giovedì 29 dicembre 2022

Tiriamo le somme?

Non saprei in realtà da dove cominciare a tirar le somme di quest'anno perché da un lato tutto passa schifosamente in fretta, dall'altro mi sembra sempre di stare ferma. Se ci aggiungiamo poi la memoria che ultimamente fa cilecca molto più spesso di quanto dovrebbe... auguri! Comunque eccomi qui per cui iniziamo:

  • Sicuramente so tirar le somme sulla mia malattia ed è la prima cosa che mi viene in mente perché ogni primo dell'anno esprimo sempre lo stesso desiderio da decenni: “Riuscire a risolvere i miei dca”. Non si è mai avverato, mai, però negli anni sono migliorata. Quest'anno in realtà ho fatto parecchi scivoloni e a tirar le somme direi che sono peggiorata. Anche quest'anno esprimerò sempre lo stesso desiderio perché, si sa, la speranza è sempre l'ultima a morire.

  • Per quanto riguarda la mia famiglia è stato un anno splendido e impegnativo: Birullulo cresce a vista d'occhio, è un bambino buono e vivace e lo amo immensamente. Sbibulina pian pianino sta crescendo, ha avuto un anno parecchio difficile ma sta superando il tutto pian pianino e sono fiduciosa che le cose possano solo migliorare. Primogenita ha iniziato le superiori ed è ovviamente in difficoltà, ma sta gestendo la cosa con calma e maturità. Sta cambiando molto ma di base rimane sempre la figlia buona, generosa e solare che è sempre stata. Mr D. continuo ad amarlo immensamente, coi nostri alti e bassi e le difficoltà di gestire i lavori, la casa e la famiglia numerosa. Siamo qui, ci amiamo, e questo è davvero tanto.

  • Per quanto riguarda il lavoro, quest'anno è stato un anno buio, fatto di “mo' adesso mi licenzio” molto più spesso di quanto avrei dovuto. Ma se devo essere sincera le cose stanno cambiando anche se non riesco a capire se in meglio o in peggio

Non ci sono state grandi cose dunque, ma essendo una che sguazza di felicità dentro all'abitudine direi che è andato tutto davvero bene.

mercoledì 28 dicembre 2022

Eh no, non sono stata in vacanza. Eh no, non sono neanche stata in ferie. La realtà è molto molto meno romantica di quanto possano sembrare 10 giorni di assenza dal blog: malattia. Ha iniziato Birullulo con la gastrointestinale, seguito a ruota da Sbibulina, Mr. D. e da Primogenita. Io mi sono miracolosamente salvata dalla peste, anche se assistere quattro persone febbricitanti e vomitanti non è che sia stata una gran bella cosa. Il giorno stesso in cui sono guariti e hanno ricominciato le loro normali attività ho iniziato a star male anche io. Ma no, i sintomi erano diversi. “Fossi in te mi farei un tampone”. Ma dai, il covid me lo sono già preso, son pure vaccinata. E invece. Invece sì. Francamente, dopo la sorpresa del tampone positivo, mi aspettavo qualcosa di più leggero, una sorta di influenza stagionale sotto tono. E invece. Invece no. Ho raggiunto il culmine quando mi sono ritrovata a casa da sola. Mi sono svegliata che mi sentivo straordinariamente bene, niente febbre, neanche troppa tosse. Sono andata in bagno, mi sono elegantemente seduta sulla tazza del cesso e ha iniziato a girarmi la testa. Io sono abituata a svenire, svengo (ahimé) molto spesso, ma questo era un giramento di testa differente. Era come se perdessi l'orientamento, sballottata a destra e sinistra da un mare in tempesta su una gamba sola con il mondo al contrario. Lentamente mi sono sdraiata per terra e la prima cosa che ho fatto è stata tirarmi su le braghe. Se svengo e mi ritrovano con le braghe calate non è che sia poi una grande cosa. Ho aspettato lì per un po' che se ne andasse com'era venuta, non saprei neanche dire quanto. Non riuscivo a fare nulla, neanche a prendere il telefono per chiamare Mr D. visto che il display girava girava girava. Ma visto che non passava, piano piano ho iniziato a strisciare fino al letto, strisciare letteralmente, mi sono sdraiata con un'enorme fatica e una nausea pazzesca e lì son rimasta. Ho aspettato che passasse per un'infinità di tempo ma nulla e così ho iniziato a preoccuparmi. Ho sonnecchiato, ho contrastato la nausea, ho risonnecchiato e poi con un'assurda fatica ho chiamato Mr. D. che ovviamente non mi ha risposto. Il numero dopo è stato quello del mio medico curante che nonostante fosse fuori orario mi ha risposto, mi ha bofonchiato qualcosa simile a “Sì sì il covid lo fa, tipo labirintite” mi ha prescritto un farmaco che non sarei comunque riuscita a prendere visto che neanche riuscivo a girarmi nel letto e ha chiuso la conversazione in modo netto e professionale. Tutto sto ambaradan è durato più o meno sei ore, sei ore davvero orrende. Gli altri giorni li ho passati per lo più a curarmi la tosse, il raffreddore, la febbre e quella sensazione di profonda stanchezza che solo il covid (e un neonato) ti sanno dare. Ovviamente è saltato il Natale, Santo Stefano e tutte le feste familiari ma si spera di recuperare a Capodanno e nella settimana successiva. E comunque: Auguri in ritardo a tutti voi.

lunedì 19 dicembre 2022

L'ironia sbibulinica

Sbibulina fa sbragare. Dei tre figli lei è decisamente quella più ironica e divertente. Certo, fa spesso ridere di proposito. Ieri sera ad esempio è sbucata in soggiorno vestita da vichinga con una parrucca bionda in testa dichiarando solennemente “Ho deciso: cambio look”. Non riuscivo a smettere di ridere. Io la amo. La ragazza poi fa anche senza rendersene conto. Ieri infatti mi è arrivato un messaggio vocale dalla sua catechista la quale mi ha raccontato quanto segue: “Sai, Spetti, ieri sera c'è stato l'incontro fra i catechisti e mentre stavamo chiacchierando è venuta fuori una frase detta da tua figlia. Nell'ultimo incontro con bimbi infatti stavamo parlando del fatto che gli amici di Gesù tornarono a riva senza aver pescato alcun pesce. Abbiamo dunque chiesto ai bambini secondo loro come mai non fossero riusciti a prenderne nemmeno uno e tua figlia è saltata su dichiarando in modo deciso e quasi accusatorio Beh, per forza! Gesù camminava sulle acque e li aveva spaventati tutti. Inutile dire che ci siamo sbellicati tutta sera dalle risate, Don compreso”. Io la amo.

mercoledì 14 dicembre 2022

Passioni

Ora Birullulino dice e ripete praticamente ogni cosa, anche se a tratti occorre un interprete per comprendere bene cosa vuole esprimere il piccolo di casa. La parola che più spesso mi trovo a dover tradurre è Bibo che nel suo mondo fatto di giochi, colori e baci, equivale a Libro. Il ragazzo, infatti, ha due uniche grandi passioni: i trenini e i libri. I trenini sono stati decisamente forzati da Mr D. che si è ritrovato a quarant'anni suonati a poter realizzare il sogno della sua infanzia, regalando per ogni occasione speciale dei Duplo (i pezzi grandi della Lego) contenenti un pezzo di un qualche treno, di qualche ferrovia o di qualsiasi cosa inerente ai tratti ferroviari. Mi sembra di avere a che fare con due piccoli Sheldon ogni volta che li vedo sorprendo a guardare sti cosi che girano girano girano girano. Dell'altra sua passione sono decisamente responsabile io, lo ammetto. Gli leggo di tutto praticamente da quando è nato (a lui come alle sorelle eh) e devo ammettere che so conquistare anche un vasto pubblico con le mie letture. Ormai infatti quando lo vado a prendere dal nido, appena i bambini mi vedono, si fiondano in massa verso la libreria, prendono i libricini e me li portano perché sanno che io sono l'unica mamma che si ferma a giocare con loro e a legger loro delle storie. L'ho sempre fatto, anche con le altre due figlie, e mi ricordo che ci fu un periodo di confusione con gli amici di Sbibulina perché mi credevano una dada. Inutile dire son queste piccole cose che mi rendono felice.

lunedì 12 dicembre 2022

Sono circondata

Spesso mi viene da pensare quanto io sia fortunata. Nella mia vita sono davvero davvero circondata dall'amore. Sia quello che mi danno le persone care, sia quello che io do alle mie persone care e questo secondo punto è quello che sento di più in assoluto. Perché mi rendo conto di quanto io ami. Io amo profondamente i miei figli, tutti e tre, in modo così appassionato, viscerale, profondo, che a volte al solo pensarci mi viene da piangere. Li amo tantissimo in tre modi diversi ma molto simili. Li amo per come sono, per come sono stati e per come saranno. Li amo e mi sembra che il mio amore sia così tanto che sia difficile addirittura da contenere. E poi mica ci sono solo loro. Amo mio marito, lo amo con tutto il cuore. Sì certo ha i suoi difetti (chi non li ha) ma è un padre meraviglioso, è una persona altamente affidabile e mi fa ridere di cuore più spesso di quanto si possa credere. Amo mia madre per quanto pesante e ansiosa sia, la amo quasi di amore riflesso perché vedo quanto lei sia assolutamente dipendente da me. Non che sia sempre una cosa facile, ma apprezzo quanto mi voglia davvero bene e quanto sia presente, (in evidente contrapposizione con mio padre). Amo mia nonna per quanto buia e pessimista sia, la amo perché lei mi ama così tanto da avermi cresciuta anche se non sono figlia sua, la amo perché ha fatto sacrifici per me, tanti sacrifici per me, e ora che sono adulta e sono mamma capisco che è stata lei mia mamma più di chiunque altro. Amo mio padre, per quanto stronzo sia. Lo amo perché poteva scegliere di sparire nel nulla e alla fine, a modo suo, non l'ha fatto. Amo le mie amiche, anche se son lontane e anche se ci sentiamo poco. Quando le sento la mia anima si scalda e mi mancano molto. E amo la mia gatta, oh quanto amo la mia gatta, che si accoccola su di me con le sue calde fusa e il suo fare flemmatico. Ai miei suoceri e a mio cognato voglio davvero molto bene. Sono una famiglia squinternata, assurda, ai limiti del patologico, ma ci sono e ci sono sempre stati, non hanno mai fatto mancare la loro presenza (addirittura a volte poco desiderata) e questa per me è una grande qualità: poter contare sempre e comunque su di loro. Non è così scontato avere così tanto amore nella propria vita e io posso dire di essere davvero una persona fortunata.



mercoledì 7 dicembre 2022

Breve storia triste

Ieri sera Mio marito per spiegare il momento angolare a me e ai suoi figli ha iniziato a girare in tondo sulla sedia di Sbibulina. Ha girato una volta e poi si è recato in bagno perché gli veniva da vomitare. Fine.

domenica 4 dicembre 2022

Lo sfogo

Premessa: qualche settimana fa ho inviato nella chat della famiglia di mio padre l'invito alla festa del secondo compleanno di Birullulo (che si è svolta ieri). Mio padre, per non smentirsi mai, aveva risposto che sarebbe venuto solo se non avesse piovuto in quanto sarebbe sceso dai monti in moto. Come è prevedibile ho letto il messaggio e ci sono subito rimasta male. Maporcadiquellapupattolaladra. Se ci tenessi davvero potresti scendere in auto e sì, ti sbatteresti a cercare parcheggio come faccio io ogni volta che vengo a trovarti e poi torno a casa mia perché io il parcheggio privato non ce l'ho. E se ci tenessi davvero potresti chiedere un passaggio a una delle tue sorelle così neanche avresti lo sbattimento di trovarlo, sto kazzo di parcheggio. Ma vabbeh. Per settimane sono stata lì lì per scrivergli, ben consapevole che non avrebbe in alcun modo alterato la realtà dei fatti o il suo comportamento. Mi sono arrovellata il cervello chiedendomi come mai ci sia in me una barriera così tanto restia a rispondergli a tono, perché in fondo ho 40 anni e molte mie paure non hanno davvero davvero senso. Mi sono comunque aggrappata alla giustificazione del: tanto non cambierebbe nulla. Fatto sta che qualche giorno fa, quando tutti iniziavano a confermare o disdire la loro presenza, mio padre ha scritto che avrebbe preso un passaggio da sua sorella minore. Apriti cielo, ce l'ha fatta. Ho pensato. E come una figlia felice gli ho mandato un messaggio con scritto “Sono davvero contenta tu venga, sai ci ero rimasta male quando avevi detto che forse non saresti venuto” (già riuscire a scrivere questo messaggio per me è stato un enorme passo avanti). Risposta sua: Faccina sorridente. Ora, con il senno di poi, sarebbe stato meglio se non fosse venuto. Si è presentato ieri a casa mia con un muso da manuale. Non ricordo che mi abbia salutato ma è probabile che l'abbia fatto visto che io accolgo sempre tutti sulla soglia abbracciando i nuovi venuti. Sono sicura però che la prima frase che mi è stata da lui rivolta sia stata la seguente: “Oh, non si trovava parcheggio. Abbiamo cercato non so quanto. Se fossi stato da solo me ne sarei tornato a casa”. Io l'ho guardato e lì mi sono ricordata il perché non gli ho detto nulla nei giorni passati. Una sensazione di paura mista a timore reverenziale si è attanagliata nel mio petto. Ma a sto giro si è mosso anche qualcosa di diverso. L'ho guardato e non l'ho giustificato, non sono subito corsa ai ripari dandogli ragione ma me ne sono stata zitta, lì davanti a lui fissandolo negli occhi. La seconda volta che mi ha parlato mi ha detto bene o male la stessa cosa e allora lì ho ribattuto: “Sai che quando ti vengo a trovare anche io poi tornata qui devo cercare parcheggio?”. Ovviamente la reazione sua è stata nulla, ma io invece lo avevo detto, avevo tirato fuori, sebbene con titubanza, quello che mi ronzava nella testa da giorni. Comunque: è stato sgradevole per tutto il tempo della sua brevissima permanenza in casa mia, sebbene io notando il suo cattivo umore sia andata due volte ad abbracciarlo. E' stato così sgradevole che mia madre mi ha chiesto cosa avesse mio padre (nota bene: i due non interagiscono tra loro da anni e anni) e persino Mr D. che va d'accordo davvero con tutti e riesce ad essere serafico davvero con chiunque, mi ha chiesto alla fine della giornata cosa fosse successo: “Oh, in 16 anni non ho mai avuto difficoltà a parlare con tuo padre, neanche quando discusse con me tempo fa. Ma oggi non sono riuscito a parlargli” (e questo solo per farvi capire quanto mio padre riesca a espandere il suo alone contro le persone). Finita la giornata io, stranamente, non ero triste per tutto ciò. No. Non mi sentivo abbattuta, non mi veniva da piangere come succede sempre. No. A sto giro ero inkazzata. Inkazzata dura. Perché porcadiquellapupazzolaladra: se non avevi voglia di venire potevi startene a casa tua, avrei preferito. Sì, avrei davvero preferito non fosse venuto (e questo pensiero è rivelatore di quanto io sia davvero davvero inkazzata). Il vero passo avanti sarebbe dirglielo, sarebbe spiattellargli in faccia che si è comportato male (anche se l'esperienza mi insegna che non servirebbe a nulla visto che l'unica volta in 40 anni che l'ho fatto non è servito davvero a un beneamato k.) ma già non essere triste, già essere inkazzata e avere, sebbene in solitaria, reagito, lo considero un vero passo avanti. La realtà dei fatti, purtroppo, è che gli voglio un gran bene. Non so perché, ma gliene voglio davvero tanto e mi manca. Oggi ho deciso che non farò nulla, sarà già tanto che mi passi questo sgradevole senso di nausea che mi attanaglia lo stomaco. Domani chissà.

venerdì 2 dicembre 2022

Birullulino

Fra due giorni compirai due anni e io non posso essere più felice. Ti amo immensamente da ancor prima che nascessi, ti amo per tutto quello che sei, per tutto quello che mi dai, per tutto. Ti amo e mi sento così grata per questa tua irruzione nella mia vita, così inattesa ma così inconsciamente desiderata. Sei un bimbo dolce e affettuoso, sempre sorridente e mai imbronciato. Sei generoso e molto vivace, con te non ci si annoia proprio mai. Tutti ti vogliono bene, dai semplici conoscenti ai familiari. Le tue sorelle ti amano alla follia e così anche tuo padre e io. Sei il regalo più bello che potessi mai desiderare. Auguri, Amore mio, ti amo con tutto il mio cuore e con tutta la mia anima.

martedì 29 novembre 2022

Il significato dei sogni

Tutti noi sogniamo ma molti di noi non si ricordano assolutamente di quanto è avvenuto nelle loro menti durante la notte. Io purtroppo (o per fortuna, chissà) non sono certo una di quelle persone. Dico purtroppo perché è davvero molto molto raro per me fare dei bei sogni. I miei sogni sono sempre pesanti, a volte incubi a volte lì sulla soglia, carichi di significati neanche troppo nascosti che mi fanno svegliare ogni due ore (ogni due ore tutte le notti, sempre) con il cuore pesante e impazzito dai battiti accelerati. Da anni va avanti così, è così tanto tempo che neanche mi ricordo com'è passare una notte tranquilla. I miei sogni partono tutti o da casa di mio padre o da casa di mia madre. Mai, e dico mai, da casa mia. Prima di andare in terapia le mie notti erano popolate da un unico grande sogno: un uragano che arrivava, io che mi barricavo in casa premurandomi di chiudere tutto, anche le più piccole fessure. Si risolse dopo due anni di terapia con un sogno finale in cui l'uragano arrivava, io non mi chiudevo dentro e alla fine l'uragano neanche toccava la mia casa, lasciandomi con un tramonto mozzafiato che ancora ricordo. Da allora gli uragani non sono più tornati. Dopo l'uragano tuttavia un altro sogno si è fatto strada prendendo ora la totalità delle mie notti: la fuga. Come sempre lo scenario è a casa di mio padre o di mia madre. Da lì scappo, inseguita da dei terroristi, serial killer, e chi più ne ha più ne metta. Passo le mie notti a correre e a scappare e ovviamente mi sveglio più stanca di prima. Questa notte, ad esempio, ero a casa di mio padre quando una valanga stava per distruggere tutto. Per salvarmi ho iniziato a correre ma ho preferito poi fermarmi per salvare una donna obesa (sì esatto, come mia madre) che aveva in braccio una neonata (guarda un po'). Me le sono prese entrambe in braccio, facendo comprensibilmente una fatica porca, e ho iniziato ad arrancare per salvare tutte e tre (scappando dalla casa di mio padre). E questo è solo uno dei sogni di questa notte. E vi assicuro che passo le mie giornate e in particolare le mie serate in tutta tranquillità. Non abbiamo la tv per cui non la guardo, quando ho del tempo libero leggo. E la sera metto a letto i cinnazzi, sistemo la casa quando ne ho voglia, e poi alle 21,30 son già sotto le coperte a leggermi libri di autobiografie di personaggi storici. Non è che mi guardo fantafilm sanguinolenti o altro. Posso dire una cosa? Io sono stanca e vorrei tanto tanto tanto tanto tanto, per una volta, riposare davvero.

mercoledì 23 novembre 2022

Il periodo blu

Qui nel giro di pochi giorni cambia tutto. Birullulo infatti ha imparato a parlottare non subito, trovando molto più comodo e signorile farsi servire semplicemente indicando un oggetto e mugugnando un MH. Da qualche settimana tuttavia il suo vocabolario è esploso con grande entusiasmo familiare e birullinesco. Qualche giorno fa tuttavia una nuova parola ha preso piede nella sua rosa di scelte: BLU. All'inizio BLU era utilizzato dal piccolo di casa per indicare un qualsiasi oggetto di colore azzurro. Successivamente BLU ha assunto un più ampio significato stando ad indicare un qualsiasi oggetto marcatamente colorato, ovviamente e non necessariamente di azzurro o blu, creando confusione e sconcerto in quanto il nostro cervello non è sicuramente abituato ad associare BLU a una macchina rosso fuoco o a un pulcino giallo elettrico. Da ieri BLU ha assunto un significato assoluto, lasciando la famiglia nel totale caos. Birullulo, infatti, ha sostituito il MH inziale alla parola BLU e così quando desidera qualcosa o quando vuole indicare qualcosa o quando vuole semplicemente dire qualcosa lui dice BLU. BLU può essere il biscotto caduto nel latte che gli da mortalmente fastidio, o può essere la macchinina sotto il divano che non riesce a raggiungere, o può essere un piccione passato di lì per caso. Non me lo aspettavo proprio il periodo BLU.

domenica 20 novembre 2022

Di piacevoli ampliamenti

Finalmente il vocabolario di Birullulo si sta espandendo. Finalmente capace di chiamare tutti i familiari per nome, compreso i più difficili ma escludendo non si sa per quale ragione sua sorella di mezzo, da questa mattina è ufficialmente capace di rivolgersi anche a lei. Ecco quali sono le parole più frequenti da lui utilizzate, oltre a quelle già precedentemente citate in un altro post:

  • tatti = grazie

  • boio = voglio

  • ti = si (sia benedetto l'arrivo del sì)

  • baiiiiiiiiiiii = bravi o bravo o brava a seconda del soggetto (tale aggettivo nel vocabolario birulluliniano non si coniuga)

  • ba = cane

  • bibi = libri

  • Ciù = giù

  • ninni = denti o Minnie la famosa compagna di Topolino (la traduzione di tale nome va interpretata a seconda del contesto)

  • Latti = latte o luce (la traduzione di tale nome va interpretata a seconda del contesto)

mercoledì 16 novembre 2022

DCA vs Sanità mentale

Ho preso 10 chili.

No, ho 10 chili in più rispetto al mio ideale su me stessa.

Ho preso 7 chili.

No. Ho 7 chili in più rispetto a quello che ritengo essere l'equilibrio per sentirmi meglio.

Ho preso 4 chili.

No. Ho 4 chili che sforano la soglia mentale dei 60.

Ho preso 2 chili.

No. Ho 2 chili in più rispetto al prima della terza gravidanza.

Sono grassa.

No. Non sono grassa sono normopeso.

Mi faccio schifo.

Sì, mi faccio schifo.

Mi metto a dieta subito.

Tanto non ce la faccio a mettermi a dieta perché poi ci ricasco e il DCA prende il sopravvento.

Mi faccio schifo.

Sì, ma potrei anche provare ad accettarmi così come sono.

Mi faccio schifo.

In effetti ci provo da tutta una vita ma non ci riesco, però sto facendo piccoli progressi.

Così, tanto per

Visto che non ho niente da fare, con un lavoro, una casa da gestire, tre figli e il gatto, ho pensato bene di rompermi un dito. Sai sennò che noia, questa vita sempre tutta uguale...

martedì 8 novembre 2022

La giugulare

E' da stolti aspettarsi una risposta diversa da una persona che per quanrant'anni si è sempre comportata con te nello stesso modo, lo so, ma ogni volta ci casco. Sì, si sta parlando di mio padre. Come ormai sapete se non sono io che mi faccio viva, se non sono io che lo vado a trovare, se non sono io che mi informo, praticamente non ci si sentirebbe né ci si incrocerebbe mai. L'ultima volta che l'ho visto sono andata in mezzo ai monti a casa sua credo un paio di mesetti fa. Settimana scorsa, mentre prendevo un caffé al bar, ho incontrato una mia amica che mi ha detto una cosa del tipo “Oh sai che ieri ho incontrato qui tuo padre? Mi ha fatto piacere! Gli ho chiesto se era venuto a trovarti e mi ha risposto di no, che era venuto con dei suoi amici”. Che stronzo. Mi dice sempre che non viene in centro perché gli da fastidio non trovare parcheggio (nota bene, lui gira in moto), che non viene in centro perché c'è troppo casino, perché è lontano da casa sua e per un miliardo di altre inutili ragioni e poi in realtà non è vero. Cioè non è proprio una novità eh, questa è la terza volta che mi succede di sapere che scorazza nei pressi di casa mia senza neanche passargli per la testa che ha anche una figlia e dei nipoti. Ma tutte le volte ci rimango male, molto male, ai limiti del pianto a dirotto. Ho incassato questo ultimo colpo, coda fra le gambe e via. Ho lasciato passare del tempo, interrogandomi se valesse la pena dirgli qualcosa ma poi ero giunta alla conclusione che no, che non sarebbe cambiato nulla. Fino a ieri sera. Perché ieri sera invece ho capito che magari non sarebbe cambiato nulla, ma magari sarebbe servito a me. E così gli ho mandato un messaggino chiedendo come sta e alla sua risposta che va tutto da dio e che fa sempre mille cose gli ho risposto qualcosa del tipo “Sai, ho incontrato la mia amica e mi ha detto che ti ha visto gironzolare vicino a casa mia”. Niente insulti, niente richieste di chiarimenti, niente accuse, niente di niente. Un messaggio neutro e vero. Perché con mio padre bisogna essere il più possibili neutri e riportanti i fatti per non venire divorati da attacchi alla giugulare (anche se l'esperienza insegna che comunque si verrà attaccati alla giugulare ma almeno ci si potrà difendere dicendo che semplicemente è stata messa in evidenza la realtà). Non so cosa mi aspettassi di risposta in realtà. Di certo mi aspettavo una qualche reazione. E invece il nulla, il nulla più assoluto. Non ha più risposto, lasciando la conversazione così, a mezz'aria. Non so perché mi aspettassi qualcosa di diverso in realtà. La prima e l'unica volta che ho fatto valere i miei diritti con mio padre, urlandogli addosso tutte la mia sofferenza, ho ricevuto come risposta qualcosa tipo “Sì, beh però dai c'è un bel sole oggi” per cui non è che potesse a sto giro avvenire chissà che cosa. Comunque a questo punto, conoscendo il personaggio, le opzioni future possono essere due: la prima è il silenzio stampa continuo fino a che, fra qualche settimana, qualche mese, qualche anno non mi faccia viva io; la seconda è che questo silenzio non sia altro che una preparazione a un attacco alla mia giugulare. C'è una terza opzione, che non so neanche perché mi balena nel cervello, che potrebbe comportare una sua risposta del tipo “ah poi sai mi sono addormentato ieri sera e non ti ho risposto. Scusa” ma credo che questa opzione sia figlia del detto “la speranza è sempre l'ultima a morire”. In tutto ciò io mi sento meglio? No, ovviamente no, il sentimento predominante è la paura (assurdo eh) ma credo comunque di aver fatto bene. Forse.

domenica 6 novembre 2022

ControCorrente

Questa mattina, mentre riflettevo su quanto successo ieri per quanto riguarda il grande nodo della mia vita (ovvero i DCA), mi sono resa conto di una cosa: mi sento come se nuotassi costantemente contro corrente. Sto praticamente ferma, a volte arretro, a volte avanzo ma poi alla fine torno sempre lì. E a volte, come oggi, sono davvero tanto stanca, stanca di nuotare contro corrente ma senza alcuna possibilità di fermarmi e riposare un pochettino.

venerdì 4 novembre 2022

Per amore solo per amore

Se volete farmi un torto, un torto grosso, allora chiedetemi di fare latino. Io odio il latino. Ho sempre odiato il latino. Al liceo era l'unica materia in cui ero insufficiente e non perché non lo capissi o fossi ignorante ma semplicemente perché proprio non mi piaceva per cui avevo deciso deliberatamente di non studiarlo. E ora, a distanza di decenni, Primogenita si ritrova a fare i conti con la stessa materia e ad avere difficoltà. Non so se sia per colpa del professore, per colpa sua o per colpa degli astri, fatto sta che non ce la può fare e ha bisogno di aiuto. E indovinate un po' chi ora si è rimessa a fare latino dopo anni anni e anni? La fessachesono. Primogenita non lo sa, ma questo, QUESTO è proprio vero amore.

giovedì 3 novembre 2022

Non c'è due senza tre

Sia Primogenita che Sbibulina quando erano piccole erano delle bambine tutte sorrisi. Sorridevano sempre, sorridevano comunque, sorridevano a chiunque. Si meravigliavano in tanti perché era davvero davvero davvero raro vederle con una espressione diversa sul volto in tutte le situazioni possibili e immaginabili. Ho sempre dato per scontato quando ero alla prima figlia che tutti i bambini fossero così, ma presto mi resi conto che non era assolutamente vero. Esempio lampante la figlia di una mia amica: una bimba sempre costantemente inkazzata, sempre col broncio. Ma da quando era in fasce proprio. Fra di noi, per scherzare, la chiamavamo “Er Commenda”. Con piacere posso serenamente dire che Birullulo è uguale e identico alle sorelle. E non si limita solo a sorridere sempre, comunque, ovunque, con chiunque, ma lui fa anche pubblic relations. Prima sorrideva semplicemente, poi ha iniziato a salutare solamente, agitando la manina verso chiunque gli capitasse a tiro. Ora che inizia a sparlottare (e vi assicuro che è un vero spasso) urla un sonoro pavarottico CIAO a tutti. Pavarottico nel vero senso della parola visto che lo urla a squarcia gola facendo impaurire cani, fuggire bambini e ridere gli adulti. Non so da cosa dipenda questa splendida innata caratteristica dei miei figli, ma sono davvero contenta di avere avuto dei bambini così sorridenti.

domenica 30 ottobre 2022

I'm alive

Dopo un simpatico giro di antibiotico gentilmente offerto da no dei mille vairus portati a casa da Birullulo frequentante il nido eccomi qui, meno pimpante del solito ma ancora straordinariamente in piedi. Prometto di aggiornare il blog da giovedì in poi, per il momento sono tornata al lavoro e il mio computer ha tentato di suicidarsi più volte quando ho aperto la casella di posta, inutilizzata da una settimana. Poverino... e povera me!

venerdì 21 ottobre 2022

La rosa di nomi

Finalmente Birullulo un pochino si è sbloccato e ha iniziato a parlottare. Cioè più che parlottare da un nome ad alcune cose/persone in modo consapevole, cosa che fino a qualche settimana fa proprio era impensabile, si limitava a indicare cose e oggetti e a ripetere il suo sonoro “MH!”.

Attualmente la sua rosa comprende:

  • Mamma (oh yeah)

  • Paaaaaapà

  • nanna

  • bimbo (che può essere sia maschio che femmina)

  • Baba (il suo pupazzino delle coccole)

  • Nonno

  • Tascia (che sarebbe nonna Natascia)

  • Iaia (che sarebbe sua sorella Primogenita che no, non si chiama Ilaria)

  • purtroppo sua sorella mezzana rimane ancora innominata nonostante i ripetuti tentativi di cavagli fuori un qualsiasi suono, anche un nomignolo non propriamente legato al nome di Sbibulina

Alcuni nomi non sono proprio nomi, tipo:

  • Brrrrrrummmm (auto o moto o qualsiasi cosa sia munito di un motore)

  • Muuuuuu (mucca)

  • Miao (gatto)

  • Bau (cane)

Poi finalmente ha iniziato anche a ripetere quello che sente per cui questa mattina l'ho sentito urlare più volte girando per la casa “Addi! Addi! Addi!” in seguito al mio “E' tardi tardi tardi tardi tardi!”. Ora, lo ammetto, è davvero uno spasso.


giovedì 20 ottobre 2022

Sbagliando si impara

Da quando è successo il fattaccio (vedi post qui) Mr. D. mi avvisa sempre anche quando in realtà non sarebbe necessario. Mi avvisa se ritarda anche di poco, mi avvisa se non ritarda ma gli si sta scaricando il cell. Mi avvisa sempre e questo mi fa capire quanto quello che è successo abbia segnato me ma anche lui, anche perché io di solito sono una persona che difficilmente urla e sbraita e questo a volte ha i suoi vantaggio (nel senso che, quando capita, la cosa rimane impressa). E rimane così impressa che quanto è capitato mi ricorda molto un episodio che successe quando Primogenita aveva 4 anni. Eravamo al mare con amici e io stavo dietro a una Sbibulina appena nata. A un certo punto cercai Primogenita che, insieme a un'amichetta, era andata a giocare nei giochi del lido. Niente. Nulla. Con calma iniziai a chiamare, a cercare, ma niente. Avvisai subito Mr D. e i genitori dell'altra bambina e in massa ci mettemmo a cercarle fino a quando, nel bagno accanto, non vidi mia figlia giocare beata come se nulla fosse. Apriti cielo. Non credo di aver mai urlato così tanto (forse l'altro giorno). Io che non urlo mai, io che son sempre pacata, persi del tutto la bussola. Le urlai addosso che non si doveva più azzardare, che non ci si può allontanare, che non si fa. Quando mi parrò lo spavento e mi calmai ricordo di averle chiesto se aveva capito il perché avevo urlato. Ovviamente la risposta fu un sonoro e secco No e così con calma le chiesi scusa, le spiegai che mi ero molto preoccupata non vedendola più e che mi ero presa davvero tanta tanta paura. Da quel momento non si è mai più allontanata e nel caso nel caso di spostamenti anche solo per andare a bere a una fontanella a 3 metri di distanza mi ha sempre avvisato. E lo fa tutt'ora, che son passati 10 anni. Direi che sbagliando si impara.

mercoledì 19 ottobre 2022

Oggi è uno di quei giorni che ti svegli e NO. Ho dormito malissimo, svegliata ogni ora o dal russare di Mr D. o dal pianto di Birullulo finché alle 5, essendo stata svegliata troppe volte, il mio fisico si rifiutava di riprendere sonno. Ci sono riuscita dopo una mezz'oretta di agonia mentale per poi piombare in un'ora tempestata di incubi allucinanti. Il risultato è che questa mattina, oltre a sentirmi stanca stanca stanca in modo assurdo, mi sento triste. Sì. Sono triste. Di una tristezza diffusa e perlopiù immotivata. Uffa.

domenica 16 ottobre 2022

Paura

Mr D. non torna mai a casa tardi. Complice il fatto che è libero professionista e la maggior parte delle commissioni le ha in città. Quando sono massimo le sei di sera ci ritroviamo già a chiacchierare in casa. Tuttavia settimana scorsa è uscito alla mattina, ci siamo sentiti al volo al pomeriggio presto, e poi non è rientrato. La prima cosa che ho pensato è stato: “Beh, magari ha fatto tardi sul lavoro e gli si è scaricato il cellulare. Aspettiamo per cena” ma a cena niente. La seconda cosa che ho pensato è: “Beh, magari è stato trattenuto, ha trovato traffico... aspettiamo dopo cena” ma dopo cena niente. La terza cosa che ho pensato è: “Ok, mi do tempo fino alla messa a letto dei ragazzi dopodiché inizio a muovermi” ma dopo la messa a letto dei ragazzi ancora nulla. La quarta cosa che ho pensato è: “Ok, calma. Mi do tempo fino alle 21,40 dopodiché inizio a muovermi” e visto che ancora alle 21.40 nulla, ho iniziato a fare qualche chiamata qua e la, cercando di stare calma e soprattutto di non allarmare nessuno. Il problema di Mr. D. è che essendo libero professionista non ha nessun collega da chiamare, nessun amico di lavoro con cui confrontarsi e così mi sono ritrovata prima a cercare di entrare nel suo computer per vedere gli ultimi appuntamenti della giornata (ovviamente invano perché senza password non vai da nessuna parte) poi a chiamare la commercialista (con cui sapevo avere un appuntamento alle 18), suo fratello (che non sapeva assolutamente niente e col quale son stata molto vaga per non farlo preoccupare) e infinite i papà ingegneri della compagnia i quali anche loro non sapevano niente. Per complicare il tutto Mr D. era uscito in bici da corsa per cui hanno iniziato a delinearsi nella mia mente scenari non proprio tranquilli. Io per tutto il tempo sono riuscita, non si sa come, a mantenere una calma serafica e a cercare di dominare la situazione nel modo migliore e senza panico. Sempre in modo calmo e pacato dunque ho fatto l'ultima cosa che avrei voluto fare: ho chiamato una mamma che lavora in ospedale chiedendo cosa potevo fare a quel punto. Lei, in modo molto gentile, mi ha detto che avrebbe chiamato i colleghi nei principali ospedali della città per capire se era arrivato qualcuno incidentato con una bici. Nel frattempo senza che io sapessi nulla i papà si erano mobilitati spargendo la voce e chiedendo a chiunque se l'avesse visto, qualcuno addirittura si era offerto di venire a casa mia (ma poi a fare che, non avrei potuto far molto prima di sapere cosa gli fosse successo). Eravamo tutti preoccupati. Tutti. Ed eravamo davvero in tanti. “Non credo che sia così tanto coglione da non avvisare se fa molto molto tardi e gli si è scaricato il cellulare. Può benissimo chiedere in un bar o a qualcuno di farsi prestare il telefono così a casa non si preoccupano. Vuoi che sia così coglione?”. Beh, ora la risposta la sappiamo tutti: sì.

Ps: appena tornato a casa, appena l'ho visto varcare la soglia, tutta la calma mantenuta fino a quel momento, tutta la tensione accumulata in quelle ore, tutto è scoppiato facendomi crollare in un pianto a singhiozzi così forte da far tremare il palazzo. Gliene ho dette di tutti i colori, gli ho urlato addosso, l'ho infamato, l'ho insultato e anche così non sono riuscita a calmarmi. Lui all'inizio si è messo a ridere, poi quando ha capito la gravità della situazione, quando ha acceso il cellulare e ha visto il putiferio che si era mobilitato, allora ha sgranato gli occhi e ha compreso. Mi ha chiesto scusa, mi ha abbracciato, ma nonostante questo non sono riuscita a smettere di singhiozzare, come quei bambini che piangono piangono piangono e dopo rimangono col respiro a strascichi. La cosa positiva in tutta questa situazione assurda è stata che ho sentito tutto il supporto e il terreno saldo di una comunità che ha fatto di tutto per darmi una mano. E avrebbe fatto ancora di più se la situazione fosse stata peggiore. Tutto è bene quel che finisce bene. Ma vaffanculo va!

giovedì 13 ottobre 2022

50 sfumature di Birullulo

Da quando è nato Birullulo non è mai stato chiamato col suo vero nome. In complenso abbiamo una pressoché infinita varietà di nomignoli che gli abbiamo appioppato noi quattro. E nello specifico:
  • Birullulo

  • Birullulino

  • Bibi

  • Bibì

  • Bubi

  • Bubì

  • Bubinsky

  • Bubistravinsky

  • Loli

  • Lolli

  • Lollinsky

  • Lollistravinsky

  • Lollibubistravinsky

Per ora non si è mai confuso. Spero comunque che non mi cresca con crisi di identità.

domenica 9 ottobre 2022

Zitta e incassa

“Bah. A me non piacciono gli uomini come quello lì, che si vede che stanno troppo davanti allo specchio, tutti perfettini...” dissi io vedendo passare un manzo da paura ma decisamente fighettino.

“Ok mamma. Però guarda lui e poi guarda papà e capisci” disse Primogenita col suo aplomb adolescenziale.

E così incasso e sto zitta.

giovedì 6 ottobre 2022

Very we... ah no

Mr D. è famoso per il suo inglese maccheronico. Ha tante qualità eh, ma quella di parlare in un'altra lingua che non sia l'italiano non è proprio fra quelle. In questi giorni parigini, grazie soprattutto al fatto che io il francese lo mastico bene, ho praticamente parlato solo io. Se non ché il penultimo giorno, stanca e sfinita, chiedo al mio caro maritino di andare ad ordinare due crepes.

“Ehm... tu ciocoleit creps pliz”

“Ye. Eat here or take away?”

“Ehm... no sugar”

… … …

“Ok but eat here or take away?”

“Ehm... No money! Card!”

“Yes... But eat here or take away”

“Ehm... card. C-A-R-D”

“O-K. E-A-T H-E-R-E O-R T-A-K-E A-W-A-Y?”

“Ah! Here”

Sia lodato il cielo!

giovedì 29 settembre 2022

Full

Questo è un periodo davvero pieno e incasinato sia sul lavoro che nella mia vita privata. Prometto di aggiornarvi appena possibile ma in programma abbiamo un viaggetto a Parigi dopodomani. Se vi chiedete perché proprio Parigi la risposta è semplice: perché Sbibulina ha espresso per il suo compleanno a Luglio (ma per risparmiare si parte ora) il desiderio di andare a mangiare la Baguette (il suo pane preferito) a Parigi. Sicuramente non riuscirò a scrivere prima di una decina di giorni ma sono viva eh!



mercoledì 21 settembre 2022

La seconda divisione

Io sono una persona che, nonostante i 41 anni suonati, di sport ne faccio molto e sono abbastanza allenata. Eppure... A giugno mi hanno offerto di giocare a pallavolo in serie D. Ci ho pensato parecchio ma poi ho declinato perché l'impegno richiesto, per me madre di 3 figli che spaziano dall'adolescenza al neonato, era troppo. E così hanno rilanciato con una seconda divisione che è già più fattibile. Sono stata indecisa fino all'ultimo perché, oltre a richiedermi tempo, mi toglie anche tempo ad altre cose (una fra tutte, forse la più importante, è suonare). Ma poi mi è stato detto: “Ma pensaci... ma quando ti ricapita più un'occasione del genere?”. E in effetti è vero e così ho accettato. Abbiamo iniziato la preparazione atletica ormai da un mesetto andando su e giù per San Luca e facendo ripetute. Detta così credevo di morire ma in realtà per me che ero abituata a farmi di corsa il percorso da casa fin su e di nuovo a casa almeno 3 volte a settimana, gli allenamenti così impostati mi sono sembrati non troppo impegnativi. Ero circondata da ragazzine tutte più giovani di me che, stanche, arrancavano in cima mentre io saltellavo bellamente in testa. Tutto molto bello fino a ieri sera quando è finita la preparazione atletica e si è passato all'allenamento in palestra: prima ora potenziamento muscolare fra addominali, squat, dorsali, braccia e chi più ne ha più ne metta e seconda ora di massacro totale (essendo io un libero, il massacro consiste brevemente fra le altre cose nello schiacciarmi ripetutamente addosso tutto il possibile immaginabile alternando anche con pallonetti bastardi a duecento metri di distanza dalla mia postazione). Bello, esaltante, stancante, divertente. Si torna a casa sul tardi, purtroppo, ci si doccia, si mangia e si sviene a letto. Per chi non ha figli tutto bene ma per me che ho un Birullulo notturno, la cosa è stata devastante. Mi sono alzata questa mattina che dire stanca è essere gentili. Forse il termine più appropriato sarebbe morta vivente. Non ho molti doloretti, pensavo peggio, giusto qualcosa sulle braccia, ma non riesco proprio a stare sveglia e mi sento tutto il corpo molto molto molto pesante. E dunque caffé, gastrite con nausea immediata, e via. E allora una domanda sorge spontanea: Quanto reggerò?

lunedì 19 settembre 2022

Maledetta pandemia

L'altra sera Sbibulina mi ha preso da parte e ha chiesto di parlare solo con me. Mi ha confidato che da quando siamo usciti dal lockdown ha dei problemi a separarsi da noi. Non vuole più andare a fare i pigiama party dagli amici, non vuole più neanche andare a giocare a casa degli amici e ora non vuole più neanche fare sport senza che ci sia uno di noi con lei. All'inizio credeva fosse per colpa della guerra, ma quando poi ne ha parlato con me, ha capito che il pericolo noi non lo corriamo per cui non poteva essere quello. Devo dire di non essere caduta dal pero, ho visto qualche cambiamento nei suoi comportamenti ma con l'estate di mezzo e tutti gli amici via non sono riuscita a calcolare bene la situazione perché obiettivamente siamo per necessità stati sempre tutti insieme. Sbibulina è sempre stata molto sensibile, sia nel male ma anche nel bene, e questa è una conferma di quanto sia davvero così. L'ho ringraziata per avermene parlato, l'ho rasserenata spiegandole che è tutto normale ma che comunque bisogna affrontare la cosa e lavorarci su. Abbiamo iniziato andando a casa della sua migliore amica e lasciandola sola mezz'oretta ed è lì che davvero mi sono resa conto della portata della situazione: mezz'ora a casa della sua migliore amica e non voleva starci, si è messa addirittura a piangere dall'ansia. Amore mio. L'ho consolata, l'ho convinta ed è riuscita a starci anche se la madre mi ha chiamato dicendo che aveva avuto una piccola crisetta ma niente di che. Si andrà avanti a piccoli passi e pian pianino lo supererà perché so che con il nostro aiuto e supporto ce la farà. Ma questa cosa mi fa davvero riflettere: lei, che è una bambina sana, con tanti amici e che ha potuto vivere l'isolamento sentendo e vedendo i suoi amici tutti i giorni tramite il computer, ha accusato così tanto da avere dei veri e propri attacchi d'ansia. E i bambini che sono stati meno fortunati? E i bambini meno equilibrati con magari delle storie familiari pesanti sulle spalle? Cosa è successo all'emotività di quei bambini per i mesi del lockdown? E adesso, chi se ne occupa?

giovedì 15 settembre 2022

Piacere

Sbibulina parte sulle sue ma poi se la conquisti ti regala il cuore e soprattutto diventa di una simpatia travolgente. Qualche giorno fa, a una festa di compleanno di una mia amica, era decisamente a suo agio. Ormai le persone presenti le conosce tutte e così, all'arrivo dei genitori di questa mia amica che non aveva mai visto, si è presentata così:

“Piacere, io sono la figlia simpatica”

E niente. Ancora rido.

NonC'hoLoSbatti

“Ho deciso d'ora in poi come chiamerò nostra figlia, la Primogenita”

“Oddio Mr. D., che soprannome vuoi appiopparle questa volta”

“NonC'hoLoSbatti”

“Vabbeh, dimmelo lo stesso”

“No no, è proprio il suo soprannome: NonC'hoLoSbatti”

“Ossantissimacleopatra.... è perfetto, le calza a pennello”

“Vero?”

“E tu Primogenita? Che ne pensi”

“Boh...”

Perfetto.

venerdì 9 settembre 2022

I nuovi sport

Ultimamente Birullulo ha deciso di praticare due nuovi sport:

Il primo sport è quello di togliersi il pannolino e di fare cacca e/o pipì in loco senza alcun preavviso di nessun genere. Non importa se tu hai passato mezz'ora con lui sul vasino un secondo prima. Non importa se tu gli abbia chiesto duecento volte se aveva da fare qualcosa. Lui inaspettatamente, senza dichiarare nulla e senza alcun preavviso, si toglie il pannolino e caca e piscia lì. A volte riesci a prenderlo in tempo ma la maggior parte delle volte magari stai cucinando, o stai riordinando, o stai stirando, o stai semplicemente facendo i cavolacci tuoi e ti ritrovi a pulire urine ed escrementi bambiniferi. Ma che bello.

Il secondo sport viene praticato di notte. Quando si sveglia (e vi assicuro che non succede raramente ma ancora un paio di volte a notte se non di più) invece di aspettare il genitore, pigliarsi il ciuccio e riaddormentarsi (come è sempre capitato da un anno e mezzo a questa parte) ora urla fino a che non viene preso in braccio e portato nel lettone (grazie a Mr. D. che l'ha fatto UNA sola volta). Se per caso non lo fai, o non arrivi in tempo, il ragazzo si butta di testa a pesce giù dal lettino effettuando un tuffo carpiato che neanche gli olimpionici. Va da sé che se per caso sei rimbambito e ci metti un pelino di più del solito ad arrivare sul posto, Birullulo cade sfracassandosi la testa (cosa per altro successa due giorni fa, ora sfoggia un bel bernoccolo viola in mezzo alla fronte). Ma che bello.

lunedì 5 settembre 2022

L'adolescemenza

“Ehi famiglia! Domani mattina se mi alzo prima vado a prendere le paste”

“Brava madre. Sei una brava madre. Ti ho allevato bene”


lunedì 29 agosto 2022

Rivelazioni vacanzifere

Eh sì, anche io son tornata dalle vacanze. Volendo riassumerle molto molto in breve ho passato le prime due settimane BLEAH mentre dal 23 al 28 ho passato dei giorni YEAH. E la cosa assurda è che non è proprio cambiato nulla, o forse è cambiato tutto. Dove andiamo in vacanza abbiamo un posto molto bello dove contemplare il mare e il cielo a qualsiasi ora del giorno e della notte. In una di queste mie contemplazioni verso l'infinito e oltre mi ero portata dietro il mio cellulare e mi sono balzate agli occhi due frasi:

  1. chi non vive serenamente la propria vita è quasi sempre destinato a disturbare la vita degli altri

  2. ci sono solo due giorni all'anno in cui non puoi fare niente: uno si chiama ieri, l'altro si chiama domani, perciò oggi è il giorno giusto per amare, credere, fare e, principalmente, vivere

La prima frase è stata una rivelazione. All'inizio leggendola ho subito pensato a me, a quanto poco serenamente vivo la mia vita e quanto questo influisca su quella della mia famiglia. Ma poi continuando a pensare ho capito che la cosa non parte da me. No. Questa frase sarebbe più corretto nel mio caso leggerla al contrario. C'è infatti chi ha disturbato la mia vita fino a renderla poco serena. Per vent'anni ho vissuto insieme a mia madre (quasi) e a mia nonna, due donne che mi amano e mi hanno sempre amato alla follia, ma due donne ansiose, che vedono problemi ovunque e che si lamentano sempre. In quarantun anni che conosco mia nonna posso dire con assoluta certezza che alla domanda “Come stai?” abbia risposto “Bene” solo due volte. Sono cresciuta con loro e ne ho assimilato così tanto i comportamenti che sono diventata (quasi) come loro. E allora basta, no? Perché in fondo questa non è farina del mio sacco, o meglio è farina del mio sacco perché qualcuno ha messo questa farina dentro al mio sacco. Fra le altre cose non sono sempre stata così, inoltre mi sono anche resa conto che la maggior parte della mia insoddisfazione me la creo da sola (non so se è molto chiaro ma per me è chiarissimo – come ad esempio essere inkazzata e lamentarmi se non vengo aiutata a riordinare casa quando, in realtà, a me piace tantissimo riordinare). Da quel giorno, il 23 agosto, ho deciso che basta e vi assicuro che non è una cosa per niente semplice. Perché sono automatismi. Il pessimismo, il lamento, il vedere tutto buio mi partono in automatico SEMPRE. E' un lavoro costante ma che unito alla seconda frase risulta essere un pelino più semplice. Perché come tutte le donne e mamme di questo mondo tendo sempre ad avere la testa piena di cose da fare. E il problema a volte non sta tanto nelle mille cose da fare ma nel pensare a tutte le mille cose da fare, a come organizzarsi, a come saltarne fuori. E allora basta. Viviamo il qui e ora, organizziamo con calma quello che c'è da organizzare senza rimuginarci mille ore sopra (cosa che faccio troppo bene). Mi sono resa conto infatti che il mio cervello lavora troppo, davvero troppo. E così provo a dire basta. PROVO è davvero il verbo giusto. Non so quanto durerà questa condizione perché è davvero un impegno costante, un lavoro perenne per essere felici. Ma ricordo che era così anche in terapia. Ricordo che a volte ero così assurdamente stanca di dover stare concentrata per essere felice che mi prendeva un profondo sconforto. Sono dunque consapevole del fatto che sarà possibile un down, ma spero sia solo un down, spero poi di ritrovare la forza di cominciare nuovamente e spero con tutto tutto tutto il cuore che prima o poi questo impegno costante divenga un po' meno impegno e che l'automatismo diverrà quello che ora è un costante, assurdo, impegnativo, sforzo mentale e spirituale.

giovedì 4 agosto 2022

La cosa giusta

Ieri sera ho fatto una delle cose più difficili che abbia mai dovuto fare in tutta la mia vita ma era la cosa giusta da fare e ora lo so con assoluta certezza. Prima ne ho parlato con Mr D., poi ne ho parlato con Primogenita e alla fine mi sono decisa, ho tirato su la “cornetta” e ho chiamato i genitori della ragazzina (vedi post qui). Non vi dico quanto sono stata male, che attacchi d'ansia ho dovuto affrontare prima di varcare la loro soglia. Non vi dico le mani tremanti, lo stomaco completamente a puttane. Sono stata mezz'ora sotto casa loro a cercare di calmarmi, andando avanti e indietro per la strada, concentrandomi sul respiro e su un mala che mi ero portata dietro per mantenere la calma. Granello dopo granello cercavo di riacquistare il controllo sufficiente per affrontare una situazione che mai avrei voluto affrontare. Sono entrata a casa loro alle nove di sera, sono uscita che era passata da un pezzo la mezzanotte. Prima ho parlato con i genitori poi ho parlato con la ragazzina. Sono stata chiusa in quella camera disordinata da adolescente per quasi tre ore. Non è stato facile perché mi tocca nervi molto molto scoperti, perché mi sconvolge le budella, mi identifica, mi scombussola, ma più passava il tempo più mi rendevo conto che è davvero stata la scelta più giusta perché nessuno, meglio di me, poteva affrontare con loro un argomento simile. Perché nessuno sa meglio di me quello che lei sta affrontando e come si possano sentire i genitori perché sono genitore anche io. Oggi farò un paio di telefonate al centro, richiamerò i genitori lasciando loro i contatti. Ho dato la mia totale disponibilità sia a loro che alla ragazzina di chiamarmi o messaggiarmi in questo periodo di forzata attesa vista l'estate. Ho detto loro di lasciarla stare, ho detto a lei di portare pazienza con i genitori ma soprattutto con sé stessa. Non mi ascolteranno, io lo so. E ho paura. Oh sì. Ho molta paura. Ho paura che quanto detto possa degenerare contro di me in qualche modo, non tanto contro di me dal punto di vista interiore quanto sulla mia famiglia. Perché per necessità di cose ho dovuto fare un parziale coming out, per spiegare che non è che ero lì così alla cazzo. Ma ho paura. Magari litigheranno, magari verrà fuori e magari arriverà tutto alle orecchie di Primogenita. E allora starà a me affrontare l'argomento, un argomento che non vorrei mai che pesasse su di lei. E ho paura che se la prendano con me, che mi diano colpe che non ho, che sfoghino su di me perché non trovano altre valvole. Ho paura. Ma per fortuna da domenica sarò lontana, sarò al mare, avrò meno tempo per pensarci. Fatemi un enorme in bocca al lupo, ci ri”vedremo” il 29 agosto.

L'Urlatore seriale

Fino a poco tempo fa Birullulo era soprannominato Il Distruggitore e ovviamente non a caso. Qualsiasi cosa che gli capita sotto mano, infatti, viene ridotta a poltiglia in men che non si dica. Basta una distrazione di un millisecondo che ZAC. Ultimamente tuttavia un'altra caratteristica è emersa, preponderante rispetto alle altre: le urla. Lui urla. Urla sempre, comunque, costantemente, complice il fatto che ancora non parli. Il suo vocabolario consta di poche semplici parole:

  • Appa che sarebbe acqua ma che pronuncia solo se costretto, preferendo urlare mentre indica un bicchiere

  • Gno che sarebbe No e che, ovviamente, va molto di moda

  • Mamma e papà ma che non dice mai. Cioè sappiamo che li sa dire eh, ma è difficile che li pronunci, preferendo urlare nelle nostre direzioni

Da qualche tempo a questa parte dunque, Birullulo non è più (o meglio non è solo) Birullulo il Distruggitore, ma è stato soprannominato l'Urlatore seriale. Ma che bello!

mercoledì 3 agosto 2022

Aggiornamenti

Ieri sono tornata al centro dca. Entrando ero abbastanza tranquilla, uscendo ero un mare di lacrime. E non tanto per quello che era emerso in seduta perché in realtà non si è trattato altro che un aggiornamento di quello che è successo in questo anno di forzata assenza, ma quanto perché ero di nuovo lì. Di nuovo. Ancora. Ancora lì. La Psicocosa non mi ha dato dritte, mi ha solo detto di continuare a fare quello che in realtà ho fatto finora dal punto di vista alimentare e quindi di tentare di mettere in atto tutte le strategie di cui abbiamo largamente parlato negli anni precedenti. Un botta e risposta però mi è risuonato dentro e lo dovrò tenere in considerazione in questo periodo:

“Non è giusto che nella tua quotidianità tu faccia sempre quello che vogliono gli altri”

“Eh, Psyco, ma quello che faccio io ha un impatto su tutta la famiglia. Se non ho voglia di andare al mare costringerei tutti gli altri a non andarci”

“Ho capito, Spetti, ma anche quello che fanno gli altri ha un impatto su di te.”

“Eh ma loro vogliono tutti la stessa cosa e sono in 3. Non mi sembra giusto impormi su di loro”

“E ma loro si impongono su di te. Anche tu vali”

E così andrò in vacanza con questo dialogo nella mente, tenendo presente che si può trovare anche un angolino per me ogni tanto. E da settembre si ricomincia ad andare al centro. Di nuovo. Ancora. Ancora lì. E mi viene da piangere perchè dopo tanti anni mi sembra di non essere avanzata poi di molto, anche se so che non è del tutto vero.

venerdì 29 luglio 2022

Combatti

Il passo più impegnativo in questa fase l'ho fatto oggi, chiamando il centro e fissando un appuntamento con la Psicocosa. Avrei dovuto farlo molto molto prima, ma lo scoglio emotivo e mentale per farlo è sempre lo stesso. Ci ho messo anni per decidere di andare in cura, di fare una kazzo di telefonata per fissare il primo di una serie infinita di appuntamenti e adesso ci ho messo mesi per RIFARLA. Ora tutto quello che devo fare è combattere contro me stessa fino a martedì, combattere contro quella parte di me che vorrebbe telefonare e disdire. Questa battaglia la vinsi all'epoca. ricordo come se fosse ieri come ogni giorno, ogni ora, ogni minuto non facevo che pensare a voler disdire. Fissavo il cellulare, componevo il numero e mi sforzavo di non chiamare e cercavo di focalizzarmi solo su un passo alla volta: per il momento non disdire, per il momento non disdire, per il momento non disdire. Combatti un passo alla volta, Spetti. Un dannato passo alla volta.

martedì 26 luglio 2022

Illegale

L'altra sera mi è capitato di parlare con una persona che ha da tempo attrazione nei miei confronti, attrazione dichiarata su cui ci si scherza e che non intacca l'amicizia che si è creata in tutti questi anni. La persona in questione è bella, attraente, infisicata e famosa e quando ci sentiamo o ci vediamo ci facciamo un sacco di risate perché ormai ci conosciamo da tempo, ci vogliamo bene, e abbiamo instaurato un buon rapporto. L'altra sera dunque parlando con lui del mio radicale cambio di look (vedi post qui) è capitato che l'argomento si spostasse anche sul mio fisico che, diciamocelo, non è in gran forma ultimamente. Beh certo, ho avuto il terzo figlio (ma ormai un anno e mezzo fa) e in questo particolare periodo non ho tempo da dedicare allo sport grazie alle scuole chiuse e ai figli 24hsu24 a casa. Ma diciamocelo: la principale è vera ragione è una sola: non ne ho voglia. Parlando con lui però mi son sentita dire qualcosa del tipo “Ma smettila Spetti! E' tutto nella tua testa. Sei in splendida forma, come sempre. Certo non come prima, prima eri davvero illegale, ma sei sempre davvero in splendida forma”. Ora: una persona normale si sarebbe sentita lusingata del complimento. Il mio cervellino malato invece si è concentrato sul fatto che ora non sono più “illegale”, ora ho la cellulite maledetta sulle maledettissime cosce, un pochino (poco poco) di pancetta e qualche chilo in più che proprio non digerisco. Subito alla mia mente malata si sono affacciate tutte le possibili soluzioni di diete, allenamenti, restrizioni (maledettissimi dca) e addirittura una parte di me si è sentita male per come mi vesto, eterna ragazzina ormai quarantenne (eh sì, son frikkettona). Sono andata avanti così tre giorni (se ci si pensa comunque son pochi visto il mio passato non proprio roseo di anni e anni passati a dannarmi) finché un pensiero non mi è balenato per la testa e ha dato un calcio in culo a tutti gli altri: “Oh! Spetti! Ma è mai possibile che non puoi mangiare quel kazzo che ti pare e non puoi vestirti come kazzo ti piace? Vuoi davvero passare tutta la TUA vita così?”.

Fanculo ai dca. Fanculo alla mia autostima di merda. Fanculo.

lunedì 25 luglio 2022

Il nodo

La migliore amica di Primogenita ha evidenti problemi. E' una ragazza d'oro, gentile e divertente, buffa e sorridente, ma ha evidentisssssssimi problemi. Ho provato a parlarne con Mr D. per capire se è il caso di fare qualcosa. L'ho visto bene il problema, sarà perchè io purtroppo so di cosa si tratta, sarà perchè sono semplicemente una mamma e le mamme se ne accorgono di certe cose. Non so. Tempo fa, in modo del tutto casuale e prima di conoscerla bene e avere dei sentori a riguardo, avevo origliato una conversazione di Primogenita con un'altra sua amica (io stavo stirando e la porta di camera sua era aperta). Le ragazze parlavano di lei e io sono arrivata seriamente a preoccuparmi perchè ho sentito mia figlia dire qualcosa del tipo “eh ma che dobbiamo fare? Lo so che è sbagliato eh, ma non è mica una bambina. E' libera di fare ciò che vuole... dice pure che guadagna un bel po' con sta cosa qui e che così può comprarsi quello che vuole”. Drizzate le orecchie ho continuato a stirare e, il giorno dopo, ho affrontato alla larghissima l'argomento senza prenderlo in alcun modo di petto, chiedendomi cosa ne sarebbe venuto fuori. Non sono riuscita ad ottenere neanche un briciolo di informazione ma la cosa su cui ha insistito di più Primogenita è stata “Mamma, queste cose non te le posso dire perchè lei è mia amica e mi ha detto di non dirlo. Però una cosa sì che te la posso dire: se un mio amico o una mia amica fanno qualcosa di sbagliato, non sono così tanto cogliona da seguirli a testa bassa”. La cosa mi ha turbato, mi sono chiesta se parlarne coi genitori oppure no, ma non sapendo di cosa si trattasse e sapendo che comunque la ragazzina è seguita dallo psicologo della scuola ho pensato bene di tenere le orecchie tese ma non far nulla. Fatto sta che quando ha iniziato a venire da noi più spesso e ha iniziato a fermarsi anche alla notte, ho notato la sua eccessiva magrezza unita a tutta una serie di infiniti indizi che portano a comprendere in modo palese e sfacciato come questa ragazzina soffra di anoressia. Dall'evitare il cibo, al contare i mirtilli, a chiedermi del mio peso e di cosa mangio, al ingurgitare solo qualche foglionina di insalata, a continuare a dire che lei è grassa quando, purtroppo, fatica a reggersi in piedi. Cosa fare? Dirlo ai genitori? Non li conosco così bene, non ho confidenza con loro e non saprei davvero come affrontare l'argomento, un argomento per me molto molto molto molto molto pesante da affrontare in generale, figuriamoci poi in modo diretto. Questi pensieri mi sono balenati per la testa in queste settimane finché ieri mi è arrivata una telefonata che mai mi sarei aspettata: la prof di inglese con la quale Primogenita e la ragazzina sono a Londra aveva bisogno di parlarmi. Anche lei ha notato quello che ormai è evidente ma che i genitori non riescono a vedere e chiedeva a me (ma perchè proprio a me porcapaletta? Ci sono almeno altre 10 ragazze con loro con le loro 10 mamme a disposizione) come avrebbe dovuto comportarsi. Abbiamo parlato a lungo, ho suggerito di attendere la fine della vacanza e di convocarli a quattrocchi per cercare poi di parlar con loro e nel caso, se avessero bisogno, di chiamarmi perchè ho tutti in contatti di un buonissimo centro dca proprio a Bologna. Io non ho avuto il coraggio di farlo vuoi per la conoscenza superficiale (e gliel'ho detto) vuoi per il mio nodo personale pesante, ma una figura di riferimento come lei, una prof, magari ha un altro impatto. So che ci aveva già provato in passato ma i genitori hanno negato dicendo che a casa la ragazzina mangia (come se non esistessero modi per poi buttarlo fuori, il cibo ingerito). La conversazione comunque si è conclusa così: “Eh, Signora Spettinata, mi creda. Noi a volte vediamo molte più cose di quello che i genitori sanno”. E credo sia profondamente vero.

domenica 24 luglio 2022

Accadde mercoledì ovvero L'Amore mio

Oggi, Amore mio, entri doppia cifra. Sei una bambina meravigliosa, piena di vita e di contraddizioni. Sei unica, davvero davvero unica, e io ti amo in tutte le tue mille splendide sfaccettature. Sei tenacia pura, dolcezza infinita, amore incondizionato. Auguri dalla tua mamma profondamente innamorata di te.

lunedì 18 luglio 2022

Il mio superpotere

Io ho un'irritante qualità (irritante per gli altri eh): i capelli mi crescono ad una velocità stratosferica. Nelle foto del parto di Birullulo infatti (dicembre 2020) mi si può vedere coi capelli corti corti mentre fino a tre giorni fa li avevo lunghi fino al sedere. Mi crescono e mi crescono molto molto in fretta. Tre giorni fa, sì, perché ora li ho a caschetto. Un bel caschetto corto, comodo, fresco. Come sempre non ho detto nulla a nessuno perché quando mi taglio i capelli in famiglia nasce sempre una tragedia. Tutti mi vogliono coi capelli lunghi c'è chi addirittura sostiene che quando me li taglio perdo i miei superpoteri. E allora è da qualche giorno che mi sto concentrando proprio su questo: ho perso davvero i miei superpoteri? L'unico palese cambiamento è l'attrazione del maschio (alfa o non alfa l'è uguèl). Coi capelli lunghi fino al sedere non passavo di certo inosservata. Gli uomini si giravano sempre e comunque, e ahimè tutti. Ma proprio tutti tutti. Non mi faceva né caldo né freddo, anzi un pochino di fastidio a volte me lo dava visto che saltuariamente arrivavano anche fischi e commenti, però ci sono abituata. Coi capelli corti invece nessun fischio, nessun commento. Qualche sbirciata qua e là ma non più tutti. Devo dire però che la cosa non mi dispiace così tanto. Allora è vero: qualche superpotere l'ho perso, ma ci ho comunque guadagnato di praticità, freschezza, comodità e serenità. Tiè.