Pare che le cose cambino di giorno in giorno, che ogni ora ci sia un'informazione nuova che in parte smentisca la precedente. Gli aggiornamenti ultimi sono che alla fine mio suocero ha avuto due piccoli ictus, che dovrà essere operato per forza perché delle due vene carotidee una ormai è persa, è ostruita al 100% ed è irrecuperabile, mentre l'altra è ostruita al 70% e va liberata. Avendo avuto due ictus, il rischio che l'intervento vada male si è alzato e i danni che ha subiìto al cervello purtroppo sono permanenti. Una cosa positiva però c'è: adesso capisce un po' quello che gli viene detto, fatica ad esprimersi ma comunque ce la fa ed è un pochino più autonomo fisicamente. Le variabili in gioco sono tante, le informazioni che arrivano cambiano di continuo per cui la cosa migliore, e difficile da fare, è vivere il presente, non pensare troppo in là e affrontare una cosa per volta. Come se fosse facile.
giovedì 27 aprile 2023
mercoledì 26 aprile 2023
Linguaggio Birullinesco
Birullulo ogni giorno sfoggia perle diverse ma il difficile sta nell'interpretarle. Chi come me passa la maggior parte del tempo in sua compagnia, non ha alcun problema in merito mentre il resto del mondo fatica a comprenderlo. Ecco allora la lista di parole attualmente più utilizzate che hanno tuttavia bisogno di un interprete:
Papa = Papà
Bana = Banana
Letito = Solletico
Unodue = Numero imprevisato che può andare da uno a infinito
Lino = Piccolino
Fito = Finito
Natto = Bianco
Nattito = Monopattino
Lesso = Fazzoletto
La situazione qui non è bella. No. Sono 17 anni che io e Mr D. stiamo insieme e non l'avevo mai visto così. L'avevo visto commosso, magari fino a qualche lacrimuccia, ma non avevo mai visto il dolore sul suo volto. Ora sì. Mr D. è molto legato a suo padre, molto più che a sua madre. Suo padre passava tutti i giorni a casa nostra, almeno un'oretta, per stare semplicemente insieme a lui e chiacchierare, per il solo piacere della vicinanza. Ora sembra tutto congelato, irreale. Le ragazze mi chiedono almeno cinque volte al giorno del nonno, come se potessi avere delle novità in così poco tempo e dire che magicamente si sta riprendendo del tutto. Ma almeno ora sappiamo cosa è successo: aveva la carotide ostruita del 70% e un pezzo dell'ostruzione gli è finita dritta dritta nel cervello. Per il momento non capisce quando gli parli (continua a ripetere non capisco, non capisco), non riesce bene ad esprimersi e non è autonomo ma pare che i danni cerebrali non siano permanenti. Quello che stiamo aspettando di sapere è se verrà operato, operazione molto rischiosa visto che, durante la rimozione dell'ostruzione, una parte del materiale potrebbe staccarsi e finire nel cervello provocando altri danni se non la morte. E la cosa brutta è che non puoi neanche spiegargli quello che sta succedendo perché non capisce. Ti guarda, non capisce e piange. Ho suggerito a Mr D. di fargli ascoltare della musica classica per farlo stare meglio, e quella sembra funzionare. Però rendersi conto della propria situazione ma non capire nulla deve essere dilaniante. Lui, ex professore, confinato in un letto in attesa non sa neanche di cosa. Si chiederà se rimarrà così per sempre, senza capire nulla di quello che gli viene detto e senza riuscire a farsi capire. Si chiederà se riuscirà a vedere i suoi nipoti, ad abbracciare i suoi cari. Si chiederà tutto ma non potrà sapere niente. So che poteva andare peggio, so che potrebbe cambiare in meglio ma qui la situazione non è bella. No.
lunedì 24 aprile 2023
Di male in peggio
In questo periodo allucinante spesso mi è capitato di pensare che le cose non possano che andare peggio di così. Perché la situazione di salute del marito di mia mamma è destinata a peggiorare fino all'inevitabile e pure la salute di mamma non può migliorare perché non si può operare finché la situazione di suo marito rimane questa. Ma mi sbagliavo. Perchè io credevo che ci si limitasse a questo e invece le cose possono andare peggio, molto peggio, e per altre persone.
Sabato sera è stato male il papà di Mr D. E' stato trasportato d'urgenza in ospedale e siamo ancora qui ad aspettare che qualcuno ci dica qualcosa di più specifico. Si parla di ictus ma ancora non è chiara l'entità del danno cerebrale subìto. La cosa che angoscia di più è rimanere in questo limbo in cui non sappiamo niente ma sappiamo che qualcosa c'è e pare sia abbastanza grave. Non credevo che quello che viene da tutti chiamato il SuperNonno potesse crollare anche lui in questo periodo. Non me lo aspettavo. Non ora.
mercoledì 19 aprile 2023
Il silenzio sospetto
Chi ha figli sa che se aleggia silenzio in casa quasi sempre qualcosa non va. Ieri sera, presa dalla stanchezza, ho deciso dopo mangiato di non andare subito in sala da Birullulo ma di prendermi cinque minuti di relax sul divano della cucina. Cinque minuti, massimo sette. Il silenzio era oltremodo sospetto ma avevo deciso di sobbarcarmi le possibili conseguenze. Nell'arco di sette minuti Birullulo era andato in sala, aveva preso l'uniposca blu scuro di Secondogenita e aveva colorato tutta la tv, il mobile della tv, il muro, la scrivania di Mr D, si era spostato in cameretta, aveva preso il computer portatile di Primogenita e aveva tolto tutti i tasti. In cinque minuti. Alla vista dello sfacelo Mr D. è andato fuori di testa mentre io, con una calma serafica, ho fatto spallucce, preso una spugnetta, ho iniziato a pulire e poi ho preso i tasti del computer e mi sono apprestata per la successiva oretta e dieci a rimettere a posto tutto (beh, più o meno, non ce l'ho proprio fatta con tutti). Non oso pensare cosa avrebbe potuto fare in dieci minuti. Ma che belli i due anni e mezzo.
martedì 18 aprile 2023
Breve storia triste
Sono stanca. Ho bisogno di un caffé.
Mi faccio il caffé, prendo il sacchetto di carta con dentro lo zucchero e ne tiro fuori un cucchiaino.
Lo guardo: sembra zucchero a velo.
Strano.
Lo tuffo nel caffé, mescolo, bevo.
Era farina.
Fine.
domenica 16 aprile 2023
Son troppo vecchia per queste cose
Giovedì scorso ho avuto la penultima partita di campionato. Ho dovuto giocarla tutta io perché l'altro libero si era infortunato. Due ore e mezza (più un'ora di riscaldamento prima) in cui delle simpatiche ventenni mi battevano e schiacciavano addosso come se non ci fosse un domani. E' brutto da dire, ma all'ultimo set non vedevo l'ora che finisse tutto e il più rapidamente possibile. Mi ricordo pensieri come Spero non batta ancora una volta su di me, Finirà prima o poi sta benedetta partita, No ma io son troppo vecchia per queste cose, Ok, dopo quest'anno basta, io l'agonismo lo abbandono. Bene o male sono arrivata alla fine, zoppicante e stanchissima, mentre le altre giocatrici mi sembravano appena sudaticce. Ah, la gioventù. E' vero che ho un ruolo che mi permette di giocare a questi livelli sebbene abbia passato i quaranta, è vero che ho un ruolo che mi permette di essere più bassa delle altre perché tanto l'altezza non conta, è vero eh, ma io sono stanca. Oooooh come sono stanca. Ho iniziato quest'anno agonistico pensando che sarebbe stata un'occasione persa dire di no, che l'avrei comunque portato a termine tutto e che alla fine avrei tirato le somme e capito cosa fare. Beh ora sono arrivata alla fine e ho capito benissimo cosa fare: io mi fermo. Mi sono divertita, mi sono inkazzata, ho riso, ho pianto, ho esultato, ho urlato, mi sono infortunata, mi sono risollevata. Ne è valsa la pena per un certo periodo di tempo, ma ora non più, ora ho bisogno di tornare a giocare una pallavolo meno inkazzata e più serena, ridendo e scherzando, senza passare due sere a settimana a farmi massacrare dal simpatico allenatore (eh sì, ho un allenatore solo per me che passa le sue serate a schiacciarmi e battermi addosso). E' stato bello, sì, ma ora ho bisogno di avere di nuovo i miei spazi per divertirmi, andare a correre, suonare e soprattutto avere in quei momenti la testa il più leggera possibile.
martedì 11 aprile 2023
Bene
Birullulo è un concentrato di puffolosità. Certo, come tutti i bambini di poco più di due anni commette un'infinità di guai (l'ultimo sport sembra quello di far cadere piatti e bicchieri di vetro come se non ci fosse un domani) ma è un bimbo meraviglioso. La cosa che ultimamente mi ha scaldato il cuore è stato quanto successo venerdì scorso. Birullulo,quando stiamo facendo qualcosa insieme ed è felice che io sia con lui, ha l'abitudine di dire “Tao mamma” ciao mamma in un modo così dolce da scaldarti il cuore. E' come se volesse racchiudere in quelle due paroline il suo immenso sentimento, la sua genuina felicità, il suo focus su di me e sul fatto che stiamo passando del tempo insieme. Venerdì, mentre tornavamo a casa da scuola e chiacchieravamo su quante gru avremmo visto nel percorso, quanti cancelli chiusi avremmo trovato e quante auto blu e gialle avremmo contato mi ha guardato con quei suoi occhioni da cerbiatto, e mi ha detto:
“Tao mamma”
“Ma ciao Bubi”
“Bene”
Per la prima volta in vita sua mi ha detto ti voglio bene, e il mio cuore di mamma è esploso di gioia. Da quel momento, non sempre però, il Tao mamma è spesso seguito da bene e io trabocco di gratitudine e felicità. E sì, lo dice solo con me. E io sono Felice.
venerdì 7 aprile 2023
Il lato positivo
Dopo le infinite influenze filiali che grazie al cielo non hanno colpito noi adulti, speravo che il trambusto fosse finito. E invece mi sbagliavo. Ci sono vari aspetti della mia vita che purtroppo non vanno, o vanno male, o vanno pesanti. Non ho tanta voglia di elencarli tutti perché non credo serva a nulla per cui mi concentrerò su una cosa positiva che mi è successa lunedì scorso. Da settembre, come avevo già accennato, ho cominciato a fare agonismo nella pallavolo e questo mi ha inevitabilmente portato a sospendere la corsa. Il 22 aprile finirà sto benedetto campionato per cui potrò finalmente tornare a incastrare qualche uscita settimanale. Inutile dire che dopo 6/7 mesi di fermo totale quando ho riprovato a correre è stato un sfacelo. Inoltre da tempo (circa un paio di anni) mi succede una simpatica cosina: ogni volta che vado a correre, dopo la doccia, mi vengono questi fortissimi allucinanti mal di testa che mi portano addirittura al vomito e l'unica soluzione è bombarmi di roba. Ho fatto migliaia di accertamenti con migliaia di esami, con la conclusione arrivata un mesetto fa del simpatico neurologo che mi ha dato una simpatica soluzione: “Ah signora, cambi sport” (eggrazziealca). Parlandone per l'ennesima volta con Mr D., lunedì, il maritozzo si è messo a spulciare tutte le mie attività fisiche (che monitoro sempre con un orologio sportivo) e si è reso conto che durante la corsa le mie pulsazioni sono molto alte. Nessuna meraviglia, ho sempre avuto le pulsazioni alte, ma mi ha suggerito di correre fra le 130 e le 140 pulsazioni al minuto. Proviamo, ho pensato, male che vada mi drogo dopo. Il risultato è stata una corsa lumacosa in cui praticamente camminavo veloce più che correre, di una noia totale con neanche un briciolo di stanchezza dopo. Però il mal di testa non mi è venuto. Vuoi vedere che è quello? E così da lunedì, ogni giorno, sono andata a correre tenendo in considerazione questi parametri e tutto è andato a meraviglia. Spero ovviamente che col tempo il mio battito cardiaco si adegui e che con gli stessi battiti io riesca a correre più veloce, ma è meraviglioso. Cioè posso di nuovo correre. E respirare. E sentirmi in quel momento davvero bene. Tutto ciò mi rende davvero davvero davvero felice.
mercoledì 5 aprile 2023
Il vero capriccio non si scorda mai
I capricci dei propri figli, quelli memorabili, si ricordano anche dopo anni e anni di distanza.
Quello di Primogenita fu un capriccio durato tutta la via da percorrere fino a casa. La bambina, con in mano qualche figurina, fece cadere il suo prezioso bottino in un enorme lago di urina di cane e ovviamente voleva raccoglierlo come se nulla fosse. Spiegato che no, non poteva farlo, iniziò ad urlare come una matta e continuò fino a casa. Ricordo la gente che si affacciava dai negozi per vedere chi stesero squartando, ricordo la nostra tranquillità nell'affrontare la situazione, ricordo che a un certo punto Mr D. la prese di peso in spalla e via.
Mentre quello di Primogenita fu plateale e noto a tutto il vicinato, quello di Secondogenita fu intimo e familiare. Eravamo in vacanza all'Isola del Giglio, in balcone a mangiare un buon piatto di pasta al pomodoro. Lei non voleva mangiarlo e così, con la mia solita calma, le ho spiegato che c'era quello per pranzo e che se non ne aveva voglia poteva mangiare a merenda qualcos'altro. Apriti cielo. Al contrario della sorella che nel giro di una via aveva già smesso, la bambina iniziò ad urlare e tirò avanti per un bel po', tanto che a un certo punto Mr D. uscì di casa perché proprio non ce la faceva più. Io tranquilla, ferma sul mio punto, ogni tanto rispiegavo alla bambina che quello c'era per pranzo e puntualmente urla su urla contro la mia serafica calma. Dopo circa un'oretta e mezza di show, ricordo che mi chinai alla sua altezza, come facevo sempre, e mentre Primogenita mi ascoltava le dissi: “Amore mio, se non ti va bene quello che c'è per pranzo non è un problema, ma non cucinerò altro. E ricorda che la mamma è del segno del Toro, non si vince contro il toro”. Quella frase divenne leggendaria e ancora si narra nelle serate casalinghe come una di quelle battute di film storici che non puoi fare a meno di citare.
Ieri sera è venuto il turno di Birullulo. Non so se sarà il suo capriccio più plateale ma devo dire che si è impegnato parecchio. Prima di cena, affamato, il ragazzo come sempre ha chiesto una fetta biscottata, e poi un biscotto, e poi un altro biscotto. Quando ha chiesto tutto il pacchetto dei suoi biscottini preferiti gli è stato fermamente detto di no, perché la cena era quasi pronta e avrebbe dovuto attendere una decina di minuti soltanto. Inizio stimato del capriccio ore 19.00. Ha cominciato prima avventandosi sul padre che gli aveva negato il pacchetto, urlando a più non posso mentre un Mr D. calmo e fermo gli spiegava che no, che era quasi pronta la cena. Il ragazzo ha continuato durante tutta la durata del pasto perché a quel punto non voleva più la buonissima pastina che avevo preparato con tanto amore (avete presente la pastina al formaggino? Quella bella cremosa?) ma voleva solo i suoi biscotti. Non ottenendo nulla dal padre, ovviamente, si è fiondato sulla sottoscritta, spaccandomi i timpani per tutto il tempo, tirandomi i pantaloni, prendendomi le dita, arrabbiandosi quando ogni tanto gli rispiegavo con calma che sì, gli avrei dato i suoi biscotti ma solo dopo che avesse mangiato la pastina. Dopo quella che è sembrata un'eternità, gli ho chiesto per l'ennesima volta se avesse bisogno di aiuto nel calmarsi e finalmente ho ottenuto un sì. Cullato fra le mie braccia si è immediatamente rasserenato, ha mangiato tutta la cena e dopo ha ottenuto i suoi biscotti. Fine scenata ore 19.45 circa. Poteva andar peggio.