lunedì 29 settembre 2014

Faccio outing


Ok.
Lo ammetto.
Ce la posso fare.
Lo ammetto.
Ieri sera sono andata a letto alle 20.50.
Ecco. L'ho detto.

domenica 28 settembre 2014

Coerenza filiale


“No, mamma, no. Questa crostata proprio non mi piace”
“Non c'e' problema tesoro... fa lo stesso lasciala pure li”
“Mamma? Sai che non mi piacciono neanche queste crostatine che hai fatto?”
“Beh, tesoro, sono gli stessi ingredienti solo sistemati in un modo diverso”
The day after
“Mmmmmmmmm... mamma te lo devo proprio dire, questa crostata e' buonissima! Una marmellata buonissima. Me la mangero' per sempre. Pero' assaggiando le crostatine no eh, le crostatine non sono buone per niente”

… … …

giovedì 25 settembre 2014

La lentezza


Stavo giusto giusto pensando, mentre correvo avanti e indietro in bicicletta come una pazza fuori controllo, che tutto si riconduce sempre al mio animale totem, quello che mi sono addirittura tatuata sul polso per ricordarmelo. Ogni volta che me ne dimentico finisco per sbattere e farmi male, schiacciarmi le dita, rompere qualcosa, perdere qualcosa, far cadere qualcosa, fare cosi' male una cosa da doverla rifare da capo. Parrebbe semplice ricordarsi una piccola parolina, tutto sommato sono una persona abbastanza intelligente. Allora perche'?

mercoledì 24 settembre 2014

Onesta' paga onesta'


Ok, e' vero, non accade sempre, ma quando accade il mio cuore si scalda di gioia. In 33 anni sono sempre stata una persona onesta. Non ho mai rubato niente, ho sempre restituito le cose prestate o le cose trovate. Mi sono sempre sbattuta se sulla mia strada capitava un documento smarrito, un portafoglio rubato, una borsa lasciata per terra. Ho perso tempo e fatiche per gli altri senza tuttavia sentirne il peso. Ieri mi sono ahime' trovata dall'altra parte della staccionata perdendo la borsa in bicicletta. C'era dentro il mondo: 150 Euro appena prelevati, carta di credito, carta prepagata, portafoglio con documenti miei e delle mie bambine, chiavi di casa, chiavi del lavoro con su scritto esattamente la sede e la via (furbata eh?) e chi piu' ne ha piu' ne metta. Ho passato una mezzora lunghissima, facendo avanti e indietro la strada percorsa per quattro volte. Sono diventata scema, son diventata matta e alla fine son diventata rassegnata. Pensavo a tutte le volte in cui mi ero ritrovata dall'altra parte e speravo, pregavo, affinche' a questo giro trovassi qualcuno onesto quasi quanto me. Vicino a casa mi sono vista placcare da un signore in giacca e cravatta: “Ha perso la sua borsa? Ho provato a fermarla tre volte ma non ci sono riuscito. L'ho consegnata qui dentro al ristorante”. “Ah signorina buongiorno, mi dispiace davvero tanto, le chiedo davvero scusa ma ho dovuto frugare nel suo portafoglio per trovare il numero... Ho trovato il suo biglietto da visita e ho chiamato prima il suo numero, poi la sua collega, poi la sede di Piacenza e quella di Milano. Ho la sua borsa qui in cassaforte. Mi dispiace davvero tanto ma non sapevo come altro fare se non guardare dentro”.
Non sempre, ma onesta' paga onesta'. E quando accade ti rendi conto che il mondo non e' pieno di bastardi, ma e' pieno di persone oneste che vengono oscurate dagli stronzi di turno.

“Mamma questo lo cancello perche' non mi e' venuto bene”
“Mamma questo giallo non e' abbastanza giallo mi serve un giallo piu' giallo”
“Mamma? Questo temperamatite non va bene perche' non viene la punta fatta nel modo giusto”
“Mamma secondo te questa pecora e' abbastanza pecora?”
“Mamma? Sai, sono tutta emozionata per i compiti!”
Drrrrriiiiiiiin
“Pronto?”
“Ciao cara, senti, mio figlio ci sta mettendo un'ora per fare sto cacchio di disegno”
“Ah, non ti preoccupare e' normale, anche la mia. E' tutta eccitata: cancella sistema colora, risistema, e' una perfezionista mi sa”
“No no, il mio proprio non li vuole fare i compiti”
… … …
Grazie al cielo la Primogenita ha preso da suo padre.

domenica 21 settembre 2014


Ok, il mio fisico non e' piu' giovane come una volta. Venerdi' sono tornata a casa sotto la pioggia scrosciante in bicicletta. Niente di nuovo per me. Ma il mio fisico non ha gradito moltissimo. Non che io mi sia presa raffreddori, bronchiti o altro grazie al cielo. Tutto e' iniziato innoquamente con qualche dolorino sabato mattina poi ieri la macabra scoperta allo specchio: la palpebra inferiore dell'occhio sinistro, ahime', sembrava esplosa. Oggi, infine, il tutto e' degenerato coinvolgendo anche la zona occhiaie. Risultato? Fastidio, prurito, dolore, vista ridotta, faccia da rissosa sbilenca. Quantomeno, la prossima volta, sarebbe carino averli entrambi gli occhi enormi. Mi sento un maledetto Picasso.

giovedì 18 settembre 2014

Il momento in cui realizzi che lo avevi sempre saputo anche se non sapevi di saperlo


Ci sono stati tre momenti della mia adolescenza che ho vissuto come passaggi normali ma che solo adesso mi rendo conto di quanto la dicessero lunga sui miei desideri futuri.
  1. l'ordine. Ricordo perfettamente il momento in cui, a diciassette anni, guardai con occhi diversi la mia camera. Ero la persona piu' disordinata sulla faccia della terra, ricordo che sotto il mio letto potevi trovare cimeli risalenti a tre estati precedenti e sopra il letto meglio lasciar perdere. Ricordo che guardai il caos regnante e pensai: “Con che coraggio diro' a mia figlia di mettere a posto camera sua se io per prima sono disordinata?”. Tralasciando per un momento il fatto che avevo gia' dato per scontato che avrei avuto figlie rigorosamente femmine, mi misi a mettere a posto tutto. Da quel momento non sono mai stata piu' disordinata
  2. le unghie. Mi mangiavo le unghie fino a far uscire il sangue. Me le mangiavo sempre, me le mangiavo ovunque, me le mangiavo comunque. Ricordo pero' l'esatto giorno in cui, alla fermata dell'autobus per andare al liceo, pensai: “Con che coraggio diro' a mia figlia di non mangiarsi le unghie se io per prima me le mangio?”. Tralasciando per un momento il fatto che avevo gia' dato per scontato che avrei avuto figlie rigorosamente femmine, smisi di mangiarmi le unghie in quel preciso istante
  3. le etichette. Ricordo che ho sempre avuto la tendenza a conservare le cose che potevo in qualche modo ritenere utili in futuro e ricordo che trovai in casa delle etichette da mettere sui quaderni delle elementari. Io ormai avevo finito il liceo e all'universita' di certo non avrei utilizzato degli adesivi rosa e azzurri coi pupazzetti per segnare i miei appunti. Ricordo l'esatto momento in cui pensai: “Queste le tengo da parte per mia figlia quando andra' alle elementari e avra' bisogno di distinguere i suoi quaderni”. Tralasciando per un momento il fatto che avevo gia' dato per scontato che avrei avuto figlie rigorosamente femmine, ho ritrovato quelle etichette sopravvissute a storie finite male, a periodi in cui non avrei mai pensato neanche lontanamente che potessi sposarmi ne' avere qualche figlio, sopravvissute a un trasloco e a migliaia di scatoloni, e oggi mia figlia, sui suoi primi quaderni, ha quelle etichette pupazzose che risalgono a piu' di quindici anni fa
La morale della storia e': nonostante io sia stata insieme cinque anni allo Stronzo, nonostante pensassi in quel periodo che sposarsi non fosse importante e avere figli ancor meno, accecata dal desiderio di compiacere lui e di non perderlo, io in cuor mio avevo sempre saputo quello che volevo realmente. La cosa piu' importante e' che alla fine ci sono riuscita e ora sono davvero una persona felice.

mercoledì 17 settembre 2014

Buttati nel caos


Io delle elementari ricordo poco o nulla, ma ricordo la sensazione che mi ha accompagnato i primi giorni del liceo. La scuola era immensa, i ragazzi davvero tantissimi, le scale ovunque, le classi rumorose, il ponte pieno di fumo. Ricordo che facevo sempre lo stesso incubo in cui arrivavo giu' all'ingresso la mattina, consultavo la piantina della scuola ma regolarmente mi perdevo e non riuscivo a trovare la mia classe. Ieri la Primogenita si e' persa proprio dentro la scuola, me l'ha raccontato come un fatto divertente, forse perche' a perdere la strada erano in tre e come bussola cercavano di seguire la voce del maestro che li chiamava urlando (grazie al cielo li aveva gia' visti per cui sapeva che erano presenti senno' li segnavano assenti mentre in realta' vagavano come fantasmi in mezzo a corridoi vuoti). Ma non e' questo il punto. Alla mattina all'entrata a scuola regna sovrano il caos supremo. Cinque anni, tre sezioni per anno. Uguale: centocinquantamilamilioni di bambini urlanti. Il problema sorge quando le bidelle pretendono che i piccoli di prima, che ancora neanche sanno riconoscere la faccia della maestra, entrino da soli senza genitori e riescano a raggiungere la loro classe in autonomia. Io parto dal presupposto che le maestre abbiano sempre ragione. E fin qui tutto ok. Ma il mio presupposto ha un limite. E buon terzo giorno di scuola.

martedì 16 settembre 2014

La primadonna


Le mie figlie sono uguali e identiche alla sottoscritta, ho creato due MiniMe ad eccezione dei piedi che, per loro sfortuna, la genetica ha assegnato alla parte paterna. Pero' quando si parla di carattere, le due pimpanti piccole pesti hanno preso in toto dal loro papa'. Sono due primedonne, non c'e' che dire. La primogenita si e' piazzata ieri in primo banco, davanti a tutti e a tutto, e gia' questa mattina voleva arrivare in anticipo perche' lei e' la migliore, lei e' la prima. La piccoladicasa la segue a ruota, attirando l'attenzione di chiunque in qualsiasi momento in qualsiasi luogo. Di certo non hanno preso da quella bambina piccola e timida che non spiaccicava parola neanche su richiesta ma hanno preso da quel bambino pieno di se' che ora e' diventato l'ingegnere brillante che mi sono sposata. Grazie al cielo la divina provvidenza ci ha dato un po' una mano.

lunedì 15 settembre 2014

C'e' sempre una prima volta


La mia prima volta me la ricordo bene non tanto per l'inizio di qualcosa di nuovo, di avventuroso, di spaventoso quanto perche' quel giorno ho visto entrambi i miei genitori insieme. Erano passati tre anni e mezzo dal loro divorzio ma quella mattina mio padre venne sotto casa per accompagnarmi, insieme a mia madre, la mia cartellina di minnie e topolino e insieme al mio grembiule bianco col fiocco rosa. Non ricordo niente altro perche' ho rimosso gran parte della mia infanzia.
Questa mattina, lo ammetto ahime', mi sono emozionata commossa. Non riuscivo piu' a smettere di guardare prima la Primogenita poi Mr D., poi Mr D. e poi la Primogenita in un'altalena oculare degna di un qualsivoglia falco pellegrino. La Primogenita era visibilmente tesa ed emozionata, ma era composta, garbata e centrata.
Il primo pensiero e' stato: il fagottino che sei anni e mezzo prima tenevo incredula fra le braccia, provando per la prima volta l'amore piu' grande che una persona possa mai vivere, ora sta iniziando un percorso che la portera' verso la vera indipendenza.
Il secondo pensiero e' stato: ti siedi sul banco e ti rialzi, se ti va davvero bene, venti anni dopo.
Il terzo pensiero e' stato: sono vecchia.
Il quarto e' stato: son uguale a mia madre. Se mi commuovo il primo giorno di scuola al matrimonio che faro'?

Spero che questo primo giorno di scuola sia per lei un giorno indimenticabile fatto di sorrisi e voglia di incominciare. Lo spero davvero.

giovedì 11 settembre 2014

L'eccezione


La Piccoladicasa ha tolto il pannolino che aveva poco piu' di un anno e mezzo ed e' da allora che alla mattina puo' capitare di trovare il letto bagnato. Tuttavia alle ore 4.09 a.m. ho sentito una vocina chiamare. Come al solito mi sono precipitata in camera e ho sentito una vocina dire “Mamma pipi'”. Piu' assonnata che sveglia l'ho accompagnata in bagno, le ho dato il bicchiere d'acqua che voleva e l'ho rimessa a letto facendo finta di dimenticarmi il ciuccio. Tempo due minuti che ronfava della grossa. So che e' stata la prima volta, so che al momento e' un'eccezione ma so anche che prima o poi diventera' la regola. Speriamo prima, va!

Il momento in cui realizzi che


Mia figlia andra' alle elementari. Io me ne sono accorta ieri e la scuola inizia fra quattro giorni. Non che io non lo sapessi, ma rendersi conto della situazione e' una cosa differente. Io e Mr D. siamo andati ieri alla riunione che precede l'X Day, ci hanno fornito una marea di informazioni pratiche, elenchi di roba da comperare, regole di comportamento da seguire, schemi mentali per ricordarsi le comunicazioni, i diari, i compiti. Mi sono sentita catapultata a forza in un mondo a me totalmente sconosciuto, o quasi, fatto di quaderni a ½ cm perche' 1 non va bene, fatto di carpette blu per matematica, viola per italiano, verde per immagine e potrei continuare direi quasi all'infinito. Mi sono sentita buttata in un mare di etichette per le cose, regoli da comperare, abecedari da realizzare. Sono tornata a casa stordita e leggermente impanicata. Non serve un in bocca al lupo alla primogenita, ma a me. Inboccallupatemi per favore. Ne ho decisamente bisogno.

martedì 9 settembre 2014

Auguri Mr. D.

Per alcuni la fortuna è vincere al superenalotto,
riuscire a fare un canestro da tre,
riuscire a nutrire i propri figli almeno per un giorno.
Per alcuni la fortuna non esiste,
per altri è mangiare e non ingrassare.
Per me la fortuna è guardare ogni giorno mio marito negli occhi e capire che ci si ama intensamente come otto anni fa,
per me la fortuna è capire che si è fatta la scelta giusta al momento giusto e più precisamente alle ore 11 del giorno 11.06.11,
per me la fortuna è scontrarsi ogni giorno e incontrarsi ogni giorno,
per me la fortuna è avere un uomo come te accanto.
Auguri con tutto il mio piccolo grande cuore.
Ti amo


lunedì 8 settembre 2014

Si parla di me: e io?

Da quando ho iniziato ad andare dal Nutriziocoso sono dimagrita quattro chili in meno di un mese. Mi sono asciugata molto, in effetti, e su un fisico magro come il mio gli effetti si sono visti subito. Mi sono ritrovata circondata da persone pronte a dare giudizi e a remarmi contro, primo fra tutti Mr D. Mi sono ritrovata ad affrontare una dieta gia' di per se' difficile da seguire con persone che ogni tre per due avevano la loro da dire, la loro da criticare, le loro osservazioni da fare. Mi sento come se combattessi a fatica contro dei mulini a vento posti da tutte le persone che incontro, aggiungendoci anche il mulino a vento della mia dieta che, come tutte le diete, non e' facile da seguire. Mi ritrovo circondata da persone che continuano a notare quanto sono dimagrita e a dire di non dimagrire piu', di prendere del peso, di mangiare. Ma nessuno, e dico nessuno, si e' MAI lontanamente preoccupato di chiedere come sto io. Nessuno mi ha MAI chiesto io come mi possa sentire. Beh, visto che nessuno me lo chiede, io lo scrivo qui. Io mi sento bene. Per la prima volta in 33 anni di vita mi guardo allo specchio e mi piaccio. Non mi vedo perfetta e forse questo non accadra' mai, ma riesco ad osservare la mia immagine riflessa per piu' di dieci secondi senza pensare "Mamma mia che schifo". E per me questo e' il miglior risultato di tutti. Chissenefrega se gli altri mi vedono troppo magra, chissenefrega se per gli altri non sto bene. Chissenefrega

venerdì 5 settembre 2014

Piccole donne crescono


Quand'e' che ci si accorge che le tue figlie non sono piu' ormai delle bambine? Io ancora non lo so, e' ovviamente una domanda prematura ma inizia a balenarmi nella testa da un po' di tempo. Ad esempio la mia primogenita si chiude in camera per cambiarsi e non vuole la presenza di nessuno a meno che non sia io o sua sorella, fra una decina di giorni iniziera' la scuola elementare, ha gia' il suo carattere forte e definito, i suoi tiramenti tipici del genere umano femminile e un cervello furbo, dolce e mirato a cio' che vuole davvero. Io ricordo la prima volta che ho pensato di essere cresciuta: ero alle medie e mia madre mi regalo' per il mio compleanno un walkman. Mi ricordo anche della seconda volta che lo pensai, quando girai canale perche' volevo vedere il telegiornale. Mi chiedo quando arrivera' il momento per la mia Primogenita, mi chiedo se lo condividera' o se se lo terra' tutto per se'. Io non dissi nulla a nessuno, spero che per lei sia diverso perche' sono momenti unici nella vita, momenti che non si ripeteranno piu'.

giovedì 4 settembre 2014

Surprise!


Settimana prossima Mr D. compira' 36 anni. E' in crisi per l''arrivo dei 40 da quando ne compi' 30 e come ogni anno dice di non voler festeggiare ma gli fa piacere quando si festeggia. E cosi' quest'anno visto che ci si avvicina agli -anta ho deciso per un ritorno all'eta' adolescenziale dura, invitando tutti i suoi amici del liceo a casa per una festa a sorpresa. Essendo un vero e proprio ingegnere, non credo riuscira' a nasare il tutto, nonostante i chili di roba che ho intenzione di cucinare per l'evento. A questo giro ho deciso di non dire nulla alla Primogenita la quale, poverina, si impegna con tutta se stessa a non rivelare alcun che ma inevitabilmente qualcosa scappa sempre.
Da domani, lavoro culinario mode on. Inboccallupatemi.

mercoledì 3 settembre 2014


Dire che Mr. D. sia contrario ai tatuaggi e' come dire che uno tsunami sia una piccola onda causata da una barca a vela a largo della costa. Ha sempre sostenuto che uno di noi due non dovesse avere alcun tatuaggio in modo da riuscire ad opporsi quando una delle nostre figlie ci chiedera' il permesso di farlo. Io ovviamente sono gia' esclusa a priori. Ultimamente, dopo dodici anni dal primo, mi ha balenato l'idea di un ultimo tatuaggio e cosi' dopo aver fatto la spesa, senza dir niente a nessuno, mi sono imbucata insieme al latte e alle mozzarelle dentro ad uno studio di tatuatori e li' ho incarnato il mio promemoria personale.
Mezzora dopo son tornata a casa. Si sa, nulla passa inosservato davanti agli occhi attenti dei bambini.
“Maaaaaamma? Che cosa e'?”
“E' una pellicola trasparente amore”
“E perche' ce l'hai sul polso?”
“Vedi? Mi sono fatta un piccolo tatuaggio”
“Bello mamma! Anche io ne vorro' mille di tatuaggi! Ma perche' ci hai messo la pellicola?”
“Per tamponare il sangue... vedi, amore, prendono un ago, lo intingono nell'inchiostro e poi ti mettono l'ago sotto la pelle per...”
“Ok, ok mamma. Non faro' mai mai mai mai mai un tatuaggio in vita mia”
Ispe dixit.

martedì 2 settembre 2014

Non c'e' mai fine al peggio


Ero convinta che delle vacanze cosi' brutte come quelle passate a Tenerife non potessero esistere. Ero convinta dell'impossibilita' di trascorrere delle ferie piu' pessime di quelle. E invece mi sbagliavo. Ho passato due settimane di inferno in una litigata continua, in una spirale di ansia e fretta, in un malumore ingiustificato e perenne. Ho passato due settimane in cui le ho pensate davvero tutte, ero arrivata a pensare di tornarmene a casa. Fino a che, a tre giorni dal rientro previsto, la schiarita all'orizzonte, la pace dei sensi, il chiarimento. Quest'anno, ahime', ho fatto dunque solo tre giorni di ferie e vi assicuro che non sono per nulla rilassata. Gia' in macchina in coda in autostrada il mio stato d'animo era tornato alle origini. E' proprio vero che il primo settembre e' il lunedi' dell'anno.