Sono passati ormai poco meno di tre mesi da quando ho corso la mia prima maratona ma l'immagine di alcune persone è rimasta indelebile nella mia mente anche perché il percorso della gara spesso tornava indietro permettendo di vedere in faccia chi correva prima o dopo di te. La maratona è un evento che ti fa scoprire la forza umana, la fratellanza, la determinazione. La maratona è un luogo meraviglioso dove tutti sono uguali ma diversi. Ed ecco una microcarrellata delle persone che mi sono rimaste più in mente:
mentre io ero a poco meno di metà maratona, il percorso si incrociava con quelli che la stavano finendo, erano al loro 38° chilometro e affrontavano una simpatica salitona. E' lì che ho visto un papà che spingeva un passeggino con tre bambini dentro. Andava a scheggia e io, che stavo morendo ed ero indietrissimo, l'ho guardato con ammirazione, l'ho applaudito e ho urlato per incoraggiarlo. Ho scoperto dopo che ha fatto il record (non ricordo se europeo o mondiale) di minor tempo su una maratona spingendo un passeggino trigemellare
a un certo punto, sicuramente dopo la metà, stavo correndo quando ho visto, dall'altra parte della strada, la macchina a chiusura della corsa. Era attaccata a due vecchiettini che si trascinavano in avanti, curvi su loro stessi, ma determinati al loro ritmo. Anche lì ho urlato per incoraggiarli, dicendo loro che ormai eravamo verso la fine. Ho scoperto che avevano entrambi più di ottant'anni e entrambi hanno concluso la corsa
in treno verso Ravenna ho conosciuto Mauro. Ho capito subito che era un atleta dal fatto che sulla sua carrozzina e addosso aveva duemiladuecento adesivi col suo nome scritto sopra. Parlando con lui ho ascoltato la sua storia, un ragazzo che fa un incidente da giovane in moto e perde quasi tutto, tranne l'uso della mano destra. Da qualche decennio gira l'Italia e il mondo correndo maratone, su una carrozzina modificata da lui, spingendola con una sola mano. Mi ha parlato delle difficoltà col trasporto perché lui viaggia sempre da solo, senza accompagnatore. Mi ha parlato del fatto che non può stare troppo tempo lontano da casa perché viaggiando così lui dorme sulla sua sedia a rotelle, non riesce ad alzarsi, non riesce a lavarsi, non va in bagno per cui più di due giorni fuori non può. Mi ha parlato della difficoltà a trovare alberghi a poco costo adatti a sedie a rotelle, al fatto che non può semplicemente prendere i biglietti del treno collegandosi online, mi ha fatto scoprire un mondo che proprio non conoscevo. E posso dirlo? Mauro corre, corre veloce. E' arrivato al traguardo prima di me (sì sì è vero che parte anche prima, però è comunque arrivato prima di me). Un grandissimo spirito guerriero
poco dopo la metà della mia gara ho visto che dall'altra parte della strada, c'era un ristoro per chi stava già concludendo la gara. E lì, in quel ristoro, c'erano i vincitori della maratona. Stavano dando da bere e da mangiare a chi ancora non aveva finito. Erano passare neanche tre ore, se non ricordo male. Quando sono arrivata io lì, in quel punto, di ore ne erano passare più di cinque e loro erano ancora lì, a dare sollievo a chi come me non aveva ancora finito. Un atto meraviglioso di estrema umiltà e fratellanza che raramente dimenticherò
durante eventi simili si vedono magliette di tutti i tipi, per lo più ironiche e divertenti (come la maglietta “arrivo, con calma ma arrivo” di cui mi sono davvero innamorata). Una più di tutte mi ha colpito. Un ragazzo decisamente sovrappeso aveva una maglietta semidistrutta con su scritto sopra “Corro per mio babbo che mi guarda dall'alto”. E mi sono commossa.