fra la negazione e l'accettazzione, l'accettazione e la negazione e ora che e' tutto finito rimane solo un enorme e fastidioso dolore. Rimane il mal di testa, la nausea, il dolore al petto. Rimangono ricordi belli mischiati a quello che non avresti dovuto vedere. Rimane il suo sorriso, il suo inguaribile ottimismo. Rimane la sua forza, la sua ironia e il suo saper affrontare le situazioni peggiori nel migliore dei modi. Rimane il fatto che mi manchera' da morire e che nessuno potra' mai togliermi il ricordo indelebile che ho di lei

martedì 3 febbraio 2015


Tu non sei i tuoi anni,
nè la taglia che indossi,
non sei il tuo peso
o il colore dei tuoi capelli.
Non sei il tuo nome,
o le fossette sulle tue guance,
sei tutti i libri che hai letto,
e tutte le parole che dici
sei la tua voce assonnata al mattino
e i sorrisi che provi a nascondere,
sei la dolcezza della tua risata
e ogni lacrima versata,
sei le canzoni urlate così forte,
quando sapevi di esser tutta sola,
sei anche i posti in cui sei stata
e il solo che davvero chiami casa,
sei tutto ciò in cui credi,
e le persone a cui vuoi bene,
sei le fotografie nella tua camera
e il futuro che dipingi.
Sei fatta di così tanta bellezza
ma forse tutto ciò ti sfugge
da quando hai deciso di esser
tutto quello che non sei.
Ah, Ernest, se solo credessi a quello che scrivi riferito a me, sarei sicuramente una persona migliore.

Twice


Allora: oggi a quale delle mie personalità daro' retta? Alla cicciona frustrata che si mangerebbe anche la gatta o all'anoressica complessata che digiunerebbe fino alla fine dei suoi giorni?
Si accettano scommesse.

lunedì 2 febbraio 2015


“Papa'? Come si fa a contare fino a un milione?”
“Amore, inizia a contare poi quando arrivi a 999.999 te lo dico”
“Ok. 1-2-3-4-5-6-7-8-9-10-11-12-13-14-15-16-17-18-19. E poi? Dopo il 19?”
Buongiorno Mr. D.