Ultimamente mi
capita molto spesso di alzarmi alla mattina con una canzone in testa
che apparentemente non ha nulla a che vedere con quando stavo
pensando o con cosa io abbia sognato. Strano, pensavo all'inizio, ma
poi andando avanti con i giorni mi son resa conto che se riesco a
porre la mia attenzione sul significato di quello che canticchio,
quasi sempre c'è un collegamento profondo con la mia quotidianità.
La canzone assurda di oggi è una canzone di chiesa che non sento da
tempi davvero immemorabili, una canzone che chiede l'aiuto per
trovare la propria strada nella vita. La prima cosa che ho pensato,
come sempre in questi casi, è stata Maccheccavolo Spettinata! Ma
che canzoni ti vengono in mente di prima mattina! Poi, visto che
è circa un'ora e venti minuti che mi ritrovo a canticchiarla anche
se penso ad altro ho deciso di ascoltarne il significato e accettare
il suggerimento giornaliero. È come se in testa avessi un calendario
filosofico mattutino. Mi piaaaaaaace.
martedì 30 maggio 2017
Shining
“Io e tua madre
ci riprovammo sai?”
“Sì papà, mamma
mi ha raccontato tante volte di quando ti venne la febbre a quaranta
e uscito di casa ti passò subito. Fu quella volta che ti lasciò
andare”
“Eh sì... ma
nessuno fino ad oggi ti ha raccontato della volta prima”
“La volta prima?”
“Sì, la volta in
cui ci riprovammo, mi prese un attacco di panico notturno, mi vestii
alla chetichella, mi misi le scarpe, andai verso la porta di casa e
trovai tua nonna, al buio, con un coltellaccio da cucina in mano che
mi aspettava”
… … …
“Mi buttai fuori
dalla finestra”
Non so voi, ma
io non riesco a smettere di ridere.
lunedì 29 maggio 2017
No coffee break
Ultimamente le mie
crisi di ansia che sfociano in attacchi di panico sono triplicate. Ci
sono giorni in cui mi sembra di non aver respiro neanche per dieci
minuti di seguito e questa situazione mi crea parecchi disagi e
comporta difficoltà a vari livelli della mia vita. La cosa parrebbe
strana visto che, da un punto di vista razionale, tutto sembra
procedere bene, i problemi che erano emersi qualche tempo fa paiono
risolti e sulla carta tutto fila liscio come l'olio. Razionalmente so
anche che di norma, quando le cose vanno bene e ci si sente a posto,
è possibile che sensazioni inconsciamente e profondamente latenti
vengano fuori come un vulcano troppo a lungo sopito, ma non riesco a
comprendere la vera ragione. Fatto sta che, visto che non ci arrivo
razionalmente, ho deciso di aiutarmi quanto meno fisicamente
eliminando possibili elementi scatenanti dai miei comportamenti e uno
di questi elementi potrebbe essere il caffè. Io massimo massimo ne
bevevo tre al giorno: uno appena sveglia, uno arrivata in ufficio e
uno post pranzo. In questa settimana ho fatto in modo di prenderne
solo uno alla mattina, anche se vi assicuro che all'inizio non è
stato per nulla facile. Oh, sarà la suggestione, sarà la verità,
ma pare che gli attacchi siano quantomeno diminuiti di frequenza.
Eh... vedi un po' la caffeina...
venerdì 26 maggio 2017
Questa settimana
sono stata a Piacenza per farmi un'immersione totale guerciniana. Un
disastro assurdo su moltissimi fronti, ma di questo non voglio
parlarne. Vi parlerò invece di quel piccolo nanerottolo che ho
incontrato sul treno africano regionale del ritorno, un paffuto
ometto dagli occhi color del cielo di non più di otto mesi. Il
fanciullo stava seduto con la schiena appoggiata alla pancia della
sua mamma mentre lei con una mano teneva una coppa di frutta e con
l'altra infilava i pezzettini succulenti dentro la bocca del piccolo
angioletto. Un pezzettino alla volta, uno per uno, avanti così per
un buon quarto d'ora. Il biscottino, senza fare una piega,
immagazzinava frutta aprendo meccanicamente il suo hangar senza
neanche masticare mentre io, con gli occhioni a cuoricino, mi gustavo
la dolcissima scena. A un certo punto però, dal nulla, sono
scoppiata a ridere ad alta voce incapace di trattenermi. Tutto il
treno si è girato a guardarmi e a nessuno è venuto il sospetto che
non ero io la fonte di ilarità ma il piccolotto che, dal nulla, ha
iniziato a sputare fuori lentamente tutti i pezzettini di frutta
immagazzinati facendoli colare sulla sua faccia e sul collo mentre la
madre, ignara di tutto, continuava a buttar dentro altra frutta o a
raccogliere i pezzi sulla camicetta del bambino credendo fossero
caduti. Sarà che sono mamma, sarà che sono scema, ma ancora adesso,
se ci penso, mi viene la risarola.
giovedì 25 maggio 2017
Ovviamente certe
cose succedono sempre quando scendi al volo da casa, in tutona coi
capelli per aria a buttare la spazzatura e incontri la farmacista
superfashion con i capelli stirati e ingellati, la minigonna e la
borsa superchic.
“Ciao Spetti”
“Ah... ehm..
ciao... tutto bene?”
“Sì sì e tu?”
“Si... si dai”
“Sai che
parlavamo di te proprio ieri?
“In realtà sono
solo stanca...”
“Macchèè! Sei
una mamma record! Sempre sorridente! Sei considerata una mamma
modello”
“Ah... ehm...
grazie...”
Importa qualcosa se
io mi vedo al devasto più totale?
martedì 23 maggio 2017
Cosuè?
Ultimamente
Primogenita ha sostituito la noiosa domanda Cos'è? con la
molto più dinamica e intrigante interrogazione Cosuè?
Francamente non ci ho dato molto peso, neanche ci ho pensato ma il
mio inconscio deve aver in qualche modo immagazzinato. Ieri sera
infatti, mentre guardavamo un documentario su strani insetti
pungiformi, mi è scappato un Cosuè? così spontaneo da far
girare in sincro le teste delle mie figlie. Ho ricevuto
un'ammirazione generale degna della Regina d'Inghilterra. Grazie,
grazie.
lunedì 22 maggio 2017
Direi che iniziare
la settimana con un lunedì così sfortunato non è male. Sono
partita con i capricci furenti della Biscottina la quale voleva a
tutti i costi andare a scuola vestita da mare e sono approdata in
ufficio dove non funzionava assolutamente nulla. Ho provato ad
invocare l'aiuto di Atreyu ma pare sia stato risucchiato anche lui
dal Nulla. Insomma: computer morto, acceso altro computer,
connessione internet morta, contattata assistenza tecnica, tempi
biblici. E allora Au revoir mes amis, me ne vado a casetta
mia. Al momento sto lavorando da casa sul divano in pigiama. Alla
fine, a pensarci bene, non mi è andata proprio male male...
venerdì 19 maggio 2017
Lei è lei e tu sei tu
Io sono sempre
stata una di quelle mamme che non hanno mai riversato addosso ai
figli i propri sogni. Mai. La ritengo una cosa profondamente
sbagliata sotto innumerevoli punti di vista. Questo però non mi
impedisce di dare alle mie figlie le opportunità che a me sono state
negate; starà a loro decidere poi se coglierle o meno. La più
grande, mastodontica, immensa opportunità è la musica. I miei
genitori non mi hanno mai fatto studiare, nonostante io abbia
dimostrato un interesse precoce per l'argomento e questa mancanza
ancora mi fa soffrire interiormente e non poco. Con Mr D. su questo
siamo sempre stati d'accordo: qualsiasi strumento le bambine
chiederanno con convinzione e determinazione verrà a loro data la
possibilità di impararlo. E così dal prossimo anno Sbibulina
inizierà la propedeutica alla musica e Primogenita quest'anno è al
secondo anno di coro, pianoforte e violino. Tutto questo per dirvi
che ieri sera siamo andati allo spettacolo: due gruppi di 150 bambini
ciascuno che cantavano polifonicamente, con violini, sassofoni,
batterie, contrabbassi, clarinetti e chi più ne ha più ne metta. Ho
sentito mia figlia cantare insieme ad altri 299 bambini e lì mi sono
commossa, mentre Mr D, da bravo ingegnere, commentava la bravura dei
ragazzi del liceo musicale e del conservatorio di Bologna col suo
solito cinismo Senti come sono bravi... i futuri disoccupati.
La cosa che mi ha stupito di più di tutto ciò è stato un piccolo
pensiero che si è affacciato alla mia mente, minuscolo, bastardo:
sarebbe
bellissimo se mia figlia cantasse, come mi piacerebbe che lei
realizzasse quello che a me è stato praticamente negato
OH! MA
STIAMO SCHERZANDO?!? NO EH! NO EH!
Aaaaaaahhhh... Come
è bello sentire le mie varie personalità litigare fra di loro in
una calda serata primaverile. Ho stroncato subito il pensiero
allucinante, mai mi sarei immaginata di poter pensare una cosa
simile. Ovviamente il pensiero è morto lì com'è nato, ma fa strano
pensare anche solo di averlo pensato.
mercoledì 17 maggio 2017
Quando Mr D. si impegna
Quando mio marito
si impegna è come se cambiasse faccia. Lo so lo so, succede davvero
pochissime volte ma ogni volta che succede mi si apre il cuore e ieri
sera il mio cuore ha avuto un salto di gioia così prodigioso da
essere ancora sul soffitto. Ieri sera, infatti, siamo usciti a cena
con amici a festeggiare il mio compleanno e non solo si è ricordato
della torta (cosa per lui assolutamente inusuale... si si lo so se ne
è ricordato un'oretta prima dell'appuntamento al ristorante e la
torta faceva schifo, ma intanto una torta c'era) ma ha giocato un
jolly fabbricato da lui, e quando gioca il jolly Mr D...
Ecco il retro del mio
biglietto di compleanno da lui realizzato in formato A3:
Sul davanti il mio quadro
preferito.
E quando succedono
queste cose mi balza alla mente la canzone che ho cantato per lui al nostro
matrimonio, sempre più attuale, sempre più passionale, sempre più
nostra:
“Ma c'è di buono
che al momento giusto, tu sai diventare un altro...”
martedì 16 maggio 2017
UH!
Un modo di dire che
Mr D. si porta dietro dal liceo è il cosiddetto uh. Uh è
un'espressione linguistica che viene usata normalmente dopo un
aggettivo per negare l'aggettivo stesso, con enfasi e anche un po' di
platealità. Ad esempio:
“Oh, guarda che
bella ragazza!”
“Sì sì, bella
uh!”
Ora: questa
espressione assolutamente fuori da ogni contesto linguistico
riconosciuto è entrata nella nostra famiglia ormai da tempo ma le
piccole pesti ancora non l'avevano resa propria. O meglio non fino a
questa mattina quando mia madre, con fare innocente, ha chiesto a
Primogenita:
“Dai! Sei
contenta di andare a scuola oggi?”
“Seeeeeeeee.
Contenta uh!”
Silenzio attonito
di mia madre, risate isteriche dei coniugi spettinati, indifferenza
della piccola di casa, noia della figlia maggiore che la manifesta
masticando biscotti come se fossero chewing gum.
Buongiorno.
lunedì 15 maggio 2017
La terza figlia
Avere mia madre in
casa per una settimana è come fare un'immensa prova maternità e
capire profondamente come sarebbe se avessi tre figlie femmine.
Questa mattina, ad esempio, alle ore 5.33 sento un urlo straziante,
un urlo fortissimo che distrugge il silenzio tranquillo del sonno
notturno. Col cuore in gola mi sono alzata di botto e ho iniziato a
correre verso la stanza da letto. Lì, sdraiata, c'era mia nonna che
continuava a dire a mia madre che era solo un brutto sogno. Fanculo
ho pensato, credevo fosse successo qualcosa a nonna ho pensato
e invece come al solito... ho pensato. Esatto: come al solito.
Perché fin da piccola mi sono abituata a vedere mia madre così, una
donna fragile che ogni tre per due stava male sia fisicamente che
(soprattutto) emotivamente, una donna così matura che quando mi
scappava un Non ho voglia di andare a scuola mi rispondeva E
dai stai a casa che andiamo a farci un giro noi due (inutile
dirvi che io a scuola ci andavo comunque). Con una mamma del genere e
senza un papà intorno si cresce in fretta per forza di cose ma
adesso che sono adulta, e la vedo davvero per quella che è, non
posso fare a meno di pensare a quanto sia faticosa questa situazione
per me. Pare egoista come discorso, lo so, perché di primo acchito
ho sempre pensato povera mamma,
ma ora di primo acchito penso ecchedduemaroni.
E mi sento in colpa.
domenica 14 maggio 2017
La prima volta
Credevo non mi
sarei emozionata e invece mi sbagliavo. Ti ho vestito con cura, ti ho
acconciato i tuoi splendidi capelli multicolor e ti ho messo il
fermaglio che ho minuziosamente e amorevolmente conservato in questi
26 anni. Ti ho accompagnata e baciata sulla fronte e poi ho aspettato
con pazienza e serenità. Ma poi ti ho vista varcare la navata,
piccola e sicura di te, e lì mi si è stretto il cuore dalla gioia e
la commozione è salita al petto. Sei stata accanto a me tutta la
cerimonia, fra il divertito e l'eccitato mentre tua sorella si
disperava di capricci di fianco a noi. Sei straordinariamente simile
a me, Amore mio, negli occhi, nel viso e nel sorriso, nella
sensibilità, nell'accettazione e nella responsabilità. Sono
contenta che tu abbia fatto la prima comunione, Amore mio, e sono
contenta di aver partecipato a questo tuo nuovo inizio.
venerdì 12 maggio 2017
Domani compio gli
anni. Eh si. Ne compio 36 e nonostante il numero in bilico fra gli
-enta e gli -anta io me ne sento mentalmente davvero pochi,
soprattutto per quanto riguarda la maturità nel vedere me stessa per
quello che sono e non per quello che vorrei essere. Mi auguro che i
trentasei mi portino un po' più di autostima, un po' più di bontà
e di accettazione verso me stessa. Magari i trentasei son quelli
buoni... Si sa: la speranza è sempre l'ultima a morire.
martedì 9 maggio 2017
Ore 7,51 a.m.
“Oh! Bimbe!
Guardate! Sembra la mamma da giovane!”
Ahahahahahahaha!
Mica glielo dico che non mi sono offesa. Vediamo se riesco a far
battere a Mr D. il record mondiale di arrampicata sugli specchi.
Occhiataccia.
“No... no
vabbeh... cioè... ti assomiglia quando eri giovane no?”
Occhiataccia.
“Cioè non
proprio giovane eh... però non sei più giovane... eh...”
Occhiataccia.
“Cioè per dire
no... anche sei anni fa eri più giovane di adesso. No?”
Occhiataccia.
“Si...
comunque... no... vabbeh... Meglio che io stia zitto va”
Oh yeah.
Primogenita rules
“Cioè, papà! Ma
come sei messo... Mammaaaaaaa? Sai che papà non sa cos'è la Dabb?”
… … …
“Mamma? Hai
capito cosa ho detto? Papà non sa co'sè la Dabb!!! Ma come
si fa!!”
“Ah... ehm...
si... la Dabb certo... ehm... è quella cosa lì dai... quella
che poi è fatta come la Dabb, no?”
“Eh vedi che la
mamma lo sa!”
Per ora me la
cavo ancora per poco ma ho dovuto comunque chiudermi in bagno e
documentarmi su internet. Makkekkazzarola è sta Dabb? E soprattutto:
come diavolo fa a conoscerla mia figlia? Fra qualche anno avrò bisogno di girare per casa con un vocabolario giovanile infilato sotto il braccio
lunedì 8 maggio 2017
Ciascuno deve
organizzare il caos che ha dentro di sé, scriveva Nietzsche. Eh
sì. Occorrerebbe fare un bel po' di ordine interiore a volte, ma
purtroppo non è così semplice come farlo nel mondo esteriore. Io
sono piuttosto brava a mettere ordine esternamente e mi piace davvero
tantissimo. Mi sento soddisfatta, felice e appagata quando tutto è
nell'esatto posto in cui dovrebbe essere, ma con l'ordine interiore,
ahimè, non me la cavo altrettanto bene. Ultimamente poi
là dentro sembra si stia svolgendo la terza guerra mondiale. In
questo caso io, sebbene non voglia ammetterlo con me stessa, ho già
preso la decisione che avrei dovuto prendere, solo che non ho voglia
di seguirla, non so neanche come metterla in pratica, a dirla tutta.
E così la accantono, pensando che in questi giorni si accalcheranno
duecentomila eventi degni di nota e che mi porteranno a festeggiare a
più non posso. Buongiorno spensieratezza. Mi terresti compagnia per un paio di
settimane?
venerdì 5 maggio 2017
“Tu sei stata
capace di costruire una relazione, io ho conquistato e distrutto
vivendo solo l'emozione e senza conoscere l'uomo che avevo di
fronte...”
“La realtà è
che ho avuto da una parte la fortuna di rimanere incinta subito e
questo mi ha obbligato a rimanere in una relazione per costruirla
fino in fondo e dall'altro ho avuto la fortuna di avere accanto un
uomo che mi ha accettato nonostante tutti i miei mille difetti, un
uomo che, vedendoli, micha aiutato ad affrontarli e a correggerli ma
accogliendoli come parte di me. Non è sicuramente stato solo merito
mio... anzi”
Ah... le
conversazioni leggere leggere fra amiche il venerdì alle 6,30 di
mattina...
giovedì 4 maggio 2017
Di gradite sorprese
“No no no no
mamma eh! Non venire di là!”
“Ma cosa state
combinando voi due?”
“Maaaaamma! Mia
sorella ti ha detto di non venire a vedere. Rimani lì tu, ti
chiamiamo noi”
Mmmmmmmmh... non
mi fido. Senti qui quanti rumori sospetti. E questo sferragliare di
pentole? Oddio non mi staranno mica distruggendo la cucina per creare
una sorta di navicella spaziale? E questo rumore di cartacce?
Scommetto che mentre costruiscono il loro Apollo 13 si stanno
scofanando di merendine... Vabbeh, mi toccherà passare la prossima
ora a fare pressing perché rimettano tutto in ordine... Ma come mi è
saltato in mente di mettermi sul divano dopo cena? Dovevo
sparecchiare subito e non lasciare che...
“Ok, siamo
pronte”
“Ora mamma chiudi
gli occhi e dammi la mano”
Respira, respira
e sii entusiasta qualsiasi scena apocalittica ti si parerà davanti
“Ora apri gli
occhi!”
Ossantissimissimacleopatra
“Vi amo! Quanto
vi amo!!!!! Quanto vi amo vi amo vi amo vi amo vi amo vi amo vi
amo!!”
“Mamma sei
contenta? Siamo state brave?”
“Non siete state
brave, siete state meravigliose! Generose! Mi avete fatto
superfelicissima! Grazie cucciole mie... grazie grazie grazie”
E fu così che le
mie figlie mi fecero la sorpresa più bella del mondo: svuotarono la
lavastoviglie fatta, riempirono la lavastoviglie con i piatti
sporchi, sparecchiarono e rimisero a posto tutto, diedero
l'aspirapolvere, pulirono il tavolo della cucina e mi chiamarono a
dare un'occhiata. Per una donna stanca e distrutta da una giornata di
lavoro, non esiste regalo più grande. Ho già detto che le amo?
mercoledì 3 maggio 2017
Ai son vecia!
Eh si, sto
invecchiando. E' anche vero che ultimamente mi sto dando un po'
troppo allo sport e probabilmente il mio fisico mi odia. Ha iniziato
a meditar vendetta giovedì a quella che doveva essere un'allegra
partita di pallavolo e che si è rivelata un inferno fatto di dolori
muscolari di vario tipo. Per non parlare poi di venerdì scorso
quando, provando a fare i miei consueti 12km, mi ha fatto capire di
non volerne sapere mezza. Sono stati i 12 km più lunghi di tutta la
mia carriera podistica, un'ora e passa di lotta mentale contro me
stessa. Scena identica lunedì, 10 km di inferno dopo i primi 42
minuti di totale contrasto psicofisico in cui una gigantesca parte di
me voleva fermarsi e lottava contro una minuscola parte che invece
voleva concludere la corsa. E ieri pallavolo. E lì il mio fisico mi
ha preso da parte e mi ha chiaramente urlato contro qualcosa come Oh,
vecchietta... o mi lasci riposare ogni tanto o io mi rompo! E
allora meglio ascoltarlo, va. Oggi niente, domani una passeggiata a
San Luca, venerdì niente e sabato torneo di pallavolo. E poi se ne
riparla lunedì con la corsa. Speriamo che come riposo sia
sufficiente...
martedì 2 maggio 2017
Si ma
Nell'ultimo periodo
la piccola Biscottina ha sempre la risposta pronta, scelta quasi
obbligatoriamente da due diverse tipologie:
- NO
- SI MA...
La seconda è
decisamente la sua preferita e la usa indistintamente per qualsiasi
cosa le venga chiesta o imposta e perennemente evita di adempiere al
suo dovere.
Amore, devo
metterti la felpa che fa freddo
Si ma...
Sbibulì,
coraggio, vestiti che dobbiamo uscire
Si ma...
Allora! E'
un'ora che ti dico di mettere a posto i giochi e ancora non hai fatto
nulla
Si maaaaaaaa
Il Si ma è
diventato il tormentone familiare di turno al punto che viene
utilizzato da tutti indistintamente, più per sfottò che per altro.
Dite che è brutto prendere con ironia delle abitudini dei propri
figli? Si maaaaaaaa...
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