lunedì 30 novembre 2020

Tic Tac Tic Tac

Primogenita è nata 3 giorni prima della scadenza.

Sbibulina è nata il giorno stesso della scadenza.

Se il cinno nella mia panza sarà in armonia con le sorelle nascerà 3 giorni dopo la scadenza per chiudere il cerchio, scadenza che sarebbe questo venerdì.

Staremo a vedere. Anche se nel mio caso sarebbe meglio scrivere "staremo ad agire".

venerdì 27 novembre 2020

Mister e Miss Galateo

Dalla cucina sento Sbibulina emettere un sonoro rutto in faccia a suo padre il quale, sconvolto, la rimprovera. Ecco lo scambio di battute fra i due componenti familiari:

“Beh! Sbibuli!”

“Eh! Che c'è papà?”

“Non si fa!”

“Machevvvvuoi! Guarda che ho preso da te eh!”

E dalla famiglia Eleganza è tutto.

giovedì 26 novembre 2020

Di automotivazioni canore da parte di un'ottenne

Da un mese a questa parte Sbibulina alla mattina mentre si prepara per andare a scuola canta sempre la stessa canzone ad alta voce con fare altisonante. Mentre si veste, si lava i denti, si infila la mascherina, si infila le scarpe. Sempre la stessa identica canzone: VINCERO'. Non mi chiedete dove l'abbia sentita, in casa ascoltiamo una marea di musica ma non musica lirica.

Questa mattina un inaspettato cambiamento. La consueta canzone automotivante infatti è stata rimpiazzata da un'altra altrettanto autoconvincente sebbene di più larghe vedute: WE ARE THE CHAMPIONS.

Io la amo.

martedì 24 novembre 2020

Cospirazione caotica universale

Io credo che la roba mi cada di mano più spesso ora che sono incinta per farmi piegare duecento volte al giorno. Ne sono quasi sicura.

Il bicchiere mezzo pieno

Ecco a voi il mio armadio pieno della roba che ancora mi sta.

Pieno... dai... mezzo pieno. Cioè ci sono solo due capi... Forse è mezzo vuoto... dai... o forseè meglio dire quasi vuoto. Vabbeh dai, preferisco vederlo mezzo pieno.


 

domenica 22 novembre 2020

Il giochino della domenica

Esattamente sei giorni fa avevo scritto qualcosa in merito a quello che è diventato “il giochino della domenica”. In realtà si tratta semplicemente di elencare tutte le cose belle della gravidanza e tutte le cose belle di avere un bambino alternandosi (io e Mr D.) mentre siamo nel nostro lettone caldo, coperti da strati di piumone e dal silenzio mattutino. Ho chiesto di farlo anche questa mattina, quando mi sono svegliata per l'ennesima volta con alle spalle una notte fatta di intervalli regolari cessiferi (circa una capatina ogni ora, di solito anche meno). Il giochino della domenica mi regala una bellissima serenità, una tranquillità e un ottimismo che ultimamente non è che mi pervadano spesso perché per lo più sono travolta da quello che andrò a perdere piuttosto che da quello che andrò a guadagnare. E così spuntano fuori i piedini cicciottosi dei neonati, il loro unico e inconfondibile odore di buono, le loro risate contagiose, il loro amore incondizionato. E' un giochino meraviglioso e credo che lo conserverò anche per altri momenti futuri al di fuori della gravidanza, come una splendida àncora a cui aggrapparsi quando tutto sembra stranamente buio e tenebroso perché anche nei momenti più stancanti e difficili ci sono sempre delle cose belle su cui soffermarsi.

giovedì 19 novembre 2020

I have a dream

Sogno un mondo in cui il mal di schiena, la pubalgia e l'acidità di stomaco siano solo un debole miraggio di un lontano passato.

Dall'inizio della 39° settimana è tutto.

Orange zone

Da quando siamo entrati in zona arancione hanno ripreso a circolare le camionette della protezione civile munite di altoparlanti che ricordano alla popolazione di indossare correttamente le mascherine, ricordano che c'è il coprifuoco dalle 22 alle 5 e invitano la gente a non uscire senza validi motivi. Questa cosa proprio non mi piace, mi ricorda i film apocalittici americani dove alla fine muoiono tutti e sopravvivono solo un paio di persone, di solito i protagonisti fighi muscoloso lui, biondona lei che hanno subìto solo qualche graffio al massimo sulla fronte per non avere il loro bel visino rovinato, quei film che di solito guardo e mi rendo conto che io sarei morta probabilmente alla prima scena visto il mio basso istinto di sopravvivenza e il mio spirito ad arrendermi praticamente subito. Insomma: la camionetta della protezione civile con l'altoparlante a tutto volume proprio non mi piace.

lunedì 16 novembre 2020

All'origine dell'ansia

E' da qualche settimana che stavo proprio male. Fortissimi attacchi d'ansia mi prendevano come prima della terapia, così forti da sfiorare gli attacchi di panico. Non riuscivo a respirare, figuriamoci a dormire. E ovviamente neanche a dirlo il campo ansiogeno ha sfondato la barriera dell'alimentazione quasi subito, sprofondandomi nei momenti bui pre-psicocosa, dove non riuscivo a controllarmi e tutto si rifletteva inesorabilmente sul cattivo umore, rabbia assurda e tristezza profonda. Ero sicura non fossero solo ormoni perché stavo esattamente come prima della terapia negli anni bui della bulimia, più come stato d'animo in realtà che come comportamenti. Stesse reazioni, stesse sensazioni, stesso buio. Ho provato molte volte a capire l'origine del mio fortissimo stato d'animo ed ero giunta a due possibilità: o ero così in ansia perché ancora non avevo preparato nulla per l'arrivo del bambino, o ero così in ansia perché io non ero preparata all'arrivo del bambino. Pendevo per la seconda ipotesi condita leggermente dalla prima. Nonostante tutto non riuscivo a risolvere la situazione e nel profondo capivo che c'era di più. E poi ieri sera la giusta domanda: che cosa c'è nella situazione attuale di così simile alla mia situazione precedente da farmi scatenare gli stessi sintomi? L'impossibilità di controllare la situazione. In fondo cos'è la bulimia? Il disperato tentativo di controllare il cibo fino al limite della razionalità per poi perdere il controllo e sfondarsi di roba. Ovviamente questa è solo la superficie, alla base si ha la profonda necessità (o illusione) di controllare qualcosa nella propria vita perché ci si sente succubi di tutto. E che cos'è il parto naturale? Un qualcosa di impossibile da controllare, impossibile da pianificare, impossibile da prevedere. La quintessenza del lasciarsi andare. Una volta capito questo mi sono istantaneamente calmata, ho dormito decisamente meglio questa notte, e sta mattina ho chiesto a Mr. D. di fare il giochino della domenica (a domani la spiegazione di cosa sia). Voilà

venerdì 13 novembre 2020

L'inizio della 38° settimana ovvero come terrorizzare tuo marito un qualunque venerdì 13 del 2020

Sei molto incinta?

Vuoi mandare nel panico tuo marito di prima mattina e non sai come fare?

Leggi anche a lui il trafiletto della settimana e vedrai che divertimento!


 

martedì 10 novembre 2020

La presa in carico

Quando ho partorito le altre due, ai miei tempi (oooooh come mi piace questa espressione e come mi fa sembrare navigata!) la presa in carico non esisteva. Adesso funziona così: chiami l'ospedale nel quale intendi partorire, fissi un appuntamento e loro passano ai raggi x tutta la tua storia gravidica, ti visitano, ti ribaltano, in modo da essere aggiornati e pronti quando andrai a sgravare presso la loro struttura. Mi sembra una cosa davvero utile e intelligente. Io ho sempre partorito nello stesso ospedale, uno degli ospedali migliori in Italia per quanto riguarda ginecologia e ostetricia, il quale tuttavia ha una politica molto rigida in tempo di covid per quanto riguarda l'accesso ai mariti in sala parto e dopo. Addirittura durante il lockdown non lo facevano mai entrare col risultato che il padre vedeva il bambino solo dopo qualche giorno dalla nascita, quando arrivava per accompagnarlo a casa. C'è un altro grande ospedale qui a Bologna che, sebbene anch'esso all'avanguardia, segue una politica meno rigida in merito. Ad esempio durante il lockdown il padre poteva assistere alle ultime due spinte di espulsione del figlio, vederlo, salutarlo, andarsene e passare una mezz'ora al giorno con la mamma e il bimbo fino alle dimissioni. So che è poca cosa ma se ci si pensa non lo è. Per cui visto che qui le cose cambiano di giorno in giorno e di ospedale in ospedale ho deciso di prendere le redini e fare così: farò la presa in carico in entrambi gli ospedali, mi solo salvata il numero dei loro pronto soccorsi ginecologo-ostetrici sul cellulare e mi aggiornerò settimanalmente tramite conoscenze su quale siano le regole per i mariti. Dopodiché a travaglio iniziato telefoneremo ad entrambi i pronto soccorsi chiedendo se i mariti possono assistere e a seconda della risposta andremo in uno piuttosto che in un altro. Questa situazione di incertezza e di ultimo minuto non è proprio da me. Io, che programmo a momenti anche quando andare in bagno, io che ho bisogno di sapere sempre in anticipo tutto. Vuol proprio dire che ci tengo davvero davvero tanto.

lunedì 9 novembre 2020

Partorire ai tempi del covid

Ieri parlando con una mamma dottoressa che lavora in uno dei più grandi ospedali bolognesi, quello in cui andrò a partorire, ho scoperto che hanno di nuovo chiuso le sale parto ai mariti. A detta sua le cose non vanno bene e nelle prossime settimane o rimarranno così o peggioreranno e si entrerà nella zona arancione o peggio rossa. Fino a pochissimo tempo fa i mariti venivano chiamati a 5/6 centimetri di dilatazione e rimanevano fino all'espilsione. Durante il lockdown invece venivano chiamati per le ultime due spinte. E invece ora non più. Gli occhi mi si sono riempiti di lacrime, un nodo pesante alla gola mi ha impedito di pronunciare parola. Ho messo su un finto sorriso nascosto totalmente dalla mascherina e così ogni tentativo di sembrare normale è andato perso, i miei occhi hanno rivelato tutto. Questa mattina mi sono alzata e lì è andato subito il mio primo pensiero e ho pianto, ho pianto tanto. Io ho fatto due parti meravigliosi. Sì sono stati faticosi, dolorosi ed entrambe le volte non ho voluto l'epidurale nonostante la durata biblica dei travagli, ma sono stati davvero momenti speciali anche e soprattutto perché condivisi con una persona speciale: mio marito. Il pensiero di dover fare tutto da sola ora mi angoscia. Non tanto per il travaglio, quello lo posso affrontare anche da sola, quanto per quello che segue: il vedere per la prima volta il volto di tuo figlio e ammirare subito dopo quello di tuo marito, piangere di gioia insieme, farsi una foto che rimarrà per sempre nel tuo cuore. E l'intimità dei momenti che seguono, solo noi tre, nella pace dopo la tempesta. Ricordo alla perfezione il volto di Mr D. appena viste le sue figlie, un volto così colmo di felicità da scoppiare. L'ho visto così solo due volte nei miei due parti e pensare che questa volta non lo vedrò e poi non lo rivedrò più mi fa male al cuore, mi impregna di tristezza e di infelicità. So che mi faranno un tampone covid appena arrivata e che non lo fanno ai mariti, probabilmente per centellinare le scorte, ma mi dispiace davvero davvero davvero tanto. Mi è presa davvero davvero davvero male e non riesco ancora a darmi pace. Le ho pensate tutte ma purtroppo non posso partorire in casa per varie cose che non vanno, così come non posso partorire in casa maternità qui a Bologna. Gli ospedali come regole sono tutti simili e ci son poi solo due ospedali a Bologna e andare in provincia non ha senso visto che questo è il terzo e si spera faccia in fretta. Non so... Mi è presa davvero davvero davvero tanto male. Spero che arrivi presto la rassegnazione.

giovedì 5 novembre 2020

Giochino della settimana

Trova le differenze fra una camera di una figlia di 8 anni e mezzo e una in preadolescenza.

n.b. Si specifica che ogni persona mette a posto il suo spazio, non sono ammessi aiuti esterni di persone adulte.

 




 

lunedì 2 novembre 2020

Gli sport estremi

Pulire casa all'ultimo mese di gravidanza, con 140 mq da aspirare e pulire, due bagni e una delle camere che comprende una preadolescente può essere paragonato al concludere un Triathlon Iron Man. Me ne sono accorta settimana scorsa quando ho concluso con una passata di vaporella alle 11.30 di mattina, mi sono accasciata a letto e poi non sono più riuscita a far nulla per tutto il giorno. Sono mesi che dichiaro di aver bisogno di un aiuto e sono mesi che alla fine tergiverso. Ma perché tergiverso? Ci ho pensato parecchio in questa settimana e i motivi sono decisamente tanti. Il primo motivo è che io ho sempre fatto tutto da sola e odio odio odio chiedere aiuto e questa cosa vale un po' per tutto. E non sempre è una cosa positiva, anzi spesso è proprio un limite. E' come avere un blocco che ti impedisce di andare verso l'altro. Perché le cose se le faccio io sono decisamente fatte meglio e fatte a modo mio, perché non voglio avere debiti con nessuno, perché non voglio che le persone mi rinfaccino favori richiesti. E questo vale anche (e soprattutto) con i miei familiari. E poi ci sono altri motivi eh, uno di questi è che non mi piace avere un estraneo in casa, e come estranei comprendo anche mia suocera o mia mamma. Perché le cose in casa mia sono mie, e mi scoccia che qualcuno le pulisca al posto mio, non lo trovo quasi giusto. Altro motivo, e forse primo fra tutti, è il fatto che io ero dall'altra parte. Mia nonna ha fatto la donna delle pulizie, la tata e la domestica per tutta la sua vita. Era trattata come una di famiglia, così tanto di famiglia che ancora le sue finte figlienipoti la vanno a trovare e le vogliono bene come se fosse la loro mammanonna. Ma io mi ricordo quando mi portava al lavoro con lei, ricordo la fatica che faceva per pulire la loro casa, stirare la loro roba, cucinare per loro e tener dietro nel frattempo alle loro tre figlie per poi tornare a casa insieme e occuparsi della nostra, di casa. E pensare di dover chiedere a un'altra persona di fare questo per me, sebbene pagata, sebbene con tutta la gentilezza e l'affetto possibile, beh, non mi va proprio giù. Ma per quanto non mi vada giù io non ce la posso fare da sola, non più. Sono davvero stanca, ho così male alla schiena e alle gambe che riesco a dormire pochissimo e ad intermittenza. Continuo a pulire, a mettere a posto, a fare la spesa, a cucinare, a lavare e a stare dietro alle mie due cinne che, per quanto grandi e brave, sono comunque impegnative. E così ho chiesto aiuto e da questa mattina verrà una signora una volta alla settimana a farmi i lavori più impegnativi. Chi mi conosce bene sa quanto questo mi costi, ma non ne posso più fare a meno, almeno per ora. La persona che viene è carinissima, gentilissima e con una dolcezza dentro che mi ha subito colpito. Mi fa davvero davvero strano, ma sono convinta che quantomeno sia la persona giusta.

domenica 1 novembre 2020

Cambio di programma

Avrei voluto scrivere un post leggero e divertente, ci pensavo da giorni. Poi invece questa mattina apro il giornale e leggo della morte di Gigi Proietti e senza neanche accorgermene mi sale un nodo enorme alla gola, lacrime copiose agli occhi e un'immensa tristezza. Io l'ho sempre adorato, Gigi Proietti, mi ha sempre fatto ridere da quando ero piccolina, mi sarò guardata Aladdin duecento volte solo per ascoltare la sua geniale voce del genio. Mi dispiace davvero davvero davvero tanto.