La più grande dichiarazione d'amore che Birullulo potesse farmi è arrivata proprio ieri sera quando, nel culmine della messa a letto, mi ha guardato con quei suoi occhioni da cerbiatto e mi ha sussurrato:
“Mamma ti amo più del mio baba”
La più grande dichiarazione d'amore che Birullulo potesse farmi è arrivata proprio ieri sera quando, nel culmine della messa a letto, mi ha guardato con quei suoi occhioni da cerbiatto e mi ha sussurrato:
“Mamma ti amo più del mio baba”
Stanotte qui in città è venuto un temporalone megalodontico, quello con lampi supervicini e tuoni da scuotere le finestre. Birullulo tutto impaurito ha chiesto che andassi nel suo lettino e faticava a riaddormentarsi. Con i suoi dolci piedini sulla mia pancia e la sua manina sulla mia faccia che ogni tanto mi accarezzava il viso, l'ho coccolato e tranquillizzato mentre il temporale si stava pian pianino allontanando.
“Mamma?”
“Sì Amore mio?”
“Sei magica”
“Sono magica?”
“Sì”
“E perchè?”
“Sei aLLivata tu e il tempoLale se n'è andato”
Ed ecco a voi Spetti, l'AntiTempesta.
“Mamma, sei l'Amoremio”
“Amoremiodolce!!! Anche tu sai!”
“Ma papà viene pLima. Papà è il pLimo e tu vieni dopo”
“Grazie Amoremio”
<.<
“Guarda qui, sempre tutti arrabbiati. La gente sta male”
“Ma mamma, è peLché é fLeddo!”
“Aaaahhhh... quindi quando verrà caldo starà meglio?”
“Sì sì ma non tLoppo. Tiepido”
“Ah, tipo la primavera e l'autunno?”
“Sì”
Fra le mamme di scuola di Birullulo io sicuramente sono quella più amata dai bambini. In realtà è sempre stata così, anche quando Primogenita e Secondogenita andavano alla materna. Non so quale sia il vero motivo, forse un mix di tutto. Per prima cosa quando porto e vado a prendere mio figlio la prima cosa che faccio è saluto tutti e mi rivolgo ai bambini chiedendo come stanno e se hanno passato una buona giornata poi come seconda cosa mi abbasso, esatto, mi abbasso alla loro altezza. Così accucciata vengo letteralmente invasa di piccoli esserini che mi si avvicinano e che vogliono condividere con me le cose che ritengono in quel momento più importanti. Pian pianino poi prima uno poi l'altro, hanno iniziato ad avvicinarsi e a voler essere abbracciati e baciati. Ora, essendo all'ultimo anno di materna, hanno preso così tanta confidenza che quando arrivo vengo davvero sommersa di baci e abbracci e ci sono bimbi che mi dicono più volte prima che io vada che mi vogliono bene. Io, beh, io ci vado a nozze. Adoro i bambini, amo i bambini, e poter dare e prendere tutto quell'affetto mi riempie il cuore di gioia. E Birullulo in tutto questo? A lui piace un sacco. Dopo essermi corso incontro e avermi sbacicchiata a volte si rivolge alla classe e chiede: “Qualcuno vuole abbracciare la mia mamma?” e via la baraonda! E' il momento della giornata che in assoluto più preferisco.
Non è corretto definirla la fase dei perché, ma solo perché di fatto lui la parola perché non la pronuncia. Di contro tuttavia la maggior parte delle volte ripete la tua ultima affermazione aggiungendo all'inizio un e se e schiaffandoci un punto interrogativo alla fine e devo dire che Birullulo si impegna parecchio:
“E se il cuore smette di battere?”
“Smettesse, Birullulo. Si dice Smettesse... in questo caso si muore”
“E se si muore?”
“Ehm... morisse, Amore mio, si dice morisse. Se si morisse non si sarebbe più vivi. Niente più vita”
“E cos'è la vita mamma?”
“Mamma? Da gLande vojo faLe il maestLo”
“Bello! E come mai?”
“PeLché a me piace impaLaLe. E poi comanda”
Oggi è un giorno un po' particolare perché dovrò iscrivere due dei miei figli alle prossime scuole, i due più piccoli, e la cosa mi fa davvero strana. Il pensiero che Birullulo prossimo anno andrà alle elementari, lui, il piccolo di casa, mi riempie il cuore. E' vero che lui è di dicembre e che sarà uno dei più piccoli però andrà comunque alle elementari e nel giro di pochissimo, io lo so, avrà una crescita esponenziale che mi farà domandare Ma dove è finito il mio piccolino? E poi c'è Secondogenita, lei che prima del fratello è sempre stata considerata davvero la piccola peste di casa, oggi la iscriverò alle superiori. E' riuscita a scegliere e a parte una débâcle iniziale ha preso la decisione secondo me migliore: seguire il suo cuore fregandosene dei consigli spesso contrastanti di chi le stava intorno. E che scientifico tradizionale sia.
“Birullulo? Ma sai che non conosco alcuni dei cognomi dei tuoi compagni di classe?
““Cosa?”
“Sì, ad esempio Edoardo. Come si chiama di cognome?”
“Edo”
“No no aspetta. Cognome. Per esempio tu ti chiami L.S. L. di nome e S. di cognome. E poi L.F. si chiama L. di nome e F. di cognome. Edoardo?”
“Si chiama Edoardo Edo”
4 giorni per preparare la torta.
Giorno 4:
“Mamma? Io non mangeLò la toLta peLché non mi piace”
Fine.
Anche Birullulo sta crescendo. Settimana prossima compirà cinque anni e ancora non riesco a capire come sia possibile che sia già passato tutto sto tempo. Il suo linguaggio si è fatto sempre più preciso, la R sta arrivando e le parole sbagliate se ne stanno andando del tutto, sostituite da un italiano quasi perfetto. Ancora qualcosa è rimasto, qualcosa che mi guardo bene dal correggere:
sangueL – non mi chiedete perché, ma ha sempre aggiunto una L alla fine
tecolomando – è così dolce quando lo dice che non ho mai avuto il coraggio di dirgli la parola giusta
cento mila mille – ad indicare un numero davvero alto. Devo dire che questa all'inizio è venuta da me, ma ha preso piede ed è rimasta nella sua rosa delle possibilità
la salute – per indicare uno starnuto, complice il fatto che quando te ne scappa uno la prima cosa che si risponde è proprio salute. “Mamma? Ho fatto una salute!” amoremiodolce
Ahimè, non mi viene purtroppo in mente altro e già questo scarno elenco mi mette un pochino di tristezza ma ci sta. Crescono, ed è bellissimo così.
A volte noi adulti ci dimetichiamo di usare tutti i nostri sensi. Ci basiamo semplicemente sulla vista e sull'udito, a volte sul gusto ma neanche prestandoci particolare attenzione. I bambini invece no. I bambini sono speciali, primordiali, sensibili a qualsiasi cosa. Ieri sera, mentre Birullulo era accoccolato vicino a me durante la lettura del libro per andare a letto ha iniziato a strofinare il suo nasino perfetto e piccolino sulla mia guancia, proprio come fa con la sua copertina delle coccole.
“Che fai Amore mio”
“Ti annuso Mamma”
“Mi annusi? E di cosa so?”
“Di buono. Sai di mamma”
La dolcezza che immagazzina ricordi.
Questa mattina, mentre mi mettevo le scarpe per venire al lavoro, Birullulo mi è saltato in braccio e ha iniziato ad inondarmi di bacini.
“Che bello Amore mio... grazie. Come farò quando anche tu non verrai più a darmi i bacini? Mi mancherà tanto l'affetto vostro”
“Ma io veLLò semLe mamma a daLti i bacini”
“Eh, per sempre è tanto tempo Amore mio. Sarebbe molto bello... però una cosa la so per certo: il ricordo delle ondate dei tuoi bacini me lo porterò nel cuore per sempre. Come quello delle tue sorelle. E nessuno mai mi potrà togliere questi splendidi ricordi”
Per sempre è tanto tempo, ma io lo so per certo: sarà una delle cose che mi mancherà di più in assoluto ma che non dimenticherò mai.
“Buongiorno amore mio, ti sei svegliato preso” dissi io a Birullulo, in piedi alle 6,45
“Sì mamma. Giochi con me?” disse Birullulo fedele alla tradizione del gioco appena svegli
“No amore mio, devo andare a lavorare” dissi io estremamente dispiaciuta, guardando il buio fuori dalla finestra
“Ma non è mica gioLno, eh!!” disse Birullulo in tutta la sua spontaneità
Come dargli torto, pensai io apprestandomi alla vestizione.
Nel cuore della notte mi sono svegliata abbastanza rintontita e ho visto mio figlio ormai quasi cinquenne a bordo del letto, in piedi, stile film horror di prima categoria.
“Amore mio... che succede?”
“Ma... ma... ma...”
“Amore hai la pipì?”
“Ma... ma... ma...”
“Adesso ti accompagno a fare pipì ok?”
E scendendo dal letto ecco che mi accorgo che il ragazzo sta a braghe calate ed evidentemente ha già espletato le sue funzioni vitali sul mio letto, più precisamente sulla gamba di Mr D. che continua non si sa come a russare sonoramente.
“Ah... ehm... amore... ti sei confuso? Credevi di essere in bagno?”
“Shi”
“Ok, non c'è problema, capita. Ora vieni che ti metto un bel pigiama caldo e pulito e torniamo a letto, va bene?”
“Mamma?”
“Si?”
“Sei l'AmoLe mio”
“Anche tu sei l'Amore mio, amore mio”
Dalla dolce reazione che ha avuto mi è venuto il dubbio che si aspettasse una sgridata, ma io non l'ho mai sgridato per cose del genere. Forse ora ha raggiunto la consapevolezza di aver fatto qualcosa che non si fa e sentirmi dolce e accogliente lo ha sorpreso. Non so. Ma so che dopo averlo cambiato si è addormentato come un sasso mentre io me ne sono andata dritta dritta a dormire sul divano lasciando l'ignaro Mr D. ronfante e bagnato. Almeno il divano era asciutto.