mercoledì 20 dicembre 2023

A Natale puoi

 

Quest'anno, come tutti gli anni in realtà, ci tenevo a passare il Natale insieme alla mia famiglia natale e non. Ora: di famiglie ne ho fin troppe (di famiglie “normali” manco una) ma ho comunque cercato con tutta la buona volontà del mondo di mettere insieme le persone per potersi incontrare. Ecco il resoconto ad oggi, raggiunto con tanta tanta fatica:

  • La famiglia di mia mamma, ovvero lei e suo marito. Ho proposto di vederci come tutti gli anni alla Vigilia da loro ma quest'anno è diverso, lo so. La nonna non c'è più, il marito di mia mamma sta morendo e l'atmosfera non è proprio meravigliosa. Ma non è a questo che serve stare tutti insieme? Per stare meglio? (Lasciamo pure da parte che dopo 30 anni tondi tondi ancora mi trovo in imbarazzo di fronte al marito di mamma, quest'anno poi senza nonna gli argomenti languiranno). Mia mamma ha iniziato, come sempre la sua solita solfa: E sono stanca... e sto male... e non so come fare... e quest'anno non credo che farò l'albero... Insomma, il suo solito vittimismo che non ha nulla di nuovo. Per questo ho proposto la vigilia a casa mia, così lei non dovrà cucinare niente, non dovrà fare niente, non dovrà portare niente. Dovrà solo venire.

  • La famiglia di mio padre, composta da zii, zie e cugini di ogni sorta. Ogni anno ci si incontrava a casa di mia zia a Santo Stefano per cui mio messaggino veloce in chat di famiglia. Apriti cielo, cos'avrò chiesto mai... Ma io non demordo per cui ad ogni barriera una risposta: Ah ma quest'anno siamo in tanti... Non più dell'anno scorso. Ah ma quest'anno come facciamo... Beh possiamo ognuno portare qualcosa. Ah ma forse è meglio saltare... Potete venire tutti a casa mia. Ah ma di qui... Ah ma di là... Alla fine riesco a trovare un accordo ma (eh sì, c'è un ma) mi scrive la neomoglie di mio padre dicendo che lei non ci sarà se il compagno di mia cugina verrà a Natale. Cioè la moglie di mio padre e il compagno di mia cugina? Machecca... Ok, lui è palesemente un drogato e non è una bella persona, machettefregattte? Cioè fossi sua madre capirei eh, ma boh. Nei giorni dopo sento mio padre che si trova nella spiacevole situazione di dover scegliere fra sua moglie e la sua famiglia e dopo un'estenuante chiacchierata gliela do su. Oh, più di offrire casa mia, di trovare la data e di dire che di vuol venire è bene accetto, fate un po' quel cavolacchio che vi pare e vaffanculo. Alla fine pare che ci incontreremo il 6 gennaio a casa della moglie di mio padre senza il compagno di mia cugina. Bah.

  • La neofamiglia di mio padre, composta dalla sua neomoglie, il figlio della neomoglie con appresso moglie e due figlie. Mai avuto a che fare troppo con loro, a dirla tutta, ma mi aspettavo una domenica dopo le feste, tipo a metà gennaio e invece, scartata la prima famiglia di mio padre, si è liberato un posto per Santo Stefano e così sua moglie ci ha invitato tutti a casa sua. Ooooooook.

  • La famiglia di mio marito, ovvero sua madre, suo padre e suo fratello. La famiglia più normale di tutte le famiglie con cui ho a che fare. Che poi di normale ha davvero poco ma mi guardo bene dal parlarne. Comunque: Ci vediamo il giorno di Natale a pranzo, ok? Ok. Fine. Avevo proposto di accorpare questa famiglia a quella di mia mamma unendo il tutto a casa nostra in modo da vincere l'imbarazzo con il marito e fare in modo che l'atmosfera fosse più festosa per mamma, ma pare che mia suocera si sarebbe offesa e allora guaimai.

Beh... Ehm... Buon Natale.

martedì 19 dicembre 2023

Progressi

Spesso quando si parla di problemi si tende sempre a parlarne quando si fanno pesanti e importanti e quasi mai quando tendono ad andare meglio. Beh, in questo periodo tendono ad andare meglio. Sto parlando dei miei disturbi alimentari. Me ne sono accorta improvvisamente lunedì durante la mia corsetta di scarico di 10 chilometri (aaaahhh quanto adoro la settimana di scarico). Improvvisamente, mentre correvo, mi sono resa conto di due cose:

  • La corsa. Ricordo che l'attività fisica da me era solo utilizzata come semplice compensazione. Non c'era quasi niente altro: mi allenavo per smaltire quanto mangiato. Punto. Ricordo anche che in terapia la Psicocosa mi chiese se in effetti la corsa mi piacesse davvero e andai totalmente in crisi. Ci misi tantissimo tempo, analizzai la cosa in lungo e in largo e nonostante passassero i mesi non riscii a rispondere a questa banale domanda. La risposta è arrivata ora, quando sono ormai anni che non ci penso: la corsa mi piace, e mi piace tantissimo. Mi piace così tanto che nonostante gli acciacchi fisici continuo a correre, mi piace così tanto che mi alleno per la mezza maratona quando ho già in testa la maratona completa, mi piace così tanto che non ne posso fare a meno. E la sola banale risposta SI per me è un traguardo assurdo

  • I trigger. Ricordo che quando andai dalla Psicocosa venne fuori un simpatico elenco di cibi trigger, ovvero quei cibi “proibiti” che in me innescavano le abbuffate. Andavano dalle semplici patatine ai biscotti Digestive ed erano delle vere e proprie bombe: nella mia testa non si poteva comprarli, figurarsi mangiarli. Ricordo che la Psicocosa mi aveva imposto di comprarmi dieci scatole di Digestive da tenere in dispensa e mi aveva assicurato che averli sempre lì a disposizione mi avrebbe aiutato. Non ci credevo, ma ora posso dire che è davvero così. Ora me ne frego, specie al lavoro. Se ho voglia di un pacchetto di patatine me lo compro e me lo mangio. E se il giorno dopo ne ho voglia ancora, me lo ricompro e me lo rimangio. E se il giorno dopo ancora ne ho voglia ancora, io me lo ricompro e me lo rimangio fino a quando poi mi stanco. E se ho voglia di caramelle gommose me le compro e me le mangio. Devo dire che all'inizio è stato un continuo mentre ora, nel mio cassetto, si può trovare frutta secca e qualche banana, anche se ogni tanto risbucano patatine. Non posso dire che sia sempre una cosa positiva, a volte mi rendo conto di mangiarle in modo veloce e quasi da abbuffata, ma il fatto che non siano più cibi proibiti è davvero un enorme passo avanti

Può sembrare roba da poco ma il fatto che io non mi sia resa conto di questi progressi, che siano praticamente diventati la normalità, è una delle cose più belle che possano mai capitare a una che, come me, ha sofferto di disturbi alimentari per decenni e che ogni tanto ci ricasca.

Breve storia triste ovvero La poesia del matrimonio

“Ma Spetti! Sarebbe bello se andassi a San Remo”

“Eh se vabbeh”

“Beh, ci sono andate anche le tardone eh”

… … …

“Potresti fare come la maiala di Sing”

… … …

“Sì. Sei la maiala di Sing”.

Fine.

sabato 16 dicembre 2023

Probabilmente

Probabilmente il Natale dopo aver perso una persona molto cara non è il periodo migliore, me ne rendo conto. Ma non mi capacito come mai così improvvisamente io sia tornata indietro. Perché nell'ultimo mese le cose stavano andando meglio, venivo assalita più raramente da quel dolore forte e acuto dei primi tempi. Non so, non mi aspettavo una marcia indietro così netta. Darò come sempre tempo al tempo ma ormai sono passati più di sei mesi e mi ritrovo ancora qui, con un dolore che sembra non andrà mai via.

venerdì 15 dicembre 2023

Progressi linguistici

Da un pochino di tempo a questa parte Birullulo ha iniziato a parlare proprio bene ma grazie al cielo ha ancora quel linguaggio da bimbolino che a me piace da matti. Le tre parole che usa più spesso e che ancora storpia sono:

- pencin – stretching (eh sì, lo faccio tutti i giorni e ogni tanto mi fa compagnia)

- cocciolato – cioccolato (perdonatelo, siamo sotto Natale)

- camminine – macchinine (grande grande passione che probabilmente mai tramonterà)

Io no, non lo correggo. Avrà tutto il tempo del mondo per parlare correttamente e accorgersi degli sbagli. Ora lo ascolto così, con le orecchie di chi è innamorato e in tutto questo ci vede tanta bellezza.

lunedì 11 dicembre 2023

Breve storia triste a Parigi scorso anno ovvero Mio marito e le lingue

“Sir? Do you want to eat here o take away?”

“Ehm... CARD... I want to pay with CARD”

“Yes sir. But do you want to eat here?”

“No money!! CARD! CARD!”

“Yes but H-E-R-E or A-W-A-Y”

“C-A-R-D!”

E fu così che intervenni io.

Fine.

Breve storia triste a Barcellona ovvero Mio marito e le lingue

“Ma... Mr D.? Perché hai risposto di sì?”

“Perché mi ha chiesto se pagavo col pos”

“Ehm... no Amore. Ti ha chiesto se volevi il menù dei dolci”

“No no no!!! Sono sicuro! Mi ha chiesto se pago col pos!”

E fu così che portarono il menù dei dolci.

Fine.

giovedì 7 dicembre 2023

Hola

Oggi partiamo per Barcellona. Una toccata e fuga di due giorni, tutti e cinque tutti insieme. Nei giorni scorsi ad essere sincera non ne avevo voglia perché si sa, sono una persona estremamente abitudinaria e io a casa mia con le mie cose ci sto proprio bene ma da ieri, da quando ho fatto i vari check-in e organizzato le varie tappe, ho iniziato davvero ad avere proprio la smania di partire e di passare qualche giorno all'insegna del caos familiare. Questo è il secondo vero viaggio che facciamo insieme e sono davvero molto molto felice.

lunedì 4 dicembre 2023

"Prestiti"

Una settimana fa ho prestato la mia maglietta a Primogenita. Le ho chiesto questa mattina se la rivedrò mai. Mi ha risposto che probabilmente la rivedrò quando la metterà da lavare. E poi dopo sparirà di nuovo. Molto bene.

venerdì 1 dicembre 2023

Il primo capriccio non si scorda mai – parte 2

E' proprio vero che la natura umana tende a dimenticare. Se poi si tratta di madri con i figli questa cosa è ancora più vera. Quale donna sana di mente rifarebbe un altro figlio se si ricordasse bene del parto? E quale donna sana di mente rifarebbe un altro figlio se si ricordasse lo spannolinamento, lo svezzamento, i capricci demoniaci? Ecco. Io la fase dei capricci non è che me la ricordassi proprio benissimo. Cioè non è che non me lo ricordassi, ma ho una innata e naturale capacità di isolarmi acusticamente dai capricci e non mi toccano. Cioè un cinno può piangere e urlare per due ore che io non lo sento. Non lo sento e basta. Ieri comunque è stato il turno di Birullulo. Credevo che il primo capriccio vero fosse stato questo. Bazzecole: il primo vero capriccio si è palesato ieri e per la prima volta mi è capitato di affrontarlo da sola. Perché sia col primo capriccio di Primogenita che col primo di Secondogenita siamo sempre stati in due, io e Mr D. A sto giro ero in solitaria. E non solo: ero in solitaria, in mezzo alla strada, con la spesa da una parte e il figlio dall'altra. Ha iniziato a urlare all'interno del supermercato perché aveva visto un giocattolo che desiderava e ha tirato avanti con urla che manco lo stessi squartando. Ma fossero state solo le urla... Il ragazzo è sorprendentemente forte per cui appena uscita dal supermercato (grazie al cielo l'avevo messo nel carrello) ha iniziato battere i piedi (ha addirittura lanciato una scarpa in mezzo alla strada), a strillare e tirare nella direzione opposta in cui avremmo dovuto andare. Da una parte dunque la furia treenne, dall'altra le buste della spesa. Non riuscivo a fare due passi che subito tornavo indietro. Assurdo. Grazie al cielo queste cose non mi scalfiscono per cui con una calma serafica ho tenuto botta per circa 25 minuti quando mi sono resa davvero conto che non sarei più tornata a casa. E così ho chiamato Mr D. in cerca di aiuto, quantomeno per venirsi a prendere la spesa visto che la situazione non accennava a migliorare. Ho retto in solitaria circa 40 minuti fra strattoni e urla da una parte (Birullulo) e calma serafica dall'altra (io). Ieri sera, dopo aver messo a letto la figliolanza, il mio fisico mi ha presentato il conto: mal di schiena da tutta la parte destra, proprio lì dove strattonava Birullulo. Dovrebbero santificarmi: Santa Spettinata da Bologna.