lunedì 30 dicembre 2019

Desideri

Sono anni anni e anni che mi propongo per l'anno nuovo sempre il solito obiettivo e anni anni e anni che mi deludo da sola. Sono così tanti anni che lo scorso anno, decisamente scoraggiata, non me lo sono posto e guarda un po', l'ho quasi raggiunto. Adesso, dopo un anno e mezzo di Centro DCA, so che il mio obiettivo era impossibile, so che dalla bulimia non si guarisce mai perché certi pensieri e certi automatismi ti rimangono cuciti addosso per sempre. Però so anche che si può imparare a conviverci, a metterli da parte, a non ascoltarli e a tirare avanti. Ed è per questo che quest'anno il mio obiettivo sarà differente: quest'anno, dopo vent'anni, non ho più l'idea di guarire dai disturbi alimentari ma vorrei riuscire con tutto il cuore a mettere in ordine i tasselli del mio passato per riuscire a riordinare finalmente il mio presente.

domenica 29 dicembre 2019

Andiamo subito al punto

Sbibulina a Natale ha chiesto delle tele su cui dipingere e venerdì eravamo già in mesticheria a comprare i pennelli. Ma Sbibulina non perde tempo con le formalità, non fa inutili giri di parole, lei vive per ottenere quello che vuole nel modo più semplice, veloce e diretto possibile. Ci avviciniamo al bancone del negozio e:
“Pennelli”
“Ehm... Amore... dì almeno buongiorno
“Buongiorno. Pennelli”
Oooooooook.

domenica 22 dicembre 2019

Chiuso per finte ferie

Se potessi davvero scegliere come passare queste brevissime ferie natalizie il programma sarebbe il seguente:
  • letto e/o divano
  • tv e/o libri
Fine.
E invece mi barcamenerò fra cene e pranzi parentali che visto che non ho una famiglia normale, saranno almeno 7 fra cui uno con la famiglia di mia madre, uno con la famiglia del marito di mia madre, uno con la famiglia di mio padre e uno con la famiglia della compagna di mio padre. Io adoro il Natale, lo adoro davvero, ma da qualche anno a questa parte sta diventando più una pesantezza che altro e mi dispiace.
Detto questo auguro a tutti tante ronfate e tanti sorrisi spettinati. Auguri!

mercoledì 18 dicembre 2019

Le scuole medie dal punto di vista di Primogenita


L'eterno dilemma

Il natale si avvicina e Sbibulina estrae dal cilindro quanto di più meraviglioso ci possa essere.
“Mamma tu che cosa mi consiglieresti da chiedere a Babbo Natale? A me piace il mio babau, i gatti, la montagna, l'autunno, il mio colore preferito sono tutti i colori tranne il rosa e il fucsia, il mio frutto preferito è la mela, mi piace il Natale, la Pasqua, la brioche salata, la mia pasta preferita è la pasta al pesto, il mio numero preferito è 4, 2, 8 e 20 e il mio film preferito è Harry Potter e la coppa tre maghi”

lunedì 16 dicembre 2019

Reinterpretazione di “Barcelona” dei Queen

“Beh, mamma, a me sembra più che evidente”
“Che cosa Primogenita?”
“Senti? Stanno decidendo dove fare il matrimonio... senti ci sono anche le campane alla fine!”

domenica 15 dicembre 2019

Aggiornamenti

Beh, oggi sono pronta a parlarvi di 3 simpatiche malattie. Così... tanto per iniziare bene la settimana.
1. Negli ultimi giorni ho latitato perché Mr. D. ha deciso di passare gli ultimi giorni a starnutirmi in faccia procurandomi di conseguenza una bella e simpatica influenza che ha quasi compromesso la mia performance canora di giovedì. Alla fine mi sono bombata di propoli e antinfiammatori e ho retto per due ore cantando e suonando non si sa bene come. C'erano la bellezza di 160 persone ed è andato tutto davvero molto bene, così bene che ho ricevuto una marea di complimenti e mi è venuto il dubbio che con la voce roca e il naso chiuso io non abbia il fascino della cantante profonda e misteriosa.
2. Vi avevo lasciati un po' in sospeso, l'ammetto, ma avevano lasciato in sospeso anche me. Mercoledì sono tornata a farmi l'ennesima eco al seno ed eccolo lì, sempre lì, ancora lì. Il chirurgo ha deciso per una simpaticissima biopsia e così, venerdì, mi sono ritrovata da sola ad affrontare quella che io definisco un'esperienza che non auguro davvero a nessuno. E' stato davvero brutto, molto brutto, e non so se mi abbia sconvolto di più l'affrontarlo da sola o la cosa in sé. Purtroppo la formazione che ho è molto profonda, vicino al torace e di conseguenza vicino al polmone. Sono stata lì sdraiata per 45 minuti perché oltre a dover arrivare in profondità pare che io abbia un seno bello duro. Mi hanno massacrato, hanno spinto, hanno tirato, mi hanno fatto 3 anestesie locali, 2 fori d'entrata e hanno fatto 4 tentativi prima di riuscire a fare un prelievo decente. Sono uscita sorridendo a forza e appena ho varcato la soglia e sono uscita dall'ospedale ho iniziato a piangere come una fontana. E' stato davvero brutto. E ora, come volta scorsa, aspettiamo gli esiti che verranno poi discussi dall'anatonomatologo, dal chirurgo e dall'oncologo per vedere come procedere.
3. Non sono ancora guarita, non ancora nonostante sia passato un anno e mezzo da quando ho iniziato ad andare al centro disturbi alimentari. Alcune cose si sono risolte, come chiudermi in bagno vomitando l'anima, ma altre cose sono ancora in ballo, come il fatto che a volte ancora mi abbuffo senza quasi riuscire a fermarmi nonostante ora abbia la consapevolezza di quello che sto facendo. Con la Psicocosa stiamo affrontando ora i grandi nodi della mia esistenza che, in fondo, sono basati tutti su tre persone: mio padre, mia madre e mia nonna, la nonna con cui ho vissuto e mi ha fatto da mamma. E' una fase impegnativa, pesante, riflessiva e nella quale devo essere disposta a starci davvero male.
E ora... buon lunedì!

lunedì 9 dicembre 2019

Cattive influenze

Da quando Primogenita ha iniziato le medie ha sempre la risposta pronta su tutto. Ultimamente, qualsiasi cosa si risponda a lei che non le vada troppo a genio controbatte sempre nello stesso modo: dito contro, mano sul fianco, sopracciglia corrugate, voce solenne
Non è questa la risposta che volevo! 2!
E' inutile dirvi che oramai questo simpatico siparietto ha contagiato anche me che sparo Non è questa la risposta che volevo! 2! a destra e a manca.
E comunque sappiate che non è questa la risposta che volevo. 2.

domenica 8 dicembre 2019

L'importante è avere le idee chiare

“Mamma?”
“Si, Sbibulì?
“Io da grande avrò quattro figli, due gemelli maschi e due gemelle femmine”
“Ehm... ok... E avrai anche qualche animale?”
“Sì, un orso polare che chiamerò Bigné al cioccolato. Poi vivrò a Parigi, farò la pittrice, andrò al lavoro con una bicicletta volante e sarò alta 3 cm”

giovedì 5 dicembre 2019

Ciccìlopazza

“Sai mamma? Ciccìlopazza oggi ci ha assegnato un compito bellissimo”
“Ehm... Sbibulì? Perché chiami la tua maestra d'inglese Ciccìlopazza?”
“Beh... perché è ciccia e perché è pazza”
“Ma amore! Ma non è vero! A parte che sono più ciccia io di lei, che è tutto un dire, e poi non è per nulla pazza”
The day after
“Mamma?”
“Sì Sbibulì?”
“Sai, ho detto a Ciccìlopazza: Sai? Mia mamma dice che non sei né ciccia né pazza. E sai lei cosa mi ha risposto? Dì pure a tua mamma che sono sia ciccia che pazza. E ora, rimbocchiamoci le maniche e studiamo!
A me, Ciccìlopazza sta già simpatica.

mercoledì 4 dicembre 2019

Respira...

“Mamma? Ti ricordi che qui due anni fa abbiamo visto un gatto?”
“Boh... no...”
“Ah... brutta cosa la vecchiaia”
Respira... è tua figlia, la tua primogenita e la ami alla follia

martedì 3 dicembre 2019

Saggezza primogenita

Ultimamente Primogenita ha sempre la risposta pronta, peccato che la risposta sia sempre, inesorabilmente, ripetutamente la stessa, qualsiasi affermazione tu faccia.
“Oh fa un gran freddo eh!”
“Eh papà... è la vita”

lunedì 2 dicembre 2019

“Sbibulina? Vieni ad apparecchiare?”
“Mamma... Grazie. Grazie per avermelo chiesto eh, grazie davvero sei stata gentile...
Ma no.”
Ehm... vabbeh... almeno è educata

giovedì 28 novembre 2019

Passeggiando con Sbibulì

“Buonpomeriggio bella signora”
“Ehm... grazie”
“Prego”
… … ...
“Mamma? Ma lo conosci quel ragazzo?”
“No”
“Ma perché ti ha detto che sei bella?”
“Beh, perché sono bella”
“Ah... beh... in effetti sei molto bella”
Amoremiodolcedimamma

mercoledì 27 novembre 2019

Mio padre e la Psicocosa

Oggi è il compleanno di mio papà e meno di due giorni fa la Psicocosa mi ha esplicitamente detto in faccia che è venuto il momento di affrontare il nodo dei miei genitori. Lo sapevo che sarebbe comunque arrivato questo momento ma quello che non sapevo è che avrei incontrato da parte mia una gran resistenza. Per 38 anni la mia autodifesa è sempre stata il vedere tutto quello che c'è di positivo in loro non permettendomi neanche per un istante di vedere le loro mancanze paludose e adesso quello che mi chiede la Psicocosa è andarmi proprio ad impantanare ben bene. Il compito di questa settimana infatti sarebbe scrivere una lettera a mio padre (non dargliela eh, ma scrivergliela) in cui gli elenco tutto quello che non ha fatto per me e tutto quello che di lui mi ha ferito e mi ferisce. Non lo potevo sapere, credevo fosse facile, ma non ci riesco. In automatico mi partono tutte le giustificazioni di questo mondo nei suoi confronti, come il fatto che in fondo quando se ne andò di casa non è che proprio sparì nel nulla come invece fece mio nonno con mia madre o come il fatto che comunque so che ha fatto e fa davvero del suo meglio. E allora, sempre sotto suggerimento della Psicocosa, dovrò partire elencando tutte le sue qualità e le sue non mancanze per poi arrivare a nocciolo della situazione subito dopo. Beh, mi dispiace davvero ammetterlo ma ancora non ci sono riuscita.
Auguri, Papà. Ti voglio davvero un mondo di bene.

martedì 26 novembre 2019

Dialoghi sorellifero-lirici sulle note di Vincerò

“Uffa... speravo oggi ci fosse qualche tuo amico, Sbibula, così non mi avresti stressato”
“E invece ti stresseròòòòòòò, ti streeeeeeeeeeesseròòòòòòòòò”

lunedì 25 novembre 2019

Ho creato un sbibulimostro

“Mamma sono indecisa se chiamare mio figlio Igor oppure Aigor. Però secondo me è meglio Igor... senti: IGOOOOOOOOR SBRIGATI CHE E' ORA DI CENAAAAAAA!!!! Sì, sì, meglio... e comuque solo io lo chiamerei così. Perché si pronuncerebbe Aigor

domenica 24 novembre 2019

Primogenita parità di sessi

“Non ce la faccio proprio mamma!!!”
“Beh, direi che a 11 anni è ora che impari a sbucciartela da sola la pera”
“Ma maaaaaamma! Io non ce la faccio! NON CE LA FACCIO! NON SONO CAPACE!”
“Beh allora direi che è venuto il momento di imparare, non credi?”
“NO!!! IO NON VOGLIO! IO ODIO SBUCCIARE LA PERA!”
“Beh, se vuoi mangiare la pera senza buccia occorre che impari sennò puoi mangiarla anche così. Ma credo ti convenga imparare così poi potrai sbucciartela ogni volta che ne hai voglia!”
“NON CI RIESCO!! Basta mamma, ho deciso! La pera me la pelerà mio marito”

mercoledì 20 novembre 2019

Chiarezza

Per anni, 38 anni, non sono riuscita ben a capire il perché. Andando via da casa di mio padre, anche da adulta, avevo sempre una strana sensazione di tristezza e angoscia. Tre settimane fa, complice un anno e mezzo di psicologa, mi si è palesata a me la ragione, come se fosse la cosa più ovvia al mondo, così ovvia che non l'avevo mai notata. Io e la mia splendida famigliola siamo andati a trovarlo e abbiamo passato la giornata da lui, immersi nei boschi e nelle chiacchiere. Per ben 4 volte ho provato a raccontagli di me e per ben 4 volte sono stata interrotta. Non mi faceva finire, attancando subito con qualcosa di suo e non inerente a quanto stavo dicendo io, come se non mi ascoltasse e fosse più importante condividere qualcosa che era successo a lui. La mia reazione? Chiusura. All'inizio una piccola chiusura poi piano pianino sempre di più sempre di più, come un piccolo cucciolo che, ferito pian pianino, si rintana appallottolandosi su se stesso. Mi sentivo triste, tanto triste, e tanto emarginata. Ma quello che ho visto mi ha stupito, non solo perché non me ne ero mai resa conto ma anche perché ci ho visto tanto bisogno, suo, di stare al centro dell'attenzione. E' sempre stato così, nulla di nuovo, ma a sto giro è stato diverso, mi è quasi dispiaciuto per lui, oltre che per me.

martedì 19 novembre 2019

Ora che inizio a star bene, sto male

Quando qualche mese fa la Psicocosa mi aveva detto che ufficialmente ero uscita dal tunnel della bulimia ho gioito, mi sono commossa, mi sono agitata nella mia felicità ma poi le cose sono collassate. Prima di decidermi di andare al centro DCA e affrontare la malattia vivevo nella mia bolla di mondo, dove su 100 cose che andavano male 90 non mi permettevo di vederle, in una forma di negazione autodifensiva, e 10 le vedevo e me ne addossavo la colpa, rimanendo zitta, incassando e interiorizzando tutto senza mai reagire. Beh, una reazione c'era in realtà e si sfogava nella malattia. Ora invece senza il tampone della bulimia e con lavoro su me stessa titanico, vedo la realtà con una chiarezza impressionante, una limpidezza che a volte mi lascia nello sconforto. Ora su 100 cose negative le vedo tutte e 100 e non me ne faccio più una colpa. Io semplicemente non ci sto. Se una persona mi tratta male, se una persona si comporta da stronza, se una persona mi accusa di una cosa non vera, io non ci sto, non lo accetto, non sto più zitta. Non fraintendetemi, sono sempre la persona gentile e sorridente con l'unica differenza però che ora se ho qualcosa da dire la dico, sia col sorriso sulle labbra che con lo sguardo inkazzato. Mi sento come un vulcano emotivo che, addormentato per troppo tempo, ora si è svegliato e si rende conto di quanta ingiustizia si sia addossata negli anni senza avere una reale colpa. La Psicocosa mi ha detto che è la normale evoluzione della terapia, che dopo tanti anni passati nella sindrome di Pollyanna ora sono nella fase opposta,dove vedo anche il negativo, ma mi ha anche rassicurato che verrà una terza e ultima fase: l'equilibrio emotivo. In tutto questo caos la persona che è più spaesata pare Mr D., che si era sposato una persona remissiva e tranquilla e ora si ritrova accanto una persona che punta i piedi e non ci sta più, che si era sposato una persona che piuttosto che far scoppiare una lite se ne stava zitta anche per quattro giorni di fila e ora fa sentire la sua voce subito e con determinazione. Lo vedo nel suo sguardo a volte, quasi perduto nel capire chi ha ora affianco. Mi ama, lo vedo, come vedo che sa che è giusto così, che è sano così. Ma vedo anche che ci vorrà un bel po' di tempo perché si ristabilisca un equilibrio familiare visto che sono cambiate le cose. E io? Beh io sto male. Cioè sto bene perché mi rendo conto che è un bel passo avanti, ma sto male perché vedo per quanto tempo le persone mi abbiano camminato in testa e cerchino ancora di farlo. Ma ora io sono cambiata: ora non ci sto più.

domenica 17 novembre 2019

Quando a sette anni si prende ancora tutto alla lettera

“Oh, Sbibulì! Ti giuro non ce la faccio più a fare matematica. Mi voglio sparare!”
“Eh ma non ce l'abbiamo una pistola”

giovedì 14 novembre 2019

Licenze primogenito-poetiche

“Sono pronta mamma, vado?”
“Vai!”
“Cantami o diva del Pelide Achille l'ira funesta che infiniti addusse rutti agli achei”
O prende 2 o prende 10 e lode.

mercoledì 13 novembre 2019

Par condicio sbibulinica

“Nel nome del padre, del figlio e... e... e... e della madre. Amen”

Ieri sera

Ieri sera ho vomitato. Non è stato un attacco di bulimia, no, ma un bel attacco peso di gastrite dovuto alla quantità e qualità di cibo ingerito in questi giorni di irregolarità totale. In effetti ci sta che il mio stomaco, già provato da tanti anni di malattia, a sto giro non abbia retto. Non sono triste, non sono abbattuta, non sono arrabbiata. Sono solo stanca.

lunedì 11 novembre 2019

Questo non è un periodo facile, no. Sono così incasinata al lavoro che fatico ad organizzarmi come si deve (io, la maniaca del controllo, l'ordinata, precisa, pianificatrice Spettinata). Addirittura ieri sono arrivata al punto da riempire la scrivania di post-it gialli con le cose da fare per riuscire a trovare un ordine e una priorità a tutto con l'unico risultato di avere addirittura anche la tastiera coperta di giallo. E a casa, beh, a casa è il macigno che pesa di più. Con Mr D. le cose non vanno bene ma si sa che i rapporti subìscono alti e bassi. Non sono preoccupata, no, però quando le cose vanno male anche a casa la vita è più pesante e complicata e la bulimia bussa alla mia porta insistentemente e rumorosamente come se fosse stata lì fuori tutto questo tempo senza aspettare altro. Non ho più vomitato, no, ma sono dietro a mangiare per non sentire o a digiunare per lo stomaco chiuso dalle emozioni. Sono dietro a strafogarmi senza riuscire a trovare un'alternativa, scacciando col pensiero la stronza che, beh, ogni tanto mi innesta nel cervello il verme del vomito che scaccio subito quasi impaurita. Passerà, lo so, ma sono stanca.

mercoledì 6 novembre 2019

Freddure da documentario

“Ehehehehehe”
… … …
“Ehehehehehe”
… … …
“Ehehehehehe”
“Ma si può sapere che c'è Primogenita?”
“Ha detto il bacino del Nilo... ehehehehe.... MCIU'!'”

lunedì 4 novembre 2019

Sentenze primogenite

“Mamma? Ma qui c'è scritto che Era è la moglie di Zeus. Ma anche che Afrodite è la figlia di Zeus e di una ninfa... qualcosa non va.”
“Eh Amore, Zeus ha avuto molte altre donne: dee, ninfe, umane... e ha avuto un sacco di figli fuori dal matrimonio”
“Allora è un multigiochista!”
Poteva andar peggio....



Quesito della Spetty

Oggi Spettinata andrà a lavorare dopo due settimane di malattia. Fra poco accenderà il computer. Come si comporterà tale apparecchio?
  1. Esploderà
  2. Appena Spetty aprirà le mail il computer si bloccherà rifiutandosi di procedere
  3. Contro ogni logica il computer inizierà a piangere
  4. Fatal error fatal error fatal error
  5. Sulla schermata iniziale apparirà questa scritta: BENTORNATA SPETTY. UN CONSIGLIO: SCAPPA!

venerdì 1 novembre 2019

Sbibulinate halloweenesche

“Mamma? Io i dolcetti di Halloween me li porto dietro per tutta la casa perché danno allegrezza”

giovedì 24 ottobre 2019

La farina del sacco di chi?

Non è stata tutta farina del suo sacco, no, anche se la prima volta che me lo disse la Psicocosa ho avuto una reazione di assoluta negazione. No no no e poi no. Per anni mi sono allenata a pensare a mio padre come “il colpevole” un po' perché ci si autodefiniva lui e un po' perché lo definivano così mia madre e mia nonna e un po' perché, beh, lui ha il carattere che ha. Era lui che ci aveva abbandonato, lui che se ne era andato di casa. Ma non mi ero mai soffermata a pensare il perché se non rispondendomi con un banale: non ci amava più o è stronzo. Ma se non fosse stata tutta colpa sua? Se fosse stata colpa di entrambi? Perché parliamone, ora da adulta comprendo che le relazioni non sono mai o tutte bianche o tutte nere e conoscendo mia madre qualche dubbio mi sta venendo. Mia madre, così soffocante e ansiosa, mia madre così assurdamente dipendente dagli altri su tutto e per tutto. E ora che mia madre è qui e che ho a che fare con lei tutti i giorni mi rendo conto di quanto sia davvero difficile starle accanto. Mio padre mi ha sempre ripetuto che si sentiva soffocare, che gli mancava l'aria e lo capisco molto bene ora che anche io ho le sue stesse sensazioni. E se non fosse stata tutta farina del suo sacco?

mercoledì 23 ottobre 2019

Niente di nuovo

Sono inkazzata nera
Lo so lo so, dopo 38 anni una persona se lo dovrebbe pur aspettare no? Dovrebbe smetterla di starci male no? E invece no. Sapevo che a mio padre non sarebbe venuto in mente di venirmi a trovare, nonostante ora io abbia 2 settimane di riposo e sia a casa senza far niente. Sapevo che non ci avrebbe pensato e così il giorno stesso dell'infortunio, ingenuamente, gliel'ho proposto io via whatsapp: “Ma papà? Ora che sono a casa riusciresti a passare a trovarmi?”. Risposta: “ora sono in montagna ci sentiamo dopo”. E oggi, dopo 4 giorni, ci siamo sentiti. Ho sentito chiedermi come stavo, ma soprattutto ho sentito dire che lui a trovarmi non ci viene perché non trova parcheggio. Ha proprio detto così: non trova parcheggio. Lui, pensionato, che non ha impegni né scadenze, non può perdere dieci minuti della sua vita a cercare parcheggio per sua figlia bloccata a letto. “Eh sai, ti fossi fatta male in primavera sarei venuto in moto”. Ma vaffanculo va! E io? Beh io gli ho detto che non importava, che faceva lo stesso e mettendo giù ho sentito il mio solito groppo in gola e una rabbia sorda salirmi alla testa. Il solito pensiero “allora non valgo proprio niente io” mi è balenato come un lampo, ma l'ho stroncato subito. Io valgo, è lui che è un vero stronzo. Perché se mia figlia si facesse male, a sedici anni, a venti, a quaranta, a cinquanta, io sarei di fianco a lei, non dovrebbe neanche chiedermelo. E ora? Beh ora piango di dispiacere, rabbia e tristezza.

martedì 22 ottobre 2019

Testadicocomero

Perché passare i soliti venerdì sera noioi quando li si può passare così?

 






E tutta la notte così?


 





Per poi tornare a casa così?

 






Siete pronti? Mi sono fatta male nel modo più idiota in assoluto. Giocando a pallavolo mi sono buttata per terra per prendere una palla e nel mentre mi ha raggiunto un mio compagno correndo e mi ha tirato un calcio pesissimo in testa insaccandomela. “E' stato come calciare un cocomero”. E così adesso, dopo una nottata fatta di ambulanze, pronto soccorso, tac, cocktail di antidolorifici in vena, radio e quant'altro, ho un simpatico trauma cranico compressivo-rotativo del rachide cervicale. Collarino e riposo assoluto per 2 settimane e poi si vedrà (che vuol dir tutto e non vuol dir niente).
L'unico momento in cui mi sono davvero spaventata è stata alla visita al pronto soccorso sulla barella, quando mi hanno chiesto di seguire il dito dell'infermiera e a destra, dove avevo preso la botta, non riuscivo a farlo e gli occhi si muovevano come ballerine impazzite. Ma grazie al cielo non ho nulla di rotto e ora posso solo riposare.

martedì 15 ottobre 2019

Dialoghi semisurreali

“Mamma?”
“Sì?
“Lo sai tenere un segreto?”
“Ma certo”
“Eh eh eh ci è caduto lo spazzolino di papà nel water e adesso si sta lavando i denti eh eh eh eh”



lunedì 14 ottobre 2019

Cuore di bimba

“Sbibulì? Ma se il proprietario di quel megayacht venisse da te e ti dicesse ti regalo il mio yacht in cambio del tuo babau tu cosa diresti?”
“No”
“Ok... e se ti regalassimo questa villetta al mare in cambio del babau?”
“No”
“E se ti dicessi niente più scuola in cambio del babau?”
“No”
“E se ti dicessi la fine della guerra in tutto il mondo in cambio del bababu?”
“Sì papà, allora sì”

domenica 13 ottobre 2019

Citazioni auliche di una settenne

“Mamma?”
“Sì Sbibulì?”
“Ma domani devo andare a muoto?”
“Amore, ma perché dici muoto e non nuoto?”
“Perché si pronuncia Aigor
Ok. Io la amo. La amo la amo la amo la amo.

martedì 8 ottobre 2019

Per fare il bene


Per anni mi è stato ripetuto che andava tutto bene e che era tutto normale, mi è stato chiesto scusa dopo urla e reazioni esagerate sentendomi dire che non era successo niente. Per anni mi sono sentita stranita perché in realtà io non vedevo il mio mondo andare bene ma visto che mi si ripeteva che non era vero ho creduto che fossi io la persona sbagliata, che fossi io quella colpevole, che fossi io incapace di adattarmi e di vedere la realtà. L'ho creduto profondamente, richiudendomi in un mondo in cui mi addossavo la colpa del mio malessere, cercando la solitudine come unica via possibile per evitare la pazzia, rifugiandomi nella mia stanza senza quasi mai uscire. Ho rimosso tutto e così bene che non sono riuscita a ricostruire nulla di quanto era capitato, un buco nero così profondo da non capire come mai ci dovesse essere per forza qualcosa lì. Ma andando a scavare chiedendo in giro, ho capito che non ero io il problema, che il mio mondo non andava bene anzi andava velocemente a rotoli. Non era mia la colpa ma me la sono addossata tutta. Non ero io quella strana che si sentiva male quando tutto andava bene, ma era tutta la mia realtà che era uno schifo. Ho sempre considerato normale la mia situazione perché così mi è stato ripetuto allo sfinimento, ma così non era. Ho sempre creduto che fosse la fase di una qualsiasi bambina che diventava adolescente ma così non era. E i conti tornano fin troppo bene, tornano le date, il perché io mi sentissi così, torna l'emarginazione, la chiusura, la depressione. Torna il fatto che io abbia sempre avuto paura dell'adolescenza delle mie figlie ricordandomi fin troppo bene la mia. Ora so però che la loro, per forza di cose, non sarà così dura. Fa strano a distanza di così tanti anni, con ferite che ancora non sono del tutto rimarginate, capire che non è come ho sempre pensato. Fa strano aver cambiato totalmente la visione del proprio passato e mi viene da piangere perché non so bene ancora come affrontare tutto questo.

domenica 6 ottobre 2019

La fine e un nuovo inizio - 1994

Settimana scorsa (vedi post) avevo visto la parola fine. La Psicocosa, tuttavia, mi aveva lasciato dicendomi che da adesso in poi sarebbe stata mia facoltà decidere se affrontare del tutto i fantasmi del mio passato per comprendere alcune dei nodi del mio presente ancora lontani dalla risoluzione. Mi aveva parlato per circa 20 minuti dicendomi con calma che, nel caso avessi deciso di intraprendere questo percorso, sarebbe stato difficile, che avrei avuto la facoltà di interrompere la discussione ogni volta che i sentimenti sarebbero stati “troppo” e che per non stressarmi avremmo potuto pianificare delle sedute una volta ogni due settimane invece che tutti i martedì. Io neanche ci ho pensato e lei mi ha subito assegnato dei compiti: cercare di capire cosa è successo nella primavera del 1994. Cos'è successo? Sono stata ad analizzare con lei tutti i miei ricordi e non mi veniva in mente assolutamente nulla. E così ho deciso di chiedere a mia madre e ho scoperto una caterba di roba:
  • mia madre ha intrapreso una relazione stabile con quello che adesso è suo marito e quindi siamo passate da solo noi due a loro due e io
  • mia madre ha perso il lavoro e ne ha trovato un altro. Prima passava un sacco di tempo con me, dopo il nulla
  • mia madre e mio padre hanno per la prima e unica volta discusso animatamente e per una questione di soldi fino a coinvolgere me (pare che mia madre mi abbia detto che non mi avrebbe più fatto rivedere mio padre urlando come un'indemoniata)
  • per la prima volta in tutta la mia vita mia madre è andata in vacanza senza di me. Non ero mai stata lasciata sola
  • pare che ci sia stata sempre in quel periodo la prima discussione fra me e mia madre. Da bambina dolce e sempre allegra, benché riservata, ero diventata una ragazza chiusa, sempre col muso lungo che non parlava più. Messa alle strette sono scoppiata a piangere implorando che i miei genitori ritornassero insieme
Beh, direi che qualcosina è successo.

martedì 1 ottobre 2019

1.10.2019 - FINE

Nella foto qui sopra ci sono scritte due paroline che ieri mi hanno fatto piangere ininterrottamente per circa venti minuti. Non so se ho pianto di gioia, di smarrimento, di confusione o che altro. Ma ho pianto, e tanto.
Qui sopra c'è scritto FINE TERAPIA.
Ci sono stati momenti, tantissimi momenti in questo anno e mezzo, in cui credevo non avrei mai neanche intravisto la parola fine e invece ieri mi si è parata davanti, nero su bianco, con la Dottoressa dal sorriso a duemiladuecentocinquantaquattro denti che continuava a chiedermi se ero felice e a farmi le congratulazioni. No, no, lo so che riguarda solamente la parte medica e non quella psicologica, ma quelle due paroline indicano che non sono più bulimica e che non sono più a rischio bulimia. Dopo vent'anni finalmente sono riuscita a dare un calcio in culo alla stronza e a riappropriarmi della mia vita. E adesso piango.

lunedì 30 settembre 2019

Quesito della Spettisusy

Spettinata ha una casa di 140 mq, 3 letti, 2 divani, 2 poltrone e una casetta tiragraffi. Spettinata ha anche 1 solo libro preferito. Considerando tutte le possibili variabili,, compresa la comodità e la morbidezza delle superfici, dove andrà a riposare il gatto di Spettinata?
La risposta qui sotto


domenica 29 settembre 2019

Un poliziotto alle elementari

Ve lo ricordate quel film con Schwarzenegger che per incastrare un noto criminale prende il posto di un maestro elementare? E vi ricordate la scena davanti a scuola quando lui arriva e tutte le mamme cercano di farsi carine e chi invece è uscita di casa di fretta e si sente un cesso si nasconde alla sua vista? Beh, le scene che ultimamente vedo davanti a scuola mi ricordano molto quel film della mia infanzia (vedi post precedente). E io? Beh io sono malata, si sa. Per me continua a essere più bello mio marito. Il nuovo maestro è fisicamente ben piazzato ma non mi piace particolarmente di viso anche se non è sicuramente un brutto ragazzo. Però una cosa la devo dire: tutto questo giro di ormoni femminili personalmente mi strappa sempre qualche risata.

domenica 22 settembre 2019

Il lunedì

“Buongiorno Sbibulina”
“Mmmmmmm”
“Ehm... amore? Bisogna svegliarsi...”
“Mmmmm che giorno è mamma?”
“E' lunedì amore”
“Noooooooo”
“Eh sì”
“Ma noooooooo”
“Eh... ma sì”
“Noooooooooooooooooooooo”
Come darle torto

mercoledì 18 settembre 2019

Un grosso nodo

Uno dei nodi più importanti che ancora non sono riuscita a sciogliere e che rimane una delle cose che mi mette ancora in crisi (non in crisi bulimica ma comunque in crisi) è la questione aspetto fisico. Due giorni fa mi sono pesata e la bilancia ha segnato 61,5. I jeans mi sono stretti, i reggiseni mi sono stratti, quando corro le tette fanno boboing e mi vedo grassa qualsiasi cosa io mi metta addosso. E non è questione di cambiare guardaroba, perché le cose che ho mi stanno e a detta di altri non mi stanno neanche male. Questa mattina poi ho toccato un po' il fondo.
Guardo fuori dalla finestra.
Piove.
Cheppalle.
Cosa mi metto?
Mi sono cambiata (non scherzo) 5 volte prima di mandarmi mentalmente affancù e mettermi un paio di pinocchietti da corsa e una felpa superlarga che ricoprirebbe l'intero continente. Mi veniva da piangere, gli occhi lucidi e il groppo in gola.
Cheppalle.

martedì 17 settembre 2019

Novità

“Mamma sai che abbiamo un nuovo maestro?”
“Ah sì? E' simpatico?”
“Beh... mamma... è muscolosissimo. Ma muscolosissimo muscolosissimo eh. Ha delle braccia così!”
“Mmmmmm.... interessante.... e quanti anni ha?”
“Ah non lo so, forse come te e papà”
“Ma è bello?”
“Eh si mamma, è bello bello ed è anche muscolosissssssssimo”
“Ma è più bello lui o papà?”
“… … …”
“… … …”
“… … … “
“Ti facilito io la risposta, Sbibulì: nessuno è bello come papà, papà è il più bello del mondo”
“Hai ragione mamma, nessuno è bello come papà”
Il fatto che Sbibulì ci abbia pensato, lei che adora suo padre come se fosse un dio, mi solletica la curiosità per quello che si vocifera essere un super-modello-maestro.

lunedì 16 settembre 2019

Sbibulitalico

Fine settimana passato sono riuscita finalmente a convincere la mia famiglia ad andare in montagna invece che al mare. Ci ho messo 11 anni eh, ma alla fine ce l'ho fatta. E così ci siamo mossi alla volta delle Dolomiti dove Sbibulina ci ha regalato perle italiche a non finire.
Mamma... che bei posti! Guarda quell'albergo! Pensa se in quella piscina ci fosse il retromassaggio
Uh! Guarda mamma! Quel falco fa l'impiccata!”
Uh! Guarda mamma! C'è un tizio che fa parampendino!”
Io la amo.

giovedì 12 settembre 2019

Il pre

Primogenita lunedì inizierà le medie e qui i cambiamenti sono all'ordine del giorno. E' strano perché in tutti questi anni mi ero psicologicamente preparata a quella che sarà l'adolescenza con i tiramenti di chiulo, le facce inkazzate, gli scontri e gli allontanamenti. Eh ma mi era davvero sfuggito un passaggio: il pre. Avrei dovuto immaginarmelo ma non ci avevo proprio pensato al pre e ora mi sento come 11 anni fa, quando partorii Primogenita trovandomi da sola in mezzo ad amiche che ancora neanche avevano finito l'università e l'universo familiare non era da loro neanche contemplato. Ricordo il senso di smarrimento e il rimboccamento maniche, ricordo la sensazione di solitudine nell'affrontare i temi della genitorialità senza avere qualcuno con cui parlarne e soprattutto senza aver qualcuno con cui confrontarmi. Ora mi ritrovo nella stessa situazione. Primogenita, a differenza di alcune ragazzine della sua età, è ancora molto bambina: gioca tantissimo con sua sorella e con la sua migliore amica, non ha il cellulare, non va su internet e non ha un suo computer o un suo iPad, è ancora ingenua e per niente smorfiosa e la cosa più bella che l'universo le possa offrire è andarsene in giro mezza nuda tutte le volte che può. Però le pressioni esterne iniziano a sentirsi e faccio un elenco perché ultimamente gli elenchi mi sembrano qualcosa di davvero ordinato e tutto sommato abbastanza semplice da leggere:
  • cellulare. La maggior parte dei suoi amici, non tutti grazie al cielo, sono muniti di cellulare. Sia io che Mr D. non abbiamo mai dato né a lei né a sua sorella il cellulare per giocarci o per vedere video preferendo portarci in giro libri o parole enigmistiche per bambini, le mie figlie sanno giusto usare whatsapp perché ci parlano coi nonni ma ultimamente la pressione esterna si è fatta sentire e Primogenita ha iniziato a chiederci quando anche lei potrà essere cellulardipendente. Tutta l'estate abbiamo raggirato la domanda senza dare una risposta precisa ma, al rientro dalle ferie, ci siamo trovati un marasma di ragazzini attaccati agli schermi al parco giochi senza neanche capire come potesse essere successo che nel giro di 3 mesi tutti i genitori fossero impazziti e avessero deciso di rincitrullire i loro figli. Per il momento le abbiamo fatto capire che non ne ha bisogno perché se vuole parlare coi suoi amici li può comunque vedere tutti i giorni a scuola o al parco e se ha bisogno di noi, beh, noi ci siamo. Capisce la logica del ragionamento, la capisce così tanto che si lamenta del fatto che al parco non si parla più ma tutti sono attaccati agli schermi e lei si annoia. L'ultima parola strappata a Mr D. è stata che, se riuscirà a portare in pagella tutti 9 o la media comunque del 9 al primo quadrimestre, beh, ci penseremo.
  • gruppi whatsapp. Questi ragazzini creano gruppi whatsapp come se piovesse. Primogenita mi ha chiesto di poter dare il mio numero e io non ci ho trovato nulla di strano e ho acconsentito. Non mi sarei però mai sognata di essere aggiunta in un gruppo che si chiama Le influencer e di ricevere 200 messaggini al giorno. “Ma mamma? Cosa vuol dire influenCHer?” Amoremiodolcedimamma. In questo gruppo dove sono tutte ragazzine si sparla. Ma si sparla sul serio. Ho sentito vocali allucinanti dove una sua amichetta andava a tutto spiano su un'altra non presente in chat, con modi di fare e atteggiamenti allucinanti da smorfiosa pettegola che mi hanno lasciata allibita. Io non ero così alla loro età. O meglio io non sono MAI stata così. Mia figlia non ha mai risposto a questi messaggi sviando il discorso su altri argomenti quando si stancava di sentir dire cattiverie di quest'altra che, fra parentesi, è pure un'amica sua. Ma mi sono ritrovata a cercare di capire come parlarle di un argomento tanto delicato senza dirle palesemente che questa sua amica sparlona è una vera stronza. Ci ho pensato tre giorni per riuscire a mettere insieme una bozza di discorso e alla fine ieri sera le ho parlato. Le ho detto quanto sia importante trattare gli altri come vorresti trattassero te, quanto sia importante conservare i valori cari come l'amicizia, quanto sia importante non farsi trascinare dal gruppo perché se tutte sparlano di una tua amica non è detto che lo debba fare anche tu se non la ritieni una cosa giusta. Le ho detto quanto sia importante ora non farsi influenzare dagli atteggiamenti delle altre persone se questi atteggiamenti non li ritieni buoni, come ad esempio la smorfiosaggine o l'assoluta ossessione per l'aspetto fisico, quanto sia importante potersi scegliere le persone con cui stare e, anche se viene aggiunta a gruppi whatsapp, è sempre libera di non rispondere. Le ho anche detto che controllerò le sue chat non perché sono una persona impicciona ma perché ci tengo a lei e alla persona che diventerà e in questa fase delicata in cui inizia ad essere la persona che diventerà è bene avere qualcuno che aiuti. Credo di essermi ingarbugliata così tanto mentre parlavo che non so se tutti i concetti siano stati compresi fino in fondo, a volte mi è sembrata confusa, a volte solo smarrita. Ritenterò.
  • uscite in solitaria. Prima dell'estate i genitori non si azzardavano neanche a mandare i bambini a scuola da soli, cosa che Primogenita già fa ormai da mesi. Adesso i ragazzini possono addirittura andare in centro a Bologna a fare shopping da soli. Basterebbe questa mia affermazione per chiudere qui il discorso, se non fosse che ovviamente Primogenita chiede di poter seguire il gruppo. Abbiamo chiesto tempo, ne abbiamo discusso, ne abbiamo ridiscusso e siamo giunti alla conclusione che potrà andare e tornare da sola per quanto riguarda la scuola con il suo bel mazzo di chiavi di casa luccicanti fresco di ferramenta, che potrà andare al parco se un gruppetto di amici la passerà a prendere e che al parco potrà stare a girare con gli amici fino all'orario stabilito senza dover per forza rendere conto a me di dove è. Non si esce dal parco, non si va in giro in centro, non si torna dal parco da sole, ci si munisce di orologio e si rispettano gli orari per rifarsi viva. Non è ancora il momento di andare in giro in centro da sola o con una sua amica visto che io, alla sua età, ne ho beccati ben 4 di maniaci e tutte e 4 le volte sono stata molto fortunata. Ovviamente non le ho detto nulla ma le ho fatto capire che è ancora presto, che ci sono dei pericoli oltre che del divertimento e che vorrei che fosse preparata ad affrontarli nel caso si presentassero.
In tutto questo mia figlia è stata super-collaborativa, un po' perché comunque non è ancora un'adolescente per cui accetta i consigli e i confini che le vengono dati, un po' perché di carattere è fatta così. Mr D. si è rivelato disposto a parlare con calma dei minimi step di permessi che le verranno rilasciati e degli accorgimenti da prendere facendo (e qui sta la novità) fronte unito con me. Non abbiamo quasi mai fatto fronte unito perché lui ha sempre ritenuto più importante poter dire la sua davanti alle bambine anche se non era d'accordo con me. Negli anni mi sono impuntata, mi sono arrabbiata, mi sono scannata ma poi alla fine ognuno dei due diceva la sua e le bimbe avevano due versioni di permessi su tutto. L'accordo è che, qualsiasi cosa la ragazza chieda, si prenda tempo per parlarne con la mamma o col papà prima di risponderle. E io? Beh io mi sento davvero spaesata, concentrata nel cercare di non limitarla troppo ma di non lasciarla neanche troppo a sé stessa. Mi sento come se camminassi in un terreno del tutto inesplorato con la paura di poter pestare una mina senza rendermene conto, mi stanno venendo fuori delle paure che avevo sempre escluso a priori perché non sono una mamma ansiosa né paranoica. Eppure. Eppure vengono fuori e le soffoco senza farle minimamente vedere, facendo dei bellissimi sorrisi e abbracciandomi la mia bambina dichiarandomi felice del fatto che sia più indipendente e che stia crescendo e condividendo con lei il lato bello dell'indipendenza. Eppure...

mercoledì 11 settembre 2019

Soldi ben spesi

Ieri sono tornata al centro DCA dopo circa un mese e mezzo di assenza, è stata una ventata di aria fresca. La Psicocosa mi ha tranquillizzato molto in merito all'ultimo punto del mio ultimo post ovvero il fatto di andare in semitilt quando penso di rimettermi a regime con l'attività fisica ma soprattutto con l'alimentazione. Beh mi perdoni, ma se una persona è stata alcolista per vent'anni non può pensare di andare al bar a farsi un aperitivo con gli amici quando inizia a sentirsi meglio senza pensare di poter ricaderci e sbronzarsi. E' la stessa cosa per la sua malattia e il fatto che lei abbia paura e che sia andata in tilt, non del tutto per fortuna, è una cosa positiva perché si vede che ha capito che lei, la sua malattia, proprio non la vuole e non vuole ricadere nei vecchi schemi. Oh... ha ragione. Ha proprio ragione.

lunedì 9 settembre 2019

Lotte intestine

E' chiaro come il sole, almeno a me, che la mia lotta contro la bulimia non è ancora finita. Ci sono giorni che passano lisci senza alcun tipo di problema o paranoia, addirittura si protraggono ad arrivare ad una settimana o anche a dieci giorni e poi basta un nonnulla per farmi vacillare, come se fossi in bilico su una corda fra due grattacieli. Di punti ancora aperti ce ne sono parecchi anche se di miglioramenti ce ne sono davvero tanti e così, a freddo, me ne vengono in mente 5 ma sono sicuramente di più:
  • attacchi d'ansia di cui fatico a capire l'origine ma di questo ne parlerò più avanti
  • da anni convivo tutte le notti (tutte) con incubi ricorrenti anche se nell'ultimo mese mi capita di svegliarmi a volte senza aver fatto alcun sogno allucinante
  • se mangio troppo e ho lo stomaco troppo teso il primo pensiero, lo ammetto, è sempre quello di andare in bagno a vomitare anche se adesso lo accantono subito, come se fosse una mosca fastidiosa a cui neanche concedere cinque secondi del mio tempo
  • e poi il fisico... eh... il fisico. Mi guardo allo specchio e ancora non mi piaccio, anzi non è del tutto vero: a volte mi piaccio a volte no ma prevale di solito un giudizio non del tutto positivo. Ho ricominciato a vestirmi con un po' di tutto, jeans compresi (e vi assicuro che questa sì che è una conquista) senza sentirmi una salsiccia ambulante ma nonostante tutto il mio seno mi sembra grande e le mie cosce pure. Ormai è passata la fase ossessiva, però ancora è un punto aperto sul quale lavorare
  • la rigidità. Questo punto è collegato al punto precedente. Quando penso di volermi rimettere in forma, facendo più attività fisica o magari mangiando in modo più equilibrato il mio cervello va in tilt, completamente in tilt, e sono le uniche volte che succede. Quando infatti penso a rimettermi in sesto mi prende una gran paura di poter ripiombare nella malattia senza riuscire a trovare un equilibrio e mi trovo poi come due giorni fa, sul divano a divorarmi patatine con uno stomaco al limite del vomito già strapieno di un pranzo decisamente poco salutare.
Domani comunque ricomincio ad andare al centro DCA dopo un mese e mezzo di totale autogestione e sarò fiera di poter dire che neanche una volta sono corsa in bagno a vomitare.