mercoledì 29 aprile 2020

Dialoghi surreali ai tempi della pandemia

“Ciao Spetti! Oh! Passando sotto casa vostra ho appena notato che avete quel lampadario in casa che è lo schema in 3D del coronavirus. Quindi o siete immuni o siete gli untori, decidi tu!”
“Guarda Don, tu ci vedi il covid, io ci vedo il Millenium Falcon. E ora dimmi tu chi è il deviato mentale!”


martedì 28 aprile 2020

L'affermazione/negazione dell'evidenza

“Sbibulina? Hai fatto la cacca e non hai pulito il water!”
“Ma mammaaaaa! Non sono stata io!”
“Almeno ti sei lavata il sedere dopo aver fatto la cacca?”
“Si si mamma e mi sono anche pulita con la carta”
“Brava... allora adesso vieni e pulisci il water”
“Ma non sono stata ioooo”

giovedì 23 aprile 2020

Ma quant'è bella Bulàgna

Da quando è iniziata questa reclusione forzata, tutte le sere alle 19 la mia città si unisce e rimani per forza di cose col naso all'insù. Perché ogni sera alle ore 19 tutte le campagne di Bologna si uniscono e suonano per 5 minuti e io, che vivo in centro città, ho il piacere di sentire un vero e proprio concerto meraviglioso che mi aiuta a sorridere e a tirare avanti anche nelle giornate più buie. E così ho il mio appuntamento fisso, apro la finestra, appoggio i gomiti, chiudo gli occhi e mi godo 5 minuti di rilassante paradiso.

mercoledì 22 aprile 2020

Rinforzi positivi

Io sono una fervente sostenitrice dei rinforzi positivi, specialmente sul lavoro. Sono convinta che una persona dia il meglio di sé e faccia il suo lavoro più volentieri se dall'altra parte c'è qualcuno che sostiene, incoraggia e rincoglionisce di positività. Forse perché con me funziona così e il contrario è assai controproducente facendomi piombare in una nullafacenza distruttiva. Stamattina comunque accendo il computer, apro le mail e la prima cosa che leggo è una risposta della nostra grafica esterna al mio capo, risposta in cui io sono in copia:” Approfitto per salutare Spetti per cui ho grande stima e simpatia e con cui è un piacere lavorare. Tanto perchè si sappia.” Io la mia giornata lavorativa l'ho iniziata con un enorme sorriso e una gran voglia di rimboccarmi le maniche. Spero sia così anche per voi.

martedì 21 aprile 2020

A sto giro peggio

Entrambe le mie precedenti gravidanze sono state caratterizzate da tre mesi di pura nausea. Nausea alla mattina, nausea al pomeriggio, nausea alla sera e nausea alla notte. Era una nausea costante e fastidiosa ma francamente non troppo invadente. A questo giro le cose sono diverse: sto male sempre, come le volte scorse, ma la differenza sta nell'intensità del malessere. Sto davvero di merda. Le nausee sono così forti che spesso non riesco a parlare o a muovermi ed è diventato un problema fare qualsiasi cosa, anche la più piccola. Mr D. sostiene che sia l'età, che simpatico. Io fino a ieri sostenevo essere il differente dosaggio ormonale. Poi ieri sera l'illuminazione: nelle prime due gravidanze mica soffrivo di gastrite. Cazzo. Ora oltre le nausee gravidiche il mio stomaco ha a che fare con una gastrite cronica che proprio non si leva e che mi fa stare male all'ennesima potenza. Stavo male prima di rimanere incinta, figuriamoci ora e senza farmaci. Ieri però un barlume di speranza si è affacciato nella mia nauseante vita: ho mangiato tutto il giorno in bianco (pasta in bianco, pesce lesso, patate lesse), ho bevuto acqua e limone come se piovesse e mi sono messa addosso i polsini antinausea da macchina, quelli che funzionano con la pressione dei punti. E francamente sono stata meglio. Non bene, eh, ma meglio sì. Quantomeno riuscivo a parlare o a muovermi senza avere la sensazione di vomitare seduta stante. Oggi replicherò il modello comportamentale e se funziona (e fatemi un inboccallupissssssssssssimo) vivrò così fino a inizio giugno. Oh yeah.

domenica 19 aprile 2020

Premura primogenita

“Ecco qui mamma: questo è un campanello. Se hai bisogno tu suona e io arrivo subito”
Amoremiodolce.

giovedì 16 aprile 2020

La prima eco non si scorda mai

“Coraggio Spetti.... me lo chiedi a tutte le prime eco. Ormai è tradizione!”
“Ok Gine. Quanti sono?”
“Eeeeeeh Spetti! Anche a sto giro è uno solo”
E andiamo!

mercoledì 15 aprile 2020

Sovrappensiero

“Ma... Amore? Ma il prosciutto crudo sei sicura di poterlo mangiare?” disse un Mr D. attonito mentre la sua gentil consorte, rendendosi conto solo in quel momento della cavolata fatta, rimaneva a bocca aperta col bolo masticato a mezz'aria cercando una superficie su cui sputarlo. No ma ce la posso fare eh.

martedì 14 aprile 2020

Considerazioni gravidiche sbibuliniche

“Ma mamma.. ma perché vai alla visita... Ancora non hai la pancia per cui a che ti serve? Vedi? Sei magra come un chiodo... Sei ma... ah no... no no, ora che ti vedo meglio vai pure”
Respira Spetti... respira...

Estratto dal diario di Primogenita

Sotto sua gentil concessione, un estratto di vita familiare. Se uno si arrabbia di rado, quando si arrabbia, fa sicuramente più colpo!

giovedì 9 aprile 2020

Come zittire una madre incinta

“Mamma? Lo sai che quando io avrò vent'anni il fratellino/sorellina avrà l'età che ha adesso Sbibulina cioè otto anni?”
“Ossantissimacleopatra! OSSANTISSIMACLEOPATRA! Quando tu avrai vent'anni ci saranno ancora tabelline da imparare, feste di compleanno a cui andare, colloqui... ossantissimacleopatra! L'avevo detto io a tuo padre che dovevamo fare il terzo figlio 5 anni fa!”
“Beh, vedila così mamma: se l'aveste fatto ora aspetteresti il quarto”

mercoledì 8 aprile 2020

Non c'è due senza tre?

A sto giro le parti si sono invertite. Quando scoprii di essere incinta di Primogenita ero davvero splendidamente tranquilla, quello che andò fuori di testa fu Mr D. che continuava a ripetere a loop Dobbiamo stare calmi come un ritornello mantra psichedelico degno di All work and no play makes Jack a dull boy (cit.). Una parte di me lo sapeva ma mi pareva così assurdo, così impossibile visto che le dovute precauzioni erano state prese. Comunque il giusto termine per la mia reazione è: shock. Ero completamente sotto shock, in uno stato di felicità mista a sgomento misto a incredulità mista a nonononono. Mr D., a parte un primo momento in cui ha ripetuto ridendo un paio di volte Non ci posso credere, l'ha presa con assoluta serenità e fatalismo. Questo bambino io lo chiedo da 5 anni e per 5 anni mi sono sempre sentita dire di no e come faccio sempre quando mi viene negata una cosa, mi costruisco un mondo intorno fatto di motivi per cui quella cosa alla fine è meglio non averla, e costruisco così bene ma così bene che mi autoconvinco che quella cosa proprio no, ma proprio proprio no. Come quando mi volevo sposare, e dopo essermi sentita dire di no duecento volte mi ero così convinta che era meglio la convivenza che quando Mr D. me lo chiese la prima immediata risposta dentro la mia festa fu ASSOLUTAMENTE NO. Mi ci volle un bel po' di tempo per rispondere di si. Mr D, beh, Mr D. ha sempre voluto una famiglia numerosa ma la consapevolezza del mondo reale non gli aveva fornito il coraggio di formare un quintetto. E così ci ha pensato il destino, il fato, il karma, Dio o come lo vogliamo chiamare e lui, essendo da sempre profondamente fatalista, si è rivelato tale anche in questa situazione a parte i primi dieci minuti di sgomento, incredulità e su di giri. E le bimbe? Le bimbe ci chiedono il terzo ormai da anni e alla notizia sono esplose dalla felicità reagendo in un modo davvero spettacolare. E ora che lo shock è passato lo posso dire anche io senza nessun tipo di riserve: sono davvero felice.
a

Io non volevo dirlo

O almeno non prima dei tre canonici mesi. Le altre due volte me ne sono stata zitta zitta, vuoi per scaramanzia ma vuoi (soprattutto) per paura che qualcosa non andasse come dovuto. A sto giro non ho avuto scelta. Il modo in cui ho rivelato, completamente sotto shock, la notizia a Mr D. ha insospettito Primogenita la quale ha iniziato a tampinare a caldo: Cos'è successo? Oh! Cos'è successo? Mi dite cos'è successo? E io, con il cervello completamente in palla, non sono riuscita ad avere la presenza di spirito di trovare un'alternativa alla verità. Appena ho rivelato la notizia il finimondo. Primogenita, felice e entusiasta che i suoi desideri quinquennali fossero stati finalmente esauditi, l'ha detto subito alla sorella settenne la quale ha immediatamente chiesto di poterlo dire alla sua migliore amica. Abbiamo concesso un'amica a testa con preghiera di silenzio ma lunedì Sbibulina mi ha chiesto se poteva dirlo alla sua maestra e, prima che riuscissi a dire no, aveva spiattellato la notizia durante la videolezione in cui erano collegati tutti i suoi amici coi rispettivi genitori. In meno di 3 minuti il mio telefono è letteramente impazzito. E giustamente la grande ha rivendicato giustizia volendo anche lei spargere la voce fra i suoi amici. E se aggiungiamo i genitori miei e di Daniele e le mie migliori amiche (alle quali anche le volte scorse l'avevo detto) allora addio 3 mesi. Ma io (lo posso dire?) non sono pronta. Non sono davvero pronta.

lunedì 6 aprile 2020

Perché la mia Domenica delle Palme è differente


Di notizie sconvolgenti

Ieri ho scoperto una cosa sconvolgente, ma così sconvolgente che credo di essere rimasta tutto il giorno sotto shock. Non è una brutta notizia, no no, ma è sicuramente una di quelle notizie che ti lasciano in una sorta di limbo in cui fatichi a capire la realtà. Credo di dover ancora realizzare, metabolizzare, comprendere. Non voglio scriverne, per il momento mi limito a dire che sono in subbuglio e che sono in una sorta di agitazione felice che però boh. Cioè boh, però boh, si eh ma boh. E buona Bohgiornata anche a voi.

venerdì 3 aprile 2020

Vendeeeeeeeetta (cit.)

Mr D. ha questa adorabile abitudine di esprimere cosa secondo lui si può migliorare in quello che cucino. Che meraviglia... Nonostante io glielo dica da una vita lui sostiene non essere vero e così, visto che il mio metodo non funziona, ho iniziato a prenderlo contropiede. Ieri ad esempio ho passato il pomeriggio a cuocere un buonissimo polpettone al vapore e quando l'ha scoperto ha iniziato a dire che era troppo pesante da mangiare di sera. All'inizio gli ho detto che poteva anche non mangiarselo, poi ho pensato che non bastava. E così ho preparato una deliziosa cenetta a base di maionese fatta in casa, polpettone al vapore, verdure saltate e pane cotto in forno. Nel suo piatto una patata lessa. Una minuscola, piccolissima, insignificante patata lessa. Non l'ho mai visto ridere con così tanto gusto. Pare che la patata lessa comunque fosse buona.

mercoledì 1 aprile 2020

Tanto tempo fa

Da quando sono nata ai miei trent'anni ho vissuto nella periferia bolognese e la strada in cui vivevo, comprese le mie finestre, davano su un immenso parco pieno di alberi e di verde, con un fiume che scorreva lì accanto e che mi regalava immensa gioia. Ricordo che fino all'università le nevicate erano davvero qualcosa di magico e ogni volta che il parco si ricopriva di un metro e più di neve io mi vestivo in piena notte e scendevo a passeggiare. Mi ricordo che mi svegliavo per l'assoluto silenzio e già capivo quello che stava capitando. Per sicurezza guardavo fuori dalla finestra e i miei occhi si riempivano di gioia. E allora, senza far rumore, mi vestivo e scendevo giù. Ero solo io e qualche solitario padrone di cane che, assonnato, cercava di sbrigare le sue faccende il più in fretta possibile. L'odore era pulito, pungente. Il silenzio totalizzante. Il rumore scricchiolante dei miei scarponi sulla neve era l'unica cosa che si sentiva. E la neve rifletteva così tanto la luna o la città che l'aria si riempiva di una luce irreale, magica, unica. E' uno dei ricordi più belli della mia “vita precedente” e quel momento di magica silenziosa pulita solitudine mi manca moltissimo.

Breve storia triste

“Dai, bimbe! Ci guardiamo un film insieme?”
“No”
Fine.