A sto giro le parti
si sono invertite. Quando scoprii di essere incinta di Primogenita
ero davvero splendidamente tranquilla, quello che andò fuori di
testa fu Mr D. che continuava a ripetere a loop Dobbiamo stare
calmi come un ritornello mantra psichedelico degno di All work
and no play makes Jack a dull boy (cit.). Una parte di me
lo sapeva ma mi pareva così assurdo, così impossibile visto che le
dovute precauzioni erano state prese. Comunque il giusto termine per
la mia reazione è: shock. Ero completamente sotto shock, in
uno stato di felicità mista a sgomento misto a incredulità mista a
nonononono. Mr D., a parte un primo momento in cui ha ripetuto
ridendo un paio di volte Non ci posso credere, l'ha presa con
assoluta serenità e fatalismo. Questo bambino io lo chiedo da 5 anni
e per 5 anni mi sono sempre sentita dire di no e come faccio sempre
quando mi viene negata una cosa, mi costruisco un mondo intorno fatto
di motivi per cui quella cosa alla fine è meglio non averla, e
costruisco così bene ma così bene che mi autoconvinco che quella
cosa proprio no, ma proprio proprio no. Come quando mi volevo
sposare, e dopo essermi sentita dire di no duecento volte mi ero così
convinta che era meglio la convivenza che quando Mr D. me lo chiese
la prima immediata risposta dentro la mia festa fu ASSOLUTAMENTE NO.
Mi ci volle un bel po' di tempo per rispondere di si. Mr D, beh, Mr
D. ha sempre voluto una famiglia numerosa ma la consapevolezza del
mondo reale non gli aveva fornito il coraggio di formare un
quintetto. E così ci ha pensato il destino, il fato, il karma, Dio o
come lo vogliamo chiamare e lui, essendo da sempre profondamente
fatalista, si è rivelato tale anche in questa situazione a parte i
primi dieci minuti di sgomento, incredulità e su di giri. E le
bimbe? Le bimbe ci chiedono il terzo ormai da anni e alla notizia
sono esplose dalla felicità reagendo in un modo davvero
spettacolare. E ora che lo shock è passato lo posso dire anche io
senza nessun tipo di riserve: sono davvero felice.
a