giovedì 30 gennaio 2025

E' per tutti. Ma non è da tutti.

Sono passati ormai poco meno di tre mesi da quando ho corso la mia prima maratona ma l'immagine di alcune persone è rimasta indelebile nella mia mente anche perché il percorso della gara spesso tornava indietro permettendo di vedere in faccia chi correva prima o dopo di te. La maratona è un evento che ti fa scoprire la forza umana, la fratellanza, la determinazione. La maratona è un luogo meraviglioso dove tutti sono uguali ma diversi. Ed ecco una microcarrellata delle persone che mi sono rimaste più in mente:

  • mentre io ero a poco meno di metà maratona, il percorso si incrociava con quelli che la stavano finendo, erano al loro 38° chilometro e affrontavano una simpatica salitona. E' lì che ho visto un papà che spingeva un passeggino con tre bambini dentro. Andava a scheggia e io, che stavo morendo ed ero indietrissimo, l'ho guardato con ammirazione, l'ho applaudito e ho urlato per incoraggiarlo. Ho scoperto dopo che ha fatto il record (non ricordo se europeo o mondiale) di minor tempo su una maratona spingendo un passeggino trigemellare

  • a un certo punto, sicuramente dopo la metà, stavo correndo quando ho visto, dall'altra parte della strada, la macchina a chiusura della corsa. Era attaccata a due vecchiettini che si trascinavano in avanti, curvi su loro stessi, ma determinati al loro ritmo. Anche lì ho urlato per incoraggiarli, dicendo loro che ormai eravamo verso la fine. Ho scoperto che avevano entrambi più di ottant'anni e entrambi hanno concluso la corsa

  • in treno verso Ravenna ho conosciuto Mauro. Ho capito subito che era un atleta dal fatto che sulla sua carrozzina e addosso aveva duemiladuecento adesivi col suo nome scritto sopra. Parlando con lui ho ascoltato la sua storia, un ragazzo che fa un incidente da giovane in moto e perde quasi tutto, tranne l'uso della mano destra. Da qualche decennio gira l'Italia e il mondo correndo maratone, su una carrozzina modificata da lui, spingendola con una sola mano. Mi ha parlato delle difficoltà col trasporto perché lui viaggia sempre da solo, senza accompagnatore. Mi ha parlato del fatto che non può stare troppo tempo lontano da casa perché viaggiando così lui dorme sulla sua sedia a rotelle, non riesce ad alzarsi, non riesce a lavarsi, non va in bagno per cui più di due giorni fuori non può. Mi ha parlato della difficoltà a trovare alberghi a poco costo adatti a sedie a rotelle, al fatto che non può semplicemente prendere i biglietti del treno collegandosi online, mi ha fatto scoprire un mondo che proprio non conoscevo. E posso dirlo? Mauro corre, corre veloce. E' arrivato al traguardo prima di me (sì sì è vero che parte anche prima, però è comunque arrivato prima di me). Un grandissimo spirito guerriero

  • poco dopo la metà della mia gara ho visto che dall'altra parte della strada, c'era un ristoro per chi stava già concludendo la gara. E lì, in quel ristoro, c'erano i vincitori della maratona. Stavano dando da bere e da mangiare a chi ancora non aveva finito. Erano passare neanche tre ore, se non ricordo male. Quando sono arrivata io lì, in quel punto, di ore ne erano passare più di cinque e loro erano ancora lì, a dare sollievo a chi come me non aveva ancora finito. Un atto meraviglioso di estrema umiltà e fratellanza che raramente dimenticherò

  • durante eventi simili si vedono magliette di tutti i tipi, per lo più ironiche e divertenti (come la maglietta “arrivo, con calma ma arrivo” di cui mi sono davvero innamorata). Una più di tutte mi ha colpito. Un ragazzo decisamente sovrappeso aveva una maglietta semidistrutta con su scritto sopra “Corro per mio babbo che mi guarda dall'alto”. E mi sono commossa.



martedì 28 gennaio 2025

“Secondogenita?”

“Sì Birullulo?”

“Non voglio che tu te ne vada”

“Oh! Mamma!! Birullulo, quattro anni, è più bravo di me a coniugare i verbi!”

E' già pronto per l'università.

domenica 26 gennaio 2025

Riflessioni genitoriali

Nessuno ci insegna come essere genitori ed è palesemente la cosa più difficile che ci possa essere. Perché da figlio tu sai esattamente quali errori stanno facendo i tuoi genitori, hai ben chiaro quali siano le cose che i tuoi genitori secondo te stanno sbagliando e sai perfettamente che ti impegnerai per ripeterle. Perché tu non sei come i tuoi genitori. E proprio per questo cerchi di fare coi tuoi figli quello che tu credi sia il loro meglio. Ma come tu non sei come i tuoi genitori, anche i tuoi figli non sono come te. Perché i tempi corrono, le generazioni passano e il mondo cambia. Gli adolescenti di oggi non stanno passando l'adolescenza come l'abbiamo passata noi, allo stesso modo in cui noi non abbiamo passato l'adolescenza come quella dei nostri genitori. E se uno non vuole prendere a modello il passato, allora quale potrebbe essere un punto di riferimento? Come si fa a sapere se si sta facendo il bene per i propri figli? Me lo sto chiedendo più o meno frequentemente in questo periodo in cui Primogenita porta a casa un'infilzata di brutti voti. Badate bene: è una bravissima ragazza, è rispettosa, dolce, generosa e studiosa. La amo immensamente. Andiamo davvero d'accordo: abbiamo gli stessi gusti, la stessa ironia, lo stesso carattere. Ma quest'anno va così. Sarà che le hanno cambiato forzatamente classe (ed è finita in un gruppo in cui non si trova), sarà che le hanno cambiato forzatamente i professori (come sempre dal passaggi biennio triennio), sarà che è innamorata (ormai fra qualche settimana farà un anno col PoveroRagazzo), fatto sta che alla fine del primo quadrimestre (o trimestre, ormai non ci capisco più una mazza) la pagella è davvero disastrosa. Ha quattro materie sotto di cui due gravi e due meno gravi ma come poter approcciarsi a una adolescente? Perché se la affronti di petto io ho sempre paura di turbarla nel suo già precario equilibrio, con la paura che poi si tagli o anche peggio. E se non la affronti di petto magari non cambia niente. Io sono quella che ci parla, che si siede sul letto con lei e cerca di consolarla e di trovare insieme una soluzione, ma è davvero questo il modo giusto? O forse avevano ragione i genitori che o porti a casa i risultati o porti a casa i risultati punto, senza offrirti alcun aiuto o alcuna soluzione, quei genitori che te la devi cavare da solo. La realtà è che nessuno ti insegna come fare e nessuno ti garantisce che quello che stai fecendo, quello che tu credi sia il meglio per il loro meglio in realtà lo sia davvero.

Non è facile essere genitori.

giovedì 23 gennaio 2025

Slang

“Mamma! Belle poppette!”

“Ehm... scusa Birullulo non ho capito. Vuoi le polpette?”

“Poppette mamma! Le tue poppette!” dice candidamente il quattrenne mentre mi palpa felicemente il seno.

La cosa si è fatta interessante quando ho iniziato ad indagare in famiglia e fra i suoi amici. Pare che nessuno le chiami così. Tutta semplice e limpida farina del suo sacco.

martedì 21 gennaio 2025

Un cuore

Mio padre mi ha raccontato che quando si è separato da mia mamma si sentiva in colpa. Pare assurdo ma mica lo sapevo. Ha detto che mi veniva a trovare a casa e che poco dopo la separazione, avrò avuto neanche quattro anni, gli ho candidamente detto “Papà, io mi ricordo quando vivevi qui”. Pare che questa cosa lo abbia turbato, che sia tornato a casa sua piangendo come una fontana. Mio padre. Piangeva. Io mio padre l'ho visto piangere solo una volta in ospedale, quando sua madre stava morendo. Pensare a mio padre che piange per quello che è successo a noi mi fa strano, forse perché è ed è sempre stato un uomo tutto d'un pezzo, determinato nelle sue decisioni e sicuro di quello che riguarda sé stesso.

lunedì 20 gennaio 2025

Breve storia triste

“Ma Birullulo! Ma hai tirato giù tutti i miei libri di storia dell'arte!!!!”

“Si mamma”

“Ma perché che dopo devo rimettere tutto a posto?!? Ti piacciono?”

“Moltissimo. Me li leggi mamma?”

“Eh sono un pochino complicati ma perché no. Qual è quello che ti piace di più?”

“Questo”

“Fa vedere. Neoclassicismo. Hai scelto proprio bene! E perchè ti piace di più questo?”

Birullulo apre, con calma sfoglia e candidamente indica col suo ditino le parti intime del Giasone di Thorvaldsen:

“Per questo pisellino mamma”

Fine.

martedì 14 gennaio 2025

Per la prima volta

Io non avevo mai preso ferie a Natale. Sì magari il giorno della Vigilia ma mai tanti giorni tutti di seguito perché di solito prendo ferie solo quando so che si va via con la famiglia. A sto giro, forse nella speranza di fare qualche giorno fuori, forse perché spinta dal mio capo a rimanere a casa, mi sono presa 10 giorni fra Natale e capodanno. Il programma era di prendere la macchina e passare tre o quattro giorni a Monaco ma complice il lavoro di Mr D., complice l'economia familiare e mettiamoci pure come complice la davvero poca voglia e la davvero tanta stanchezza alla fine ce ne siamo stati a casa. Dunque per la prima volta in vita mia ho passato dei giorni di ferie a casa con tutta la famiglia al completo. E vi dirò: mica male! Ovviamente ci son sempre state le mille incombenze casalinghe, le lavatrici, le lavastoviglie, la spesa e chi più ne ha più ne metta, ma poterci godere la quotidianità senza la fretta tipica dettata dai ritmi scuola/lavoro è stato davvero bello. Unica pecca? Dover tornare a lavorare che, strano a dirsi, è stato più faticoso del solito.

Breve storia triste

“Ah guarda Birullulo è arrivata la mamma, saluta i tuoi compagni di scuola e preparati! Buon pomeriggio signora, è andata bene la raccolta funghi?”

“Ehm... mi scusi?”

“Ma sì! Suo figlio ci ha detto che siete andati a raccogliere i funghi nel bosco con i nonni e poi lei li ha cucinati. Cos'erano? Porcini?”

“Ehm... guardi... questo fine settimana siamo stati a casa, non siamo andati in alcun bosco e non cucino funghi da una vita perché a Birullulo non piacciono”

“Ah. Interessante”

“Già”

Fine.

mercoledì 8 gennaio 2025

Ai son vècia

Uno dei miei punti deboli è il collo, o meglio il trapezio superiore. Ogni tre per due infatti mi fa male, molto spesso mi prende alla testa provocandomi fortissime emicranie e ogni tanto arrivo a dei veri e propri blocchi. La novità di questo inizio 2025 è il blocco prolungato. A dire la verità ho iniziato ad avere male alla fine dell'anno, circa due settimane fa, ma tutto è degenerato fino a questi giorni in cui ogni piccolo movimento, compresa la deglutizione o un semplice sbadiglio, mi porta dolore. Di solito prendo antinfiammatori solo quando la tipologia del dolore provato è per me insopportabile, come ad esempio un forte mal di testa, per cui fino a ieri non avevo assunto nulla perché per quanto intenso e invalidante riesco ancora a sopportare. Tuttavia mi sono arresa in serata, buttando giù senza pensarci un bel antinfiammatorio. E' stato come bere un bicchiere d'acqua: nulla, niente, nada, rien. Stamattina mi sono svegliata e la situazione è ulteriormente peggiorata, ad ogni buca presa in bicicletta mi partiva un'imprecazione e ora sono ferma immobile davanti al computer perché qualsiasi movimento io faccia, che sia destra, sinistra, alto o basso, non riesco a muovermi per più di qualche millimetro (un centimetro nel caso del movimento a sinistra, yuuuuu). Ora la mia domanda è: checcavolopossofarci?

martedì 7 gennaio 2025

L'infinita dolcezza

Entrambe le mie figlie sono sempre state molto affettuose soprattutto da piccole. Non hanno mai avuto una netta preferenza per l'uno o l'altro genitore, non sono mai state di quelle figlie femmine innamorate perse del papà anche se Secondogenita ha avuto un periodo di forte adorazione paterna. Sempre abbastanza equilibrate, sempre sbaciucchione, sempre allegre e sorridenti con entrambi insomma. Birullulo è bene o male come le sorelle. E' allegro, sorridente e dolcissimo, ama il suo papà alla follia e chiede di lui in continuazione soprattutto per giocare e per andare a letto. Quando si tratta di me tuttavia qualcosa scatta. Io posso dargli tutti i bacini del mondo e lui se li prende, cosa che non fa con gli altri, anzi si ritira e scappa un po' schifato. Inoltre sono l'unica che gode delle sue carezze e dei suoi bacini. Il bimboletto infatti ogni tanto a random mentre sta facendo tutt'altro si ferma, viene da me, mi abbassa e mi da qualche carezza sul viso e poi scappa tornando alla sua occupazione. Oppure mentre lo metto a letto di sera, accoccolati vicini, mi accarezza il viso con dolcezza e rude delicatezza. Per non parlare dei bacini. Io sono infatti l'unica privilegiata a godere di bacini infiniti e incondizionati 24 ore su 24, glieli posso dare io e me li da lui (cosa che modestamente non fa con nessun altro). E quando ci dobbiamo salutare, guai se non mi fermo per abbassarmi alla sua altezza per quella che io oramai considero una routine imprescindibile: Birullulo infatti pretende sempre di darmi un bacino leggero sulle labbra e poi un bacino alla mia guancia sinistra e uno alla mia destra prima di congedarsi da me, in questo preciso ordine. Ci ama tutti, è evidente, adora suo padre, è evidente, ma io vinco, è evidente. Modestamente.

venerdì 3 gennaio 2025

Ignuranza alla Vigilia

Ore 18.00

“Oh ragazze. Non mi interessa, mollate tutto quello che state facendo e ci guardiamo un bel film”

“Ma dai papààààà! Ci farai vedere il solito film orrido italiano!”

“No no. Oggi si va di Jesus Christ superstar

Ore 18.05

“Ma... ma... è tutto cantato?”

“Sì”

“Maddai!!! Ma che schifo!! Ma cambiamo? Mettiamo su altro? Dai dai daiiiiiiiii”

Ore 18.30

“Ma papà?”

“Sì Secondogenita?”

“Ma è una storia vera?”

… … ...

mercoledì 1 gennaio 2025

Se lo fai a capodanno

Quando si è piccoli, o forse in generale quando si è giovani, alcune ricorrenze hanno un'aura di magia tutta speciale. Il Natale, il Capodanno, il Compleanno. Quanco si cresce un po' di questa magia svanisce e a volte se ne va definitivamente. Per me ancora non è così, o ancora non del tutto specialmente per il compleanno che continuo a ritenere il giorno più bello per ognuno di noi. Il Capodanno ancora mi lascia un debole alone di speranza ma a sto giro, invece di chiedere all'universo sempre la stessa solita cosa trita e ritrita da anni ovvero la guarigione dai DCA, non ho chiesto nulla. La mia SurvivorCollega mi lincerebbe se lo sapesse, sono anni che continua a ripetermi di chiedere all'universo e sono anni che lo faccio solo alla notte di Capodanno. Ma a sto giro no. Non so perché. Con il mio flut in mano al count-down ho cercato disperatamente Mr D. perché per me la cosa più importante è baciare mio marito proprio sullo zero, chissà poi perché. Mi sono fatta largo fra gli amici sgomitando come una scema e me lo sono sbaciucchiata come un'adolescente mentre Birullulo sulle spalle del padre ci guardava incuriosito e graziealcielo non ancora disgustato. Quest'anno dunque, non ho chiesto nulla ma ho comunque iniziato con qualche proposito di buona salute mentale che mi farebbe così bene ma che ho una fottuta paura di non riuscire a mantenere neanche per tre giorni filati. Ma poi è capodanno no? Non so agli altri ma a me succede sempre che ogni volta che faccio qualcosa a capodanno mi parte in automatico sempre la stessa vocina se lo fai a Capodanno lo fai tutto l'anno...