Dopo un simpatico giro di antibiotico gentilmente offerto da no dei mille vairus portati a casa da Birullulo frequentante il nido eccomi qui, meno pimpante del solito ma ancora straordinariamente in piedi. Prometto di aggiornare il blog da giovedì in poi, per il momento sono tornata al lavoro e il mio computer ha tentato di suicidarsi più volte quando ho aperto la casella di posta, inutilizzata da una settimana. Poverino... e povera me!
domenica 30 ottobre 2022
venerdì 21 ottobre 2022
La rosa di nomi
Finalmente Birullulo un pochino si è sbloccato e ha iniziato a parlottare. Cioè più che parlottare da un nome ad alcune cose/persone in modo consapevole, cosa che fino a qualche settimana fa proprio era impensabile, si limitava a indicare cose e oggetti e a ripetere il suo sonoro “MH!”.
Attualmente la sua rosa comprende:
Mamma (oh yeah)
Paaaaaapà
nanna
bimbo (che può essere sia maschio che femmina)
Baba (il suo pupazzino delle coccole)
Nonno
Tascia (che sarebbe nonna Natascia)
Iaia (che sarebbe sua sorella Primogenita che no, non si chiama Ilaria)
purtroppo sua sorella mezzana rimane ancora innominata nonostante i ripetuti tentativi di cavagli fuori un qualsiasi suono, anche un nomignolo non propriamente legato al nome di Sbibulina
Alcuni nomi non sono proprio nomi, tipo:
Brrrrrrummmm (auto o moto o qualsiasi cosa sia munito di un motore)
Muuuuuu (mucca)
Miao (gatto)
Bau (cane)
Poi finalmente ha iniziato anche a ripetere quello che sente per cui questa mattina l'ho sentito urlare più volte girando per la casa “Addi! Addi! Addi!” in seguito al mio “E' tardi tardi tardi tardi tardi!”. Ora, lo ammetto, è davvero uno spasso.
giovedì 20 ottobre 2022
Sbagliando si impara
Da quando è
successo il fattaccio (vedi post qui) Mr. D. mi avvisa sempre anche
quando in realtà non sarebbe necessario. Mi avvisa se ritarda anche
di poco, mi avvisa se non ritarda ma gli si sta scaricando il cell.
Mi avvisa sempre e questo mi fa capire quanto quello che è successo
abbia segnato me ma anche lui, anche perché io di solito sono una persona che difficilmente urla e sbraita e questo a volte ha i suoi vantaggio (nel senso che, quando capita, la cosa rimane impressa). E rimane così impressa che quanto è capitato mi ricorda molto un episodio che
successe quando Primogenita aveva 4 anni. Eravamo al mare con amici e
io stavo dietro a una Sbibulina appena nata. A un certo punto cercai Primogenita che, insieme a un'amichetta, era andata a giocare nei
giochi del lido. Niente. Nulla. Con calma iniziai a chiamare, a
cercare, ma niente. Avvisai subito Mr D. e i genitori dell'altra
bambina e in massa ci mettemmo a cercarle fino a quando, nel bagno
accanto, non vidi mia figlia giocare beata come se nulla fosse.
Apriti cielo. Non credo di aver mai urlato così tanto (forse l'altro giorno). Io che non
urlo mai, io che son sempre pacata, persi del tutto la bussola. Le urlai addosso che non si doveva
più azzardare, che non ci si può allontanare, che non si fa. Quando
mi parrò lo spavento e mi calmai ricordo di averle chiesto
se aveva capito il perché avevo urlato. Ovviamente la risposta fu un
sonoro e secco No e così con calma le chiesi scusa, le spiegai che mi ero molto
preoccupata non vedendola più e che mi ero presa davvero tanta tanta paura. Da quel
momento non si è mai più allontanata e nel caso nel caso di spostamenti anche solo per andare a bere a una fontanella a 3 metri di
distanza mi ha sempre avvisato. E lo fa tutt'ora, che son passati 10
anni. Direi che sbagliando si impara.
mercoledì 19 ottobre 2022
Oggi è uno di quei giorni che ti svegli e NO. Ho dormito malissimo, svegliata ogni ora o dal russare di Mr D. o dal pianto di Birullulo finché alle 5, essendo stata svegliata troppe volte, il mio fisico si rifiutava di riprendere sonno. Ci sono riuscita dopo una mezz'oretta di agonia mentale per poi piombare in un'ora tempestata di incubi allucinanti. Il risultato è che questa mattina, oltre a sentirmi stanca stanca stanca in modo assurdo, mi sento triste. Sì. Sono triste. Di una tristezza diffusa e perlopiù immotivata. Uffa.
domenica 16 ottobre 2022
Paura
Mr D. non torna mai a casa tardi. Complice il fatto che è libero professionista e la maggior parte delle commissioni le ha in città. Quando sono massimo le sei di sera ci ritroviamo già a chiacchierare in casa. Tuttavia settimana scorsa è uscito alla mattina, ci siamo sentiti al volo al pomeriggio presto, e poi non è rientrato. La prima cosa che ho pensato è stato: “Beh, magari ha fatto tardi sul lavoro e gli si è scaricato il cellulare. Aspettiamo per cena” ma a cena niente. La seconda cosa che ho pensato è: “Beh, magari è stato trattenuto, ha trovato traffico... aspettiamo dopo cena” ma dopo cena niente. La terza cosa che ho pensato è: “Ok, mi do tempo fino alla messa a letto dei ragazzi dopodiché inizio a muovermi” ma dopo la messa a letto dei ragazzi ancora nulla. La quarta cosa che ho pensato è: “Ok, calma. Mi do tempo fino alle 21,40 dopodiché inizio a muovermi” e visto che ancora alle 21.40 nulla, ho iniziato a fare qualche chiamata qua e la, cercando di stare calma e soprattutto di non allarmare nessuno. Il problema di Mr. D. è che essendo libero professionista non ha nessun collega da chiamare, nessun amico di lavoro con cui confrontarsi e così mi sono ritrovata prima a cercare di entrare nel suo computer per vedere gli ultimi appuntamenti della giornata (ovviamente invano perché senza password non vai da nessuna parte) poi a chiamare la commercialista (con cui sapevo avere un appuntamento alle 18), suo fratello (che non sapeva assolutamente niente e col quale son stata molto vaga per non farlo preoccupare) e infinite i papà ingegneri della compagnia i quali anche loro non sapevano niente. Per complicare il tutto Mr D. era uscito in bici da corsa per cui hanno iniziato a delinearsi nella mia mente scenari non proprio tranquilli. Io per tutto il tempo sono riuscita, non si sa come, a mantenere una calma serafica e a cercare di dominare la situazione nel modo migliore e senza panico. Sempre in modo calmo e pacato dunque ho fatto l'ultima cosa che avrei voluto fare: ho chiamato una mamma che lavora in ospedale chiedendo cosa potevo fare a quel punto. Lei, in modo molto gentile, mi ha detto che avrebbe chiamato i colleghi nei principali ospedali della città per capire se era arrivato qualcuno incidentato con una bici. Nel frattempo senza che io sapessi nulla i papà si erano mobilitati spargendo la voce e chiedendo a chiunque se l'avesse visto, qualcuno addirittura si era offerto di venire a casa mia (ma poi a fare che, non avrei potuto far molto prima di sapere cosa gli fosse successo). Eravamo tutti preoccupati. Tutti. Ed eravamo davvero in tanti. “Non credo che sia così tanto coglione da non avvisare se fa molto molto tardi e gli si è scaricato il cellulare. Può benissimo chiedere in un bar o a qualcuno di farsi prestare il telefono così a casa non si preoccupano. Vuoi che sia così coglione?”. Beh, ora la risposta la sappiamo tutti: sì.
Ps: appena tornato a casa, appena l'ho visto varcare la soglia, tutta la calma mantenuta fino a quel momento, tutta la tensione accumulata in quelle ore, tutto è scoppiato facendomi crollare in un pianto a singhiozzi così forte da far tremare il palazzo. Gliene ho dette di tutti i colori, gli ho urlato addosso, l'ho infamato, l'ho insultato e anche così non sono riuscita a calmarmi. Lui all'inizio si è messo a ridere, poi quando ha capito la gravità della situazione, quando ha acceso il cellulare e ha visto il putiferio che si era mobilitato, allora ha sgranato gli occhi e ha compreso. Mi ha chiesto scusa, mi ha abbracciato, ma nonostante questo non sono riuscita a smettere di singhiozzare, come quei bambini che piangono piangono piangono e dopo rimangono col respiro a strascichi. La cosa positiva in tutta questa situazione assurda è stata che ho sentito tutto il supporto e il terreno saldo di una comunità che ha fatto di tutto per darmi una mano. E avrebbe fatto ancora di più se la situazione fosse stata peggiore. Tutto è bene quel che finisce bene. Ma vaffanculo va!
giovedì 13 ottobre 2022
50 sfumature di Birullulo
Birullulo
Birullulino
Bibi
Bibì
Bubi
Bubì
Bubinsky
Bubistravinsky
Loli
Lolli
Lollinsky
Lollistravinsky
Lollibubistravinsky
Per ora non si è mai confuso. Spero comunque che non mi cresca con crisi di identità.
domenica 9 ottobre 2022
Zitta e incassa
“Bah. A me non piacciono gli uomini come quello lì, che si vede che stanno troppo davanti allo specchio, tutti perfettini...” dissi io vedendo passare un manzo da paura ma decisamente fighettino.
“Ok mamma. Però guarda lui e poi guarda papà e capisci” disse Primogenita col suo aplomb adolescenziale.
E così incasso e sto zitta.
giovedì 6 ottobre 2022
Very we... ah no
Mr D. è famoso per il suo inglese maccheronico. Ha tante qualità eh, ma quella di parlare in un'altra lingua che non sia l'italiano non è proprio fra quelle. In questi giorni parigini, grazie soprattutto al fatto che io il francese lo mastico bene, ho praticamente parlato solo io. Se non ché il penultimo giorno, stanca e sfinita, chiedo al mio caro maritino di andare ad ordinare due crepes.
“Ehm... tu ciocoleit creps pliz”
“Ye. Eat here or take away?”
“Ehm... no sugar”
… … …
“Ok but eat here or take away?”
“Ehm... No money! Card!”
“Yes... But eat here or take away”
“Ehm... card. C-A-R-D”
“O-K. E-A-T H-E-R-E O-R T-A-K-E A-W-A-Y?”
“Ah! Here”
Sia lodato il cielo!