“Birullulino non ti spaventare, il cane abbaia ma sta dietro al recinto”
“Non mi sono spaventato ma il mio pancino sì”
AmoreDiMammaLui.
“Guarda qui, sempre tutti arrabbiati. La gente sta male”
“Ma mamma, è peLché é fLeddo!”
“Aaaahhhh... quindi quando verrà caldo starà meglio?”
“Sì sì ma non tLoppo. Tiepido”
“Ah, tipo la primavera e l'autunno?”
“Sì”
Domenica 15 febbraio 2026 io e Mr D. abbiamo corso la nostra prima mezza maratona insieme. Il ragazzo come sempre si dimostra in forma fisica smagliante facendomi sentire una nullità in confronto alle sue gambe che, sebbene non si allenino nella corsa quanto le mie, son sempre più veloci e disposte a correre lunghe distanze. La nostra prima mezza maratona insieme sarà ricordata negli anni come La mezza di merda e questo per un errore tattico da pivello di mio marito. Svegliati di buon mattino per una colazione in hotel a buffet, il ragazzo come sempre si è fatto prendere la mano e nell'ordine ha ingurgitato:
un cappuccino
frutta sciroppata
cornetto al cioccolato
un altro cappuccino
un uovo sodo
pancetta fritta
“Guarda Mr D. che starai male”
“Eeeeehhh mocché!”
“Guarda che già un cappuccino prima di una corsa è deletereo, figurati due... e poi con tutta l'altra roba!”
“Seeeeee ma figurati!”
“Guarda che poi starai male! Starebbe male chiunque con quello che hai mangiato tu questa mattina”
“Ohhhhhh basta”
Risultato? Partiamo. E dopo una ventina di minuti, neanche arrivati al terzo chilometro, ha iniziato ovviamente a stare male (non capisco perché i mariti non ascoltino porcalapuzzolaladra). Grazie al cielo ha raggiunto un bagno chimico, ci si è fiondato dentro e non ne è più uscito. Il tempo passava, le persone pure, finché anche l'ultima partecipante ci ha superato, compresa la macchina chiudi-gara. E' riemerso con un sorrisone tranquillone non so quante decine di minuti dopo e abbiamo cominciato a spingere per andarci a prendere almeno la medaglia. Arrivati al decimo chilometro avevamo già ripreso un po' di gente, non tantissima ma quanto basta per chiudere la mezza a circa due ore e trenta dalla partenza se non ché al tredicesimo chilometro di nuovo ma questa volta in mezzo a un campo d'erba vista l'impossibilità di trovare una toilette a meno di due chilometri di corsa (traguardo impossibile per il suo intestino). Volevo dirgli te l'avevo detto ma mi pareva un po' troppo visto il sudore freddo e la sofferenza evidente. Finita la seconda ondata via di nuovo a ripescare gli altri. Abbiamo chiuso la gara con un tempo imbarazzante a due ore e quarantacinque e spero abbia compreso che LaSpettinata ha sempre ragione. Sempre.
Lo scorso anno Secondogenita l'aveva combinata grossa (vedi post qui). In realtà nulla di grave, però ci ero davvero rimasta male. Qualche giorno fa ricevo una sua telefonata:
“Mamma? Volevo dirti che siamo tutti qui fuori per entrare ad inglese ma stanno decidendo di non entrare e io non voglio essere l'unica ad andare in classe”
“Ah... prova a convincerli ad entrare”
“Ok ti richiamo”
In quei cinque minuti di attesa un Mr D. abbastanza arrabbiato si è sfogato con me mentre io cercavo di farlo ragionare perché a sto giro è stata onesta e invece di saltare di pari passo la lezione ci ha avvisato.
“Niente mamma, rimangono fuori tutti, vorrei rimanere fuori anche io”
“Va bene amore mio, grazie per avermelo detto”
“Niente mamma, però tu non dirlo a nessuno eh!”
Io lo ritengo un enorme passo avanti, sono stata davvero contenta dell'onestà e della sincerità che ha dimostrato. Non d'accordo con me alcune persone con cui ne ho parlato, infastidite dal fatto che abbia seguito il gruppo, come se a quell'età non fossero importanti le amicizie. Quando è tornata a casa le ho di nuovo detto di essere felice di come si fosse comportata ma ho ribatio anche l'importanza di ragionare con la sua testa e non farsi influenzare specie in argomenti molto più delicati di quello e si è dimostrata come al solito molto matura. Sono davvero orgogliosa di lei.
Fra le mamme di scuola di Birullulo io sicuramente sono quella più amata dai bambini. In realtà è sempre stata così, anche quando Primogenita e Secondogenita andavano alla materna. Non so quale sia il vero motivo, forse un mix di tutto. Per prima cosa quando porto e vado a prendere mio figlio la prima cosa che faccio è saluto tutti e mi rivolgo ai bambini chiedendo come stanno e se hanno passato una buona giornata poi come seconda cosa mi abbasso, esatto, mi abbasso alla loro altezza. Così accucciata vengo letteralmente invasa di piccoli esserini che mi si avvicinano e che vogliono condividere con me le cose che ritengono in quel momento più importanti. Pian pianino poi prima uno poi l'altro, hanno iniziato ad avvicinarsi e a voler essere abbracciati e baciati. Ora, essendo all'ultimo anno di materna, hanno preso così tanta confidenza che quando arrivo vengo davvero sommersa di baci e abbracci e ci sono bimbi che mi dicono più volte prima che io vada che mi vogliono bene. Io, beh, io ci vado a nozze. Adoro i bambini, amo i bambini, e poter dare e prendere tutto quell'affetto mi riempie il cuore di gioia. E Birullulo in tutto questo? A lui piace un sacco. Dopo essermi corso incontro e avermi sbacicchiata a volte si rivolge alla classe e chiede: “Qualcuno vuole abbracciare la mia mamma?” e via la baraonda! E' il momento della giornata che in assoluto più preferisco.
A quasi quarantacinque anni scopro che il topinambur non è un formaggio francese dal gusto simil-brie ma un tubero. Prima delusione.
Assaggiandolo scopro che non sa per nulla di tartufo, come mi ispirerebbe il nome, ma il sapore è molto simile al carciofo. Seconda delusione.
Non ho manco espresso un desiderio per aver assaggiato qualcosa di nuovo per la prima volta. Quante delusioni, mio caro topinambur.
Non è corretto definirla la fase dei perché, ma solo perché di fatto lui la parola perché non la pronuncia. Di contro tuttavia la maggior parte delle volte ripete la tua ultima affermazione aggiungendo all'inizio un e se e schiaffandoci un punto interrogativo alla fine e devo dire che Birullulo si impegna parecchio:
“E se il cuore smette di battere?”
“Smettesse, Birullulo. Si dice Smettesse... in questo caso si muore”
“E se si muore?”
“Ehm... morisse, Amore mio, si dice morisse. Se si morisse non si sarebbe più vivi. Niente più vita”
“E cos'è la vita mamma?”